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• se il bilancio della società da consolidare non è omogeneo rispetto agli altri deve

essere convertito al cambio corrente , le date di chiusura devono preferibilmente

combaciare, se no uso l’ultimo bilancio approvato .

• il bilancio consolidato non va predisposto se non è richiesto almeno sei mesi prima

della chiusura del bilancio

• se la controllante è soggetta a uno degli stati ue deve sottoporgli il bilancio

AREA DI CONSOLIDAMENTO: segue due criteri, è composta da tutte le aziende sottoposte a

controllo sostanziale della capo o tutte quelle aziende in cui la capo ha la maggioranza. Poi si può

delineare anche il PERIMETRO, ovvero uno generale che comprende tutte le imprese rientranti

nella sfera della controllante, e uno specifico, tutte le imprese su cui la capo esercita un controllo,

vengono escluse le aziende che si trovano in liquidazione, per esclusione implicita o esplicita, se la

loro inclusione è irrilevante o costa troppo. Il criterio base è l’intensità del legame partecipativo.

Gli schemi devono essere simili e permettere i paragoni, così come le date devono coincidere, i

criteri devono coincidere con quelli della capogruppo, se no ho deroghe, ad esempio se ho aziende

che risiedono in stati con legislazione differente o come nel caso delle rimanenze posso ricorrere a

diversi metodi di valutazione, a parte se sono irrilevanti e favoriscono la chiarezza, se non si riesce

a trovare l’uniformità nei singoli bilanci intervengo solo ai fini del consolidamento, per la

conversione si usano i cambi correnti se la società all’estero è autonoma o ai cambi storici se c’è

alta integrazione con la capogruppo( ogni valore tradotto in base al cambio presente al momento

della sua genesi) è il metodo più costoso, esplicito in nota le scelte di cambi e criteri.

METODO DI CONSOLIDAMENTO

Nel bilancio della capo il valore delle controllate è rappresentato dalle partecipazioni che essa

detiene, nel consolidamento viene sotituito con il totale delle attività e passività delle società

controllate, le partecipazioni e il pn della controllata viene eliminato.

Posso avere una situazione in cui il valore delle partecipazioni eguaglia la frazione di pn della

controllata oppure no, in questo caso si generano differenze positive o negative: positive se

sottovaluto le attività e sopravvaluto le passività , se esiste un valore di avviamento, ho errate

valutazioni, oppure negative se sottovaluto passività e sopravvaluto attività, esiste un valore di

avviamento negativo, errata valutazione in caso di “buon affare”, uso i valori del momento

dell’acquisto della partecipazione. Le differenze vanno imputate al consolidato, se è positiva

aumenta la redditività a mezzi propri.

TRATTAMENTO DELLE PARTECIPAZIONI: quelle della capo diventano del gruppo, quelle delle

controllate vanno ad aumentare la quota posseduta dal gruppo, quelle proprie delle controllate si

annullano.

CONSOLIDAMENTO PROPORZIONALE: se il controllo avviene con altri socie esterni al

gruppo, nessuno domina sull’altro, il consolidamento è proporzionale alla quota posseduta, così non

evidenzio interessi di minoranza, ma eseguo il consolidato in interesse della capo.

SIMULTANEO: in un unico momento, senza curarsi del livello occupato, è rapido e di difficile

interpretazione, quello GRADUALE predispone i bilanci dal più basso livello fino alla capo.

RETTIFICHE : si devono eliminare i valori originati dagli scambi infragruppo perché non

determinano il risultato economico del consolidato, elimino utili e perdite, debiti e crediti

infragruppo, non li elimino se comporta costi sporporzionati o sono irrilevanti, non elimino quelle

che hanno errori di rilevazione, sfasamenti temporali, devo stabilirne il grado di eliminazione, se la

partecipazione è al 100% la elimino totalmente, se inferiore l’eliminazione è parziale. La perdita si

può eliminare solo se temporanea e recuperabile con uno scambio esterno.

