Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Definire il concetto di marketing analitico (—> ricava i dati che permettono di analizzare la

1. situazione del mercato)

Per marketing analitico si intendono l’insieme di strumenti attraverso i quali, con parametri

quantitativi, si possono effettuare analisi di mercato. I risultati di queste analisi consentiranno di

indirizzare in modo corretto le strategie di marketing. L’analista sarà in grado di effettuare una stima del

mercato (domanda primaria o domanda secondaria) e del suo potenziale, potrà definire la quota di

mercato assoluta (QDM) e la quota di mercato relativa (qdm) e molto altro. In generale, si possono

identificare due macro-ambiti di analisi: quello rivolto alla concorrenza e alla fisiologia del mercato e

quello che riguarda la domanda. Il marketing analitico rappresenta, dunque, la fase di “intelligence” del

marketing: la raccolta di dati che diventano informazioni fondamentali per la pianificazione

strategica.

Definire il concetto di marketing strategico (—> sulla base dei dati ricavati tramite il marketing

2. operativo, permette di determinare la strategia)

Il Marketing strategico, orientato al medio-lungo termine, si sviluppa sulla base dei risultati del

marketing analitico al fine di determinare la aree di business dell’impresa. Infatti, il ruolo del marketing

strategico è quello di proiettare l’azienda verso una serie di opportunità esistenti e/o di

individuarne di nuove maggiormente convenienti, cioè adatte alle proprie capacità e struttura di

risorse e che offrano interessanti scenari di crescita e di redditività.

In sostanza, il marketing strategico fa sì che il prodotto sia spontaneamente adattato ai bisogni del

cliente, vendendosi, di fatto, “da solo”. La funzione principale è quella di dare continuità alle vendite.

Definire il concetto di marketing operativo (—>permette di realizzare concretamente la strategia

3. definita nel marketing strategico)

Il Marketing operativo è la parte finale dell'intero processo di marketing, a monte del quale ci sono le

fasi di marketing analitico e marketing strategico. La componente operativa (o tattica) del marketing

ha il compito di realizzare concretamente le strategie definite nelle fasi precedenti ed è pertanto

orientata al breve-medio periodo.

La combinazione di strumenti operativi che un'impresa decide di utilizzare per il raggiungimento dei

suoi obiettivi strategici è detta marketing mix.

Secondo un modello molto utilizzato, le componenti del marketing mix possono essere suddivise in

quattro grandi categorie, dette le "quattro P":

a) le caratteristiche del Prodotto (o del servizio) progettato per soddisfare le esigenze di un determinato

gruppo (segmento) di consumatori

b) le politiche di prezzo adottate; il prezzo rappresenta il corrispettivo in denaro che il consumatore è

disposto a pagare per fruire di un determinato bene o servizio.

c) la distribuzione commerciale (posto), ovvero i canali attraverso cui l'impresa porta il prodotto ai

diversi target di consumatori.

d) le attività di comunicazione (promozione) attraverso cui l'azienda cerca di far conoscere e apprezzare

la propria offerta.

Definire il concetto di ciclo di vita del prodotto

4. Il concetto di ciclo di vita del prodotto si basa sul paragonare il ciclo di vita di un prodotto al ciclo di vita

biologico e rappresenta uno dei più conosciuti modelli di marketing. La sua validità consiste nel fornire

suggerimenti utili a definire il marketing mix più efficace nei diversi momenti della vita del prodotto. Il

ciclo di vita del prodotto ha infatti quattro fasi

principali, che rappresentano la sua evoluzione:

- introduzione

- espansione

- stabilizzazione

- declino Pagina 2 di 10

Via via che un prodotto percorre il proprio ciclo, le strategie riguardanti la concorrenza, il prezzo, la

distribuzione, la promozione, e le informazioni sul mercato devono essere valutate ed eventualmente

modificate. La teoria del ciclo di vita del prodotto cerca quindi di identificare le leggi che regolano

l'evoluzione delle vendite di un prodotto durante un periodo di vita limitato al fine di mettere in atto le

corrette strategie di marketing.

