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Domande aperte psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

Lezione 002

Errore attribuzionale nell'interpretazione dell'osservazione spontanea

Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando interpreta sulla base dell'osservazione spontanea. L'esecuzione spontanea può indurre in errore perché fa risaltare solo gli aspetti più evidenti del comportamento che non per forza sono da considerarsi rilevanti o veritieri. L'utilizzo di questo tipo di osservazione è di fatto un errore procedurale poiché non essendoci un piano di osservazione stabilito a priori, questa non possiede molto valore e anzi espone al rischio di osservare e riportare solo fatti superficiali arrivando a generalizzazioni che non esistono. Un ulteriore rischio è quello di arrivare a generalizzare dei fenomeni che sono comparsi far volte ma la cui presenza viene sovrastimata. Ultimo rischio, è quello di arrivare a individuare connessioni causali dove in realtà non ce ne sono.

Errore attribuzionale nell'interpretazione per similarità

Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando interpreta per similarità. Questo tipo di errore deriva dalla convinzione che i bambini interpretano la realtà così com'è interpretiamo noi fin da molto piccoli. Con gli studi effettuati da Parisi si è dimostrato che i bambini dimostrano di non avere accesso a informazioni sufficienti per interpretare la realtà come un adulto ma che arrivano a farlo dopo i primi anni di vita.

Errore attribuzionale nell'interpretazione dei ricordi adulti

Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando interpreta sulla base dei ricordi adulti. Quelli che vengono interpretati come ricordi della prima infanzia, sono di fatto, ricostruzioni personali fatte a partire da immagini frammentate che nel corso del tempo sono state unite e ricostruite sovrapponendole a ricordi successivi. Un'altra problematica è data dalla selettività della memoria che ci porta a ricordare maggiormente solo ciò che per noi ha una particolare valenza affettiva.

Errore attribuzionale nell'interpretazione del resoconto verbale

Metti in evidenza le principali implicazioni dell'errore attribuzionale compiuto dall'adulto quando interpreta il solo resoconto verbale. Una delle interazioni più comuni è quella verbale, l’adulto tende a basarsi molto su quanto viene detto, ma basandosi solo sui resoconti verbali fatti dai bambini può portare all’errore perché a volte i bambini attribuiscono alle parole significati diversi rispetto a quelli che attribuisce un adulto.

Comprensione del bambino tra un bicchiere vuoto e uno pieno

Un bambino di 11-12 mesi è in grado di capire la differenza tra un bicchiere vuoto e un bicchiere pieno? In uno studio effettuato da Parisi, a dei bambini di circa 12 mesi sono stati messi di fronte due bicchieri trasparenti: uno pieno e l'altro vuoto. Lo studioso ha evidenziato come i bambini sceglievano casualmente il bicchiere da cui bere indipendentemente che questo fosse pieno o vuoto. I risultati quindi dicono che i bambini non mostrano di preferire il bicchiere pieno rispetto a quello vuoto anche se sono convinti di poter bere dal bicchiere.

Errori attribuzionali nell'osservazione dello sviluppo

Analizza gli aspetti fondamentali dei diversi errori attribuzionali nell'osservare lo sviluppo. Gli errori di attribuzione dell'osservatore sono principalmente quattro e tutti questi implicano un'interpretazione per similarità, sulla base dei ricordi degli adulti, sul solo resoconto verbale e sull'osservazione spontanea. Il primo tipo di errore deriva dal fatto che gli adulti interpretano la realtà dei bambini come la loro. Il secondo implica un'interpretazione del comportamento del bambino come quello dell'adulto alla sua età. Il terzo tipo di errore consiste nel basare la propria fiducia sul parlato del bambino, che spesso non interpreta allo stesso modo le parole come l'adulto. L'ultimo tipo di errore consiste nel sovrastimare e generalizzare comportamenti che possono essere rari nel bambino.

Comprensione del termine "meno"

Perché fino a 4 anni il bambino non è in grado di utilizzare in modo appropriato il termine "meno"? Il termine "meno" ha un significato più complesso da comprendere poiché il bambino deve prendere in considerazione la presenza di una quantità e al contempo negarla. Per questo il termine "più" non rappresenta un grosso problema perché il suo utilizzo non cambia la qualità.

