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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE SCIENZE E TECNICHE

PSICOLOGICHE (D.M. 270/04) Docente: Della Zoppa Letizia

DOMANDE APERTE dalla LEZ. 2 alla lez. 55

07. Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando

interpreta sulla base dell'osservazione spontanea.

Uno degli errori attribuzionali compiuto dall’adulto nell’osservare lo sviluppo è l’interpretazione dei

comportamenti basandosi su un’osservazione spontanea. Si tratta della tendenza appunto ad

utilizzare un’osservazione spontanea e non controllata del comportamento infantile generalizzando

poi i risultati dell’osservazione senza che vi sia una consapevolezza metodologica.

L’utilizzo di un’osservazione di questo tipo è un errore procedurale, il rischio è di osservare e riportare

solo fatti superficiali arrivando a generalizzare dei fenomeni che effettivamente abbiamo visto

comparire solo rare volte ma la cui presenza viene sovrastimata per svariate ragioni: pregiudizi

teorici, salienza dell’azione, mancata comprensione dei nessi causali, mancato calcolo del rapporto

tra comportamenti.

Utilizzare questo tipo di osservazione senza preparazione può portare ad individuare connessioni

causali dove in realtà non ce ne sono. Ad esempio, se partiamo dalla convinzione che un determinato

stile genitoriale di educazione abbia delle influenze negative sullo sviluppo dei bambini con le nostre

osservazioni andremo a cogliere in modo selettivo proprio quelle informazioni in grado di confermare

le nostre ipotesi.

08. Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando

interpreta per similarità.

Questo tipo di errore deriva dalla convinzione che i bambini interpretino la realtà così come la

interpretiamo noi, ma in realtà adulto e bambino molto spesso interpretano le situazioni in modi

diversi. Questo succede perché, nonostante l’adulto non se ne renda conto, alcune nozioni che egli

da per scontate non sono ancora accessibili e disponibili al bambino. Gli automatismi che utilizziamo

per interpretare la realtà non sono innati e scontati ma vengono appresi con il tempo e l’esperienza.

Non possiamo quindi pensare di trovare queste modalità di interpretazione nei bambini o negli

adolescenti.

09. Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando

interpreta sulla base dei ricordi adulti

Gli adulti hanno la forte tendenza ad interpretare il comportamento del bambini sulla base dei loro

ricordi infantili. Nel guardare a come il bambino si comporta o si relaziona agli altri ripensano a loro

stessi alla stessa età.

In realtà gli adulti non hanno ricordi dei primi anni di vita e quelli che interpretiamo come ricordi della

prima infanzia sono di fatto solo delle costruzioni personali fatte a partire da immagini frammentate

che nel corso del tempo sono state unite e ricostruite sovrapponendole a ricordi successivi. Il

bambino non ha la capacità di collocare i suoi ricordi nel tempo e nello spazio poiché essi non sono

organizzati in forma narrativa.

Crescendo si acquisisce questa capacità e si tende ad utilizzarla retroattivamente sui ricordi infantili

trasformandoli radicalmente. Un altro rischio nell’interpretazione sulla base dei ricordi adulti è dato

dalla selettività della memoria che ci fa ricordare solo gli avvenimenti con maggiore valenza affettiva:

ad esempio ricordiamo il primo giorno di scuola.

10. Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando

interpreta il solo resoconto verbale

Quando l’adulto interpreta la realtà basandosi solo sui resoconti verbali fatti dai bambini può

commettere un errore perché spesso i bambini attribuiscono alle parole significati diversi rispetto a

quelli che vi attribuisce un adulto; l’attribuzione di significato alle parole si modifica con il crescere

dell’età.

Nell’interpretare i resoconti verbali forniti dai bambini bisogna inoltre tener conto del fatto che i

bambini tendono a vedere l’adulto come detentore di un sapere sicuramente più grande del suo,

quindi da un lato si presenta una tendenza a compiacere l’adulto dando delle risposte che il bambino

ritine l’adulto si aspetti e dall’altra il bambino tende a rispondere anche a domande che per lui non

hanno senso (o che non riesce a capire).

11. Un bambino di 11-12 mesi è in grado di capire la differenza tra un bicchiere vuoto e un bicchiere

pieno?

