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tesario macroeconomia domande e risposte da Blachard!

!

CAP III MERCATO DEI BENI!

1. la propensione marginale al consumo rappresenta l’effetto sul consumo di un’unità

aggiuntiva di reddito disponibile, è rappresentata dalla dicitura c1; 0<c1<1. graficamente

rappresenta l'inclinazione della funzione di consumo !

2. le variabili endogene vengono spiegate all’interno di un modello!

3. nel mercato dei beni se le imposte sono definite da T=T0+tY il moltiplicatore è:

1/(1-C1(1-t))!

4. un aumento del reddito disponibile fa aumentare: il livello di consumo (ma meno che

proporzionalmente, uguale effetto si ha per imposte più elevate) !

5. nel mercato dei beni il moltiplicatore della spesa pubblica è: pari al moltiplicatore degli

investimenti poiché quest’ultimi sono presi come dati. (variabile esogena)!

6. nel mercato dei beni con I=150; c0=40; c1=0,7; T=tY; t=0,2 Y=2800. Qual’è il valore della

spesa pubblica G compatibile con questo equilibrio?

dato che la relazione che permette di determinare la produzione all’equilibrio è data da

Y=c0+c1(Y-T)+I+G

2800=40+0,7(2800-0,2*2800)+150+G

G=1042!

7. all’aumentare del reddito disponibile: il risparmio aumenta meno che proporzionalmente !

8. l’investimento è pari: alla somma di risparmio privato e risparmio pubblico!

9. un aumento della propensione marginale al consumo (c1) provoca: un aumento

dell’inclinazione della curva di domanda!

10. una diminuzione della spesa autonoma provoca: uno spostamento verso il basso della

circa di domanda e una diminuzione più che proporzionale della produzione di equilibrio!

11. cosa si intende per esportazioni nette?: la differenza tra le esportazioni e valore delle

importazioni!

12. interazione tra produzione, reddito e domanda:

un variazione del reddito provoca variazione della domanda di beni che provoca una variazione

della produzione che genera un variazione nella domanda di beni.!

13. da che cosa è composto il PIL: la prima componente è il COSUMO, ovvero i beni&servizi

acquistati dai consumatori, la seconda è l’INVESTIMENTO, somma di inv non residenziale e

inv residenziale, strettamente legato al concetto di “risparmio”; la terza componente dei PIL è la

SPESA PUBBLICA (G), si tratta di beni e servizi acquistati dallo Stato e dagli enti pubblici

includono gli stipendi dei dipendenti statali ma non i TRASFERIMENTI. La quarta voce è le

ESPORTAZIONI NETTE, date dall differenza tra le esportazioni e le importazioni,

il PIL in definitiva può essere scritto con la seguente dicitura.

PIL=C+I+G+NX

PIL=C+I+G+(X-Z)!

14. L’investimento in scorte è dato dalla differenza di beni prodotti in un dato periodo e di beni

venduti in quel periodo, se si producono più beni di quanti vengono venduti si ha un incremento

delle scorte e un investimento in scorte positivo; viceversa se vengono prodotti meno beni di

quanti vengono venduti, si attinge alle scorte che diminuiscono e si genera così un

investimento in scorte negativo.!

15. il reddito disponibile è definito come il residuo del reddito percepito dopo avere ricevuto i

trasferimenti e pagato le imposte. indicato con Y !

d

16. in equilibrio la produzione è uguale alla domanda che a sua volta dipende dal reddito che è

uguale alla produzione.!

17. La spesa autonoma è uguale a (c0-c1T+I+G) NON DIPENDE DAL LIVELLO DI

PRODUZIONE!

18. l’equilibrio nel mercato dei beni può essere espresso equivalentemente in termini di

consumo (produzione=domanda) oppure in termini di risparmio (investimento=risparmio)

CURVA IS (investment-saving). in entrambi i metodi di risoluzione si ottiene la forma

y=(1/1-c1)*(C0+I+G-c1T)!

19. il risparmio è la somma di risparmio pubblico (T-G) e risparmio privato (S=Y-T-C)

!

CAP IV MERCATI FINANZIARI!

1. La domanda di moneta dipende: negativamente dal tasso di interesse (i), positivamente dal

livello totale delle transazioni assunto come proporzionale al reddito nominale ($Y) dunque

D

M =$YL(i)!

2. un aumento del reddito nominale ($Y) provoca: un aumento della domanda di moneta!

3. un aumento dell’offerta di moneta provoca una riduzione del tasso di interesse!

