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Esame di Diritto commerciale docente Prof. C. Tedeschi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Recesso società di persone

• Atto unilaterale recettizio nel quale il socio dichiara di non voler fare più

parte della società.

• Se la società è contratta a tempo INDETERMINATO può essere

esercitato in qualsiasi momento con preavviso di minimo 3 mesi.

• Se la società è contratta a tempo DETERMINATO può essere esercitato

solo per giusta causa che non permetta il proseguimento neanche

temporaneo del rapporto (eventi di forza maggiore, operazioni scorrette che

fanno venir meno la fiducia tra i soci, dissidi tra i soci, ampliamento oggetto

sociale, giuste cause delle società di capitali Art. 2437 e 2473).

• Può essere esercitato per cause convenzionali, ovvero quelle previste

dal contratto sociale.

• Può essere esercitato anche in caso di trasferimento della sede sociale

all’estero (Art. 2500-ter).

Diritto di recesso SPA

• Il diritto di recesso è un atto unilaterale recettizio e diritto posto a tutela delle minoranze.

• Nelle SPA ci sono cause legali INDEROGABILI e DEROGABILI .

• INDEROGABILI:

• Modificazione oggetto sociale.

• Trasformazione società.

• Trasferimento sede all’estero.

• Revoca della liquidazione.

• Eliminazione di una o più cause di recesso statutarie.

• Modifica criteri di determinazione del valore delle azioni in caso di recesso.

• Modifiche relative ai diritti di voto o di partecipazione.

• E’ nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso il recesso.

• DEROGABILI:

• Proroga del termine della società.

• Introduzione/rimozione vincoli alla circolazione delle azioni .

• Nelle SPA chiuse possono essere previste da statuto altre cause di recesso (convenzionali).

• In tutte le società di capitali (non quotate) contratte a tempo indeterminato è ammesso il recesso (non dipendente da delibera

assembleare) con preavviso minimo di 180gg (aumentabile fino al massimo ad 1 anno da statuto).

• Il termine di comunicazione del recesso è di 15gg se dipende da una delibera, 30gg se non dipende da una delibera .

• Ulteriori cause:

• Nelle SPA quando la revisione della stima dei conferimenti fatta dagli amministratori è minore di 1/5

• Nelle SPAq hanno diritto a recedere tutti i soci che non hanno concorso alla deliberazione che comporta l’esclusione dalla quotazione.

• Condizione di validità della delibera: deposito 15gg prima della valutazione delle azioni per chi esercita il diritto di recesso.

• La cessazione della qualità di socio avviene 90gg dopo la dichiarazione di recesso, per permettere lo ius poenitendi , ovvero la revoca della

delibera o lo scioglimento anticipato della società.

Diritto di recesso SRL

• Sono cause inderogabili e legittimano il recesso le delibere concernenti:

• Cambiamento oggetto sociale.

• Cambiamento tipo di società.

• Fusione e scissione.

• Revoca dello stato di liquidazione.

• Trasferimento sede all’estero.

• Eliminazione di cause di recesso statutarie.

• Azioni comportanti un’ampia modifica dell’oggetto sociale.

• Modificazioni dello statuto circa i diritti di voto o di partecipazione.

• Ulteriori cause:

• Cause previste dall’atto costitutivo.

• Se la società è contratta a tempo indeterminato il socio può recedere in ogni momento

con preavviso di 180gg (termine allungabile da statuto fino ad 1 anno).

• Per non consenso all’aumento di capitale a pagamento con esclusione del diritto di

opzione

• Per introduzione di clausole che limitano il trasferimento delle quote tra vivi e morti.

• Nelle società soggette a direzione e coordinamento.

• Introduzione o soppressione clausola compromissoria.

Esclusione del socio nelle società di persone

• Scioglimento del vincolo sociale contro la volontà del socio estromesso che può

essere di DIRITTO o FACOLTATIVA.

• L’esclusione di DIRITTO opera automaticamente, e si ha in seguito a:

• Dichiarazione di fallimento del socio.

• Liquidazione della quota da parte del creditore particolare del socio.

• L’esclusione FACOLTATIVA avviene per delibera degli altri soci per 3 motivi:

• Gravi inadempienze alle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale

(obbligo di conferimento, divieto di concorrenza, ecc.).

• Impossibilità del socio di effettuare il conferimento promesso (sopraggiunta inidoneità a

svolgere l’opera del conferimento, il perimento della cosa per causa non imputabile agli

amministratori o prima che ne venga trasferita la proprietà come conferimento).

• Mutamenti dello stato personale del socio (incapacità, interdizione o inabilitazione o

condanna che comporta l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici, ciò perché si

rischia che le decisione vengano prese da un estraneo come il tutore nel caso

dell’interdetto).

• Può capitare che la società decida di trattenere un socio «gaglioffo»

perché in possesso di un grande capitale personale o di un nome

importante.

Procedimento di esclusione e liquidazione

soc.pers.

• L’esclusione avviene a maggioranza per teste dei soci senza contare il

socio da escludere, ed ha effetto dopo 30gg dalla comunicazione.

• In questi 30gg il socio escluso può fare opposizione davanti al tribunale.

• Nel caso la società sia comporta da due persone, l’esclusione di

uno è pronunciata dal tribunale su richiesta dell’altro.

• La liquidazione della quota avviene in denaro e viene effettuata in

base alla situazione patrimoniale della società NEL GIORNO in cui si

verifica lo scioglimento del rapporto sociale (quindi può essere

maggiore o minore rispetto al conferimento).

• Il pagamento deve essere fatto entro 6 mesi dallo scioglimento.

Esclusione del socio nelle società di capitali

(SRL)

• Nelle SPA e SRL l’esclusione è prevista nel caso in cui il socio sia moroso

nell’esecuzione dei conferimenti.

• Per le SRL possono essere inserite clausole di esclusione nell’atto

costitutivo che devono essere SPECIFICHE e avere GIUSTA CAUSA.

• Il procedimento di esclusione deve essere disciplinato con l’atto

costitutivo.

• Il rimborso della quota avviene a valori di mercato al momento

dell’esclusione,

vendendo la quota agli altri soci o ad un terzo individuato dai soci

stessi,

oppure con l’utilizzo delle riserve disponibili, e deve essere effettuata entro

180gg dall’esclusione.

• Nel caso ciò sia impossibile, la società va in liquidazione: è infatti

escluso, a differenza del recesso, la possibilità di rimborso della quota del

socio escluso mediante riduzione del capitale sociale.

