Metabolismo tossificante: descrivere il processo e riportare alcuni esempi caratteristici.
è un processo in cui il farmaco può subire un’attivazione chimica e portare a prodotti tossici.
Il metabolismo tossificante
Le sostanze, che portano alla formazione di gruppi elettrofili o radicali liberi, hanno una maggiore predisposizione a fare
un metabolismo tossificante perché formano legami covalenti per i quali la macromolecola risulta poi danneggiata.
Alcuni farmaci, come antitumorali e antidepressivi, contengono il gruppo idrazinico e sono quindi soggetti a formare dei
prodotti tossici. Il gruppo idrazinico, generalmente, ha una forte capacità di fare legami ionici e portare alla liberazione
di azoto e di un alcano. Dal suo metabolismo, però, si possono formare, per scissione omolitica, delle specie radicaliche
molto reattive e tossiche che tendono a legarsi covalentemente a qualcosa, per esempio alle macromolecole biologiche.
−ℎ
′
− − − → − − → − =
2
+
− = → − → () + ()
2 2
°
− = → + ° +
2
presenza di ossigeno, il gruppo nitro cede l’elettrone acquistato all’ossigeno, formando
In ambiente aerobico, quindi in
delle specie altamente reattive che tendono a legarsi ad altre molecole, ossidandole.
2
−° −° °
− → − → → +
2 2 2 2 2
anaerobico, invece, il gruppo nitro continua a ridursi fino ad ottenere un’ammina, che non è tossica per la
In ambiente
cellula.
−°
− → − → − = → − → −
2 2 2
a tre punti nell’azione dei farmaci
Spiegare il significato di enantioselettività e interazione
L’enantioselettività è un fenomeno che si manifesta quando una macromolecola biologica chirale, enzima o recettore
interagisce con due isomeri ottici (R o S), quindi anch’essi composti chirali, dando due enantiomeri, con identiche
proprietà chimico-fisiche ma diversa farmacocinetica.
Per spiegare l’enantioselettività, è stato proposto un modello, detto “interazione a tre punti”, partendo dallo studio
dell’interazione delle catecolamine con un possibile target. È stato osservato che l’isomero R della noradrenalina
instaura tre legami: un legame ionico attraverso il gruppo amminico protonabile, un legame a idrogeno con il gruppo
ossidrilico della ramificazione e un legame idrofobico mediante l’anello catecolico ingombrante. L’isomero S della
noradrenalina, invece, riesce a fare solo due legami, quello ionico e quello idrofobico, perché il gruppo ossidrilico non
interagisce essendo posizionato dalla parte opposta rispetto all’isomero R. Stessa cosa vale anche per la Dopamina:
nonostante sia assente il gruppo ossidrilico e non sia una molecola chirale, instaura gli stessi legami dell’isomero S
della noradrenalina, ovvero un legame ionico con il gruppo amminico protonabile e un legame idrofobico con l’anello
catecolico.
Da questa analisi, si deduce che l’enantioselettività non si verifica solo per le molecole chirali, ma dipende dal tipo di
di legami instaurati dall’enantiomero, più potente
legame che la molecola instaura con il suo target: maggiore è il numero
sarà quest’ultimo. Quindi, per avere enantioselettività,
e attivo la reazione deve produrre un eccesso enantiomerico e
l’enantiomero inattivo (o meno attivo) deve essere allontanato o va dimostrato che non dà alcuna interferenza.
Somministrando infatti una miscela racemica (gli enantiomeri sono presenti con la stessa percentuale), sarebbe come
prendere due farmaci contemporaneamente.
Lo studio dell’enantioselettività permette di avere informazioni sui meccanismi di azione dei farmaci, sulle relazioni
struttura-attività e sui loro modi di interagire con i siti attivi. Per esempio, tanto più potente è il farmaco prescritto e tanto
minore sarà la dose da somministrare.
Ciclofosfamide: struttura, meccanismo di bioattivazione e di azione, impiego terapeutico.
è un profarmaco capace di arrestare l’accrescimento e la divisione cellulare.
La ciclofosfamide
Viene utilizzato sia per la terapia della leucemia e per il trattamento di tumori solidi.
A seconda dei casi, viene somministrata per via orale, intravenosa o intramuscolare
Questa molecola fu sintetizzata con l’idea che si attivasse a livello del tumore, dopo l’aperura dell’anello ad opera di
enzimi presenti in quantità maggiore rispetto ai tessuti normali. In realtà questo profarmaco si attiva nel fegato attraverso
un’ossidazione microsomiale, seguita dall’apertura dell’anello.
