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Domande esame di stato

Costruzione di una piscina senza regolarizzazione

Faccio costruire una piscina che non compare in nessuna regolarizzazione, a cosa vado incontro? Sono sanzionato da un decreto famoso/D.P.R. per difformità edilizia D.P.R. N. 380/2001. Ci troviamo di fronte a un intervento eseguito in assenza o in difformità di titolo edilizio, ho commesso un abuso che devo regolarizzare e di conseguenza devo fare una sanatoria. Essendo una piscina ci troviamo nella situazione di difformità di permesso di costruire.

Superbonus 110%

Si tratta di un'agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l'aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, interventi antisismici, e installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. È prevista al posto della fruizione diretta della detrazione (5 quote annuali di pari importo) la possibilità di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o in alternativa per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico - sismabonus - e di riqualificazione energetica degli edifici - ecobonus.

Per poter usufruire del SuperBonus al 110% sono richiesti alcuni requisiti di accesso o per meglio dire dei vincoli:

  • Il bonus viene erogato solo se garantisce un miglioramento di almeno 2 classi energetiche e, se non possibile, di una sola ma la più alta raggiungibile. L’aumento delle classi energetiche deve essere certificato da un Attestato di Prestazione Energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato.
  • Il bonus viene erogato se gli interventi contribuiscono alla riduzione del rischio sismico. In questo caso l'unico requisito richiesto è che le abitazioni si trovino nella zona sismica 1, 2 o 3.

Direttive europee e leggi italiane dell'ecobonus

Le Direttive EED (Energy Efficiency Directive) e EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) fanno parte integrante della nuova governance europea dell'energia, che sancisce il principio dell"energy efficiency first". In attuazione della governance UE dell'energia, l'Italia ha inviato alla Commissione il Piano nazionale integrato per l'energia e clima - PNIEC per gli anni 2021-2030. Il PNIEC, che comunque si basa sulle strategie e sui piani nazionali esistenti, quali appunto, per l'Italia, la Strategia Energetica Nazionale adottata a novembre 2017, assorbe i precedenti documenti programmatori, fissando i target al 2030 in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili, e riduzione delle emissioni inquinanti. Contemporaneamente, sul piano legislativo interno, sono state implementate le misure a sostegno degli investimenti sull'efficienza energetica del patrimonio edilizio: il cd. ecobonus è stato da ultimo prorogato per l'anno 2020, con la legge di bilancio, Legge n. 160/2019 nonché ulteriormente potenziato nel D.L. n. 34/2020 (cd. Decreto Rilancio).

Cosa è una riserva?

Si appongono su documenti contabili e procedurali legati all’esecuzione del progetto. Si dice “firmare un contratto con riserva”. Le riserve non sono altro che possibili contestazioni sollevate dall’imprenditore che esegue l’opera riguardo alla contabilità dei lavori, quando ci siano delle discordanze rispetto a quanto stabilito dal Capitolato d’Appalto in relazione ai criteri di misurazione, all’interpretazione nell’applicazione dei prezzi o ad altre voci del Capitolato Speciale d’Appalto. Tali riserve devono essere riportate nel Registro di Contabilità (pena la loro non validità), dove il Direttore dei Lavori conteggia le misure per i prezzi unitari contemporaneamente allo svolgimento dei lavori stessi, e presentate in occasione della redazione degli Stati di Avanzamento dei Lavori. È compito sempre del Direttore dei Lavori prendere atto delle riserve presentate dall’impresa e valutare caso per caso se accettarle o respingerle. Le riserve possono essere presentate dall’appaltatore fino al momento della presentazione del Conto Finale dei Lavori. Le riserve devono essere esplicitate sempre nel termine di 15 giorni e confermate nel conto finale, pena la loro decadenza. È dunque prevista la possibilità di firmare i documenti contabili “con riserva”.