Come circolano le azioni

• Le SPA quotate non possono emettere titoli fisici (dematerializzazione).

• Nel caso di emissione del titolo azionario, il trasferimento avviene

attraverso:

• Girata autenticata da notaio : il proprietario che è in grado di dimostrare la

serie continua di girate ha diritto di ottenere l’annotazione del trasferimento nel

libro dei soci, ed è comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali; resta salvo

l’obbligo della società, previsto dalle leggi speciali, di aggiornare il libro dei soci. Il

trasferimento comunque

avviene con la serie continua di girate e successivamente con l’iscrizione nel libro sei

soci.

• Transfer (doppia annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e sul registro

dell’emittente). In questo caso è l’annotazione che produce la possibilità di esercizio dei

diritti.

• Nel caso di azioni per le quali non son stati emessi titoli azionari, la

quota si può trasferire tramite contratto. L’acquirente poi col contratto

può richiedere alla società l’iscrizione del suo nome nel registro dei soci,

terminando la fase di scissione tra titolarità della posizione soggettiva

(acquirente) ed il titolare del diritto (alienante ancora iscritto nel registro

dei soci).

Responsabilità amministratori SPA [1/5]

• Gli amministratori sono responsabili verso la società, i creditori, i soci e i

terzi.

• Responsabilità contrattuale (presupposti: danno, colpa, nesso tra danno e colpa).

• Devono adempiere ai loro doveri con la diligenza prevista dalla natura

dell’incarico (diligenza del mandatario che assolve funzioni

professionali).

• Sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti

dall’inosservanza di tali doveri (depauperamento del patrimonio sociale con

colpa grave, con atti omissivi o commissivi, salvo azioni rientranti nel

rischio d’impresa).

• Se gli amministratori sono più di uno, sono solidalmente responsabili

anche se essendo a conoscenza dei fatti pregiudizievoli non hanno fatto nulla

per impedirli.

• La responsabilità non si estende a chi ha fatto annotare il proprio dissenso sul

libro delle adunanze.

• La responsabilità si estende ai deleganti solo se questi ne erano informati.

• La responsabilità è valida solo per specifiche competenze.

Azione sociale di responsabilità [2/5]

• Può essere promossa dall’assemblea con messa all’ordine del giorno oppure

in caso di approvazione del bilancio.

• Può essere promossa dalla delibera del collegio sindacale con maggioranza

di 2/3.

• Può essere esercitata entro 5 anni dalla cessazione della carica

di amministratore.

• La delibera sulla responsabilità comporta la revoca automatica

dell’amministratore se è votata da più del 20% del capitale sociale.

• La società può rinunciare all’azione sociale di responsabilità e

transigere a condizione che:

• La rinuncia e la transazione siano esplicitamente approvate dall’assemblea e:

quotate 20%

• Nelle non si opponga almeno il del capitale sociale.

non quotate 5%

• Nelle non si opponga il del capitale sociale (o la % prevista da

statuto per l’esercizio dell’azione di responsabilità sociale).

Azione sociale di responsabilità dei soci [3/5]

• L’azione di responsabilità può essere esercitata anche dai soci che

rappresentino almeno:

• Il 20% del capitale sociale nelle non quotate (lo statuto può prevedere una soglia

più alta ma mai superiore il 33%).

• Il 2,5% del capitale sociale nelle quotate.

• I soci che promuovono l’azione nominano uno o più rappresentanti comuni

per l'esercizio dell'azione e per il compimento degli atti conseguenti.

• L’azione promossa dalla minoranza è diretta a reintegrare il patrimonio

sociale, non a risarcire il danno eventualmente subito dai soggetti

agenti.

• In caso di accoglimento della domanda il rimborso spetta alla società, ai

soci promotori spetta solo un rimborso spese.

• L’azione può essere transita sia dai soci promotori che dalla società.

Responsabilità verso i creditori sociali [4/5]

• Gli amministratori sono responsabili verso i creditori sociali solo per l’inosservanza degli obblighi inerenti

alla

conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

• L’azione può essere proposta dai creditori solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al

soddisfacimento dei loro crediti (non vi è danno finchè il patrimonio è sufficiente).

• L’azione creditoria può essere chiesta da qualsiasi creditore sociale, e in caso di fallimento, dal

curatore fallimentare allo scopo di incrementare la massa attiva fallimentare.

• Quanto corrisposto dagli amministratori a titolo di risarcimento danni non spetterà alla società, ma

direttamente ai creditori fino alla concorrenza del loro credito. Si tratta dunque di

responsabilità extracontrattuale in quanto il risarcimento equivale alla prestazione che per colpa

degli amministratori la società non è in grado di adempiere.

• Se l’azione sociale viene esercitata prima di quella creditoria, quest’ultima rimane in sospeso, perché la

prima col reintegro del patrimonio sociale soddisfa entrambi. L’azione creditoria si sospende anche se viene

esercitata prima di quella sociale.

• Le due azioni si differenziano per il termine di prescrizione:

• Sociale: 5 anni dalla cessazione dell’amministratore.

• Creditoria: 5 anni da quando i creditori potevano venire a conoscenza degli atti pregiudizievoli del patrimonio

sociale.

• La transazione intervenuta con la società paralizza l’azione dei creditori sociali, salva la possibilità degli

stessi di impugnare la transazione con l’azione revocatoria qualora ne ricorrano gli estremi. Invece, la

rinuncia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio da parte dei creditori sociali, per

l’ovvia ragione che il patrimonio sociale non è stato reintegrato.

Azione individuale del socio o del terzo [5/5]

• Responsabilità extra-contrattuale da fatto illecito che si prescrive in 5 anni

dal compimento dello stesso (presupposti: danno e colpa).

• Le azioni di responsabilità della società e dei creditori sociali non pregiudicano

il diritto al risarcimento del danno spettante al singolo socio o al terzo

direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori.

• Il singolo socio o il terzo possono chiedere agli amministratori il risarcimento

dei danni, ma debbono ricorrere i seguenti presupposti:

• il compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nell’esercizio del loro

ufficio.

• la produzione di un danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo, di

un danno cioè che non sia semplice riflesso del danno eventualmente subito dal

patrimonio sociale.

• Esempio di danno diretto è quello degli amministratori che con un falso

bilancio inducono i soci o i terzi a sottoscrivere un aumento di capitale a prezzo

eccessivo o gli amministratori che, dissimulando dolosamente lo stato di

dissesto della società, inducono una banca a concedere un fido.

