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Domande d'esame

1. Definire e descrivere il mercato primario

Il mercato primario è costituito dall’insieme delle nuove emissioni, da parte delle unità in deficit, di strumenti finanziari alla ricerca del primo collocamento nei portafogli degli investitori. In questo mercato affluisce la domanda di risorse finanziarie da parte degli emittenti (Stato sovrano, ente pubblico, impresa, banca, etc.) che attraverso la creazione e l’offerta di nuove passività finanziarie, ricercano un’adeguata copertura del proprio fabbisogno di fondi.

Le modalità attraverso cui avviene l’emissione di tali titoli sul mercato sono le seguenti:

  • Private placement (i potenziali investitori sono contattati privatamente)
  • Public placement (l’emittente si rivolge a un numero elevato di potenziali investitori)
  • Auction placement (solitamente la quantità di titoli offerti è fissa mentre varia il prezzo di sottoscrizione dei titoli in funzione delle proposte fatte dagli operatori ammessi alle aste)

Questo processo potrebbe essere svolto autonomamente dai soggetti che reperiscono i fondi ma, generalmente, si preferisce ricorrere alla professionalità delle banche di investimento che supportano il prenditore di fondi nel promuovere e collocare strumenti finanziari presso gli investitori.

2. Definire e descrivere il mercato secondario

Il mercato secondario riguarda la negoziazione di strumenti finanziari già in circolazione. Domanda e offerta sono, di contro, espressione della volontà di negoziazione di investitori che desiderano modificare la composizione del proprio portafogli. La funzionalità del mercato primario dipende in maniera rilevante dal modo in cui il mercato secondario assicura la liquidità e la determinazione dei prezzi coerenti con il contenuto economico del titolo.

Sui mercati secondari gli operatori possono godere della possibilità di rendere indipendente il “periodo di possesso dell’attività finanziaria/holding period” dalla sua “scadenza/maturity”. Ai fini del buon funzionamento di un mercato secondario è essenziale la presenza di intermediari quali i broker e i dealer. I primi sono specializzati nel duplice servizio di ricerca di una controparte della negoziazione e di contrattazione del prezzo per conto del cliente. I secondi si pongono come controparte dell’eventuale acquisto o vendita di titoli. I broker, a differenza dei dealer, non forniscono liquidità al mercato, ma semplicemente ricercano liquidità e non detengono un proprio portafoglio di titoli in proprietà (inventory).

3. Definire: asimmetria informativa, selezione avversa, azzardo morale

Nell’ambito del collegamento diretto, l’investitore viene a trovarsi in condizioni di inferiorità informativa rispetto all’emittente. Egli opera sulla base di informazioni <> che, per loro natura, sono incomplete. L’economista statunitense Akerloff affronta a proposito il problema delle asimmetrie informative in un suo testo, “The market for lemons”, in cui considera il mercato delle auto usate. La presenza di asimmetrie informative è una delle condizioni che giustifica la presenza degli intermediari finanziari. Sul mercato sono presenti asimmetrie informative ex ante ed ex post, che producono effetti distorsivi.

  • Selezione avversa (adverse selection) è la conseguenza di un’asimmetria ex-ante: nel momento in cui le imprese richiedono un finanziamento al mercato, non rivelano per quale progetto d'investimento il finanziamento è stato richiesto, né tantomeno le caratteristiche di tale progetto. In presenza di asimmetria informativa, infatti, per le imprese non solo emerge un problema di divulgare informazioni riguardo i propri progetti strategici, a vantaggio dei propri competitors, ma esiste anche un problema di credibilità dell'informazione divulgata. La selezione avversa riguarda dunque la difficoltà nel selezionare e distinguere le imprese sane, cioè quelle con un merito creditizio elevato, da quelle più rischiose. Coloro che richiederanno fondi con maggiore insistenza saranno identificati come soggetti a maggiore rischio di insolvenza.
  • Azzardo morale (moral hazard) è la conseguenza di un’asimmetria ex-post: una volta che il finanziamento è stato erogato, i prestatori di fondi non hanno la possibilità di controllare come il finanziamento venga impiegato e quindi il grado di redditività e sicurezza del loro investimento. Ciò potrebbe indurre il prenditore a comportamenti maggiormente rischiosi. In alcuni casi si pone anche un problema etico se i fondi del prestatore vengono utilizzati per progetti che non condivide.

