Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche - 2020/2021
Domande biochimica della nutrizione e malattie metaboliche - Prinetti
Introduzione all’iperalimentazione
Quale è la connessione tra la nutrizione e le malattie metaboliche?
1.
I sistemi viventi sono sistemi aperti, che scambiano materia ed energia con l’ambiente e in cui
sistemi ordinati,
avvengono moltissime reazioni. A di erenza dei sistemi non viventi, sono dei in
cui le reazioni chimiche tendono a mantenere un ordine (omeostasi). Per mantenere l’omeostasi
compiere lavoro,
l’organismo deve che può essere biosintetico, elettrochimico e meccanico. Per
energia,
compiere lavoro l’organismo necessita di che può essere fornita dall’ATP. Una volta
consumato l’ATP, per continuare a compiere lavoro, l’organismo lo deve rigenerare e per farlo
nutrienti energetici
necessita di energia, che ottiene dalla combustione dei (carboidrati, grassi e
nutrienti essenziali,
proteine). Per compiere lavoro l’organismo necessita anche di che hanno
fabbisogno
proprietà plastiche e funzionali. Ogni individuo necessita di un determinato di questi
peso corporeo ideale,
nutrienti per mantenere una nutrizione adeguata e, quindi, un ossia il peso
associato al tasso più basso possibile di morbilità (tendenza ad ammalarsi) e mortalità.
Un’alimentazione che si discosta, in eccesso o in difetto, dal peso corporeo ideale aumenta il
malnutrizione
rischio di morbilità e mortalità. La è un fenomeno patologico causato da
denutrizione, ipernutrizione e de cit di vitamine e minerali (questi ultimi causano patologie
speci che).
Che cos’è una malattia metabolica?
2.
Una malattia metabolica è una malattia causata da un problema del metabolismo, che può essere
di natura multifattoriale (fattori genetici, stile di vita) oppure dovuta alla mancanza di un enzima a
causa di un difetto genetico (malattie metaboliche ereditarie o errori congeniti del metabolismo).
Che cos’è l’obesità? / Cosa si intende per obesità.
3. malattia metabolica
L’obesità è una causata dall’introduzione di una quantità di calorie molto
superiore rispetto a quelle che si consumano per un tempo prolungato. Questo perché il
aumentare l’e cienza di sintesi e deposito di scorte
metabolismo è fatto in modo tale da
energetiche. accumulo di trigliceridi nel tessuto adiposo
Questo determina un in quantità
biochimica del tessuto adiposo si
molto superiore a quella necessaria. Di conseguenza la
modi ca, contribuendo ad aumentare il rischio di andare in contro ad altre patologie, in
particolare, il diabete mellito di tipo II. Esistono comunque diversi tipi di obesità che hanno diversi
tipi di cause, per esempio, cause ormonali, ma la maggior parte dei casi è dovuta ad
iperalimentazione.
[Praticamente l’obesità è una malattia metabolica caratterizzata dall’aumento del deposito di
trigliceridi nel tessuto adiposo e da un’aumentata capacità di depositarli.]
Perché il glucosio è un nutriente indispensabile per l’organismo?
4.
Il glucosio è un nutriente indispensabile per l’organismo per tre motivi:
tessuti glucosio dipendenti
1. esistono dei (tessuto nervoso, bre muscolari bianche ed
eritrociti);
2. il glucosio è il principale nutriente in circolo dopo un pasto, quindi verosimilmente è un
segnale della presenza e disponibilità di altri nutrienti nel sangue. Inoltre, l’aumento
della glicemia determina un senso di sazietà e stimola le cellule β del pancreas a secernere
insulina;
3. quando si riduce, al di sotto di un determinato limite, l’apporto di carboidrati nella dieta
utilizzare amminoacidi glucogenetici per produrre glucosio e
l’organismo inizia ad
mantenere costante la glicemia. Le vie metaboliche in questione sono molto complesse.
Quali sono gli e etti metabolici del glucagone?
4.
Il glucagone è un ormone secreto dalle cellule α delle isole di Langerhans del pancreas. Il
mantenere ad un valore normale
glucagone è rilasciato tra un pasto e l’altro ed ha la funzione di
costante la glicemia (60-80 mg/dL). Il glucagone riduce l’utilizzo di glucosio da parte delle cellule
della trigliceridi lipasi tissutale
tramite l’attivazione che libera acidi grassi e glicerolo in circolo.
