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La Banca d’Italia:

Il ruolo centrale della Banca -ha un ruolo centrale nella risoluzione delle banche meno significative;

d'Italia -ha un ruolo di promozione e supervisione della procedura di liquidazione ordinaria delle banche;

-deve attuare il programma di risoluzione deciso dal Comitato di risoluzione unico per le banche

significative;

-deve attuare tutti i provvedimenti e le misure early intervention e di risanamento per le banche in crisi. Tali fasi

del processo decisionale devono essere condotte in stretto raccordo con l’autorità di risoluzione;

-ha ancora il potere di emanare il decreto di L.C.A (non emana più il decreto di A.S.).

Il capitale può arrivare agli imprenditori o agli altri soggetti interessati tendenzialmente tramite due canali:

Il ruolo delle - attraverso il mercato

banche - attraverso gli intermediari, in modo particolare un ruolo rilevante spetta alle banche. A seconda del ruolo

rivestito dalle banche o dai mercati finanziari si distinguono:

- sistemi con prevalenza delle banche

- sistemi con prevalenza dei mercati.

Secondo la classificazione tradizionale è, infatti, possibile distinguere tra sistemi con prevalenza dei mercati

finanziari (detti mercato-centrici) e sistemi con prevalenza degli istituti bancari (detti banco-centrici). Tale

distinzione è sempre più attenuata soprattutto per effetto dell’innovazione finanziaria grazie alla quale, in sistemi

tradizionalmente banco-centrici, hanno preso via via sempre maggiore spazio i mercati e, viceversa, nei

sistemi mercato-centrici il ruolo delle banche (soprattutto le banche di investimento) si è accresciuto

notevolmente.

Nel caso in cui gli imprenditori ricorrano all’intermediazione bancaria al fine di ottenere il capitale necessario

per la propria attività, il rischio di un eventuale mancato rientro dei capitali graverà sull’istituto bancario e

non sul singolo risparmiatore che ha depositato in banca il proprio denaro.

Nel 1996 il Governo operò il salvataggio del Banco di Napoli, che intervenne con decreto, prevedendo plurimi

Il salvataggio del Banco di Napoli strumenti: piano di ristrutturazione della banca e ricapitalizzazione da parte del Tesoro. Gli elementi dell’attivo

con scarse probabilità di recupero sono stati ceduti ad una nexco, una bad bank denominata Sga incaricata del

recupero. La Banca d’Italia è intervenuta, in base al decreto Sindona per coprire le perdite. Nel 1997, la banca è

stata acquistata da un altro gruppo bancario e ricapitalizzata.

Nel 2014, il legislatore europeo ha emanato un complesso di regole ampio in materia di crisi: -la Direttiva

Il sistema normativo comunitario della crisi dell'impresa 2014/59/UE: che ha fissato regole armonizzate per il risanamento e la risoluzione delle banche e delle

bancaria imprese di investimento; -il Regolamento 2014/806/UE: che ha previsto un meccanismo di risoluzione

unico delle banche e un Fondo di risoluzione unico (Fru); -l’accordo intergovernativo del

21 maggio 2015: che ha disciplinato il trasferimento e la mutualizzazione dei

contributo al Fondo di risoluzione unico. Tali provvedimenti hanno formato oggetto di ricezione

nell’ordinamento italiano con: -il d.lgs. 181/2015 che ha modificato le procedure di A.S. e di L.C.A e - il d.lgs.

180/2015 che contiene disposizioni sulla risoluzione delle banche (su detti provvedimenti ci si soffermerà in

seguito).

Il sovvenzionamento è un finanziamento straordinario da parte di Banca d’Italia a un tasso di favore alla banca che

Il sovvenzionamento avrebbe acquistato le attività e le passività dell’intermediario in crisi. Tale forma di intervento aveva il proprio

referente normativo in un decreto del ministro del tesoro del 1974, emanato per la soluzione della crisi della

banca gestita dal finanziere Michele Sindona (c.d. “decreto Sindona”). Il finanziamento di cui al “decreto

Sindona” non può più essere utilizzato perché è contrario agli impegni assunti nell’ambito del Sistema europeo

della banche centrali. Viene, in particolare, in considerazione l’art. 123 del Trattato UE che vieta al settore

pubblico la concessione di facilitazioni creditizie da parte di banche centrali.

A determinare la suddetta evoluzione (da impresa bancaria = impresa pubblica a impresa bancaria =

Il progressivo riconoscimento del carattere imprenditoriale dell'attività attività d’impresa) è stato il d.p.r. 350/1985.

bancaria In particolare:

- le regole sull’accesso all’attività sono state fondate su criteri generali ed oggettivi

(essendo venuti meno i precedenti criteri discrezionali autorizzativi);

- sono stati ridotti i poteri autorizzativi delle autorità sulle scelte gestionali;

- sono state introdotte regole per la creazione di presidi patrimoniali per accordare protezione all’attività

bancaria a fronte del verificarsi di rischi tipici.

La Banca d'Italia ricopre il ruolo di maggiore rilievo nel sistema di controlli pubblici sulle banche a livello

La Banca d'Italia nazionale, anche in quanto parte del meccanismo di vigilanza unico. La Banca d'Italia assomma su sé una pluralità

di potestà: quella di Banca Centrale e di vigilanza della stabilità del sistema finanziario. Dall'avvio dell'area

dell'euro del 1° gennaio del 1999 le competenze di politica monetaria fanno capo a organismi europei: la Banca

centrale europea e il Sistema europeo delle banche centrali (: Sebc). L'Eurosistema e le banche centrali di

tutti gli Stati membri dell'Unione europea, indipendentemente dal fatto che abbiano adottato l'euro, compongono

il Sebc. In quanto Banca centrale, la Banca d'Italia ha compiti che riguardano il sistema dei pagamenti.

Una società diversa da una banca è considerata capogruppo quando, - nell'insieme delle società controllate dalla

La capogruppo non banca stessa hanno “rilevanza determinante” società bancarie, finanziarie e strumentali, vale a dire quando il totale

dell'attivo del bilancio delle componenti finanziarie del gruppo è complessivamente pari o superiore al totale

dell'attivo di bilancio dell'intero gruppo, ivi incluse le componenti non finanziarie.

La cessione di rapporti giuridici è soggetta a un intervento autorizzativo solo se è considerata rilevante secondo

La cessione di rapporti giuridici le disposizioni di vigilanza (art. 58 t.u.b.). Attualmente tali disposizioni prevedono che la cessionaria debba

essere autorizzata se

- l'operazione avviene tra soggetti che non appartengono allo stesso gruppo

- se il prezzo stabilito superi il 10% del patrimonio di vigilanza della banca o del gruppo cessionario.

Le operazioni di riorganizzazione aziendale che coinvolgono banche sono soggette a un controllo da parte

La competenza al rilascio dell'autorizzazione per le dell'autorità di vigilanza. In particolare, il t.u.b. prevede questo controllo in caso di:

operazioni di riorganizzazione aziendale • fusione,

• scissione,

•cessione di rapporti giuridici.

L'autorizzazione è rilasciata dalla Banca d'Italia nell’ipotesi in cui queste operazioni non contrastino con la

sana e prudente gestione. Per queste operazioni la direttiva 2013/36/UE ed il regolamento 1024/2013 non

prevedono un intervento autorizzativo espresso. Si è posto quindi il problema di verificare a chi spetti la

competenza nell’ipotesi di banche significative.

Si ritiene che, da un punto di vista formale, la competenza al rilascio del provvedimento spetti

all'autorità nazionale anche per le “banche significative”.

La crisi sistemica l’art. 2 della Direttiva 2014/59/UE prevede che viene in considerazione una crisi sistemica se si verifica “una

perturbazione del sistema finanziario che può avere gravi conseguenze negative per il mercato interno e

l’economia reale”. Nell’ipotesi in cui la crisi sia sistemica, l’ordinamento dell’UE e i singoli ordinamenti nazioni

vengono previste forme di intervento diverse e speciali da quelle che operano se la crisi riguarda un solo

intermediario. Come si vedrà, le crisi sistemiche necessitano di forme di intervento pubblico a carico dei

contribuenti.

La direttiva 2007/44/CE ha previsto l'armonizzazione massima, al fine di uniformare la disciplina dei paesi

La direttiva 2007/44/CE dell'Unione per favorire le operazioni di concentrazione transfrontaliere in Europa. Nell'ordinamento italiano, le

norme sono recepite con provvedimenti legislativi e provvedimenti attuativi delle autorità creditizie.

