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-Quali sono le principali differenze tra microeconomia e macroeconomia?

G: La microeconomia rappresenta quella parte della scienza economica che si occupa delle singole unità

decisionali, come ad esempio l’individuo o la singola impresa; invece, la macroeconomia esamina

l’economia nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In

altri termini, la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo

giungere nell’analisi.

R: La microeconomia costituisce quella parte della scienza economica che studia le singole unità decisionali

quali l’individuo o la singola impresa; al contrario, la macroeconomia prende in considerazione l’economia

nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In altri termini,

la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo giungere

nell’analisi.

-Il candidato dopo aver esposte le differenze tra micro e macro economia definisca le principali differenze

tra economia positive ed economia normativa e inoltre descriva il ruolo dei modelli economici

G: La microeconomia rappresenta quella parte della scienza economica che si occupa delle singole unità

decisionali, come ad esempio l’individuo o la singola impresa; invece, la macroeconomia esamina

l’economia nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In

altri termini, la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo

giungere nell’analisi. Utilizziamo l’espressione “economia positiva” quando vogliamo riferirci a come

funziona l’economia, mentre si parla di economia normativa quando ci si occupa di ciò che dovrebbe

essere. L’espressione viene utilizzata per effettuare valutazioni sull’economia identificando problemi e

soluzioni degli stessi. Nella pratica, economia positiva e normativa sono in stretto contatto, perché l’analisi

normativa si basa sull’analisi positiva. Gli agenti economici sono divisi in tre gruppi: famiglie, imprese,

settore pubblico. Esiste una differenza tra modelli microeconomici e macroeconomici: i modelli

microeconomici considerano le singole famiglie, le singole imprese e i singoli organismi pubblici invece,

quelli macroeconomici prendono in esame il settore delle famiglie, il settore delle imprese ed il settore

pubblico.

R: La microeconomia costituisce quella parte della scienza economica che studia le singole unità decisionali

quali l’individuo o la singola impresa; al contrario, la macroeconomia prende in considerazione l’economia

nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In altri termini,

la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo giungere

nell’analisi. Parleremo di “economia positiva” per riferirci a come funziona l’economia, mentre si parla di

economia normativa quando ci si occupa di ciò che dovrebbe essere. Il termine economia positiva viene

utilizzato per compiere valutazioni sull’economia individuando problemi e soluzioni degli stessi. A livello

pratico, economia positiva e normativa sono strettamente connesse poiché l’analisi normativa si basa

sull’analisi positiva. Gli agenti economici si distinguono in tre gruppi: famiglie, imprese, settore pubblico.

Esiste una differenza tra modelli microeconomici e macroeconomici: i primi considerano le singole famiglie,

le singole imprese e i singoli organismi pubblici mentre, i secondi prendono in esame il settore delle

famiglie, il settore delle imprese ed il settore pubblico.

- Di cosa si occupano la microeconomia e la macroeconomia?

G: La microeconomia rappresenta quella parte della scienza economica che si occupa delle singole unità

decisionali, come ad esempio l’individuo o la singola impresa; invece, la macroeconomia esamina

l’economia nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In

altri termini, la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo

giungere nell’analisi.

R: La microeconomia costituisce quella parte della scienza economica che studia le singole unità decisionali

quali l’individuo o la singola impresa; al contrario, la macroeconomia prende in considerazione l’economia

nel suo insieme, facendo riferimento a fattori aggregati come lo Stato e i settori economici. In altri termini,

la ripartizione tra micro e macro economia dipende dal livello di dettaglio a cui vogliamo giungere

nell’analisi.

- A cosa serve e quali sono le funzioni dei modelli economici? Quali solo le differenze tra ipotesi

semplificatrici e ipotesi critiche?

G: L’economia adopera dei modelli per astrarre le condizioni reali e studiarne i vari aspetti. Affinché possa

essere raggiunto questo scopo è necessario che il modello sia semplice e che vada a considerare solo i

dettagli essenziali. Ogni modello economico parte da una o più ipotesi. Un’ipotesi semplificatrice è un

modo per semplificare un modello, eliminando i dettagli che lo appesantiscono, mentre un’ipotesi critica

influisce in modo rilevante sulle conclusioni del modello.