La ciclofosfamide si può attivare sia nelle cellule epatiche che nelle cellule tumorali, perché entrambe presentano la
fosfoammidasi, un enzima capace di trasformare il profarmaco nel composto attivo, tramite idrolisi del legame azoto-
fosforo, dopo l’apertura dell’anello.
L’azoto, infatti, finchè è legato al fosforo, sottoforma di fosfonamide, è povero del suo doppietto elettronico e non
ripristinare la mostarda originale per poi formare lo ione aziridinio.
Antracicline: strutture, SAR, meccanismo di azione, usi terapeutici e effetti secondari
Le antracicline sono antibiotici antitumorali che interagiscono con il DNA.
Sono costituite da un sistema chinonico (antrachinone) tetraciclico (naftacene) legato ad
uno zucchero (daunosammina).
L’antrachinone ha una struttura completamente piana, perché aromatica, che può ridursi
e ossidarsi senza problemi. Il quarto anello, invece, non ha più una struttura planare ma
satura e tridimensionale, con due stereocentri.
zucchero legato è molto nucleofilo ed è il primo ad interagire con l’acido nucleico. Il gruppo amminico sullo zucchero
Lo
può essere metilato o introdotto in cicli, purchè mantenga le sue caratteristiche basiche.
Il gruppo ossidrilico sul C9 è essenziale perché si può ruotare e permette alla molecola di disporsi nella giusta posizione.
L’antrachinone si posiziona in mezzo alla doppia elica, andando ad interagire con le basi per provocare una
deformazione ed allungamento dell’elica. In questo modo, impediscono la trascrizione e bloccano la mitosi.
L’antrachinone e le basi interagiscono tramite dei legami ionici e successivamente intervengono le forze di Van der
Waals e i legami a idrogeno per stabilizzare il complesso.
Se somministrate in dosi molto alte, la porzione antrachinonica si riduce e forma delle specie radicaliche OH° molto
reattive e tossiche: esse danneggiano il DNA e innescano l’apoptosi soprattutto delle cellule del cuore. Per ridurre la
tossicità, vengono impiegati degli antiossidanti naturali, come i tocoferoli, che sono in grado di disattivare i radicali.
Hanno uno spettro d’azione molto ampio verso leucemie e tumori.
Sulfamidici: struttura generale, SAR, meccanismo di azione e impiego terapeutico. Spiegare i motivi alla base
dell’azione dei Sulfamidici intestinali riportandone le strutture chimiche
I sulfamidici sono stati i primi farmaci chemioterapici antibatterici, non derivati dai metalli. Venivano maggiormente
utilizzati in passato per trattare, a livello sistemico, qualsiasi tipologia di infezione batterica perché permettevano di
avere farmaci efficaci e poco tossici: oggi, invece, si preferisce utilizzare gli antibiotici, anche se hanno una minore
farmaco resistenza, rispetto ai sulfamidici, nei confronti dei batteri.
I due gruppi sostituenti NH e SO devono essere in para. SO è un gruppo elettron attrattore
2 2 2
che rende il gruppo NH acido, mentre l’ammina conferisce caratteristiche basiche: dunque, i
sulfamidici sono composti anfoteri, poiché possono sciogliersi sia in ambiente acido che in
basi. L’anello benzenico non deve essere
ambiente basico, dando sali deboli con acidi e
ulteriormente sostituito.
Per R sono preferibili gruppi elettron attrattori, in modo da avere un aumento della polarizzazione del legame e della
pKa dell’idrogeno di NH: la molecola è resa più acida.
sull’eterociclo aumentano l’emivita perché c’è una maggiore interazione con le
La presenza di gruppi metossili OCH 3
proteine plasmatiche. I sulfamidici hanno una tossicità
selettiva per le cellule procariote,
andando ad inibire l’enzima PTS
(pteroato o pteroilglutammato
sintetasi), responsabile della sintesi
dell’acido diidrofolico. L’azione dei
sulfamidici avviene tramite due
meccanismi molecolari: il primo di
inibizione dell’enzima PTS, mentre
l’altro di sintesi letale in cui l’acido p-
amminobenzoico viene sostituito con
un sulfamidico impedendo la
formazione dell’acido diidrofolico.
