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strategiche e ai piani industriali e finanziari della società predisposti dal consiglio di

gestione.

34) Il consiglio di sorveglianza può svolgere il controllo contabile?

No, il consiglio di sorveglianza non può mai esercitare il controllo contabile che è sempre,

inderogabilmente svolto dal revisore esterno.

35) Quale composizione è prevista per il consiglio di sorveglianza?

Il numero dei componenti è determinato dallo Statuto, non deve comunque essere inferiore a

tre e non necessariamente i componenti devono essere soci. La nomina è sottoposta a

pubblicità. Almeno un componente deve essere iscritto nel registro dei revisori contabili.

36) Come avviene la revoca?

La revoca può avvenire in qualsiasi tempo, in caso di mancanza di giusta causa il

componente del consiglio di sorveglianza ha diritto al risarcimento del danno. Tale

fattispecie è temperata dalla richiesta di una delibera avvenuta con 1/5 del capitale sociale.

Se vengono a mancare uno o più dei componenti l'assemblea provvede alla loro sostituzione.

Non è prevista la decadenza dalla carica per la mancata partecipazione alle riunioni

dell'assemblea.

37) Quali sono le cause di ineleggibilità?

Non può essere eletto l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, colui che sia stato condannato a una

pena che comporta l'interdizione dai pubblici uffici, l'incapace di esercitare uffici direttivi, i

componenti del consiglio di gestione e chi è legato alla società da un rapporto di lavoro.

Inoltre lo statuto può subordinare l'assunzione della carica al possesso di particolari requisiti

di onorabilità, professionalità e indipendenza.

38) Come cambia la disciplina in relazione a Spa con azioni quotate?

La Consob stabilisce con regolamento le modalità per l'elezione di un componente del

consiglio di sorveglianza da parte dei soci di minoranza e stabilisce i limiti al cumulo di

incarichi. A differenza di quanto previsto dal collegio sindacale, la legge non prescrive che il

presidente dell'organo sia eletto tra i componenti nominati dalla minoranza.

39) Quali competenze si aggiungono a quelle ordinarie?

Vigilare sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate, vigilare sulle

modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario, l'approvazione della

relazione sulla remunerazione del consiglio di gestione e l'obbligo a comunicare senza

indugio alla Consob le irregolarità riscontrate nell'attività di vigilanza.

40) Nel sistema monistico come è disciplinata la composizione dell'organo di controllo?

La nomina e la determinazione dei componenti spetta al Consiglio di Amministrazione, ma

nulla esclude che sia statutariamente previsto che la nomina spetti all'assemblea. Il numero

dei componenti non può comunque essere inferiore a tre, e possono essere solo

amministratori in possesso di particolari requisiti di onorabilità, professionalità stabiliti dallo

statuto e da requisiti di indipendenza. Almeno un componente deve essere scelto tra coloro

che sono iscritti nel registro dei revisori contabili.

41) Cosa accadrebbe se venisse meno un componente?

Se venisse meno un componente del comitato di controllo sulla gestione, il consiglio di

amministrazione provvede senza indugio a sostituirlo scegliendo tra gli altri amministratori

in possesso dei requisiti previsti.

42) Quali sono le principali funzioni del comitato di controllo sulla gestione?

Elegge a maggioranza assoluta il presidente, vigila sull'adeguatezza della struttura

organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e

contabile, svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione. Al

comitato di controllo sulla gestione non spetta il compito di vigilare sul rispetto dei principi

di corretta amministrazione.

43) Il comitato di controllo sulla gestione può svolgere attività di revisione contabile?

No, il comitato non può mi esercitare il controllo contabile che è sempre inderogabilmente

svolto dal revisore esterno.

44) Come avviene la revoca?

Molti dubbi e incertezze sono stati sviluppati dalla dottrina in tema di revoca dei componenti

del comitato di controllo sulla gestione in quanto il legislatore non dispone una normativa al

riguardo. Si ritiene che comunque sia necessaria la giusta causa per la revoca, nonostante i

membri stessi siano amministratori.

45) Quando si parla di Spa che non tengono il bilancio consolidato, ciò è riferibile alle sole

Spa chiuse o anche a quelle quotate?

Nelle Spa quotate non si può applicare l'articolo 2409-bis ai sensi dell'articolo 16 del D.lgs.

39/2010. Nelle Spa con azioni diffuse è invece possibile applicare tale norma.

Parte XI – Tecniche di limitazione del rischio d'Impresa

1) Quali sono le principali tecniche di limitazione del rischio d'impresa?

Le principali tecniche di limitazione del rischio d'impresa sono i patrimoni destinati, le

società di capitali unipersonali e l'esercizio di Direzione e coordinamento.

2) Cosa sono i patrimoni destinati?

Sono una novità della riforma societaria del 2003, e consistono nella destinazione di una

parte del patrimonio della società in uno specifico affare. Possono essere patrimoni destinati

unilaterali o contrattuali.

3) Cosa sono i patrimoni destinati unilaterali?

È un'alternativa alla costituzione di una società figlia, e consiste nella destinazione di una

parte del patrimonio della società in uno specifico affare. Può essere costituito con

deliberazione dell'organo amministrativo a maggioranza assoluta dei componenti. Il valore

del patrimonio non può essere superiore al 10% del valore del patrimonio netto della società

ed è fatto divieto di costituire un patrimonio destinato che abbia per esercizio d'affari attività

riservate in base a leggi speciali.

4) Quali effetti crea il patrimonio destinato?

L'effetto è un'autonomia asimmetrica del patrimonio, in quanto da una parte i creditori della

società non possono far valere alcun diretto rispetto al patrimonio destinato, né sui proventi

da esso derivanti, salvo che per la parte spettante alla società, dall'altra parte i creditori

spettanti diritti dallo specifico affare non possono esigere gli stessi dalla società.

5) Quando termina il patrimonio destinato?

Quando l'affare per cui il patrimonio destinato è stato istituito si realizza o è divenuto

impossibile, gli amministratori redigono un rendiconto finale che deve essere depositato

presso il Registro delle Imprese. Soddisfatte le esigenze dei creditori il residuo può diventare

patrimonio della società.

6) Cosa sono i patrimoni destinati contrattuali?

Il contratto di finanziamento di uno specifico affare può prevedere che al suo rimborso totale

o parziale siano destinati tutti i parte dei proventi dell'affare stesso. Ovviamente in caso di

rimborso parziale del finanziamento sarà la società stessa a colmare la copertura del debito.

7) Si verifica anche in questo caso una responsabilità asimmetrica?

Si in quanto da un lato impedisce ai creditori sociali di agire sui proventi dell'affare

finanziato e sui beni strumentali allo svolgimento dell'affare; dall'altro limita le pretese del

finanziatore sui predetti proventi realizzati fino a una certa data predeterminata nel contratto.

8) Quali misure deve adottare la società che emette un patrimonio destinato?

È necessario che la società adotti sistemi di incasso e contabilizzazione idonei a individuare

in ogni momento i proventi dell'affare e a tenerli separati dal restante patrimonio della

società.

9) Cosa sono le società di capitali unipersonali?

Fino al 1993 l'ordinamento italiano non consentiva la costituzione di una società

unipersonale. Era considerato uno dei casi tassativi di nullità. L'articolo 2362 dispone

riguardo la società di capitali con un unico azionista.

10) Con la possibilità di costituire una società unipersonale a responsabilità limitata,

perché l'impresa unipersonale non scompare?

In quanto la società unipersonale ha costi molto più elevata per essere costituita rispetto

all'impresa.

11) Quali sono le deroghe che disciplinano diversamente questa fattispecie?

Per le operazioni compiute in nome della società prima dell'iscrizione risponde

illimitatamente verso i terzi il socio unico fondatore. Il conferimento deve essere

integralmente versato al momento della costituzione della Spa o della sottoscrizione del

capitale per aumento. Quando le azioni appartengono a una sola persona gli amministratori

devono fare pubblicità nel RDI dei dati anagrafici dell'unico socio.

12) La responsabilità dell'unico azionista è da ritenere sussidiaria?

Si, in quanto il creditore soltanto dopo essersi soddisfatto sul patrimonio sociale può

soddisfarsi sul patrimonio personale del socio.

13) Quale termine identifica l'esercizio di una notevole influenza in una società terza?

Collegamento. Il collegamento è presunto quando una società può esercitare nell'assemblea

ordinaria di un'altra società oltre 1/5 dei voti o 1/10 se la collegata ha azioni quotate.

14) Quali sono le ipotesi di controllo?

Il controllo avviene in tre ipotesi. Quando una società dispone della maggioranza dei voti

esercitabili nell'assemblea ordinaria di un'altra società, quando una società dispone di voti

sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria di un'altra società e

quando una società e sotto l'influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari

vincoli contrattuali con essa. Ciò è possibile anche nel caso di patto di dominio.

15) Che differenza c'è tra controllo contrattuale e patto di dominio?

Nel patto di dominio la società per sua volontà decide di farsi controllare da un'altra società:

decide di conformarsi stabilmente a direzione unitaria.

16) Qual è l'oggetto sociale della Holding?

La dottrina si divide in due filoni di pensiero. Secondo la parte minoritaria l'oggetto sociale

è quello di gestire le partecipazioni. Per la parte maggioritaria la controllata ha il medesimo

oggetto sociale della Holding.

17) Cos'è la direzione e controllo?

La normativa non pone una definizione di direzione e controllo. È un'attività in cui vi è un

valore ulteriore rispetto al semplice controllo, è permanente e non si tratta di atti isolati, è

un'attività in grado di influenzare le decisioni delle società figlie, finalizzata a realizzare un

interesse imprenditoriale proprio o altrui secondo principi di corretta gestione societaria

delle società figlie, non prevede l'accentramento delle funzioni gestorie in capo alla holding

con esautoramento di tali competenze in capo alle società figlie e prevede in capo alla

holding l'esercizio delle scelte di gestione strategica delle attività delle società figlie.