R: L’economia si serve di modelli per astrarre le condizioni reali e studiarne i vari aspetti. Per il

raggiungimento di questo scopo è necessario che il modello sia semplice ossia consideri solo i dettagli

essenziali. Ogni modello economico parte da una o più ipotesi. Un’ipotesi semplificatrice è un modo per

semplificare un modello, eliminando i dettagli che lo appesantiscono, mentre un’ipotesi critica influisce in

modo rilevante sulle conclusioni del modello.

-Come si costruisce un modello economico?

Un modello economico si presenta sotto forma di modello matematico, in genere un insieme di equazioni

con cui l’economista semplifica la realtà per evidenziarne gli aspetti più rilevanti. I modelli economici sono

associati a una teoria economica; è, quindi, lo strumento per provare o meno l'efficacia di una teoria

economica. Rispetto alla complessità della realtà economica, i modelli economici sono costruiti con il

metodo della semplificazione matematica. Essa consente di divulgare la conoscenza della teoria economica

in ambito politico e mediatico, ed agevolare la sua applicazione in politica economica. Nella costruzione di

un modello economico l'economista elimina tutti i dettagli irrilevanti e le variabili esterne

- Definire il concetto di costo implicito.

Il costo implicito è il valore di ciò che si sacrifica senza effettuare pagamenti in denaro.

- Il candidato definisca il concetto di costo opportunità e ne riporti un esempio.

G: Il costo opportunità derivante da una scelta è tutto ciò a cui abbiamo rinunciato o sacrificato operando

quella determinata scelta. In poche parole, potremmo affermare che il costo opportunità di una scelta

rappresenta la migliore di tutte le alternative di scelta possibile. Esempio: quando una persona inizia a

lavorare rinuncia ad una parte del proprio tempo libero al fine di poter ottenere un reddito economico, il

tempo libero rappresenta il costo opportunità della scelta.

R: Il costo opportunità derivante da una scelta è tutto ciò a cui abbiamo rinunciato o sacrificato operando

quella determinata scelta. In sintesi, potremmo dire che il costo opportunità di una scelta costituisce la

migliore di tutte le alternative di scelta possibile. Esempio: quando una persona inizia a lavorare rinuncia ad

una parte del proprio tempo libero al fine di poter ottenere un reddito economico, il tempo libero

rappresenta il costo opportunità della scelta.

-definire il concetto di costo opportunità

Il costo opportunità derivante da una scelta è tutto ciò a cui abbiamo rinunciato o sacrificato operando

quella determinata scelta. In poche parole, potremmo affermare che il costo opportunità di una scelta

rappresenta la migliore di tutte le alternative di scelta possibile.

- Rappresentare graficamente la frontiera delle possibilità produttive e spiegarne l'andamento. Cosa

succede alla PPF nel caso dell'introduzione di una tecnologia? Argomentare

G: L’andamento della curva ci mostra un costo opportunità crescente: più bene x decidiamo di produrre,

maggiore è la rinuncia ad ‘altri beni’. Dato l’andamento crescente del costo opportunità, la curva è concava,

cioè diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. Poiché il costo opportunità aumenta spostandoci a

destra, anche il valore assoluto della pendenza della PPF deve aumentare. Nel caso in cui introdurremo una

tecnologia sarà possibile produrre maggiori quantità di beni a parità di risorse.

R: L’andamento della curva rappresenta un costo opportunità crescente ossia più bene x decidiamo di

produrre, maggiore è la rinuncia ad ‘altri beni’. l’andamento crescente del costo opportunità fa si che la

curva è concava, cioè diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. il costo opportunità aumenta

spostandoci a destra di conseguenza il valore assoluto della pendenza della PPF deve aumentare. In seguito

all’introduzione di una tecnologia, produrremo maggiori quantità di beni a parità di risorse.

- Perché la PPF è concava?

