Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche - 2020/2021
Domande biochimica degli alimenti - Iametti
Qualità nutrizionale di una proteina
1. Quali aspetti condizionano la qualità nutrizionale di una proteina in un alimento? food
La qualità nutrizionale di una proteina in un alimento è condizionata da quattro fattori: 1)
safety, 2) componente nutrizionale, 3) struttura della proteina, e 4) componente edonistica.
food safety
La qualità nutrizionale di una proteina in un alimento può essere condizionata dalla o
sicurezza alimentare poiché può essere un allergene, intervenire nelle intolleranze, avere attività
antinutrizionale ed essere coinvolta in malattie metaboliche.
proteina allergenica
La presenza di una in un alimento ne condiziona la qualità nutrizionale
poiché per la fascia di popolazione allergica quell’alimento ha qualità nutrizionale nulla, dato che
provoca manifestazioni negative (può essere pericolosa per la vita).
intervenire nelle intolleranze,
Le proteine possono un esempio è la celiachia. La presenza
nell’alimento di speci che sequenze amminoacidiche provoca delle manifestazioni negative in una
fascia di popolazione geneticamente predisposta. Anche in questo caso, l’alimento che contiene
le speci che sequenze amminoacidiche ha una qualità nutrizionale nulla per la fascia di
popolazione intollerante. attività antinutrizionale,
Le proteine possono avere quindi si possono comportare da agenti
sequestranti di metalli e vitamine e da inibitori di enzimi. Un esempio di proteina che si comporta
agente sequestrante
da è l’avidina (presente nell’albume d’uovo), che sequestra la biotina
(vitamina B6), ossia l’avidina lega in modo forte ma non covalente la biotina, non rendendola
inibitrice di enzimi
biodisponibile. Un esempio di proteina che si comporta da (generalmente
proteasi e amilasi) è l’antitripsina, presente nei semi. L’antitripsina è in grado di inibire la tripsina,
rallentando l’idrolisi delle proteine nel tratto gastrointestinale. Inoltre, l’antitripsina è una serpina,
ossia una proteina in grado di inibire le proteasi che hanno nel sito catalitico una serina (es.
tripsina). Perciò nel de nire la qualità nutrizionale di una proteina in un alimento si deve tenere in
considerazione la presenza di proteine con attività antinutrizionale.
proteine coinvolte in malattie metaboliche
La presenza di condiziona la qualità nutrizionale
dell’alimento poiché, per la fascia di popolazione a etta dalla malattia metabolica, quell’alimento
ha qualità nutrizionale nulla, dato che provoca manifestazioni negative (può avere e etti mortali).
fenilchetonuria,
Un esempio è la una malattia metabolica molto grave legata ad un de cit
dell’enzima fenilalanina idrossilasi, enzima coinvolto nella metabolizzazione della fenilalanina. In
assenza dell’enzima la fenilalanina non è trasformata in tirosina, con un conseguente accumulo
dell’amminoacido. I soggetti a etti da fenilchetonuria devono seguire una dietoterapia che
comprende alimenti non contenenti fenilalanina, spesso arti ciali. La fenilalanina è contenuta
principalmente nelle proteine di origine animale, ma non solo, anche nell’aspartame (dolci cante).
componente
La qualità nutrizionale di una proteina in un alimento può essere condizionata dalla
nutrizionale, che a sua volta dipende dalla composizione in amminoacidi e dalla biodisponibilità/
digeribilità della proteina.
composizione in amminoacidi
La condiziona la qualità nutrizionale di una proteina in un
alimento poiché:
• →
determina le interazioni con altri componenti se un amminoacido è acido interagisce con
ioni carichi positivamente (es. le proteine dei legumi sono ricche di residui acidi quindi legano
facilmente lo ione calcio);
• se sono essenziali, sono fondamentali per la sintesi proteica;
• le proteasi del tratto gastrointestinale sono speci che per determinati amminoacidi, molti dei
quali sono amminoacidi essenziali (es. la tripsina è speci ca per gli amminoacidi basici, la
chimotripsina è speci ca per gli amminoacidi idrofobici), per cui la composizione in
amminoacidi in uisce sulla digestione delle proteine;
• le proteine non contengono tutti gli amminoacidi essenziali nelle proporzioni necessarie
all’uomo, quindi è necessario e ettuare la complementazione dietetica, in modo tale da
raggiungere l’adeguato fabbisogno di amminoacidi essenziali. La complementazione
dietetica consiste nel consumare due alimenti, uno dei quali è povero di un amminoacido
essenziale di cui è ricco l’altro (es. latte e cereali, i cereali sono poveri in lisina ma ricchi in
cisteina, mentre il latte è ricco in lisina ma povero in cisteina).