Descrizione degli errori attribuzionali

  • Descrivi l'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione per similarità. L'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione per similarità consiste nell'interpretare la realtà così com'è anche nei bambini.
  • Descrivi l'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione dell'osservazione spontanea. L'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione dell'osservazione spontanea consiste nel generalizzare eventi che possono essere rari nel bambino.
  • Descrivi l'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione del solo resoconto verbale. L'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione del solo resoconto verbale consiste nel dare per vero ciò che il bambino racconta.
  • Spiega quali sono i maggiori errori attribuzionali nell'osservazione dello sviluppo. I maggiori errori di attribuzione nell'osservazione dello sviluppo sono: errore attribuzionale che origina dall'interpretazione per similarità, errore attribuzionale che origina dall'interpretazione dell'osservazione spontanea, errore attribuzionale che origina dall'interpretazione del solo resoconto verbale e errore attribuzionale che origina all'interpretazione sulla base dei ricordi degli adulti.
  • Descrivi l'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione sulla base dei ricordi adulti. L'errore attribuzionale che origina dall'interpretazione sulla base dei ricordi degli adulti consiste nel rielaborare i propri ricordi sulla base dei comportamenti del bambino.

Lezione 003

Significato e importanza delle variabili nella ricerca

Spiega significato e importanza di variabili dipendenti, variabili indipendenti e variabili intervenienti. Si definiscono dipendenti, delle variabili perché il loro valore dovrebbe variare in modo dipendente al valore delle variabili indipendenti. Sono le variabili su cui ci si aspetta di trovare degli effetti alla fine della ricerca. Si definiscono indipendenti, delle variabili perché il loro valore non dipende dal variare del valore di altre variabili. Sono quelle che si ipotizza possono influenzare le altre variabili e sono quelle che vengono manipolate e controllate dallo sperimentatore. Sono dette variabili intervenienti quelle che possono essere trovate in una ricerca come effetti di disturbo. Agiscono riducendo le possibilità di verificare le ipotesi. Si tratta di variabili in grado di condizionare le variabili dipendenti e creare una loro variazione non riferibile alle variabili indipendenti; il loro interferire nello studio deve di fatto essere controllato.

Variabili intervenienti

Introduci gli aspetti fondamentali delle variabili intervenienti portando alcuni esempi. Una variabile interveniente è detta tale quando ha effetti di disturbo, agendo e riduce le possibilità di verificare l'ipotesi. Sono in grado di condizionare le variabili dipendenti e creare una loro variazione che non è riferibile alle variabili indipendenti; di fatto, il loro interferire deve essere controllato. Esempio: Giovanna e Marco stanno insieme. Roberto ha fatto conoscere a Giovanna Marco. In questo caso Roberto è la variabile interveniente della relazione che c'è tra Giovanna e Marco.

Importanza delle variabili nella ricerca scientifica

All'interno dell'approccio scientifico alla ricerca quale importanza rivestono le variabili? Quali tipi di variabile conosci? Le variabili possono essere considerate delle vere e proprie unità di base della ricerca. Ci si riferisce a ogni caratteristica che può assumere valori diversi misurabili. Sono tre le principali variabili riscontrabili: dipendenti, indipendenti e interveniente. La prima varia alla manipolazione della seconda mentre la terza funziona come elemento di disturbo.

Tipi di studi nella ricerca

Che differenza c'è tra studi esplorativi, esplicativi e descrittivi? Gli studi esplorativi vengono effettuati quando i ricercatori non conoscono un dato fenomeno e il loro obiettivo è raccogliere delle informazioni in modo da individuare le caratteristiche fondamentali di questo. Gli studi esplicativi vengono effettuati quando si riferisce quasi esclusivamente a studi sperimentali in cui è presente la manipolazione della variabile indipendente. Gli studi descrittivi hanno lo scopo di individuare la presenza o meno di associazione tra le variabili.

Fasi della ricerca scientifica

Definisci e spiega le diverse fasi della ricerca scientifica. Le diverse fasi della ricerca scientifica sono: interrogativi chiaramente formulati, disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi, verificabilità e replicabilità. Nel primo punto si verifica si identificano le ipotesi in modo formale. Nel secondo punto si cercano le modalità e gli strumenti di misura necessari per raccogliere i dati. Nel terzo punto si effettua l'esperimento. Nell'ultimo punto, mediante gli strumenti di valutazione, si valutano i dati raccolti.