L’andamento della curva ci mostra un costo opportunità crescente: più bene x decidiamo di produrre,

maggiore è la rinuncia ad ‘altri beni’ che si deve fare. Dato l’andamento crescente del costo opportunità, la

curva in esame è concava, cioè diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. Poiché il costo

opportunità aumenta spostandoci a destra, anche il valore assoluto della pendenza della PPF deve

aumentare.

-Quale è l’effetto prodotto da un’innovazione tecnologica nella PPF?

L’effetto prodotto da un’innovazione tecnologica nella PPF sarà quello di far spostare la curva verso destra

e quindi consentirà di poter scegliere più quantità di tutti i beni.

-Cosa si desume in ordine all’andamento del costo opportunità osservando la PPF?

L’andamento della curva ci mostra un costo opportunità crescente: più bene x decidiamo di produrre,

maggiore è la rinuncia ad ‘altri beni’ che si deve fare. Dato l’andamento crescente del costo opportunità, la

curva in esame è concava, cioè diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. Poiché il costo

opportunità aumenta spostandoci a destra, anche il valore assoluto della pendenza della PPF deve

aumentare. In altri termini, quanto più elevata è la produzione di un bene in una società, tanto maggiore

risulterà il costo opportunità da sostenere per ottenere un’unità addizionale.

-Definire la PPF (frontiera delle possibilità di produzione) e spiegarne l’andamento.

La PPF ossia Frontiera delle Possibilità di Produzione PPF (Production Possibilities Frontier) è una curva e

indica le diverse combinazioni di beni che si possono produrre avendo a disposizione un quantitativo

definito di risorse e tecnologia. Ogni punto sulla frontiera rappresenta una combinazione limite tra due

prodotti, che può ottenersi se si occupano in modo efficiente tutte le risorse. L’andamento della curva ci

mostra un costo opportunità crescente: più bene x decidiamo di produrre, maggiore è la rinuncia ad ‘altri

beni’ che si deve fare. Dato l’andamento crescente del costo opportunità, la curva in esame è concava, cioè

diventa sempre più ripida spostandosi verso destra. Poiché il costo opportunità aumenta spostandoci a

destra, anche il valore assoluto della pendenza della PPF deve aumentare. In altri termini, quanto più

elevata è la produzione di un bene in una società, tanto maggiore risulterà il costo opportunità da

sostenere per ottenere un’unità addizionale.

- Definire il mercato in condizioni di concorrenza imperfetta

Un mercato è un’istituzione che mette in contatto chi domanda (compratori) e chi offre (venditori). Il

sistema economico è visto come un insieme di singoli mercati, e in ognuno di questi, acquirenti e venditori

variano a seconda del bene o del servizio scambiato. Nei mercati di concorrenza imperfetta i singoli

acquirenti o venditori possono influenzare il prezzo del prodotto o del servizio.

- Definire il mercato perfettamente concorrenziale

Un mercato è un’istituzione che mette in contatto chi domanda (compratori) e chi offre (venditori). Il

sistema economico è visto come un insieme di singoli mercati, e in ognuno di questi, acquirenti e venditori

variano a seconda del bene o del servizio scambiato. Nel mercato perfettamente concorrenziale ogni

acquirente e ogni venditore, assumono il prezzo come dato: vi è un numero così elevato di acquirenti e

compratori, tale che nessuno, da solo, riesce ad avere effetto sul prezzo.

- Quali sono gli attori del mercato?

G: Consideriamo attori del mercato i venditori (chi offre) e i compratori (chi domanda): Tra i venditori un

ruolo fondamentale è ricoperto dalle imprese che non sono le uniche ad offrire un bene o un prodotto; tra i

venditori ricordiamo le famiglie. Comunque, nei mercati dei beni di consumo, consideriamo le imprese

come gli unici venditori e le famiglie come gli unici compratori.

R: Vengono definiti attori del mercato i venditori e i compratori (rispettivamente chi offre e chi domanda).

All’interno della categoria dei venditori ritroviamo le imprese che non sono le uniche ad offrire un bene o

un prodotto; nella categoria dei venditori ritroviamo le famiglie. Comunque, nei mercati dei beni di

consumo, consideriamo le imprese come gli unici venditori e le famiglie come gli unici compratori.

