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Domande ripasso psiodinamica delle relazioni familiari

Paradigmi delle relazioni familiari

1) Che cos'è il paradigma causativo-lineare?
Il paradigma che afferma che la situazione del bambino è conseguenza diretta del tipo di famiglia dalla quale proviene.

2) Che cos'è il paradigma interattivo-relazionale?
Il paradigma che evidenzia uno spazio terzo che è in grado di connettere l'individuo con la sua dimensione soggettiva e individuale con l'eccedenza che si crea all'interno dei piccoli gruppi e quel piccolo gruppo che è la famiglia.

Studio della famiglia

3) Su cosa si concentra lo studio della famiglia?
Sulle relazioni all'interno della famiglia e sul contesto di appartenenza.

4) Che cos'è il 'Familiare'?
È l'identità della relazionale della famiglia.

5) Come definisce Cooley (1909) la famiglia?
Unità di persone interagenti.

Caratteristiche del gruppo famiglia

6) Quali sono i punti in comune con il gruppo famiglia?

  • Eccedenza rispetto alle persone che lo compongono
  • Interdipendenza tra i suoi membri
  • Interazione per uno scopo comune
  • Sentimento del noi
  • Presenza di ruoli e compiti
  • Gerarchia (asse verticale)
  • Struttura normativa (regole)
  • Senso di appartenenza

Identità di famiglia

7) In che cosa è individuata l'identità di famiglia?

  • Nel suo essere gruppo naturale per eccellenza con caratteristiche tipiche dei gruppi
  • Nell'avere sue specificità per quanto riguarda la struttura, i fini, e la dimensione temporale

Teoria dei sistemi

8) Quali sono i concetti che descrivono la struttura del sistema nella teoria dei sistemi?
Non sommatività, causalità circolare, equilinearità ed equifinalità, omeostasi, morfogenesi.

9) La teoria sistemica è ancorata all'intervento terapeutico, quali sono i due modelli di intervento principali?

  • Linea strutturale: singolo componente della famiglia è visto come compreso in una rete di relazioni, dove è definito dai suoi rapporti con gli altri.
  • Linea processuale: la famiglia è un flusso di relazioni in cui gli individui sono immersi, vengono messe in secondo piano le esigenze normative a favore di quelle di evoluzione della famiglia.

Teorie dello stress e approccio allo sviluppo

10) Le teorie dello stress/coping e approccio allo sviluppo, breve definizione?
La prima si occupa degli eventi imprevedibili che la famiglia può incontrare, la seconda si occupa del ciclo di vita della famiglia e quindi degli eventi normativi e prevedibili che incontra, la terza integra entrambi.

11) Il modello ABCX di Hill (1949), di cosa tratta?
Il modello di Hill spiega gli effetti delle separazioni familiari a causa della guerra: la crisi X è il risultato dell'interazione tra evento A, la maggiore o minore capacità della famiglia di trovare risorse B, e la definizione che la famiglia dà alla gravità dell'evento C. Il processo riadattivo della famiglia dopo l'evento stressante comprende 3 fasi:

  • Periodo di disorganizzazione
  • Periodo di ricerca
  • Raggiungimento di un nuovo livello di organizzazione

12) Quali modifiche fa Burr (1973) al modello di Hill?
Introduce due concetti: vulnerabilità (diminuzione, assenza o paralisi delle risorse, influenzata anche dalla definizione dell'evento data dalla famiglia) e potere rigenerativo (capacità del sistema a ristabilirsi e riorganizzarsi).

13) Cosa sottolinea il modello salutogenico di Antonovsky?
Sottolinea che gli esiti di una crisi nella famiglia non sono solo negativi ma lo stress può rafforzare sia i singoli membri che l'intero sistema.

14) Di cosa tratta il modello FAAR di McCubbin e Patterson?
Il modello family adjustment and adaptation response model analizza i fattori che possono funzionare da mediatori dello stress e quali favoriscono il suo superamento. Secondo i due autori, la famiglia percorre cicli ripetuti di progresso intervallati da periodi di crisi e adattamento.

15) Come definiscono, Hill e Dubal, la famiglia e i suoi stadi (1948)?
La famiglia è un'organizzazione di persone in continua crescita e cambiamento, impegnate a portare a termine diversi compiti di sviluppo, compiti cognitivi, affettivi ed etici. Gli stadi che la famiglia percorre sono:

  • Costruzione del nido e delle premesse della famiglia
  • Allevamento dei figli
  • Figli in età prescolare
  • Figli in età scolare
  • Figli adolescenti
  • Famiglia di mezza età
  • Famiglia anziana

16) Quali sono i limiti di suddetta teoria?
Difficoltà a spiegare il passaggio da uno stadio all'altro. Automaticità del passaggio, generato da un evento critico.

