Doppi bipoli in regime sinusoidale
La caratteristica del doppio bipolo in regime sinusoidale è descritta dalla
I ,I ,V ,V )=0 I ,I ,V ,V
dove sono i fasori delle grandezze
relazione F( 1 2 1 2 1 2 1 2
alle porte primaria e secondaria. I
I
1 2
2
1
V V
1 2 2’
1’
Per caratterizzare il doppio bipolo si possono imporre due grandezze
mediante due generatori esterni e valutare le rimanenti due.
Se il doppio bipolo è costituito da impedenze si può applicare il principio di
sovrapposizione degli effetti.
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I
I 2
1 2
1 V
V 2
1 2’
1’
Se le variabili indipendenti sono le correnti si ha (caratterizzazione in corrente
del doppio bipolo):
= +
& &
V z I z I = ⋅
1 11 1 12 2 V Z I
ovvero in forma matriciale:
= +
& &
V z I z I
2 21 1 22 2
Z è la matrice delle impedenze del doppio bipolo. I parametri della matrice
si determinano (problema di analisi) con le stesse procedure esaminate
nel caso della matrice delle resistenze.
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I
I 2
1 2
1
+ +
V
V 2
1 2’
1’
Se le variabili indipendenti sono le tensioni si ha (caratterizzazione in tensione
del doppio bipolo):
= +
& &
I y V y V = ⋅
1 11 1 12 2 I Y V
ovvero in forma matriciale:
= +
& &
I y V y V
2 21 1 22 2
Y è la matrice delle ammettenze del doppio bipolo.
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I
I 2
1 2
1 V
V 2
1 2’
1’
Sono inoltre effettuabili le caratterizzazioni in termini di:
• parametri ibridi (di prima e seconda specie)
• parametri di trasmissione.
E’ inoltre possibile effettuare la connessione di doppi bipoli:
• serie,
• parallelo,
• cascata
• di tipo mista (serie alla porta primaria, parallelo a quella secondaria, ecc.)
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Trasformatore ideale
Un doppio bipolo di particolare interesse per le applicazioni è il trasformatore
ideale: esso rappresenta l’idealizzazione dei trasformatori reali.
Il trasformatore consente di modificare opportunamente i valori di tensione e
corrente ai morsetti 1-1’ detti “primari” in valori diversi ai morsetti 2-2’, detti
“secondari”.
I simboli circuitali di un trasformatore ideale sono quelli mostrati in figura.
1 : n 1 : n
1 2
2
1 i i
i
i 1 2
2
1 v
v 1 v
v
1 2
2 2’
2’
1’ 1’
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Adottando la convenzione dell’utilizzatore alle due coppie di morsetti, la
caratteristica del trasformatore ideale è espressa dalle seguenti relazioni:
v =
2 n
v
1
+
Il fattore n (n∈ℜ ) si definisce “rapporto spire”.
1
i
= −
2
i n
1
In alternativa le relazioni caratteristiche possono essere poste nella forma:
v =
1 a
v 2
+
Il fattore a (a∈ℜ ) si definisce “rapporto di trasformazione”.
i 1
= −
1
Il rapporto di trasformazione è il reciproco del rapporto spire.
i a
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Il trasformatore assume particolare interesse negli impianti di distribuzione
dell’energia elettrica operanti in regime sinusoidale. Utilizzando la
rappresentazione fasoriale, le relazioni caratteristiche del trasformatore
ideale diventano:
V = 1 : n
2 =
n V n V
2
1
V 2 1
I
I
1
2
1 1
= −
I 1 I I
V
V
= −
2 2 1
2
1 n
I n 2’
1’
1
Quando:
→
• n >1 V >V il trasformatore viene detto elevatore (per la tensione);
2 1
→
• n < 1 V <V il trasformatore viene detto riduttore (per la tensione).
2 1
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Il segno nelle caratteristiche si modifica al variare dei versi di tensione e
corrente.