Esporre il concetto di bisogno e bene anche attraverso esempi

5. BISOGNO: necessità che gli uomini devono soddisfare per garantirsi la sopravvivenza o il

miglioramento della qualità della vita.

In materia di bisogni gli economisti hanno operato diverse classificazioni. Tra queste la distinzione

fondamentale è quella tra bisogni primari e bisogni secondari o voluttuari:

- i bisogni primari sono quelli che i soggetti devono necessariamente soddisfare per continuare a vivere

o, comunque, per mantenere livelli accettabili di esistenza (es. bisogno di mangiare, di vestirsi etc.).

- i bisogni secondari, invece, sono quelli non fondamentali per la sopravvivenza dell’individuo, ma la cui

soddisfazione migliora la qualità dell'esistenza del soggetto economico (es. vestire secondo la moda,

usare profumi ecc).

Allo scopo di soddisfare tali bisogni gli uomini utilizzano i beni economici o i servizi.

BENE (o servizi): cosa (o attività) capace di soddisfare un bisogno.

Affinché una cosa possa essere considerata un bene economico deve avere le seguenti tre

caratteristiche:

‣ utilità (nel senso che la cosa deve essere idonea a soddisfare un bisogno economico)

‣ accessibilità (nel senso che la cosa deve essere utilizzabile da parte dell’uomo - ad es. non ha tale

caratteristica l’oro presente sul pianeta Plutone perché inaccessibile all'uomo)

‣ limitata disponibilità (nel senso che l'uomo deve fare uno “sforzo” economico e un calcolo per poterla

utilizzare - ad es. l’aria da respirare è evidentemente utile e accessibile, ma essendo disponibile in

quantità illimitata, non è un bene economico).

In materia di beni gli economisti operano quindi le seguenti classificazioni:

- Beni primari e beni secondari - I primi soddisfano i bisogni primari, gli altri quelli secondari

- Beni diretti e beni indiretti - I primi, detti anche beni di consumo, sono quelli che soddisfano

immediatamente un bisogno economico (es. pane, vestiti, automobile etc.). I secondi, invece, devono

subire ulteriori trasformazioni (fasi di produzione) per divenire o realizzare un bene diretto (es.

macchinari). Risulta chiaro che, alla fine di una catena di beni indiretti, troveremo un bene diretto o di

consumo.

- Beni immobili e beni mobili - i primi svolgono la loro funzione economica stando fissi al suolo (es.

edificio), i secondi spostandosi e muovendosi da un luogo all’altro (es. auto).

- Beni presenti e beni futuri - I primi sono quelli esistenti ed utilizzabili dal soggetto economico nel

presente. I secondi, invece, sono quelli che probabilmente saranno disponibili per l’individuo dopo un

certo periodo di tempo. Risulta chiaro che i beni presenti sono preferiti a quelli futuri perché sono certi

(mentre quelli futuri sono solo probabili) e possono soddisfare un bisogno presente, evidentemente più

sentito di un bisogno futuro

- Beni durevoli e beni non durevoli - I primi sono quelli che permettono più atti di consumo e che, quindi,

sono utilizzabili più volte (es. edifici, automobili etc). I secondi, invece, sono quelli che possono essere

utilizzati una sola volta in quanto, dopo una prima utilizzazione, si distruggono (es. cibo) oppure escono

dalla disponibilità del soggetto economico (es. denaro). E' possibile "trasformare" beni non durevoli in

beni durevoli mediante l'accantonamento di scorte.

- Beni fungibili e beni infungibili - I primi, detti anche generici, sono quelli che hanno valore non nella loro

specifica individualità ma in quanto appartenenti a un certo genere di beni (es. una certa quantità di

grano, un litro d'olio, il denaro etc.). I secondi, al contrario, sono quelli che hanno valore nella loro

specifica individualità (es. un quadro d'autore, una moneta antica, un pezzo d'antiquariato etc.).