• E’ dunque uno strumento di conservazione e mantenimento della consistenza

del

patrimonio sociale, nonché strumento del controllo sull’operato degli

amministratori.

Pubblicità commerciale [1/2]

• Il registro delle imprese è lo strumento di pubblicità legale previsto dal

codice civile, è pubblico e vanno iscritti tutti i dati anagrafici.

• L’iscrizione va fatta nella circoscrizione in cui l’imprenditore ha sede, e nel

caso di sede secondaria in altra circoscrizione, l’iscrizione va fatta anche

nel nuovo registro indicando la sede principale.

• La cancellazione d’ufficio avviene:

• Nel caso di imprenditore individuale: per decesso o mancanza di adempimento degli

atti per 3 anni consecutivi.

• Nel caso di società di persone: per mancanza di codice fiscale e irreperibilità

presso la sede sociale.

• Tutte le iscrizioni sono obbligatorie e vanno svolte da

imprenditore, rappresentante legale o institore entro un

termine di 30gg.

Presunzioni pubblicità commerciale [2/2]

• La pubblicità delle imprese commerciali si articola in:

• Pubblicità NOTIZIA: rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti relativi alla vita

dell'impresa, così da rendere le informazioni accessibili ai terzi interessati, senza che la

sua omissione impedisca ai medesimi di produrre i loro effetti giuridici o ne determini

l'invalidità. Essa, dunque, non costituisce un onere ma, semmai, un dovere, con

l'eventuale applicazione di una sanzione in caso d'inosservanza dell'obbligo.

• Pubblicità DICHIARATIVA: è volta a rendere opponibili a determinati soggetti i fatti per cui

è prevista, la sua omissione, pur non determinando l'invalidità, impedisce che il fatto

produca effetti giuridici nei confronti di tali soggetti.

• Pubblicità COSTITUTIVA: è requisito necessario affinché la fattispecie si perfezioni, sicché in sua

mancanza l'atto è privo di validità e non produce effetti nei confronti di chiunque.

• La pubblicità commerciale si basa su due presunzioni:

• Presunzione di NON conoscenza: (presunzione relativa, ammette prova contraria) i fatti dei

quali la legge prevede l’iscrizione, se non sono iscritti, non possono essere opposti ai terzi a

meno che non si provi che ne abbiano avuto conoscenza.

• Presunzione di conoscienza: (presunzione assoluta, non ammette prova contraria) l’ignoranza

dei fatti dei quali la legge prevede l’iscrizione non può essere opposta ai terzi dal

momento in cui

l’iscrizione è avvenuta.

Scopo di lucro nelle società

• L’articolo 2247 enuncia solo lo scopo di lucro delle società lucrative (di persone

e di capitali), che è uno dei 3 scopi-fine possibili per le società.

• Lucro oggettivo: conseguire utili.

• Lucro soggettivo: distribuire gli utili fra i soci.

• Lo scopo mutualistico è particolare delle cooperative, che hanno il fine di

fornire ai soci beni, servizi e condizioni di lavoro a condizioni più

vantaggiose di quelle di mercato.

• Lo scopo consortile può essere perseguito da tutte le società e consiste nel

supportare le imprese consorziate nella disciplina o nello svolgimento in

comune delle rispettive attività economiche (al fine di procurare un vantaggio

patrimoniale diretto, sotto forma di maggiori ricavi o minori spese, dai

rapporti di scambio tra i consorziati).

• Elemento comune di queste tre categorie è la realizzazione di un risultato

economico a vantaggio esclusivo dei soci, è comune cioè lo scopo-mezzo (si

parla in questo caso di autodestinazione dei risultati, che nelle società

cooperative e nelle società consortili consisterà poi più specificamente nello

scopo-fine del vantaggio patrimoniale diretto, nelle società a scopo di lucro

nella divisione degli utili).

Causa del contratto sociale

• «Esercizio in comune di un’attività economica» ovvero l’oggetto sociale.

• Scopo-mezzo che giustifica l’impegno ai conferimenti da parte dei soci.

• L'oggetto sociale deve essere indicato nel contratto di tutti i tipi di

società, fatta eccezione per la società semplice.

• L'oggetto sociale deve essere possibile, lecito e determinato, e deve

consistere in un'attività economica.

• Le società non possono essere costituite al fine di godere solamente dei

beni conferiti, in questo caso si parla di comunione.

• I beni che sono oggetto di comunione non hanno nessuna

specifica destinazione e possono essere liberamente

utilizzati.

Responsabilità socio di società unipersonale

• Può essere solo società di capitali nella forma di SPA o SRL.

• Va fatta adeguata pubblicità (consorzio unico, nome del socio nel nome

della società).

• Va iscritta nel registro delle imprese sia alla creazione che al proseguimento.

• Il capitale va versato per intero.

• Se il capitale non viene versato per intero o non ne viene data pubblicità nel

registro delle imprese, il socio è responsabile illimitatamente in caso di

insolvenza.

• Le società di persone si possono ridurre ad un unico socio nel caso di:

• Morte degli altri soci.

• Esclusione da parte del giudice per cattivo comportamento.

• Se la pluralità non viene ricostituita entro 6 mesi la società si scioglie e

va in liquidazione.

• Nelle SAS se viene meno una delle due categorie di soci ed entro 6 mesi la

pluralità non viene ricostituita, si può trasformare in SRL per evitarne lo

scioglimento.

• Se la pluralità viene meno nelle società di capitali non succede niente.

Quorum modificazione atto costitutivo [1/2]

• Operazione straordinaria che richiede convocazione dell’assemblea straordinaria

• Quorum:

• 1° convocazione:

• SPA:

• Costitutivo: non previsto (ma minimo 50% del cap.soc.)

• Deliberativo: 50% del cap.soc.

• SPAq:

• Costitutivo: 50% o % maggiore prevista da statuto

• Deliberativo: 2/3 capitale rappresentato in assemblea

• 2° convocazione:

• SPA e SPAq

• Costitutivo: 1/3 cap.soc.

• Deliberativo: 2/3 del capitale rappresentato in assemblea

• Successive convocazioni:

• SPA: come seconda convocazione

• SPAq:

• Costitutivo: 1/5 del cap.soc.

• Deliberativo: 2/3 del capitale rappresentato in assemblea

• SRL:

• Convocazione assemblea regolarmente costituita con almeno il 50% del cap.soc.

• Delibera per modifica dell’atto costitutivo con la maggioranza di almeno il 50% del cap.soc.

