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Anche il principio di proporzionalità ha trovato la sua formazione e i suoi sviluppi essenziali

nell’opera della giurisprudenza. Affinché la decisione amministra sia proporzionata devono

sussistere essenzialmente tre profili: adeguatezza della decisione al fine che s’intende realizzare; il

fa'o che la misura non ecceda quel che è necessario per raggiungere il fine e che non esistano

misure meno restriGve nei confron. degli amministra.; proporzione fra u.lità pubbliche e sacrifici

impos.. In quest’ul.mo punto è chiaro che la valutazione del giudice può comportare un controllo

di merito sull’azione amministra.va. E’ per questo che talvolta il giudice fa rientrare nel controllo di

proporzionalità qualcosa che somiglia di più ad un controllo di ragionevolezza.

8)Esponi il conce&o di amministrazione. Spiega la differenza tra amministrazione/legislazione/

giurisdizione.

9)Quali sono i principi propri? (pag. 36)

I principi propri dell’amministrazione pubblica sono principi che trovano il loro significato

essenziale nella regolazione di aGvità amministra.ve, pur potendo essere applica. anche

all’aGvità di altri pubblici poteri (legisla.vo, giurisdizionale) e, in limita. casi e con ampi limi.,

all’aGvità di soggeG priva..

Principio di legalità, principio di imparzialità, principio di buon andamento, principio di

ragionevolezza, principio di proporzionalità, principio di partecipazione, obbligo di mo.vazione,

diri'o di accesso

10)Cosa sono 2picità e nomina2vità degli aR amministra2vi? Significato di 2picità e

nomina2vità?

Gli aG con cui la Pubblica Amministrazione esplica il suo “potere” si chiamano provvedimen.

amministra.vi. I provvedimen. amministra.vi sono tuG .pici e sono tuG nomina..

Si parla di .picità facendo riferimento al fa'o che ogni provvedimento della Pubblica

Amministrazione è esa'amente idoneo a disciplinare una faGspecie e a soddisfare un interesse

determinato dalla norma giuridica.

Si parla, invece, di nomina.vità facendo riferimento al fa'o che la Pubblica Amministrazione non

ha la possibilità di creare provvedimen. che non siano già previs. in una norma giuridica (garanzia

di protezione offerta al singolo).

11)Il diri&o di accesso ai documen2 in quante par2 si divide? (pag. 54)

Consiste in una disciplina della trasparenza che riconosce a “chiunque” il diri'o di accesso alle

informazioni non pubblicate dalle amministrazioni. Ve ne sono tre .pologie principali:

-il primo è quello previsto dalla legge sul procedimento amministra.vo ed è consen.to solo a chi

sia .tolare di un interesse dire'o, concreto e a'uale, corrispondente ad una situazione

giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso;

-il secondo è quello che consente a chiunque di accedere alle informazioni che le amministrazioni

hanno l’obbligo di pubblicare, nel caso in cui tale obbligo non sia rispe'ato;

-il terzo, infine, è l’accesso che perme'e a chiunque di accedere alle informazioni detenute dalle

pubbliche amministrazioni, indipendentemente dall’obbligo di pubblicazione.

A differenza del primo, queste ul.me due .pologie non prevedono limi. di legiGmazione

soggeGva non richiedono la mo.vazione alla richiesta d’accesso.

12)Parla del principio di buona fede (pag. 49)

Lo ritroviamo nel codice civile agli ar.coli 1337 (“Le par., nello svolgimento delle tra'a.ve e nella

formazione del contra'o, devono comportarsi secondo buona fede”) e 1375 (“Il contra'o deve

essere eseguito secondo buona fede”). Nel diri'o amministra.vo, il principio di buona fede ha un

ambito di applicazione generale: si applica tanto all’aGvità priva.s.ca, quanto all’aGvità

pubblicis.ca. Tu'avia, questo principio vale anche per l’aGvità provvedimentale, più .picamente

unilaterale e autorita.va dell’amministrazione.