No, un bambino di 12 mesi non è in grado di capire la differenza tra un bicchiere vuoto e un bicchiere

pieno. Questo è stato dimostrato in uno studio effettuato da Parisi (1992) su dei bambini di circa 12

mesi i quali sono stati messi di fronte a due bicchieri trasparenti: uno riempito di latte e l’altro vuoto.

Lo studioso ha evidenziato come i bambini sceglievano casualmente il bicchiere da cui bere

indipendentemente dal fatto che fosse pieno o vuoto, i risultati ci dicono quindi che i bambini non

mostravano di preferire il bicchiere pieno rispetto al bicchiere vuoto anche se in entrambi i casi erano

convinti di poter bere dal bicchiere.

Questo tipo di informazione verrà appresa dal bambino in tappe successive.

12. Analizza gli aspetti fondamentali dei diversi errori attribuzionali nell'osservare lo sviluppo

Gli adulti nello studio e nell’osservazione del comportamento infantile compiono degli errori

inconsapevoli di lettura dei comportamenti che possono essere raggruppati in categorie sulla base

dell’errore attribuzionale di fondo. Un primo errore è l’interpretazione per similarità: questo tipo di

errore si basa sulla convinzione che i bambini interpretino la realtà come la interpretiamo noi ma in

realtà adulto e bambino danno un significato diverso a quello che stanno vivendo. Questo perché gli

automatismi che usiamo noi per interpretare la realtà non sono scontati e innati ma al contrario si

acquisiscono con l’esperienza.

Un secondo errore che commette l’adulto è l’interpretazione sulla base dei ricordi adulti cioè l’adulto

guardando il bambino ripensa a se stesso alla stessa età. Si tratta di un errore perché l’adulto non ha

veri ricordi infantili ma sono solo delle ricostruzioni fatte sulla base di immagini frammentate che nel

corso del tempo sono state ricostruite sovrapponendole a ricordi successivi. Infatti i bambini non

hanno la capacità di collocare i ricordi nel tempo e nello spazio poiché non sono organizzati in forma

narrativa, crescendo e acquisendo questa capacità la si utilizza retroattivamente sui ricordi infantili

ricostruendoli. Un altro problema è dato dalla selettività della memoria che ci fa ricordare solamente i

momenti più significativi e con maggior valenza affettiva.

Il terzo errore attribuzionale nell’osservare lo sviluppo è l’interpretazione del solo resoconto verbale: i

bambini danno un significato alle parole diverso rispetto agli adulti. Bisogna tenere in conto del fatto

che i bambini ritengono l’adulto come un detentore di un sapere superiore e quindi tende a

compiacere l’adulto cercando di dare le risposte che crede si aspetti o rispondere anche a domande

che per lui in realtà non hanno senso o non riesce a capire. L’ultimo errore è l’interpretazione

dell’osservazione spontanea si tratta della tendenza ad utilizzare un’osservazione appunto

spontanea e non controllata del comportamento infantile generalizzando i risultati senza una

consapevolezza metodologica.

13. Perché fino a 4 anni il bambino non è in grado di utilizzare in modo appropriato il termine meno?

Fino a 4 anni i bambini tendono a usare indifferentemente le parole meno e più. Inoltre il termine

meno ha un significato più complesso da comprendere poiché il bambino deve prendere in

considerazione la presenza di una qualità e al contempo negarla.

07. Spiega significato e importanza di variabili dipendenti, variabili indipendenti e variabili

intervenienti.

Le variabili possono essere considerate delle vere e proprie unità di base della ricerca. Con questo

nome ci si riferisce, infatti, ad ogni caratteristica che può assumere valori diversi e misurabili. In

genere si parla di variabili indipendenti e variabili dipendenti. Nelle V. INDIPENDENTI il valore non

dipende dal variare del valore di altre variabili. Sono quelle variabili che al contrario si ipotizza

possano influenzare altre variabili (dipendenti). Nei disegni sperimentali sono le variabili che vengono

manipolate e controllate dallo sperimentatore.

Si definiscono DIPENDENTI quelle v. dove il valore dovrebbe variare in modo dipendente dal valore

delle variabili indipendenti. Sono le variabili su cui ci aspettiamo di trovare degli effetti alla fine della

ricerca.