4. Definire e descrivere il mercato regolamentato e il mercato OTC

Mercato regolamentato

Si definisce mercato regolamentato un sistema multilaterale che consente o facilita l’incontro, in base a regole non discrezionali, di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a contratti. Il mercato regolamentato è caratterizzato da un oggetto sociale esclusivo; è sottoposto ad un regime autorizzativo da parte dell’autorità competente (in Italia la Consob); inoltre deve essere dotato di regole chiare e trasparenti che assicurino che gli strumenti finanziari possano essere negoziati in modo equo, ordinato ed efficiente. I mercati regolamentati italiani sono i mercati gestiti da: Borsa Italiana S.p.A., MTS S.p.A.

Mercato OTC

Un Mercato Mobiliare non Regolamentato (Over the Counter, OTC) è un luogo, fisico o virtuale, in cui gli operatori si incontrano al fine di collocare, scambiare o rimborsare valori mobiliari. L'assenza di regolamentazione riguarda il fatto che il funzionamento di tale mercato, i titoli e gli operatori ammessi non sono assoggettati alla disciplina specifica e alla autorizzazione delle Autorità di Vigilanza in materia di Mercati Regolamentati e non sono iscritti nell'apposito albo. Le modalità di contrattazione non sono standardizzate ed è possibile stipulare contratti "atipici". In generale i titoli trattati in un mercato OTC sono meno liquidi rispetto a quelli trattati sui mercati ufficiali. In Italia i mercati OTC assumono la configurazione di Sistemi di Scambi Organizzati (SSO). Tuttavia, per quanto riguarda gli OTC basati in Italia, la CONSOB può richiedere agli organizzatori, agli emittenti e agli operatori dati, notizie e documenti sugli scambi organizzati di strumenti finanziari. La CONSOB gestisce l'elenco dei Sistemi di Scambi Organizzati.

5. Definire e descrivere il mercato monetario e il mercato dei capitali

Mercato monetario

Con mercato monetario si indica l'insieme delle negoziazioni aventi ad oggetto prestiti monetari con durata inferiore ai 12 mesi. La funzione principale di questo mercato è quella di rendere più efficiente la trasmissione dei fondi a breve termine tra gli operatori economici in temporaneo avanzo e quelli in temporaneo disavanzo. Le caratteristiche fondamentali degli strumenti di mercato monetario sono le seguenti:

  • Scadenza inferiore a 12 mesi
  • Alta negoziabilità sul mercato secondario
  • Impersonalità sia nel rapporto tra emittente e sottoscrittore che nelle transazioni di mercato secondario

In Italia queste caratteristiche sono pienamente possedute solo dai BOT. Tra gli operatori del mercato monetario si distinguono: Tesoro, Eurosistema e BCE, banche, altri intermediari finanziari, imprese e privati risparmiatori. Gli strumenti sono i seguenti: BOT, depositi interbancari, pronti contro termine, certificati di deposito, cambiali finanziarie e accettazioni bancarie.

Mercato dei capitali

Il mercato dei capitali si distingue dal mercato monetario per via della connotazione temporale, sui primi avvengono le emissioni e le negoziazioni di strumenti a medio/lungo termine, mentre sul secondo avviene il trasferimento di fondi a breve termine. Nel mercato dei capitali i titoli trattati sono di durata medio-lunga (oltre 12 mesi). Sono transazioni di mercato dei capitali quelle su azioni (che avvengono generalmente all'interno di mercati regolamentati quali ad esempio il MTA gestito da Borsa Italiana) e su titoli di debito a medio-lungo termine (che possono avvenire su mercati regolamentati, quali MOT ed EuroMot gestiti da Borsa Italiana oppure MTS gestito da MTS Spa, su mercati non regolamentati oppure bilateralmente).

