Domande
Le basi neurologiche dell'autismo
1. La ricerca afferma che sembrano esserci delle anomalie morfologiche e funzionali nelle persone affette da disturbo dello spettro dell'autismo nelle aree cerebrali implicate nel funzionamento cognitivo e nella capacità di mentalizzazione. A questo proposito, sono stati formulati dei modelli psicologici per spiegare l'autismo, come il deficit di imitazione di Meltzoff e la Teoria della Mente di Baron-Cohen. Sembra infatti esserci una problematica a livello di neuroni specchio che impedisce a questi individui di imitare gli altri (network dell'empatia cognitiva). Non provare l'esperienza dell'altro su di sé rende difficile contemplare l'esistenza di altri se non di se stessi.
Esperimento sulla relazione di attaccamento di Harlow e risultati
Negli anni '50, Harlow utilizzò dei cuccioli di scimmie, che vennero separati dalle madri, con lo scopo di studiare il comportamento di questi animali e verificare la teoria dell'attaccamento di Bowlby. Nelle gabbie delle scimmie c'erano due oggetti: un biberon pieno che avrebbe garantito nutrimento agli animali (madre di ferro) e un peluche che assomigliava ad una scimmia adulta (madre di panno). Questo peluche non forniva alcun tipo di sostentamento ai cuccioli. L'esperimento ha dimostrato che i cuccioli preferivano il peluche anche se non dava loro alcun nutrimento. Anche nel momento in cui il cucciolo di macaco veniva spaventato, esso andava dalla madre di panno perché gli forniva sicurezza. Questo permise ad Harlow di confermare l'importanza della relazione, dell'attaccamento dei cuccioli alle madri fin da piccoli. Nonostante non ricevessero cibo, i cuccioli di scimmia sceglievano il peluche perché per loro rappresentava la madre. Il biberon era, invece, una semplice fonte di cibo che non avrebbe dato loro né calore né affetto.
Lo studio di Ruth Feldman
Ruth Feldman ha studiato il funzionamento del cervello a livello empatico attraverso l'fMRI. Ha misurato il funzionamento cerebrale a riposo e poi misurò il funzionamento in seguito alla visione di un video del genitore che interagisce col proprio bambino, oppure un video di un'altra diade genitoriale in interazione. Attraverso queste analisi, è stato possibile studiare l'empatia genitoriale, la quale si divide in una componente cognitiva (penso quello che l'altro sta sentendo), chiamata mentalizing, e l'empatia sensomotoria (sento quello che sente l'altro), chiamata experience sharing o embodied situation. Questa divisione è sia teorica che anatomica, in quanto sono implicati due network differenti. Il network dell'empatia cognitiva è basato sulla teoria dei neuroni specchio, perciò da un punto di vista filogenetico è più recente, mentre il network dell'empatia comportamentale è più antico e costituisce le basi dell'empatia. In un altro studio importante, la Feldman ha somministrato ai padri dell'ossitocina vs placebo. Misurò il cambiamento dell'ossitocina e fa giocare il papà con il bambino. Dopodiché, viene misurata l'ossitocina nel bambino. Quando i padri hanno assunto ossitocina, anche nel bambino l'ossitocina aumenta, svolgendo una funzione endogena. Un intervento neurofisiologico nel padre genera un cambiamento neurofisiologico anche nel bambino.
Paradigma dell'Infant Research
L'Infant Research fu fondata nei primi anni '70 da Daniel Stern. Questo paradigma ha lo scopo di studiare lo sviluppo del bambino, sia in condizioni tipiche che atipiche, per riflettere su come funziona la relazione tra esseri umani, anche tra adulti. Stern osservava i bambini e i loro comportamenti sociali per comprendere le regole implicite riguardanti le relazioni umane. I comportamenti dei bambini, infatti, sono più semplici di quelli degli adulti. Uno dei lavori più importanti di Stern fu quello legato alla costellazione materna: la donna in gravidanza vive un momento di ricostruzione psicologica e cognitiva che le permette di prepararsi al nuovo ruolo di madre.