- le immobilizzazioni immateriali : in generale sono immobilizzazioni se sono

identificabili e giuridicamente tutelabili, sono valori comuni a più esercizi relative a

beni, servizi, la cui utilità economica si estende a più esercizi, ad esempio costi

pluriennali o avviamento. Posso acquistarle o produrle internamente, questi elementi

durevoli vanno iscritti nell’attivo se sono identificabili e quantificabili in modo

attendibile.

Le imm son iscritte al costo d’acquisto più gli oneri accessori o i costi di produzione che

coincidono col costo storico, per quelle il cui utilizzo è limitato nel tempo devono essere

automaticamente ammortizzate e se il suo valore subisce una riduzione deve essere

inserito a bilancio il nuovo valore, il valore d’iscrizione non può eccedere il valore

recuperabile, maggiore tra valore equo e valore in uso( dato da continuo uso dell’imm).

NOTA: guarda nella nota.

RELAZIONE GESTIONE: non posso capitalizzare i beni acquistati a titolo gratuito

( avviamento), ammortamenti e svalutazioni vanno dedotti dal valore originale dell’imm.

L’ammortamento è un processo di ripartizione sistematica di un costo sull’intera durata

dell’utilizzazione del bene acquistato, inizia da quando il bene inizia a produrre utilità

per l’impresa, tranne le imm in corso che si deve aspettare quando il lavoro è concluso.

Si procede anche all’impairment test per vedere se ha subito svalutazioni o meno, anche

le rivalutazioni devono rispettare il limite del valore recuperabile e va fatta secondo

leggi speciali, transita nel pn.

NORMA FISCALE: i costi di impianto e ampliamento sono deducibili nei limiti

imputabili all’esercizio, diritti di brevetto, costi di ricerca e pubblicità non superiore al

50%,marchi e avviamento non superiori a 1/18.

AVVIAMENTO: è l’attitudine di un’azienda a produrre utili in misura superiore a quella

ordinaria, può essere generato internamente o acquistato a titolo oneroso ( non lo

capitalizzo), accade quando miglioro la mia posizione sul mercato o produco un prodotto

molto richiesto. Il CC: l’avviamento può essere iscritto previa approvazione del collegio

sindacale , se acquistato a titolo oneroso, ammortizzato entro 5 anni. Secondo i PCN: è

dato dalla differenza tra il costo di acquisto dell’azienda e il valore degli elementi

dell’attivo e del passivo che la compongono, per i PCI: e l’eccedenza di costo di

acquisizione rispetto al valore di attività e passività dell’impresa acquistata. Per la

capitalizzazione deve essere un valore quantificabile e non suscettibile di vita propria e

la sua valutazione dev’essere prudente per decidere se iscriverlo o meno tra le

immobilizzazioni imm.

- immobilizzazioni materiali: sono fattori di produzione a uso durevole la cui utilizzazione

si estende oltre la durata di un esercizio, non le posso distogliere dall’attività di

un’impresa senza recare danno al normale svolgimento di un’attività di cui queste sono

parte, non sono destinate né alla vendita né alla trasformazione.

anche qua come nelle immateriali la valutazione va fatta con prudenza , senza

modificare i criteri di valutazione.. sono valutate al costo di acquisto( più oneri

accessori) o di produzione( più costi direttamente imputabili).

Sono svalutabili se la loro perdita di valore è durevole.

NOTA : i movimenti delle immobilizzazioni ( vedi nota).

PCN: iscritte al costo di acquisto o produzione , sistematicamente ammortizzate in ogni

esercizio, svalutate o ripristinate di valore al netto degli ammortamenti non calcolati a

causa della precedente svalutazione.

NORMA FISCALE : il costo è assunto al lordo della quota di ammortamento già dedotta

, per quanto riguarda gli ammortamenti ho coefficienti stabiliti dalla legge che sono

ridotti di metà al primo anno, le plusvalenze concorrono a formare reddito negli es

successivi non oltre il quarto o per l’intero ammontare nell’es in cui sono state

realizzate, per i costi di manutenzione e riparazione , se ceduti in base alla durata del

possesso, per imprese nuove ci si riferisce al costo dei beni a fine es.