Caratteristiche dell'approccio scientifico alla ricerca

Quali sono le caratteristiche fondamentali di un approccio scientifico alla ricerca? La ricerca scientifica si basa su un paziente lavoro di analisi e verifica di ipotesi precedentemente strutturate. Iniziale è di fondamentale importanza per la formazione di un piano di ricerca efficace e prevede che il ricercatore faccia numerose scelte e metodiche che riguardano il modo di procedere della verifica, gli strumenti, la raccolta e l'analisi dei dati. Le ricerche possono avere obiettivi di indagine differenti sulla quale assumono dei profili specifici.

Lezione 004

Concetto di validità nella ricerca scientifica

Spiega il concetto di validità nella ricerca scientifica. Utilizzando il metodo scientifico lo sperimentatore non può occuparsi solo di definire e identificare le variabili in gioco ma anche attivare delle procedure attraverso cui controllare i diversi aspetti della ricerca e prevenire l'influsso delle variabili intervenienti. Si deve quindi partire dalla definizione di un piano articolato che possa garantire coerenza allo studio e affidabilità ai dati che ne ricaveranno.

Validità interna ed esterna

Spiega la differenza tra validità interna e validità esterna. La validità interna fa riferimento al fatto che i dati ottenuti dalla ricerca siano realmente imputabili alle variabili che il ricercatore ha intenzionalmente manipolato. La validità esterna di una ricerca riguarda l'applicabilità e la generalizzabilità dei risultati ad altre situazioni. Questa va fatta sempre con estrema attenzione poiché parlando in termini metodologici, il risultato di una ricerca è valido solo per situazioni direttamente riconducibili a quelle dello studio generato.

Piani di ricerca di tipo IV

Descrivi i piani di ricerca di tipo IV e porta degli esempi. In un piano di ricerca di questo tipo, esiste un'assenza di manipolazione della variabile indipendente e di controllo dei possibili fattori disturbanti. Si tratta di ricerche che non possono essere definite a tutti gli effetti condizioni sperimentali e per la loro validità vengono progettate con attenzione e attuate da sperimentatori preparati all'utilizzo di specifiche tecniche. Viene principalmente utilizzato in: ricerche tramite l'osservazione di interazioni, analisi di videoregistrazioni e ricerche condotte su animali e su bambini.

Piani di ricerca di tipo III

Descrivi i piani di ricerca di tipo III e porta degli esempi. In un piano di ricerca di questo tipo, è massima la variabilità delle risposte dei soggetti che viene puntualmente sollecitata dallo sperimentatore. La manipolazione della variabile indipendente è il fulcro degli studi e viene attentamente pianificata. Il controllo delle possibili interferenze non può essere gestito con precisione proprio a causa della natura stessa della ricerca che necessita di contesti di sperimentazione particolari. Viene principalmente utilizzato in: ricerche demoscopiche, ricerche mediante giochi di ruolo e metodi osservativi stimolati.

Piani di ricerca di tipo II

Descrivi i piani di ricerca di tipo II e porta degli esempi. In un piano di ricerca di questo tipo, non è possibile la manipolazione delle variabili indipendenti. Lo sperimentatore deve pensare il disegno di ricerca ben sapendo che non gli sarà possibile modificare delle condizioni dei gruppi di soggetti; i valori della variabile indipendente saranno quindi quelli che si trovano allo stato naturale. Viene principalmente utilizzato in: sperimentazioni di gruppi già costituiti e sulla cui costituzione lo sperimentatore non può agire artificialmente, in studi di sperimentazione applicativa in diversi ambiti.

Piani di ricerca di tipo I

Descrivi i piani di ricerca di tipo I e porta degli esempi. In un piano di ricerca di questo tipo, lo sperimentatore procede a manipolare la variabile indipendente in modo preciso e rigoroso. I diversi valori che tale variabile sarà in grado di avere rappresenteranno le condizioni sperimentali da confrontare tra loro. Questo tipo di ricerche viene generalmente condotto in laboratorio dove è possibile utilizzare procedure di controllo molto efficaci per ridurre al minimo la possibilità di interferenza da parte di variabili intervenienti. Viene principalmente utilizzato in: studi che impiegano test psicometrici standardizzati, studi che utilizzano simulazioni al computer, studi che utilizzano parametri psicofisiologici e studi che vengono condotti in ambienti artificiali da laboratorio.

