1. Funzioni dell'acqua nella cellula e nella pianta
L’acqua è il costituente FUNZIONALE. Le piante hanno disponibilità di H2O in base alle quantità di
acqua, ma anche in base all’energia libera che l’acqua può dare al sistema pianta.
È un costituente dei tessuti di accrescimento (meristemi) in cui può raggiungere fino al 95% del
peso e nei tessuti di riserva. Come i semi, le sue funzioni sono molteplici:
- L'acqua è il solvente di molte reazioni che avvengono a livello cellulare. Quindi rappresenta
l'ambiente di alcune reazioni.
- L'acqua contenuta nelle cellule non è sempre la stessa, anzi, cambia periodicamente.
Questo processo è fondamentale per le piante perché permette il raffreddamento delle
stesse.
- L'acqua rappresenta anche il veicolo di trasporto dei nutrienti e degli ormoni nel floema e
nello xilema.
- Infine, l'acqua permette gli scambi gassosi, infatti dal floema esce il vapore acqueo ed
entra la CO2. →
Stato di turgore cellulare / stato di appassimento La cellula è turgida quando la membrana
cellulare, o plasmodesma, preme contro la parete cellulare. Quando la cellula è turgida il simplasto
è in equilibrio con l'apoplasto e non c'è più scambio. Il turgore all'interno della cellula vale 1MPa.
Per mantenere questo stato la cellula compartimenta al suo interno più sali di quanti siano
contenuti nell'apoplasto: il potenziale osmotico, quindi, deve valere -2, infatti la concentrazione
salina è doppia all'interno del simplasto rispetto all'apoplasto. La cellula appassisce quando la
traspirazione è forte e l'acqua del suolo non basta a compensare le perdite. Il potenziale
osmolitico dell'apoplasto passa da -1 MPa a -2Mpa in quanto a evaporare è solo l'acqua e non i
sali. Il turgore si perde e le cellule collassano, il citosol si svuota e le cellule si afflosciano e si ha
l'appassimento.
2. Variazioni di potenziale idrico nel continuum suolo-pianta-atmosfera;
Il potenziale idrico (W) è lo stato energetico dell'acqua all'interno di un organo vegetale, si tratta
quindi dell'espressione dell'energia libera associata all'acqua.
L'acqua quando è completamente libera, a pressione atmosferica e a livello del suolo ha
potenziale idrico = 0. Quindi il suo massimo potenziale è zero.
L'acqua si muove liberamente da stadi energetici superiori a stati inferiori.
Il potenziale idrico si misura in Pascal ed è suddiviso in diverse componenti che in alcuni casi
possono anche essere positive ma la loro somma è sempre negativa. Le componenti del
potenziale idrico sono Ψ*, Ψπ, Ψm, Ψp, Ψg : Ψ* è il potenziale di riferimento; Ψπ è la
componente osmotica, è sempre negativa ed è =-RTcs, ed è direttamente proporzionale con
segno meno all'osmolalità dell'acqua nel tessuto; Ψm è la componente matriciale, è sempre
negativa e dipende dalle sostanze inerti con cui viene a contatto l'acqua: sostanze via via più fini
trattengono maggiormente l'acqua; Ψp è la componente di pressione o turgore che l'acqua
esercita contro la parete cellulare, è sempre positiva. Questa componente determina la crescita
degli organismi vegetali; Ψg è la componente gravitazionale (pgh), è sempre positiva ed essendo
legata alla forza gravitazionale dipende dall'altezza. Ha un gradiente di salita per metro lineare di
-1
0.01 MPa m .
L’acqua entra nelle cellule secondo il gradiente di potenziale idrico (da + a -) fino a quando il
potenziale idrico interno equivale al potenziale idrico esterno (apoplasto Ψ = Ψπ )
3. psicrometro;
Lo psicrometro serve per misurare la variazione del potenziale idrico tramite la misura della
variazione di T. Si tratta di un cilindro contente aria disseccata e una termocoppia collegata al
misuratore. Intorno alla termocoppia viene messa una goccia di una soluzione con potenziale
idrico noto e si misura la T. Una volta eseguita la misurazione viene inserito all'interno del sistema
una parte del tessuto vegetale di cui si vuole conoscere il potenziale idrico. Se il potenziale idrico
del vegetale è superiore a quello che avvolge la pallina il vapore passa spontaneamente del
tessuto alla pallina e si avrà un abbassamento di T, se invece è inferiore se ne misurerà un
aumento. Conoscendo la variazione di T della sferetta possiamo stimare il potenziale idrico.
