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Domande economia internazionale (6 CFU)

Domande brevi (2 da 3 punti)

Spiegare cos’è il tasso di cambio:

1. Il tasso di cambio è il prezzo di una valuta in termini di un’altra. La quotazione “incerto per certo” misura il numero di unità di valuta nazionale che vengono scambiate contro una unità della valuta estera considerata. Con questa definizione il tasso di cambio è quindi il prezzo della valuta estera in termini della valuta nazionale (la quotazione “certo per incerto” funziona al contrario).

Regimi di cambi perfettamente flessibili:

2. Il tasso di cambio fluttua liberamente in risposta a eccessi di domanda di valuta estera (contro valuta nazionale) sull’offerta, così come succede al prezzo di una qualunque merce nel relativo mercato.

Regimi di cambi rigidamente fissi:

3. Squilibri della domanda e offerta vengono controbilanciati dalle autorità monetarie (Banca Centrale) attingendo alle riserve di valuta estera (riserve ufficiali). Se la compensazione è perfetta, il valore del tasso di cambio resta costante nel tempo. Se non lo è, esso varia entro i limiti imposti dal regime di cambio considerato (“flessibilità limitata”).

Bilancia dei pagamenti

4. La bilancia dei pagamenti è un documento contabile in cui vengono registrate tutte le transazioni economiche effettuate in un dato periodo di tempo fra quel paese e il resto del mondo. È in avanzo se le entrate in valuta estera sono superiori alle uscite, si presenta un eccesso di offerta di valuta estera rispetto alla domanda. Viceversa, il disavanzo si verifica quando le uscite sono superiori alle entrate, che implicano un eccesso di domanda di valuta estera sull’offerta.

5. Relazione tra il saldo della bilancia dei pagamenti e l’andamento del tasso di cambio:

Esiste una stretta relazione fra il saldo della bilancia dei pagamenti e l’andamento del tasso di cambio: le variazioni del tasso di cambio possono influenzare i saldi della bilancia dei pagamenti, ed eventualmente riportarli in equilibrio. Se questo accade, l’equilibrio economico della bilancia dei pagamenti coincide con quello contabile. Se invece non sono in grado di riequilibrare eventuali squilibri di domanda e offerta di valuta estera contro la valuta nazionale, la differenza fra entrate e uscite di valuta estera viene compensata dalle autorità monetarie attraverso variazioni dello stock di riserve ufficiali. Questo fa sì che la bilancia dei pagamenti sia sempre contabilmente in pareggio, anche in assenza di equilibrio economico.

Le ondate della globalizzazione

6. Si parla di 3 ondate di globalizzazione: la prima va dal 1870 al 1914 e ha visto come motore propulsivo un cambiamento radicale nella tecnologia dei trasporti, un forte incremento dei flussi di capitale, dei flussi migratori e del volume degli scambi commerciali. La seconda ondata, che va dal 1950 al 1970, ha avuto come motore propulsivo il progresso tecnologico nella trasmissione (telefono) e nell’elaborazione delle informazioni (computer). Si sviluppa il commercio intra-industriale (cioè la simultanea importazione ed esportazione di prodotti appartenenti alla stessa industria). La terza ondata va dal 1980 a oggi: progresso tecnologico nei trasporti e comunicazioni, sia dal processo di integrazione commerciale promosso dal GATT prima e dal WTO a partire dal 1995. In questo periodo esplode il commercio di beni intermedi in conseguenza della sempre più diffusa frammentazione internazionale della produzione, fenomeno connesso allo sviluppo delle imprese multinazionali.

Il Fondo monetario internazionale

7. Il Fondo monetario internazionale, FMI, nasce nel 1945 con 25 membri, ora ne ha 190. Ha sede a Washington, DC (USA). Gli obiettivi principali: assistere i paesi con “difficoltà di bilancia dei pagamenti”, ovvero difficoltà nel reperire fondi finanziari per ripagare i propri creditori internazionali; assicurare il buon funzionamento del sistema internazionale dei pagamenti. Ogni paese membro versa al FMI una certa somma chiamata “quota” determinata dal Fondo stesso sulla base della ricchezza del paese. Le quote vengono revisionate ogni 5 anni e costituiscono le risorse di cui il fondo si serve per fare prestiti a paesi in difficoltà, per determinare quanto un membro può prendere a prestito dal Fondo, il potere di voto di ciascun paese membro, proporzionale alla sua quota.

