COMPITO A
1. Definizione e classificazione dei materiali compositi. Si facciano almeno due esempi reali di
materiale composito illustrandone la categoria di appartenenza.
Il materiale composito è un materiale composto da 2 o più costituenti detti fasi che sono
fisicamente distinti:
A. fase matrice (continua e lega le particelle)
B. fase dispersa (discontinua)
L’unione di queste fasi da origine a una combinazione di proprietà meccaniche e fisiche
complessive che non possono essere ottenute nei singoli materiali componenti.
Questi materiali si classificano:
1. in base alla matrice (che può essere metallica, ceramica e polimerica), questa permette
l’utilizzo strutturale delle fibre tenendole insieme e trasmettendo alle stesse la sollecitazione
esterna, inoltre protegge le fibre dagli agenti ambientali e conferisce al composito tenacità e
resistenza alla fatica.
2. in base alla fase dispersa o rinforzo (che può essere in fibre o particelle), questa fase
sostiene i carichi, limita le deformazioni, se in forma di fibre danno proprietà ottimali in
direzioni volute.
Un esempio di materiale composito in base alla matrice sono le punte del trapano per il
muro, con matrice metallica. Altri esempi di materiali compositi sono rappresentati dai
materiali per le pavimentazioni stradali, formate da una matrice di acciaio.
Inoltre, un composito a matrice Metallica ha ottime proprietà, elevata durezza, tenacità e
resistenza ma sono pesanti per l’alta densità. I compositi a matrice Polimerica sono invece
leggeri ma con basse proprietà meccaniche e sensibili al calore. Un composito a matrice
Ceramica presenta una buona rigidezza.
I tipi di rinforzo sono: particelle o fibre.
2. Quali sono le caratteristiche tipiche richieste alla fase matrice di un materiale composito?
Le caratteristiche richieste alla matrice sono:
1. Tenere legate fra loro le fibre
2. Tenere la fibra nella corretta posizione
3. Fare avvenire un corretto trasferimento di carico sulle fibre in modo che queste vengano
sfruttate al meglio
4. Proteggere le fibre dall’ambiente esterno (umidità, temperatura..)
5. Evitare il più possibile la propagazione di una cricca da una fibra ad un’altra
(Nella maggioranza dei compositi è bene che la rigidezza della matrice sia inferiore a quella
della fibra ed è bene che la matrice sia duttile).
3. Si definisca il concetto di lunghezza di trasferimento di carico e lunghezza critica. Si
illustrino le correlazioni tra la lunghezza di una fibra corta e la modalità di frattura di un
materiale composito.
La lunghezza di trasferimento di carico riguarda le fibre corte. Lo sforzo applicato al
composito ricade inizialmente sulla matrice, poi esso viene trasferito alle fibre tramite sforzi
di taglio (movimenti longitudinali). Lo sforzo della matrice sarà nullo quando lo sforzo sulla
fibra sarà massimo, ovvero sarà uno sforzo completamente trasferito. La fibra al centro si
comporta come se fosse continua e alle estremità percepisce uno sforzo inferiore a quello
massimo. La somma dei due tratti in cui sono presenti sforzi di carico è detta lunghezza di
trasferimento di carico, essa aumenta all’aumentare del carico. Per avere una lunghezza di
carico piccola avremo fibre di diametro piccole e inoltre essa dipende dalla matrice,
dall’adesione fibra/matrice e dallo sforzo esterno applicato.
La lunghezza di trasferimento di carico non può superare un valore massimo collegato allo
sforzo massimo che la fibra può sostenere (si parla di lunghezza critica). Quando è raggiunta
vuol dire che almeno al centro la fibra ha raggiunto lo sforzo di rottura.
4. Si descriva il processo di fabbricazione delle fibre di vetro. Indicare inoltre le tipiche
proprietà di tali fibre (modulo di elasticità, densità, carico di rottura, diametro)
Le fibre di vetro si ottengono per filatura ovvero partendo dal materiale fuso e poi
raffreddato. Questo processo si ha inserendo il materiale fuso in un contenitore forato dove
fuoriesce e viene quindi raffreddato velocemente con l’acqua. Tirando ottengo una
continuazione di fibre che vengono trattate superficialmente e avvolte attorno a bobine che
poi vengono usate per fare un “prepreg” (fogli di fibre in una certa direzione usati poi per
fare lamine).
Le principali caratteristiche sono:
n - Basso modulo di elasticità (70-80 GPa)
n - Densità abbastanza elevata (2.5-2.8 g/cm3)
n - Elevato allungamento a rottura
p - Buona resistenza meccanica
5. Cosa si intende per lega a memoria di forma? Spiegare il meccanismo da cui si origina tale
proprietà. Mostrare degli esempi di impiego di tale proprietà.
Si tratta di materiali capaci di recuperare la forma che è stata precedentemente impostata se
sottoposti ad una procedura di trattamento termico (per recuperare la forma originale
possono essere applicate forze). In generale possono essere deformate plasticamente a
temperatura abbastanza bassa e, dopo averle sottoposte a temperature alte, ritornano alla
forma precedente alla deformazione.
1. la forma viene predefinita e fissata con un trattamento termico
2. la lega viene raffreddata a temperatura bassa e deformata plasticamente in una forma
provvisoria
3. quando viene riscaldata ad alte temperature, la lega, riacquista la forma che aveva prima
della deformazione
Questo recupero della forma è dato dalla trasformazione di fase tra una parte di alta
temperatura, detta austenite (struttura cubica e ordinata) e una di bassa temperatura, detta
martensite (struttura geminata) → reversibile. Il passaggio da un all’altra avviene per moto
cooperativo degli atomi (movimento coordinato di un certo numero di questi che da luogo
alla nuova fase).
Esempi di utilizzo sono sensori o interruttori.
6. Come funziona una fibra ottica? Cosa si intende per angolo limite? Quali tipologie di fibre
ottiche conosce e quali sono le loro tipiche applicazioni?
Le fibre ottiche (filamenti di materiale vetroso e polimerico) sono costituite da un nucleo
cilindrico centrale (core) e da un mantello (cladding), sempre trasparente alla luce. Un
raggio di luce può essere introdotto ad un’estremità della fibra e arriva all’altra estremità per
effetto di riflessioni successive (fenomeno di riflessione totale) all’interfaccia core-cladding.
L’indic
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