digeribilità/biodisponibilità della proteina
La nell’alimento può essere condizionata da:
accessibilità della proteina agli enzimi digestivi →
1. se la proteina è estremamente
compatta per cui l’amminoacido riconosciuto dall’enzima non è accessibile, allora non è
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digeribile. Per questo motivo molte proteine presenti negli alimenti (es. caseine e proteine di
riserva nei cereali, ossia prolamine e gluteline) hanno strutture terziare poco compatte o
assenti;
processo →
2. che subisce l’alimento può essere più o meno intenso e denaturare la
modi ca la struttura proteica a livello della struttura:
proteina, ossia secondaria,
terziaria e quaternaria (quando c’è). Un processo tecnologico può determinare:
• modi ca del gruppo R di alcuni amminoacidi → la lisina se sottoposta ad elevate
temperature e in presenza di zuccheri riducenti va in contro alla reazione di Maillard
che determina una modi ca del suo gruppo R, di conseguenza l’organismo umano la
considera come xenobiota e attiva reazioni per la sua eliminazione;
• modi ca della struttura tridimensionale → un processo determina una maggiore
biodisponibilità se, denaturando la proteina, ne modi ca la struttura tridimensionale
rendendola meno compatta, quindi più accessibile alle proteasi. Un processo
determina una minore biodisponibilità se, denaturando la proteina, si ha la formazione
di specie polimeriche (associazioni complesse di proteine), meno accessibili alle
proteasi. Esempio: l’ovoalbumina denaturata è più digeribile per due motivi: 1) è più
facilmente attaccabile dalle proteasi, poiché la struttura è meno organizzata e 2) non
ha più struttura simile alle proteine inibitrici di proteasi. Esempio: la β-lattoglobulina
denaturata a temperatura di pastorizzazione è più digeribile poiché ha una struttura
meno ordinata, mentre denaturata a temperatura di sterilizzazione è meno digeribile
poiché forma polimeri più di cilmente aggredibili dalle proteasi;
legame con altri componenti dell’alimento →
3. (sali, zuccheri, additivi, bra, amido)
possono condizionare l’accessibilità delle proteine alle proteasi. Le regioni idrofobe
possono nire in fasi apolari (come accade nelle comuni emulsioni, come il gelato o la
maionese, ma anche nel latte omogeneizzato), e i co-soluti (come acidi, zuccheri, sale o
altri additivi) possono in uire sulla forza di vari tipi di interazioni rilevanti per la stabilità
strutturale delle proteine. struttura
La qualità nutrizionale di una proteina in un alimento può essere condizionata dalla della
condiziona il ruolo della proteina nell’alimento e il suo utilizzo.
stessa, poiché Un esempio è il
collagene, la principale proteina del tessuto connettivo, che conferisce solidità ai denti, alle
arterie, e consente la trasmissione alle ossa della forza esercitata dai muscoli. Le sue proprietà
meccaniche dipendono dalla sua sequenza e dalla sua struttura, che sono in reciproca relazione.
modi cazioni post-traduzionali:
Il collagene acquisisce la sua struttura dopo glicosilazione e
idrossilazione di alcuni amminoacidi per la formazione dei legami idrogeno che stabilizzano la
tripla elica e cross-link tra triple eliche, necessari per irrobustire la struttura ancora fragile del
collagene. La formazione di cross-link avviene solo in presenza di acido ascorbico come cofattore
della lisina ossidasi. I cross-link aumentano con l’età e il peso, infatti la carne di vitello è più tenera
della carne di manzo, proprio perché il collagene del vitello ha prevalentemente legami idrogeno,
che conferiscono essibilità, mentre la carne di manzo ha legami covalenti (cross-link), che
conferiscono rigidità. Un altro esempio è rappresentato dalla colla di pesce e d’osso. La colla di
pesce presenta prevalentemente legami idrogeno, quindi quando forma la gelatina trattiene più
acqua. Questo dimostra come la stessa proteina, con la stessa sequenza amminoacidica, può
avere una ruolo di erente in base ai legami che stabilizzano la sua struttura.