Un altro metodo per misurare il potenziale idrico, che può essere effettuato in campo, è la camera
a pressione di Scholander: è costituita da un cilindro nel quale si mette il campione, comprimendo
l'aria all'interno della camera si pressurizza fino a quando il campione inizia a bagnarsi facendo
uscire la linfa. Il potenziale idrico della foglia sarà il reciproco della pressione di aria che ho dato. Di
solito si effettua sulle foglie.
Un metodo più sofisticato per misurare il potenziale idrico è la sonda di pressione, viene utilizzata
a fini di ricerca e ne esistono una decina in tutto il mondo. Si tratta di una microsonda di vetro che
buca la cellula, il succo cellulare spinge l'olio dentro al tubo e un sensore ne misura la pressione.
4. Forze di tensione/coesione ed embolismi (danni e recupero);
Le forze di tensione e di coesione permettono alle molecole d'acqua di essere tese e coese le une
alle altre. Fino a quando la differenza di potenziale non supera le forze di tensione e di coesione
l'acqua continua a passare nei vasi xilematici, in caso contrario le molecole d'acqua si distanziano
tra loro o si rompono e l'aria penetra al posto delle molecole l'acqua. Questo fenomeno è detto
embolismo. La pianta può intervenire per togliere l'acqua in diversi modi:
- aumentando la pressione radicale, in modo da spingere su l'acqua e riempire il vaso;
- by-passando l'embolo grazie ad alcune possibili comunicazioni tra vasi;
- producendo ogni anno un nuovo tessuto xilematico;
- riducendo la traspirazione, lo xilema aumenta la concentrazione di osmoliti e richiama
l'acqua dalle cellule intorno per eliminare la bolla.
- Una diversa teoria suggerisce che le cellule attorno ai vasi espellono i sali e per osmosi
inversa spruzzano l'acqua nei vasi.
Le piante con vasi grandi conducono bene, ma sono estremamente vulnerabili all’embolismo.
Quando la traspirazione è eccessiva o quando manca l’acqua, l’embolizzazione salvaguardia il
processo di dissipazione dell’acqua. Lo stato di embolismo non è irreversibile, può essere
recuperato, ma il recupero non avviene sempre. Il recupero necessita di una spesa energetica e di
osmoliti (componenti responsabili per il fenomeno dell’osmosi), l’ attivazione di acquaporine e il
rallentamento della traspirazione.
→
Formazione di emboli traspirazione (perdita di vapor acqueo da parte delle foglie, tramite
stomi) che si ferma.
5. ruolo delle acquaporine;
Le acquaporine sono proteine trasmembrana. Possono appartenere alla super famiglia delle PINP
se disposte transmembrana sulla membrana cellulare e alla super famiglia delle IIP quando sono le
Intrinsic PRoteins del tonoplasto. All'interno del citosol permettono il passaggio di acqua dal
citoplasma al vacuolo e viceversa. L'attivazione delle acquaporine avviene grazie ai legami fosfato,
quindi perché avvenga questo flusso ci dev'essere la fotosintesi che produce le proteine e
l'assorbimento necessario per avere il fosforo che le attivi.
6. traspirazione fogliare: biofisica del fenomeno (umidità relativa, temperatura);
La foglia è un organo della pianta, attraversato da numerosi fasci cribro- vascolari (vasi xilematici e
vasi floematici) che costituiscono le nervature della foglia. Nelle piante, passando dalle zone
profonde della radice alle zone prossimali, dalle zone del fusto sino alle foglie e alle ultime
propaggini vascolari, il vaso xilematico diventa sempre più piccolo e quindi la conduttanza idraulica
diminuisce. L'acqua evapora dagli stomi meglio, rispetto a quanto possa fare dai rami o dal fusto
perché le piante sono rivestite da cuticola, cioè uno strato idrofobico (che respinge l'acqua).
L’acqua che esce dalle piante, e che va nell'atmosfera, non è determinata dalle piante ma
dall'atmosfera stessa a causa di una differenza di concentrazione di vapore acqueo fra l'area negli
spazi airiferi della cellula e l'area esterna. All'interno degli spazi airiferi della foglia il contenuto di
vapore acqueo è maggiore rispetto al vapore acqueo presente nell'atmosfera. Ciascun flusso di
vapore d'acqua è determinato da un gradiente di energia e controllato da una resistenza che si
oppone al flusso.
