DOMANDE DI PREPARAZIONE ALL’ESAME ORALE
ELEMENTI DI RESTAURO
PROF.SSA MARTA ACIERNO
CANALE C
ANNO ACCADEMICO 2020\2021
Lezione introduttiva
1. Distinzione tra termine restauro, recupero, ristrutturazione, riuso
• Il termine restaurare deriva dal latino e significa rimettere a nuovo un manufatto o un’opera d’arte, esso non è
una semplice riparazione, non è un semplice riuso o ripristino.
• Il termine riuso significa adoperare di nuovo, usare nuovamente. È un metodo per assicurare la conservazione di un
edificio storico e per volgerlo se possibili a scopi sociali, non c’è un’attenzione architettonica.
• Il termine recupero prevede l’azione di recupero o reimpiego di un manufatto, la sua comprensione è totale e
profonda. (ex fienile trasformato in casa)
• Il termine ristrutturazione ha come scopo quello di modificare l’edificio non di tramandarne la sua storia e
tradizione al futuro.
• Il termine ripristino indica un’azione finalizzata a riportare ad uno stato di funzionalità. È una pratica molto diffusa.
Interviene in situazioni drammatiche su un edificio che ha un’importanza emotiva rilevante per il popolo (esempio
biblioteca di Sarajevo).
L’obiettivo del restauro è prendersi cura di questa complessità, renderla comprensibile nel presente e tramandarla nel
futuro mantenendo un rapporto con l’ambiente, comprendere l’edificio nella sua totalità, e in tutti i suoi particolari.
Questo va a determinare un triplice punto di vita: storico, artistico e storico-costruttivo.
2. Riflettendo sui video proposti a lezione: Zaira in Italo Calvino, Le città invisibili, Torino: Einaudi, 1977 e Nike
di Samotracia in Marguerite Yourcenar, Il tempo grande scultore. Quali sono gli aspetti trattati nel corso
che emergono dalla lettura dei brani?
Nella città invisibile di Calvino emerge che la città non dice il suo passato ma lo contiene, in quel momento esprime un
determinato modo di vivere e di esprimersi ma questo non necessariamente indica che la città sia sempre stata così,
ma anzi non mostri in quel determinato momento tutta la sua storia. Nell’ambito dello studio dell’architettura sta allo
storico, o all’architetto restauratore andare a cercare la storia nascosta della città, o monumento che sta studiando.
Lezione su LA COSCIENZA STORICA DELLA DISTINZIONE TRA PASSATO E PRESENTE (la storiografia)
3. Il De re edificatoria: autore, contenuti e contesto culturale
Il De re edificatoria viene scritto da Leon Battista Alberti, nel 1452, quando inizia i suoi studi di rovine. È forse il primo,
in quanto a letterato ed architetto che traccia un quadro storico d’insieme della storia dell’architettura. La
particolarità di Alberti è forse la sua curiosità verso l’architettura antica, considerata pura e perfetta dopo ad un
periodo buio del Medioevo. Nel De re edificatoria troviamo una sorta di sintetica storia dell’architettura esposta nel
suo sviluppo storico e geografico d’insieme, seppure ristretta all’antichità, per lui quella degli antichi permette di
dedurre le migliori norme per la progettazione. Per Alberti la storia dell’architettura si svolge in maniera evolutiva, dai
primi uomini a Romani, andando sempre verso un crescendo di conoscenze. In primis si hanno le opere gigantesche
dell’Asia, che metaforicamente viene affibbiata all’esuberanza della prima adolescenza, con profusione di lusso
sfrenato e impiego di grandi ricchezze, per poi attraverso successive esperienze arrivare alla rigorosità della Grecia,
terra piena di uomini di grande ingegno e dottrina, dove l’edificio più significativo è il tempio, per il quale tennero
conto inizialmente delle opere assire ed egizie, i greci capirono che è più importante l’armonia delle forme che la
ricchezza.
Successivamente si arriva alla maturità dei romani, che vollero abbellire la propria città non meno dei greci.
Per Alberti, e i suoi contemporanei, la storia dell’architettura è utile esclusivamente alla progettazione di nuove
architetture.
4. Lettera a Leone X: autore, contenuti e contesto culturale
L’autore della lettera era Raffaello Sanzio e indirizzata a Leone X, databile al 1519. Questa lettera è la testimonianza
dell’interesse e l’amore per l’antichità e la sua conservazione. Conteneva anche dei disegni della Roma imperiale.