4. la banca centrale aumenta l’offerta di moneta: attraverso l’acquisto di titoli pagati con nuova

moneta!

5. il prezzo di un titolo, ad un anno da oggi è 210, il tasso di interesse è 0,05 qual’è il

prezzo del titolo oggi?

210/(1+i)=210/1,05=200!

6. il tasso di interesse di equilibrio è tale da uguagliare domanda e offerta di moneta!

7. l’offerta di moneta è pari a 600, il circolante è 200 il coefficiente di riserva è 0,1; a quanto

ammontano i depositi?: poiché l’offerta di moneta deve coincidere con la domanda di moneta

S= D

(M M ) e poiché la domanda di moneta è data dalla somma di domanda di circolante

(individui) e di domanda riserve (banche) che a sua è data dal prodotto tra l’ammontare di

depositi e il coeff. di riserva ottengo:

600=200+riserve

600=200+coeff di riserva*depositi

600=200+0,1*D

D=400/0,1=4000!

8. la domanda di moneta emessa dalla banca centrale è: domanda di circolante da parte degli

individui e domanda di riserve da parte delle banche!

9. le passività della banca centrale sono composte dalla moneta emessa dalla banca centrale

(riserve+circolante), mentre le passività delle banche sono composte dai depositi in conto

corrente !

10. l’offerta aggregata di moneta (1/(c+coef.riser.(1-c)) aumenta se diminuisce il coefficiente di

riserva obbligatoria (denominatore diminuisce, frazione aumenta)!

11. una diminuzione del reddito nominale provoca: uno spostamento della curva di domanda di

moneta verso sinistra!

12. un diminuzione dell’offerta di moneta provoca una riduzione del tasso di interesse e quindi

una riduzione del prezzo dei titoli!

13. un aumento del tasso di interesse provoca una diminuzione del prezzo dei titoli!

14. un operazione espansiva di mercato aperto provoca: (acquisto di titoli sul mercato da parte

della banca centrale con messa in circolo di nuova moneta) l’aumento di domanda di titoli e

quindi del loro prezzo!

15. un aumento del coeff di riserva provoca una diminuzione della quantità di moneta !

!

!

CAP V I MERCATI DEI BENI E I MERCATI FINANZIARI: MODELLO IS-LM!

1. secondo l’equazione di comportamento dell’investimento [I=I(Y ,i )] gli investimenti

+ -

aumentano all’aumentare del reddito o al diminuire del tasso di interesse.!

2. nel mercato dei beni, un aumento del tasso di interesse provoca: una diminuzione degli

investimenti e una diminuzione della domanda di beni (diminuendo il valore degli investimenti

diminuisce il valore totale della produzione che è uguale alla domanda di beni)!

3. curva IS un aumento della spesa pubblica (G) provoca: uno spostamento verso destra

della curva IS!

4. nei mercati finanziari una diminuzione del reddito ($Y) provoca: poiché la relazione di

equilibrio sui mercati finanziari è $YL(i)/P=M/P (domanda reale di moneta=offerta reale di

moneta) se si riduce il reddito nominale diminuisce la domanda di moneta, e quindi diminuisce

pure il tasso di interesse!

5. curva LM. la curva LM si sposta verso il basso a seguito di: l’acquisto di titoli sul mercato

aperto da parte della banca centrale. infatti con l’acquisto di titoli da parte della banca centrale,

l’offerta di moneta aumenta —> diminuisce il tasso di interesse, aumenta la produzione e LM si

sposta verso destra !

6. IS-LM Una politica fiscale restrittiva provoca: uno spostamento di IS verso sinistra e nessun

effetto su LM: infatti una contrazione fiscale [diminuzione di G-T] (aumento di imposte senza

variazione di G) provoca una riduzione del reddito disponibile (se aumentano le imposte al

consumatore rimane meno in tasca), si riduce la domanda di beni e così anche la produzione

per effetto del moltiplicatore. riducendosi la produzione l’economia si muove lungo LM che

rimane invariata fino a raggiungere il nuovo livello di produzione più basso quindi IS si sposta

verso sinistra!

7. un deterioramento della fiducia dei consumatori provoca: una diminuzione del tasso di

interesse e una diminuzione del reddito!