Gli acidi grassi sono utilizzati come substrato energetico dalla maggior parte dei tessuti e il
fosforilazione
glicerolo è utilizzato per la gluconeogenesi nel fegato. Il glucagone determina la 1
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della glicogeno fosforilasi, enzima che demolisce il glicogeno a glucosio-1-fosfato, attivandolo,
complesso enzimatico che sintetizza il fruttosio-2,6-bisfosfato
e del (attivatore allosterico
della fosfofruttochinasi, enzima che regola la velocità della glicolisi) inibendo la glicolisi e quindi
aumentando l’attività della 1,6-fruttosio bisfosfatasi (favorendo la gluconeogenesi a partire da
amminoacidi glucogenici).
Che tipi di scorte abbiamo nell’organismo?
5. glicogeno, lipidi proteine muscolari
L’organismo presenta tre tipi di scorte: e (e albumina). Le
prime due utilizzate principalmente a scopo energetico: il glicogeno è utilizzato velocemente e i
lipidi sono utilizzati nel tempo. Le proteine muscolari sono utilizzate in parte a scopo energetico e
in parte, con l’albumina, durante il digiuno per mantenere costante la glicemia (gli amminoacidi
sono utilizzati per la gluconeogenesi).
Quali eventi metabolici si veri cano durante il digiuno?
6.
Quando la glicemia, dopo un pasto, si avvicina alle condizioni basali, il pancreas secerne
glucagone, per contrastare la discesa della glicemia. Gli e etti di questo ormone sono tre: 1)
demolizione del glicogeno epatico attraverso l’attivazione della glicogeno fosforilasi
attivazione della trigliceride lipasi tissutale,
(disattivazione della glicogeno sintetasi); 2) enzima
del tessuto adiposo che idrolizza i trigliceridi e permette il rilascio di acidi grassi e glicerolo in
circolo, gli acidi grassi sono utilizzati come fonte energetica dalla maggior parte dei tessuti
attiva la
dell’organismo e il glicerolo è utilizzato per la gluconeogenesi nel fegato; 3)
gluconeogenesi a partire dagli amminoacidi glucogenici, ottenuti dal tessuto scheletrico e
dall’albumina plasmatica. Dopo 16 ore di digiuno l’apporto di glucosio alla glicemia dalla
glicogenolisi e gluconeogenesi diventa identico.
Di che cosa si muore quando non si mangia più?
7. elevata concentrazione di ammonio in circolo,
Quando non si mangia più si muore di
composto tossico per l’organismo, in particolare, per il tessuto nervoso. Quando il digiuno dura
fonte di glucosio amminoacidi
giorni l’unica per mantenere costante la glicemia sono gli
glucogenici, che derivano dal tessuto muscolare scheletrico e dall’albumina sierica. Di
accumulo di ammonio
conseguenza si ha un e una diminuzione dell’albumina sierica in circolo.
pressione colloido-osmotica
Dato che la necessaria al rene per il processo di ltrazione dipende
diminuisce l’e cienza del rene nell’eliminare
dall’albumina plasmatica ed essa si riduce, anche
l’ammonio. riduce l’e cienza del fegato nel ssare l’azoto nel ciclo dell’urea.
Inoltre, si Il
risultato è un’ammoniemia a livelli tali da causare la morte dell’individuo.
Iperalimentazione
Parlare dell’indice glicemico.
8. misura della capacità di un alimento di aumentare la glicemia
L’indice glicemico è la ed è
calcolato secondo la seguente formula, usando come riferimento la curva glicemica standard del
(Area Alimento/Area Glucosio) x 100.
glucosio (o del pane bianco): L’area sotto la curva
glicemica rappresenta la quantità totale di glucosio che è transitata in circolo in un certo lasso di
picchi glicemici diversi:
tempo e, a parità di area, si possono avere un picco molto alto e ripido,
quando la glicemia aumenta velocemente e si riduce altrettanto velocemente, e un picco più
tipologia di
graduale, in cui la glicemia aumenta e ritorna ai livelli basali lentamente. La
carboidrati, ciò che si consuma insieme trattamento che ha subito
ad essi e il l’alimento,
in uenzano la velocità di assorbimento dei carboidrati e quindi l’indice glicemico. È
importante conoscere l’indice glicemico di un alimento perché i picchi di glicemia si ri ettono in
modo molto preciso sui picchi di insulina, che quando sono elevati per un lungo periodo possono
determinare e etti a lungo termine signi cativi.
Qual è il meccanismo con cui l’insulina è rilasciata in circolo?
9.