Modificazione atto costitutivo [2/2]

• Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione della modifica dell’atto

costitutivo,

entro 30gg, verificato l’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne

richiede l’iscrizione nel registro delle imprese insieme al deposito.

• L’ufficio del registro delle imprese, verificata la regolarità formale

della documentazione, iscrive la delibera nel registro.

• Se il notaio non ritiene adempiute le condizioni stabilite dalla legge, ne

dà comunicazione tempestivamente, e non oltre i 30gg previsti, agli

amministratori, che nei 30gg successivi possono convocare l’assemblea per

gli opportuni provvedimenti o ricorrere al tribunale perché verifichi

gli adempimenti delle condizioni richieste dalla legge e senta il pubblico

ministero successivamente ne ordini l’iscrizione nel registro delle imprese

con decreto soggetto a reclamo, in caso contrario la deliberazione è

inefficace.

• La deliberazione produce effetti solo dopo l’iscrizione.

Presidente del consiglio di amministrazione

• Il presidente del consiglio di amministrazione è il membro del

consiglio stesso che presiede, con il compito di convocare le sedute,

dirigerne lo svolgimento e proclamare il risultato delle

votazioni.

• Il presidente del consiglio di amministrazione può essere eletto dal

consiglio stesso se non viene fatto dall'assemblea dei soci.

• Salvo diversa previsione dello statuto, il presidente convoca il

consiglio di amministrazione, ne fissa l'ordine del giorno, ne coordina i

lavori e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte

all'ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri.

• Sulla base delle informazioni ricevute valuta l’adeguatezza

dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile ed esamina i

piani strategici e industriali.

Funzioni degli amministratori

• Gli amministratori hanno funzione di:

• Deliberare sulla gestione sociale.

• Convocare l'assemblea e fissarne l'ordine del giorno.

• Redigere il bilancio d'esercizio da presentare all'assemblea per l'approvazione.

• Dare esecuzione alla volontà assembleare.

• Curare e tenere le scritture contabili.

• Rappresentare la società di fronte ai terzi e in giudizio.

Riduzione del capitale sociale VOLONTARIA

• Diminuisce il patrimonio della società insieme al capitale (a differenza della riduzione per perdite che

adegua semplicemente il valore effettivo del patrimonio netto a quello del capitale.

• Non si può ridurre al di sotto del minimo legale e comunque nel rispetto dei limiti imposti dall’Art. 2413

(le

obbligazioni emesse devono essere al massimo il doppio del cap.soc.).

• Gli amministratori devono convocare l’assemblea con avviso indicante le ragioni e le modalità della

riduzione.

• L’assemblea straordinaria è regolarmente costituita con le maggioranze previste per la modificazione

dello statuto.

• Approvata la delibera (che ha efficacia costitutiva) viene depositata nel registro delle imprese per 90gg

prima che venga iscritta. Questo tempo è necessario per i creditori che se si ritengono danneggiati

dalla riduzione possono fare opposizione davanti al tribunale.

• Le società piccole possono chiedere ai creditori di firmare il consenso alla riduzione per non aspettare i

90gg.

• Gli scenari possono essere 3:

• Se per i 90gg nessun creditore si oppone, la delibera viene iscritta.

• Se entro 90gg qualche creditore si oppone, bisogna aspettare l’esito.

• Se entro 90gg qualche creditore si oppone e il tribunale ritiene infondato il pericolo di pregiudizio verso i creditori

o che ci siano idonee garanzie, dispone che la riduzione abbia luogo lo stesso.

• La riduzione può avvenire :

• Togliendo ai soci un’azione ogni tot. possedute (pago il valore nominale).

• Riducendo il valore nominale delle azioni mantenendone il numero invariato.

• Comprando azioni proprie ed annullandole.

Riduzione del capitale sociale OBBLIGATORIA

• In caso di perdite, se il cap.soc. non scende oltre 1/3 non c’è obbligo di riduzione.

• Se il cap.soc. invece scende di oltre 1/3, gli amministratori o il consiglio di gestione e in caso di loro

inerzia il

collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza devono senza indugio convocare l’assemblea per gli

opportuni

provvedimenti, in caso nessuno lo faccia si può fare azione di responsabilità.

• Vengono azzerate tutte le riserve disponibili (non quelle indisponibili: legale, riserva per aumento di

capitale) a parziale copertura della perdita.

• All’assemblea va posta una relazione comprendente le causa della perdita, le prospettive e la

situazione

patrimoniale ed economica.

• I sindaci ricevono la relazione e fanno la loro osservazione e la depositano 8gg prima dell’assemblea

presso la sede sociale.

• L’assemblea dopo averne preso atto può decidere se reintegrare le perdite, ridurre il capitale

sociale, o aspettare di vedere se la perdita si riduce nel corso dell’esercizio successivo, Se ciò non

avviene e la perdita resta superiore a 1/3, si procede alla riduzione.

• Nel caso la perdita subita faccia scendere il cap.soc. sotto il minimo legale, è necessario convocare

l’assemblea straordinaria per decidere se:

• Ridurre il capitale sociale

• Aumentarlo di un valore pari al minimo stabilito dalla legge.

• L’aumento del capitale sociale può avvenire con contributi a fondo perduto, soldi a cui i soci non

avranno più diritto.

Scioglimento società di persone [1/3]

• Le società di persone si sciolgono per:

• Decorso del termine (la società è prorogata a tempo indeterminato se i soci

continuano a compiere le operazioni sociali).

• Conseguimento o sopravvenuta impossibilità oggetto sociale.

• Volontà di tutti i soci unanimemente o per maggioranza se previsto dal contratto sociale.

• Mancata pluralità dei soci se non ricostituita entro 6 mesi.

• Altre cause previste dal contratto sociale.

• Inoltre per SNC e SAS:

• In caso di fallimento.

• In caso di SAS:

• Nel caso rimanga solo una categoria di soci e l’altra non venga ricostituita entro 6 mesi.

• Tutte queste cause ed iniziano a produrre effetti da

operano automaticamente

quando nasce la causa.

• La società continua ad esistere ed al fine di soddisfare i

entra in liquidazione

creditori sociali e restituire ai soci ciò che resta.

Liquidazione società di persone [2/3]

• Gli amministratori restano in carica con poteri limitati agli affari urgenti.

• Salvo che il contratto sociale o i soci all’unanimità non provvedano diversamente, i liquidatori,

che possono essere non soci, vengono nominati col consenso di tutti i soci, o in caso di

disaccordo, dal presidente del tribunale. Possono inoltre essere revocati per giusta

causa da tutti i soci o dal tribunale.