L’organo di comando più alto è il Consiglio dei governatori (24 persone) che rappresenta l’assemblea degli azionisti (si riunisce una volta l’anno). Il Consiglio di Amministrazione gestisce quotidianamente il FMI. Il Consiglio di Amministrazione è composto da 24 membri, detti direttori esecutivi (8 direttori rappresentano singoli paesi: Arabia Saudita, Cina, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Russia, Stati Uniti).

Le funzioni del FMI:

  • Sorveglianza: visionare stabilità e il corretto funzionamento del sistema monetario internazionale.
  • Assistenza finanziaria: fornitura di credito ai paesi con “difficoltà di bilancia dei pagamenti” che ne fanno richiesta.
  • Assistenza tecnica: per la formazione delle istituzioni economiche (es. banca centrale) ai paesi emergenti e in transizione.

Come eroga i finanziamenti: il FMI presta in modo condizionale, dopo aver concordato piani di intervento governativi. In primis il paese richiedente redige una lettera di intenti. Quando vengono approvati, i crediti vengono erogati. Limite del prestito: commisurato a un multiplo della quota e aumentato dopo la crisi finanziaria del 2008.

Come prestare in modo efficace: trade-off: valutazione dell’affidabilità del debitore e rapidità di intervento. Problema: lentezza nel processo di erogazione e rischio di intempestività durante una crisi finanziaria. Nuovo concetto di condizionalità: valutazione dei fondamenti di un’economia e della condotta coerente della politica economica.

I 5 paesi più indebitati con il fondo: Argentina, Egitto, Ucraina, Ecuador, Pakistan.

8. I diritti speciali di prelievo (DSP): i diritti speciali di prelievo sono “moneta di riserva” ideata e gestita dal FMI. Hanno due caratteristiche importanti che li distinguono dalla moneta: hanno la funzione di “unità di conto” e di riserva di valore”, ma non quella di mezzo di scambio; i DSP non sono passività del FMI, come invece le monete nazionali che sono passività delle Banche Centrali.

Banca Mondiale

9. La Banca Mondiale nasce nel 1944 insieme al FMI, sede a Washington. Obiettivi principali: lotta alla povertà e al cambiamento climatico; assistenza finanziaria e tecnica allo sviluppo; sostegno e promozione per una crescita equilibrata del commercio internazionale. Fornisce prestiti e assistenza ai paesi a basso e medio reddito. I 189 paesi membri sono azionisti con potere di voto proporzionale alla sottoscrizione del capitale, basato sulla forza economica del paese membro. Ciascun paese membro designa un governatore e un sostituto, che si riuniscono una volta all’anno.

Organizzazione della Banca Mondiale: Consiglio dei Governatori, come assemblea azionisti. Consiglio Direttivo, composto da 25 direttori e il Presidente. 5 Direttori Esecutivi rappresentano singoli paesi (la Francia, la Germania, il Giappone, il Regno Unito, gli Stati Uniti), mentre 19 rappresentano gruppi di paesi. Il compito della Banca Mondiale è quello di promuovere la crescita dei paesi più poveri.

La Banca Mondiale come interviene: con prestiti, generalmente agevolati e per progetti specifici e con varie forme di investimento.

GATT e OMC

8. Il GATT fu costituito nel 1947 e gli fu affidato il ruolo di sede internazionale dove negoziare le riduzioni tariffarie, la regolamentazione del commercio internazionale, le risoluzioni dei contrasti commerciali. Ha promosso un processo di liberalizzazione dei flussi commerciali: ha dichiarato illegale l’uso generalizzato dei contingentamenti (restrizioni quantitative alle importazioni) e stabilito l’estensione a tutti i paesi: in base all’articolo 1 del GATT, nessun paese può dare vantaggi speciali a un altro o discriminarlo. Il GATT è parte integrante dell’OMC, fondato nel 1995: hanno promosso negoziati commerciali bilaterali, in cui vi erano oltre a barriere tariffarie tradizionali, anche sussidi, misure compensative, antidumping...

L’OMC, organizzazione mondiale del commercio, nasce nel 1995, costituisce una vera e propria organizzazione, che ha sede a Ginevra e ha vari organi decisionali: il livello più alto è costituito dalla Conferenza Ministeriale (che si riunisce ogni 2 anni). Subito al di sotto si trova il Consiglio generale che si riunisce varie volte all’anno. Obiettivi principali: favorisce un commercio equo (fair trade) basato su regole condivise, trasparenza e stabilità negli scambi internazionali. Attività principali: negoziare l’abbattimento delle barriere commerciali, dirimere le dispute commerciali. Il GATT e l’OMC sono in genere descritte come istituzioni che promuovono il libero scambio, ma ciò non è del tutto vero in quanto certi casi ammettono nelle transazioni l’uso di strumenti di protezione quali i dazi.

