Che materia stai cercando?

Domande e risposte

Risposte alle possibili domande d'esame date dal professore basate su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Benvenuti dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, della facoltà di Economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. L. Benvenuti

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

10-QUALI SONO I PRINCIPI PROPRI DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO

I principi propri dell’amministrazione pubblica si applicano solo a quella parte

dell’attività amministrativa che ha natura autoritativa e pubblicistica (eccezione è fatta

per il buon andamento e il diritto di accesso ai documenti amministrativi che invece

hanno portata generale).

11-IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI IN QUANTE FASI SI DIVIDE

Il diritto di accesso, quale corollario del principio di trasparenza dell’azione

amministrativa, indica l’insieme delle pretese che il cittadino vanta nei confronti della

P.A. affinché la sua azione sia «trasparente», è stato sancito quale principio generale

dell’ordinamento giuridico ad opera della L. 241/1990: questa, al Capo V, detta

disposizioni applicabili a tutti i procedimenti amministrativi.

Esso, infatti, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio

generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne

l’imparzialità e la trasparenza.

Per quanto riguarda la trasparenza, essa attribuisce ai cittadini il potere di esercitare

un controllo democratico sull’operato dei soggetti pubblici, al fine di verificarne la

conformità agli interessi sociali ed ai precetti costituzionali. Il secondo obiettivo

perseguito dalla normativa in materia di diritto di accesso è costituito dalla garanzia

dello svolgimento imparziale dell’azione amministrativa. Con la enunciazione di tale

obiettivo, il legislatore ha chiarito che la conoscibilità degli atti della P.A. rappresenta

uno strumento indispensabile ai fini della verifica della correttezza dell’operato dei

pubblici poteri e dell’individuazione dei favoritismi e delle collusioni in cui gli stessi

incorrono.

12-PRINCIPIO DI BUONA FEDE

Il concetto di buona fede lo ritroviamo nel codice civile a proposito dell’attività

contrattuale e precontrattuale. L’art. 1337 c.c. dispone che le parti, nello svolgimento

delle trattative e nella formazione del contratto devono comportarsi secondo buona fede.

L’art. 1375 c.c. dispone che il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. In

diritto amministrativo il principio di buona fede si applica tanto all’attività privatistica

(es. esecuzione dei contratti pubblici) tanto all’attività pubblicistica.

13-IL PRINCIPIO DI CORRETTEZZA NEL DIRITTO AMMINISTRATIVO

La materia è quella delle obbligazioni. L’art. 1175 dispone che il debitore e il creditore

devono comportarsi secondo le regole della correttezza. La correttezza vale per le parti

di un rapporto obbligatorio. Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, e da

ogni altro atto o fatto idoneo a produrle, in conformità dell’ordinamento giuridico;

quindi le obbligazioni possono derivare anche da procedimento e da provvedimento

amministrativo. Il principio di correttezza si applica alla materia dei contratti delle

pubbliche amministrazioni, ma anche al procedimento e al provvedimento. La

giurisprudenza ha sottolineato che nel procedimento si viene a creare un contatto tra

pubblica amministrazione e privato, che è simile ad un rapporto obbligatorio. La

violazione della correttezza può comportare una responsabilità da contratto della

pubblica amministrazione che in ragione della somiglianza con il rapporto obbligatorio ,

comporta l’inversione dell’onere della prova ponendolo a carico dell’amministrazione.

14- IL CONCETTO DI PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Per una buona parte dell’Ottocento l’atto d’imperio della pubblica amministrazione ha

assunto un ruolo primario, mentre i contratti, le convenzioni hanno avuto un ruolo

residuale. L’imperatività va intesa come forza dell’atto di imperio di costituire,

modificare, estinguere situazioni giuridiche soggettive dei privati unilateralmente e a

prescindere dal loro consenso; l’esecutorietà viene definita come potestà di esecuzione

dall’intervento del giudice, per rimuovere

amministrativa forzata, indipendente

inadempimenti dei privati che ostacolino la produzione di effetti concreti dell’atto. Col

passare del tempo il provvedimento è stato inserito all’interno di un procedimento

amministrativo. Il provvedimento è l’atto più importante, l’atto conclusivo del

procedimento (anche se può essere soggetto a controllo). La teoria, la giurisprudenza e

la legislazione hanno elaborato teorie e stabilito regole peculiari in tema di efficacia e di

regole che prevedono l’esecuzione

esecuzione del provvedimento amministrativo:

coattiva da parte dell’amministrazione senza necessità dell’intervento giudiziale. Il

provvedimento amministrativo è stato costruito come atto avente natura fortemente

pubblicistica.