- Beni complementari e beni sostituibili - I primi vanno utilizzati contemporaneamente per la soddisfazione

di un unico bisogno. I secondi, al contrario, sono quelli che possono essere utilizzati alternativamente per

la soddisfazione di uno stesso bisogno (es. tè o caffè, birra o vino, etc.). Pagina 3 di 10

- Beni privati e beni pubblici - I primi appartengono ai singoli cittadini o ad enti privati (associazioni,

società), i secondi ad enti pubblici (Stato, Regioni, Province, Comuni, INPS, ecc.)

Esporre i principali modelli decisionali di cui uno a propria scelta

6. Il processo decisionale comporta l’individuazione e la scelta tra soluzioni alternative per giungere a

una situazione auspicata. Tale processo comincia con un problema e si conclude con la scelta di una

soluzione adeguata. I principali modelli decisionali sono tre:

- modello a razionalità assoluta

- modello a razionalità limitata (Simon)

- modello delle decisioni organizzative (Cohen, March, Olsen)

* Il modello a razionalità assoluta si basa sul presupposto che l’uomo, nella fase decisionale, tenda

all’ottimizzazione. L’ottimizzazione comporta la risoluzione dei problemi tramite la scelta della migliore

delle soluzioni possibili e si basa sui seguenti presupposti:

- la persona ha perfettamente chiaro l’obiettivo da ottimizzare

- ha a disposizione, immediatamente e gratuitamente, tutte le informazioni

- ha una perfetta conoscenza di tutti i possibili futuri “stati del mondo” (conseguenze etc)

- le alternative sono confrontabili simultaneamente

- la persona che decide è unica e agisce in modo isolato

* Tuttavia, come è stato osservato dallo studioso H. Simon “i presupposti della razionalità assoluta sono

contrari alla realtà”. Ciò che emerse dai suoi studi fu, che quando ci si trova davanti ad una questione

complessa, raramente troviamo la soluzione ragionando in modo chiaro e lineare. Alcuni fattori limitano

infatti la razionalità e più precisamente sono:

- la catena mezzi-fini raramente è completa

- la scelta dei mezzi: l’uomo può considerare solo alcune alternative, non tutte.

- E’ impossibile separare completamente i mezzi dai fini, perchè i mezzi non sono mai neutrali rispetto ai

fini.

- non si conoscono tutte le conseguenze di una scelta

- nelle organizzazioni le decisioni esprimono comportamenti di gruppo

Di conseguenza, le conclusioni cui giungiamo possono essere incoerenti, o del tutto sbagliate. Ciò

nonostante, di solito otteniamo soluzioni, che seppur imperfette, possono funzionare: ci interessa cioè

trovare soluzioni soddisfacenti, non ottime. Questo modello decisionale prende il nome di modello a

“razionalità limitata”, coniato dallo stesso Simon, e che sta a testimoniare l’esistenza di limiti cognitivi

del soggetto decisionale – limiti nella conoscenza e nella capacità di calcolo.

* Per quanto riguarda invece le decisioni organizzative, queste solitamente coinvolgono numerosi

manager in quanto riguardano varie aree, punti di vista e a volte anche più organizzazioni. Tra i processi

decisionali collettivi uno dei più importanti è il “garbage can” sviluppato da Cohen, March e Olsen. In

sostanza, il processo decisionale non è visto come una sequenza che inizia con un problema e termina

con una soluzione ma le decisioni sono il risultato di flussi indipendenti di eventi (problemi, soluzioni,

partecipanti, opportunità di scelta…) all’interno dell’organizzazione.

Esporre il concetto di sistema agroalimentare, anche attraverso esempi

7. Per sistema agroalimentare si intendono l’insieme delle attività di produzione agricola, trasformazione

industriale, distribuzione e consumo di prodotti alimentari. Il sistema agroalimentare è quindi quel

sistema complesso di attività produttive e di servizio implicate nel flusso di beni e servizi che vanno

dallo sfruttamento della terra per ricavarne i prodotti, al consumatore finale ed è composto da: le

industrie di mezzi tecnici per l’agricoltura, il settore agricolo, l’industria alimentare, il settore distributivo,

la ristorazione e il consumo finale.

