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La storia del tempo della mente inizia nel 1816 quando Friedrich W. Bessel, direttore dell’Imperiale

Osservatorio di Königsberg, viene a sapere che nel 1796 Nevil Maskelyne direttore del Regio Osservatorio di

Greenwich, aveva licenziato il suo assistente Kinnerbrook perché riguardo alla posizione degli astri aveva

registrato un ritardo tra i 500 e gli 800 metri al secondo rispetto ai suoi. Bessel si chiese se questo non

potesse dipendere da un fattore personale, riuscì a dimostrare che si possono registrare delle differenze di

misurazione da un osservatore all’altro valutabili sui 300 metri al secondo, ma potevano arrivare anche oltre

al secondo, notando anche che potevano variare anche a seconda del momento della giornata,

dell’attenzione e di particolari condizioni psicofisiche come la fatica.

A partire dal 1822 questo fenomeno destò un enorme impressione nel mondo scientifico, si dimostrò

l’esistenza di un fattore soggettivo che sarebbe stato poi chiamato equazione personale, cioè il rapporto fra

un processo psichico e un parametro fisico (il tempo). Le rivelazioni astronomiche poi cominciavano ad

essere considerate poco attendibili dato che potevano variare anche più volte da uno stesso soggetto.

Da allora un processo psichico venne ritenuto misurabile come qualsiasi altro fenomeno naturale e nel 1879

Ribot disse che si cominciava a misurare con precisione lo stato di coscienza.

Donders

Frans Cornelis Donders (1818-1889) era un fisiologo, fisico e studioso dell’evoluzione; assieme al suo allievo

De Jaager creò il metodo sottrattivo ispirato degli esperimenti di Helmholtz. Wundt impiegò questo metodo a

Lipsia cercando di adattarlo alla sua teoria come strumento fondamentale al fianco dell’introspezione per

l’analisi della vita psichica.

Donders era professore di fisiologia a Utrecht e si poneva il problema dei rapporti esistenti tra processi del

sistema nervoso centrale e fenomeni mentali. Riteneva che la stimolazione in punti diversi e con intensità

diversa poteva dare luogo a processi mentali differenti. Secondo lui era meglio fare ricorso a misurazioni

differenziali dei tempi necessari allo svolgimento di processi mentali di diversa complessità. Riteneva che

processi mentali complessi richiedevano tempi di reazione piu lunghi

Stabilì uno schema in dodici fasi che spiegano il tempo che intercorre fra la stimolazione del soggetto e la

produzione della risposta:

1. Azione degli elementi sensoriali negli organi di senso

2. Comunicazione con le cellule gangliari periferiche, incremento dell’attività richiesta per la scarica

nervosa

3. Conduzione nei nervi sensoriali alle cellule gangliari del midollo

4. Incremento dell’attività delle cellule

5. Conduzione alle cellule nervose degli organi concettuali

6. Incremento dell’attività delle cellule

7. Incremento dell’attività delle cellule nervose dell’organo della volontà

8. Conduzione alle cellule che governano il movimento

9. Incremento dell’attività delle cellule

10. Conduzione nei nervi volontari ai muscoli

11. Latenza nell’azione del muscolo

12. Incremento dell’attività fino al momento della resistenza alla risposta

Seguendo le stime di Helmholtz, le fasi 6 e 7 possono durare da 0 a 1/10 di secondo se il tempo di reazione

dura da 1/8 a 1/9 di secondo.

Metodo sottrattivo

Donders tra il 1862 e il 1865 crea il metodo sottrattivo individuando tre tipi di tempi di reazione:

Tempi semplici A

Corrispondo a una situazione in cui a uno stimolo deve seguire una risposta

Tempi composti B

E’ la situazione in cui si somministrano piu stimoli ai quali deve corrispondere una risposta diversa per

ognuno


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Nigy

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline psicosociali
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nigy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Origini e storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Uninettuno - Uninettuno o del prof Luccio Riccardo.

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