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In caso di applicazione della deroga (art. 2423.4) la nota integrativa deve

motivare la stessa e evidenziare l’influenza che essa ha sulla

rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica. Gli

eventuali utili derivanti dall’applicazione della deroga devono essere iscritti in

una riserva non distribuibile. Il bilancio deve essere redatto in unità di euro ad

eccezione della nota integrativa che può essere redatta in migliaia di euro.

La deroga consente di disapplicare i criteri illustrati nei articoli successivi nei

casi eccezionali in cui le disposizioni in essi contenuti contrastino con la

rappresentazione veritiera e corretta. Probabilmente tale deroga è volta a

rafforzare la portata applicativa di quest’ultima clausola generale, facendola

prevalere rispetto ai criteri specifici previsti dal Codice Civile, al fine di

ottenere un’immagine veritiera e corretta a livello sostanziale, non solo

formale.

Dovrà perciò trattarsi di casi veramente eccezionali nei quali le circostanze

abbiano modificato nettamente il valore del bene, rispetto a quello che esso

aveva al momento del sostenimento del costo. Un esempio chiaro potrebbe

essere rappresentato da un terreno non edificabile divenuto edificabile o dalla

scoperta di un pozzo di petrolio in un territorio di proprietà.

6) Il candidato illustri il trattamento contabile che il Codice Civile riserva

alle rimanenze.

Le rimanenze sono iscritte al costo d’acquisto o di produzione o, se minore,

al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. Tale minor

valore non può essere mantenuto nei bilanci degli esercizi successivi se

vengono meno i presupposti necessari. I costi di distribuzione non possono

essere computati nel costo di produzione (art. 2426.9).

Nel caso si iscrivessero al costo d’acquisto, quest’ultimo può essere

calcolato applicando alcuni criteri come: costo medio ponderato, LIFO (Last

In, First Out) o FIFO (First In, First Out). Il primo viene calcolato sommando le

quantità di materie acquistate nel periodo moltiplicate per i rispettivi costi

d’acquisto, il tutto rapportato alla quantità totale acquistata.

Nel secondo si considerano come rimanenze le quantità (e i costi) dei prodotti

acquistati per primi (poi secondi, terzi, etc.) mentre nell’ultima si considerano

come rimanenze le quantità (e i costi) degli ultimi prodotti acquistati (poi dei

penultimi, terzultimi, etc.).

In caso ci sia una tendenza di costo d’acquisto crescente, il LIFO produrrà il

risultato più basso e il FIFO il più alto. In caso contrario, quindi di tendenza

decrescente, il LIFO produrrà il risultato più alto e il FIFO il più basso (il costo

medio ponderato si troverà sempre tra i due, in ogni caso).

7) Il candidato illustri le configurazioni di reddito e di capitale che

emergono dall’applicazione delle regole del Codice Civile.

Nella logica del rinvio dei costi il Patrimonio è una mero derivato del reddito e

non ha nessuna valenza informativa. Non rappresenta nessun tipo di valore

attribuibile all’impresa. L’unica informazione che possiamo ricavare da questa

grandezza è, nel caso di redazione sotto il vincolo del pareggio economico,

che il Patrimonio Netto è almeno congruamente remunerato negli esercizi

successivi e costituisce il valore soglia minima al di sotto del quale il valore

economico dell’impresa non può scendere.

Il reddito che emerge da questa logica è prudente, perché si rilevano i soli

utili relativi a operazioni concluse. A seconda dei vincoli si può ottenere un

reddito iperprudente (pareggio economico), rappresentante il reddito minimo

conseguito dall’impresa, o imprudente (sovrastimato).

Nella logica dell’anticipazione dei ricavi il Patrimonio Netto coincide con il

valore economico dell’impresa, a causa dell’attualizzazione dei costi e dei

ricavi futuri.

Il reddito che emerge da questa logica rappresenta il reddito massimo

conseguibile dall’impresa, ma risulta molto imprudente. L’utile/perdita infatti si

muove sulla base delle aspettative future, comportando una variazione

dello/a stesso/a anche al cambiare di una minima aspettativa.

Il calcolo del reddito nella logica di anticipazione dei ricavi si può effettuare o

dal patrimonio (PN finale – PN iniziale) o dal Conto Economico (Ricavi di

competenza - Costi di competenza + presunti ricavi futuri – presunti costi

futuri).

8) Il candidato illustri l’articolo 2423bis, commentando i singoli principi

di valutazione con opportuni esempi.

L’articolo 2423bis esprime i principi di redazione del bilancio. Il primo principio

è quello della continuazione dell’attività (going concern). Tale principio

afferma che le valutazioni di bilancio devono essere effettuate nella

prospettiva di continuare l’attività negli esercizi futuri. In assenza di questo

principio non si parla di bilancio di esercizio, ma piuttosto di bilancio

straordinario (liquidazione, cessione, etc.).