8. un mix di politica monetaria restrittiva e di politica fiscale espansiva provoca: certamente

un aumento del tasso di interesse. Infatti una politica fiscale espansiva consiste nell’aumentare

la spesa pubblica o diminuire le imposte, tali voci rientrano solo nella determinazione della

curva IS che si sposta verso destra: aumenta il tasso di interesse, e la produzione e in

definitiva aumenta il consumo; un politica monetaria restrittiva, incide solo su LM che si sposta

verso sinistra riducendo i. congiuntamente i aumenta come anche Y ma vi è un effetto incerto

sugli investimenti.!

9. se LM è pressoché orizzontale: la domanda di moneta è molto sensibile al tasso di interesse!

10. nel modello IS-LM il mercato dei beni è caratterizzato da un lento aggiustamento del

consumo al reddito , come anche un lento aggiustamento della produzione alla domanda e

dell’investimento alla produzione)!

11. in presenza di LM pressoché verticale, un aumento delle imposte provoca un aumento degli

investimenti. infatti LM non varia resta verticale un aumento delle imposte, riduce il reddito

disponibile e quindi IS si sposta verso sinistra la riduzione resta inalterata ma il tasso di

interesse si riduce. gli investimenti dipendono negativamente dal tasso i: una riduzione di i

provoca un aumento degli investimenti!

12. in presenza di LM orizzontale la politica fiscale: è assolutamente efficace. infatti in generale

si può dire la politica fiscale è tanto più efficace quanto più LM è piatta o IS è verticale. infatti

quando LM è verticale h (=sensibilità alle variazioni del tasso di interesse) è uguale a 0 e

invece quando LM è orizzontale h=oo (ipotesi keynesiana)!

13. una diminuzione delle imposte provoca: un effetto ambiguo sugli investimenti. infatti

bisognerebbe analizzare dato che gli investimenti rientrano sia in IS che in LM come variano

nelle singole curve.!

14. un restrizione monetaria provoca una diminuzione degli investimenti. infatti IS resta

inalterata LM si sposta verso sinistra in tal modo il tasso di interesse aumenta e quindi

diminuiscono gli investimenti!

15. un mix di politica fiscale espansiva e di politica monetaria espansiva provoca un

aumento del cosumo e una diminuzione degli investimenti. !

!

!

!

CAP VII MERCATO DEL LAVORO "

1. equazione dei salari (W/P=PF(u-,z+)). un aumento del livello atteso dei prezzi provoca:

un aumento del salario nominale W. !

2. equazione dei salari, un aumento del tasso di disoccupazione (u) determina: un

diminuzione del potere contrattuale dei lavoratori. Se tasso u cresce W diminuisce inoltre

premette alle imprese di pagare salari < senza rinunciare all’efficienza dei lavoratori!

3. equazione dei salari. un diminuzione dei sussidi di disoccupazione provoca un

diminuzione dei salari nominale dato che i lavoratori sono disposti ad accettare salari più bassi

pur di evitare la disoccupazione!

4. equazione dei prezzi (W/P=1/1+markup) il salario reale: il tasso di disoccupazione non ha

alcun effetto sul salario reale !

5. nel mercato del lavoro un aumento del salario minimo determina un aumento del tasso

naturale di disoccupazione !

6. secondo la teoria dei salari di efficienza le imprese sono disposte a offrire salari più

elevati per ridurre il turnover dei lavoratori e per far aumentare la produttività dei lavoratori!

7. una legislazione antitrust più restrittiva determina una riduzione del tasso naturale di

disoccupazione a seguito di una riduzione del markup. Infatti una legislazione antitrust più

restrittiva aumenta i salari reali W/P dunque e dunque una riduzione del marckup. tale

riduzione comporta che la linea dei prezzi si sposti verso l'alto mentre la curva dei salari rimane

inalterata per questo motivo u diminuisce!

8. un’ipotesi fondamentale per la determinazione dell’equilibrio nel mercato del lavoro: è

che il livello dei prezzi attesi sia uguale al livello dei prezzi effettivi e che dunque i salari

nominali dipendano dai prezzi effettivi!

9. è affermazione vera che il tasso di disoccupazione è misura imperfetta del numero di persone

che non lavorano ma che vorrebbero lavorare!

10. che cosa si intende per salario di riserva? il salario che rende indifferenti i lavoratori tra

lavorare e non lavorare e quindi il salario al di sopra del quale i laboratorio sono disposti a

lavorare!

11. un aumento del salario di riserva provoca: uno spostamento verso l’alto della curva dei

salari.!

12. una diminuzione del salario minimo provoca una riduzione del tasso naturale di

disoccupazione: infatti se il salario minimo diminuisce la linea dei prezzi rimane inalterata

mentre la curva dei salari si abbassa dunque il tasso diminuisce !

