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Domande aperte Psicologia siologica e delle emozioni

Lezione 001

48. Descrivi la visione di Ippocrate e Aristotele riguardo il cervello.

Ippocrate (460-379 a.C.), padre della medicina occidentale, enunciò la sua convinzione che il

cervello non fosse solo coinvolto nella percezione e nella sensazione ma rappresentasse anche la

sede dell'intelligenza. Egli sosteneva l'esistenza di una correlazione tra struttura e funzione e

proprio perché gli occhi si trovano nella testa, così come le orecchie, il naso e la lingua, la testa è

stata considerata specializzata nella percezione dell'ambiente.

Il losofo greco Aristotele (384-322 a.C.) aderì, invece, alla credenza che fosse il cuore il centro

dell'intelletto. Egli propose che il cervello fosse un radiatore per il ra reddamento del sangue

surriscaldato dal cuore in ebollizione.

49 e 58. In cosa divergevano le teorie di Camillo Golgi e di Ramon Y Cajal?

Golgi scoprì che impregnando il tessuto cerebrale con una soluzione di cromato d'argento, ora

chiamata colorante di Golgi, una piccola percentuale di neuroni diventava più scura rispetto alla

totalità. Grazie al colorante di Golgi sappiamo che i neuroni hanno almeno due parti distinguibili:

una regione centrale che contiene il nucleo e piccoli tubicini che si irradiano dalla regione centrale.

Ramon Y Cajal usarono il metodo di Golgi per comprendere i circuiti cerebrali di molte regioni del

cervello. I due studiosi giunsero a conclusioni opposte riguardo ai neuroni: Golgi sostenne il punto

di vista per cui i prolungamenti delle di erenti cellule nervose fossero fusi insieme no al costituire

un reticolo continuo, Cajal, invece, sostenne che le di erenti cellule nervose non sono connesse

in maniera continua e devono comunicare per contatto e non per continuità. Questa idea fu

chiamata teoria del neurone e aprì le porte agli studi sui mediatori chimici del sistema nervoso.

50. Che esperimento ha progettato Bell per dimostrare che i nervi contengono un insieme di bre

sensitive e motorie?

Bell e Magendie scoprirono che subito prima che i nervi entrino nel midollo spinale, le bre si

dividono in due branche, o radici. Bell testò la possibilità che le due radici spinali portassero

informazioni di erenti, tagliando ogni radice separatamente e osservando le conseguenze negli

animali di laboratorio. Successivamente Magendie dimostrò che le radici dorsali portavano

informazioni sensoriali al midollo spinale. Bell e Magendie conclusero che all'interno di ogni nervo

esisteva una mescolanza di molti li, alcuni dei quali portavano informazioni al cervello e al

midollo spinale, mentre altri inviavano informazioni verso i muscoli. Sostenevano, però, che la

trasmissione in ogni bra nervosa fosse rigidamente unidirezionale. Bell propose che l'origine

delle bre motorie fosse il cervelletto e che la destinazione delle bre sensitive fosse l'encefalo.

51. Cosa ha permesso lo sviluppo delle moderne neuroscienze?

Nel diciannovesimo secolo si era a conoscenza che:

- lesioni al cervello possono distruggere sensazioni, movimento, pensiero e possono causare la

morte;

- il cervello comunica col corpo attraverso i nervi;

- l cervello si costituisce di diverse parti identi cabili e che presiedono a funzioni di erenti.

Queste conoscenze fornirono un solido fondamento su cui poggiano le moderne neuroscienze.

52. Una regione dell’encefalo viene ora chiamata area di Broca. Quale funzione assolve questa

regione e perché?

Broca riportò l'opinione scienti ca sulla localizzazione delle funzioni nel cervello. Egli esaminò un

paziente che era in grado di comprendere il linguaggio ma non riusciva a parlare. L’uomo morì nel

1861 e, post-mortem, Broca esaminò attentamente il cervello del suo paziente trovando una

lesione nel lobo frontale sinistro. Broca concluse che questa regione del cervello umano fosse

speci catamente responsabile della produzione del linguaggio parlato. L’area di Broca è dunque

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responsabile della produzione del linguaggio e coordina i muscoli fonologici in modo che il

soggetto possa parlare.

53. Descrivi le principali suddivisioni del sistema nervoso.

Il Sistema Nervoso è anatomicamente suddiviso in:

- Sistema Nervoso Centrale (SNC): formato da encefalo (contenuto nella scatola cranica) e

midollo spinale (contenuto nel canale vertebrale). Questi organi si trovano protetti da ossa e

dalle meningi.