L’insulina è escreta dalle cellule β del pancreas. L’insulina è sintetizzata sotto forma di precursore
inattivo, dopo una serie di cambiamenti viene accumulata in vescicole. In presenza di un apposito
segnale, come l’aumento della glicemia, le vescicole sono trasportate verso la membrana, con
l’aiuto del citoscheletro, dove si fondono con essa liberando per esocitosi l’insulina. Le cellule β
del pancreas sono dei sensori del glucosio in circolo, in questo modo sono in grado di rilasciare la
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quantità di insulina necessaria. Il glucosio entra all’interno delle cellule del pancreas attraverso il
trasportatore GLUT2, a bassa a nità ed alta capacità, ossia trasporta il glucosio all’interno della
glucosio
cellula in quantità proporzionale a quella nel circolo sanguigno. Il nella cellula viene
fosforilato dalla glucochinasi a glucosio-6-fosfato, che entra nelle glicolisi. La glucochinasi ha
una K per il glucosio alta, ossia ha bassa a nità per il glucosio, quindi lo fosforila in quantità
m produzione di ATP
proporzionale al glucosio in circolo. La glicolisi determina la proporzionale alla
membrana polarizzata
quantità di glucosio in circolo. Le cellule hanno la poiché all’interno della
cellula c’è una carica netta negativa e all’esterno una carica netta positiva. La polarizzazione è
dovuta all’azione della pompa Na-K, che trasporta attivamente il potassio all’interno della cellula e
il sodio all’esterno. Le cellule pancreatiche presentano due canali: canali ionici per il potassio a
canali ionici per il
controllo di ligando e i canali a controllo di potenziale o voltaggio dipendenti. I
potassio a controllo di ligando chiusi
sono quando legati ad un particolare ligando, che è l’ATP.
Questo non permette più la fuoriuscita di potassio, ma esso continua ad essere trasportato
depolarizzazione della membrana
all’interno della cellula dalla pompa Na-K, determinando una
plasmatica. canali a controllo di potenziale o voltaggio dipendenti
I sono canali che si aprono
depolarizzazione determina l’apertura di
e chiudono in base al potenziale di membrana. La
quesi canali, del calcio
che permettono l’entrata nella cellula. L’aumento della concentrazione di
stimola l’esocitosi dell’insulina
calcio nel citoplasma in modo proporzionale al glucosio in
circolo.
Come mai la curva insulinica ha una forma simile a quella glicemica?
10.
La curva insulinica ha una forma simile a quella glicemica poiché l’insulina viene escreta in
quantità proporzionale al glucosio in circolo.
E etti dell’insulina sul metabolismo del fegato.
11.
L’insulina sul fegato ha come e etto l’attivazione di vie metaboliche.
glucosio GLUT2
Il entra nel fegato attraverso il trasportatore (a bassa a nità e alta capacità) e
glucochinasi
viene fosforilato dalla (a bassa a nità e la cui sintesi è stimolata dall’insulina) a
fruttosio-6-fosfato, via glicolitica,
che entra nella attivata dall’insulina. Infatti, l’insulina è in
fruttosio-2,6-bisfosfato,
grado di defosforilare il complesso enzimatico che sintetizza il un
fosfofruttochinasi,
attivatore allosterico dell’enzima che regola la velocità della via metabolica, e
fruttosio-1,6-bisfosfatasi
un inibitore dell’enzima (trasforma il fruttosio-1,6-bisfosfato in
fruttosio-6-fosfato nella gluconeogenesi). Quando la carica energetica della cellula è elevata,
inibisce fosfofruttochinasi,
l’ATP allostericamente la rallentando la glicolisi.
Il glucosio continua ad entrare negli epatociti e a venire fosforilato dalla glucochinasi (stimolata
dall’insulina) a glucosio-6-fosfato ma, dato che la glicolisi è rallentata, viene trasformato a
glucosio-1-fosfato fosfoglucomutasi.
dalla Il glucosio-1-fosfato è il composto da cui parte la
glicogenosintesi, glicogeno sintetasi
tramite l’enzima (stimolato dall’insulina). Questa reazione
energia
necessita di per la formazione del legame glicosidico, quindi si alterna con la glicolisi no
a quando viene depositato tutto il glicogeno possibile nel fegato.
Il glucosio continua ad essere in surplus, quindi continua ad entrare nella cellula e ad essere
sintesi degli
fosforilato. Quando la carica della cellula è elevata la glicolisi viene inibita ed inizia la
acidi grassi. citrato
Per questa reazione serve il citrato. Durante la glicolisi il viene ossidato in
modo e cace nel ciclo di Krebs ma, dato che la glicolisi viene rallentata, questo può uscire dal
citrato liasi, acetil-CoA
mitocondrio tramite il suo trasportatore ed essere scisso, dalla in e
ossalacetato. acetil-CoA carbossilasi.