Il secondo principio, fondamentale per la redazione, è quello della prudenza.

Questo principio è stato introdotto dal Legislatore come garanzia verso i

lettori del bilancio. E’ infatti vero che il bilancio prudente minimizza i rischi

dovuti ad una sopravvalutazione del patrimonio aziendale garantendo una

certa “affidabilità” a chi è interessato al bilancio. Il principio di prudenza

afferma quanto segue:

Le valutazioni devono essere fatte con prudenza.

- Si devono considerare esclusivamente gli utili realizzati alla data di

- chiusura dell’esercizio. Non devono essere computati gli utili sperati ma

devono essere computate le perdite presunte (questo lascia pensare

che il Legislatore suggerisca ai redattori di utilizzare la logica del rinvio

dei costi, con la quale non viene anticipato alcun tipo di ricavo futuro,

risultando quindi più prudente).

Si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza

- dell’esercizio anche se conosciute dopo la chiusura di quest’ultimo.

Gli ammortamenti vanno calcolati indipendentemente dal reddito

- conseguito. Ciò implica che bisogna valutare le attività e i ricavi al minor

valore possibile, mentre si devono valutare le passività e i costi al

maggiore, al fine di salvaguardare il capitale.

Il terzo principio è quello della prevalenza della sostanza economica sulla

forma giuridica I redattori, infatti, devono privilegiare la prima alla seconda

rilevando i fatti amministrativi in conformità alla propria sostanza economica.

Un esempio può esserne un’operazione “pronti contro termine” che

sostanzialmente rappresenta un “finanziamento” (sostanza economica), ma

che potrebbe essere considerata da colui che cede i titoli come una vendita

(forma giuridica).

Il quarto principio è quello della competenza economica, necessario nel

momento in cui esistano operazioni a cavallo tra due o più esercizi. Tale

principio afferma che si deve tener conto degli oneri e dei proventi di

competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla loro manifestazione

finanziaria.

Un costo è di competenza se:

Si è realizzato il corrispettivo ricavo.

- Si è estinta la relativa prestazione.

- Il ricavo o la prestazione non si manifesteranno più perché svaniti.

-

Un ricavo è di competenza se:

il bene o servizio è stato approntato.

- è stato trasferito il diritto di godimento del bene o del sevizio.

-

Il quinto principio è quello della valutazione atomistica secondo il quale gli

elementi eterogenei nelle singole voci dei conti vanno valutati separatamente.

L’ultimo principio è quello della costanza per cui le valutazioni di bilancio e le

modalità di rappresentazione dei conti devono essere effettuate nel rispetto

dei criteri adottati negli esercizi precedenti, quindi non è possibile cambiare

criterio di valutazione o rappresentazione contabile da un anno all’altro, se

non per motivi eccezionali che devono essere motivati nella nota integrativa

(corredati dall’indicazione della loro influenza sulla situazione patrimoniale,

finanziaria ed economica).

9) Il candidato illustri il concetto di perdita durevole di valore ai sensi

del punto 3 dell’art. 2426.

Il valore delle immobilizzazioni può risultare durevolmente inferiore al costo.

Si tratta di particolari fenomeni riguardanti:

Un imprevedibile logorio fisico che determina un consumo delle

- immobilizzazioni superiore alle quote di ammortamento programmate

(senescenza).

Un imprevedibile deperimento del valore economico delle

- immobilizzazioni tecniche (progresso tecnologico  obsolescenza).

Un’imprevedibile riduzione del valore economico di una o più

- partecipazioni finanziarie, di un ramo aziendale autonomo o di un

cespite che configura un centro di ricavi e costi.

Un’imprevedibile riduzione del valore economico di un credito verso un

- cliente.

In ogni caso la perdita deve essere considerata “durevole” se è di un importo

consistente che si consegue per più esercizi e non si prevede la possibilità di

recuperare il valore.

10) Il candidato descriva gli approcci teoricamente perseguibili dal

Legislatore nella definizione della disciplina del bilancio.

Il Legislatore può avere due approcci nella disciplina delle regole di bilancio.

Il primo consiste nell’individuare nel dettaglio tutte le regole che gli

amministratori devono seguire per redigere il bilancio, con una conseguente

deresponsabilizzazione degli amministratori, mentre il secondo mira alla

determinazione di una finalità che il bilancio è tenuto a svolgere lasciando la

discrezionalità dei criteri da applicare agli amministratori, che quindi si

vedono attribuire una maggiore responsabilità.


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DETTAGLI
Esame: Ragioneria
Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione delle aziende
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandro.Carattoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Sura Alessandro.

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