12)Il principio di corre&ezza nel diri&o amministra2vo (pag. 49)

La materia è quella delle obbligazioni: “Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le

regole della corre'ezza” (art. 1175). Tu'avia, dal momento che le obbligazioni possono derivare

anche da procedimento e da provvedimento amministra.vo (art. 1773), è possibile notare come il

principio di corre'ezza abbia trovato applicazione generale anche nel diri'o amministra.vo.

La giurisprudenza, inoltre, ha so'olineato che nel procedimento si viene a creare un “conta'o” fra

pubblica amministrazione e privato che è simile ad un rapporto obbligatorio. La violazione della

corre'ezza, so'o questo profilo, può comportare una “responsabilità da conta'o” della pubblica

amministrazione, che comporta l’inversione dell’onere della prova, ponendolo a carico

dell’amministrazione.

13)Il conce&o di procedimento amministra2vo (pag. 209)

La tradizione del procedimento amministra.vo affonda le sue radici nel common low inglese (XVII

secolo) nel quale le amministrazioni prima di decidere dovevano seguire una procedura che

consen.sse agli amministra. di far sen.re la loro “voce” (“right to be heard”). IL procedimento

amministra.vo nasce, dunque, per ragioni garan.s.che.

IL diri'o amministra.vo francese, e con esso la maggior parte dei Paesi dell’Europa con.nentale,

era par.to dalla sponda opposta: l’amministrazione ado'a la sua decisione senza necessità di

sen.re preven.vamente gli amministra., c’è soltanto il provvedimento.

Il secondo Novecento conosce una larga diffusione del procedimento amministra.vo e di pari

passo venne garan.ta globalmente la “voce” agli amministra.. A ques. ul.mi mancava la

possibilità di vedere i documen. rilevan. per la decisione: la garanzia di “visione” (per questa

bisognerà aspe'are gli anni Sessanta/Se'anta).

In Italia la legge generale sul procedimento amministra.vo è stata varata nel 1990 (legge n. 241)

Il procedimento amministra.vo può definirsi come sequenza di aG che sfociano in un

provvedimento amministra.vo o in una misura consensuale ascrivibile alla categoria degli accordi

amministra.vi.

Il procedimento si ar.cola in diverse fasi:

1)fase dell’inizia.va: dà avvio al procedimento (iniziato d’ufficio o su istanza del privato);

2)fase dell’istru'oria: accertamento dei faG e all’acquisizione degli interessi ai fini del decidere;

3)fase decisionale: si ado'a il provvedimento amministra.vo.

14)Il termine di conclusione del procedimento (pag. 215)

Le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di ado'are un provvedimento espresso a

conclusione del procedimento e si prevedono diversi meccanismi per la fissazione del termine, la

quale è finalizzata sia alle esigenze di efficacia dell’azione amministra.va sia alla tutela delle

garanzie degli amministra..

I termini sono fissan. con decre. di natura regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri

e non possono comunque essere superiori a novanta giorni. I termini che vanno al di là dei novanta

giorni, ma che comunque no possono essere superiori ai cento'anta giorni, possono essere

stabili. solo in presenza di determina. presuppos. e con una procedura rafforzata.

In assenza di fissazione del termine vale un termine residuale di trenta giorni. I termini possono

essere sospesi per una sola volta, e per non più di trenta giorni per l’acquisizione di informazioni o

cer.ficazioni.

Le autorità indipenden. di vigilanza e di garanzia sono so'ra'e alle regole sui termini de'ate dalla

legge n. 241 a causa dell’assoluta peculiarità e complessità dei procedimen. pos. in essere dalle

autorità indipenden..

15)Il silenzio (pag. 217)

Il silenzio ricorre in relazione alle conseguenze del mancato rispe'o del termine di conclusione

quando il procedimento è ad istanza di parte. In par.colare se ne possono dis.nguere tre .pi

principali:

-Silenzio assenso quando l’inerzia dell’amministrazione che perdura dopo la scadenza del termine

di conclusione del procedimento equivale a provvedimento di accoglimento della domanda.