Con la direttiva del 2007, l'Unione ha stabilito una serie di requisiti che concorrono a definire il concetto di

“qualità” degli azionisti.

I principi e le regole dettati dalla Direttiva sono:

La Direttiva 2014/59/UE -il ricorso all’intervento straordinario pubblico deve essere ridotto al minimo;

-gli strumenti di risoluzione dovrebbero essere applicati prima di una ricapitalizzazione con capitale

pubblico o di un equivalente sostegno finanziario pubblico straordinario a favore di una banca;

-le autorità competenti, nel valutare la possibilità di risoluzione, devono verificarne la

possibilità senza un intervento straordinario pubblico;

-una situazione di dissesto è dimostrata anche dalla necessità di un intervento straordinario pubblico;

-agli interventi straordinari pubblici si applicano le norme sugli aiuti di Stato

La disciplina del bilancio delle banche (d.lgs. 87/1992 e 38/05) prevede poteri della Banca d'Italia in materia di

La disciplina del bilancio delle banche “forme tecniche” , migliorando così la qualità dell'informazione che le banche producono per il mercato. È stato

quindi rafforzato il principio di coerenza fra informativa per il mercato e informativa per l'autorità di

vigilanza. Le informazioni che devono essere comunicate riguardano: adeguatezza patrimoniale, esposizione ai

rischi e alla caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione dei

rischi. Sussistono inoltre nuovi obblighi di disclosure con frequenza annuale per le banche

Con la crisi finanziaria recente, vi sono stati numerosi casi di salvataggio. Nel

La disciplina degli aiuti di Stato 2008-2009, la Commissione europea ha dettato (e successivamente aggiornato) una disciplina speciale per

gli aiuti di Stato. In particolare, con la comunicazione del

2013, la Commissione ha previsto che un piano di sostegno in favore di banche in difficoltà è ammissibile solo se le

misure si inseriscono in un piano di ristrutturazione o liquidazione ordinata. Se è prevista una ricapitalizzazione,

le perdite devono comunque essere sostenute prima da azionisti e titolari di crediti subordinati.

Gli interventi e gli aiuti pubblici sono previsti anche dalla disciplina comunitaria. La Direttiva 2014/59/UE

definisce il “sostegno finanziario pubblico straordiario”.

Agli inizi degli anni ‘80 del XIX secolo, l’attività bancaria è stata oggetto di una ricostruzione in chiave

La giurisprudenza degli anni '80 sulla ricostruzione in termini pubblicistica da parte della giurisprudenza. In detta prospettiva, venne dato particolare risalto ai seguenti

pubblicistici dell'attività bancaria indici:

- i poteri attribuiti alle autorità dalla legge bancaria erano ampi: l’attività bancaria poteva essere utilizzata per

finalità di politica economica;

- i poteri di vigilanza, anche per l’accesso all’esercizio dell’attività (: criteri

autorizzativi discrezionali), erano tanto discrezionali che vi erano difficoltà a riconoscere carattere

imprenditoriale all’impresa bancaria;

- molti intermediari bancari avevano, al tempo, natura pubblica.

Sintomatica nella prospettiva sopra ricordata (impresa bancaria = impresa pubblica) è stata la pronuncia della

Cassazione Penale, 19 novembre 1981, che applicò agli operatori bancari il regime dei reati propri della pubblica

amministrazione. Il caso su cui si era pronunciata la Suprema Corte concerneva gli amministratori di Casse di

Risparmio che avevano concesso finanziamenti ad imprese, le quali verosimilmente non sarebbero state capaci di

provvedere alla restituzione di quanto ricevuto.

- Dette imprese, infatti, erano poi state dichiarate fallite.

La scelta della Bce quale autorità di vigilanza ha aperto un dibattito circa la necessità o meno di accentrare la

La governance del Mvu - Gli amministratori di tali banche furono quindi condannati per peculato.

funzione di politica monetaria e di vigilanza in capo alla stessa autorità. I diversi Stati membri hanno

organizzazioni differenti. Ad esempio: - In Germania → le funzioni di politica monetaria sono attribuite ad

un'autorità diversa da quella che esercita la supervisione sulle banche a fini prudenziali; - In Italia → la funzione di

politica monetaria e di vigilanza sono esercitate dalla stessa autorità.

Si parla di “libera prestazione di servizi” quando: - ricorre un trasferimento temporaneo del prestatore nel paese

La libera prestazione di servizi del beneficiario, mediante intermediari o agenti esteri indipendenti dalla banca; - ricorre una struttura fissa

ma sprovvista di personale, come nel caso degli sportelli automatici (Atm – automated teller machine)

La liquidazione coatta amministrativa L’assoggettamento alla procedura di liquidazione coatta amministrativa veniva disposta quando:

- le irregolarità nella gestione o le violazioni di previsioni legislative, amministrative o statutarie relative

all’attività della banca erano di eccezionale gravità.

In Francia, la L. 24 gennaio 1984, n. 84-46, riconosceva che la specialità delle banche risiede nella raccolta del

La nozione di banca in Francia prima del risparmio, e in particolari forme di raccolta. Infatti, le banche erano i soli soggetti autorizzati a ricevere dal

regolamento UE del 2013 pubblico fondi con l’obbligo di restituzione “a vista”, ovvero con scadenza inferiore a 2 anni.

Dopo il regolamento UE 575/2013, il Code monétaire et financier, prevede all’art. L511-1 che sono enti creditizi le

La nozione di banca in Francia dopo il regolamento persone giuridiche che esercitano:

UE del 2013 - attività di ricezione, per proprio conto, a titolo professionale, di fondi rimborsabili dal pubblico; e

- attività di erogazione del credito.

In forza di quanto previsto dal Banking Holding Company Act del 1956, la banca è un’attività che esercita

La nozione di banca negli congiuntamente l’attività di raccolta del risparmio e l’attività di concessione di prestiti. L’attività di raccolta del

Stati Uniti risparmio veniva esercitata mediante depositi a vista o depositi dai quali era possibile prevelare somme

con assegni o altri strumenti di pagamento. Il Banking Holding Company Act del 1956 vietava alle banche

commerciali l’esercizio di attività di investimento. Tale divieto rispondeva all’esigenza di evitare conflitti ed abusi

a tutela della stabilità del sistema. Dal 1934 al 2000, è stata quindi vietata la commistione fra attività

bancari tradizionale e attività di intermediazione nei mercati mobiliari. Nel 2000, sono stati eliminati i vincoli

all’esercizio di attività di investimento per le Commercial Banks. Si può quindi affermare che anche negli Stati

Uniti, successivamente al 2000, si è affermato un modello di c.d. banca universale.

Dopo la crisi finanziaria che ha caratterizzato gli Stati Uniti, nel 2010 è stato emanato il c.d. Dodd Frank Wall

Street Reform and Consumer Protection Act, che ha reintrodotto la distinzione fra Commercial Banks e

Investments Banks (seppur in modo meno netto rispetto a quanto prevedeva il Banking Holding Company Act

del 1956).

Nell’ordinamento tedesco, sono individuate come istituzioni creditizie le imprese che esercitano in via

La nozione di banca professionale l’attività bancaria. L’attività bancaria è definita non con una clausola generale, ma con un

in Germania elenco ampio. Ad esempio, rientrano nell’attività bancaria:

- la raccolta del risparmio nella forma del deposito;

- le operazioni creditizie;

- i servizi di pagamento.

Anche in Germania, non si ha una nozione di ente creditizio analoga a quella dettata a livello europeo. E la raccolta

del risparmio e l’erogazione dei credito sono attività suscettibili di essere esercitate solo dalle imprese

autorizzate, le quali, tuttavia, possono esercitare anche altre attività.

Nell’ordinamento inglese, è banca il soggetto (non già definito come impresa che raccoglie risparmio ed eroga

La nozione di banca nel credito, ma) autorizzato come tale dalle autorità.

Regno Unito Il Banking Act precisa che per “attività bancaria” si intende: l’attività di raccolta di risparmio in conti correnti

o depositi, di pagamento e di ricezione di assegni, di finanziamento dei clienti, incluse le altre attività che l’autorità

può autorizzare ai fini della legge. Si tratta di attività svolte tradizionalmente dalle banche.