18) Cosa sono le partecipazioni reciproche?

Intrecci di partecipazioni che intercorrono fra due società. P.e. La Grifondoro partecipa alla

società Tassorosso e viceversa. Il legislatore guarda con sospetto tale fattispecie per

l'annacquamento patrimoniale in cui nessuna delle due società ha un reale patrimonio, e

l'intreccio amministrativo in quanto ognuna nomina nell'altra l'organo amministrativo.

19) Quali società sono tenute alla redazione del bilancio consolidato?

Sono soggette alla redazione del bilancio consolidato le società che controllano un'impresa

di qualunque natura, gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività

economica, le cooperative e le mutue assicuratrici che controllo una società di capitali e le

società di persone interamente possedute da società di capitali che controllano un'impresa di

qualunque natura.

20) Come avviene la pubblicità per le società in direzione e coordinamento?

La società deve indicare negli atti e nella corrispondenza la società p l'ente alla cui attività di

direzione e coordinamento è eventualmente soggetta. Deve essere iscritta in un'apposita

sezione del registro delle imprese. Gli amministratori rispondono direttamente verso i soci e

i terzi dei danni che la mancata conoscenza delle predette informazioni abbia loro causato.

21) In cosa consiste la Tesoreria di gruppo?

Detta anche Cash pooling consiste nell'accentramento di tutta la liquidità in una società del

gruppo per redistribuirla alle società che ne abbiano necessità.

22) Quando si ha la responsabilità da direzione unitaria?

Si ha solo se la holding agisce nell'interesse proprio o altrui in violazione dei principi di

corretta gestione societaria e imprenditoriale della società assoggettata a direzione e

coordinamento. A essere fonte di responsabilità non è quindi la direzione unitaria ma il suo

abuso.

23) Quali sono i presupposti per agire in responsabilità?

L'egoismo imprenditoriale, la violazione dei principi di corretta gestione delle società

controllate e la teoria dei vantaggi compensativi, ovvero la responsabilità è esclusa quando il

danno risulti mancante alla luce del risultato complessivo dell'attività di direzione e

coordinamento o integralmente eliminato anche a seguito id operazioni dirette.

24) Chi sono i legittimati attivi?

I legittimati attivi sono i soci esterni (soci delle società controllate) e i creditori sociali.

25) Chi sono i legittimati passivi?

Le società e gli enti che esercitano tali attività, che abbia comunque preso parte al fatto

lesivo e che ne abbia consapevolmente tratto beneficio.

26) Chi è, a tuo avviso, il soggetto maggiormente tutelato dal legislatore?

Il socio esterno, in quanto il legislatore concede al socio esterno, accanto al rimedio

risarcitorio anche il diritto di recesso in tre specifiche ipotesi.

27) Quando il socio esterno può recedere?

Per mutamenti strutturali rilevanti della capogruppo (mutamento dello scopo sociali, es. da

società lucrativa a società mutualistica) o nel caso in cui la stessa delibera un mutamento

dell'oggetto sociale consentendo l'esercizio di attività che alterino in modo sensibile e diretto

le condizioni economiche e patrimoniali della società soggetta ad attività di direzione e

coordinamento. Per ingresso/uscita in un gruppo della società figlia se ne deriva

un'alterazione delle condizioni di rischio dell'investimento (non si applica che se viene

promossa un'Opa). Per recesso sanzionatorio, qualora la holding è stata condannata per

scorretto esercizio della direzione unitaria.

28) Come si entra/esce da un gruppo?

Con la compravendita della partecipazione detenuta dalla holding o dal venir meno del

contratto di controllo (o patto di dominio).

29) Cosa dispone il legislatore per il finanziamento infragruppo?

Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla

soddisfazione degli altri creditori.

30) Chi può opporsi alla costituzione di un patrimonio destinato?

I creditori sociali entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'atto di patrimonio destinato anche

se l'intenzione degli amministratori è fraudolenta. Il rischio di frode sussiste qualora la

società costituisca un patrimonio destinato con lo scopo di ridurre il proprio patrimonio

netto disponibile al soddisfacimento dei debiti verso i creditori.

Parte XII – Le Modificazioni Statutarie

1) Quale organo è competente a modificare lo Statuto?

L'assemblea straordinaria, ma se previsto dallo statuto può intervenire l'organo

amministrativo per le deliberazioni concernenti la fusione, l'istituzione o la soppressione di

sedi secondarie, quali amministratori abbiano la rappresentanza della società, la riduzione

del capitale in caso di recesso del socio. Agli amministratori, temporaneamente e

condizionatamente, la facoltà di emettere in una o più volte obbligazioni convertibili e di

aumentare il capitale (in non più di 5 anni), e all'organo deputato all'approvazione del

bilancio la delibera obbligatoria per perdite rilevanti del capitale sociale.

2) Come avviene la delibera statutaria?

La delibera di modificazione statutaria deve essere sempre verbalizzata dal notaio che ne

richiede l'iscrizione nel registro delle imprese. Con l'iscrizione la deliberazione inizia a

produrre i suoi effetti. Dopo ogni modifica, il testo integrale aggiornato deve essere

depositato nel registro delle imprese.

3) A quali soci è dato il diritto di recesso?

I soci non consenzienti, assenti e astenuti possono recedere dalla società. Possono uscire

dalla società ottenendo il rimborso del controvalore del loro investimento azionario. Le

cause possono distinguersi in legali (a loro volta derogabili e inderogabili) e statutarie.

Queste ultime sono previste solo nelle Spa chiuse. La legge ammette espressamente il

recesso parziale.

4) Che definisce il valore di liquidazione delle azioni?

Il valore delle azioni del socio recedente è determinato dagli amministratori, sentito il

collegio sindacale e il soggetto incaricato alla revisione legale dei conti, tenuto conto della

consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali e dell'eventuale

valore di mercato delle azioni (se azioni quotate).

5) Quale iter deve rispettare l'amministratore per la liquidazione delle azioni?

Se possibile la liquidazione del socio recedente deve avvenire senza intaccare il patrimonio

della società. Se ciò non è possibile, la società è obbligata alla liquidazione con rimborso

delle azioni mediante loro acquisto se può provvedere utilizzando riserve disponibili, se la

liquidazione incide sulla parte indispensabile del patrimonio netto si ha la riduzione del

capitale sociale con diritto di opposizione dei creditori. Se l'opposizione del creditore è

accolta, si procede con lo scioglimento della società.

Parte XIII – La Società a Responsabilità Limitata

1) Come veniva vista la Srl prima del 2003?

La Srl era vista come una società di persone con la responsabilità limitata.

2) Nella Srl sono ammissibili i conferimenti d'opera o servizi?

Diversamente dalla Spa i conferimenti d'opera o servizi sono ammissibili a condizione che

l'intero valore del conferimento sia garantito da una polizza assicurativa o da una

fideiussione bancaria. In fase di versamento del 25% del conferimento il socio può

depositare la fideiussione bancaria.

3) Qual è il limite di emissione delle obbligazioni?

Il limite all'emissione delle obbligazioni è rimesso allo statuto. Tali obbligazioni possono

essere sottoscritte da investitori professionisti soggetti a vigilanza prudenziale.

4) Come si articola la costituzione della Srl?

Si articola in due fasi: la stipula dell'atto costitutivo e la sua iscrizione nel registro delle

imprese. L'atto costitutivo va redatto nella forma di atto pubblico, e l'unica modalità di

costituzione è quella c.d. Simultanea: le parti compaiono contestualmente inanzi al notaio al

quale spetta il compito di verificare la sussistenza delle condizioni previste per la

costituzione.

5) Può la quota del socio essere rappresentata da azioni?

No, la quota del socio non può mai essere rappresentata da azioni.

6) Come avvengono i patti parasociali nella Srl?

La Srl non contiene alcuna disciplina sui patti parasociali, ma non è però precluso ai soci di

affidare ad accordi parasociali regole attinenti al funzionamento della società.

7) Quali beni possono essere oggetto di conferimento?

Tutti gli elementi dell'attivo suscettibili di valutazione economica possono essere conferiti.

Possono formare oggetto di conferimento anche le prestazioni d'opera o di servizi. La

fideiussione bancaria deve avere le caratteristiche determinate con un decreto del presidente

del consiglio dei ministri (ancora oggi non emanato, il che sembra rendere la norma

inapplicabile).

8) I soci concorrono come creditori con i terzi?

No, il rimborso dei finanziamenti è postergato rispetto al soddisfacimento dei creditori terzi.

In caso di fallimento della società, il rimborso eventualmente ottenuto dai soci nell'anno

precedente alla sua dichiarazione deve essere restituito.

9) È possibile che si abbiano particolari diritti legati alle quote di proprietà dei soci?

Si, è possibile creare una Golden quota, con diritti particolari riguardo i diritti di

amministrazione e di distribuzione degli utili. I diritti particolari attribuiti possono essere

modificati solo con il consenso dell'unanimità dei soci. In caso di trasferimento della

partecipazione ad altro soggetto i diritti particolari non passano al nuovo socio ma si

estinguono.

10) L'atto costitutivo può prevedere l'intrasferibilità della quota?

Si, e può prevedere inoltre la subordinazione del trasferimento al gradimento di organi

sociali.

11) Perché il legislatore permette questa libertà?

In quanto il socio ha il diritto di recesso in caso di previsione statutaria di intrasferibilità

della quota e di decisione subordinata al gradimento a un organo sociale e questo rifiuti.

Altre cause di recesso possono essere previste dallo statuto.

12) È ammesso il recesso parziale nella Srl?

Essendo per il legislatore una partecipazione rappresentata da una quota unitaria non è

ammesso il recesso parziale.

13) Quali sono le cause legali di recesso?