- Sistema Nervoso Periferico (SNP): è l’insieme dei nervi che si possono individuare all’esterno

del SNC.

- Sistema Nervoso Autonomo (SNA): comprende in parte strutture del SNC e in parte del SNP

Regola funzioni vegetative. Suddiviso in SNA Simpatico e Parasimpatico.

54. Descrivi l'anatomia del neurone e le sue funzioni

La struttura del neurone ne rispecchia le caratteristiche funzionali. Esso infatti è predisposto a

recepire informazioni in arrivo e trasferirle a un altro neurone principalmente attraverso

terminazioni assonali a livello del corpo cellulare o dei dendriti. Queste sono strutture comuni a

tutti i tipi di neuroni. L’interno del neurone è separato dall’esterno dalla membrana neuronale,

composta da un doppio strato fosfolipidico.

Il soma è la parte centrale del neurone, è anche detto corpo cellulare, al suo interno si trova il

citosol e il nucleo.

I dendriti hanno una struttura rami cata e hanno la funzione di ricezione dell’informazione.

L’assone è una struttura altamente specializzata per il trasporto delle informazioni a distanza nel

sistema nervoso, invia il segnale ad altre cellule anche a grande distanza con estrema velocità.

55. Descrivi le cellule gliali e le loro funzioni.

La glia contribuisce alla funzione cerebrale sostenendo i processi neuronali. Grazie a recenti

scoperte è stato dimostrato, però, che le funzioni della glia non si limitano al supporto e all’ essere

subordinati rispetto ai neuroni. Le cellule gliali possono essere di diverso tipo:

- Astrociti: riempiono la maggior parte dello spazio tra i neuroni e possono in uenzare la crescita

o la degenerazione del neurite.

- Oligodendrociti: hanno l’importante ruolo di ricoprire, con i loro prolungamenti, gli assoni dei

neuroni.

- Microglia: sono i “globuli bianchi speci ci” del Sistema nervoso e sono dei veri e propri

macrofagi

56 e 57. Che cos’è la mielina? Che cosa fa? Quali cellule del sistema nervoso centrale la

producono?

La guaina mielinica consiste di molti strati di membrana forniti dalle cellule gliali di supporto: le

cellule di Schwann nel sistema nervoso periferico (esternamente al cervello e al midollo spinale) e

gli l’oligodendrociti nel sistema nervoso centrale. La mielina favorisce lo scorrere della corrente

nell’interno dell’assone, aumentando in tal modo la velocità di conduzione del potenziale

d’azione, come se si avvolgesse attorno un tubo d’acqua che perde, il nastro isolante. La guaina

mielinica si interrompe periodicamente e lascia un breve spazio dove la membrana assonica

rimane scoperta (Nodo di Ranvier). L’esistenza di questi «nodi» aumenta la velocità e l’e cienza

della conduzione assonica (conduzione saltatoria). I canali voltaggio-dipendenti per il sodio sono

concentrati nella membrana dei nodi.

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59. Descrivi la "teoria cellulare". Da chi fu enunciata?

Agli inizi del 1800 il miglioramento dei microscopi o rì agli scienziati l'opportunità di esaminare i

tessuti animali ad alto ingrandimento. Nel 1839 lo zoologo tedesco Theodor Schwann enunciò

quella che sarebbe stata battezzata teoria cellulare ovvero tutti i tessuti sono costituiti da unità

microscopiche chiamate cellule. I progressi tecnici, il microscopio composto e lo sviluppo dei

metodi per lo studio dei tessuti e degli organi, produssero un nuovo campo di ricerca, chiamato

istologia.

Lezione 002

33. La rachicentesi. Come avviene e quali funzioni svolge?

La rachicentesi può essere usata per veri care un eventuale processo infettivo-in ammatorio a

carico del cervello (es. encefalite, meningite), per accertare o meno la presenza di patologie

demielinizzanti (es. sclerosi multipla) e per la ricerca di cellule neoplastiche (screening

oncologico). L’esame del liquor assume importanza diagnostica per diverse patologie che portano

alla rapida distruzione tessutale ed è chiamata rachicentesi diagnostica. La rapida distruzione

tissutale, porta al rilascio nel liquor di proteine ubiquitariamente espresse. In questo caso, nel

liquor si cerca l’accumulo di una proteina particolare. La rachicentesi acquista una funzione di tipo

terapeutico nel caso in cui grazie alla rachicentesi si possono somministrare dei farmaci oppure

grazie all’estrazione del liquor si può abbassare la pressione intracranica in caso di idrocefalo

34. Descrivi le funzioni del liquor e il suo circolo.

l liquor costituisce il sistema linfatico del SNC. Il liquor ha la funzione di proteggere il materiale

nervoso da urti e traumi, di ltrare metaboliti e sostanze non riassorbite dai capillari. Il liquor ha un

aspetto incolore e limpido ma in presenza di patologie può risultare torbido. Il liquor viene estratto

dal corpo attraverso la rachicentesi (puntura lombare) nella quale si procede alla raccolta di un

campione di liquido cerebrospinale mediante l'introduzione di un ago tra le vertebre lombari.