Le banche non si individuano, tuttavia, nei soggetti che esercitano esclusivamente tali attività tradizionali: da

sempre, le banche hanno infatti assolto una funzione fondamentale nei mercati finanziari ed hanno

esercitato principalmente attività diverse. I principali operatori sono, infatti, operatori universali.

La prestazione di servizi senza stabilimento da parte di banche italiane in paesi dell'Unione è libera, secondo

La prestazione di servizi senza stabilimento quanto previsto dal principio del mutuo riconoscimento. La prestazione di servizi senza stabilimento in paesi

extra-UE deve essere autorizzata dall'autorità di vigilanza. Tale potere non è espressamente previsto dal

regolamento sul Mvu. Pertanto l'emanazione del provvedimento autorizzativo dovrebbe spettare sul piano

formale sempre alla Banca d'Italia, che, nel caso si tratti di “banca significativa”, deve chiedere il parere vincolante

della Bce. La libera prestazione di servizi nei paesi extra-UE deve essere svolta nel rispetto delle regole del paese

ospitante

La Banca d'Italia richiede alla Banca un'informativa preventiva almeno 60 giorni prima di sottoporre l'argomento

La procedura di aumento del capitale sociale all'approvazione dell'assemblea dei soci, nonché informazioni sulle modalità e i tempi di attuazione

dell'operazione, sugli obiettivi perseguiti, sugli effetti che l'operazione determina sulla situazione patrimoniale,

economica e finanziaria. L’assemblea dei soci delibera l’aumento del capitale sociale.

La responsabilità in ordine alla correttezza delle segnalazioni è degli organi aziendali, ciascuno per quanto di

La responsabilità della correttezza delle informazioni propria competenza. Il sistema dei controlli interni prevede strumenti diretti alla produzione di rendicontazioni

sintetiche delle informazioni destinate ai responsabili aziendali. Gli organi aziendali sono responsabili

dell'adeguatezza delle procedure di produzione e di controllo di tali segnalazioni. Il flusso delle informazioni

prodotto dalle banche rappresenta un importante elemento anche per le banche stesse per effettuare

un'analisi della propria situazione finanziaria.

Non è facile distinguere tra una situazione di dissesto e una situazione di difficoltà.

La situazione di difficoltà dell'impresa bancaria Si può affermare che possono esservi indizi della situazione di difficoltà, quali (ad esempio):

-carenza di liquidità: si verificano quando la banca non riesce a procedere alla raccolta dei fondi sui

mercati finanziari o a cedere i propri attivi a prezzi di mercato;

-perdite rilevanti: sono tali se la banca non riesce a farvi fronte con gli utili accumulati in periodi

precedenti o altre riserve o con operazioni di ricapitalizzazioni.

L’impresa bancaria è un’impresa (e quindi per tale motivo vi è già una deroga alla disciplina di diritto comune, che

La specialità dell'impresa bancaria regola i rapporti fra privati) ed anche un’impresa speciale. Nell’esercizio dell’impresa bancaria vengono in

considerazione interessi generali ulteriori rispetto a quelli rilevanti in una qualunque impresa (per quanto di

rilevanti dimensioni). Anche la disciplina della crisi dell’impresa bancaria è speciale.

Tale specialità si evince non solo dall’analisi della disciplina delle procedure di gestione della crisi

tradizionalmente individuate nel sistema su cui hanno inciso le riforme (: A.S. per le crisi reversibili; e L.C.A per

le crisi irreversibili), ma anche dal quadro normativo delineatosi all’esito dell’intervento comunitario.

In Europa si prevede che la gestione delle crisi delle banche di maggiore rilievo sia affidata ad una nuova agenzia

La struttura del Comitato per la risoluzione europea indipendente: il Comitato per la risoluzione (il Comitato). Sul piano della struttura, il Comitato è

composto da:

-un presidente;

-quattro membri esecutivi, nominati con procedura selettiva aperta, in cui sono coinvolti Commissione e

Parlamento europeo;

La Bce e la Commissione europea nominano ciascuna un proprio rappresentante, che partecipa come

osservatore ai lavori del Comitato.

Il regolamento n. 1024/2013 stabilisce un Meccanismo di vigilanza unico (Mvu) per le banche dell'area

La struttura del meccanismo di vigilanza unico fra i paesi dell'euro, aperto agli altri Stati membri che intendono aderirvi con accordi di cooperazione rafforzata (opt-in). Il

dell'area dell'euro Mvu è un sistema di vigilanza di cui fanno parte istituzioni europee e nazionali già esistenti. Il sistema prevede un

accentramento delle competenze affidando un ruolo preminente alla Bce. Tale scelta si giustifica per il fatto che

la Bce è un'istituzione con una reputazione consolidata sui mercati finanziari. In forza del disposto dell’art. 127,

par. 6, TFUE, il Consiglio europeo possa affidare alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle

politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle altre istituzioni finanziarie.

La tipizzazione dei prodotti bancari La Banca d'Italia gode del potere di tipizzare i prodotti bancari. L'art. 117 t.u.b., comma 8, riconosce alla Banca

d'Italia il potere di prescrivere che determinati contratti o titoli, individuati attraverso una particolare

denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi abbiano un contenuto tipico determinato. La Banca

d'Italia ha usato tale potere per tipizzare il “conto corrente semplice”: un contratto designato sulla base delle

esigenze del consumatore che consente di usufruire, verso il pagamento di un canone annuo fisso, di un

rapporto di conto corrente che prevede un numero determinato di operazioni.

Nel nuovo impianto normativo, appare quindi evidente che è stata ritenuta prioritaria l’esigenza di tutelare i

La tutela dei contribuenti nella crisi dell'impresa contribuenti rispetto a quella dei creditori dell’intermediario. La protezione di questi ultimi (: creditori

bancaria dell’intermediario) è quindi affidata alle regole dei mercati mobiliari sulla tutela degli investitori. Il sistema

prevede soltanto una (limitata) forma di compensazione degli interessi di azionisti e creditori delle banche

nell’ipotesi in cui abbiano subito perdite maggiori di quelle che avrebbero sopportato nell’ambito delle procedure

di liquidazione ordinarie d’insolvenza. E vi è anche una graduazione nella tutela accordata ai creditori: 1) in

posizione privilegiata vi sono i crediti dei depositanti fino a 100.000 euro (c.d. depositor preference); 2)i depositi

oltre la soglia di 100.000 euro devono essere preferiti ali altri creditori nella gerarchia delle passività stabilita

dalle procedure di gestione della crisi.

Vi è una graduazione nella tutela accordata ai creditori: 1)in posizione privilegiata vi sono i crediti dei depositanti

La tutela dei creditori nella crisi dell'impresa fino a 100.000 euro (c.d. depositor preference); 2)i depositi oltre la soglia di 100.000 euro devono essere preferiti

bancaria ali altri creditori nella gerarchia delle passività stabilita dalle procedure di gestione della crisi.

La tutela riconosciuta ai depositanti non deve essere interpretata come una mera forma di tutela dei

La tutela dei depositanti nella crisi dell'impresa bancaria creditori. Il problema non è quello della protezione dei singoli: il problema è generale. Si tratta di evitare, a fronte

della diffusione di notizie sulla crisi di una banca a rimborsare i propri debiti, la “corsa al ritiro” delle somme

depositate. Ed appare quasi superfluo evidenziare che “la corsa al ritiro” potrebbe indurre una crisi irreversibile

non solo per la banca in difficoltà, ma anche per altri intermediari (v. le precedenti lezioni sulle crisi del 2007 e

del 2009). L’impresa bancaria è un’impresa (e quindi per tale motivo vi è già una deroga alla disciplina di diritto

comune, che regola i rapporti fra privati) ed anche un’impresa speciale. Nell’esercizio dell’impresa bancaria

vengono in considerazione interessi generali ulteriori rispetto a quelli rilevanti in una qualunque impresa (per

quanto di rilevanti dimensioni). In base alle superiori ragioni, si spiegano i motivi per cui: - l’ordinamento

italiano (al pari di altri sistemi) ha fatto ricorso allo strumento del salvataggio pubblico per gestire la crisi delle

banche; -vi è una disciplina speciale che deroga a quella di diritto comune della crisi d’impresa.