13. una diminuzione del markup e un contemporaneo aumento del salario minimo

provocano: certamente un aumento dei salari infatti dato che dall’equazione dei prezzi

sappiamo che W/P dipende dal markup in maniera negativa una sua diminuzione porta ad un

aumento di W/P !

14. una diminuzione della competitività tra le imprese provoca un aumento del tasso naturale

di disoccupazione e una conseguente riduzione del salario reale. una riduzione della

competitività fa aumentare il markup per le imprese che aumentano i prezzi a partita di salati e

diminuiscono i salari reali.!

!

!

CAP VIII UN ANALASI DI EQUILIBRIO GENERALE IL MODELLO AS-AD !

1. AS una diminuzione della produzione provoca: una diminuzione dei salari. infatti data la

forma funzionale di AS

e

P=P (1+mkup)F(1-Y/L(-),z(+))

se Y (produzione) diminuisce, l’occupazione diminuisce, aumenta la disoccupazione e il

relativo tasso (u) che provoca un a riduzione dei salari e una riduzione conseguente dei prezzi

effettivi così come di quelli attesi!

2. AS una diminuzione del livello atteso dei prezzi provoca una diminuzione del livello dei

prezzi effettivo: attraverso una diminuzione dei salari. Il livello effettivo dei prezzi dipende dal

livello atteso dei prezzi se il primo diminuisce diminuisce pure il secondo che porta a a salari

più bassi (AS si sposta verso lil basso)!

3. AD: un aumento delle imposte provoca una diminuzione della produzione a parità di prezzi.

La curva AD si sposta verso sinistra e dato il livello di prezzi diminuisce il reddito disponibile,

diminuisce il consumo così come la domanda e di conseguenza la produzione!

4. AD una diminuzione del livello dei prezzi: fa aumentare i saldi monetari reali (M/P) e di

conseguenza da aumentare la produzione: infatti se M/P aumenta, significa che l’offerta di

moneta è maggiore della demanda di moneta per cui il tasso di interesse dovrà scendere

favorendo un aumento degli investimenti quindi della domanda q quindi della produzione.!

5. AS-AD nel breve periodo: variazioni di una variabile di AS-AD portano a variazioni nel

livello dei prezzi e della produzione. Non necessariamente la produzione di equilibrio deve

essere uguale alla suo livello naturale. La produzione di equilibrio dipende dunque da

posizione di AS quindi dal livello di prezzi attesi e dalla posizione di AD quindi anche da G,T e

M. Dunque la produzione di equilibrio può essere < o > della livello naturale: variazioni dei

fattori della domanda o dell’offerta portano a variazioni della produzione e del livello di prezzi!

6. neutralità della moneta significa che la politica monetaria non può sostenere un livello di

produzione più elevato per sempre: infatti nel breve periodo un aumento dello stock reale di

moneta M/P conduce ad un aumento della produzione (Y) e ad un abbassamento del tasso di

interesse; nel medio periodo l’aumento dello stock reale di moneta (M/P) provoca un rialzo dei

prezzi e conseguentemente un rialzo del tasso i che riduce la produzione ai livelli normali: in

sintesi variazioni nello stock nominale di moneta (ΔM) nel breve periodo sono perfettamente

compensate da variazioni proporzionali del livello di prezzi (ΔP) nel medio periodo!

7. AS-AD a seguito di un aumento del disavanzo (↑G) il tasso di interesse è più elevato nel

medio periodo, infatti se G↑ i nel breve periodo diminuisce mentre aumenta nel medio periodo!

RIASSUNTO EFFETTI

BREVE"" MEDIO

LIVELLO i LIVELLO LIVELL LIVELL

i

Y " P O Y O P

ESPANSIONE ↑ ↓ ↑ ↑

MONETARIA" ∅ ∅

POCO

(↑M)

RIDUZIONE

DEL ↓ ↑ ↓POCO ↓ ↓

DISAVANZO"

(↓G)

AUMENTO

PREZZO ↓ ↑ ↑ ↓ ↑ ↑

PETROLIO"

(↑P)

8. AS-AD un aumento della concorrenza provoca: uno spostamento della curva d’offerta.

infatti data la curva di offerta

e

AS: P=P (1+μ)F(1-Y/L,z) ↓

e

se concorrenza aumenta μ↓: quindi P e anche P↓ : AS si sposta verso il basso (aumenta Y e

si riduce P)!