I sulfamidici possono essere classificati in base alla solubilità, al legame con le
proteine plasmatiche e al riassorbimento tubulare, come:
→
Sulfamidici intestinali sono scarsamente assorbiti perché si
solubilizzano a livello dell’intestino. Hanno un’azione localizzata
esclusivamente sull’intestino e non entrano mai nel plasma: l’azoto,
infatti, viene prima derivatizzato e poi liberato con l’acido
-
bicarbossilico, che ha un OH libero. Questo diventa O e non viene
riassorbito nel plasma, ma anzi permane a lungo nell’intestino
Esempio: Succinilsulfatiazolo e Salazopirina
→
Sulfamidici urinari vengono riassorbiti ed escreti velocemente
perché, essendo idrofili, hanno una bassa percentuale di fare dei
legami con le proteine plasmatiche
Esempio: Sulfisossazolo
→
Sulfamidici sistemici vengono assorbiti velocemente, ma
lentamente sono escreti perché, essendo lipofili, hanno un’alta
percentuale di fare dei legami con le proteine plasmatiche.
Esempio: Sulfadiazina e Sulfadimetossina
Legame idrogeno: definizione, descrivere i gruppi coinvolti e sua importanza nella interazione farmaco-
macromolecola bersaglio. Riportare alcuni esempi.
Un atomo di idrogeno, legato ad un atomo più elettronegativo attraverso un legame covalente, interagisce con il
doppietto elettronico di un altro atomo posto sullo stesso piano e ad una distanza opportuna: sull’atomo di idrogeno si
sviluppa una parziale carica positiva che attrae l’altro atomo, con parziale carica negativa. In questo modo, il legame ad
idrogeno si polarizza.
Il legame ad idrogeno, preso singolarmente, è addirittura meno forte del legame ionico, ma è in grado di formarsi e
rompersi con maggior facilità e in minor tempo.
Gli atomi coinvolti nel legame ad idrogeno sono: O, N, F, S, Cl e possono comportarsi da accettori o donatori di legame
ad idrogeno a seconda del gruppo in cui si trovano a far parte all’interno di una molecola. “Accettori” sono quelli che
“Donatori” sono invece quelli che
hanno dei doppietti elettronici liberi e disponibili per instaurare un legame ad idrogeno,
hanno un atomo di idrogeno che può essere donato ad un altro atomo (privo di H) per fare.
L’acqua, per esempio, è sia accettore che donatore di legami ad idrogeno, perché l’ossigeno ha due doppietti liberi che
possono fare due legami ad idrogeno e due atomi di idrogeni che possono essere donati. Lo stesso vale per i farmaci,
i quali hanno gruppi capaci di dare legami ad idrogeno sia come accettori (ossidrili, carbonili) che come donatori
(ossidrili, ammine, immine) di protoni.
Maggiore è il numero di legami ad idrogeno instaurati, maggiore stabilità ha quella data molecola. Proprio per questa
sua caratteristica di conferire stabilità anche alle strutture molecolari più complesse, lo ritroviamo nelle strutture
secondarie e terziaria delle proteine, nella doppia elica del DNA, ma soprattutto nelle interazioni biologiche tra farmaco
e macromolecola. Inoltre, svolge un ruolo essenziale nell’accoppiamento delle basi degli acidi nucleici per determinare
il codice genetico.
L’interazione tra farmaco e macromolecola avviene quando il farmaco presenta gruppi funzionali in grado di istaurare
dei legami con il target biologico, all’interno di una particolare tasca, complementare strutturalmente con il farmaco. Per
spiegarlo con un esempio, si può prendere in considerazione il metotressato: esso si inserisce bene nella tasca della
diidrofolato reduttasi (DHFR), in modo da instaurare dei legami ad idrogeno tra i vari ossigeni carbonilici (accettori) e i
gruppi amminici (donatori).
Acido Clavulanico: struttura chimica e meccanismo di azione.
L’acido clavulanico è un antibiotico. Utilizzato da solo ha scarsa potenza antibatterica e non
esercita alcun effetto: per questo viene somministrato, per via orale o parenterale, in
associazione con altri antibiotici, come l’amoxicillina. È un potente inibitore delle β-lattamasi
di molti batteri Gram (-).
Le β-lattamasi sono enzimi idrolitici prodotti da batteri resistenti alla penicillina e scindono l’anello β-lattamico,
Lo scopo degli inibitori, come l’acido clavulanico, è quello di legarsi
attaccandolo sul carbonio carbonilico.
covalentemente alle β-lattamasi per proteggere il gruppo lattamico e permettere alla penicillina di non essere idrolizzata
per poter passare la parete batterica e svolgere la sua funzione.