Flusso = ΔΨ/r ΔΨ= differenza di energia dell'acqua misurata impressione tra l'acqua che
evapora dalla camera stomatica e l'acqua presente nell'atmosfera r= resistenza stomatica
Durante la fase di traspirazione l'umidità all'interno della foglia deve essere per forza maggiore
rispetto all'esterno della foglia in modo tale che l'acqua presente nel volume d'aria all'interno della
foglia eserciti una pressione parziale superiore a quella che esercita nell’aria all'esterno della
foglia. La pressione parziale, cioè la pressione che l’acqua esercita all’interno dell’aria in cui è
disciolta, è legata alla quantità d'acqua e alla possibilità dell’aria di ospitarla. La quantità di acqua
varia con la temperatura, all'aumentare della temperatura, la quantità di acqua varia da 0 a 70 in
un range di 0 - 40 °C.
Pressione parziale si indica con e.
→
Traspirazione = flusso = ΔΨ/r E = Δe / r
Δe = differenza di pressione parziale dell’acqua nell’aria
7. conduttanza stomatica;
È il reciproco della resistenza stomatica. È il grado di apertura degli stomi. Regola la trasmissione
insieme al VPD (e - e ).
LEAF AIR
La differenza fra la pressione parziale dell'acqua all'interno della foglia e la pressione parziale
dell’acqua nell’aria all'esterno della foglia (e - e ) viene chiamato deficit di pressione di vapore
LEAF AIR
(VPD) che si misura in millibar. La traspirazione, quindi, è determinata dal VPD ed è regolata dalla
conduttanza stomatica (g). La conduttanza stomatica è quel parametro che varia da un minimo di
-2 -1
0 ad un massimo di 500 mmoli H2O m s che regola il flusso traspirativo della pianta
E = g * VPD
g = 0 quando gli stomi sono chiusi (fondamentalmente durante la notte).
Se g = 0 la traspirazione non c'è. La conduttanza stomatica varia in funzione a vari parametri, ma
quello più importante oltre alla luce è lo stress idrico. Quando il potenziale idrico è elevato, g è
elevato. Quando il potenziale idrico decresce, g diminuisce.
8. movimenti degli stomi;
Quando la pianta chiude gli stomi ha un vantaggio fondamentale cioè la sua sopravvivenza, ma allo
stesso tempo ha lo svantaggio che non è permesso il flusso di acqua e quindi il trasporto di
nutrienti e l’assorbimento di sostanze nutritive dal suolo. Gli stomi quando sono aperti sono la via
d’ uscita dell'acqua ma anche le vie che permettono l'ingresso dell’anidride carbonica. Le piante
possono assumere CO2 solo se hanno gli stomi aperti.
Gli stomi si trovano principalmente nella pagina inferiore delle foglie per minimizzare le perdite di
acqua. Alcune piante hanno gli stomi sia sopra che sotto e queste traspirano di più. Gli stomi
costituiscono circa l’1% della superficie fogliare. Gli stomi possono essere aperti o chiusi in
funzione del turgore delle cellule di guardia. Le cellule di guardia sono cellule dell'epidermide ma
che hanno una modificazione, cioè delle aree di rinforzo della parete cellulare fatte in modo che al
variare del turgore, le cellule di guardia non cambiano volume ma cambiano forma (sclerenchima)
ed hanno una forma più allungata.
Per poter aprire gli stomi le cellule di guardia si inarcano, diventando reniformi permettendo così
la fuoriuscita di acqua e l'ingresso di CO2. Ciò avviene a causa di una differenza di pressione
dovuto al metabolismo del potassio. Il potassio non entra spontaneamente nella cellula di
guardia, la sua intrusione avviene in forma attiva. La CO2 entra spontaneamente.
L'attivazione energetica delle cellule vegetali avviene tramite due processi che sono di tipo
elettrochimico che partono dall’utilizzo di sostanze chimiche prodotte direttamente dalla pianta
stessa. Queste molecole chimiche sono l’ATP che con la perdita di un fosfato cede energia ed il
+
NAD, cioè una variazione della carica elettrica grazie all'attività dell’H -ATPasi, chiamata anche
POMPA PROTONICA.
+
L' H -ATPasi è la proteina grazie al quale le membrane cellulari riescono a estrudere protoni dalla
membrana utilizzando l’idrolisi dell’ATP. Il processo di attivazione è legato a una polarizzazione
della membrana.
Il potassio compartimentato sotto forma di malato di potassio nel vacuolo, fa sì che aumenti il
tenore osmotico (più soluto c'è e maggiore è il richiamo verso di esso di acqua) per far aprire gli
stomi, quindi, serve uno stimolo legato alla disponibilità di acqua e di luce, serve potassio
extracellulare e fotosintesi. Senza la fotosintesi la regolazione stomatica non può avvenire mentre
la fotosintesi può avvenire senza apertura stomatica fino a quando c'è il carbonio all'interno poi
man mano che sta per terminare gli stomi si aprono.