15- IL TERMINE DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO

Ai sensi dell’art 2 della legge 241, la P.A. ha il dovere di concludere il procedimento

mediante l'adozione di un provvedimento espresso nel termine fissato dalla legge o dai

dall’inizio d’ufficio del

regolamenti o in mancanza in quello di 30 giorni decorrente

procedimento o dal ricevimento della domanda se si tratta di procedimento ad iniziativa

di parte. Una volta che sia decorso tale termine senza che la P.A. abbia emanato il

provvedimento, il cittadino dispone di una serie di rimedi giuridici, dato che il ritardo

può causare anzitutto una responsabilità dell'amministrazione per la lesione d’interessi

meritevoli di tutela. In caso di inerzia, il cittadino può inoltre utilizzare lo specifico

strumento del ricorso avverso il cd. silenzio inadempimento, che è rivolto ad ottenere un

provvedimento espresso anche tramite la nomina giudiziale di un commissario ad acta

ed in alcuni casi l’ordinamento provvede ad attribuire poteri sostitutivi in capo ad

amministrazioni diverse da quelle competenti che siano restate inerti. Il ritardo

nell'emanazione dell’atto amministrativo può altresì integrare un'ipotesi di illecito

disciplinare a carico del dipendente che risponde anche civilmente dei danni cagionati al

privato. A tal fine l'interessato, decorsi 60 giorni dalla presentazione dell'istanza, deve

notificare all’amministrazione e all’impiegato una diffida a di ufficiale giudiziario e solo

dopo che siano decorsi inutilmente 30 giorni dalla diffida è possibile proporre l'azione di

risarcimento. La stessa procedura è prevista dalla legge anche in caso di omissione o

ritardo di atti endoprocedimentali da compiersi d'ufficio.

16-IL SILENZIO ASSENSO

Il silenzio-assenso è disciplinato in via generale dall'art. 20 della legge 241/90, il quale

dispone che esso può formarsi solo nei casi tassativamente indicati dalla normativa

introdotta successivamente tramite regolamento. La norma dispone che nei

provvedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il

silenzio dell’amministrazione decidente equivale a provvedimento di accoglimento della

domanda se la stessa amministrazione non comunica all’istante, nei termini di

conclusione del procedimento, il provvedimento negativo o non indice entro 30 giorni

dalla presentazione dell’istanza, una conferenza di servizi. Nei casi di silenzio assenso la

legge prevede che l’amministrazione possa assumere decisioni in via di autotutela,

provvedimenti di revoca o di annullamento d’ufficio.

adottando

17-COS’è IL SILENZIO DI INADEMPIMENTO

il silenzio-inadempimento (silenzio-rifiuto) è un mero fatto che si realizza quando

l'amministrazione avente il dovere giuridico di emanare l’atto amministrativo ometta di

provvedervi senza che vi sia una particolare attribuzione legislativa di significato a tale

inerzia. Il silenzio può ritenersi formato alla scadenza del termine fissato per la

conclusione del procedimento, dalla cui data può proporsi il ricorso giurisdizionale,

volto ad ottenere una pronuncia con cui il giudice ordina all'amministrazione di

provvedere entro un termine di regola non superiore a 30 giorni. Occorre precisare che,

poiché non vi è stato esercizio del potere, l'amministrazione può provvedere anche

successivamente alla formazione del silenzio.