Differenza tra PDM e DC: 0-5
Il PDM è un manuale diagnostico a orientamento psicodinamico. Nasce da un'insoddisfazione verso il DSM in quanto non fornisce i criteri per impostare un trattamento adeguato in funzione del percorso che sta seguendo il paziente. Il PDM funziona su tre assi (P; M; S) ed è composto da 6 sezioni (Adulti, Adolescenti, Infanzia, Prima Infanzia (IEC:0-3), Anziani e Strumenti di Valutazione). Questa divisione sottolinea l'importanza che il PDM dà all'infanzia, dividendo perfino l'età evolutiva nei suoi periodi fondamentali. Anche la DC:0-5 nasce da un'insoddisfazione del DSM e, a differenza del PDM, vuole distanziarsi dal DSM per quanto riguarda le diagnosi infantili. Infatti, la DC: 0-5 si occupa delle diagnosi dei bambini da 0 a 5 anni (prima nasce come DC: 0-3 e andava a indagare fino ai 3 anni). Il PDM e la DC: 0-5 hanno quindi in comune l'interesse per i disturbi in età evolutiva, però il PDM va ad indagare anche le altre tappe evolutive.
Pattern di attaccamento disorganizzato e implicazioni psicopatologiche
L'attaccamento disorganizzato è il pattern di attaccamento con una maggiore associazione di rischio di sviluppo di psicopatologia (è presente nell'80% dei campioni a rischio). I bambini con questo pattern di attaccamento presentano dei comportamenti incoerenti a causa di una mancanza di strategie per far fronte al sistema di attaccamento. Infatti, nella Strange Situation, è possibile osservare nel momento della riunione col genitore, una serie di comportamenti contraddittori (es. si avvicinano al genitore ma nel farlo cadono a terra e piangono, vanno in freezing ecc.). Per quanto riguarda i genitori di questi bambini, Lyons Ruth ha descritto due tipologie di genitori: spaventati e spaventanti. Le madri spaventate possono essere delle madri che hanno subito traumi o lutti non risolti (es. madri picchiate), mentre una madre spaventante è una madre che abusa o maltratta il figlio (es. psicotica). Entrambe le tipologie hanno la funzione di instaurare il sistema di paura nel bambino. Il problema che si crea è che il bambino, attivando il sistema di paura, attiverà il sistema di attaccamento, solamente che la fonte della paura è la stessa fonte di rassicurazione del bambino. Ciò scatenerà un conflitto irrisolvibile. I bambini con attaccamento disorganizzato mostrano una grave difficoltà nella regolazione emotiva, in quanto i sentimenti del bambino non vengono regolati dalla madre in fase di sviluppo. È possibile che questi bambini, in età scolare, assumano dei comportamenti controllanti punitivi o si instauri una relazione role-reversed col genitore. I bambini con pattern di attaccamento disorganizzato mostrano un rischio psicopatologico di sviluppare disturbi esternalizzanti in età evolutiva e disturbi dissociativi in età adulta (es. DPTS, schizofrenia?), se non addirittura un disturbo di personalità borderline, a causa di una mancata regolazione emotiva in infanzia (un border ha repentini cambiamenti di umore, instabilità dei comportamenti e delle relazioni con gli altri, marcata impulsività e difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri).
Pattern di attaccamento ansioso-ambivalente e implicazioni psicopatologiche
L'attaccamento insicuro-ambivalente rappresenta una strategia che massimizza i segnali di attaccamento, in quanto le madri di questi bambini rispondono ai segnali dei figli in maniera imprevedibile (e quindi i bambini esagerano per fare in modo che la madre li ascolti). I bambini con questo pattern di attaccamento sono poco esplorativi perché sono angosciati dalle separazioni e, infatti, ricercano costantemente il contatto coi genitori. Nella Strange Situation, al momento della separazione, si mostrano molto turbati e angosciati e, al momento della riunione col caregiver, ricercano un contatto ma in contemporanea hanno esplosioni di rabbia, in cui non riescono ad essere calmati. Le madri di questi bambini mostrano comportamenti di rifiuto ma sembrano essere molto ansiose riguardo alla capacità di prendersi cura del figlio, infatti il bambino presenta un modello operativo interno secondo cui la madre è incapace di rispondere alle sue richieste. Questo eccessivo livello di ansia rappresenta un ostacolo per raggiungere l'autonomia nei bambini, e si mostreranno sempre più dipendenti nei confronti della figura di attaccamento. È possibile che ci sia uno sviluppo psicopatologico di un disturbo di personalità dipendente (pervasiva dipendenza psicologica da altre persone, da cui si ricerca protezione o approvazione; le persone dipendono dagli altri per soddisfare i loro bisogni emotivi e fisici), disturbo di personalità istrionico (intensa emotività, esternata con modalità teatrali, costanti tentativi di ottenere attenzione, approvazione e sostegno dagli altri, mediante comportamenti celatamente o apertamente seduttivi), borderline (repentini cambiamenti di umore, instabilità dei comportamenti e delle relazioni con gli altri, marcata impulsività e difficoltà ad organizzare in modo coerente i propri pensieri) e di disturbi internalizzanti (ansia, depressione, ritiro). Questi bambini, infatti, si percepiscono come molto fragili e poco competenti e mostrano una difficoltà nella regolazione affettiva perché tendono sempre a esagerare tutto per avere una risposta dalla madre.