9. fattori ambientali che condizionano la regolazione stomatica: luce, CO2;
a. LUCE. È un regolatore positivo per la maggioranza delle piante perché gli stomi sono aperti
per le piante a metabolismo C3 e C4. Per le che piante CAM la luce è un regolatore
negativo, gli stomi si chiudono. Sono due le regioni dello spettro del visibile che sono
attive per quella che è l'apertura stomatica: luce rossa e luce blu. La luce rossa ha un basso
valore energetico con una lunghezza d'onda lunga. La luce blu ha un elevato valore
energetico ed una lunghezza d'onda corta nello spettro visibile. Le due luci agiscono fra
loro in modo indipendente e sono entrambe captate durante il giorno. Nelle piante
esistono dei sensori chiamati fotorecettori, costituiti da pigmenti. Il fotorecettore della
luce rossa è la clorofilla che attiva la fotosintesi e quindi l'apertura degli stomi e la
produzione di ATP. Il fotorecettore della luce blu è il flavinico che capta la luce ad una
lunghezza d'onda bassa. Ha un significato ecologico fondamentale perché utilizzando la
luce blu è sufficiente una quantità minima di luce per attivare l'apertura stomatica (la luce
blu è ad alta energia rispetto alla luce rossa).
b. Quantità di CO2 presente nelle camere sottostomatiche. Quando la concentrazione di
CO2 aumenta all'interno della camera sottostomatica gli stomi si chiudono. A questo punto
la fotosintesi continua perché vi è un buon rifornimento di CO2 man mano che la si
consuma la sua concentrazione all'interno della camera sottostomatica si abbassa
determinando la riapertura degli stomi e l'ingresso di nuova CO2. Questo processo si
chiama regolazione fisiologica dell'apertura somatica ad opera della CO2.
c. Disponibilità di acqua. A livello fogliare esiste un meccanismo idropassivo che si sviluppa in
condizioni di emergenza, cioè quando la disponibilità di acqua è bassissima e fa sì che gli
stomi si chiudano. Normalmente avviene il meccanismo di azione dell’ABA (Acido
absiscico) mediato dal calcio (Ca ++). Sempre quando c'è poca acqua questo meccanismo
causa l’inibizione della pompa protonica nel plasmalemma in parallelo con l’inibizione dei
canali di potassio verso la cellula e un’attivazione dei canali di potassio uscenti. In generale
l’ABA porta alla chiusura stomatica. In generale tutti i suoli sono ricchi di Ca, la linfa
xilematica è ricca di Ca e quindi della presenza o assenza di calcio il metabolismo cellulare
viene influenzato. La concentrazione del calcio nelle cellule di guardia è minima a livello
cellulare, ma a seguito di un segnale cioè dell’ABA, la concentrazione di Ca in scale
temporali minime aumenta. Il segnale di ABA che arriva alle cellule di guardia attiva
l'intrusione del calcio nella cellula. Il calcio presente a livello apoplastico entra nel
simplasto e quello presente a livello vacuolare viene estruso dal vacuolo aumentando la
concentrazione di Ca. Questa concentrazione di calcio è il modo che ha la cellula per
chiudere gli stomi. Il calcio inibisce anche le acquaporine ed amplifica il segnale di ABA.
L’ABA viene prodotto sia dalle cellule delle radici, che per via xilematica arriva nelle
nervature fogliari, sia delle cellule delle foglie. Il segnale di ABA che arriva alle cellule di
guardia, deve essere un segnale che sia percepito a livello cellulare e quindi legarsi al
recettore sotto forma ionica.
- +
ABA + H ↔ ABA H
Il succo xilematico che porta l'acido abscissico è già un succo a pH basico, con pochi protoni.
10. regolazione stomatica idropassiva e idroattiva;
In condizioni estreme di stress idrico prima della morte della pianta le cellule si disidratano. Prima
che la pianta appassisca completamente si attiva il fenomeno idropassivo: le cellule di guardia
perdono acqua e passano da 3/3.5 MPa a 0.7/0.7 MPa, si afflosciano e si chiudono, limitando la
perdita d'acqua. Si tratta di un meccanismo di emergenza della pianta che cerca di trattenere
quanta più acqua possibile anche se questo meccanismo non blocca la traspirazione dell'acqua
attraverso la cuticola. Si tratta quindi di un meccanismo di difesa tampone.
11. azione dell'
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