Il diritto di recesso spetta al socio che non abbia consentito a decisioni di modificazione del

tipo e dell'oggetto sociale, di fusione o scissione, di revoca dello stato di liquidazione, di

trasferimento della sede all'estero, di eliminazioni di cause di recesso previste dall'atto

costitutivo, di introduzione o soppressione di clausole compromissorie, di esclusione del

diritto di opzione in caso di aumento del capitale. A operazioni che comportino una

sostanziale modificazione dell'oggetto sociale e a operazioni che determinino una rilevante

modificazione dei diritti attribuiti ai soci.

14) In quali altri casi spetta il diritto di recesso?

Quando la società sia costituita a tempo indeterminato, salvo preavviso almeno 180 giorni

(estendibile dall'atto costitutivo a un anno), quando l'atto costitutivo preveda particolari

limiti alla trasferibilità delle partecipazioni e quando la Srl sia sottoposta a direzione e

coordinamento. Lo statuto non può comunque prevedere cause generiche e direzionali.

15) Come avviene l'attribuzione della competenza gestoria?

Vige la possibilità di attribuire la competenza ad assumere scelte gestorie non solo ai soci

collettivamente ma anche ai singoli soci. Vi sono comunque dei vincoli per i quali la

competenza è dell'organo amministrativo, come il progetto della redazione del bilancio e dei

progetti di fusione o scissione, o le decisioni di aumento del capitale.

16) Quali competenze sono attribuite ai soci inderogabilmente dal legislatore?

L'approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili, la nomina degli amministratori, la

nomina dei sindaci, del presidente del collegio sindacale e del revisore legale dei conti, le

modificazioni dell'atto costitutivo e la decisione di compiere operazioni che comportino una

sostanziale modificazione dell'oggetto sociale determinato nell'atto costitutivo o una

rilevante modificazione dei diritti dei soci.

17) Quale deroga può attribuire l'atto costitutivo alle modalità di assunzione delle decisioni

dei soci?

L'atto costitutivo può derogare al metodo assembleare in favore dei sistemi di consultazione

scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto. Nel silenzio dell'atto costitutivo le

decisioni dei soci devono essere adottate con deliberazione assembleare.

18) Per quali materie il metodo assembleare è inderogabile?

Per le modificazioni dell'atto costitutivo e le decisioni su operazioni sostanzialmente

modificative dell'oggetto sociale o dei diritti dei soci.

19) Quando l'assemblea è validamente costituita?

Quando sono presenti tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale. Il

quorum deliberativo è la maggioranza assoluta dei voti del capitale presente.

20) Per chi sono vincolanti le decisioni dei soci?

Le decisioni dei soci sono vincolanti per tutti, anche per chi non vi abbia preso parte o non

vi abbia consentito.

21) Come viene disciplinata la materia di impugnativa delle decisioni invalide?

La decisione è invalida solo nel caso in cui sia presa in violazione della legge o dell'atto

costitutivo. Le decisioni nulle e annullabili sono soggette alla medesima disciplina della Spa.

I soci che non abbiano consentito (assenti, dissenzienti o astenuti) alla decisione possono

impugnare la delibera. Inoltre la delibera è impugnabile da ciascun amministratore e dal

collegio sindacale se esistente.

22) Quali sono le due ipotesi di invalidità grave?

Sono ipotesi riconducibili ai casi di nullità della Spa, ovvero le decisioni aventi oggetto

illecito o impossibile o per decisioni prese in assenza assoluta di informazione. Le decisioni

nulle possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse entro tre anni dalla loro

trascrizione nel libro delle decisioni dei soci. Sono comunque impugnabili senza limiti di

tempo le deliberazioni che modifichino l'oggetto sociale prevedendo attività illecite o

impossibili.

23) Quali sono i limiti inderogabili posti dal legislatore per la gestione della Srl?

È riservata ai soci l'approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili, la nomina degli

amministratori se prevista dall'atto costitutivo, la nomina dei sindaci e del presidente del

collegio sindacale e del soggetto incaricato alla revisione legale dei conti (se previsto

statutariamente) e le decisioni che comportino una sostanziale modifica dell'oggetto sociale

o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. Agli amministratori è riservata la redazione

del progetto di bilancio, la redazione dei progetti di fusione o scissione e le decisioni di

aumento di capitale. Ai soci spetta inoltre stabilire le regole sul potere di rappresentanza e

sulla responsabilità di gestione.

24) La carica di socio può essere assunta da una persona giuridica?

Si, secondo la dottrina più recente la carica può essere assunta da una persona giuridica.

25) L'amministrazione può essere affidata a non soci?

Si, l'amministrazione può essere affidata a non soci e la loro nomina può non spettare alla

decisione di tutti i soci (ma da un socio soltanto che abbia particolari diritti). Ovviamente se

stabilito dall'atto costitutivo.

26) Quali sono i limiti alla durata della carica?

Non vi sono limiti alla durata della carica, l'amministratore cessa dalla carica per morte o

per rinuncia. Può comunque essere revocato.

27) Come possono avvenire le decisioni del consiglio di amministrazione?

Le decisioni del consiglio possono essere adottate mediante consultazione scritta o sulla

base del consenso espresso per iscritto anche disgiuntamente.

28) Nella Srl possono essere adottati il sistema dualistico o monistico?

Per quanto riguarda il sistema dualistico la risposta è sicuramente negativa, in quanto nella

Srl l'approvazione del bilancio e le decisioni che incidono sui diritti dei soci sono riservate

inderogabilmente alla loro decisione. Mentre per quanto riguarda il sistema monistico la

risposta è variabile, a seconda che siano o meno superate le soglie che rendono obbligatorio

il collegio sindacale. Se sono superate il sistema monistico non è utilizzabile.

29) Qual è il modello legale dell'amministrazione nella Srl?

La normativa non predispone un modello legale obbligatorio per tutte le Srl. Nelle leggi

parla di consiglio di amministrazione ma ciò non toglie che non possa esservi un

amministratore unico.

30) Quali sono diritti e doveri degli amministratori?

La legge non determina espressamente le regole su diritti e doveri degli amministratori, con

l'eccezione delle materie del conflitto d'interessi e della responsabilità. Gli amministratori

hanno il dovere di non compiere atti per i quali essi hanno un interesse in conflitto con

quello della società.

31) Quale differenza sussiste tra potere di rappresentanza e potere di gestione?

Il potere di rappresentanza attiene alla possibilità di spendere il nome della società

impegnandola nei confronti dei terzi, mentre il potere di gestione concerne le decisioni sugli

atti di amministrazione da porre in essere.

32) A chi spetta il potere di rappresentanza?

Salva diversa disposizione dell'atto costitutivo il potere di rappresentanza spetta a ciascun

amministratore disgiuntamente.

33) A chi è affidato il controllo sulla gestione?

Il controllo sulla gestione è affidato ad ogni socio. I soci che non partecipano

all'amministrazione hanno diritto di ricevere dagli amministratori notizia sugli affari sociali

e di consultare anche tramite professionisti di fiducia, i libri sociali e i documenti relativi

all'amministrazione. Notare la distinzione con la Spa.

34) Quando è obbligatorio istituire il collegio sindacale?

Quando la Srl ha un capitale come quello minimo pari o superiore a quello minimo stabilito

per quello della Spa. Quando è tenuta alla redazione del bilancio consolidato, quando è

controllata a una società obbligata alla revisione legale dei conti.

35) Cosa accade se l'assemblea non provvede alla nomina dei sindaci?

Ogni soggetto interessato può chiedere al tribunale di procedere alla designazione dei

sondaci.

36) Come viene disciplinato il collegio sindacale?

Il collegio sindacale obbligatorio è interamente modellato sulla disciplina della Spa. Se l'atto

costitutivo non dispone diversamente, al collegio sindacale obbligatorio compete anche il

controllo contabile.

37) E se il collegio sindacale è previsto autonomamente dell'atto costitutivo?

L'atto costitutivo può prevedere la nomina del collegio sindacale e del revisore legale dei

conti, che in questo caso, hanno competenze e poteri interamente affidati all'autonomia

negoziale.

38) Chi ha dato un interpretazione all'articolo 2477 sull'organo di controllo nella Srl?

La massima del consiglio notarile di Milano n.134 ha definito che sia la funzione di

controllo che quella revisione legale dei conti sono attribuite ad un unico organo

monocratico definito genericamente Organo di controllo o revisione. Può essere sia un

revisore legale dei conti persona fisica, sia una società di revisore legale iscritto

nell'apposito registro.

39) Qual è il principio generale di responsabilità degli amministratori?

Il principio generale pone la responsabilità degli amministratori solidale verso la società dei

danni derivanti dall'inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto per

l'amministrazione della società. È indubbio che la gestione della società debba essere svolta

almeno con la diligenza del buon padre di famiglia. Si ritiene che nella Srl possa trovare

applicazione la specificazione del parametro della diligenza, cioè l'agire con la diligenza

richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze.

40) Quali amministratori sono immuni da responsabilità?

Sono immuni da responsabilità gli amministratori esenti da colpa e che, essendo a

cognizione che l'atto si stava per compiere, abbiano fatto constare del proprio dissenso.

Inoltre quando la competenza gestoria è dei soci e l'amministratore deve portare attuazione

alla delibera che egli stesso ritiene dannosa per la società, lo ha il dovere di segnalare il

proprio dissenso e rifiutarsi di darvi attuazione.

41) Chi è legittimato a promuovere l'azione sociale di responsabilità?

Ne è legittimato ogni socio individualmente. Se l'azione so fonda su gravi irregolarità nella

gestione della società, il socio può anche chiedere in via cautelare la revoca giudiziale degli

amministratori.

42) In cosa consiste il diritto di opzione?

Il diritto di opzione consiste nel diritto dei soci attuali di venire preferiti a terzi nella

sottoscrizione di aumento del capitale sociale a pagamento.

43) La società a responsabilità limitata semplificata è una variante o un tipo autonomo?

È una variante della Srl ordinaria ed è stata introdotta nel 2012 dal legislatore a incentivare

l'imprenditoria giovanile.