• I liquidatori hanno la stessa responsabilità degli amministratori (solidalmente responsabili) e possono

compiere gli atti necessari alla liquidazione, e se i soci non hanno disposto diversamente,

anche vendere in blocco beni sociali (con professionalità e diligenza).

• I liquidatori non possono iniziare nuove attività, pena rispondere personalmente e solidalmente

per gli affari intrapresi.

• I beni sociali non sono ripartiti finchè non sono pagati tutti i creditori della società, ed i

liquidatori possono richiedere, nel caso i fondi siano insufficienti, i versamenti ancora

dovuti, e se occorre, somme nei limiti della responsabilità e in proporzione della parte

di ciascuno nelle perdite.

• I beni conferiti in godimento vanno restituiti nello stato in cui erano, salvo il diritto al

risarcimento in caso di perimento o deterioramento con causa imputabile agli

amministratori.

• Dopo aver estinto i debiti, l’attivo rimanente è destinato al rimborso dei conferimenti, e se

eccede,

viene ripartito tra i soci in proporzione alla parte di partecipazione ai guadagni.

• I conferimenti non in denaro sono valutati secondo valutazione nel contratto o, se non

indicato, secondo il valore che avevano al momento in cui sono tati eseguiti.

Liquidazione SNC [3/3]

• I liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre il piano di riparto.

• Il bilancio e il piano di riparto vanno comunicati ai soci con

raccomandata e sono approvati se non vengono impugnati nei

successivi 60gg.

• In corso di impugnazione i liquidatori possono chiedere di esaminare

separatamente le questioni relative alla liquidazione e quelle della

divisione.

• Con l’approvazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci.

• Una volta approvato il bilancio, i liquidatori devono chiedere la

cancellazione della società dal registro delle imprese.

• I creditori sociali che non sono soddisfatti possono far valere i loro

crediti nei confronti dei soci e se il mancato pagamento dipende dai

liquidatori, anche su di loro.

• Le scritture contabili vanno conservate per 10 anni presso una

persona designata a maggioranza.

Progetto di fusione

• Il progetto di fusione è un documento unitario che gli organi amministrativi delle varie

società

partecipanti alla fusione redigono, con tutti gli elementi essenziali della fusione.

• Deve contenere:

• Il tipo, la denominazione e la sede delle società partecipanti all'operazione.

• L'atto costitutivo della società risultante dalla fusione o di quella incorporante, con le eventuali

modificazioni derivanti dalla fusione.

• Il rapporto di cambio delle azioni o quote delle varie società che partecipano alla fusione nonché

l'eventuale conguaglio in denaro (che non può essere superiore al 10% del valore nominale delle

azioni o della quote assegnate).

• Le modalità di assegnazione delle azioni o delle quote della società che risulta dalla fusione o di

quella incorporante.

• La data a partire dalla quale le azioni o le quote potranno parteciperanno agli utili.

• La data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti alla fusione sono imputate al

bilancio

della società che risulta dalla fusione o di quella incorporante.

• L'eventuale trattamento di favore riservato a particolari categorie di soci, quali i possessori di azioni

privilegiate, di risparmio o obbligazioni.

• L'indicazione di particolari vantaggi eventualmente proposti a favore dei soggetti cui compete l'amministrazione

delle società partecipanti alla fusione.

• Il progetto di fusione è depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese ove hanno sede le

società partecipanti alla fusione.

• Tra l’iscrizione del progetto e la data fissata per la decisione di fusione devono passare

almeno 30gg salvo che i soci non vi rinuncino con consenso unanime.

Rapporto di cambio

• Il rapporto di cambio rappresenta il prezzo dell’operazione di fusione , ossia la rappresentazione del valore attribuito alle partecipazioni nella

società incorporante (o risultante dalla fusione), rispetto al valore che tali partecipazioni avevano nelle società partecipanti alla

fusione.

• In altri termini, il rapporto di cambio indica quante azioni o quote della società incorporante (o risultante) dovranno ricevere i soci delle

società

incorporate (o fuse) in sostituzione delle proprie azioni o quote annullate.

• A seguito della fusione, con la creazione di una nuova società che rappresenti la somma delle consistenze patrimoniali delle società

fuse, i soci vedranno ridursi la percentuale della propria partecipazione con conseguente ridimensionamento dei diritti patrimoniali e

amministrativi. Il rapporto di cambio costituisce l’unico elemento idoneo a valutare l’opportunità, in termini di vantaggio economico ,

di procedere all’operazione.

• Il rapporto di cambio deve essere indicato nel progetto di fusione, le modalità di determinazione devono essere illustrate nella

relazione redatta dagli amministratori e la congruità di esso deve essere confermata in sede di relazione degli esperti .

• Idealmente, la determinazione del rapporto di concambio (rapporto di cambio teorico assoluto) deve scaturire automaticamente dal

rapporto fra i

valori economici dei patrimoni espressi dalle valutazioni di fusione.

• In sede di fusione, tuttavia, si adotta il rapporto di cambio «effettivo», ossia quello scaturente dalle negoziazioni degli organi amministrativi

delle società partecipanti alla fusione, esistono infatti altri fattori di natura economica o extracontrattuale, oltre a quelli patrimoniali, che

risultano idonei ad influenzarne la misura.

• Il capitale sociale delle società partecipanti può infatti essere costituito da azioni di varie categorie (ordinarie, di risparmio, privilegiate, ecc.), è

necessario quantificare il valore delle azioni ordinarie e successivamente si piò calcolare il numero di azioni «diverse» in termini di azioni ordinarie.

• Se il capitale sociale dell’incorporante è costituito unicamente da azioni ordinarie, e l’incorporata ha azioni di categorie diverse, vista la

difficoltà di attribuirne un valore obiettivo, è suggerito effettuare un aumento di capitale con emissione di azioni di quelle

categorie.

• Se le quote o il numero di azioni possedute dai soci delle società che si estinguono non sono un esatto multiplo del rapporto di cambio, è

opportuno prevedere conguagli in denaro di conseguenza all’arrotondamento.

• Siccome la quotazione dei titoli presenta indubbi vantaggi, come la maggior liquidità , ad essi sarà riconosciuto un maggior valore. Tale

maggior valore può essere determinato in misura pari alla differenza fra il costo per la raccolta dei nuovi mezzi finanziari sostenuto dalle

società non quotate rispetto a quello sostenuto dalle quotate, espresso in termini percentuali del valore nominale delle azioni.