Differenze tra i piani di ricerca

Spiega le differenze tra i diversi piani di ricerca portando degli esempi. Il piano di ricerca di tipo I consiste nella manipolazione delle variabili indipendenti e un controllo rigoroso delle variabili intervenienti, ed è utilizzato per studi che impiegano test standardizzati o simulazioni al computer. Il piano di ricerca di tipo II implica una non possibile manipolazione delle variabili indipendenti ma con un controllo delle variabili intervenienti, ed è utilizzato per studi di sperimentazione applicativa in diversi ambiti e in sperimentazioni in cui i gruppi risultano già costituiti. Il piano di ricerca III consiste nella manipolazione delle variabili indipendenti ma solo con un controllo limitato delle variabili intervenienti, ed è utilizzato per ricerche demoscopiche, metodi osservativi stimolati e ricerca mediante role-playing. Il piano di ricerca IV consiste nell'impossibilità di modifica delle variabili indipendenti e intervenienti, ed è utilizzato per ricerche condotte sulla prima infanzia, sugli animali e per l'analisi di videoregistrazioni.

Lezione 005

Ricerca longitudinale vs trasversale

Che differenza c'è tra una ricerca longitudinale e una trasversale? La caratteristica fondamentale che differenzia la ricerca di tipo trasversale da quella longitudinale è che non si tratta di plurime valutazioni-osservazioni degli stessi soggetti, ma vengono ottenuti confrontando tra loro gruppi diversi.

Caratteristiche delle diverse ricerche

Presenta le caratteristiche fondamentali di ricerche longitudinali, trasversali, longitudinali sequenziali e time-lag. Le ricerche di tipo longitudinali seguono lo stesso gruppo in diversi momenti del suo sviluppo. Gli intervalli di tempo tra le diverse osservazioni-valutazioni possono essere più o meno lunghi e dipendono dalle variabili che si è deciso di indagare e in quanto tempo lo sperimentatore ritiene si possano rilevare delle differenze apprezzabili in termini di significatività. Le ricerche di tipo trasversali seguono gruppi di età diversa che vengono confrontati tra loro nello stesso momento temporale. Si possono avere disegni che indagano fasce ristrette di età e fasce più ampie. Le ricerche di tipo longitudinali sequenziali seguono gruppi di età diversa longitudinalmente. I momenti della ricerca si susseguono in entrambi i gruppi fino a quando l'età dei bambini non si sovrappone parzialmente: ovvero fino a quando il gruppo più giovane non raggiunge l'età che il gruppo successivo aveva nel momento iniziale dello studio. Le ricerche di tipo time-lag servono a valutare i cambiamenti che avvengono col passare del tempo in gruppi con le stesse caratteristiche. Questo tipo di ricerca non è in grado di fornire informazioni relativamente alle cause delle differenze tra vari periodi storici e sulla stabilità e cambiamento nel corso dello sviluppo dell'individuo.

Impianto di una ricerca longitudinale

Spiega l'impianto di una ricerca longitudinale facendo degli esempi. Le ricerche di tipo longitudinali seguono lo stesso gruppo in diversi momenti del suo sviluppo. Gli intervalli di tempo tra le diverse osservazioni-valutazioni possono essere più o meno lunghi e dipendono dalle variabili che si è deciso di indagare e in quanto tempo lo sperimentatore ritiene si possano rilevare delle differenze apprezzabili in termini di significatività. Un esempio di ricerca potrebbe essere la valutazione degli effetti di un farmaco su un gruppo.

Vantaggi e svantaggi delle ricerche longitudinali e trasversali

I vantaggi delle ricerche longitudinali consistono nell'indagare lo sviluppo, l'andamento, la stabilità e la variabilità di una specifica variabile e possono essere utilizzati per valutare il peso di specifiche esperienze sullo sviluppo successivo degli individui. Gli svantaggi delle ricerche longitudinali consistono nella loro dispendiosità di costi e risorse, con spesso perdita di soggetti tra le valutazioni e necessità di una grande cura nella generalizzabilità delle situazioni. I vantaggi delle ricerche trasversali consentono di ridurre i costi e le risorse di tempo, riducendo la natura della perdita di soggetti e avendo la possibilità di ripetere con maggiore facilità l'esperimento. Gli svantaggi delle ricerche trasversali rendono impossibile il controllo dell'effetto...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SVFriz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Della Zoppa Letizia.
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