L’acetil-CoA diventa subito substrato della Anche in
questa via metabolica si alterna alla glicolisi
questo caso perché l’attivazione dell’acetil-CoA a
malonil-CoA richiede ATP. Gli acidi grassi sintetizzati sono poi trasformati in trigliceridi e
trasportati dalle VLDL al tessuto adiposo e ad altri tessuti.
E etti dell’insulina sul tessuto adiposo e sul tessuto muscolare.
12. tessuto adiposo:
L’insulina ha due principali e etti sul attiva la lipasi lipoproteica e il trasporto del
trasportatore GLUT4 sulla super cie della cellula. Quindi l’e etto dell’insulina sul tessuto adiposo
favorire la sintesi e il deposito di trigliceridi.
è quello di
lipasi lipoproteica
La presente sulle pareti dei capillari sanguigni, soprattutto del tessuto
idrolizza i trigliceridi
adiposo, trasportati dalle VLDL e dai chilomicroni, ad acidi grassi e
acidi grassi
glicerolo. Gli legati all’albumina plasmatica sono poi captati dagli adipociti e utilizzati
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sintesi dei trigliceridi.
per la Per e ettuare questa via metabolica si necessita di energia: per
attivare gli acidi grassi ad acetil-CoA e produrre glicerolo-1-fosfato (composto da cui parte la
sintesi). L’insulina quindi stimola il trasporto di GLUT4 sulla super cie della cellula e, quindi,
glucosio, fornisce energia per l’attivazione degli
l’entrata del glucosio. Il tramite la glicolisi,
acidi grassi ad acetil-CoA sintesi di glicerolo-1-fosfato a partire dal
e permette la
diidrossiacetone fosfato (ottenuto dall’isomerizzazione della gliceraldeide-3-fosfato).
tessuto muscolare: attivare la glicolisi sintesi di
L’insulina ha due principali e etti sul e la
glicogeno.
Regolazione delle vie metaboliche attivate da insulina e glucagone.
13.
Le vie metaboliche attivate dall’insulina e glucagone sono regolate: da e ettori allosterici positivi e
negativi e tramite la fosforilazione e defosforilazione c-AMP dipendente di enzimi.
e ettori allosterici
Gli di queste vie sono:
• fruttosio-2,6-bisfosfato → e ettore allosterico positivo della fosfofruttochinasi (trasforma il
fruttosio-6-fosfato in fruttosio-1,6-bisfosfato, nella glicolisi) ed e ettore allosterico negativo
della fruttosio-1,6-bisfosfatasi (trasforma il fruttosio-1,6-bisfosfato in fruttosio-6-fosfato, nella
gluconeogenesi);
• ATP → e ettore allosterico negativo della fosfofruttochinasi;
• AMP → e ettore allosterico positivo della fosfofruttochinasi;
• citrato → e ettore allosterico negativo della fosfofruttochinasi.
Insulina glucagone diminuiscono e aumentano i livelli di c-AMP,
e rispettivamente che attiva
fosforilazione
la proteina chinasi A, responsabile della delle proteine. In generale, il glucagone
determina la fosforilazione delle proteine, mentre l’insulina le mantiene nel loro stato defosforilato.
Alcuni enzimi sono attivi nello stato fosforilato, mentre altri lo sono nel loro stato defosforilato. Per
glicogeno fosforilasi
esempio, la (degrada il glicogeno a glicogeno-1-fosfato, glicogenolisi) è
attivata dal glucagone durante il digiuno tramite la sua fosforilazione, e inattivata dall’insulina
complesso enzimatico che
perché la mantiene nel suo stato defosforilato. Un altro esempio è il
sintetizza e degrada il fruttosio-2,6-bisfosfato. Questo complesso enzimatico è dotato di due
siti attivi: uno per la sintesi e uno per la degradazione del composto. Quando il complesso
defosforilato
enzimatico è (per e etto dell’insulina) viene attivato il sito attivo che sintetizza il
fruttosio-2,6-bisfosfato (e ettore allosterico positivo della fosfofruttochinasi e negativo della
favorita la glicolisi e inibita la gluconeogenesi.
fruttosio-1,6-bisfosfatasi) e quindi viene
defosforilato
Quando, invece, è (per e etto del glucagone) viene attivato il sito attivo che
disattiva la glicolisi e favorita la
degrada il fruttosio-2,6-bisfosfato, quindi viene
gluconeogenesi.
Quali sono gli e etti a lungo termine di p
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Domande d'esame Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche
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Domande Biochimica della nutrizione e Malattie Metaboliche
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Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche, parte 3: biochimica delle malattie metabo…