Letteratura tedesca - appunti - lingue straniere moderne primo anno
Testimonianze e giudizi critici
Sigmund Freud scrive: “… Sempre, quando mi sono abbandonato alle Sue belle creazioni, ho creduto di trovare dietro la loro parvenza poetica gli stessi presupposti, interessi e risultati che conosco come miei propri … La Sua penetrazione nelle verità dell’inconscio, nella propria istintualità dell’uomo, la Sua demolizione delle convenzioni correnti della civiltà, l’adesione dei Suoi pensieri alla polarità di amore e morte, tutto ciò mi ha commosso come qualcosa di incredibilmente familiare … Credo che nel fondo del Suo essere Lei sia un ricercatore della psicologia del profondo, così onestamente imparziale e impavido come non ve ne sono stati mai…” (Lettera del 14 maggio 1922 ad Arthur Schnitzler, in S. Freud, Lettere 1873-1939, ed. it. Torino 1960, pp. 312-13).
Thomas e Katja Mann esprimono: “Caro e stimato dottor Schnitzler, estasiati abbiamo letto, qui, la Traumnovelle, tutti e due divorandola, senza fiato, e La salutiamo pieni d’ammirazione.” (Lettera ad Arthur Schnitzler del 23 maggio 1926 da Arosa).
Hilde Spiel ricorda: «Quasi ancora bambina — avevo il doppio degli anni che ha la “piccola” di Albertine e Fridolin — ricordo di aver vissuto già consapevolmente la pubblicazione di Traumnovelle nel 1926. Un brivido — posso dire — percorre la società viennese all'epoca. Che cosa mai era andato a pensare questo celebre e sagace cronista della sua epoca, propugnatore di una morale sincera e autentica, creatore di delicate e stanche figure come “lo zio Ciceruacchiula” ed Anatol, difensore di un uomo accusato ingiustamente come il Professor Bernhardi? Con quale rivolta il professore uomo metteva a nudo il fondo dell’anima di una rispettabile coppia, un fondo su cui brulicava il mostruoso verminaio dei desideri?» (Nell’abisso delle pulsioni overo Non si accede alla festa. A proposito di “Doppio sogno” di Schnitzler, in Arthur Schnitzler e il suo tempo, a cura di G. Farese, Milano 1983, p. 172).
Roberta Ascarelli analizza: «Incapaci di trasformarsi, ma anche di rinunciare alla seduzione del diverso, Fridolin e Albertine vivono la “commedia delle maschere” — che si svolge intorno a loro — come un sogno tragico, che li obbliga a una discesa alle fonti della follia e del delirio fino al limite della morte dell’Io. Complice di questo dramma tragico, è il terrore di questo viaggio che rende la trasformazione — contro ogni regola sociale — il gesto liberatorio del gettarsi la maschera» e di accettare l'avventura della solidarietà e della passione. [...] Fridolin, abbandonati attraverso il sonno gli abiti e i ruoli di padre, marito, medico, si scopre incapace di rinunciare al “gioco” delle forme teatrali nelle quali si coinvolgere del suo destino libidico e fusionale. Ha così percorsi il percorso inverso, che va dalla «eccitazione dello smascheramento alla scoperta delle tracce di eccitazione nascoste nel quotidiano. [...] Accanto alla maschera il sogno, che compare fin dalle prime scene come compensazione alle frustrazioni del rapporto coniugale, ritorna nel corso della narrazione con una singolare simmetria rispetto al tema del travestimento. [...] Albertine vi trova il veicolo espressivo più adeguato alle sue caratteristiche personali e più credibile rispetto alle peculiarità sociali e culturali dei personaggi. [...] Il tradimento sognato di Albertine non si esaurisce nel gioco provocatorio delle vendette amorose, ma compare nel racconto come strategia per emanciparsi dalle falsificazioni del quotidiano. In questo confronto liberatorio fra una donna e le sue fantasie confluiscono ancora una volta le due prospettive di libertà che animano la scrittura schitzleriana: la prima, di ordine sociale, è il rifiuto delle convenzioni e delle ipocrisie; la seconda, di ordine conoscitivo, consiste nella diffusa consapevolezza della propria complessità umana.» (Le ragioni del sogno. Traumnovelle di Arthur Schnitzler, in Studi Tedeschi, XXXI (1988), 3, pp. 44-47).
Analisi finale: «Le frenetiche e sconvolgenti avventure notturne hanno lasciato il segno; il personaggio che rientra a casa nel pieno dell’alba notte ha perduto anche quell’apparente sicurezza che aveva ostentato anche solo poche ore prima. La vista della maschera che il giorno precedente durante la festa misteriosa gli sembrava che, trovata da Albertine, è stata da lei, significativamente, posta quasi con un gesto di marto è sufficiente a provocare il crollo di Fridolin. I singhiozzi che lo scuotono sono tuttavia, qualcosa, solo il segno di una debacle fisica: caduta la maschera, dietro cui aveva creduto di poter celare le sue contraddizioni, riaffiora in lui la coscienza del suo reale rapporto tema centrale: oscurità dell'anima.
Sogno - sonno - risveglio
Parole chiave:
- Sonno-veglia
- Maschera
- Ballo
Ballo in maschera di carnevale
- Festa di rovesciamento del ruoli
-
appunti analisi dettagliata + commento Doppio Sogno
-
Doppio bipolo - analisi
-
Percorso sul doppio
-
Analisi matematica 2 - l'integrale doppio