• Tra gli elementi di natura extra economica che intervengono ad influenzare il rapporto di cambio ci possono essere l’interesse ad

eliminare dal mercato un pericoloso concorrente offrendo ai soci dell’incorporata un rapporto di cambio più favorevole per indurli ad

accettare la fusione, o la maggior forza contrattuale di una delle parti in causa la quale riesce a spuntare un rapporto di cambio ad

essa più favorevole.

Riserve

• La distinzione tra riserve disponibili e riserve indisponibili si base sulla loro possibilità o meno di utilizzo.

• Le riserve disponibili sono riserve che possono essere impiegate per aumenti gratuiti del capitale sociale,

per la coperture di perdite e, in alcuni casi anche per la distribuzione ai soci. In quest’ultima ipotesi la

riserva si dice che è anche distribuibile.

• Le riserve disponibili, possono essere classificate in base alla loro diversa possibilità di utilizzazione.

• Le riserve di primo grado sono riserve che possono essere utilizzate solamente per la copertura delle perdite. A volte il loro

impiego, anche in questo caso, è subordinato alla presenza di determinate condizioni. Un esempio di riserva di primo grado è

data dalla riserva legale.

• Rientrano tra le riserve di secondo grado quelle riserve che possono essere impiegate sia per la copertura delle perdite

che per

l’aumento del capitale sociale, ma che non possono essere distribuite ai soci.

• Le riserve di terzo grado sono riserve che possono essere utilizzate liberamente sia per la copertura delle perdite, che per

l’aumento del capitale sociale e anche per la distribuzione di utili. Queste riserve, quindi, sono pienamente disponibili in

quanto i soci possono decidere liberamente sul loro impiego. Un esempio di tali riserve è rappresentato dalle riserve

facoltative di utili.

• Ad esempio rientra tra questo secondo gruppo di riserve, la riserva per sovrapprezzo azioni.

• Le riserve indisponibili, invece, sono dette anche riserve vincolate perché esse sono vincolate dalla

legge o dalla statuto. Di conseguenza tali riserve non possono essere impiegate se non per lo scopo per il

quale sono state costituite. Le riserve indisponibili quindi, devono essere costituite e mantenute

nell’impresa, a fronte di una determinata operazione. Solamente quando essa si è conclusa si scioglie il

vincolo sulla riserva ed essa, da indisponibile, diventa disponibile.

• Un esempio di riserva indisponibile è data dalla riserva per azioni proprie in portafoglio prevista dall’Art. 2357-ter del codice civile

che stabilisce che «una riserva indisponibile, pari all'importo delle azioni proprie iscritto all'attivo del bilancio, deve essere

costituita e mantenuta finché le azioni non siano trasferite o annullate».

• La riserva, quindi, è indisponibile fino a quando le azioni sociali rimangono nel portafoglio dell’impresa. Una volta che le azioni

proprie sono state trasferite o annullate la riserva diventa disponibile.

Nullità SPA e differenza col diritto privato

• La nullità delle SPA può essere pronunciata per:

• Mancanza di stipulazione dell’atto costitutivo con atto pubblico.

• Illiceità dell’oggetto sociale.

• Mancanza nell’atto costitutivo di:

• Denominazione della società.

• Dei conferimenti.

• Ammontare capitale sociale.

• Oggetto sociale (deve essere ben definito).

• In caso di nullità, questa non pregiudica gli atti compiuti (non è retroattiva) che

producono comunque effetti.

• I soci non sono liberati fino al soddisfacimento dei creditori sociali.

• È causa di scioglimento, si nominano i liquidatori.

• Può essere sanata, con iscrizione nel registro delle imprese eliminandone la causa.

• Differenze col diritto privato:

• La nullità non opera in modo retroattivo.

• La nullità è sanabile.

• La nullità non ha cause generiche.

• Il contratto nullo tratta il contratto come se non fosse mai esistito, la SPA nulla invece è stata

iscritta nel registro delle imprese e ha operato facendo sorgere rapporti giuridici ed economici

con altri soggetti.

Amministratori delegati

• Se lo statuto o l'assemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione può delegare proprie attribuzioni

ad un comitato esecutivo, composto da alcuni dei suoi componenti, o ad uno o più dei suoi

componenti, gli amministratori delegati (organi delegati).

• In tal caso il consiglio determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della

delega; può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni

rientranti nella delega.

• Gli organi delegati curano che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e

alle dimensioni dell'impresa e riferiscono al consiglio di amministrazione e al collegio sindacale, con la

periodicità fissata dallo statuto e in ogni caso almeno ogni sei mesi, sul generale andamento della

gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro

dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società e dalle sue controllate.

• Sulla base delle informazioni ricevute il consiglio valuta l'adeguatezza dell'assetto organizzativo,

amministrativo e contabile della società; esamina i piani strategici, industriali e finanziari della società, se

predisposti; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della

gestione.

• Gli amministratori sono comunque tenuti ad agire in modo informato; ciascun amministratore può

chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della

società.

• Non possono essere delegate:

• la facoltà di emettere obbligazioni convertibili.

• la redazione del bilancio di esercizio.

• La facoltà di aumentare il capitale sociale.

• Gli adempimenti relativi alla riduzione del capitale sociale per perdite.

• La redazione del progetto di fusione con altre società.

• La redazione del progetto di scissione della società.

Principio di competenza

• Il principio di competenza definisce i criteri di imputazione dei costi e

dei ricavi all’esercizio ai fini della determinazione del reddito di periodo.

• Non si possono imputare al conto economico costi o ricavi per i quali non siano

stati conseguiti i relativi ricavi o sostenuti i correlativi costi.

• Si rinviano costi già sostenuti o ricavi già conseguiti al risultato economico

dell'esercizio successivo, in quanto sia attendibile che, nel futuro esercizio, debbano

essere conseguiti o sostenuti i correlativi costi o ricavi.

• È necessario imputare al conto economico costi o ricavi che durante l'esercizio non

si sono manifestati finanziariamente, qualora i correlativi ricavi o costi abbiano già

avuto sostenimento o conseguimento.

• In generale:

• I ricavi di competenza dell’esercizio sono quelli per cui si sono concluse le

operazioni nel periodo amministrativo osservato. Il bene/servizio è stato ceduto,

il momento del pagamento non è determinante.