Le v. intervenienti agiscono come effetti di disturbo. Le variabili intervenienti agiscono riducendo le

possibilità di verificare delle ipotesi. Si tratta di variabili in grado di condizionare le variabili dipendenti

e creare una loro variazione non riferibile alle variabili indipendenti. Il loro interferire nello studio deve

di fatto essere controllato.

08. Introduci gli aspetti fondamentali delle variabili intervenienti portando alcuni esempi.

Nel progettare la nostra ricerca ipotizziamo che i soggetti che affrontano un esame il livello di severità

del docente basso – medio – alto (variabile indipendente che può assumere tre livelli) influenzi il

livello di attivazione degli aspetti cognitivi dell’ansia – worry – (variabile dipendente). Ipotizzando

questa relazione lo sperimentatore deve cercare di tener sotto controllo tutte quelle variabili come il

genere dei soggetti o dell'esaminatore, il tipo e la difficoltà dell'esame, l’età dei soggetti, etc. che

potrebbero influenzare questa relazione (variabili intervenienti)

09. All'interno dell'approccio scientifico alla ricerca quale importanza rivestono le variabili? Quali tipi

di variabili conosci?

Le variabili possono essere considerate delle vere proprie unità di base della ricerca. Ci si riferisce ad

ogni caratteristica che può assumere valori diversi misurabili. Sono tre le principali variabili

riscontrabili: dipendenti, indipendenti e interveniente. La prima varia alla manipolazione della

seconda mentre la terza funziona come elemento di disturbo

10. Che differenza c'è tra studi esplorativi, esplicativi e descrittivi?

Le ricerche possono avere obiettivi di indagine differenti sulla base dei quali assumono profili specifici

Vengono progettati degli studi esplorativi quando i ricercatori non conoscono un dato fenomeno e il

loro obiettivo è raccogliere delle informazioni in modo da individuare le caratteristiche fondamentali di

quel fenomeno. Ricerche di questo tipo possono essere considerate le ricerche di tipo osservativo

che vengono attuate con i bambini. L’osservazione dei comportamenti infantili e la loro registrazione

sono spesso inseriti in piani di ricerca con obiettivi esplorativi.

Quando si parla di studi esplicativi ci si riferisce quasi esclusivamente agli studi sperimentali in cui è

presente la manipolazione della variabile indipendente. Solo attraverso l’utilizzo di un esperimento è

infatti possibile individuare una relazione di causalità tra le variabili.

Gli studi esplicativi sono utilizzati con lo scopo specifico di definire una relazione di causa-effetto tra

variabile dipendente e indipendente.

A differenza degli studi esplicativi il cui obiettivo è definire una relazione di causalità tra le variabili

prese in esame negli studi descrittivi lo scopo della ricerca è arrivare a individuare la presenza o

meno di associazione tra le variabili.

11. Definisci e spiega le diverse fasi della ricerca scientifica.

Le diverse fasi della ricerca scientifica sono: interrogativi chiaramente formulati, disegni di ricerca e

strumenti di analisi rigorosi, verificabilità e replicabiltà. Nel primo punto si identificano le ipotesi

in modo formale. Nel secondo punto si cercano le modalità e gli strumenti di misura necessari per

raccogliere i dati. Nel terzo punto si effettua l’esperimento. Nell’ultimo punto, mediante gli strumenti di

valutazione, si valutano i dati raccolti.

12. Quali sono le caratteristiche fondamentali di un approccio scientifico alla ricerca?

Per la formulazione di un piano di ricerca efficace il ricercatore fa scelte metodologiche che

riguardano il modo di procedere nella verifica delle ipotesi, gli strumenti da utilizzare, la raccolta e

l'analisi dei dati.

Tutti gli aspetti e i passaggi successivi della ricerca devono essere definiti già in fase di

progettazione. La ricerca scientifica si basa su un paziente lavoro di analisi e verifica di potesi

precedentemente strutturate e richiede:

I. Interrogativi chiaramente formulati

II. Disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi

III. Verificabilità

IV. Replicabilità

08. Spiega il concetto di validità nella ricerca scientifica.

Utilizzando il metodo scientifico lo sperimentatore deve partire dalla definizione di un piano articolato

che possa garantire coerenza allo studio e affidabilità ai dati che se ne ricaveranno cioè garantire la

validità della ricerca.