18-LA COMUNICAZIONE D’AVVIO DEL PROCEDIMENTO

La comunicazione di avvio è rivolta ai diretti destinatari del provvedimento(es.

proprietari privati soggetti ad espropiazione) e ai soggetti che per legge debbono

intervenirvi (es. ilgenitore del minore proprietario del terreno da espropriare). Essa è la

premessa delle garanzie di partecipazione: tutti i soggetti menzionati, per poter far valere

le proprie ragioni, devono sapere che il procedimento è iniziato. E subito,a seguito della

comuicazione,possono far valere la propria “voce”. Gli elementi che devono essere

contenuti nella comunicazione sono: l’oggetto del procedimento, l’ufficio e la persona

l’ufficio presso il quale si può

responsabile del medesimo, il termine di conclusione e

prendere visione dei documenti.

19-I PARERI

I pareri sono atti strumentali del procedimento che intervengono nella fase

dell’istruttoria. Sono dichiarazioni di giudizio delle quali l’amministrazione si avvale per

raggiungere una decisione che tenga in adeguata considerazione gli interessi (es

l’autorità garante della concorrenza e del mercato nell’ipotesi di posizione dominante

nelle settore delle telecomunicazioni deve acquisire il parere dell’autorità per le garanzie

nelle comunicazioni). Il parere può essere obbligatorio o facoltativo. Esso non vincola

l’autorità decidente, ma l’autorità deve motivare nel caso in cui la misura che adotta si

discosti dal parere ricevuto. Vi sono pareri comunque vincolanti (es. parere conforme

reso dal consiglio di facoltà che vincola la delibera del rettore per l’attribuzione di

qualifiche di livello superiore al personale docente che opera presso cliniche, ecc). I

pareri obbligatori vanno resi entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta. Se si è

richiesto un parere facoltativo l’organo consultivo deve comunicare immediatamente il

termine entro il quale il sarà reso, termine che non può superare i 20 giorni dal

l’autorità

ricevimento della richiesta. Se il parere non è reso nei tempi previsti,

richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. L’organo consultivo

può chiedere precisazioni o informazioni ulteriori. Tali forme di semplificazione non si

applicano se i pareri debbono essere resi da amministrazioni pubbliche preposte alla

tutela ambientale e della salute dei cittadini.

20-AUTOCERTIFICAZIONE

Con le certificazioni un pubblico ufficiale attesta un determinato fatto, un atto, uno stato,

una qualifica personale. Il certificato è il documento che contiene la certificazione e ha

funzione di ricognizione, riproduzione, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi

o registri. Esso ha l’efficacia dell’atto pubblico; fa piena prova, fino a querela di falso,

della provenienza del documento fornito dal pubblico ufficiale. In diversi procedimenti

amministrativi l’amministrazione procedente richiede al privato l’esibizione di certificati

(conseguimento laurea e altri titoli). La l. 241/90 nell’intento di semplificare consente

all’interessato di poter provare determinati atti, fatti e qualità personali senza esibire i

relativi certificati. Vi sono 2 tipi di certificazioni sostitutive:

· la dichiarazione sostitutiva di certificazione che è un atto privato sottoscritto

dall’interessato prodotto in sostituzione del certificato;

· la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che è un certificato sottoscritto

dall’interessato (in presenza di un dipendente pubblico) concernente stati, qualità

personali e fatti che siano di sua diretta conoscenza non compresi in pubblici registri,

albi e non suscettibili di essere comprovati con dichiarazione sostitutiva di

certificazione.

Le dichiarazioni sostitutive non hanno piena funzione certificatoria, ma attenuano

l’onere di documentazione del privato. Resta comunque ferma la facoltà di verificare la

veridicità e l’autenticità delle attestazioni prodotte. Il legislatore ha stabilito che sono

accertati d’ufficio i fatti, gli stati e le qualità che l’amministrazione procedente o altra

amministrazione pubblica sono tenute a certificare.

21-LA SCIA SI APPLICA A QUALSIASI ATTIVITà PER LA QUALE SERVE UN’AUTORIZZAZIONE

L’atto di tipo autorizzatorio,per poter essere sostituito dall’atto del privato, deve essere

privo di discrezionalità amministrativa: esso deve limitarsi al mero accertamento dei

requisiti di legge e la SCIA non si applica nelle ipotesi nelle quali sia previsto un

“contingente”, un numero massimo di autorizzazioni, poiché ciò lascial’amministrazione

un margine di valutazione discrezionale.