6. Definire e descrivere i mercati creditizi e i mercati mobiliari

Mercato creditizio

Il mercato creditizio è caratterizzato dalla presenza delle banche che raccolgono risorse dai risparmiatori (si tratta di disponibilità caratterizzate da elevata liquidità e basso grado di rischio) e ne individuano gli impieghi erogando credito alle unità in deficit secondo diverse forme tecniche, sia per scadenza che per rischio (es. prestito ipotecario a lungo termine). Poiché in tale mercato sono negoziati strumenti finanziari contraddistinti da un elevato grado di personalizzazione si è ricorsi alla cosiddetta cartolarizzazione. Il soggetto che intende originare un’operazione di cartolarizzazione (originator) – in genere una banca – cede a titolo oneroso la proprietà di un portafoglio crediti selezionato a una società appositamente costituita per la cartolarizzazione, la SPV (special purpose vehicle). In seguito la SPV emette titoli obbligazionari (asset backed Securities o notes) da collocare sul mercato dei capitali, coperti dalle attività che fanno parte del portafoglio acquisito.

Mercato mobiliare

A differenza del mercato creditizio, il mercato mobiliare si caratterizza per la presenza di strumenti finanziari caratterizzati da un elevato grado di standardizzazione che ne agevola il trasferimento e la negoziazione dopo l’emissione. È possibile classificare i mercati mobiliari secondo i seguenti criteri: in base alla funzione svolta dai mercati (mercato primario e secondario), in base alla durata residua degli strumenti finanziari negoziati (mercato monetario e dei capitali), in base al taglio delle transazioni (mercati al dettaglio e all’ingrosso), in base alla localizzazione degli scambi e utilizzo ICT (mercati fisici e telematici), in base allo svolgimento temporale dello scambio e alla natura dei prodotti negoziati (mercati cash e derivati), in base all’assetto proprietario (mercati pubblici e privati), in base alla presenza o assenza di una specifica regolamentazione (mercati regolamentati e OTC).

7. Definire e descrivere il mercato finanziario creditizio

Il mercato creditizio è caratterizzato dalla presenza delle banche che raccolgono risorse dai risparmiatori (unità in surplus) e ne individuano gli impieghi erogando credito alle unità in deficit secondo diverse forme tecniche. Il credito può essere erogato nella forma di prestiti a breve termine di cui le principali forme tecniche sono:

  • Apertura di credito: la banca è obbligata a tenere a disposizione del cliente una certa somma di denaro per il tempo contrattualmente previsto o per un tempo indeterminato; a titolo di corrispettivo per la prestazione effettuata, essa ha diritto a ricevere dal cliente la “commissione” o “provvigione di conto” che, salvo diversa pattuizione, è dovuta indipendentemente dalla effettiva utilizzazione del credito. La banca ha inoltre diritto agli interessi sulle somme utilizzate al tasso convenzionale pattuito.
  • Anticipazione di pegno: contratto con il quale la banca (anticipante) si obbliga a tenere a disposizione del cliente (anticipato) una certa somma di denaro per un certo periodo di tempo ed il cliente, a garanzia dell’adempimento del proprio obbligo di restituzione, costituisce in pegno a favore della banca titoli o merci. La banca applica sempre uno scarto di garanzia, concedendo sempre una somma inferiore al valore del bene.
  • Sconto bancario: è il contratto con il quale un istituto di credito anticipa a un proprio cliente l'importo di un credito che egli ha verso terzi e che cede all'istituto. In pratica si realizza una cessione "credito contro corrispettivo". La cessione che va perfezionandosi in questo caso sarà del tipo "salvo buon fine" o "pro solvendo"; dunque se alla scadenza il terzo ceduto non dovesse adempiere alla propria obbligazione verso la banca, questa potrà rivalersi sul cedente.
  • Riporto: si definisce riporto il contratto mediante il quale una parte detta riportato trasferisce ad un'altra parte, detta riportatore, la proprietà di titoli di credito di una data specie e di un determinato prezzo e questi assume l'obbligo di trasferire al riportato alla scadenza del termine stabilito la proprietà di altrettanti titoli della medesima specie, verso rimborso del prezzo, che può essere aumentato o diminuito a seconda dell'accordo. Si tratta di un contratto reale, che si perfeziona con la consegna dei titoli. Si differenzia dal pegno poiché con questo si rimane proprietari dei titoli.

Il credito può anche essere erogato nella forma di prestito a medio-lungo termine di cui la principale forma tecnica è il mutuo.

  • Mutuo: il mutuo è un contratto mediante il quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra, detta mutuataria, in credito o prestito una somma di denaro o una quantità di beni fungibili, che l'altra parte si obbliga a restituire alla scadenza con altrettante cose della stessa specie, qualità o valore. Il rimborso della somma mutuata avviene, generalmente, secondo un piano di ammortamento concordato con il mutuatario che può essere a rate costanti o variabili. Il tasso d’interesse applicato può essere fisso o variabile.