water holding capacity
La composizione in amminoacidi e la struttura della proteina in uenzano la
water holding capacity capacità della proteina di interagire/legare
(WHC). La (WHC) è la
l’acqua e de nisce la texture di molti alimenti. Tutti gli alimenti contengono acqua, molti sono
La WHC di una proteina dipende dalla composizione in
principalmente composti da essa.
amminoacidi, per esempio, i semi sono ricchi in glutammina, amminoacido non carico, quindi
non lega l’acqua, se fossero ricchi in glutammato, amminoacido acido, esso formerebbe ponti
idrogeno con l’acqua e porterebbe alla germogliazione.
I processi tecnologici che subisce una proteina in un alimento possono permettere alla proteina di
formare/stabilizzare gel ed emulsioni/schiume. La capacità di formare/stabilizzare gel ed
struttura tridimensionale. gel proteico
emulsioni/schiume di una proteina è data dalla sua Un è
una struttura tridimensionale proteica stabilizzata da speci che interazioni, che trattiene l’acqua.
denaturazione,
Le proteine sono in grado di formare un gel solo dopo che comporta una
modi ca della struttura tridimensionale. Degli esempi di gel proteici sono:
• gelatina → il collagene riscaldato e poi ra reddato è in grado di formare una rete proteica,
stabilizzata da legami idrogeno, in grado di trattenere acqua; 2
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• uovo → l’ovoalbumina riscaldata e poi ra reddata è in grado di formare una rete proteica in
grado di trattenere al suo interno acqua;
• impasto per pane/pasta → gliadine e glutenine, in seguito ad impastamento (intervento
meccanico) e in presenza di acqua, formano una rete proteica, stabilizzata da interazioni
idrofobiche e disolfuro, in grado di trattenere acqua e amido;
• formaggio → la caseina, in seguito a denaturazione enzimatica, forma una rete proteica,
stabilizzata da interazioni idrofobiche ed elettrostatiche, in grado di trattenere acqua e
componente lipidica;
• carne → actina e miosina formano un gel proteico, stabilizzato da interazioni ioniche, in
grado di trattenere acqua e soluti.
emulsioni/schiume
Le sono sistemi all’interfaccia stabilizzati da proteine, che devono essere
denaturate per svolgere questa funzione. componente edonistica,
La qualità nutrizionale è condizionata, in ne, da una ossia motivi
convenience
culturali, religiosi, etici, gusti personali, costo, e tipo di processo utilizzato per
produrre un certo alimento.
2. Perché la biotina è biodisponibile nell’uovo cotto e non in quello crudo?
La biotina (vitamina B6) è biodisponibile nell’uovo cotto e non in quello crudo poiché, in seguito
denaturazione
alla cottura, si ha la di una proteina, l’avidina. Questa proteina, presente
nell’albume d’uovo, lega in modo forte ma non covalente la biotina non rendendola disponibile.
Se denaturata non è più in grado di legare la biotina, rendendola biodisponibile.
3. Descrivere il ruolo di un processo tecnologico nel de nire la qualità nutrizionale di
una proteina.
processi tecnologici
I che subisce un alimento possono essere più o meno intensi e denaturano
modi cano la struttura proteica a livello della struttura:
la proteina, ossia secondaria, terziaria
e quaternaria (quando c’è). Un processo tecnologico può determinare:
• modi ca del gruppo R di alcuni amminoacidi → la lisina se sottoposta ad elevate
temperature e in presenza di zuccheri riducenti va in contro alla reazione di Maillard che
determina una modi ca del suo gruppo R, di conseguenza l’organismo umano la considera
come xenobiota e attiva reazioni per la sua eliminazione;
• modi ca della struttura tridimensionale → un processo determina una maggiore
biodisponibilità se, denaturando la proteina, ne modi ca la struttura tridimensionale
rendendola meno compatta, quindi più accessibile alle proteasi. Un processo determina una
minore biodisponibilità se, denaturando la proteina, si ha la formazione di specie polimeriche
(associazioni complesse di proteine), meno accessibili alle proteasi. Esempio: l’ovoalbumina
denaturata è più digeribile per due motivi: 1) è più facilmente attaccabile dalle proteasi,
poiché la struttura è meno organizzata e 2) non ha più struttura simile alle proteine inibitrici di
proteasi. Esempio: la β-lattoglobulina denaturata a temperatura di pastorizzazione è più
digeribile poiché ha una struttura meno ordinata, mentre denaturata a temperatura di
sterilizzazione è meno digeribile poiché forma polimeri più di cilmente aggredibili dalle
proteasi.