Esporre il concetto di settore agroalimentare, anche attraverso esempi

8. Per settore alimentare si intende l’insieme di imprese che svolgono attività e processi di produzione

simili. I principali ambiti di attività del settore agroalimentare sono:

- la produzione agricola vegetale: produzione di cereali, produzione di semi oleosi, di ortaggi, di frutta,

Pagina 4 di 10

le colture viticole e le aziende vitivinicole;

- l’allevamento e la produzione agricola animale suddiviso nei comparti bovino, ovicaprino, suino e

pollame che comprende attività connesse a tutte le fasi di sviluppo degli animali (dall’acquisto/nascita e

mantenimento alla macellazione);

- la pesca e l’acquacoltura: pesca, allevamento e commercio di specie acquatiche;

- l’industria alimentare: produzione di paste alimentari, produzione di zucchero, l’industria della carne,

l’industria conserviera e dei prodotti in scatola, l’industria lattiero- casearia e l’industria della

fabbricazione di oli e grassi vegetali e animali;

- l’industria delle bevande: produzione di vino, spumante, birra, acqua minerale, bibite analcoliche e

amari.

Rappresenta quindi una scomposizione del sistema agroalimentare in senso orizzontale.

Esporre il concetto di filiera agroalimentare, anche attraverso esempi

9. La filiera agro-alimentare individua gli itinerari seguiti dai prodotti agro-alimentari nell’apparato di

produzione, trasformazione, distribuzione e i differenti flussi che vi sono legati. Rappresenta quindi una

scomposizione del sistema agroalimentare in senso verticale. Ogni ambito di attività del settore ha

infatti una filiera produttiva, che comprende diverse fasi: produzione/acquisto delle materie prime,

lavorazione e trasformazione del prodotto, confezionamento, conservazione e distribuzione.

Principali differenze tra homo oeconomicus e persona umana

10. L’homo oeconomicus e’ colui che vive sulla base di un comportamento razionale, e che persegue

esclusivamente il proprio interesse individuale. Questo uomo cerca infatti di massimizzare il profitto e

pone se stesso come fine ultimo del proprio agire. L’homo oeconomicus e’ dunque concentrato su se

stesso e sull’obiettivo di migliorare la propria condizione personale. Caratteristiche principali dell’homo

oeconomicus:

- agisce in autonomia

- agisce per ottenere esclusivamente reddito e ricchezza

- è in grado in qualsiasi contesto di prendere decisioni secondo razionalità

Il modello dell’homo oeconomicus è semplice e permette di formulare modelli e teorie formali ma:

- sovrasemplifica la realtà

- riflette una visione negativa del mondo, delle persone e dell’economia dalla quale derivano

conseguenze pratiche negative sotto forma di leggi, strutture e pratiche degli stati e delle imprese

- non è in grado di giustificare grandi movimenti: volontariato, associazioni culturali, politiche e religiose

Per far fronte ai limiti del modello dell’homo oeconomicus, in economia aziendale si fa riferimento, alla

persona umana la quale:

✓ è membro di società umane

✓ svolge l’attività economica come mezzo e non come fine

✓ opera secondo razionalità limitata

✓ dà valore a solidarietà, lealtà, progresso

Esporre (il concetto di investimento e) le modalità di analisi di un investimento

10. (Per investimento si intende la trasformazione di mezzi finanziari in beni atti a costituire la struttura

produttiva dell’azienda. Rappresenta un impegno di risorse per acquistare beni o servizi in grado di

fornire, in tempi successivi, un’utilità economica.

Ci sono vari tipi di investimento e si distinguono tra loro essenzialmente per le motivazioni che

spingono l’azienda a concretizzarli:

investimenti di espansione: per aumentare la capacità produttiva

✴ investimenti di sostituzione: sostituzione di impianti o attrezzature al termine della durata fisica

✴ investimenti di razionalizzazione (o ammodernamento): sostituzione di impianti con altri

✴ tecnologicamente più avanzati

investimenti strategici (difensivi o offensivi))

✴ Pagina 5 di 10


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

10

PESO

441.12 KB

AUTORE

patiscia

PUBBLICATO

3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della ristorazione
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher patiscia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Ferrazzi Giovanni.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!