9. Agenda di Doha del 2001 (2001-2015): apertura dei mercati agricoli nei paesi avanzati agli esportatori provenienti dai paesi in via di sviluppo; apertura di mercati di servizi (soprattutto finanziari) nei paesi emergenti; fine del round (fallito) nel 2015 (Conf. di Nairobi). Conclusioni principali a Nairobi (2015): eliminazione dei sussidi all’esportazione in agricoltura (attuazione graduale), eliminazione dei dazi su 201 prodotti dell’information technology (circa 10% del commercio mondiale). Misure a favore del commercio per i paesi in via di sviluppo. Ingresso di Afghanistan e Liberia. Tentativo di partire con un nuovo OMC.

Conclusioni principali a Buenos Aires (12/2017): negoziazioni sui sussidi alla pesca, commercio elettronico: assenza di imposizioni di dazi.

Conclusioni principali a Ginevra (06/2022): accordi sui sussidi alla pesca; sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid (possibilità per i paesi in via di sviluppo di produrli senza pagare per le licenze di produzione). Importanti decisioni sulla sicurezza alimentare e sull’e-commerce. Discussa la riforma dell’OMC.

La Banca per i regolamenti internazionali

10. La Banca per i regolamenti internazionali, BRI, venne stabilita nel 1930 con sede in Basilea come un organismo internazionale le cui funzioni erano la raccolta, amministrazione, distribuzione e finanziamento delle rate delle riparazioni di guerra cui la Germania era obbligata a seguito della sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. Venuto meno il suo ruolo originario, il campo d’azione della BRI si concentra oggi in due aree principali: assiste le banche centrali e altre autorità monetarie nei loro sforzi diretti a promuovere una maggiore stabilità monetaria finanziaria.

La BRI agisce come una banca fornendo loro servizi collegati alle loro operazioni finanziarie. Essa agisce anche come banchiere e gestore di fondi per varie istituzioni finanziarie internazionali. La BRI è una società per azioni, le cui quote sono possedute da 60 banche centrali. L’organizzazione interna della BRI contempla 3 unità decisionali: il Consiglio Generale, cui partecipano le banche centrali azioniste; il Comitato dei Direttori, cui sono affidate le decisioni ordinarie; l’Amministrazione della BRI, cui spetta l’esecuzione delle decisioni prese dal Consiglio e dal Comitato.

Teoria del commercio internazionale

11. La Teoria del commercio internazionale (natura microeconomica): si occupa delle cause, della struttura e del volume del commercio internazionale, dei vantaggi e della loro ripartizione, della determinazione dei prezzi relativi dei beni in un’economia aperta, della specializzazione internazionale, degli effetti dell’imposizione di dazi e contingentamenti, degli effetti dello scambio internazionale sulla struttura interna della produzione e del consumo di ciascun paese. Carattere distintivo della teoria del commercio internazionale è l’ipotesi che gli scambi avvengano in forma di baratto o che serve soltanto una unità di riferimento. Una seconda condizione di questa ipotesi è che non esistono problemi di bilancia dei pagamenti.

12. La Teoria delle relazioni finanziarie internazionali (natura macroeconomica): si occupa dei problemi posti dagli squilibri della bilancia dei pagamenti in un’economia monetaria, dei vari regimi di cambi, della determinazione del tasso di cambio, delle unioni monetarie, dei problemi di liquidità internazionale e di altri concernenti il sistema monetario internazionale.

13. Nella teoria tradizionale del commercio internazionale: è possibile distinguere 3 schemi teorici principali:

  • La teoria classica dei costi comparati (Torrens e Ricardo), secondo la quale tali determinanti vanno individuate nelle differenze di tecnologia fra i diversi paesi.
  • La teoria di Heckscher-Ohlin, che pone l’accento sulle differenze delle dotazioni relative di fattori produttivi.
  • La teoria neoclassica (Mill e Marshall), secondo la quale tali determinanti vanno individuate simultaneamente nelle differenze tecnologiche, di dotazioni relative dei fattori e di gusti fra i diversi paesi.

Le ipotesi fondamentali della teoria ortodossa sono l’omogeneità dei prodotti e la concorrenza perfetta su tutti i mercati.