Ad oggi le segnalazioni di vigilanza statistica (Financial reporting – Finrep) e prudenziali (Common reporting –

La trasmissione delle informazioni dopo il Corep) sono oggetto di armonizzazione (reg. UE 680/2012). L'Abe ha emanato specifici Implementing

2013 technical standards (Its) che concedono margini di intervento nella richiesta di informazioni alle autorità

nazionali. La Bce ha disciplinato le segnalazioni relative alle informazioni finanziarie delle banche nell'ambito del

Mvu con il reg. 2015/534. Il Finrep ed il Corep rappresentano una parte delle informazioni che gli intermediari

vigilati inviano alle autorità di vigilanza, gli Its consento agli Stati membri la facoltà di richiedere le informazioni

previste utilizzando la soluzione informatica ritenuta opportuna

La vigilanza consolidata si fonda sull'esigenza di adeguare i controlli pubblici al concreto assetto organizzativo

La vigilanza consolidata prescelto dalla banche. Molti intermediari bancari adottano il modello del gruppo in forma piramidale. Il

principale vantaggio presentato dal gruppo è costituito dallo sfruttamento dell'effetto di leverage: l'ammontare

del capitale investito dal soggetto di vertice della piramide è una frazione del capitale complessivo facente

capo alle società appartenenti al gruppo e gestite come una sola impresa. La vigilanza consolidata consente alle

autorità il controllo sulla complessiva attività svolta dal gruppo cui fanno capo le singole componenti dell'impresa

bancaria

Le norme europee prevedono alcuni criteri per l'individuazione dell'autorità competente all'esercizio

La vigilanza in caso di capogruppo con sede dell'autorità di vigilanza consolidata (consolidating supervisor) (art. 111 dir. 2013/36/UE) nel caso in cui la

all'estero capogruppo e le altre società del gruppo abbiano la sede in paese diversi dell'Unione:

- Se la capogruppo è una banca, la vigilanza spetta all'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione,

- Se la capogruppo è una società di partecipazione finanziaria che controlla più banche in paesi diversi,

la vigilanza consolidata spetta all'autorità di vigilanza dove è insediata la capogruppo e almeno una banca,

- Se la capogruppo non si trova nello stesso Stato membro di una banca del gruppo, la vigilanza consolidata

spetta all'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione alla banca più grande.

Se il ruolo di consolidating supervisor spetta alle autorità di un paese che partecipa al Mvu, allora la vigilanza del

“gruppo consolidato significativo” spetta alla Bce

La vigilanza ispettiva Le ispezioni sono controlli effettuati dai funzionari dell'attività di vigilanza presso le sedi della banca, in genere

presso la direzione generale. Consentono di valutare in modo diretto gli aspetti della gestione, che non sono

facilmente valutabili attraverso i controlli basati sulle informazioni ricevute dagli intermediari. Le ispezioni

generali e le ispezioni effettuate in caso di squilibri rilevanti sono preparate dagli ispettori in collaborazione con

gli uffici che svolgono la vigilanza informativa. Le verifiche ispettive servono a controllare l'esattezza dei dati

inviati dagli intermediari agli organi di vigilanza

La vigilanza supplementare nel sistema La dir. 2002/87/CE si occupa dei gruppi finanziari di cui fanno parte imprese bancarie, finanziarie ed

dell'UE assicurative, gruppi in cui è prevalente la composizione finanziarie ma sono presenti anche un'impresa di

assicurazione, una banca o un'impresa di investimento e sia l'attività assicurativa che quella bancaria sono

significative. Tale direttiva prevede l'introduzione di strumenti di vigilanza supplementare per colmare le

lacune esistenti nelle legislazioni prudenziali di settore e per far fronte ai rischi prudenziali aggiuntivi derivanti

dalla creazioni di un gruppo intersettoriale. Responsabile per il coordinamento e l'esercizio della vigilanza

prudenziale supplementare è l'autorità che vigila sull'impresa operante nel settore finanziario più importante del

conglomerato. Dopo l'entrata in vigore del Mvu, la Bce partecipa alla vigilanza supplementare dei conglomerati

finanziari di cui fanno parte banche sottoposte alla sua vigilanza.

Il d.lgs. 142/2005 introduce le regole sulla vigilanza supplementare nell'ordinamento italiano. Ciò ha permesso

La vigilanza supplementare nell'ordinamento che si fosse raggiunto un accordo tra Banca d'Italia e Ivass per il coordinamento della vigilanza supplementare.

italiano Il d.lgs. 53/2014 attuativo della direttiva 2011/89/UE aggiorna le norme sulla vigilanza supplementare

sulle imprese finanziarie appartenenti ad un conglomerato finanziario, al fine di rafforzarne l'adeguatezza

patrimoniale e i sistemi di controllo dei rischi.

Con l’acquisizione del controllo, lo Stato partecipa al capitale della banca con diverse forme. Ad esempio:

L'acquisizione del controllo da parte della banca centrale -le acquisizioni delle banche commerciali da parte dell’Iri nel 1933 (v. le precedenti lezioni);

nel caso di crisi dell'impresa bancaria -nel 1996 il salvataggio del Banco di Napoli da parte del Governo, che intervenne con decreto, prevedendo

plurimi strumenti: piano di ristrutturazione della banca e ricapitalizzazione da parte del Tesoro; gli attivi con

scarse probabilità di recupero sono stati ceduti ad una nexco, una bad bank denominata Sga incaricata del

recupero. La Banca d’Italia è intervenuta, in base al decreto Sindona per coprire le perdite. Nel

1997, la banca è stata acquistata da un altro gruppo bancario e ricapitalizzata.

L'analisi delle informazioni e dei dati comunicati dalle banche all'autorità di vigilanza, la c.d. analisi cartolare,

L'analisi delle rappresenta un momento centrale dell'attività di supervisione sulle banche. L'autorità di vigilanza monitora con

informazioni continuità la gestione dell'impresa, effettuando una valutazione sulla sostenibilità, sul piano patrimoniale e

organizzativo dei rischi della banca. Il sistema di vigilanza, Supervisory review and evaluation process (Srep)

segue standard stabiliti con Basilea II e aggiornati con Basilea III, viene condotto al fine di accertare che le banche

si dotino di presidi patrimoniali e organizzativi appropriati rispetto ai rischi assunti e a formulare un giudizio

complessivo sulle banche.

L'ambito della vigilanza consolidata ai fini informativi ed ispettivi comprende:

L'ambito della vigilanza

consolidata 1. Società bancarie, finanziarie e strumentali partecipate almeno per il 20% dalle società appartenenti a un gruppo

bancario o da una singola banca,

2. Società bancarie, finanziarie e strumentali non comprese in un gruppo bancario, ma controllate dalla

persona fisica o giuridica che controlla un gruppo bancario o una singola banca,

3. Società che controllano almeno una banca,

4. Società diverse da quelle bancarie, finanziarie e strumentali quando siano controllate da una singola banca o

soggetti che controllano almeno una banca detengano una partecipazione di controllo

L’amministrazione straordinaria era una procedura che veniva aperta al ricorrere dei seguenti presupposti: -il

L'amministrazione compimento di gravi irregolarità gestorie o gravi violazione di previsioni legislative, amministrative o statutarie

straordinaria relative all’attività della banca; -il verificarsi di gravi perdite del patrimonio; -la richiesta (motivata) di

scioglimento da parte degli organi gestori.

L'articolazione delle competenze fra Comitato e Autorità di Il comitato si avvale di banche significative

risoluzione nazionale L’autorità di risoluzione nazionale si avvale di banche meno significative

L'attività di erogazione del Pur in mancanza di una disciplina specifica, nel Testo Unico Bancario è possibile riscontrare diversi riferimenti ad attività

sono tutte riconducibili all’esercizio del credito.

credito che, pur diverse tra loro,

Dette attività, infatti, pur essendo diverse tra loro, vengono utilizzato al fine di garantire:

- al soggetto richiedente una determinata somma di denaro; e

all’istituto

- e di credito la possibilità di poter percepire un determinato tasso di interesse.

liquidity assistance (Ela) viene tradotto in italiano come “assistenza liquidità è

L'Emergency liquidity assistance L’Emergency di emergenza”. L’ELA un

(Ela) meccanismo attraverso il quale, in circostanze eccezionali è la banca centrale nazionale (BCN) del singolo Paese,

previo consenso da parte della BCE stessa, ad emettere denaro fresco ed erogarlo alla banca richiedente, ricevendo in

garanzia quell’asset che la Banca Centrale Europea non accetta.

l’Ela

Con la crisi finanziaria, è stata oggetto di riconoscimento nel 2008. In particolare, sono stati:

dell’intervento d’Italia

-fissati i presupposti e i limiti della Banca per operazioni di

“assistenza di liquidità di emergenza”;

-esclusi interventi in favore di soggetti insolventi;

-è stato rafforzato il regime delle garanzie a tutela del prestito erogato.

