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Appunti di economia della governance globale sulle domande basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Resmini dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, della facoltà di Sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia della governance globale docente Prof. L. Resmini

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7. Le politiche di attrazione degli IDE servono per indirizzare gli investimenti delle imprese

straniere in determinate aree.

Falso. Non solo. Agiscono anche sulle possibilità di entrata e possono cercare di favorire la

trasmissione degli spillovers (politiche per l’innovazione, capitale umano, ecc…)

8. Un paese che aderisce ad una unione doganale abolisce tutti i dazi alle importazioni .

Falso. Abolisce solo i dazi sulle importazioni dagli altri stati membri della Unione doganale,

mentre restano in vigore i dazi nei confronti del Resto del Mondo.

9. L’art. XXIV del GATT consente ai paesi in via di sviluppo di creare accordi di integrazione di

tipo preferenziale. Vero o falso? Perché?

Falso. L’art. XXIV del GATT consente ai paesi avanzati di creare accordi regionali di tipo

preferenziale. I PVS che entrano a far parte di accordi preferenziali lo fanno in deroga alla

cosiddetta «Enabling clause».

10. Illustrate gli obiettivi ed i principi alla base alla base dell’attività dell’Organizzazione

Mondiale del Commercio (OMC) aperta

Quando i mercati si globalizzano e una quota crescente di attività commerciali trascende i confini

nazionali sono necessarie istituzioni che aiutano a gestire a disciplinare e a vigilare sul mercato

globale. Nascono nel 1944 alcune importanti istituzioni globali per (accordi di Bretton Woods), per

favorire la realizzazione di un nuovo ordine monetario e finanziario internazionale. Queste

istituzioni includono l’Accordo Generale su Dazi e sul Commercio (GATT) e il suo successore

l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), nato nel 1995 con sede a Ginevra. Dopo gli

anni 20 e 30 molte barriere al commercio internazionale prendevano forma di dazi elevati sulle

importazioni di beni industriali. Si generò un circolo vizioso di politiche protezionistiche contribuì

alla grande depressione degli anni Trenta. I paesi industriali si impegnarono dopo la seconda

guerra mondiale a rimuovere le barriere al libero scambio di beni, servizi e capitali tra paesi.

Questo obbiettivo fu sancito nell’Accordo Generale sui Dazi e sul Commercio (GATT). Il più

recente round di negoziazione chiamato Uruguay Round, permise di ridurre ulteriormente le

barriere e fondò l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Nel 2007 abbiamo 151 stati

membri dell’OMC.

Obiettivi principali sono:

• Favorire la concorrenza (leale) nel commercio internazionale (fair trade)

• Trasparenza e stabilità negli scambi internazionali

• Accordo «ombrello» che include:

• Accordi specifici per il commercio di beni (GATT) e di servizi (GATS) e per la tutela

della proprietà intellettuale (TRIPs)

• Accordo per la risoluzione delle controversie commerciali

• Accordo sulla revisione delle politiche commerciali dei paesi membri

• Tali accordi contengono:

• Principi di base della liberalizzazione multilaterale

• Criteri di eccezione

• Trattamento differenziato concesso ai PVS

• Procedure necessarie per redimere le controversie (arbitrato) e per favorire

la trasparenza delle politiche commerciali dei paesi membri

• Attività principali a Ginevra:

• negoziare l’abbattimento delle barriere commerciali

• dirimere le dispute commerciali (senza potere sanzionatorio, solo misure di

ritorsione)

• Monitorare le politiche commerciali nazionali

• Assistenza tecnica e formazione in materia di commercio estero ai PVS

• Ogni due anni si riunisce la Conferenza interministeriale (ultima Nairobi, 2015)

Principi generali:

• Non discriminazione

• clausola della nazione più favorita, MFN

• Tra prodotti importati e prodotti nazionali (trattamento nazionale)

• Liberalizzazione commerciale

• Su base negoziale

• Prevedibilità

• Tariffe certe, non modificabili unilateralmente

• Concorrenza leale («fair trade»)

• Sostegno allo sviluppo (trattamento differenziato per i PVS)

11. Descrivete le fasi più importanti del processo di integrazione europeo, concentrandovi

prevalentemente sulla dimensione orizzontale/verticale. aperta

12. Il teorema di Heckscher-Ohlin prevede che ogni paese esporterà tutti i beni che produce

Falso. Il teorema di HO prevede che un paese si specializza ed esporta il bene intensivo nel

settore relativamente più abbondante nel paese.

13. Dazi e barriere non tariffarie sono due misure di politica commerciale che possono essere

applicate indifferentemente poiché generano gli stessi effetti netti di benessere per i paesi

che le applicano. Vero o falso?

Falso. Entrambi generano una perdita di benessere per i consumatori e un guadagno di

benessere per i produttori. I dazi generano un gettito fiscale per lo stato, mentre le BNT no.

Quindi l’effetto netto del dazio è ambiguo (può essere positivo) mentre l’effetto netto delle BNT

è sempre negativo (per un paese importatore netto).

14. Un paese che aderisce ad un’area di libero scambio abolisce tutti i dazi alle importazioni.

Falso. Abolisce solo i dazi sulle importazioni dagli altri stati membri della FTA, mentre restano

in vigore i dazi nei confronti del Resto del Mondo.

15. Per formare un’area valutaria ottimale, il grado di mobilità e flessibilità che caratterizzano il

mercato del lavoro non sono importanti

Falso. La mobilità del lavoro e/o la flessibilità del salario aiutano a riassorbire gli shock

asimmetrici e dunque a ridurre i costi legati alla formazione di aree valutarie.

16. L’integrazione economica riduce l’intensità delle forze di agglomerazione .

Vero. L’integrazione economica riduce i benefici associati alla localizzazione nel mercato «grande»

perché riduce i costi di transazione grazie alla riduzione dei costi di trasporto e all’eliminazione

delle barriere tariffarie e non tariffarie.

17. Illustrate il concetto di capitale territoriale e discutetene il ruolo quale fattore di sviluppo.

Aperta

18. Spiegate il concetto di «milieu» locale quale fattore di sviluppo endogeno.

Definizione: Insieme di relazioni all’interno di un territorio (tra persone, gruppi, istituzioni,

sistemi culturali) atto a favorire processi di sviluppo dinamici.

Caratteristiche: prossimità fisica e socio-culturale; apprendimento collettivo; reti locali e reti

globali.

19. I costi di trasporto influiscono negativamente sugli IDE?

20. L’UE è un accordo regionale passivo?

21. 2 paesi che producono 2 beni con due fattori produttivi, uno dei due paesi è avvantaggiato

passando da autarchia a libero scambio?

22. Parlate dei vantaggi e svantaggi degli IDE nel paese di origine

23. Parlate delle organizzazioni economiche internazionali


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viola235

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in turismo, territorio e sviluppo locale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola235 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia della governance globale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Resmini Laura.

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