14. Le principali istituzioni economiche internazionali: le principali organizzazioni economiche internazionali sono: Fondo Monetario Internazionale (FMI), Banca Mondiale (BM), Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Le prime due nascono con la conferenza di Bretton Woods nel 1944, e sono anche dette “Istituzioni Finanziarie Internazionali” (IFI). L’OMC deriva dal GATT (1946).

15. Spiegare cos’è il tasso di cambio effettivo:

Il tasso di cambio effettivo è un indice, nel quale i tassi di cambio bilaterali della valuta considerata rispetto alle altre vengono ponderati ed è dato dalla formula:

I tassi di cambio effettivi vengono calcolati e pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale e dalle banche centrali e da organismi privati.

16. Illustrare il significato della scheda BB nell’approccio Mundell-Fleming. È crescente o decrescente? Perché

La scheda BB rappresenta l’equilibrio della bilancia dei pagamenti che si ha quando la somma algebrica del ( ) + ( ) == , saldo fra esportazioni e importazioni e del saldo dei movimenti di capitali è nullo. − Essa è crescente, perché date le esportazioni, a un maggiore reddito corrispondono maggiori importazioni e quindi occorre un maggiore saggio dell’interesse (il che fa aumentare il saldo dei movimenti di capitale) per mantenere l’equilibrio della bilancia dei pagamenti.

17. Spiegare cos’è un contingentamento: il contingentamento è una limitazione quantitativa posta all’importazione di un bene e quindi costituisce un controllo diretto sul commercio internazionale.

18. Si supponga che valga la condizione di parità coperta. Se il tasso di interesse nazionale è pari 0,45, quello estero a 0,3 e il tasso di cambio a pronti è pari a 1, a quanto equivale il tasso di cambio a termine? A quanto equivale il tasso di cambio reale se il livello dei prezzi nazionali è 10 e quello estero 5?

Il tasso di cambio a termine è uguale a 1,15. Il tasso di cambio reale = livello dei prezzi nazionali (10)/livello dei prezzi estero (5) = 2. Il tasso di cambio reale equivale a 2.

19. Spiegare perché se la somma delle elasticità critiche è pari 0,8 una svalutazione peggiora il saldo della bilancia dei pagamenti:

Se la somma delle elasticità è pari a 0,8, il saldo della bilancia peggiora a seguito di una svalutazione, in quanto secondo la condizione di Marshall-Lerner, una svalutazione del tasso di cambio faccia migliorare la bilancia dei pagamenti, la somma dell’elasticità delle esportazioni e dell’elasticità delle importazioni deve essere maggiori di 1. + >

20. Spiegare cosa si intende per crisi valutaria: per crisi valutaria si intende il collasso di un regime di cambi fissi a seguito di una svalutazione persistente del valore della valuta di un paese.

21. Spiegare cosa si intende per nuove teorie del commercio internazionale: le nuove teorie del commercio internazionale esaminano i fenomeni del commercio abbandonando però le ipotesi base della teoria ortodossa ovverosia la concorrenza perfetta e l’omogeneità dei prodotti. Vi sono poi altre due caratteristiche, ovvero la spiegazione del commercio intraindustriale e l’utilizzo di rendimenti di scala crescenti.

22. Esporre l’enunciato del teorema di Stolper-Samuelson: il teorema afferma che l’aumento del prezzo relativo di un bene fa aumentare la remunerazione reale del fattore usato in modo relativamente intenso nella produzione del bene.

23. Se i risparmi domestici di un paese sono pari a 70 e gli investimenti pari a 20, dire a quanto è uguale il saldo delle partite correnti. Se l’assorbimento è pari a 100, dire a quanto è uguale il reddito nazionale:

Il saldo delle partite correnti è uguale alla differenza tra risparmio e investimento, ovvero 50. Il reddito nazionale è invece dato dal saldo delle partite correnti più l’assorbimento, ovvero 150.

24. Un cittadino europeo deve recarsi in Giappone e lì vuole acquistare una macchina fotografica. Se è prevista una riduzione del tasso di cambio euro-yen (quotazione incerto per certo) gli conviene partire subito o aspettare? Perché

Gli conviene aspettare in quanto una volta che il tasso si è ridotto saranno necessari meno euro per acquistare uno yen e ciò significa che pagherebbe di meno la macchina fotografica.

25. Riportare le definizioni di rendita del consumatore e di rendita del produttore. Scrivere a cosa corrispondono nella

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dcila01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Belloc Marianna.
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