La Commissione europea ha individuato le condizioni in presenza delle quali l’Ela è compatibile con la disciplina sugli

aiuti di Stato:

finanziamento deve essere “isolato”: non deve cioè far parte di un pacchetto di aiuti; deve essere

-il -l’intermediario

solvibile secondo l’autorità di vigilanza;

-il finanziamento deve essere pienamente garantito da attività adeguate;

-il tasso di interesse applicato deve essere penalizzante;

-la misura deve essere assunta dalla Banca centrale;

-non deve essere prevista una garanzia dello Stato “qualità”

Le condizioni per il rilascio dell'autorizzazione all'acquisto di Con la direttiva del 2007, l'Unione ha stabilito una serie di requisiti che concorrono a definire il concetto di degli

partecipazioni al capitale della banca azionisti. Tali criteri sono stati, seppur marginalmente, modificati nel 2015 con la direttiva Capital requirement IV. L'art.

19 t.u.b. fissa le condizioni che l'autorità deve verificare:

• la reputazione del potenziale acquirente ai sensi dell'art. 25 t.u.b.;

• il possesso dei requisiti richiesti dall'art. 26 t.u.b.;

• la solidità

finanziaria;

• la capacità della banca di rispettare le disposizioni che ne regolano l'attività;

• l'idoneità della struttura del gruppo del potenziale acquirente a consentire l'esercizio efficace della vigilanza.

o che, in ogni caso, possono formare, ai sensi dell’art.

Le attività reali Le attività reali sono tutte quelle aventi ad oggetto beni tangibili

810 c.c., oggetto di diritti.

Anche tali attività hanno indubbiamente una parte finanziaria (si pensi al pagamento di un prezzo): tuttavia, è possibile

affermare che le operazioni prettamente finanziarie siano quelle in cui entrambe le prestazioni abbiano una natura

finanziaria.

Le attività strumentali Le attività strumentali autorizzate sono attività che, in assenza di un diretto collegamento con le attività finanziarie,

autorizzate rientrerebbero tra le attività industriali.

Al fine di stabilire quali siano tali attività, è necessario tenere presente che nell’ambito dell’attività di impresa si

pone l’esigenza di utilizzare un determinato prodotto o servizio. Detto prodotto o servizio può essere prodotto in proprio

bancario può, dunque, decidere di creare

oppure può essere acquistato da soggetti terzi. L’istituto al proprio interno

un’organizzazione volta, ad esempio, a erogare un determinato servizio (si pensi ai servizi informatici) che, in

collegamento con l’attività finanziaria, sarebbero ricompresi nell’ambito delle attività vietate.

assenza di

Non è possibile predisporre una lista delle attività strumentali liberamente esercitabili, ma è necessario

compiere una valutazione in concreto, caso per caso, in relazione alla singola attività.

Al fine di individuare tali attività si ricorre generalmente al concetto di ausiliarietà, che viene spiegato facendo

in quanto alle banche è fatto divieto dall’autorità di vigilanza di

riferimento agli immobili acquisibili dalle banche. Ciò

gestire direttamente società immobiliari, ma detta attività di gestione diviene lecita nel caso in cui gli immobili siano

caso, l’attività di acquisto, gestione e

destinati, in tutto o in parte, ad attività istituzionali delle banche. In siffatto

ristrutturazione degli immobili sarà definita attività strumentale.

Le autorizzazioni nelle operazioni di riorganizzazione Le operazioni di fusione o scissione necessitano, in quasi tutti i casi, di una nuova autorizzazione all'esercizio dell'attività

aziendale bancaria o determinano un cambiamento negli assetti proprietari della banca. In tali casi, i provvedimenti sono di

esclusiva competenza della Bce e sono rimessi ad una procedura comune con le autorità nazionali per la valutazione della

sussistenza dei presupposti per il loro rilascio. Si ritiene che, anche per le banche non significative, debba essere coinvolta

la Bce. Il regolamento quadro 486/2014 sulla cooperazione tra Bce e autorità nazionali non fa, tuttavia, cenno a questa

ipotesi

Le condizioni per acquisire il passaporto europeo Una banca gode del passaporto europeo se ricorrono tre condizioni: 1. è un ente creditizio, secondo la definizione della

direttiva 2013/36/UE, autorizzato dalle autorità dello Stato membro d'origine e sottoposto alle sue autorità compenti, 2.

le attività esercitate sono incluse nell'allegato 1 alla direttiva stessa, 3. le attività esercitate sono state autorizzate

dalle autorità dello Stato membro d'origine.

Le comunicazioni all'organo di controllo Il soggetto che si occupa della revisione legale dei conti ha particolari obblighi di comunicazione, sin dalla riforma del

diritto societario del 2003. Tale soggetto deve comunicare atti e fatti che possono costituire una grave violazione delle

norme disciplinanti l'attività bancaria e quelli che possono pregiudicare la continuità aziendale o comportare un giudizio

negativo, con rilievi o una dichiarazione di impossibilità di esprimere un bilancio. Con le modifiche del t.u.b. del giugno

2015, attuative della direttiva 2013/26/UE sono state introdotte due nuove disposizioni, l'art. 52-bis e l'art. 52-ter.

L'art. 52-bis prevede l'obbligo della banca di dotarsi di procedure che garantiscono la riservatezza e la protezione del

personale della banca che effettua segnalazione di atti o fatti che possono costituire violazione di norme disciplinanti

l'attività bancaria. L'art. 53-ter stabilisce che la Banca d'Italia rivede le segnalazioni di irregolarità da parte del personale

delle banche che può usare solo nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza

Le fattispecie di reato disciplinate dagli artt. 130 e 140-bis Il t.u.b. prevede un complesso apparato sanzionatorio per la violazione delle regole dello speciale ordinamento creditizio,

t.u.b. alcune fattispecie sono punite con sanzioni penali e altre con sanzioni amministrative.

Le fattispecie di reato sono disciplinate dagli artt. 130 e 140-bis t.u.b. Esse

sanzionano: - la violazione delle riserve di attività contenute nell'ordinamento bancario;

- gli amministratori e altri esponenti aziendali che agiscono in conflitto d'interesse con la banca;

- il mendacio bancario e il falso interno, punendo sia il soggetto che fornisce false informazioni alla banca sia dipendenti

che al fine di da ottenere credito ad un terzo omettano di comunicare dati o notizie.

La Direttiva 2014/59/UE devolve agli Stati membri la scelta sull’autorità alla quale affidare

Le funzioni della Banca d'Italia i compiti di risoluzione e

di supervisione, a condizione, tuttavia, che l’autorità prescelta soddisfi il requisito dell’autonomia: la funzione di

Nell’ordinamento l’autorità –

vigilanza e di risoluzione devono essere separate. italiano, individuata è stata in conformità

– d’Italia.

alla tradizione la Banca È stata quindi istituita una Unità di risoluzione e gestione della crisi.

Le fusioni e scissioni soggette ad autorizzazione Le fusioni e scissioni soggette ad autorizzazione sono:

- le operazioni di ristrutturazione realizzate nelle forme previste dal codice civile sotto queste denominazioni. e

“a cui prendono parte banche” (art. 57, comma 1, t.u.b.)

-

Si ritengono rilevanti anche le operazioni tra banche e non banche, purché coinvolgano un intermediario

bancario.