Agenti chimici in grado di modi care le interazioni delle proteine e applicazioni
4. Descrivere l’apporto (contributo) del solvente nel condizionare il ruolo delle
macromolecole in un alimento / Ruolo del solvente nel condizionare il ruolo delle
macromolecole in un alimento.
Il solvente negli alimenti è l’acqua, che rappresenta in molti alimenti la componente principale.
solvata le macromolecole,
L’acqua cioè le circonda formando uno strato attorno ad esse con
una precisa geometria, che dipende dalla carica super ciale delle macromolecole con cui
interagisce e dal loro ingombro. L’acqua direttamente interagente con le macromolecole ne
de nisce le proprietà strutturali modi cata la sua geometria,
quindi e quando viene per
modi ca della struttura della
esempio durante un trattamento termico, l’e etto è una
macromolecola. La struttura della macromolecola è fortemente legata al ruolo che svolgerà
nell’alimento. 3
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5. Cosa si intende per gel proteici?
gel proteico
Un è una struttura tridimensionale proteica stabilizzata da speci che interazioni, che
denaturazione,
trattiene l’acqua. Le proteine sono in grado di formare un gel solo dopo che
comporta una modi ca della struttura tridimensionale. Degli esempi di gel proteici sono:
• gelatina → il collagene riscaldato e poi ra reddato è in grado di formare una rete proteica,
stabilizzata da legami idrogeno, in grado di trattenere acqua;
• uovo → l’ovoalbumina riscaldata e poi ra reddata è in grado di formare una rete proteica in
grado di trattenere al suo interno acqua;
• impasto per pane/pasta → gliadine e glutenine, in seguito ad impastamento (intervento
meccanico) e in presenza di acqua, formano una rete proteica, stabilizzata da interazioni
idrofobiche e disolfuro, in grado di trattenere acqua e amido;
• formaggio → la caseina, in seguito a denaturazione enzimatica, forma una rete proteica,
stabilizzata da interazioni idrofobiche ed elettrostatiche, in grado di trattenere acqua e
componente lipidica;
• carne → actina e miosina formano un gel proteico, stabilizzato da interazioni ioniche, in
grado di trattenere acqua e soluti.
6. Descrivere quali modi cazioni chimiche possono avvenire a carico del gruppo R di
alcuni amminoacidi in seguito ad un trattamento chimico.
I gruppi R degli amminoacidi possono subire delle modi cazioni chimiche in seguito a due
trattamenti chimici: 1) modi cazione del pH e 2) presenza di agenti riducenti e ossidanti.
pH modi ca lo stato di ionizzazione dei gruppi R degli amminoacidi carichi
Il e, di
la carica netta della proteina,
conseguenza, che può essere positiva, negativa o nulla. La
ionizzazione dei gruppi R degli amminoacidi carichi in uenza tre parametri importanti:
solvatazione della proteina, →
1. ossia quanta acqua circonda la proteina è legata alla
capacità di formare legami idrogeno con l’acqua;
solubilità della proteina nel mezzo al pH corrispondente al pI,
→
2. in particolare, ossia il
punto isoelettrico (pH al quale la carica netta della proteina è pari a 0, le cariche positive e
le proteine si trovano nella loro forma più insolubile,
negative ci sono ma si bilanciano), tendono ad aggregarsi tra di loro per cercare
poiché la loro carica netta è nulla, quindi
una nuova conformazione stabile nel solvente polare. Un esempio è la produzione di
yogurt, in cui il latte viene portato al pI delle caseine (4,6), determinando la loro
aggregazione in un coagulo;
capacità di interazione con altre molecole →
3. (ioni, gruppi fosfato, cofattori organici)
a nché avvenga l’interazione, i gruppi R degli amminoacidi devono essere dissoci
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Domande Biochimica della nutrizione e Malattie Metaboliche
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Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche, parte 3: biochimica delle malattie metabo…