9. uno shock negativo all’offerta provoca: un aumento del livello dei prezzi e una diminuzione

della produzione nel medio periodo. shock a AS producono variazioni di μ che inducono

maggiori prezzi e minori produzioni nel medio periodo!

10. quando la produzione è inferiore al suo livello naturale: AS si sposta verso il basso poiché

il livello dei prezzi è minore del livello atteso, l’aggiustamento termina quando, in AS’; la

produzione raggiunge il suo livello naturale

P AS

AD AS ‘

!

11. AS-AD nel breve periodo l’aumento della

spesa pubblica provoca: uno

Y

Y Y

! n e

spostamento di AD verso destra, infatti nell’equazione della curva AS : P=P (1+μ)F(1-Y/L,z)

non rientra la voce (G) mentre nell’equazione dell’AD : Y=Y(M/P,G,T) un aumento di G

comporta che AD trasli verso destra lungo AS AS AD

!

12. L’aumento del prezzo del petrolio ha provocato: una diminuzione del livello naturale di

produzione. infatti un aumento del prezzo del petrolio provoca un aumento dei markup μ (in

↑P=↑costi e

quanto produzione=↑P ) inoltre diluiscono i salari reali W/P il che fa aumentare il

tasso di disoccupazione υ che riduce il livello naturale di occupazione e di conseguenza il

livello naturale di produzione!

13. IS-LM,AS-AD una diminuzione delle imposte provoca: nel breve periodo uno spostamento

della IS e della AD verso destra. Con il passare del tempo la AS si sposta verso l’alto lungo la

AD. L’aumento dei prezzi fa spostare a sua volta LM verso l’alto facendo ritornare la

produzione al suo livello iniziale. !

14. AS-AD nel breve periodo una restrizione monetaria (↓M) provoca [vedi tabella] (↓M/P)

rientra dell’equazione AD [Y=Y(M/P,G,T)] quindi si riduce la produzione (Y) e in modo lieve i

prezzi !

CAP IX TASSO NATURALE DI DISOCCUPAZIONE E CURVA DI PHILLIPS!

1. la curva di Phillips mette in relazione: il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione. In

particolare la relazione è negativa tra disoccupazione (υ) e inflazione (π). infatti

e e

π=π +(μ+z)-αυ data l’inflazione attesa π se cresce il tasso di disoccupazione l’inflazione

diminuisce ( motivo è che un maggior tasso di disoccupazione fa diminuire i salari W e i prezzi

P in un circolo continuo che porta dunque ad un progressiva diminuzione dell’inflazione!

2. la curva di Phillips accelerata mette in relazione la VARIAZIONE DEL TASSO DI

INFLAZIONE e il tasso di disoccupazione

Δπ⇄u

⇄u!

π -π

t t-1

3. che cos’è il NAIRU? Non-Accelerating Inflation Rate of Unemployement (tasso di

disoccupazione di inflazione stabile) indica il tasso di disoccupazione di equilibrio e, pertanto,

equivale al Tasso naturale di disoccupazione indica il tasso di disoccupazione che mantiene

costante l’inflazione!

4. che cosa accadrebbe al tasso di inflazione se il governo implementasse una politica

volta a ridurre il tasso di disoccupazione al di sotto del tasso di disoccupazione

normale? il tasso di inflazione crescerebbe ad un tasso costante!

5. quale evidenza empirica ha motivato la specificazione della curva di Phillips accelerata?

La scomparsa della relazione negativa tra il tasso di inflazione e il tasso di disoccupazione a

partire dagli anni ’70.!

6. che cosa si intende per persistenza del tasso di inflazione? il tasso di inflazione di un dato

periodo (t) e positivamente correlato con il livello dell’inflazione nel periodo successivo (t+1)

attraverso la formula

et

Π =Π Θ dove Θ descrive l’effetto del tasso di inflazione del periodo precedente sul tasso di

t-1 ]!

e

inflazione atteso per il periodo corrente [↑Θ=↑Π

7. che cosa si intende per aspettative adottive nella curva di Phillips: le aspettative

di inflazione vengono formulate in base al tasso di inflazione del periodo precedente.

vedi formula punto precedente!

8. qual’è la relazione tra il potere di mercato delle imprese e il tasso naturale di

disoccupazione?: positiva : al cresce del potere di mercato delle imprese, si riduce la

forza contrattuale dei lavoratori che sono costretti ad accettare salari più bassi e il

tasso di disoccupazione aumenta!

9. quale effetto sulla relazione di Phillips ha l’introduzione dell’indicizzazione

salariale?: l’inflazione risponde di più ad una variazione del tasso di disoccupazione.