Le informazioni che le banche devono inviare alla Banca Le banche sono tenute ad inviare alla Banca d'Italia segnalazioni periodiche, nonché ogni altro dato e documento richiesto

d'Italia (art. 51 t.u.b.) e ad inviare alla Bce tutte le informazioni di cui necessita per assolvere i compiti che le sono attribuiti

dal reg. (UE) n. 1024/2013, comprese informazioni da fornire con frequenza periodica e in formati specifici ai fini di

vigilanza e a relativi fini statistici. La Banca d'Italia ha stabilito un complesso sistema di richieste informative che

investono tutta l'attività bancaria. Fino all'entrata in vigore della direttiva 2013/36 UE la maggior parte delle informazioni

denominata “matrice dei conti”, che

periodiche doveva essere trasmessa mediante una procedura informatizzata

conteneva dati statistici mensili relativi allo stato patrimoniale, dati statistici e dati di bilancio nonché informazioni relative

a patrimonio di vigilanza e coefficienti prudenziali.

Le misure di gestione della Gli interventi pubblici: Possono essere utilizzati in limiti stringenti stabiliti dalla direttiva su risanamento e risoluzione: si

crisi tratta di interventi straordinari o di ultima istanza

d’insolvenza:

Le procedure di liquidazione ordinarie Sono qualificate come procedure concorsuali iniziate

e controllate da autorità giudiziarie o autorità amministrative per la realizzazione delle attività (cfr., ad esempio,

la L.C.A.). Sono una soluzione alternative dell’applicazione delle misure

Le misure straordinarie di prevenzione della crisi Nella Direttiva 2014/59/UE e nel Regolament o 2014/806/UE: -ai fini

straordinarie di prevenzione della crisi (cfr., ad esempio, la sostituzione degli amministratori), il presupposto è il

“significativo deterioramento della situazione finanziaria della banca”

Le regole e i controlli sulla trasparenza bancaria Le prime disposizioni sulla trasparenza dei prodotti bancari sono state introdotte con alcuni interventi legislativi nel 1992:

la legge 154 e la legge 142. Successivamente sono stati effettuati molti altri interventi in materia.

1993 il t.u.b. ha introdotto un gruppo di disposizioni dedicato alla trasparenza

delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti.

Dal 2006 → norme particolari riguardanti operazioni e servizi bancari sono state inserite nel t.u.b. con diversi

provvedimenti legislativi, con l'intento di liberalizzare il settore.

Ai contratti bancari si applicano le disposizioni contenute nel codice del consumo

sulle clausole vessatorie e sulle pratiche commerciali scorrette.

Le ispezioni Le verifiche ispettive possono avere ad oggetto:

• La complessiva situazione aziendale (ispezione a spettro);

• I comparti di attività, aree di rischio e profili gestionali (ispezioni mirate);

• Lo stato di realizzazione di misure correttive promosse d'iniziativa dagli intermediari (ispezioni di follow-up);

• Gli aspetti di carattere generale aventi rilevanza per il sistema creditizio e finanziario nel suo complesso

(ispezioni tematiche).

Le ispezioni hanno forma libera nel rispetto dei principi dell'azione amministrativa

La Banca d'Italia, che svolge le proprie funzioni in relazione alle Banche “meno significative”, ha stabilito

Le ispezioni della Banca percorsi di

d'Italia analisi dettagliati nella Guida all'attività di vigilanza. Le ispezioni sono effettuate da un gruppo composto dai dipendenti

della Banca d'Italia appositamente costituito e che redige un rapporto che si compone di due parti:

“parte

1. aperta”, riservata agli organi aziendali e che mira a fargli conoscere le

carenze rilevate,

2. “riferimenti riservati” destinati agli uffici di vigilanza e contenenti la valutazione degli ispettori sulla situazione

aziendale.

Le ispezioni della Bce La Bce, ai sensi dell'art. 12 reg. 1024/2013, può condurre ispezioni in loco, presso banche e altri soggetti per i quali

svolge compiti di autorità competente, previa notifica all'autorità di vigilanza nazionale. I funzionari della Bce

possono accedere ai locali della banca e i funzionari dell'autorità nazionale competente dello Stato membro in

questione hanno diritto di partecipare all'ispezione. La Bce ha istituito una divisione, Ispettorato responsabile della

pianificazione delle ispezioni in loco su base annuale.

La Bce seleziona il personale per i gruppi di ispezione e può ricorrere ad esperti esterni. Al termine

dell'ispezioni il gruppo ispettivo redige una relazione scritta, firmata dal capo missione e inviata al Jst e alle autorità

nazionali competenti

Le modalità di esercizio dello Le modalità di esercizio dello Srep sono illustrate nelle disposizioni di vigilanza prudenziale (circ. 285/2013) e in un

Srep documento che delinea principi e linee guida per l'attività di vigilanza redatto per stabilire un insieme di riferimento

organico per garantire la coerenza di comportamenti da parte di tutti i soggetti coinvolti nell'esercizio delle funzioni (circ.

269/2008). La valutazione di sviluppa in due fasi:

1.l’analisi dell'esposizioni ai rischi rilevanti assunti e dei presidi organizzativi

predisposti per la gestione; 1.la determinazione eventuale delle misure correttive commisurate al tipo e alla gravità delle

anomalie rilevate.

Si intende per “succursale” una “sede che costituisce

Le succursali parte sprovvista di personalità giuridica di un ente creditizio e che

direttamente, in tutto o in parte, l'attività dell'ente creditizio”.

effettua

Il Cicr Il Cicr è presieduto al ministro dell'Economia e delle Finanze ed è composto dai vertici di altri dicasteri

economici. Il Cicr non ha una struttura amministrativa per svolgere le proprie funzioni ma si avvale della Banca d'Italia, la

sua segreteria è composta da dipendenti della Banca centrale. Nel t.u.b., all’art. 2, si attribuiscono al Cicr funzioni di “alta

vigilanza” in materia di credito e di tutela del risparmio. I compiti del Cicr sono di difficile individuazione. Il Cicr ha

compiti deliberativi in materia regolamentare e in alcuni casi su proposta della Banca d'Italia. Con il recepimento della

direttiva 2013/36/UE il legislatore ha cancellato dal t.u.b. tutte le potestà normative del Cicr relative alla vigilanza

prudenziale. Il Cicr mantiene il potere di decidere in merito ai reclami contro i provvedimenti della Banca d'Italia adottati

nell'esercizio dei poteri di vigilanza. Lo strumento è in pratica inutilizzato.

Il dissesto dell'impresa La banca è in una situazione di dissesto secondo la disciplina europea e le disposizioni di attuazione italiane in una

bancaria delle seguenti ipotesi: -la banca viola (o vi sono elementi oggettivi che inducono a ritenere che violerà), le norme sui

requisiti necessari per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria: ad es. se ha subito o rischia di subire perdite tali

dell’intero patrimonio o di un importo significativo del patrimonio;

da privarla -le attività della banca sono (o vi sono

elementi oggettivi che inducono a ritenere che lo saranno) inferiori alle passività; -la banca non è (o vi sono elementi

oggettivi che inducono a ritenere che non lo sarà) in grado di pagare i propri debiti o le altre passività in scadenza; -la

banca necessita di un sostegno finanziario pubblico straordinario, ad esclusione dei casi in cui uno Stato abbia posto in

grave perturbazione dell’economia o per preservare la stabilità finanziaria.

essere misure per rimediare ad una

Il gruppo bancario Gli artt. 60 e ss. del t.u.b. delineano il perimetro del nucleo di soggetti di maggiore rilievo ai fini della vigilanza

consolidata, definito “gruppo bancario”, e stabiliscono principi e regole atti a rendere possibili un'efficace supervisione

“gruppo bancario”

sullo stesso. Per delineare il perimento del il legislatore individua il soggetto che può essere

capogruppo una banca, una società di partecipazione finanziaria o una società di partecipazione finanziaria mista

purché abbiano sede in Italia. Fanno parte del gruppo tutte le società bancarie, finanziarie e strumentali con sede legale

in Italia e all'estero, controllate dalla capogruppo. La nozione di controllo è stabilita nell'art.23 t.u.b. Tale definizione

ha lo scopo di individuare il soggetto che ha il potere di influenzare la gestione di un'impresa in modo stabile al

contrario l'art. 2359 c.c. intende individuare la società che ha il potere di influenzare l'assemblea dei soci di un'altra

all’attività

Il leasing operativo Il contratto di leasing operativo prevede la concessione di beni strumentali di impresa (si pensi a macchinari

particolarmente costosi) dietro il pagamento di un prezzo e per un periodo di tempo inferiore al tempo di vita del bene

oggetto del contratto. d’uso all’entità

I canoni del contratto di leasing operativo sono generalmente commisurati al valore del bene, oltre che dei

servizi collaterali (ad esempio, la manutenzione) che il concessore solitamente presta. Il leasing operativo, almeno nella

generalità dei casi e salve caratteristiche tipiche delle singole pattuizioni, non è suscettibile di essere posta in essere dalle

banche.