44) Quali sono gli agenti e le modalità di costituzione della Srl semplificata?

La Srl semplificata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche

che abbiano compiuto i 35 anni di età alla data di costituzione. È ritenuto più opportuno

considerare la data di costituzione come il giorno di iscrizione nel Registro delle Imprese.

L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard

tipizzato con decreto del ministro della giustizia, di concerto con il ministro dell'economia e

delle finanza e con il ministro dello sviluppo economico. Non si ha quindi una forma

elastica di atto pubblico. Inoltre la costituzione è esente da bolli e non sono dovuti onorari

notarili.

45) Quali obblighi ulteriori deve sostenere la Srl semplificata?

La denominazione “semplificata”, l'ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede

della società e l'ufficio del RDI presso cui questa è registrata devono essere iscritti negli atti,

nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione

collegato con la rete telematica ad accesso pubblico.

46) A quanto ammonta il capitale sociale massimo?

Il capitale sociale deve essere tra 1 e 9999 euro. È fatto divieto di effettuare conferimenti

d'opera. Il conferimento non viene dato alla banca ma all'organo amministrativo.

47) La quota può essere ceduta a chi abbia più di 35 anni?

No, e se la cessione fosse già avvenuta è da ritenersi nulla. Mentre se il socio arrivi ad avere

più di 35 anni il caso è dubbio: una parte della dottrina ritiene che ciò sia giusta causa per

l'esclusione, mentre per l'altra parte è possibile proseguire l'attività. Ma, nel caso di

trasferimento mortis causa possono entrare a far parte della società anche soggetti con più di

35 anni.

48) Che tipo di controllo svolge il notaio per l'atto pubblico?

Il notaio svolge un controllo di legalità sostanziale nei confronti dell'atto pubblico.

49) Con quale oggetto sociale può essere costituita?

Può essere costituita con ogni oggetto sociale tranne le attività regolamentate per cui è

richiesto un particolare tipo societario.

50) Quali sono le principali differenze tra Srl semplificata e Srl a capitale ridotto?

Anzitutto può essere costituita da persone fisiche che abbiano anche più di 35 anni di età,

non è previsto lo statuto standard, non ci sono agevolazioni relative a imposte di bollo, diritti

di segreteria e onorari notarili e gli amministratori possono essere scelti anche tra i non soci.

Parte XIV – Società in Accomandita per Azioni

1) Da quale fattispecie nasce dalla storia del diritto commerciale la Sapa?

La Sapa fa rinvio alla commenda, come previsione di due socio, un limitatamente

responsabile e finanziatore, e l'altro illimitatamente responsabile e esecutivo.

2) Chi sono gli accomandatari?

Sono amministratori di diritto e rispondono illimitatamente e solidalmente per le

obbligazioni sociali. A differenza della Sas nella Sapa i soci accomandatari sono tutti

amministratori.

3) Chi sono gli accomandanti?

Sono i soci finanziatori, limitatamente responsabili per le obbligazioni sociali sono

integralmente assimilabili ai soci della Spa.

4) Come viene utilizzata la Sapa al giorno d'oggi?

La Sapa viene utilizzata per garantire una maggiore stabilità all'organo amministrativo, vige

una possibilità molto ridotta di revocare agli accomandatari il potere di gestione.

5) Perché si hanno forti dubbi sulle prospettive di futuro sviluppo della Sapa?

In quanto la flessibilità organizzativa della Srl la rendono un modello molto elastico, con il

quale è possibile eguagliare quasi totalmente la Sapa tramite, ad esempio, le golden quota,

con la differenza che gli amministratori mantengono la responsabilità limitata. Alla Sapa

resta il solo vantaggio di potere far rappresentare le quote da azioni quotate.

6) Cosa accade al socio accomandante che viola il divieto di immistione

nell'amministrazione?

Non è configurabile come nella Sas dove perde la responsabilità limitata, ma eventualmente

sarà qualificato come Amministratore di fatto.

7) Cosa accadrebbe se venissero meno tutti gli accomandanti?

È applicabile quanto previsto per la Sas.

8) Il potere di gestire la società può essere disgiunto dal titolo di accomandatario?

No, in quanto l'accomandatario è di diritto amministratore della Sapa, se si è accomandatario

si è irrinunciabilmente amministratore.

9) Come avviene la revoca degli amministratori?

La revoca degli amministratori, in quanto anche soci accomandatari, avviene con

deliberazione con la maggioranza prevista per l'assemblea straordinaria della Spa, e se

avviene senza giusta causa, l'accomandatario ha diritto al risarcimento del danno.

10) Quale peculiarità è riservata alla nomina o sostituzione di un nuovo accomandatario?

La nomina o sostituzione di un nuovo accomandatario implica una modificazione dell'atto

costitutivo e, oltre a essere deliberata dall'assemblea ordinaria va approvata da tutti gli

accomandatari → potere di veto.

11) Nella Sapa può essere previsto un amministratore non socio?

No, ma esiste un'eccezione, quando si estinguono tutti i soci accomandatari il collegio

sindacale nomina per compimento degli atti di ordinaria amministrazione un amministratore

provvisorio, ma non assume la qualità di socio accomandatario.

12) Cosa prevede ogni modificazione dello statuto?

Le modificazioni dell'atto costitutivo vanno deliberate dall'assemblea straordinaria e

approvate da tutti i soci accomandatari.

Parte XV – La Società Cooperativa

1) In cosa consiste lo scopo mutualistico?

Lo scopo mutualistico ha finalità di fornire beni o servizi ed occasioni lavorative

direttamente ai membri dell'organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che

potrebbero ottenere sul mercato.

2) Che cosa accade di particolare nella gestione del servizio?

Nel processo di produzione e/o distribuzione si elimina l'intermediazione di altri

imprenditori.

3) Come può essere perseguito lo scambio mutualistico?

Lo scambio mutualistico può essere perseguito direttamente e indirettamente. Può essere

perseguito direttamente tramite ad esempio l'applicazione ai soci di prezzi minori, mentre

può essere perseguita indirettamente mediante ristorni.

4) Cosa sono i ristorni?

Sono somme di denaro che vengono attribuite ai soci dopo che si è accertato il risultato

dell'esercizio, e nei limiti dell'avanzo risultante dalla gestione con i soci, in proporzione non

alla partecipazione al capitale, ma alla quantità e qualità degli scambi mutualistici. Il

conferimento da parte dei soci viene effettuato ma non è rilevante sulla distribuzione dei

ristorni.

5) Come avviene la pubblicità per la cooperativa?

La denominazione sociale deve contenere la formulazione “società cooperativa”, inoltre

devono essere iscritte in un apposita sezione del Registro delle imprese e anche in un albo

istituito presso il ministro dello sviluppo economico.

6) La società cooperativa può agire con non soci o perseguire lo scopo lucrativo?

La legge non esclude che possa agire con non soci se previsto dallo statuto e può perseguire

solo parzialmente lo scopo lucrativo. La cooperativa deve riportare separatamente in

bilancio i dati relativi all'attività svolta con i soci, distinguendo le eventuali diverse gestioni

mutualistiche.

7) Quale ulteriore effetto comporta lo scioglimento della società cooperativa?

Qualora l'atto costitutivo non preveda diversamente lo scioglimento del rapporto sociale

determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

8) Cosa sono le società cooperative a mutualità prevalente?

Le cooperative a mutualità prevalente sono le uniche destinatarie delle agevolazioni fiscali

previste nella legislazione tributaria. Perché sia a mutualità prevalente occorrono due

requisiti di prevalenza: la prevalenza della gestione di servizio con i soci rispetto all'attività

con i terzi, la presenza nello statuto di determinate clausole restrittive sul lucro.

9) In cosa consistono le riserve indivisibili?

Ciò che non può essere distribuito ai soci deve essere imputato a riserve indivisibili, le quali

non possono essere attribuite ai soci nemmeno per scioglimento.

10) Quali sono le cooperative “altre”?

Sono quelle cooperative che non hanno i requisiti previsti per la mutualità prevalente. Sono

destinatarie di agevolazioni di varia natura ma non di quella di natura fiscale. È prevista

inoltre una compressione dell'utile.

11) La società cooperativa a mutualità prevalente costituisce un tipo autonomo rispetto

alle “altre”?

No, la disciplina della società cooperativa è unitaria, quindi le due categorie non

costituiscono tipi sociali distinti.

12) Una cooperativa quando diventa altra?

Lo può essere fin dall'origine, oppure lo può diventare qualora elimini una delle clausole

statutarie che permettevano la mutualità prevalente o quando per due esercizi consecutivi

non rispetta le condizioni di prevalenza.

13) Perché la cooperativa ha un capitale variabile?

La normativa non prevede l'indicazione di un importo nominale fisso prestabilito. È

possibile in ogni momento l'ingresso di nuovi soci senza la necessaria modifica statutaria.

14) Come può agire il socio dissenziente all'entrata di un nuovo socio “scomodo”?

È concessa l'esclusione o la limitazione del diritto d'opzione previo autorizzazione

dell'assemblea.

15) Quale metodo di votazione è utilizzato nella società cooperativa?

Il voto capitario, ciascun socio ha un voto indipendentemente dalle quote o azione che gli

appartengono. Si tratta di una democrazia cooperativa (in contrasto con la plutocrazia

societaria).

16) Qual è il doppio rapporto esistente tra i soci?

I soci delle cooperative hanno sia il rapporto sociale sia il rapporto mutualistico. Vige

sempre il rispetto del principio di parità di trattamento.

17) Quali norme si applicano in quanto compatibili alle cooperative?

Alle cooperative si applicano in quanto compatibili le norme della Spa. La cooperativa Spa

può articolarsi nei modelli chiuso e aperto e può adottare uno dei tre sistemi di

amministrazione e controllo. Possono essere quotate in mercati regolamentati, oggi lo sono

solo alcune banche e una società assicurativa.

18) Cosa sono le cooperative Srl?