5. Il disegno di Ciriaco di Ancona nel contesto del XV: spiegarne valore culturale e valore scientifico
Il disegno di Ciriaco di ancona è uno schizzo frettoloso, che presenta il fronte di un tempio con undici (non otto)
colonne vagamente 'doriche' (con basi che quasi replicano a rovescio i capitelli), caratterizzato da uno spazio
frontonale e uno stereobate esagerati; il tempio compare privo di decorazione architettonica: frontone ed “epistylia”
sono raffigurati semplicemente composti di grossi blocchi squadrati. A livello scientifico non ha molto valore in quanto
molto approssimato con errori grossolani e, quindi, poco fedele alla realtà, questo perché l’interesse dello studioso
era maggiormente rivolto allo studio della civiltà (tramite le epigrafi). A livello culturale è invece molto importante in
quanto è la prima testimonianza dei valori artistici e storici della civiltà greca. Fu uno dei primi a riconoscere il valore
delle fonti classiche.
6. Come viene considerata l’architettura medievale nel XVI secolo, dal punto di vista storiografico e operativo?
L’architettura medievale viene considerata come un’attività da lasciarsi alle spalle e mettere da parte per poter
riprendere e ritornare a quella degli antichi che era considerata pura, essenziale, autentica ed armoniosa, a differenza
invece di quella medievale considerata buia, senza un rigore, senza regole…
7. In che forma il rinascimento contribuisce alla nascita del concetto di restauro?
Nel rinascimento si ha la rinascita della ragione, la riscoperta di testi antichi che durante il periodo medievale erano stati
messi da parte, questo riapre la curiosità degli studiosi e la volontà di ristudiare le architetture antiche per trovarne
schemi, idee e punti di inizio per un nuovo stile, un nuovo modo di fare architettura che guardasse al passato ma allo
stesso tempo non fosse una sua copia ma ne prendesse solo ispirazione. Tra i primi maestri che svolgono queste
attività troviamo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, e i loro alunni come Michelozzo…
8. A quale periodo si può riferire l’inizio della produzione di testi di storia dell’architettura?
L’inizio della storia dell’architettura come disciplina distinta da quella della storia dell’arte, dell’archeologia e dalla
progettazione ha origini lente, incerte, frammentarie e complesse, e piuttosto recenti. Nel Rinascimento si ha una
riscoperta dell’antico, e molti trattatisti hanno scritto la storia delle opere di architettura lungo il corso dei secoli, ma
questi scritti avevano principalmente lo scopo di essere il punto di riferimento per la realizzazione di nuove opere,
piuttosto che la vera e propria descrizione delle opere dal punto di vista di uno storico dell’architettura. Solo
nell’Ottocento si inizia a studiare l’architettura dal punto di vista filologico, senza la finalizzazione della progettazione.
9. Il contributo di Gustavo Giovannoni allo studio dell’architettura
Gustavo Giovannoni nasce nel 1873 e muore nel 1947. Ha un ruolo importante nella definizione della cosiddetta
scuola romana di storia dell’architettura e porta ad una sorta di autonomia della stessa. Era un ingegnere civile,
laureatosi nel 1895 con un progetto su un mercato in ferro. Ha quindi una formazione scientifica che giustificano la
sua attitudine ad avere atteggiamenti empirici e pragmatici e ad applicare sempre metodi e cognizioni scientifiche. Il
suo sogno a livello didattico è quello di integrare, in una nuova figura dell’architetto, l’insegnamento tecnico degli
ingegneri con quello più artistico delle scuole d’arte. Fonda nel 1921 con Piacentini la rivista < Architettura e arti
decorative>.
Era un uomo dell’Ottocento e quando si inizia ad insinuare la nuova architettura moderna lui non è molto favorevole
ad essa ma anzi tende a rifiutarla e a rifugiarsi verso il passato e lo studio dell’antico. Fin dai primissimi scritti storici
egli si rende conto della necessità di un approfondimento diretto di ogni architettura operato anche attraverso il
rilevamento diretto metrico che costringe all’osservazione analitica di tutti i suoi elementi, messi a confronto con i
dati della documentazione storica. Afferma che la storia dell’architettura è storia della nazione che la ospita, per tale
ragione va studiata non solo come appoggio allo studio di altre arti, ma in maniera diretta, con l’utilizzo anche di
disegno da vero e di rilievo diretto che permette di comprendere in maniera analitica l’edificio che si prende in
considerazione. Nello studio dell’architettura inoltre non è solo necessario conoscere dati bibliografici di un singolo
autore ma bensì conoscere nella sua complessità l’edificio in relazione alla città e al contesto storico colturale in cui è
inserito, perché nessuno è inventore di qualcosa che non è mai esistito ma bensì ogni opera è il frutto delle
trasformazioni di un contesto urbano in cui è inserito. Per questo motivo lui promuoveva anche lo studio non solo di
opere conosciute in larga scala ma anche di opere minori romane e del Lazio. Per quanto riguarda il metodo riteneva
fosse necessario oltre al rilievo diretto, agli schizzi, e allo studio attraverso disegni e non bibliografie di autori, anche lo
studio archivistico, di epigrafi, sull’esame delle strutture, sullo studio delle modanature, sui segni dei lapicidi e sulle
forme decorative.