In particolare, fatta la convenzione dell’utilizzatore ad ogni porta, se le correnti
sono entrambe entranti o entrambe uscenti dal morsetto contrassegnato con il
“pallino”, le equazioni caratteristiche risultano (caratteristica a):
2
2 1
1 I
I
I
I 2
1
2
1 =
V n
V
V
V V
V 2 1
2
2 1
1
2’
1’ 1
2’
1’ = −
I I
2 1
2
1 n
2
1 I
I
I
I 2
1
2
1 (caratteristica a):
V
V
V
V 2
1
2
1 2’
1’
2’
1’ Alcune possibili combinazioni per la caratteristica a
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Fatta la convenzione dell’utilizzatore ad ogni porta, se le correnti sono una
entrante ed una uscente dal morsetto contrassegnato con il “pallino”, le
equazioni caratteristiche risultano (caratteristica b):
2 2
1 1
I I
I I
2 = −
2
1 1 V n V
V 2 1
V
V V
2 2
1 1 1
2’ =
1’ 2’
1’ I I
2 1
n
2
2 1
1 I
I I
I (caratteristica b):
2
2 1
1 V
V V
V 2
2 1
1 2’
2’ 1’
1’ Alcune possibili combinazioni per la caratteristica b
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Si definisce potenza complessa assorbita dal trasformatore ideale la
( (
quantità: & = +
S V I V I
1 1 2 2
Sostituendo alle grandezze secondarie la loro espressione in funzione di quelle
primarie si ottiene: ( (
1
& = + − =
S V I n V ( I ) 0
1 1 1 1
n
Si dice pertanto che il trasformatore ideale è “trasparente” alla potenza
complessa in quanto assorbe sia potenza attiva che potenza reattiva nulla.
Si definisce, inoltre, potenza (apparente) nominale (o di targa) del
trasformatore la quantità: ( (
= =
P V I V I
a 1 1 2 2
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1
: n
1 2
I
I
+ 2
1 &
Z
V
E V 2
1 2’
1’
L’interposizione di un trasformatore tra un generatore ed una impedenza di
carico consente di modificare (adattare) il valore della impedenza vista dai
morsetti del generatore. Le equazioni che descrivono il circuito sono:
=
E V
1 &
= −
V ZI
2 2
=
V n V
2 1
1
= −
I I
2 1
n
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e I nella seconda equazione si ottiene:
Sostituendo le espressioni di V
2 2 &
V Z
1
& &
= − − → = =
2
1
n V Z I a Z
1 1
2
n I n
1 2
L’impedenza vista dal generatore è, pertanto, ridotta del fattore 1/n .
L’analisi del circuito può essere condotta utilizzando il circuito equivalente
in figura. Esso consente di ricavare la corrente I ; una volta nota tale
1
corrente è quindi possibile risalire, tramite la caratteristica del trasformatore
ideale alla corrente I .
2 1 I
+ 1 & 2
Z n
E V
1
1’
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Il trasformatore ideale rappresenta una idealizzazione del mutuo accoppiamento
magnetico tra due circuiti.
Il mutuo accoppiamento è costituito da due avvolgimenti (ad esempio, disposti
su un nucleo di materiale ferromagnetico ad elevatissima permeabilità
µ→∞)
magnetica, realizzati rispettivamente con N e N spire ed interessati dalle
1 2
e I .
correnti I
1 2 I I
1 2
B
N
1 N
2
µ
0
µ
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Le due correnti daranno origine ad un
campo di induzione che, in prima
approssimazione, si sviluppa interamente
nel nucleo. Ai due avvolgimenti saranno
I I 2
1 associati dei flussi di induzione che
B potranno essere espressi rispettivamente
N
1 N come:
2
µ 0 Φ ≅ Φ
N
µ 1 1 m
Φ ≅ Φ
N
2 2 m
Φ rappresenta il fasore associato al flusso medio concatenato con una spira
m
dell’avvolgimento.
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Per la legge di Faraday-Neumann alla variazione di tali flussi risulteranno
associate le tensioni ai morsetti dei due avvolgimenti:
Φ
d ω ω
≅ ⇒ = Φ = Φ
1
v V j j N
1 1 1 1 m
dt
Φ
d ω ω
≅ ⇒ = Φ = Φ
2
v V j j N
2 2 2 2 m
dt
Dividendo membro a membro si ottiene:
V N
= =
2 2 n
V N
1 1
n è quindi pari al rapporto tra le spire dell’avvolgimento secondario e quelle
del primario. Corso di Elettrotecnica II - Prof. V. Tucci - DIIIE - Università di Salerno
Circuiti accoppiati magneticamente
Le equazioni che descrivono il trasformatore ideale rappresentano il
comportamento limite di un doppio bipolo "reale" costituito da due induttori in
cui il campo magnetico che interessa ognuno di essi influenza il
comportamento ai morsetti dell'altro
Per ricavare le caratteristiche dinamiche, interessanti ai fini delle relazioni con il
comportamento del trasformatore ideale, esaminiamo il funzionamento in
condizioni stazionarie.
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Co
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Esercizi svolti di Elettrotecnica sui doppi bipoli in regime stazionario - Parte 2
-
Esercizi svolti di Elettrotecnica sui doppi bipoli in regime stazionario - Parte 1
-
Elettrotecnica (analisi circuiti elementari, bipoli e doppi bipoli)
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Integrali doppi