Possono esservi cooperative Srl qualora vi siano più di 9 e meno di 20 soci cooperatori o

l'attivo dello stato patrimoniale superiore a 1.000.000 di euro. Se sono tutti persone fisiche i

soci possono comunque essere tre: in tale fattispecie si applicano le norme della Srl.

19) Cosa sono le cooperative sociali?

Sono cooperative tenute a perseguire l'interesse generale della comunità, alla promozione

umana e all'integrazione sociale dei cittadini con scopo più omogeneo a quello non-profit

che a quello mutualistico.

20) Come avviene la costituzione di una cooperativa?

Deve avvenire per atto pubblico. È necessario che vi siano almeno 9 soci (o tre se persone

fisiche). In relazione all'oggetto sociale possono essere ammessi solo soggetti che siano con

esso coerenti (p.e. Nella cooperativa di tassisti non sono ammesso coloro privi di licenza).

21) Perché vi è l'esistenza di soci finanziatori?

Nella cooperativa esiste la presenza di soci investitori “lucrativi” in quanto vi è l'esigenza di

agevolare la patrimonializzazione.

22) Cosa può prevedere di particolare l'atto costitutivo?

Deve stabilire anzitutto i requisiti per l'ammissione di nuovi soci. Può vietare la cessione

della partecipazione (con diritto di recesso dopo due anni dall'entrata in società). Può

prevedere l'emissione di strumenti finanziari (partecipativi o meno).

23) Quali caratteristiche hanno gli strumenti finanziari emessi dalle cooperative?

Per le Srl possono essere emessi solo strumenti finanziari privi dei diritti di

amministrazione da offrire in sottoscrizione a investitori qualificati. Per la cooperativa Spa

invece il rinvio è fuorviante: l'atto costitutivo stabilisce i diritti amministrativi e/o

patrimoniali attribuiti ai possessori di strumenti finanziari e le eventuali condizioni cui è

sottoposto il loro trasferimento, ma la norma sulle Spa consente addirittura di vietare il

trasferimento, non solo di sottoporlo a condizioni. Ai possessori di tali strumenti è inoltre

attribuito non più di 1/3 dei voti in ciascuna assemblea generale, ma la norma sulla Spa

esclude per i possessori di strumenti finanziari il voto nell'assemblea generale.

24) Perché nella cooperativa il possessore di strumenti finanziario è considerabile come un

socio?

Perché ai possessori di strumenti finanziari, oltre al diritto di voto, è dato il diritto di

recedere. Ciò presuppone la qualità di socio al possessore di tali strumenti. Mentre nella Spa

è certo che questi non siano soci, in quanto gli apporti da loro effettuati non vengono

imputati a capitale, nella cooperativa i diritti dei portatori di strumenti finanziari sono quasi

del tutto parificati a quelli dei soci, potendo quindi affermare la qualità di conferimento

dell'apporto da loro effettuato, e quindi la sua imputazione a capitale.

25) Qual è il metodo di votazione utilizzato nella cooperativa?

Tipico della cooperativa è il voto capitario, eccetto alcune eccezioni. Il voto capitario non si

applica ai soci finanziatori.

26) Cosa sono le assemblee separate?

Per stimolare la partecipazione dei soci cooperatori il legislatore ha previsto assemblee

separate. Possono essere separate rispetto a specifiche materie o in presenza di particolari

categorie di soci. In quanto complementari alla decisione definitiva presa in assemblea

generale queste deliberazioni non possono essere impugnate. Possono quindi essere

impugnate solo le deliberazioni dell'assemblea generale dai soci assenti e dissenzienti.

27) L'organo amministrativo nella cooperativa deve necessariamente adottare il metodo

collegiale?

Il legislatore spesso si riferisce al Consiglio di Amministrazione della Spa. È possibile

prevedere nella cooperativa l'adozione del sistema dualistico e monistico. Deve quindi

ritenersi che l'organo amministrativo nella cooperativa Spa operi collegialmente. Mentre

nella Srl gli amministratori possono operare sia con metodo collegiale che con metodo

disgiuntivo.

28) Il collegio sindacale è obbligatorio nella cooperativa?

È obbligatorio solo quando il capitale sociale è maggiore di 120.000 €, è tenuto alla

redazione del bilancio consolidato, quando la società abbia emesso strumenti finanziari

partecipativi e per altri motivi.

29) E il revisore legale dei conti esterno è obbligatorio?

È obbligatorio nella cooperativa Spa, eccetto nella fattispecie di Spa chiusa con sistema

tradizione tenuta alla redazione del bilancio consolidato, in quanto il controllo contabile è

svolto dal collegio sindacale.

30) Quali altri controlli particolari sono previsti per la cooperativa?

Il controllo giudiziale, svolto dai soci che rappresentino 1/10 del capitale sociale tramite

denuncia al tribunale, ha come causa il fondato sospetto che gli amministratori abbiano

compiuto gravi irregolarità nella gestione che possano arrecare danno alla società. Inoltre, il

controllo pubblico è svolto dal ministro della sviluppo economico il quale vigile esercitando

revisioni cooperative e ispezioni straordinarie.

31) Per quali motivi l'autorità di vigilanza può sciogliere la cooperativa?

Può sciogliere le cooperative che non perseguono lo scopo mutualistico, non sono in

condizione di raggiungere gli scopi per cui sono stati costituiti, per due anni consecutivi non

hanno depositato il bilancio di esercizio o non hanno compiuto atti di gestione.

32) Cosa accade di particolare durante la trasformazione di cooperativa in società

lucrativa che pone un ulteriore accento sulla parificazione dei soci ai portatori di

strumenti finanziari?

La trasformazione da cooperativa a società lucrativa era vietata dalla legge, ora è consentita

per le cooperative altre. In fase di trasformazione, gli strumenti finanziari con diritto di voto

eventualmente esistenti sono convertiti in partecipazioni ordinarie, conservando gli eventuali

privilegi. I portatori di strumenti finanziari diventano quindi soci finanziatori.

33) Quali sono le cause di scioglimento previste per la cooperativa?

La cause di scioglimento sono le medesime previste per le società di capitali, con aggiunta

dello scioglimento per provvedimento dell'autorità di vigilanza e per riduzione del numero

dei soci al di sotto del minimo legale.

34) Quando il socio può essere escluso?

Se non esegue in tutto o in parte il pagamento delle quote o delle azioni sottoscritte, nei casi

previsti dallo statuto, per gravi inadempienze delle obbligazioni, per mancanza o perdita dei

requisiti previsti dalla legge per la partecipazione alla società, qualora venga dichiarato

fallito. Se lo statuto non prevede diversamente, lo scioglimento del rapporto sociale

determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti.

Parte XVI – La Trasformazione

1) In cosa consiste la trasformazione?

La trasformazione è il cambiamento di veste giuridica della società. Consiste in una

modificazione del contratto sociale, quindi alle deliberazioni di trasformazione si applicano

le specifiche norme di ciascun tipo sociale (es. nella Spa provvederà l'assemblea

straordinaria).

2) Cos'è la trasformazione?

La trasformazione è l'istituto che consente a un ente giuridico di modificare il proprio codice

organizzativo conservando diritti e obblighi e perseguendo tutti i rapporti, anche processuali.

La trasformazione può essere omogenea o eterogenea.

3) Cos'è la trasformazione omogenea?

È la trasformazione tra diversi tipi di società lucrativa.

4) Cos'è la trasformazione eterogenea?

È la trasformazione di società di capitali in consorzi, società consortili, società cooperative,

comunioni d'azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni; e viceversa.

5) Qual è l'unica eccezione in cui non può avvenire la trasformazione?

L'unica forma organizzativa che non può essere oggetti di trasformazione è l'impresa

individuale. Per effettuare tale passaggio l'imprenditore individuale dovrebbe costituire ex

novo una Srl unipersonale e conferire in natura l'azienda.

6) Il passaggio da società unipersonale a società pluripersonale è una trasformazione?

No, la trasformazione avviene solo nel passaggio tra tipi diversi.

7) Tra società di capitali e società di persone sussiste la stessa causa?

Si, perseguono entrambe la causa lucrativa.

8) Come deve essere l'atto di trasformazione?

Deve essere redatto per atto pubblico, e lo stesso una volta terminata la trasformazione sarà

l'atto costitutivo della società.

9) Perché per la trasformazione omogenea si parla di stabilità dell'atto?

In quanto per la trasformazione omogenea, una volta eseguita la pubblicità l'invalidità

dell'atto di trasformazione non può più essere pronunciata. L'esecuzione della pubblicità

opera quindi come causa sanante di qualsiasi vizio che possa essersi verificato nel

procedimento.

10) Cosa accade invece nella trasformazione eterogenea?

L'effetto sanante non è immediato, ha effetto solo dopo 60 giorni dall'ultimo degli

adempimenti pubblicitari ed entro suddetto termine i creditori possono fare opposizione.

11) Quando ha effetto la trasformazione?

La trasformazione ha effetto dall'ultimo degli adempimenti pubblicitari richiesti per il tipo

adottato, che è anche il limite massimo per richiedere l'invalidità dell'atto. Ad esempio, al

socio che è stato pregiudicato dalla trasformazione (es. si trova con una partecipazione

inferiore rispetto a quella che deteneva prima della trasformazione) è comunque dato il

diritto al risarcimento del danno cagionato.

12) Come avviene la trasformazione da società di persone in società di capitali?

È decisa con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a

ciascuno negli utili. Al socio dissenziente è dato il diritto di recesso. Il legislatore sembra

quindi incentivare la migrazione delle società di persone verso le società di capitali.

13) Cosa accade al socio che abbia effettuato conferimenti d'opera non capitalizzato in

società di persone?

L'eventuale socio d'opera il cui conferimento non sia stato capitalizzato riceve una

partecipazione determinata d'accordo tra i soci o dal giudice secondo equità.

14) Nei confronti dei terzi la trasformazione libera i soci dalla responsabilità illimitata?