Giovannoni da punto di vista della storia dell’architettura ha formato la scuola romana, inserendo nella facoltà di Valle
Giulia un ramo di studi che incorporava lo studio della storia dell’architettura, formando diversi storici dell’architettura
che non provenissero da scuole d’arte o umanistiche ma bensì dalla facoltà di architettura con conoscenze tecniche e
allo stesso modo umanistiche. Si hanno nomi quindi come Bruno Zevi, Leonardo Benevolo, Paolo Portoghesi…
10. Il contributo di Zevi allo studio dell’architettura
Bruno Zevi, inizialmente formatosi nella scuola romana, poi trasferitosi in America e a diretto contatto con Gropius, è
uno degli storici dell’architettura più importanti, con numerosi scritti a suo nome. Anche lui come Bonelli si forma
sulle idee di Benedetto Croce, filosofo napoletano. Rimane costante in lui un atteggiamento tendenzialmente anti-
filologico alla luce dell’arte e della cultura contemporanea d’avanguardia. Fu allievo di tutti i più grandi studiosi di
Valle Giulia e la sua grande cultura, anche internazionale, e l’acuta intelligenza critica, le sue ponderate riflessioni sulla
storia dell’architettura lo rendono uno degli studiosi più affascinanti e importanti della storia dell’architettura.
Definisce la storia dell’architettura direttamente legata alla cultura e al contesto storico di un popolo e anche
indipendente dalla progettazione.
Lezione su LA COSCIENZA STORICA DELLA DISTINZIONE TRA PASSATO E PRESENTE (il restauro)
11. Come muta Il modo di guardare all’architettura storica nel XVIII secolo?
All'inizio del 18º secolo la visione dell’architettura muta all'interno della storiografia proprio perché si inizia a pensare
che lo studio dell'architettura non sia solamente circoscritto dalla necessità di vedere e di studiare o per
architettoniche antiche ai fini della progettazione ma bensì allo studio stesso dell'architettura e alla sua evoluzione in
maniera indipendente da tutto quello che è la storia dell’arte e la storia dell'archeologia.
La riutilizzazione del materiale di spoglio è un'attività legata a rispondere ai fini pratici punto nel reimpiego abbiamo un
piccolo una piccola presa di coscienza di quello che era il materiale dell'architettura stessa classica appunto il tempio di
Antonino e Faustina e viene trasformato in San Lorenzo in Miranda, principio è lo stesso, si trasformano le fondamenta
per una sua riutilizzazione. Chi ha tutta una sua espressione. Altra trasformazione e nella rete o che viene trasformato
in chiesa viene ripartito in navate e la stessa cosa si può dire di Santa Sofia Istanbul che viene trasformata in moschea.
Trasformazioni che servono ad una nuova espressione ideologica. Nelle opere di Albert i c'è una trasformazione netta,
c'è una volontà di relazionarsi con il passato, il passato che utilizzava per concepire uno stile nuovo, c'è una attenzione,
guarda ai beni architettonici anti, per avere una nuova idea e sviluppare un nuovo stile architettonico punto una sorta
di rispetto verso l'antico punto si sfrutta l'immagine antica, esistente, e sia una presa di coscienza e valore dell'antico.