• I costi di competenza dell’esercizio sono quelli che si correlano/partecipano/sono

funzionali ai ricavi di competenza. 38

Massimo Capovilla - Diritto Commerciale - Ca' Foscari 2016

Valutazione immobilizzazioni materiali e

rivalutazione

• Le immobilizzazioni materiali vanno valutate al costo

• Comprensivo delle eventuali rivalutazioni.

• Rettificato dei relativi ammortamenti (stanziati in relazione alla residua possibilità di utilizzazione dei cespiti) .

• Se si verifica una perdita durevole di valore è necessaria una svalutazione del valore al fine di valutare il cespite al proprio valore recuperabile

tramite

l’uso .

• Le immobilizzazioni: destinate alla successiva alienazione, obsolete, non più utilizzate / utilizzabili nel

ciclo produttivo vanno valutate al minore tra valore netto contabile e valore netto di realizzo.

• E’ possibile effettuare rivalutazioni del costo iscritto in bilancio solo in occasione di leggi speciali e tale

rivalutazione deve essere accreditata alle riserve di PN nell’esercizio in cui viene effettuata (voce A.III Riserve

di

rivalutazione).

• L’immobilizzazione che, alla data di chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore al costo

di

acquisto / di produzione ridotto dell’ammortamento, deve essere iscritta a tale minor valore (OBBLIGO non

facoltà). Questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica

effettuata.

• Le immobilizzazioni materiali possono essere rivalutate solo nei casi in cui leggi speciali, generali o di

settore lo richiedano o lo permettano. Non sono ammesse rivalutazioni discrezionali o volontarie delle

immobilizzazioni materiali ovvero rivalutazioni che non derivino dall'applicazione di leggi

speciali. Massimo Capovilla - Diritto Commerciale - Ca' Foscari 2016

• Limiti: valore d'uso dell'immobilizzazione stessa che non può in nessun caso essere superato.

• Effetti: non può modificare la stimata residua vita utile e non costituisce elemento di ricavo, pertanto, viene accreditato in apposita voce delle

riserve di

patrimonio netto, alla voce A.III "Riserve di rivalutazione".

• La rivalutazione può essere attuata mediante i seguenti metodi:

• Rivalutazione del costo storico del cespite e del valore del relativo fondo.

• Rivalutazione del costo storico del cespite.

• Rivalutazione tramite riduzione del fondo di ammortamento.

Conseguenze quando l’institore omette di far conoscere

39

che opera per l’imprenditore

• E’ l’alter ego dell’imprenditore o il preposto ad una sede secondaria.

• Ha il potere di rappresentanza commerciale, egli può stipulare contratti anche in nome proprio, essendo

sufficiente che il

terzo sappia che il contratto che va stipulare riguarda l'impresa cui l'institore è preposto.

• Può compiere tutti gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa salvo le limitazioni contenute nella procura

(serve a circoscrivere il potere dell’institore).

• Non può vendere o ipotecare i beni strumentali dell’azienda se non viene espressamente autorizzato.

• L’institore deve: le iscrizioni richieste dalla legge nel registro delle

• deve secondo lo statuto dell'imprenditore commerciale curare

imprese . tenere le scritture contabili

• deve altresì .

dichiarare al terzo di rappresentare l' imprenditore

• deve infine .

• Se l’institore omette di far conoscere che tratta per il preponente è personalmente obbligato, tuttavia il terzo può

agire

anche contro il preponente per gli atti compiuti dall’institore che siano pertinenti all’esercizio dell’impresa a

cui è preposto, anche nel caso di falso procuratore (differenza vs il diritto privato dove il rappresentante

senza poteri non impegna lo pseudo rappresentato, il mercato prevale sull’interesse del particolare).

• La procura deve essere iscritta, altrimenti si reputa generale, quindi le limitazioni non sono opponibili a terzi

tranne che si provi che questi ne erano a conoscenza.

• Non serve una procura scritta per essere institore, basta comportarsi in quel modo.

Massimo Capovilla - Diritto Commerciale - Ca' Foscari 2016 40

Trasformazione regressiva

• Trasformazione da società di capitali a società di persone.

• Votazione a maggioranza per le modifiche dell’atto costitutivo, e col

consenso di tutti i soci che acquisiscono la responsabilità illimitata.

• Il consenso non è condizione di validità dell’assemblea, ma di efficacia,

e va dato entro 30gg dalla delibera.

• Condizioni di validità della delibera:

• Presenza della relazione illustrativa delle motivazioni e degli effetti della

trasformazione redatta e depositata dagli amministratori nei 30gg precedenti

l’assemblea.

• Valutazione del patrimonio sociale al fine della liquidazione per chi recede,

e va depositata 15gg prima.

• Ogni socio ha diritto a partecipare agli utili in proporzione alla

quota di partecipazione del capitale sociale posseduta.

Leaveraged buyout

• Si tratta di una tecnica di acquisto da parte di una holding creata appositamente, di una

partecipazione (totalitaria o di controllo) di una società, di un'azienda, di un ramo d'azienda

o di un gruppo di attività (target), che ha come caratteristica quella di ricorrere al debito per

finanziare la maggior parte del valore di acquisto. Il rimborso del debito così contratto è

collegato alla generazione di flussi di cassa e/o alla cessione di attività del target.

• Si procede ad una fusione per incorporazione tra società target (la incorporata) e

l’incorporante.

• Tale operazione può avere come investitori:

management buyout

• Management della società ( ).

management buyin

• management di altre società ( ).

• Il leveraged buyout è stato espressamente reso lecito nell'ordinamento giuridico italiano a

seguito della riforma del diritto societario del 2003, la quale ha permesso di superare i dubbi

di legittimità che venivano sollevati sulla base del divieto, contenuto nel primo comma dell'art.

2358 c.c. che inibisce alle società di accordare prestiti o concedere finanziamenti per

l'acquisto di proprie azioni.

• Essendo un’operazione rischiosa ci sono criteri stringenti per eseguirla:

• Il progetto di fusione deve indicare quali risorse finanziarie sono poste a garanzia.

• Vanno indicate le ragioni ed il piano economico-finanziario.

• Va fatta una relazione degli esperti che ne giustifica la ragionevolezza.

• La revisione contabile è obbligatoria.

Valutazione delle partecipazioni

• Metodo del costo: possibile per tutte le partecipazioni immobilizzate.

• Metodo del patrimonio netto: possibile solo per le

partecipazioni immobilizzate in imprese controllate e

collegate.

• Criteri di determinazione del metodo del patrimonio netto:

• Il costo della partecipazione è aumentato degli utili e diminuito delle perdite

maturate (per competenza) dalla partecipata.