No, per le obbligazioni sociali sorte prima dell'iscrizione della decisione di trasformazione il

socio è illimitatamente responsabile, al fine di tutelare i creditore, salvo che questi non

abbiano dato il loro consenso.

15) Come avviene il passaggio da società di capitali in società di persone?

Viene denominato trasformazione regressiva. La tutela dei soci di minoranza è diversificata:

il mancato assenso dei soci destinati ad assumere responsabilità illimitata impedisce

l'operazione.

16) Nel passaggio da Snc a Sas c'è trasformazione?

Si, anche se il codice non lo esprime direttamente è da ritenersi che vi sia.

17) Come avviene la trasformazione eterogenea?

Se ha come punto di partenza una società di capitali, avviene per deliberazione assembleare

con voto favorevole dei 2/3 degli aventi diritto e il consenso dei soci che assumono

responsabilità illimitata. Se come punto di partenza si ha una cooperativa (non a mutualità

prevalente) viene richiesta una maggioranza diversificata a seconda del tipo di ente (con

scopo mutualistico).

18) Il passaggio da cooperativa a mutualità prevalente a cooperativa con azioni quotate

costituisce trasformazione?

No, le diverse varianti di società cooperative non costituiscono tipi societari autonomi.

19) Come può trasformarsi in SDP o in SDC una società cooperativa a mutualità

prevalente?

Si ritiene che debba perdere i requisiti della mutualità prevalente ed effettuare la

trasformazione quindi da società cooperativa rientrante nella categoria “altre”.

20) È previsto il passaggio da società cooperativa a società di persone?

No, ma ciò non significa che non sia ammissibile. Tale passaggio viene denominato

trasformazione eterogenea indiretta. La dottrina al riguardo si divide in due correnti di

pensiero, secondo alcuni occorre un doppio passaggio, passando quindi da cooperativa a

SDC e da SDC a SDP. Secondo altri invece basta applicare gli articoli 2500-septies e 2500-

opties. Parte XVII – La Fusione

1) Cos'è la fusione?

La fusione è l'unificazione di due o più società precedentemente distinte. Si tratta di un

fenomeno concentrativo e aggregativo dal punto di vista giuridico (mentre non lo è

necessariamente da un punto di vista economico → es. se la fusione avviene tra controllata e

controllante).

2) Quali sono i tipi di fusione previsti dal codice civile?

Il codice distingue la costituzione mediante la costituzione di una nuova società (fusione in

senso stretto) e la fusione mediante l'incorporazione di una o più società in una preesistente

(fusione per incorporazione).

3) Quale differenza sostanziale comportano i due tipi di fusione?

La fusione in senso stretto porta porta all'estinzione di tutte le partecipanti, mentre la fusione

per incorporazione porta all'estinzione di tutte le partecipanti tranne una, l'incorporante.

4) Cosa accade alla nuova società nata dalla fusione?

Essa assume i diritti e gli obblighi delle società partecipanti. Inoltre chi era socio di una

società partecipante che si estingue riceve una partecipazione nella nuova società sulla base

di un rapporto di cambio.

5) Chi è l'addetto a provvedere al patto di cambio?

Gli organi amministrativi della società e viene successivamente approvato dalle diverse

assemblee.

6) In cosa consiste la fusione trasformativa omogenea?

Nella fusione tra società dello stesso tipo di causa.

7) In cosa consiste la fusione trasformativa eterogenea?

Si ha quando alla fusione partecipino società con cause diverse o addirittura anche enti

diversi dalle società.

8) Come avviene il procedimento di fusione?

Parte con un progetto di fusione, predisposto dagli amministratori delle società partecipanti.

Successivamente avviene la decisione dei soci sul progetto di fusione, se deliberata da tutte

le assemblee si completa l'atto di fusione con iscrizione dello stesso nel Registro delle

imprese.

9) Cos'è il rapporto di cambio?

Indica quante azioni o quote della nuova società spettano a coloro che erano soci delle

società che si estinguono.

10) Come avviene la decisione di fusione?

Viene decisa in ogni società partecipante. Se l'atto costitutivo non dispone diversamente,

l'approvazione avviene, nelle SDP con il consenso della maggioranza dei soci secondo la

parte attribuita a ciascuno negli utili, restando salva la facoltà di recesso per il socio

dissenziente. Nella Srl, (non nella Spa) è legittimato a recedere il socio che non abbia

concorso con il suo voto all'adozione della decisione. N.B. Il legislatore sembra incentivare

la fusione per le società di persone.

11) Come vengono tutelati i creditori delle società partecipanti alla fusione?

I legali rappresentanti delle società partecipanti non possono stipulare l'atto di fusione prima

del decorso di 60 giorni dall'ultima delle iscrizioni delle decisioni dei soci. Entro tale

termine quindi i creditori anteriori all'iscrizione possono proporre opposizione.

12) Come vengono tutelati gli obbligazionisti delle società partecipanti alla fusione?

Possono proporre opposizione anche individualmente purché la fusione non sia stata

approvata dalla loro assemblea.

13) Quale particolare previsione è prevista per i soci di società di persone dopo la fusione?

La fusione attuata mediante costituzione di una nuova società di capitali non libera i soci a

responsabilità illimitata per le obbligazioni.

14) In cosa consiste il Merger Leveraged Buy-Out?

Consiste nella fusione a seguito di acquisizione con indebitamento. P.e. La società

Grifondoro ottiene un ingente finanziamento dalla banca Gringott per acquistare il pacchetto

azionario di controllo della società Serpeverde (target). Avvenuta l'acquisizione le due

società deliberano di fondersi di modo che a rispondere verso la banca per la restituzione del

finanziamento è anche il patrimonio di Serpeverde. Quindi di fatto l'acquisizione viene

pagata con il patrimonio della società target. → collegamento con Finanziamento Destinato.

15) Descrivere il procedimento di fusione.

Gli organi amministrativi delle società partecipanti redigono il progetto di fusione (N.B. Il

progetto di fusione è unitario). Viene preparata quindi la situazione patrimoniale e la

relazione dell'organo amministrativo. Gli esperti contabili preparano la relazione sulla

congruità del rapporto di cambio. Decisione dei soci sul progetto di fusione → nelle società

di capitali (eccetto Srl) non è dato il diritto di recesso al socio dissenziente. La decisione dei

soci può apportare novità rispetto alla proposta degli amministratori (con modificazioni che

però non incidono mai sui diritti dei soci o dei terzi). Si procede all'atto di fusione, che viene

depositato per l'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese partecipanti alla fusione

e in quello dove ha sede la società risultante dalla fusione. Tale atto di fusione sarà il nuovo

atto costitutivo.

16) Dove si trova il principio di stabilità dell'atto di fusione?

Una volta perfezionata con l'ultimo atto di pubblicità, non vi è più possibilità di richiedere

l'invalidità della fusione. Resta comunque salvo il diritto al risarcimento dell'eventuale

danno per i soci e i creditori (es. vizi di forma come la mancata relazione degli esperti sulla

congruità del rapporto di cambio).

17) Quali sono le condizioni per la dichiarazione di nullità della fusione?

Sono le medesime previste per la dichiarazione di nullità delle società di capitali, ovvero la

mancata stipulazione dell'atto costitutivo (di fusione) nella forma dell'atto pubblico, per

l'illiceità dell'oggetto sociali, la mancanza nell'atto di fusione di ogni indicazione riguardante

la denominazione della società, o i conferimenti, o l'ammontare del capitale sociale o

l'oggetto sociale. È da ritenersi quindi che la nullità non può essere dichiarata quando la sua

causa sia stata eliminata.

18) Quali sono i casi di fusione semplificata?

L'incorporazione di società interamente posseduta, l'incorporazione di società posseduta al

90% e la fusione cui non partecipano società con capitale rappresentato da azioni.

19) Come avviene la fusione per incorporazione di società interamente posseduta?

Si ha il progetto di fusione semplificato e non necessita delle relazioni dell'organo

amministrativo e degli esperti contabili. La decisione per tale fusione, se previsto dallo

statuto, può essere presa dagli organi amministrativi. I soci che rappresentino almeno il 5%

del capitale dell'incorporante possono comunque chiedere che la decisione di approvazione

della fusione sia data dai soci secondo la procedura ordinaria.

20) Come avviene la fusione per incorporazione di società posseduta al 90%?

Se ai soci dell'incorporata viene concesso il diritti di far acquistare le loro azioni o quote per

un corrispettivo determinato alla stregue dei criteri previsti per il recesso può omettersi la

relazione degli esperti, in quanto il rapporto di cambio risulterebbe inutile.

21) Cos'è la fusione transfrontaliera?

È la fusione tra società appartenenti a stati diversi. Può essere intracomunitaria (se interna

all'UE) o internazionale.

22) Qual è il principio generale di guida in tale fattispecie?

L'applicabilità della disciplina del codice civile alla società italiana che vi partecipi.

Nell'ipotesi in cui vi sia conflitto tra le norme italiane e quelle di un altro Stato membro

prevarrà la legge applicabile alla società risultante da fusione.

23) Come avviene il procedimento di fusione transfrontaliera?

Presenta delle sostanziali diversità dal procedimento ordinario. Il progetto di fusione

transfrontaliera deve contenere altre informazioni come la legge regolatrice delle società

partecipanti alla fusione e di quella che ne risulta. Il progetto va pubblicato su Gazzetta

Ufficiale. Devono essere redatte sia la relazione degli amministratori sia la relazione degli

esperti contabili. Assunta la delibera di fusione il notaio, su richiesta delle società italiane

partecipanti, rilascia il certificato preliminare alla fusione transfrontaliera, il quale attesta

l'adempimento agli atti e alle formalità. Il notaio provvede quindi alla redazione dell'atto di

fusione con deposito dell'atto presso il registro delle imprese per l'iscrizione.

24) Quale presupposto occorre per la fusione transfrontaliera internazionale?