Attraverso l’istituto delle riserve nei lavori pubblici, la disciplina degli appalti pubblici ha regolato le modalità con cui l’appaltatore, durante il corso dell’esecuzione del contratto, può avanzare delle pretese nei confronti della Pubblica Amministrazione. Si tratta in particolare di richieste ulteriori rispetto ai fatti registrati nei documenti contabili o, più in generale, di tutti quei fatti che potrebbero avere come effetto quello di determinare la richiesta di indennizzi o altri compensi non previsti originariamente dal contratto.

  • Pretese di maggiori corrispettivi rispetto a quelli determinati nella contabilità dei lavori (per esempio: quando l’appaltatore ritenga che siano state contabilizzate quantità di lavori inferiori a quelle realmente eseguite; ovvero quando alle quantità eseguite siano stati applicati prezzi di elenco inferiori a quelli dovuti).
  • Pretese connesse a fatti di forza maggiore che rendono più onerosa la prestazione dell’appaltatore rispetto a quella contrattualmente prevista).
  • Pretese di natura risarcitoria, in quanto traggono origine da comportamenti illeciti dell’amministrazione (es., una sospensione dei lavori illegittima perché conseguente a negligenze dell’ente appaltante).

Compiti e composizione della commissione paesaggio e commissione edilizia

La Commissione Comunale per il Paesaggio è l’organo tecnico–consultivo che esprime pareri obbligatori, non vincolanti – salvo diversa disposizione di legge - in merito a:

  • Rilascio dell’autorizzazione paesaggistica prevista dagli artt. 146, 147 e 159 del decreto legislativo del 22 gennaio 2004 n. 42, per quanto riguarda le competenze amministrative attribuite al Comune dall’art. 80 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12.
  • Rilascio dell’autorizzazione paesaggistica semplificata prevista dal DPR 31/2017 per gli interventi elencati nell'Allegato "B".
  • In tutti i casi citati dall’Articolo 81 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12.
  • Irrogazione delle sanzioni amministrative in materia paesaggistica.
  • Accertamenti di compatibilità paesaggistica, ai sensi dell’Art. 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
  • Rilascio di provvedimenti a sanatoria ex Art.32 della Legge 28 febbraio 1985 n. 47.
  • In tutti casi previsti dalle Norme di Attuazione del PGT.
  • Progetti preliminari presentati ai sensi dell’art. 55 del Regolamento Edilizio.
  • Richieste di valutazione sull’esistenza dei cortili ai sensi della D.D. 63/2014.
  • Pareri nei casi previsti dalle norme regolamentari vigenti.

La Commissione esprime il proprio parere prestando particolare attenzione alla coerenza degli interventi in progetto con i principi, le norme e i vincoli degli strumenti paesaggistici vigenti, ai fini di una tutela complessiva del territorio e valuta gli interventi proposti in relazione alla compatibilità con i valori paesaggistici riconosciuti e la congruità con i criteri di gestione del bene tutelato. Fanno parte della commissione paesaggio i professionisti (a titolo esemplificativo architetti, agronomi, geologi, ecc.) con una specifica, particolare, pluriennale e qualificata esperienza nella tutela paesaggistico – ambientale che dovrà risultare dal curriculum vitae.

La Commissione edilizia è un organo di tecnico-consultivo dell’Amministrazione comunale in tema di qualità urbana in campo edilizio, architettonico e urbanistico. La Commissione Edilizia esprime il proprio parere obbligatorio sui piani attuativi, sui piani guida, sulle richieste di lottizzazione, sulle autorizzazioni paesaggistiche, sulle concessioni ad edificare e rilascio di titoli edilizi, sulle progettazioni speciali, sulle opere pubbliche per le quali il parere è prescritto, sulle deroghe urbanistiche. I membri della Commissione Edilizia vengono nominati con deliberazione della Giunta comunale.

Sono membri di diritto:

  • Il Sindaco o l’Assessore competente in materia urbanistica ed edilizia da lui delegato, che presiede la commissione.
  • Il comandante locale dei Vigili del Fuoco.