Paradigma della complessità

17) Quando nasce il Paradigma della Complessità?
Il paradigma nasce nel momento in cui la scienza classica (pensiero positivistico) non aveva più i mezzi per spiegare gli aspetti irregolari ed incostanti ma presenti e fondamentali nella natura. Inoltre, mette in crisi l'idea di poter osservare un fenomeno senza influenzarlo, quindi la presunta distanza tra oggetto e osservatore.

18) Idea di scienza di T. Kuhn?
La scienza non è solo ciò che si può controllare, ma è l'alternanza tra scienza normale e rivoluzione.

19) H. von Foerster e la sua idea di osservatore?
L'osservatore ordina e organizza la realtà che percepisce attraverso la sua esperienza. L'ordine non è casuale ma quello dimostratosi più funzionale alle proprie attività e a quelle del gruppo sociale.

20) Idea di osservatore di Maturana e Varela?
Tutto ciò che è detto, è detto da un osservatore attraverso un'operazione di distinzione, attraverso tale operazione lui differenzia tra lo sfondo e l'oggetto della conoscenza.

21) Quali sono i postulati del metodo sperimentale?
Riduzione, disgiunzione, quantificazione e ripetibilità.

22) Pensiero di Kaes/Napolitani/Morin all'interno del paradigma della complessità?

  • Kaes: Dal dialogo che scaturisce all'interno del paradigma della complessità tra ordine e disordine, regola e irrazionale, nasce un nuovo modo di guardare all'individuo grazie alla presa di coscienza dei suoi limiti e delle sue ferite narcisistiche l'uomo mette in atto un processo di autoriflessione.
  • Napolitani: Un momento primordiale di conoscenza è un momento di autoriflessione, l'autore afferma che conoscere la realtà non significa solo rispecchiarla in un proprio sistema di conoscenza ma inventarla.
  • Morin: La conoscenza deve cercare di negoziare con l'incertezza e ciò è dimostrato dall'alternanza tra ordine e disordine.

Caratteristiche della complessità

23) Quali sono le caratteristiche della complessità (Morin)?

  • La necessità di associare un oggetto al proprio ambiente
  • La necessità di associare l'oggetto al suo osservatore
  • L'oggetto non è più oggetto singolo ma, se organizzato, costituisce un sistema
  • L'elemento semplice si è disintegrato
  • Il confronto con la contraddizione tra certo e incerto è positivo e arricchente

Influenze della teoria della complessità sulla gruppoanalisi

24) Influenze della teoria della complessità sulla gruppoanalisi?

  • Maggiore attenzione al livello qualitativo
  • Passaggio da una logica di esclusione (o/o) a una logica di inclusione (e/e)
  • Influenza reciproca tra osservatore e oggetto osservato
  • Attenzione al contesto

Sesso e genere

25) Differenza tra sesso e genere?
Il sesso ha una dimensione biologica e si riferisce alle differenze funzionali, morfologiche e ormonali tra maschio e femmina; è determinato dai geni nei cromosomi. Il genere ha una dimensione psicologica e si riferisce alle differenze uomo/donna che la società identifica come modelli, ovvero le caratteristiche e i comportamenti che vengono attribuiti a un individuo in base al suo genere.

26) Breve definizione di Gender identity, Gender role e Gender typing?

  • Gender identity: immagine del proprio sé con caratteristiche femminili e/o maschili
  • Gender role: le aspettative esistenti all'interno di una cultura sul comportamento di una persona percepito come maschio o femmina, compresi atteggiamenti, azioni e tratti di personalità
  • Gender typing: il processo attraverso il quale le persone apprendono quali sono le aspettative sociali appropriate a un comportamento maschile e/o femminile

Identità e identità sessuale

27) Identità e identità sessuale?
Identità: insieme di tutte le nostre esperienze ed il modo in cui ci conosciamo, ci riconosciamo e relazioniamo con gli altri. L'identità personale si forma nel corso del tempo, presenta alcuni aspetti costanti e mutevoli. Identità sessuale: è il frutto dell'interazione di molti piani diversi e riflette il complesso rapporto tra corpo, mente e cultura, tra meccanismi sociali, individuali, relazionali, interni ed esterni alla persona. Composto da: sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale.

28) I 4 processi principali dell'identità sessuale rispondono a 4 domande, quali sono?

  • Qual è la biologia del mio corpo sessuato? Livello del sesso biologico
  • In quale genere mi identifico? Livello dell'identità di genere
  • Che cosa penso di dover fare, o cosa voglio fare e cosa ci si aspetta da me? Livello del ruolo di genere
  • Chi sono le persone verso cui direziono la mia vita relazionale affettiva, emotiva e sessuale? Si può aggiungere un quinto processo
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stella011212 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Mineo Roberta.
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