L’acido clavulanico è in grado di inattivare sia gli enzimi extracellulari che quelli di membrana, perché riesce a penetrare
attraverso la parete batterica: in questo modo: impedisce la distruzione degli antibiotici β-lattamici (penicilline e
e ne amplia l’attività e lo spettro d’azione nei confronti di molti ceppi resistenti.
cefalosporine)
Antitumorali alchilanti (mostarde azotate): strutture chimiche e meccanismo di azione.
Gli antitumorali intervengono a livello degli acidi nucleici, bloccando la replicazione e quindi la sintesi del materiale
genetico e proteico. Le mostarde azotate sono degli antitumorali alchilanti caratterizzati dalla presenza del gruppo β-
cloroetilaminico. Mostarda azotata (ammina secondaria)
È il primo prodotto che è stato scoperto e utilizzato. Venivano usate per curare
neoplasie e linfoidi, perché sono in grado di ridurre la massa tumorale, ma
.
provocando gravi effetti tossici
La mecloretamina (ammina terziaria)
È il primo antitumorale messo in commercio
Il meccanismo di azione è basato sulla formazione dello ione aziridinio (anello ciclico con azoto positivo) tramite attacco
nucleofilo dell’azoto sul carbonio in β. Lo ione aziridinio è reattivo verso i composti elettron ricchi (DNA): questi
provocano un attacco nucleofilo sullo ione aziridinio che va ad alchilare la posizione 7 dell’adenina e della guanina,
impedendo la separazione dei filamenti di DNA e di conseguenza la mitosi.
La formazione dello ione aziridinio dipende dall’effetto elettronico del gruppo R che si lega all’azoto del farmacoforo: se
R è elettron donatore, l’azoto ha il doppietto più disponibile ma le sostanze risultano essere molto reattive e tossiche;
attrattore, il doppietto dell’azoto è meno disponibile e per questo le sostanze tendono meno a reagire e
se R è elettron
sono meno tossiche.
Agonisti dei recettori alfa adrenergici: strutture, selettività e impiego terapeutico
L’attivazione dei recettori α-adrenergici provoca una stimolazione del SNC, diversa a seconda della zona in cui gli
agonisti agiscono. Gli agonisti α1 sono recettori post-sinaptici che agiscono a livello periferico, provocando
della pressione arteriosa. Gli agonisti α2, invece, sono recettori
vasocostrizione nasale con conseguente aumento
presinaptici che agiscono a livello centrale, provocando l’inibizione del rilascio della noradrenalina con conseguente
vasodilatazione e diminuzione della pressione arteriosa.
Un esempio di agonisti α-adrenergici sono le imidazoline: molecole molto basiche che vengono somministrate
localmente, possono agire sia a livello periferico che centrale.
agisce principalmente sui recettori α2 adrenergici postsinaptici (deputati al controllo
La clonidina
vasomotorio), con conseguente inibizione dell'attività sinaptica a livello periferico ed aumento di
quella vagale, con riduzione della frequenza cardiaca.
Può avere anche effetto analgesico ed è in grado di ridurre i sintomi da astinenza da sostanze da
abuso. È utilizzata come antipertensivo e viene somministrata per via orale o per via endovenosa,
in caso di emergenza.
L’anello aromatico delle imidazoline viene sostituito con un altro anello aromatico, formando il
naftalene: due anelli aromatici uniti.
La nafazolina è potente farmaco agonista, utilizzato come decongestionante nasale. Agisce
attivando i recettori postsinaptici α1, provocando costruzione.
sull’attività
Isomeria geometrica: definizione e sua influenza dei farmaci. Riportare alcuni esempi caratteristici.
L’isomeria geometrica definisce la disposizione dei gruppi funzionali nello spazio, intorno ad un elemento di rigidità,
come doppi legami o cicli, che impediscono la rotazione. In questi casi, la barriera energetica imposta dagli elementi di
rigidità è talmente alta che è possibile separare i due isomeri in due strutture stabili.
L’isomeria geometrica, dovuta ai doppi legami, viene indicata con E-Z oppure cis-trans:
• →
Z (cis) isomero in cui i gruppi a priorità maggiore sono dalla stessa parte
• &r
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Domande e risposte esame di Chimica farmaceutica applicata
-
Domande Chimica tossicologica
-
Domande Biochimica
-
Domande Macroeconomia