Disavanzo e debito pubblico
Disavanzo: Il disavanzo (o deficit) è la differenza tra entrate (gettito fiscale) e uscite (spesa pubblica) ed è detta saldo pubblico: se tale saldo è negativo, si parla di deficit (o disavanzo); se è positivo, si parla di avanzo; se, infine, è pari a zero, si parla di pareggio del bilancio.
Debito: Il debito è, invece, il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici (quali imprese, individui, banche o Stati esteri) che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell'acquisizione di obbligazioni o titoli di stato.
Disavanzo e debito: Il vincolo di bilancio è pari a D = G – T = ∆M + ∆B in cui il (D) disavanzo pubblico è dato da spesa pubblica (G inclusi i trasferimenti) meno tassazione (T) uguale al suo finanziamento tra nuova moneta (∆M) o emissione di nuovi titoli (∆B). Il disavanzo può essere finanziato o con la tassazione (T) o con moneta (M) o con titoli (B).
Cosa fa uno Stato per ridurre il debito?
Un paese che parte con un debito elevato deve prima stabilizzare (∆B = 0) e poi cercare di ridurre (∆B < 0) il rapporto debito/pil.
Politiche di rientro
- Finanziamento monetario dei disavanzi: Questo primo intervento è quello di accrescere il finanziamento monetario, ossia il signoraggio, che quanto più risulta elevato, tanto più riesce a contenere l’emissione di titoli e la crescita del debito. Questi tipi di finanziamenti, però, sono stati proibiti dal Trattato di Maastricht del 1992.
- Tasso di crescita del reddito: Un'elevata crescita del reddito facilita l’operazione di rientro, ma può essere penalizzata proprio dalle misure restrittive attuate per il risanamento.
- Controllo dei tassi d’interesse: Un’altra possibilità per contenere il rapporto debito/pil è quella di abbassare il più possibile il tasso di interesse, anche se ciò è spesso difficile poiché il tasso d’interesse in genere è già scarsamente manovrabile in un’economia aperta.
- Il conseguimento di avanzi primari: Quest’ultimo è un elemento essenziale nelle azioni di rientro in cui si potrebbe agire su due fronti:
- Aumentando la tassazione (ma stando attenti agli effetti distorsivi e redistributivi).
- Riducendo la spesa pubblica.
Informazioni
- Debito pubblico in Italia oggi è al 133%.
- Quando siamo entrati nell’Unione Europea era superiore al 100%.
- La spesa pubblica in Italia è intorno al 50%.
Politica fiscale e monetaria
Politica monetaria
La politica monetaria è la politica con cui la Banca Centrale influenza l’offerta di moneta.
- Si definisce espansiva una politica monetaria che, attraverso la riduzione dei tassi di interesse, voglia stimolare l'offerta di moneta e quindi gli investimenti e la produzione di beni e servizi.
- Al contrario si definisce restrittiva una politica monetaria che, attraverso l'aumento dei tassi d'interesse, riduca l'offerta di moneta e quindi renda meno conveniente investire e produrre. Politiche monetarie restrittive hanno l'obiettivo di ridurre l'inflazione, o far calare il disavanzo pubblico, facendo rallentare la crescita economica.
Politica fiscale
La politica fiscale è la politica con cui i governi (autorità fiscali) influenzano l’ammontare della spesa pubblica e della pressione fiscale.
- Una politica fiscale espansiva mira, attraverso un aumento della spesa pubblica o una riduzione delle imposte, ad aumentare il livello della domanda globale e di conseguenza il reddito d'equilibrio.
- Una politica fiscale restrittiva, invece, persegue un obiettivo opposto, attraverso una riduzione della spesa pubblica o un aumento delle imposte.
Perché l’Italia entrò nell’euro?
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