22-UNA VOLA INIZIATA L’ATTIVITà TRAMITE LA SCIA, è POSSIBILE CHE LA PUBBLICA

AMMINISTRAZIONE INTERVENGA PER BLOCCARE L’ATTIVITà

Nei sessanta giorni dalla SCIA la PA potrà intervenire vietando la prosecuzione

dell'attività e rimuovendone gli effetti salva la possibilità di accordare al privato un

termine non inferiore a trenta giorni per conformare l'attività ai requisiti imposti dalla

legge. Tale facoltà dell'amministrazione è, peraltro, esercitabile sine die in caso di

dichiarazioni mendaci. Si mantiene, anche per la SCIA la possibilità per

l'amministrazione di intervenire in autotutela ex art. 21 quinquies e nonies della L. n.

241 del 1990, decorso il termine di sessanta giorni.

23-ELENCA LE MATERIE DOVE NON è BEN CHIARO SE SI POSSA O NO APPLICARE LA SCIA

identificazione dell’ambito di applicazione della scia è possibile fonte di

La difficile

incertezze sia per il privato che segnala l’inizio dell’attività, sia per i terzi che ne

possono subire pregiudizio. Sotto tale profilo, può costituire un utile Strumento di

chiarificazione, anche se non di compiuta risoluzione del problema, la previsione

legislativa che impone alle amministrazioni di pubblicare informazioni sui procedimenti

per i quali il provvedimento amministrativo può essere sostituito da una dichiarazione

dell’interessato.

.

24-CARATTERI DEL SILENZIO ASSENSO (ANALIZZARE DIFFERENZE CON LA SCIA)

Il silenzio assenso non opera nel caso di atti e procedimenti che intervengono in materie

riguardanti “il

richiamate delle nosrme sulla scia: si tratta degli atti e procedimenti

patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, la tutela del rischio idrogeologico,

l’asilo e la cittadinanza”. Non sono però indicate, come è invece per la scia,

l’amministrazione della giustizia e delle finanze, nelle quali dunque il silenzio assenso

può trovare spazio.

25-COS’è IL SILENZIO ASSENSO TRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICHE

Si dispone che, ove sia prevista l’acquisizione di assensi,concerti o nulla osta di

amministrazioni pubbliche o di gestori di beni o servizi pubblici per l’addozione di

provvedimenti normativi o amministrativi di competenza di altre amministrazioni

pubbliche, le amministrazionu o i gestori comunicano il loro assenso, o concerto, o nulla

osta entro un termine di trenta giorni dal ricevimento dello schema di provvedimento.

Il termine s’interrompe se i soggetti che debbon rendere il loro assenso richiedano

integrazioni istruttorie; dalla ricezione degli elementi istruttori decorrono altri trenta

giorni perché sia reso l’assenso,il concerto o nulla osta. Scaduti i termini suddetti senza

che sia stato comunicato l’assenso, il concerto o il nulla osta, l’atto s’intende acquisito.

26-TIPI DI PROVVEDIMENTI AMMNISTRATIVI

Perché il potere amministrativo sia esercitato in modo che i cittadini lo possano

prevede vari tipi di provvedimenti amministrativi (l’amministrazione

prevedere, la legge

non può “inventarne” di nuovi, in base al principio di tipicità dei provvedimenti che è

una conseguenza di quello di legalità). Solitamente, per comodità, i provvedimenti si

classificano in due categorie, a seconda che favoriscano i privati, espandendo la loro

sfera giuridica (provvedimenti espansivi) o che li penalizzino, restringendo la sfera

giuridica e limitando alcune libertà (provvedimenti restrittivi); resta inteso fin da subito

che determinate libertà garantite dalla Costituzione (a partire dalla libertà personale,

come quella di domicilio e di corrispondenza) non possono essere limitate da

provvedimenti amministrativi, ma solo dall’autorità giudiziaria.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

18

PESO

833.71 KB

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopo.collodo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Benvenuti Luigi.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto amministrativo

Domande e risposte Diritto Amministrativo
Appunto
Diritto Commerciale - Appunti
Appunto
Domande Esame Diritto Pubblico
Esercitazione
Diritto Privato - Appunti
Appunto