Il Ministro dell'economia e delle finanze Il ministro dell'Economia e delle Finanze è titolare di alcuni compiti specifici ridotti a seguito degli interventi realizzati

con la l. 262/2005. Il ministro ha compiti regolamentari, circoscritti a specifici argomenti e non di carattere ampio e

generale. La principale potestà concerne i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza degli esponenti

aziendali e i requisiti dei partecipanti al capitale. Per tali norme, in ragione del fatto che incidono sulla capacità delle

persone, il t.u.b. stabilisce un procedimento legislativo più rigoroso di quello normalmente adottato. Il ministro ha poteri in

via d'urgenza di sostituzione del Cicr e in materia di gestione di crisi di banche. Il ministro non interviene più nel

procedimento per disporre l'amministrazione straordinaria delle banche che spetta solo alla Banca d'Italia, ma ha il potere

di emanare il decreto di liquidazione coatta amministrativa di banche “il

Il sostegno finanziario pubblico straordinario Gli interventi e gli aiuti pubblici sono previsti anche dalla disciplina comunitaria. La Direttiva 2014/59/UE definisce

“aiuti

sostegno finanziario pubblico straordinario”. Integrano un sostegno finanziario pubblico straordinario gli di Stato ai

sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE o qualsiasi altro sostegno finanziario pubblico a livello sovranazionale che se

erogato a livello nazionale configurerebbe un aiuto di stato, forniti per mantenere o ripristinare la soliditàò, la liquidità o la

solvibilità di un ente o entità di cui all'artic’lo 1, paragrafo 1, lettera b), c) o d), o di un gruppo di cui tale ente o entità fa

parte.

I poteri delle regioni Con la riforma della Costituzione del 2001 (l. cost. 3/2001) è stata attribuita, a tutte le regioni, potestà di legislazione

concorrente per alcune categorie di banche.

La portata dei poteri delle regioni in questa materia è stata progressivamente ridotta nel tempo. La riforma costituzionale

del 2001 infatti non ha scalfito l'impianto fortemente unitario della regolamentazione e della vigilanza nel settore bancario.

I presupposti per l'apertura della liquidazione coatta L’assoggettamento alla procedura di liquidazione coatta amministrativa veniva disposta quando:

amministrative o statutarie relative all’attività

amministrativa - le irregolarità nella gestione o le violazioni di previsioni legislative,

della banca erano di eccezionale gravità.

bancaria (: attività di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, che ha carattere d’impresa –

Le attività riservate alle banche L’attività art. 10,

comma 1, tub) è riservata alle banche (art. 10, comma 2, tub), e cioè i soggetti iscritti in un albo tenuto dalle autorità

Sono iscritti nell’albo tenuto dalle autorità creditizie:

creditizie. all’esercizio dell’attività d’Italia

- I soggetti autorizzati bancaria da parte della Banca (art. 14 tub);

Gli intermediari bancari di paesi dell’Unione europea autorizzati come enti creditizi

- dal proprio ordinamento di

appartenenza, in forza del principio del mutuo riconoscimento all’interno dei paesi dell’Unione europea. La disciplina

dell’impresa bancaria si applica al soggetto “banca” e può esercitare l’attività in questione solo il soggetto autorizzato a

detto esercizio (c.d. disciplina a soggetto).

l’attività di gestione di fondi comuni di investimento: Le ragioni dell’attribuzione di tale attività a soggetti diversi dalle

Le attività finanziarie non esercitabili dalle - vanno ricercate nella necessità di evitare che vi siano conflitti di interessi oltre che nell’esigenza di favorire la

banche banche

specializzazione che lo svolgimento di detta attività richiede.

è riservata dall’ordinamento

- L’attività di gestione del risparmio alle società di gestione del risparmio (Sgr). Si

tratta di soggetti specializzati che hanno come propria attività quella di gestire “in monte” patrimoni appartenenti a

soggetti, in quali affidano a tali società determinate somme di denaro al fine di effettuare investimenti

l’attività assicurativa: le banche non possono esercitare tale attività

-

Le autorità di vigilanza di fronte Le autorità di vigilanza hanno il potere/dovere di svolgere le valutazioni in merito alle anomalie della gestione,

alla crisi stabilendo: -se le anomalie nella gestione possono determinare il verificarsi di una situazione di crisi; -se possano essere

risolvibili con iniziative delle stesso management o con il ricorso al mercato. Nello svolgimento di tali attività di

valutazione le autorità di vigilanza godono di un’assai ampia discrezionalità. La portata di detta discrezionalità si

comprende se si tiene conto che le autorità di vigilanza hanno il potere di valutare se possano esservi misure alternative,

sotto forma di intervento del settore privato o di azione di vigilanza, che consentano di evitare il dissesto in un tempo

ragionevole.

Le diverse funzioni degli Gli istituti bancari, oltre a porsi come intermediari tra i risparmiatori e i soggetti che necessitano di risorse per svolgere la

istituti bancari propria attività, svolgono ulteriori funzioni.

1) la funzione monetaria; La funzione monetaria è stata la prima funzione esercitata dagli istituti bancari. Si pensi,

infatti, che il contratto di deposito bancario conferisce al risparmiatore il diritto a richiedere la restituzione immediata

del denaro ceduto alla banca. Il denaro depositato presso la banca verrà utilizzato dalle stesse per concedere

prestiti, dando così vita ad un processo di moltiplicazione dei depositi.

1) la funzione di liquidità; In particolare, le banche, mediante il deposito di somme, consentono ai risparmiatori di porre

in essere un investimento. E, quale corrispettivo del deposito, le banche solitamente riconosceranno ai risparmiatori un

interesse.

1) la riduzione dei costi di transazione nella valutazione delle iniziative imprenditoriali;

1) la trasformazione delle scadenze. La funzione di trasformazione delle scadenze viene svolta dagli istituti bancari, che

possono conciliare le preferenze dei soggetti depositanti con quelle dei soggetti che fanno ricorso al credito bancario.

le banche non potranno concedere finanziamenti per una cifra pari a quelle delle

riserve monetarie in quanto dovranno, mediante la gestione delle scadenze, garantire ai soggetti risparmiatori la

possibilità di poter utilizzare il denaro depositato.

Le diverse tipologie di contratti di Le due tipologie classiche di contratti di assicurazione sono:

assicurazione - il contratto di assicurazione contro i danni; “polizze vita”.

- i contratti di assicurazione sulla vita, conosciuti anche come Se i primi (: contratto di

assicurazione contro i danni) non hanno una componente finanziaria, lo stesso non può dirsi per le polizze vita. In tali

ultimi contratti, infatti, la compagnia di assicurazione si impegna a pagare, in cambio di un premio, una determinata

somma al verificarsi di eventi legati alla vita del soggetto assicurato. hanno rilevato l’inopportunità

Per quanto attiene ai contratti di assicurazione sulla vita, molti autori (come detto)

del divieto di stipulare tali contratti con gli istituti bancari. Parte della dottrina ha, inoltre, posto in evidenza che

l’effetto diretto di tale divieto è stato quello della creazione di compagnie assicurative più o meno

– –

riconducibili per attività agli stessi istituti bancari.

Le forme di intervento finanziario pubblico straordinario previste dalla Direttiva “stabilizzazione

La direttiva predeve due forme di intervento finanziario pubblico straordinario, denominati strumenti di

2014/59/UE finanziaria”, attivabili dagli Stati in ultima istanza:

 La partecipazione alla ricapitalizzazione di una banca;

 L’acquisizione temporanea della proprietà.

Le sanzioni amministrative applicabili dalla Bce La Bce è competente per l'irrogazione di sanzioni amministrative in caso di violazione delle disposizioni del diritto

dell'Unione direttamente applicabili negli ordinamenti nazionali nei confronti delle banche significative.