Sono membri nominati dalla Giunta comunale:

  • Un architetto o un ingegnere, esperti e competenti in materia urbanistica ed edilizia.
  • Un geometra o un perito edile.
  • Un esperto in materie giuridiche urbanistico-edilizie.
  • Un geologo.
  • Un esperto in impiantistica e/o certificazione energetica e/o bioedilizia.

Partecipano senza diritto di voto e quindi non concorrono a determinare il numero legale:

  • Il dirigente dell’area tecnica.
  • Il tecnico comunale che ha istruito la pratica e altro personale tecnico ed amministrativo, individuato dal dirigente, con funzioni amministrative e di segreteria.

Cos’è il QTE?

È il quadro tecnico economico, ossia un documento riportante che riporti la distinzione delle singole voci di spesa con i relativi importi. Nel caso dell'edilizia tale documento contabile è indispensabile specialmente quando si tratta di lavori pubblici. Del resto è previsto anche dalla normativa vigente in materia. Per i lavori privati potrebbe essere superfluo, ma comunque è utile per il committente, specialmente quando si tratta di una società o di chi redige scritture contabili e effettua bilanci. La principale voce del quadro economico riguarda i lavori computati o da computare. Possono essere a misura o a corpo, ma non devono mai mancare. Inoltre, vanno indicati gli oneri per la sicurezza, non soggetti a ribasso d'asta, previsti dalla normativa vigente sui lavori pubblici. Queste voci fanno parte dell'importo a base d'appalto che, aggiunte alle altre voci comprese nelle somme a disposizione dell'amministrazione che ha commissionato il progetto, danno l'importo totale.

Quali elementi ti fanno capire che non è un edificio a torre?

Che la scala non è compartimentata. La scala a giorno, quindi senza alcun requisito di resistenza al fuoco richiesto alle strutture portanti e di separazione, costituisce a tutti gli effetti un camino di tiraggio e non può garantire l’esodo delle persone in sicurezza in quanto rappresenta una causa della rapida propagazione del fumo, del calore e delle fiamme ai piani superiori. La compartimentazione ai fini della Prevenzione Incendi, non è altro che la suddivisione dell’edificio in aree delimitate da strutture con resistenza al fuoco predeterminata al fine di controllare e contenere la propagazione del fuoco in caso di incendio. La scala deve essere a prova di fumo cioè in vano costituente compartimento antincendio.

Cos’è il DURC?

Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) è il documento che certifica la regolarità contributiva e assicurativa delle imprese e dei lavoratori autonomi ed è necessario fornirlo (da parte dell'azienda) in tutti casi in cui l'impresa stipula un contratto di servizio con enti pubblici o privati.

A fine lavori cosa devo chiedere per l’immobile?

  • Certificati di collaudo statico.
  • Una comunicazione di fine lavori con cui attesti l’ultimazione degli interventi edilizi.
  • Una scheda tecnica descrittiva dei lavori eseguiti.
  • Una dichiarazione di conformità edilizia degli interventi al titolo abitativo di riferimento (esempio, permesso di costruire).
  • Un certificato di variazione catastale, nel caso in cui i lavori abbiano esteso o ridimensionato la planimetria dell’immobile o abbiano alterato la sua natura originaria.
  • Un attestato di prestazione energetica che deve essere rilasciato da un tecnico abilitato.
  • Un certificato di agibilità da richiedere entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori. Esso si riferisce alla sicurezza, alla salubrità, alla qualità e all’igiene degli ambienti.

Cos’è lo standard qualitativo?

Con la Legge Urbanistica Regionale 51/1975, lo standard era inteso come quantità di spazi da destinare a servizi espressi in mq/abitante. Con le normative oggi in vigore è possibile reperire standard alternativi alla tradizionale cessione di aree libere, mediante realizzazione ed eventualmente gestione di opere e servizi di interesse comune da parte dei soggetti attuatori. Si tratta dello “standard qualitativo”. Gli standard qualitativi sono stati introdotti nella legislazione per l’attuazione dei Programmi Integrati di Intervento (P.I.I.).

Superficie territoriale del PII? Cosa è il programma integrato d’intervento?

