Domande di attività in psicologia clinica e della salute
Differenza tra modello biomedico e modello biopsicosociale
Il modello biomedico ipotizza la presenza di cause biologiche identificabili per la malattia, ponendo l’origine della patologia in una lesione d’organo legato a deficit funzionali. Secondo il modello biomedico la malattia è una condizione originata da agenti al di fuori del nostro controllo sui quali è responsabilità della medicina intervenire con procedure volte a modificare le condizioni del corpo. Considera la malattia e la salute come condizioni qualitativamente distinte e non contigue; si basa sul dualismo mente-corpo cartesiano (ovvero come funzioni indipendenti) e postula un’indipendenza della malattia dai processi psicologici e sociali.
Il modello biopsicosociale vede la salute come la risultante di molteplici fattori biologici, psicologici e sociali che interagiscono fra loro. Il modello biopsicosociale concorda che mantenere, ripristinare e promuovere la salute sia responsabilità collettiva e colloca al centro l’individuo e le sue rappresentazioni di salute/malattia. Gli studiosi di questo modello sostengono che la salute e la malattia sono causate da molteplici fattori e producono effetti diversi e che il corpo e la mente non possano essere analizzati separatamente perché entrambi influenzano lo stato di salute di un individuo. Questo movimento enfatizza sia la salute che la malattia senza svalutare quest’ultima come una tipologia di deviazione da uno stato di benessere. La salute e il benessere diventano il fine da raggiungere se l’individuo tiene conto dei suoi bisogni psicologici, biologici e sociali.
Negazione di malattia
È una sindrome clinica che riguarda i pazienti che non riconoscono la presenza o la gravità della loro malattia fisica come reazione a sintomi, segni, diagnosi o trattamento medico, nonostante una valutazione adeguata della situazione medica e della gestione da seguire. Può essere associata a un comportamento counter-phobic behaviour, ricerca ritardata di cure mediche e mancanza di compliance. Può incrementare la vulnerabilità a malattie potenzialmente letali, provocando comportamenti di salute non sicuri o mancata partecipazione a screening preventivi.
Nel contesto del Covid-19 può comprendere la non aderenza alle misure preventive (allontanamento fisico, uso di maschere, lavarsi le mani, evitare la folla) per prevenire la diffusione di COVID-19 e può aumentare il rischio individuale di contrarre o diffondere COVID-19 e, a sua volta, può contribuire al peggioramento della pandemia a livello comunitario.
Intervento di prevenzione e promozione
Gli ambiti di intervento della psicologia della salute sono: la promozione e il mantenimento della salute, la prevenzione della salute e il trattamento della malattia, l’individuazione dei correlati eziologici e diagnostici della salute e malattia e i temi legati alla tutela della salute e politiche per la salute. Per quanto riguarda la promozione della salute si può intervenire a livelli individuale, di gruppo e di organizzazioni/comunità. Si indagano: comportamenti influenti sulla salute (es. fumo, attività fisica), gestione dei sintomi della malattia e comportamenti di malattia (es. self-care nella malattia cronica e comportamenti appropriati per la ricerca di cure mediche), comportamenti dei professionisti delle cure e dei pazienti (es. comunicazione medico-paziente) e comportamenti relativi al trattamento e alla cura (es. aderenza). La modificazione dei comportamenti a rischio è il focus principale dell’attività di promozione della salute.
Gli interventi di promozione della salute sono interventi volti a informare l’individuo e renderlo capace di adottare consapevoli comportamenti di gestione della salute, di tutela della salute pubblica e di cooperazione con tecnici/politici. Inoltre, si cerca di rendere più efficace la comunicazione pubblica sulla salute e la progettazione di piani di intervento sanitari.
Comportamenti di malattia nella pandemia
Il concetto di comportamento della malattia è stato introdotto da Mechanic & Volkart (1960) per descrivere i diversi modi in cui gli individui possono percepire, valutare e reagire a determinati sintomi fisici. Rappresenta il risultato di diverse variabili interagenti: relative alla malattia (es. Prevalenza, prevedibilità dei risultati, grado di minaccia), caratteristiche del paziente (es. dati demografici, rappresentazione cognitiva della malattia, disagio psicologico e disturbi psichiatrici, personalità, sostegno sociale) e atteggiamenti e comportamenti del medico (ad es. fornire spiegazioni, informazioni e rassicurazioni chiare). Può variare da persona a persona e all'interno dello stesso individuo a seconda dell'episodio di malattia specifico. È probabile che le risposte psicologiche che possono insorgere influenzino il decorso della malattia, la risposta terapeutica e il risultato. Il comportamento della malattia può avere un impatto sostanziale sull'uso dei servizi sanitari, sull'adesione al trattamento e sui comportamenti di autogestione.
L’ansia per la salute è la preoccupazione generica e transitoria per la malattia (che potrebbe includere l'infezione da COVID-19), la preoccupazione per il dolore e le preoccupazioni del corpo che tendono a rispondere alle rassicurazioni mediche, anche se successivamente possono sorgere nuove preoccupazioni. Nel contesto della pandemia COVID-19, l'ansia per la salute può essere considerata vicino al limite normale dello spettro. Quando la preoccupazione diventa più specifica e non risponde alle rassicurazioni mediche, può sorgere la nosofobia. Si riferisce alla presenza di una paura persistente e infondata di soffrire di una specifica malattia (inclusa la COVID-19) con dubbi che permangono nonostante adeguate visite mediche e rassicurazioni. Le paure tendono a manifestarsi in attacchi piuttosto che in preoccupazioni croniche e costanti come nell'ipocondria; possono essere presenti anche attacchi di panico.
La tanatofobia si presenta tramite attacchi con il senso di morte imminente e/o convinzione di morire presto, senza trovarsi in una situazione minacciosa o in pericolo reale, nonostante un'adeguata valutazione della situazione (es. Test positivo per COVID-19 mentre asintomatico) e gestione da seguire (es. auto-quarantena) fornita da un medico, con possibilità di discussione e chiarimento. È accompagnata da una paura marcata e persistente e dall'evitamento di stimoli esterni correlati alla morte (ad esempio, notizie riguardanti morti dovute a COVID-19), l'esposizione a cui invariabilmente provoca una risposta di ansia immediata. L’ipocondria è caratterizzata da paure persistenti, o dall'idea di avere una malattia grave basata su un'errata interpretazione dei sintomi corporei, nonostante un'adeguata valutazione medica e rassicurazione. Nel contesto dell'attuale pandemia, gli individui possono mostrare timori di avere il COVID-19 che persistono nonostante i test negativi e cercare più test poiché si preoccupano ancora di alcuni sintomi fisici.
Benessere
Esistono due prospettive nello studio del benessere: la prospettiva edonica e la prospettiva eudaimonica. Secondo la prospettiva edonica l’obiettivo fondamentale della vita è rappresentato dal conseguimento del maggior livello possibile di piacere. La felicità rappresentata dalla totalità dei momenti di edonia sperimentati e la ricerca della felicità è vista come raggiungimento di un equilibrio interiore, attenzione all’ascolto delle emozioni positive a seguito del distacco di problemi concreti quotidiani. Identifica tre elementi per il conseguimento del benessere soggettivo: soddisfazione per la vita, presenza di emozioni positive e assenza di emozioni negative.
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Domande Neuropsicologia
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