L’esame del liquor è importante nelle malattie neurologiche caratterizzate da una rapida

degenerazione delle cellule nervose (come le encefalopatie spongiformi trasmissibili, p.e. la

malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD). La rachicentesi acquista una funzione di tipo terapeutico nel

caso in cui grazie alla rachicentesi si possono somministrare dei farmaci oppure grazie

all’estrazione del liquor si può abbassare la pressione intracranica in caso di idrocefalo

35. Descrivi la barriera ematoencefalica. Da cosa è costituita? Quali sono le sue funzioni?

La barriera ematoencefalica è l’interfaccia cellulare tra il sangue e il SNC. Il ruolo della barriera

ematoencefalica è:

- proteggere il cervello dall’ingresso indesiderato di molte grandi molecole e di sostanze

potenzialmente tossiche;

- mantenere le caratteristiche del uido interstiziale per garantire il funzionamento ottimale dei

neuroni e delle cellule gliali a essi associate.

La barriera ematoencefalica è selettivamente permeabile e deriva dalla particolare struttura dei

vasi sanguigni cerebrali. Sono le pareti dei capillari del cervello che formano la barriera

ematoencefalica. Le sostanze devono essere trasportate attivamente attraverso i capillari per

mezzo di speciali proteine. Attraverso la barriera ematoencefalica passano alcune molecole di

grandi dimensioni la cui presenza è critica per un normale funzionamento del cervello

36. L'idrocefalo nel bambino e nell'adulto. Quali sono le di erenze?

Idrocefalo signi ca letteralmente “testa piena d’acqua”, è una condizione medica conseguente a

un blocco del usso nell’acquedotto mesencefalico che può portare a un rigon amento delle

cavità ventricolari. In questi casi la rachicentesi viene e ettuata per decomprimere la pressione

intracranica o per far fuoriuscire il liquor in eccesso che si è accumulato nelle cavità. Può essere

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una condizione congenita, presente n dalla nascita. Tuttavia, spesso questa condizione alla

nascita non viene notata sino a che le dimensioni della testa del bambino non diventano enormi.

Questo poiché il cranio è cedevole e non completamente formato, la testa si espande quindi per

compensare l’aumento di liquido intracranico, preservando il cervello dal deterioramento.

Negli adulti, l’idrocefalo rappresenta una condizione molto più pericolosa, perché il cranio non

può espandersi, e il risultato è un aumento della pressione intracranica. Il tessuto cerebrale viene

quindi compresso, con conseguente deterioramento delle funzioni. Se non trattato, l’idrocefalo

porta alla morte. La triade di sintomi che caratterizzano l’idrocefalo sono: dei disturbi della

minzione o incontinenza, disturbi cognitivi di tipo frontale e disturbi del movimento e di una

camminata caratterizzante chiamata “marcia a piccoli passi” o “passo magnetico”.

37. Perché i nervi spinali sono detti "nervi misti”.

I nervi spinali sono nervi cosiddetti misti, poiché formati da una componente motoria ed una

componente sensitiva. Un singolo nervo spinale, attraverso la sua componente motoria, è in

grado di innervare diversi muscoli; il gruppo dei muscoli da esso innervato prende il nome di

miomero o miotoma. L'area della cute innervata dalla componente sensitiva del nervo spinale

prende il nome di dermatomero.

38. Qual è la di erenza tra le meningi encefaliche e quelle spinali?

Le meningi spinali di eriscono lievemente dalle meningi encefaliche.

- La pia madre aderisce alla super cie del midollo spinale seguendone ogni contorno.

- L’aracnoide non segue ogni contorno della super cie del midollo spinale ma si estende al di

sopra della pia madre e aderisce alla dura madre sovrastante.

- La dura madre non ha rapporti di fusione con le ossa del canale vertebrale.

- La dura madre si estende, insieme all’aracnoide, no alla seconda vertebra sacrale (S2).