Dalla superficie territoriale ricavo le aree di cessione in percentuale.

Che professionisti chiama per fare un’analisi del terreno e quali altri professionisti sono coinvolti nel processo di costruzione/intervento sul costruito?

Geologo - intervento sul costruito. Quali sono le procedure? - cambio destinazione d’uso, ecc.

Ho uno stacco di un cornicione e sono il proprietario, come mi comporto? Quali sono i tempi?

È manutenzione straordinaria. Non è necessario aspettare i 30 giorni soliti, ma assicuro il sito e faccio comunicazione allo sportello unico dell’edilizia. Seguo la solita prassi ma intervengo in tempi molto più brevi e entro 20 giorni presento il titolo abilitativo più adatto per quel tipo di intervento e procedo.

In termini di sicurezza in cantiere, il fatto che un ex caserma implica una serie di step. Quali?

La caserma è stata oggetto di bombardamenti? Se sì, gli ordigni inesplosi vanno ricercati. Quindi va fatta una ricerca storica e una bonifica.

Quali sono le voci di costo di un edificio?

Vedi “costo di costruzione”.

Ho un appezzamento di terra vuoto in centro a Milano e il committente mi chiede, cosa ci posso fare?

Dovrò controllare per prima cosa gli strumenti urbanistici e i piani per vedere quali sono le previsioni di destinazione d’uso di quell’area in modo da capire quali interventi posso realizzare.

Come mi muovo se ricevo come incarico una residenza per studenti? Il cliente viene da me e io cosa faccio? Quali sono i primi step?

Cos’è il permesso di costruire in sanatoria? Quali sanzioni sono previste? In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività art. 23, comma 1 D.P.R. 380/2001 o in difformità da essa, fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33, comma 3, 34 comma 1 del D.P.R. 380/2001, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda. Il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia, o, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella prevista dall’art. 16 DPR 380/2001. Nell’ipotesi di intervento in parziale difformità, l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.

Cos’è una variante in corso d’opera?

Si opera una distinzione basata sulla sostanzialità: varianti vere e proprie, non sostanziali: modifiche qualitativi e quantitative di non rilevante consistenza rispetto al progetto approvato, tali da non comportare un sostanziale e radicale mutamento del nuovo elaborato rispetto a quello oggetto di approvazione, sono soggette al rilascio di permesso in variante, complementare ed accessorio, anche sotto il profilo temporale della normativa operante; varianti essenziali: ovvero quelle caratterizzate da incompatibilità quali-quantitativa con il progetto edificatorio originario rispetto ai parametri indicati dall’art. 32 del d. P.R. n. 380 del 2001, sono soggette al rilascio di permesso a costruire del tutto nuovo ed autonomo rispetto a quello originario e per il quale valgono le disposizioni vigenti al momento di realizzazione della variante.

PDC termini di inizio e fine: quando inizia, finisce e cosa succede se supero i tre anni? Quali sono i casi di proroga del dpr 380?

All'interno del permesso di costruire sono sempre indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori. In particolare, dal rilascio del titolo edilizio l'avvio dei lavori non può superare i 12 mesi, mentre l'ultimazione i 3 anni. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto per la parte non eseguita. In particolare, l'art. 15, comma 2 del Testo Unico Edilizia conferma la possibilità di proroga dei termini che può essere accordata, con provvedimento motivato, dall'amministrazione nei seguenti casi:

  • Per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso.
  • In considerazione della mole dell'opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all'inizio dei lavori.
  • Quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari.

A fine lavori presento l’agibilità per far entrare le persone e poi? Chi presenta la domanda di agibilità? Quali aggiornamenti con DLGS 222 del 2016?

Il deposito del certificato di agibilità deve essere presentato presso lo Sportello Unico per l'Edilizia. Il DLGS 222 del 2016 ha previsto che la richiesta di agibilità può essere presentata dal titolare del permesso di costruire o dal soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori. Il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher persic di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Corradi Emilia.
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