-Silenzio rige'o quando la legge qualifica espressamente l’inerzia della pubblica amministrazione

come rige'o dell’istanza.

-Silenzio inadempimento quando, al di fuori dell’ambito del silenzio assenso, e ove non vi sia una

previsione legisla.va esplicita che equipari il silenzio al rige'o dell’istanza, l’amministrazione che

non ha concluso il procedimento viene considerata inadempiente.

16)La SCIA si applica per qualsiasi aRvità per la quale serve un’autorizzazione? (pag. 264)

Si, infaG, la SCIA si applica quando la possibilità di avviare un’aGvità privata sia so'oposta

all’adozione di par.colari aG di .po autorizzatorio da parte di amministrazioni pubbliche. Più

precisamente, l’ar.colo 19 della legge n. 241/1990 afferma che “ogni a'o di autorizzazione,

licenza, concessione non cos.tu.va, permesso o nulla osta comunque denominato” richiesto per

l’esercizio di un’aGvità il cui rilascio sia privo di discrezionalità è sos.tuito dalla segnalazione

cer.ficata di inizio aGvità (SCIA) del sogge'o interessato, corredata dalle documentazioni richieste

per legge.

17)Una volta che hai iniziato l’aRvità tramite la scia, è possibile che il governo intervenga per

far2 bloccare l’aRvità? (267/268)

In base al regime della SCIA, alla pubblica amministrazione resta un potere di intervento ex post,

finalizzato ad accertare la sussistenza o meno delle condizioni, delle modalità e dei faG legiGma.

per l’avvio dell’aGvità privata. Entro sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di inizio

dell’aGvità l’amministrazione ha il potere di ado'are mo.va. provvedimen. di divieto di

prosecuzione dell’aGvità e di rimozione degli eventuali effeG dannosi di essa.

Ove sia possibile conformare l’aGvità l’amministrazione invita il privato a provvedere e fissa un

termine di trenta giorni entro il quale il privato è tenuto ad ado'are le misure prescri'e. Mentre si

prevede che l’aGvità venga sospesa solo in caso di a'estazioni non veri.ere o di pericolo per l

tutela dell’interesse pubblico.

Se non vengono ado'a. nei sessanta giorni i provvedimen. di divieto di prosecuzione dell’aGvità

privata, l’amministrazione può anche successivamente porre in essere misure interdiGve, ma solo

qualora sussistano le condizioni previste dall’art. 21-nonies della legge n. 241 per l’annullamento

d’ufficio.

18)Elenca le materie dove non è ben chiaro se si possa applicare la SCIA (271)

Esistono numerose faGspecie che sono escluse dall’applicazione della disciplina sulla SCIA. Ne

restano al di fuori gli aG delle amministrazioni preposte alla cura di par.colari interessi come ad

esempio la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, la pubblica incolumità, l’immigrazione, il diri'o

d’asilo, la ci'adinanza e l’amministrazione della gius.zia e delle finanze. Esclusi sono pure i casi in

cui sussistono vincoli ambientali, paesaggis.ci o culturali. Infine, sono esclusi gli aG impos. dalla

norma.va comunitaria e tu'e le aGvità economiche a prevalente cara'ere finanziario.

Tu'avia, non è sempre agevole individuare i confini delle faGspecie escluse dalla SCIA. Ne

consegue che possono presentarsi svariate situazioni dove non sia ben chiaro dove si possa

applicarla.

Un’ulteriore difficoltà applica.va si ha quando l’aGvità privata da intraprendere richiede non

soltanto una, ma più segnalazioni da parte degli interessa. (“SCIA plurima”). Ad evitare eccessive

complicazioni procedurali l’art. 19-bis stabilisce che l’interessato presen. una sola SCIA e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopo.collodo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Benvenuti Luigi.

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