- Definire il mercato

Un mercato è un’istituzione che mette in contatto chi domanda (compratori) e chi offre (venditori). Il

sistema economico è visto come un insieme di singoli mercati, e in ognuno di questi, acquirenti e venditori

variano a seconda del bene o del servizio scambiato. In microeconomia i mercati sono definiti in termini

piuttosto ristretti, rispetto alla macroeconomia. Tra i venditori ricordiamo sicuramente il ruolo importante

svolto dalle imprese, che, però, non sono le uniche ad offrire un bene o un prodotto: ad esempio, le

famiglie sono i venditori più importanti del mercato del lavoro. Comunque, nei mercati dei beni di

consumo, consideriamo le imprese come gli unici venditori e le famiglie come gli unici compratori.

- Che relazione esiste tra prezzo e quantità domandata?

G: La relazione che esiste tra prezzo e quantità domandata è una relazione inversa, ciò sta a significare che

al diminuire del prezzo cresce la quantità domandata. Questa prende il nome di legge della domanda.

R: Tra prezzo e quantità domandata esiste una relazione inversa ossia al diminuire del prezzo cresce la

quantità domandata. Questa relazione viene anche definita come legge della domanda.

-Perché la curva di domanda è decrescente?

La pendenza della curva di domanda è decrescente perché riflette la legge della domanda secondo la quale

esiste una relazione inversa tra prezzo e quantità domandata.

-Quando si determina uno spostamento lungo la curva di domanda?

Nella costruzione della curva di domanda, pur rilevando la variabile del prezzo, vi sono altri fattori che

influiscono sulla quantità domandata. Questi fattori, detti determinanti della domanda, sono considerati

costanti nel tracciare la curva, ma al variare di uno di questi fattori, è la stessa curva che subisce degli

spostamenti. In altre parole, al variare di una delle condizioni ceteris paribus, l’intera curva di domanda si

sposta.

-Definire la curva di offerta e determinare quali sono i fattori che ne determinano una riduzione.

L’offerta è una funzione (o una curva) crescente che indica la quantità di un bene che i produttori

metteranno in vendita in corrispondenza di ogni possibile prezzo. I fattori che ne determinano una

riduzione sono: -Aumento del prezzo input; -Aumento del prezzo di un bene alternativo; -Aumento del

prezzo atteso; -Riduzione del numero delle imprese; -Riduzione dell’innovazione tecnologica; -Aumento

delle tasse.

- Definire la curva di domanda e determinare i fattori che ne determinano un aumento.

La domanda è una funzione (o una curva) che mostra le diverse quantità di un bene che i consumatori

sarebbero disposti ad acquistare per ognuno dei molteplici prezzi possibili nel corso di un determinato

periodo di tempo, considerati tutti gli altri vincoli. I fattori che ne determinano un aumento sono:

-Aumento del reddito o della ricchezza; -Aumento del prezzo di un bene sostituto; -Aumento della

popolazione; -Aumento del prezzo atteso; -Aumento delle preferenze su quel bene; -Riduzione di un bene

complementare.

-Quale effetto ha sull'offerta di un bene un incremento nei costi di produzione?

L’offerta è la relazione diretta tra la quantità di un bene o servizio che i venditori sono disposti a vendere e

il prezzo del bene o del servizio. Vi sono dei fattori che al loro variare possono comportare un cambiamento

dell’offerta. Uno di questi riguarda l’incremento dei costi di produzione. I prezzi delle risorse impiegate nel

processo produttivo contribuiscono a determinare il costo di produzione sopportato dalle imprese. Se le

risorse hanno prezzi elevati e crescenti, le imprese dovranno far fronte ad un costante aumento dei costi, e

quindi, per ogni livello di prezzo, vedranno contrarsi i profitti. Questo riduce la quantità che l’impresa è

disposta ad offrire per ogni livello di prezzo. Quindi, un aumento del prezzo di un fattore produttivo

provocherà una diminuzione dell’offerta e uno spostamento della curva vers

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rafgio00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Iannaccone Guido.
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