Occorre che le società e gli adempimenti siano poste in essere conformemente alla legge

degli stati interessati. Deve quindi essere rispettata sia la legge italiana che quella dell'altro

paese. Parte XVIII – La Scissione

1) Cos'è la scissione?

È un istituto giuridico che consiste nella frammentazione di un patrimonio originariamente

unitario in favore di una o più società beneficiarie, preesistenti o di nuova costituzione, con

correlativa assegnazione delle azioni o quote di tali società ai soci della società scissa.

2) Qual è la principale differenza sostanziale rispetto alla fusione?

Mentre la fusione comporta sempre una diminuzione dei soggetti giuridici, la scissione non

sempre ne comporta un aumento.

3) Definire la scissione totale e la fusione parziale.

Se è totale la società scissa si scioglie senza liquidazione (essendo rimasta senza patrimonio)

e le beneficiarie devono essere almeno due (perché se fosse solo una sarebbe una fusione per

incorporazione). Se invece è parziale, la società scissa resta in vita, con patrimonio ridotto, e

la beneficiaria può anche essere una sola.

4) Cosa comporta la scissione in favore di una società preesistente?

La scissione in favore di una società preesistente implica la determinazione di un rapporto di

cambio.

5) Perché la scissione può essere proporzionale o meno?

A seconda che a loro vengano assegnate quote o azioni delle società beneficiarie in misura

proporzionale o meno all'originaria partecipazione si ha la scissione proporzionale o non

proporzionale.

6) Come avviene lo scorporo?

Si attua tramite conferimento d'azienda da parte della società scorporante in favore di una

società preesistente o di una società di nuova costituzione. Viene quindi modificato solo

qualitativamente il patrimonio della scorporante.

7) Quale particolare previsione è data ai soci nella fattispecie di scissione non

proporzionale?

Il progetto deve prevedere il diritto dei soci che non approvino la scissione di far acquistare

le proprie azioni ai soggetti indicati nel progetto per un corrispettivo determinato alla

stregua dei criteri previsti per il recesso.

8) Quale pubblicità è prevista per la scissione?

Il progetto di scissione va depositato e reso pubblico come quello di fusione.

Parte XIX – L'Azienda

1) Quale applicazione trova la definizione della nozione di azienda?

Il legislatore definisce il concetto di azienda per applicarle una particolare disciplina, volta

all'obiettivo soprattutto della circolazione della stessa.

2) Descrivere la nozione di azienda.

La nozione di azienda è data dall'articolo 2555 del codice civile, come complesso di beni

organizzato dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'elemento qualificante è la

destinazione dei beni all'esercizio dell'impresa. Da notare che la nozione di beni include

anche i contratti che l'imprenditore stipula per l'esercizio.

3) Cos'è l'avviamento?

È la capacità di attrarre la clientela e generare reddito. È quindi conseguenza

dell'organizzazione dei fattori della produzione (avviamento oggettivo) e dell'efficienza

dell'imprenditore nella gestione dell'impresa(avviamento soggettivo).

4) Cos'è il ramo d'azienda?

È il complesso di beni che è idoneo a dar luogo a un'azienda oggettivamente autonomo

rispetto al profilo operativo.

5) Quale divieto è dato al cedente di un'azienda?

È fatto divieto per l'alienante di un'azienda per un periodo di 5 anni dal trasferimento di

iniziare una nuova impresa che sia idonea a sviare la clientela dall'azienda ceduta in ragione

dell'oggetto, dell'ubicazione o di altre circostanze.

6) Come viene disciplinata la successione nei contratti?

Nel trasferimento, nell'usufrutto e nell'affitto d'azienda, l'acquirente non subentra nei

contratti stipulati per l'esercizio della stessa che abbiano carattere personale (a meno che non

via sia la specifica previsione contrattuale e il consenso del terzo). Inoltre i contratti non

personali passano all'acquirente senza bisogno di apposita pattuizione e senza bisogno di

assenso del terzo contraente (il quale ha possibilità di recedere).

7) Come viene disciplinata la successione nei crediti?

Come effetto del trasferimento d'azienda, l'acquirente subentra nei crediti. La cessione ha

effetto nei confronti dei terzi dal momento in cui il trasferimento d'azienda è iscritto nel

registro delle imprese.

8) Come viene disciplinata la successione nei debiti?

Il legislatore si occupa della responsabilità verso i creditori per evitare che la vicenda

circolatoria dell'azienda possa dar luogo a comportamenti elusivi. La liberazione

dell'alienante dai debiti aziendali presuppone quindi l'espressa adesione da parte di ogni

singolo creditore al trasferimento. Resta comunque la responsabilità solidale dell'acquirente

a quella dell'alienante.

9) Cosa sono i diritti titolati?

Sono i diritti che si acquistano mediante brevettazione o registrazione.

10) Cosa sono i diritti non titolati?

Sono diritti che si acquistano ricorrendo i presupposti di legge volta a volta indicati.

11) Cos'è il marchio?

È un segno distintivo dell'azienda e dell'imprenditore. Ha un ruolo rilevante nella capacità

dell'imprenditore di attrarre e conservare la clientela, per questo è oggetto di cospicui

investimenti. Il marchio è quindi l'attribuzione di un diritto al suo uso esclusivo in favore del

soggetto che lo abbia registrato o che l'abbia utilizzato in via di fatto pur senza registrarlo.

12) In cosa può consistere il marchio?

Il marchio può consistere in qualsiasi segno suscettibile di essere rappresentato graficamente

e atto a distinguere i prodotti o servizi di un'impresa da quelli di altra impresa.

13) Quali caratteristiche deve avere il marchio?

Il marchio deve essere lecito, vero, originale e nuovo.

Lecito = non deve contenere segni contrari alla legge o al buon costume (o lesivi).

Vero = non deve contenere segni idonei a ingannare il pubblico

Originale = deve avere capacità distintiva del prodotto rispetto a quelli del medesimo genere

Nuovo = non deve essere confondibile con un marchio altrui precedentemente registrato.

14) Quali sono gli effetti della registrazione del marchio?

Chi ottiene la registrazione acquisisce il diritto esclusivo all'uso del marchio su tutto il

territorio nazionale. Può successivamente richiedere la registrazione internazionale del

marchio presso l'OMPI con sede a Ginevra.

15) Cosa accade quando il marchio è celebre?

Quando il marchio è celebre la possibilità di vietare ai terzi l'uso di un marchio simile o

identico si estende anche ai prodotti non affini, dove tale uso consenta di trarre

indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o della rinomanza del marchio.

16) Cos'è il principio dell'unità dei segni distintivi?

La protezione del titolare del marchio si estende anche al divieto che altri adottino un segno

eguale o simile come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna o nome a dominio

aziendale o altro segno distintivo qualora ciò possa derivare un rischio di confusione per il

pubblico.

17) Quanto dura il diritto al marchio?

Il diritto di uso esclusivo dura 10 anni dalla data di registrazione.

18) Per quali motivi può venire meno la tutela assicurata al titolare?

Per la dichiarazione di nullità per difetto iniziale dei requisiti essenziali, per la

volgarizzazione (quando il marchio diventa tanto diffuso da indicare nel linguaggio comune

il prodotto designato o abbia perduto capacità distintiva; es. Biro), per sopravvenuta illiceità

o ingannevolezza del marchio, o mancato uso del marchio nei 5 anni successivi alla

registrazione.

19) Cos'è la licenza di marchio?

Essendo il marchio trasferibile a terzi, la licenza di marchio attribuisce al licenziatario il

diritto di utilizzarlo (questo è il nucleo dei contratto come il franchising e il merchandising).

20) Cos'è la ditta?

È il nome scelto dall'imprenditore per indicare la propria attività. Può coincidere con il

marchio generale dell'impresa. Può essere ditta originaria se prescelta dall'imprenditore per

il suo diretto utilizzo, oppure ditta derivata se passa all'imprenditore in occasione di un

trasferimento d'azienda.

21) Cos'è il principio di verità della ditta?

Nella ditta originaria deve essere presente almeno il cognome o la sigla dell'imprenditore.

Per le società va inteso nel senso che la stessa deve contenere la ragione o denominazione

sociale.

22) Cos'è il principio di novità della ditta?

È un principio al quale deve obbedire la ditta, ovvero nella differenziazione da eventuali

somiglianze con altre ditte.

23) La ditta è trasferibile separatamente dall'azienda?

No, la ditta è trasferibile solo insieme all'azienda o a un suo ramo.

24) Cos'è l'insegna?

È il segno distintivo dei locali dove si svolge l'attività d'impresa. N.B. L'attribuzione

all'imprenditore che per primo abbia usato una determinata insegna del diritto di impedire a

un suo concorrente di usarne una uguale o confondibile.

25) Cos'è il brevetto?

Il brevetto per invenzioni consiste nella concessione di un diritto di monopolio temporaneo

in favore di chi abbia inventato un prodotto o un procedimento.

26) Cosa può essere l'oggetto del brevetto?

Oggetto del brevetto sono le invenzioni, di ogni settore della tecnica, che sono nuove e che

implicano un'attività inventiva e sono atte ad avere un'applicazione industriale. La norma

offre inoltre un elenco di ciò che non è brevettabile.

27) A chi appartiene il diritto di chiedere il brevetto?

Il diritto di chiedere il brevetto appartiene all'inventore o al suo datore di lavoro.

All'inventore oltre al diritto morale di esserne riconosciuto l'autore compete il diritto a un

equo premio.

28) Quali effetti produce il brevetto?

La concessione al suo titolare del diritto di utilizzare economicamente l'invenzione in

esclusiva, anche tramite la sua messa in commercio per la durata di 20 anni non rinnovabili.

29) Il brevetto è trasferibile?

Si, è oggetto di licenza di brevetto con la quale si conferisce a un terzo il diritto di

utilizzarlo.

30) Per quali motivi si estingue un brevetto?