- Tra la dura madre e il periostio è presente lo spazio epidurale occupato da grasso e tessuto

nervoso. La presenza di grasso e tessuto nervoso permette al midollo spinale di assecondare i

movimenti.

39. Cos'è la cauda equina?

Il midollo spinale termina tra la prima e la seconda vertebra lombare (L1-L2). La parte più caudale

degli spazi subaracnoidei (cisterna lombare) è occupata dal liquido cefalo- rachidiano e dalla

cauda equina. Durante la vita intrauterina, fetale ed alla nascita, il midollo spinale decorre no al

coccige. Durante la crescita, invece, compie una sorta di “risalita”. Mentre il nostro scheletro

infatti si sviluppa in altezza con una certa velocità, il midollo spinale lo fa molto più lentamente.

Questa di erente velocità di crescita genera quella che de niamo cauda equina. Essa non è

midollo spinale, bensì è la prosecuzione nervosa dei metameri spinali “risaliti” lungo il canale

vertebrale. Sono, in ultima analisi, nervi che decorrono lungo il canale vertebrale e poi lo

abbandonano dai forami intervertebrali.

40. Descrivi la suddivisione delle vertebre della spina dorsale.

La colonna vertebrale (o rachide) è composta da 33 vertebre. Le vertebre sono intervallate da

dischi intervertebrali composti da cartilagine. Le vertebre si suddividono in:

7 cervicali (C1 – C7); 12 toraciche (T1 – T12 o, talvolta, D1 – D12); 5 lombari (L1 – L5); 5 sacrali (S1

– S5); 4 coccigee (Co1 – Co4). Le prime due vertebre cervicali prendono il nome rispettivamente

di atlante ed epistrofeo e sono da considerarsi due vertebre atipiche. Esse permettono i

movimenti di rotazione del cranio.

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Lezione 004

34. Descrivi le distinzioni funzionali della corteccia prefrontale.

All’interno di questa corteccia prefrontale possiamo distinguere tre regioni dalla grande

importanza funzionale:

- la corteccia frontale dorsolaterale , che trasforma il pensiero in piani cazioni, comportamenti e

decisioni ed è strettamente correlata a processi psicologici superiori come la memoria di

lavoro, la metacognizione, il controllo dell’attenzione, la essibilità cognitiva, ecc.;

- l’area cingolata, invece, si occupa di inibire o stimolare l’individuo all’azione. E’ la base

biologica della motivazione;

- la corteccia orbitofrontale, interviene nel processare e regolare le emozioni e gli stati a ettivi,

adattando il comportamento in base al contesto.

35. Di cosa si occupa la corteccia prefrontale?

Dalla corteccia prefrontale dipendono il ragionamento, tipico dell’essere umano, la cognizione, il

comportamento e il controllo delle risposte emotive della persona. Le aree prefrontali hanno il

ruolo di mediatore tra tutte le strutture cerebrali. Sono la principale sede biologica delle funzioni

esecutive. Le funzioni esecutive sono un insieme di abilità cognitive superiori che controllano il

nostro comportamento, le nostre emozioni e le nostre scelte. Possiamo dire che sono ciò che

consente l’analisi dei problemi complessi e la piani cazione delle soluzioni.

36. Cos'è l’insula?

Il lobo dell’insula è una porzione della corteccia cerebrale che si trova profondamente all'interno

della scissura di Silvio tra il lobo temporale e il lobo frontale. Il lobo dell'insula gioca un ruolo in

diverse funzioni legate all’emotività oppure partecipa alla regolazione dell’omeostasi corporea.

Queste funzioni includono la percezione, il controllo motorio, l'auto-consapevolezza, le funzioni

cognitive e l'esperienza interpersonale.

37. Descrivi la contrazione muscolare.

La sinapsi di un neurone e erente e la membrana di una bra muscolare è chiamata giunzione

neuromuscolare. La bra motrice, quando è stimolata ha l’assone che scarica e dai bottoni

terminali si libera acetilcolina, con conseguente depolarizzazione della membrana postsinaptica,

chiamato potenziale di placca. Un potenziale di placca genera un potenziale d’azione nella bra

muscolare che si propaga lungo la sua lunghezza. Il potenziale d’azione genera una contrazione.

La depolarizzazione della bra muscolare apre i canali voltaggio-dipendenti permettendo agli ioni

di calcio di entrare nel citoplasma. Il calcio permette alle mio brille di estrarre energia dall’ATP

presente nel citoplasma. La forza di u

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SVFriz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia fisiologica e delle emozioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Iacobacci Claudia.
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