Spesso nel 600 si creano nuovi spazi nelle chiese per nuove esigenze di culto. Da un edificio tripartito si passa ad un
edificio ad aula unica con cappelle laterali. Trasformato con l'innesto di 7, quindi trasformazione piuttosto evidente. In
Santa Maria ai Monti si passa da pareti lisce pareti delle navate più elaborate, lapse viene liberata per la sua
importanza visiva punto il Pantheon intende collaborare la sua realizzazione precedenti legata ad agrippa virgola che lo
aveva fatto precedentemente. Azione tesa raccontare la storia dell'edificio nei suoi artefici e di chi lo ha voluto appunto
spesso alcuni, come nel Palazzo Medici Riccardi, nel 600 tendono a riprodurne le forme di Michelozzo, si tende alla sua
continuità ma non stiamo ragionando in termini di restauro ma piuttosto in termini di armonia generale dell'edificio
stesso. Anche nel palazzo pubblico di Siena nel 600 sia lo stesso ragionamento utilizzando forme quasi gotiche ma
anche in questo caso sia la volontà di mantenere un’armonia generale dell'edificio.
Giovanni Battista bellori 1615 1696: e tra i personaggi più importanti di questo periodo, è un filosofo neoplatonico. Lui
definisce che cos'è il bello: dice che proviene dalla contemplazione della sensibilità, non è innesto a priori ma viene
acquisita posteriori mediante lo studio della natura appunto il concetto di idea platonica e presente in questa
definizione, il bello è qualcosa di metafisico, irraggiungibile. Si ha quindi un superamento di naturalismo e magnetismo
appunto il naturalismo era privo di idee, il manierismo invece era nutrito da un mare di idee fantastiche.
L'idea del bello ideale va oltre la realtà attraverso la mente, l'idea attraverso l'esperienza arriva ancora oltre.
Giovan Battista Vico parla di tre fasi, una prima fase sensoriale dove l'individuo sente solamente, una seconda fase in
cui l'individuo viene colpito, questa percezione può portare alla commozione che parte dalla poesia, ed infine una terza
parte che riflessione e mente pura in cui si raggiunge intelletto. Fa quindi una distinzione netta tra arte e scienza e
quindi anche tra poesia ed intelletto individuano installato come la fase più acuta in cui si raggiunge la perfezione, ed
invece individuando nell’arte e quindi nella poesia in questo caso la forma meno elaborata delle sensazioni e del
pensiero identificabile solamente al momento in cui viene colpito e quindi alla commozione che da frutto alla poesia, o
in senso più lato all'opera d'arte stessa.
Gottlieb Baumgartghen 1714- 1762: introduce il concetto di estetica, secondo lui la conoscenza dell'arte occupa un
campo proprio nella conoscenza umana. Infatti, lui distingue la conoscenza in conoscenza sensibile, conoscenza
intellettiva punto la conoscenza sensibile ingloba quella che è l'estetica che riguarda le norme della conoscenza
sensitiva attraverso la quale si riesce ad arrivare alla conoscenza del bello punto
Winckelmann 1717- 1768: era archeologo e storico dell'arte. L'arte deve mirare alla bellezza, dottrina come quella nota
del bello ideale punto
Nell’archeologia si osserva, si cataloga la produzione artistica del passato per quello che è, scopri che l'arte di ogni il
paese e di ogni tempo ha caratteristiche proprie, propone la regola dell'arte antica come dei precisi modelli fisici virgola
non più ideali da imitare punto da qui il patrimonio archeologico diviene la base per la sfera ideale.
Nasce una scienza atta a riconoscere le funzioni valore dell'opera archeologica. Le conseguenze sono la messa a punto
di quelle che sono le metodologie ma anche alla separazione tra il passato e il presente. Siano quindi delle conseguenze
sul restauro: sia una metodologia operativa ed inoltre un riconoscimento di valore di opere architettoniche antiche. Si
inizia quindi a fare degli scavi stratificati, delle attività di classificazione virgola di ricerca archivistica e documentaria
virgola e di studi linguistici. Inoltre, gradualmente si passa dagli oggetti antichi a quelli medievali a quelli rinascimentali
ed infine i barocchi punto per quanto riguarda il restauro sia un atteggiamento critico che tiene il motivo il sostegno
nella conoscenza storica tra passato e presente che tende a definire l'antico riportandolo nella sua reale e storica
dimensione questa è una definizione di Renato Bonelli appunto si inizia quindi a fare una distinzione delle diverse
epoche artistiche e dei suoi concetti stilistici
Riassumendo sia inizialmente uno sviluppo dell' estetica con l'affermazione di autonomia e di un giudizio critico, poi si
passa un pensiero illuminista con la volontà di introdurre metodo scienza nella ricerca storica, e poi sia un avviata
industrializzazione in cui c'è un totale rimpianto del tempo passato andato e dei valori tradizionali perduti, ed infine un
diffuso e ardito pensiero creativo conseguente all’esaurirsi della poetica barocca punto il restauro viene in
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