• Sono eliminati gli utili e le perdite, in capo alla partecipata, relativi a scambi

con la partecipante non ancora realizzati.

• Devono essere assestate nel tempo le differenze originarie fra il costo sostenuto

per

l’acquisto della partecipazione ed i corrispondenti valori del patrimonio netto della

partecipata.

Deleghe assembleari SPA

• Coloro ai quali spetta il diritto di voto possono farsi rappresentare nelle

assemblee salvo che nelle quotate e nelle cooperative non sia disposto

diversamente da statuto, e può essere permanente.

• La delega deve essere scritta, può essere libera o con precise indicazioni

(passacarte).

• Nelle società che fanno ricorso al capitale di rischio la rappresentanza è valida

solo per singole assemblee con effetto per le successive convocazioni, salvo si

tratti di procura generale.

• La delega non può essere in bianco ed è sempre revocabile nonostante ogni

patto contrario.

• La rappresentanza non può essere data a organi amministrativi e dipendenti

della società né della controllata, può essere data da enti collettivi ed

istituzioni che possono delegare dipendenti e collaboratori.

• La stessa persone ha il limite di 20 soci rappresentati, mentre nelle società

aperte dipende dal cap.soc.

Interessi degli amministratori

• Obbligo degli amministratori di dichiarare qualunque interesse

verso un’operazione sociale, precisandone termine, origini e

portata.

• Se l’amministratore decide di votare lo stesso, deve votare tenendo

conto

dell’interesse della società, e se ne assume la responsabilità.

• In caso di amministratore delegato può non esercitare la delega e

lasciare decidere il collegio sindacale.

• In caso di amministratore unico decide e poi informa all’assemblea successiva.

• L’amministratore è responsabile per azioni commissive ed omissive, e

per la responsabilità sono necessarie danno, colpa, e nesso tra danno e

colpa.

• Le delibere, qualora possano recare danno alla società, possono

essere impugnate da amministratori dissenzienti e collegio sindacale,

entro 90gg.

• Restano comunque salvi i diritti acquisiti da terzi in buona fede.

Creditori particolari del socio società di persone

• In generale:

• E’ vietata la compensazione di debiti del terzo vs la società con crediti vs il socio.

• Il creditore particolare del socio non possono vantare alcun diritto verso la società.

• Nella SS:

• Il creditore particolare del socio, finchè dura la società, può far valere i suoi diritti

sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota

(pignoramento, sequestro) in fase di liquidazione e non.

• Se gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i crediti, il creditore

particolare del socio può chiedere in ogni momento la liquidazione della quota (con

conseguente esclusione del socio di diritto), che va liquidata entro 3 mesi dalla

domanda, salvo scioglimento della società. La quota è dunque l’ultima cosa

aggredibile, ciò è possibile perché la SS non essendo iscritta non permette di far

conoscere il suo termine.

• Nelle SNC e SAS:

• Non può essere chiesta MAI la liquidazione della quota fintanto che dura la società.

• In caso di proroga della società, i creditori particolari del socio possono chiedere

la

liquidazione della quota entro 3 mesi dall’iscrizione della delibera di proroga.

Differenza rapporto amministratori soc.cap. e

soc.pers.

• Nelle soc.pers. esiste una correlazione tendenziale (ma derogabile) tra posizione

di socio e potere di amministrare la società con correlazione tra potere e

rischio economico (non ci può in nessun caso essere limitazione della

responsabilità del socio che sia anche amministratore).

• L’amministrazione delle società di persone può essere configurata dai soci con

la massima libertà. Le norme intervengono solo in caso d’assenza di appositi patti

sociali che indicano le modalità di gestione. E’ quindi possibile optare per

l’amministrazione all’unanimità nella quale tutti i soci devono essere d’accordo

per intraprendere una qualsiasi attività. Oppure si può scegliere una gestione

maggioritaria o, ancora, attribuire a un singolo socio la funzione di

amministratore unico.

• Nelle soc.cap. invece vi è l’inesistenza di una correlazione tra posizione di

socio e potere di amministrare la società; e la presenza di

un’organizzazione di tipo “corporativo”, articolata in organi specializzati.

• La gestione delle società di capitali passa attraverso appositi organi necessari

per il suo funzionamento: l’assemblea, gli amministratori e il collegio

sindacale.

• Gli amministratori possono essere in numero variabile e ci può anche

essere un amministratore unico, e a differenza di quanto previsto per le società

di persone, gli amministratori non devono necessariamente appartenere al

gruppo dei soci.

Nullità delibere assembleari

• Una delibera può essere impugnata per nullità nei casi di:

• Mancata convocazione dell’assemble a.

• Mancanza del verbale .

• Impossibilità o illiceità dell’oggetto .

• Queste delibere possono essere impugnate entro 3 anni dall’iscrizione se ne sono soggette, o diversamente entro 3 anni dalla

trascrizione nel libro delle adunanze.

• Le delibere che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività illecite o impossibili possono essere impugnate senza limiti di

tempo.

• L’impugnazione può essere proposta da chiunque ne abbia interesse, e la nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

• Il verbale non è nullo, ma irregolare, se contiene data e oggetto, e se viene firmato da notaio, o presidente del consiglio di

amm. o di sorveglianza o segretario).

• L'invalidità della deliberazione per mancanza del verbale può essere sanata mediante verbalizzazione eseguita prima dell'assemblea

successiva. La deliberazione ha effetto dalla data in cui è stata presa, salvi i diritti dei terzi che in buona fede ignoravano la

deliberazione.

• L’avviso non è mancante, ma irregolare, se proviene da un componente dell’organo di amm. e i soci sono stati preventivamente

avvisati

sia della convocazione sia della data.

• L'impugnazione della deliberazione invalida per mancata convocazione non può essere esercitata da chi anche successivamente abbia

dichiarato il suo assenso allo svolgimento dell'assemblea, e può essere sanata se i soci dichiarano il loro assenso allo

svolgimento dell’assemblea.

• Le delibere nulle aventi ad oggetto, aumento di capitale, riduzione del capitale, emissione di obbligazioni convertibili, non può essere

proposta dopo che son passati 180gg dall’iscrizione della delibera nel registro delle imprese, o 90gg in caso di mancata

convocazione. Per le società quotate, la nullità non può essere impugnata dopo che gli amm. hanno dato in esecuzione, anche in

parte, alle operazioni sul capitale, salvo risarcimento danno ai terzi.


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aeitni

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management e diritto d'impresa (LATINA)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeitni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Tedeschi Claudia.

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