L'ambito di applicazione dell'art. 58 t.u.b. La cessione di rapporti giuridici è soggetta a un intervento autorizzativo solo se è considerata rilevante secondo le

disposizioni di vigilanza (art. 58 t.u.b.) caso di cessione di “beni e

L'art. 58 t.u.b. si applica non solo in caso di cessione di aziende e rami d'azienda, ma anche in

rapporti giuridici individuabili in blocco”. Per “beni e rapporti giuridici individuabili in blocco” si intende non una

pluralità di beni caratterizzati da un qualsiasi tipo di legame oggettivo, ma un complesso di beni che abbiano un'incidenza

sull'organizzazione o sulla struttura dell'azienda bancaria. I beni oggetto della cessione devono avere una rilevanza

funzionale rispetto all'esercizio dell'attività bancaria, anche se non siano idonei allo svolgimento in via autonoma

dell'attività.

L'apertura di una succursale L'apertura di una succursale è oggetto non di valutazione individuale, ma di analisi da parte dell'autorità nell'ambito

dell'attività di vigilanza sulla situazione aziendale. Di conseguenza, la competenza a vietare un progetto di

espansione territoriale per le banche significative spetta alla Bce. Invero, la Bce è l'organo di vigilanza sulla situazione

finanziaria della banca, che, ai sensi dell'art. 16 del regolamento Mvu, ha il potere di restringere o limitare le attività, le

operazioni e la “rete territoriale delle banche”

L'apertura di succursale in paese extra-UE Per l'apertura di succursale in paese extra-UE, l'art. 15 t.u.b., comma 2, prevede un provvedimento autorizzativo da parte

dell'autorità di vigilanza. Nonostante questo potere non sembri essere compreso tra quelli espressamente attribuiti alla Bce

dal regolamento sul Mvu, si ritiene che il rilascio dell'autorizzazione spetti, nel caso di banche significative, solo

che quest’ultima dovrà comunque richiedere il parere vincolante della Bce.

formalmente alla Banca d'Italia; nel senso

Occorre ricordare che è necessario il rispetto delle disposizioni vigenti nel paese di insediamento.

L'apertura di una succursale in un altro paese dell'Unione europea L'apertura di una succursale in un altro paese dell'Unione europea è soggetta al controllo dell'autorità del paese d'origine

(home country control). La banca deve comunicare l'intenzione di aprire la succursale all'autorità di vigilanza del paese

della notifica alle autorità del paese di insediamento. Per le “banche significative” la notifica continua ad

d'origine ai fini

essere fatta alla Banca d'Italia, che informa immediatamente la Bce, nel caso in cui questa non si opponga entro due mesi

dalla notifica, la succursale può iniziare ad operare. La Bce comunica quest'informazione allo Stato membro partecipante

al Mvu dove la succursale è stabilita. Per le “banche meno significative”, la procedura interessa le sole autorità nazionali.

L'acquisto di partecipazioni rilevanti: l'evoluzione normativa I controlli sulla proprietà delle banche hanno rappresentato un punto centrale nella supervisione pubblica delle banche fin

dagli anni trenta del ‘900. Fra gli obiettivi perseguiti attraverso la vigilanza sulle banche vi era la creazione di una

separazione tra banche e imprese industriali. La legge bancaria del 1936 non prevedeva espressamente il principio di

separatezza e non vi erano regole speciali sulla partecipazione al capitale delle banche. In tale periodo infatti la maggior

parte del sistema bancario era in mano pubblica, ovvero costituita in forma di società cooperativa.

L'articolazione territoriale delle banche L'art. 15 t.u.b. prevede la libertà delle banche nella scelta dell'articolazione territoriale. L'autorità di vigilanza può

solo vietare l'insediamento di un banca qualora ritenga sussistano ragioni relative: -all'adeguatezza delle strutture

organizzative; - all'adeguatezza della situazione finanziaria, economica e patrimoniale della banca. Le disposizioni di

“silenzio-

vigilanza del 2007 hanno dato attuazione a tale previsione, in particolare disponendo un meccanismo di c.d.

assenso” per l'approvazione di una nuova espansione

L'AGCM L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, costituita con la l. 287/1990, ha la potestà a fra data dall'approvazione

della legge a tutela del risparmio del 2005 (prima il ruolo di autorità garante era della Banca d'Italia) di applicare agli

intermediari bancari le regole antitrust in materia di:

- divieto di intese lesive della concorrenza,

- di abuso di posizione

dominante,

- di divieto di operazione di concentrazione che comportino l'eliminazione o la riduzione della concorrenza.

Con il t.u.b. è stato previsto, all’art. 19 che si configura un interesse pubblico alla verifica della “qualità” degli azionisti

L'art. 19 t.u.b. rilevanti delle banche per finalità di sana e prudente gestione. In particolare, l'art. 19 t.u.b. persegue, quale obiettivo,

quello di preservare l'indipendenza delle scelte gestionali da interessi estranei all'impresa bancaria che possono essere

riconducibili alla proprietà.

L'art. 26 t.u.b. Secondo l'art. 26 t.u.b., coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche devono

essere idonei allo svolgimento dell'incarico.

La norma riguarda:

- i membri degli organi di gestione e controllo della società;

- i dipendenti che svolgono ruoli chiave nella gestione, ad esempio: » il direttore generale » le altre figure apicali

nell'organizzazione interna.

47 t.u.b. prevede che: “tutte le banche possono erogare finanziamenti o prestare servizi previsti dalle vigenti leggi di

L'art. 47 t.u.b. L’art.

agevolazione, purché essi siano regolati da contratto con l'amministrazione pubblica competente e rientrino tra le attività

che le banche possono svolgere in via ordinaria. Ai finanziamenti si applicano integralmente le disposizioni delle leggi di

e ai privilegi di procedura”. La disposizione

agevolazione, ivi comprese quelle relative alle misure fiscali e tariffarie non

fornisce chiarimenti, tuttavia, sulla qualificazione di tali attività, anche se la progressiva, scarsa diffusione nella

prassi dei finanziamenti agevolati ha fatto venir meno la rilevanza al problema.

47 Cost. deve essere letto anche alla luce di altre previsioni costituzionali, quali l’art. 41 Cost., secondo il quale

L'art. 41 Cost. L’art.

“l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla

dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività

sicurezza, alla libertà, alla

economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”

Ai sensi dell’art. 47, comma 1, Cost.: “La Repubblica incoraggia

L'art. 47 Cost e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,

coordina e controlla l’esercizio del credito”. La disposizione non chiarisce, tuttavia, come deve essere tutelato il risparmio

e se la previsione di limiti nell’esercizio dell’attività di raccolta del risparmio sia giustificato in ragione di siffatta

fondamento dell’art. 47 Cost. vi era l’esigenza di acquisire finanziamenti diretti allo sviluppo

esigenza di tutela. A era quella di un “governo del credito” in cui

del Paese nei settori e nelle aree che più necessitavano di investimenti. L’idea

l’attività bancaria era concepita in funzione della crescita del sistema economico ed anche per tale ragione doveva essere

assoggetta a controlli.

L'art. 52 t.u.b. Il t.u.b. disciplina alcune particolari fonti di informazione dell'autorità di vigilanza sulla gestione della banca.

L'ordinamento bancario prevede un legame tra l'operato dell'organo interno della società e l'attività di vigilanza. L'intero

collegio sindacale e gli organi di controllo interno analoghi al collegio sindacale per le società che adottano

modelli di governo societario alternativi a quello tradizionale sono soggetti a tale legame Secondo l'art. 52, comma 1

t.u.b. l'organo societario di controllo interno ha l'obbligo di informare la Banca d'Italia di tutti i fatti di cui venga a

conoscenza nell'esercizio dei propri compiti che possano costituire un'irregolarità nella gestione delle banche.

L'art. 56 t.u.b Ad oggi è previsto un controllo sulle modifiche statutarie delle banche. Tale controllo consiste in un provvedimento che

“accerta” la congruità delle stesse con il principio della sana e prudente gestione (art. 56 t.u.b.).

L'art. 58 t.u.b. L'art. 58 detta una specifica regolamentazione che si applica non solo in caso di cessione di aziende e rami d'azienda, ma

anche in caso di cessione di “beni e rapporti giuridici individuabili in blocco, fissando:

-regole di pubblicità dell'operazione;

-regole che disciplinano gli effetti della cessione relativamente alle cause di prelazione esistenti in favore

del cedente, ai crediti, ai debiti e ai contratti ceduti.


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Crikia95

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Corso di laurea: corso di Laurea in Economia e Commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crikia95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto bancario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ecampus - Uniecampus o del prof Abu Awwad Amal.

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