Per dichiarazione di nullità, per decadenza in caso di mancata o insufficiente attuazione per

due anni oltre la concessione della licenza obbligatoria, per mancato pagamento dei diritti e

per rinunzia del titolare. Parte XX – I Titoli di Credito

1) Cosa sono i titoli di credito?

Il titolo di credito è l'incorporazione del diritto di credito in un documento, permettendo

quindi di applicare al credito incorporato nel titolo le regole del trasferimento dei beni

mobili → diritto cartolare.

2) Quali sono i principi guida del titolo di credito?

Il principio della letteralità e il principio dell'autonomia.

3) In cosa consiste il principio della derivatività dell'acquisto?

Il cessionario acquista il titolo se il cedente ne è effettivamente il titolare e gli subentra

nell'identica posizione giuridica nei confronti del debitore ceduto.

4) Per i crediti vale la regola del “possesso in buona fede vale titolo”?

No, ma l'incorporazione del credito in un titolo permette l'applicazione della legge di

circolazione dei beni mobili e consente di divenirne proprietari anche a non dominio, tramite

il possesso qualificato conseguito in buona fede sulla base di un titolo idoneo.

5) Avviene la dematerializzazione per tali titoli?

Si, l'odierna prassi degli affari tende al superamento del documento cartaceo quale mezzo

per la prova e l'esercizio del diritto, ma le regole di circolazione e di esercizio del diritto

cartolare sembrano sopravvivere alla dematerializzazione del titolo.

6) Dove è contenuta la definizione di titolo di credito?

Nel codice civile non è contenuta alcuna definizione di titolo di credito. La dottrina ha

quindi individuato quelli che sono i caratteri distintivi della fattispecie: i caratteri normativi,

i caratteri socio-economici (circolazione di un diritto in modo più agevole → più liquido).

7) In cosa consiste la tipicità del titolo di credito?

Consiste nell'autonomia privata di dar vita a titoli di credito diversi ma è fatto divieto di

emettere titoli di credito al portatore contenenti l'obbligazione di pagare una somma di

denaro.

8) Come avviene la formazione del titolo di credito?

Per la creazione sono necessarie la materiale riferibilità della sottoscrizione dell'emittente e

l'indicazione dell'obbligazione cartolare. L'emissione avviene con un atto tramite il quale

l'emittente si priva della disponibilità del titolo in favore del primo prenditore. La

trasmissione è la circolazione fra i successi prenditori.

9) Quale diritto assume chi compra un titolo di credito?

Chi acquista la proprietà di un titolo di credito acquista anche il diritto di credito in esso

incorporato, ovvero il diritto soggettivo di godere e disporre del documento→legittimazione.

N.B. La proprietà del titolo di credito e la legittimazione all'esercizio del diritto in esso

incorporato non sono necessariamente coincidenti: la legittimazione deriva non dalla

proprietà del titolo, ma dal suo possesso qualificato.

10) Quali tipi di titolo esistono?

Sostanzialmente sono tre: il titolo al portatore (il cui diritto soggettivo è dato dal semplice

possesso), il titolo all'ordine (il cui diritto soggettivo è ammesso se esiste una girata in

favore del portatore) e il titolo nominativo (che deve indicare il nome del portatore sul titolo

e sul registro dell'emittente).

11) Cos'è la girata?

È una dichiarazione apposta sul titolo di credito con la quale l'attuale portatore (girante)

ordina al debitore emittente di eseguire la prestazione incorporata nel titolo in favore di un

altro soggetto (giratario). Ovviamente ciascun giratario sarà il successivo girante.

12) Qual è il presupposto necessario per l'esercizio del diritto cartolare?

La presentazione del titolo al debitore da parte del possessore legittimo.

13) Cosa accade se il debitore adempie la prestazione nei confronti del possessore non

titolare?

Il debitore che, senza dolo o colpa grave, adempie la prestazione nei confronti del

possessore, è liberato anche se questo non è il titolare del diritto.

14) In cosa consiste l'autonomia del diritto cartolare?

Consiste nella possibilità del debitore di non effettuare la prestazione del titolo di credito

qualora sussistano determinate eccezioni. Sono distinguibili due tipi di eccezioni: reali e

personali. Sono eccezioni reali quelle opponibili dal debitore a qualsiasi portatore (es.

eccezioni di forma, fondate sul contesto letterale del titolo – p.e. Principio di letteralità; si

richiede il pagamento di una somma superiore a quella indicata sul documento – eccezione

di alterazione del titolo, di falsità della firma...). Sono invece eccezioni personali quelle

opponibili solo a un determinato portatore.

15) Perché la dematerializzazione del titolo di credito?

Risponde all'esigenza di superare l'utilizzo del documento cartaceo per l'esercizio e la

circolazione dei diritti incorporati in alcuni titoli di credito.

16) Cos'è il sistema di gestione accentrata?

È il compito affidato a determinate società al fine di custodire, amministrare e

sovraintendere alle operazioni di trasferimento ed esercizio di diritti inerenti ai titoli di

credito e agli strumenti finanziari dematerializzati.

17) Quali società esercitano tale compito?

Le società di gestione accentrata sono Spa, in passato l'unico gestore autorizzato era Monte

Titoli Spa, oggi però tale monopolio legale è venuto meno.

18) Quali sono i soggetti presenti nel sistema di gestione accentrata? Quali ruoli hanno?

Anzitutto la società di gestione, è il soggetto che presta il servizio di gestione accentrata, è

una Spa in possesso di determinati requisiti legali. Gli intermediari sono i soggetti che

appartengono alle categorie specificamente elencate nel regolamento, e sono gli unici che

possono aderire al sistema di gestione accentrata immettendovi gli strumenti finanziari di

terzi e propri. Gli emittenti sono coloro che emettono gli strumenti finanziari nel sistema. I

titolari di strumenti finanziari sono i soggetto che affidano gli strumenti finanziari di cui

hanno diritto agli intermediari autorizzandoli a immetterli nel sistema.

19) A quante società può aderire un emittente?

Il TUF impone all'emittente la scelta di un'unica società di gestione.

20) Come è strutturata l'operazione?

Viene aperto un conto per ciascun cliente. Presso gli intermediari vengono accesi conti di

pertinenza dei singoli clienti e negli stessi vengono registrati i singoli strumenti finanziari di

ciascuno.

21) Come vengono trasferiti gli strumenti finanziari da un conto all'altro?

All'interno del sistema gli strumenti finanziari vengono trasferiti mediante operazioni di giro

da un conto all'altro.

Parte XXI – I Titoli di Credito Cambiari

1) Cos'è l'assegno?

È uno dei principali strumenti attraverso i quali un soggetto può utilizzare somme di cui

dispone presso una banca al fine di effettuare un pagamento. È uno strumento alternativo

alla moneta per l'adempimento di obbligazioni pecuniarie.

2) Quando si realizza l'estinzione dell'obbligazione con l'assegno?

Con la consegna dell'assegno non si realizza immediatamente l'estinzione dell'obbligazione,

l'effetto estintivo si produce solo nel momento in cui il prenditore lo abbia effettivamente

incassato.

3) Cos'è l'assegno bancario?

È un assegno con struttura di delegazione. Un soggetto (traente) ordina ad un altro soggetto

(trattario), che deve essere necessariamente una banca, di pagare una somma determinata di

denaro all'ordine del soggetto indicato nel titolo, ovvero al portatore (prenditore).

4) È ammessa l'emissione dell'assegno tramite rappresentante?

Si, ma il falso prucurator (o il soggetto che eccede i poteri rappresentativi) risponde come se

avesse firmato in nome proprio.

5) Cos'è la convenzione di assegno?

È un presupposto per l'esistenza dell'assegno bancario, ovvero dell'accordo in forma del

quale la banca consegna al proprio cliente il libretto degli assegno, lo autorizza a emetterli e

in presenza di fondi disponibili si impegna a pagarli.

6) Cos'è l'assegno circolare?

È un assegno che può essere emesso solo da una banca espressamente autorizzata dalla

Banca d'Italia. La banca deve prestare una cauzione proporzionale all'ammontare dei titoli

emessi sulla quale, in caso di mancato pagamento, i portatori di titoli emessi hanno

privilegio speciale. La banca può emettere l'assegno solo per somme che siano disponibili

presso di essa al momento dell'emissione.

7) Cos'è la provvista?

È il versamento della somma corrispondente al titolo o l'autorizzazione all'addebito sul

conto corrente del richiedente richiesta dalla banca al richiedente di emissione del titolo.

8) In cosa si differenzia principalmente rispetto all'assegno bancario?

A differenza dell'assegno bancario, è necessaria l'indicazione specifica del prenditore.

Implicitamente ciò esclude che l'assegno circolare sia al portatore, altrimenti l'assegno

circolare sarebbe uguale alla carta moneta.

9) Quale tipo di convenzione si basa sull'assegno circolare?

L'emissione dell'assegno circolare si fonda su un contratto fra richiedente e banca che

esaurisce i suoi effetti con l'emissione del titolo, rimanendo efficacie e vincolante per la

banca il solo rapporto cartolare.

10) Come avviene la circolazione dell'assegno (sia bancario che circolare)?

Se l'assegno bancario è al portatore circola con la semplice consegna del documento.

L'assegno bancario all'ordine a quello circolare si trasferiscono mediante girata.

11) Perché la girata ha una funzione di garanzia?

Perché il girante risponde nei confronti di tutti i giratari successivi del pagamento

dell'assegno, diventando così, assieme al traente, obbligato in via di regresso, per il caso di

mancato pagamento del trattario. Si genera quindi una gerarchia delle obbligazioni

incorporate nel titolo.

12) In cosa consiste quindi la gerarchia delle obbligazioni incorporate nel titolo?

Tale gerarchia si effettua mediante una definizione di gradi dei diversi contraenti di tali

obbligazioni. In cui il traente è l'obbligato di primo grado, il prenditore-girante è obbligato

di secondo grado e così via.


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modense

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (VERONA, VICENZA)
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher modense di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof De Mari Michele.

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