RELAZIONE: analisi equilibrata e fedele degli amministratori sull’andamento..

- le rimanenze : sono valori comuni a due esercizi che riguardano processi iniziati in un

esercizio ma che troveranno compimento in quello successivo, ad esempio materie prime

e sussididarie, i semilavorati. Le identifico facendo un invertario fisico e poi le valorizzo

, devo valutare che criterio scegliere, la composizione non è omogenea.

Prevale la prudenza sulla competenza, non scrivo il margine in corso di formazione

insieme al valore delle rimanenze finali perché ancora non si è realizzato.

Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione e il valore

desumibile dall’andamento di mercato! Il costo d’acquisto può essere determinato col

metodo del costo medio ponderato, lifo, fifo.

NOTA: indicare i criteri applicati nella valutazione delle voci, le eventuali rettifiche, la

variazione delle voci nell’attivo e nel passivo, l’ammontare degli oneri finanziari

imputati ai valori iscritti nell’attivo distinti per ogni voce.

RELAZIONE GESTIONE: il bilancio deve essere corredato da un’analisi equilibrata,

fedele ed esauriente…

COSTO DI ACQUISTO: per i beni non fungibili è il prezzo negoziato per l’ottenimento

dei beni, il loro costo di produzione è il costo dei materiali, manodopera.. tutti quelli

direttamente imputabili e anche quelli indiretti.

SVALUTAZIONE: se è avvenuta devo mantenere il valore svalutato, e le differenze tra

iniziali e finali vanno in conto economico a2 o b11.

COSTO MEDIO PONDERATO: considera i diversi costi di acquisto e li pondera per le

quantità, uso la media ponderata tra i costi di acquisto iniziale e quelli rilevati durante

l’inventario, può essere calcolato dopo ogni singolo acquisto o vendita o per periodo.

LIFO: le quantità acquistate in tempi più vicini siano le prime ad essere vendute, il

magazzino si sottostima, il valore a cui mi riferisco è quello dei beni formatosi in tempi

più lontani, può essere continuo( a ogni singolo movimento) o a scatti( lo applico per

fasce) e non è riconosciuto dai PCI.

FIFO: i beni formatisi o acquistati in tempi più lontani sono i primi ad essere venduti,

uso il valore dei beni formatisi in tempi più recenti, il valore del mercato dei beni è

meglio rappresentato.

IL VALORE DESUMIBILE DAL MERCATO: si riferisce al costo attuale riacquisto o di

produzione del bene , ad esempio per i prodotti finiti è i prezzo netto di vendita sul

mercato.

NORMA: il valore da considerare è il minore tra il costo e il valore normale medio

nell’ultimo mese dell’esercizio, il metodo con cui valuto le rimanenze in bilancio deve

essere mantenuto ai fini fiscali. Non formano reddito le variazioni di rimanenze di beni

strumentali o quelli acquistati per la produzione.

- lavori in corso su ordinazione: sono contratti di esecuzione che investono un periodo

maggiore o uguale a 12 mesi, sono chiamate anche commesse.

CC: possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi maturati con ragionevole certezza.

Secondo i PCN : valutabili secondo il criterio della commessa completata( il margine

utile viene caricato tutto alla fine, valuto in base ai costi sostenuti fino alla chiusura

dell’es, prevale la prudenza) o percentuale di completamento( valutati in base al

corrispettivo contrattuale, è necessaria una stima dei ricavi e dei costi per applicarla). Il

margine viene rilevato secondo il SAL.

Per i PCI esiste solo la percentuale di completamento, applicabile se ho stime attendibile

del sal e le opere sono identificabili, per valorizzarle moltiplico la percentuale di

completamento per i corrispettivi.

NORMA: la valutazione va fatta sulla base dei corrispettivi pattuiti, ogni variazione dei

corrispettivi è da imputare al reddito in cui è stabilita, concorrono a formare reddito le

variazioni di rimanenze di opere e forniture di durata ultrannuale.


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiab95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Grumo Marco.

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