In altre parole L’indicizzazione salariale amplifica l’effetto della disoccupazione sul

tasso di inflazione !

10. la curva di Phillips può indebolirsi in caso di inflazione nulla!

11. un elevato tasso di disoccupazione non necessariamente riflette un elevato tasso

naturale di disoccupazione !

12. la diminuzione del tasso naturale di disoccupazione statunitense dipende in parte

da un aumento della popolazione detenuta, è fuori dalla forza lavoro e non incide sul

calcolo del tasso di disoccupazione!

13. in presenza di indicizzazione salariale: un aumento dei prezzi provoca un aumento

dei salari nel corso dello stesso anno si riduce il tasso di disoccupazione. una

proporzione dei contratti di lavoro viene fissata in base all’inflazione attesa. !

14. se il parametro : il tasso di inflazione dipende SIA dal tasso di disoccupazione

Θ è >0

CHE dal tasso di inflazione del periodo precedente!

15. durante la grande depressione: tassi di disoccupazione molto elevati portarono a

una deflazione limitata.

!

CAP X INFALZIONE PRODUZIONE E CRESCITA DELLA MONETA !

1. la legge di Okun mette in relazione la variazione del tasso di disoccupazione e crescita della

produzione. y*

u -u =-β(g -g )

t t-1 yt

dove

y*

g rappresenta il tasso normale di crescita dell’economia

β è una misura di quanto una crescita della produzione oltre il normale si rifletta in una

riduzione del tasso di disoccupazione

In conclusione, una crescita della produzione al di sopra del tasso normale porta a una

riduzione del tasso di disoccupazione; una crescita della produzione inferiore al suo tasso

normale porta a un aumento del tasso di disoccupazione.!

2. si cosideri la seguente relazione u u =-0,3(g -2%). di quanto deve essere la crescita

t- t-1 t

della produzione per evitare un aumento del tasso di disouccupazione?

dunque se Δu=0 -0,3g +0,006=0

t

allora g =2%!

t

3. di quanto deve diminuire il tasso di inflazione se il tasso di disoccupazione eccede del

2% il tasso naturale di disoccupazione e il parametro che descrive l’effetto della

disoccupazione sulla variazione dell’inflazione è =1?

dalla curva di Phillps sappiamo che

ΔΠ=-α(u -u ) dunque

t n

=-1(u +2%-u )

n n

=-1*2%

= 2%!

4. AD un tasso di crescita della moneta più elevato provoca un aumento del tasso di

inflazione e quindi un aumento del tasso di crescita della produzione infatti data AD: Y=Y *(M /

t t

P ) se cresce M cresce pure M /P quindi anche P cresce. cresce Y e aumenta l’inflazione !

t t t t t t

5. nel medio periodo Π=g -g l’inflazione è uguale alla crescita aggiustar dello stock nominale

m y

di moneta (g -g )!

m y

6. il tasso di crescita della moneta viene ridotto al fine di ridurre il tasso di inflazione: quali

sono i canali di breve periodo?: la diminuzione del tasso di crescita della moneta provoca

una diminuzione del tasso di crescita della produzione che a sua volta provoca un aumento del

tasso di disoccupazione e quindi una diminuzione del tasso di inflazione!

7. che cos’è il sacrifice ratio? il numero di punti annuali di eccesso di disoccupazione necessari

a ottenere una riduzione dell’1% dell’inflazione. in altre parole definiamo la differenza di un

punto % tra tasso effettivo e naturale i disoccupazione per un anno come il punto annuale di

eccesso di disoccupazione la somma di tali punti divisa per la riduzione dell’inflazione permette

di ottenere il sacrifice ratio!

8. secondo Lucas: i cambiamenti di politica economica influenzano il modo in cui gli agenti

formano le aspettative. la visione di Lucas prevede che se il cambiamento di politica

economica è credibile il meccanismo di formazione delle aspettative può variare e quindi

consentire un minore aumento della disoccupazione rispetto alla previsione tradizionale,

ovvero se la variazione di poliva economica è pienamente credibile si può ottenere

disinflazione senza costi in termini di maggior disoccupazione!

9. le rigidità nominali riguardano la credibilità della banca centrale nel ridurre l’inflazione !

10. in presenza di contrattazione salariali scaglionate nel tempo la disinflazione deve essere

attuata lentamente in modo da evitare un aumento della disoccupazione!


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DETTAGLI
Esame: Macroeconomia
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.fantin.3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Spano Alessandro.

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