Esistono diverse validità: la validità interna i dati ottenuti sono imputabili alle variabili effettivamente

manipolate dal ricercatore, la validità statistica si riferisce all’evidenza statistica della relazione delle

variabili prese in esame, la validità esterna i risultati sono generalizzabili e legati alla realtà

rappresentativa del campione, la validità ecologica si riferisce alla rappresentatività degli individui

presi in esame, la validità di costrutto viene messa in discussione dalla possibilità che possa esistere

un’altra teoria uguale.

09. Spiega la differenza tra validità interna e validità esterna

Fa riferimento al fatto che i dati ottenuti nella ricerca siano realmente imputabili alle variabili che

il ricercatore ha intenzionalmente manipolato La validità esterna di una ricerca ha ricadute

sull’applicabilità e la generalizzabilità dei risultati ad altre situazioni. La generalizzazione dei risultati

va sempre fatta con estrema attenzione poiché parlando in termini metodologici i risultati di una

ricerca sono validi solo per situazioni direttamente riconducibili a quelle dello studio che li ha

generati.

14. Spiega le differenze tra i diversi piani di ricerca portando degli esempi.

Nel piano di ricerca I è possibile una manipolazione della variabile indipendente in modo preciso e

rigoroso e un controllo rigoroso delle variabili intervenienti.

I diversi valori che la variabile indipendente sarà in grado di avere rappresenteranno le condizioni

sperimentali da confrontare tra loro. Questo tipo di ricerche viene generalmente condotto in

laboratorio dove è possibile utilizzare procedure di controllo molto efficaci per ridurre al minimo la

possibilità di interferenza da parte di variabili intervenienti. Si tratta di studi che impiegano test

psicodiagnostici standardizzati, studi che utilizzano simulazioni al computer, studi che utilizzano

parametri psicofisiologici, studi che vengono condotti in ambienti artificiali di laboratorio.

Nel piano di ricerca II non è possibile manipolare la variabile indipendente ma è possibile controllare

la variabile interveniente, quindi lo sperimentatore deve pensare il disegno di ricerca ben sapendo

che non gli sarà possibile modificare delle condizioni di base dei gruppi di soggetti. I valori della

variabile indipendente saranno quindi quelli che si trovano allo stato naturale. Lo sperimentatore

dovrà cercare di controllare il più possibile la composizione dei gruppi (per genere, età, livello socio-

economico ed ogni altra variabile che potrebbe generare differenze rilevanti per i gruppi) al fine di

ridurre al minimo il possibile impatto di variabili intervenienti. Si tratta di studi in cui i gruppi sono già

costruiti e quindi lo sperimentatore non può agire artificialmente ad esempio Studi di psicologia

dell'educazione, Studi in psicologia sociale del lavoro, Pratica clinica e riabilitazione.

Nel piano di ricerca III è possibile manipolare la variabile indipendente ma con un controllo limitato

delle variabili intervenienti. Si tratta di disegni di ricerca in cui è massima la variabilità delle risposte

dei soggetti che viene puntualmente sollecitata dallo sperimentatore. In questi piani di ricerca la

manipolazione della variabile indipendente è il fulcro degli studi e viene attentamente pianificata. Al

contrario il controllo delle possibili interferenze non può essere gestito con precisione proprio a causa

della natura stessa della ricerca che necessita di contesti di sperimentazione particolari. Si tratta ad

esempio di Ricerca demoscopiche: sollecitazione dell’opinione mediante interviste e questionari,

Metodo osservativo stimolato (tipico della ricerca di Piaget): osservazione delle risposte a situazioni-

stimolo con intervento attivo del ricercatore e in generazione clinica.

Nel piano di ricerca IV non è possibile manipolare la variabile indipendente e nemmeno controllare le

variabili intervenienti. Queste ricerche possiedono una loro validità quando vengono progettate con

attenzione e attuate da sperimentatori preparati all’utilizzo di specifiche tecniche (tecniche

osservative, di codifica). Si tratta di Ricerca tramite l’osservazione di interazioni sociali, modalità

comunicative ed/od espressione linguistiche spontanee.

Analisi di videoregistrazioni del funzionamento di famiglie o reparti lavorativi, Ricerche condotte sulla

prima infanzia e sugli animali.

08. Che differenza c'è tra una ricerca longitudinale e una trasversale?

Nelle ricerche di tipo longitudinale uno stesso gruppo di bambini o adolescenti viene seguito e

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher clodanese di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Della Zoppa Letizia.
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