Pattern di attaccamento insicuro-evitante e implicazioni psicopatologiche
Il pattern di attaccamento insicuro-evitante è caratterizzato da una madre molto rigida, controllante, avversa al contatto fisico. Il distacco materno può essere esplicitato o meno dalla madre (evitamento come mascheramento della rabbia o espressione esplicita di irritazione). Il bambino quindi, per evitare i comportamenti di rifiuto della madre, tende a minimizzare le emozioni che prova. Questi bambini sono altamente esplorativi, nonostante il loro sistema di esplorazione non sia regolato da una base sicura. Nel momento di separazione col caregiver nella Strange Situation non mostrano grande angoscia (anche se a livello fisiologico il battito cardiaco equivale a quello dei bambini con pattern di attaccamento sicuro) e nel momento di riunione spesso evitano lo sguardo del genitore, concentrandosi sui giocattoli a disposizione. Se presi in braccio, possono irrigidirsi o inarcare la schiena. I bambini con questo attaccamento pensano che il genitore sia rifiutante nei loro confronti. Le difficoltà nella regolazione affettiva (causata dalla minimizzazione dell'emotività) possono comportare a una predisposizione di disturbi esternalizzanti (aggressività, disturbo oppositivo provocatorio e disturbo della condotta), fino al rischio di sviluppare un disturbo di personalità antisociale. La letteratura ha riportato inoltre un rischio di sviluppo di disturbo di personalità schizoide (distacco e disinteresse generale nelle relazioni sociali e da una gamma limitata di emozioni nei rapporti interpersonali) e narcisistico (egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui e bisogno di percepire ammirazione).
Differenza tra disturbo della condotta e disturbo oppositivo provocatorio
Il disturbo oppositivo provocatorio è un disturbo esternalizzante caratterizzato da un pattern di umore collerico/irritabile, comportamento provocatorio nei confronti dell'autorità e degli altri o vendicatività. Questi comportamenti non si manifestano durante l'interazione con un fratello e si verificano quasi tutti i giorni nei bambini con età inferiore ai 5 anni e almeno una volta a settimana in bambini più grandi di 5 anni. È importante distinguere i comportamenti tipici dell'età di sviluppo del bambino dai sintomi veri e propri del disturbo. Il disturbo della condotta è invece un disturbo in cui vengono violati i diritti altrui o le norme sociali, e si manifesta con comportamenti di aggressione a persone e animali, distruzione di proprietà, frode o furto, e gravi violazioni di regole. L'esordio di questo disturbo può avvenire in infanzia o in adolescenza ed è possibile un riscontro di emozioni prosociali limitate nel pattern di funzionamento dell'individuo, come la mancanza di empatia, la mancanza di rimorso, l'anaffettività o l'indifferenza per i risultati. Queste emozioni prosociali limitate possono essere predittive di un disturbo di personalità antisociale (che viene diagnosticato dopo i 18 anni perché prima la personalità non è ancora del tutto formata), infatti un criterio diagnostico per questo disturbo di personalità è la presenza di disturbo della condotta con esordio prima dei 15 anni.
Come si può intervenire nei disturbi esternalizzanti?
Molto spesso i disturbi esternalizzanti sono osservab
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