8. Definire e descrivere l'attività bancaria in senso stretto (intermediazione creditizia)

Ai sensi dell’art. 10 del TUB:

  • La raccolta di risparmio tra il pubblico e l’esercizio del credito costituiscono l’attività bancaria. Essa ha carattere d’impresa.
  • L’esercizio dell’attività bancaria è riservato alle banche.
  • Le banche esercitano, oltre all’attività bancaria, ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge.

L’attività bancaria si concretizza nella raccolta del risparmio tra il pubblico e esercizio del credito. La raccolta di strumenti finanziari a titolo di debito comprende: i depositi, i certificati di deposito e i buoni fruttiferi, i conti corrente di corrispondenza, i pronti contro termine, le obbligazioni bancarie e le commercial paper. I risparmi raccolti dalla banca sono impiegati per erogare prestiti e finanziamenti alle imprese e alle famiglie secondo diverse forme tecniche. Si tratta di: apertura di credito, anticipazione di pegno, sconto bancario, riporto e mutuo. Il margine di guadagno netto dell’attività bancaria è la differenza tra il tasso di interesse passivo riconosciuto sul risparmio e il tasso di interesse attivo applicato sui finanziamenti.

La banca è in grado di acquisire informazioni a carattere riservato che permettono di ridurre le problematiche di finanziamento legate all'esistenza di asimmetrie informative che esistono nei circuiti diretti.

9. Perché collassò il sistema di Bretton Woods?

Secondo il sistema definito da Bretton Woods il dollaro era l’unica valuta convertibile in oro, in base al cambio di 35 dollari contro un’oncia del metallo prezioso. Il sistema dei cambi fissi entrò in crisi nel 1971 per poi fallire definitivamente nel 1974. Le debolezze che portarono al crollo del sistema di Bretton Woods furono le seguenti:

  • Il rapporto oro-dollaro risultò essere di 1:9, dunque i dollari non erano più convertibili in oro. Questa situazione fu la conseguenza di un’ingente fuoriuscita di dollari USA a causa del piano Marshall, dei finanziamenti bellici per la guerra in Corea e in Vietnam, degli investimenti in multinazionali all’estero e dell’indebitamento di imprese estere
  • I paesi non rivalutavano/svalutavano sistematicamente la loro moneta. Giappone e Germania non rivalutavano per favorire le esportazioni (vendevano nella loro moneta e incassavano in dollari), la Francia non svalutava per una questione d’immagine
  • Vi era un duplice mercato dell’oro oltre a quello di NY per le BCN, ne uno per i privati a Londra. Per alcuni anni le Banche Centrali di otto paesi cercano di sostenere il dollaro vendendo oro sul mercato di Londra per farne abbassare il costo e per mantenere il rapporto 35 dollari/oncia.

Nel 1971 De Gaulle annunciò la richiesta di convertire tutti i suoi dollari in oro. Le altre nazioni abbracciarono l’iniziativa, ma non vi era abbastanza disponibilità nelle riserve auree statunitensi per cui il presidente Nixon fu costretto a sospendere la convertibilità del dollaro in oro. Con lo Smithsonian Agreement il dollaro venne svalutato e si diede il via alla fluttuazione dei cambi.

10. Home country control e host country control

Il principio home country control, combinato con lo strumento del mutuo riconoscimento, stabilisce che ciascuna istituzione finanziaria insediata in uno Stato membro della CEE può operare in tutto il mercato europeo secondo l’ordinamento e sotto il controllo dell’autorità di vigilanza del paese d’origine. Tale principio ha trovato applicazione nei settori bancario e assicurativo. Il principio del controllo del Paese di origine ha l'obiettivo di garantire le quattro libertà fondamentali previste dal Trattato costitutivo dell'Unione Europea (libertà di circolazione di persone, merci, capitali e idee) e di impedire all'interno di un mercato comune una discriminazione in base alla nazionalità, vietata dall'art. 12 (ex 6) dei Trattati di Roma.

L’host country control prevedeva, al contrario, che banche e intermediari seguissero le regole e fossero sotto la vigilanza del paese ospitante. Questo sistema provocò non poche difficoltà.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa.B di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Sury Paul.
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