Lezione 1 il PIL
10. Quali sono le problematiche nel calcolo del PIL nominale
il calcolo della crescita del PIL ha diversi problemi, che riguardano da una
parte la presenza di inflazione dall’altra la sua vera importanza per comprendere l’economia di un paese.
Per quanto riguarda l’inflazione, il calcolo del PIL viene effettuato considerando le quantità ed i prezzi
correnti. Pertanto non si evidenzia a quale variabile è imputata la crescita se al prezzo oppure se alla quantità . si crea
questo problema proprio perché nel suo calcolo entrambi le variabili sono in continuo cambiamento.
Il PIL è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione indipendentemente dalla residenza di chi lo produce, quindi
non tiene conto del fatto che un residente estero porterà il suo reddito all’esterno del paese. il calcolo della crescita del
PIL può essere sfalsato dalla presenza di inflazione, in quanto non ci si rende conto se la crescita è dovuta ai prezzi o alle
quantità. Per quanto riguarda invece l’importanza di questo dato nel comprendere l’andamento diun’economia, il PIL non
rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Infatti non sono considerati all’interno di questo
varie componenti quali:
‐ l’economia sommersa, Il lavoro nero, Il mercato dell’usato (ad esempio il mercato immobiliare) Il lavoro
casalingo,L’autoproduzione, importante per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo,La conversione in potere d’acquisto
del paese stesso rispetto agli altri(PRESO DALLE SLIDE)
16. Come si calcola il PIL nominale
Calcolare il pil in termini nominale vuol dire misurarlo nel suo valore espresso in moneta attuale. Nel pil nominali sono
presi in considerazione i prezzi correnti dell’anno e le quantità correnti dell’anno medesimo ed è soggetto a variare di
anno in anno, per effetto delle variazioni delle quantità prodotte q e dei prezzi di mercato correnti
Y=QP
14. Come si calcola il PIL reale
Calcolare il pil in termini reale vuol dire depurarlo dalle variazioni dei prezzi dei beni prodotti. Nel pil nominale sono presi
in considerazione prezzi costanti di un anno di riferimento base.
Quindi i prezzi sono costanti e variano solo le quantità.
basato sul computo delle variazioni quantitative della produzione senza tenere in conto delle variazioni monetarie ( prezzi
). Il PIL reale consente di fornire una misurazione della variazione della ricchezza economica prodotta in un sistema
economico, nel corso degli anni, depurandola dagli effetti nominali e dalla variazione dei prezzi. La ricchezza reale
prodotta ( YR ) in un determinato anno ( t ) viene misurata prendendo in considerazione il livello dei prezzi di un anno di
riferimento ( prezzi base).
YRt = qt ∙ pbase
13. Quali sono le problematiche nel calcolo del PIL reale
Il PIL reale viene calcolato prendendo in considerazione le quantità correnti e i prezzi costanti ovvero che si riferiscono ad
un anno base ciò vuol dire che nel suo calcolo l’unica variabile che continua a cambiare sono le quantità. Il PIL reale risolve
il problema dell’inflazione ma si crea una nuova problematica con il calcolo di questo PIL ovvero si deve capire come
valutare il PIL reale. Visto che in economia ci sono diversi tipi di beni bisogna capire come valutare i prezzi di ogni bene per
valutare poi il PIL reale. A tal proposito esso deve essere considerato come una media ponderata dei prezzi di tutti i beni
finali. È necessario però comprendere i prezzi di un determinato un anno base per far ciò si deve osservare il grafico dove
vengono rappresentati il reale e quello nominale, e il punto di intersezione tra di essi rappresenta l’anno base.
12. Perché il PIL non è un ottimo strumento per calcolare la ricchezza di un paese
Il PIL viene considerato uno strumento non corretto per calcolare la ricchezza e lo sviluppo di un paese in quanto si parla di
PIL non si prendono in considerazioni delle variabili molto importanti come ad esempio: il lavoro nero, il lavoro casalingo,
il mercato dell’usato, l’autoproduzione, l’economia sommersa e la conversione in potere di acquisto del paese steso
rispetto agli altri paesi. Il PIL è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione indipendentemente dalla
residenza di chi lo produce, quindi non tiene conto del fatto che un residente estero porterà il suo reddito all’esterno del
paese.
il calcolo della crescita del PIL può essere sfalsato dalla presenza di inflazione, in quanto non ci si rende conto se la crescita
è dovuta ai prezzi o alle quantità
17.Fare degli esempi per vedere la differenza che intercorre tra PIL e PNL
Il Prodotto Interno Lordo (PIL), è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo
intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale esclusi i beni intermediari(es come la farina per
produrre il pane), Da un altro punto di vista si può anche dire che il PIL è la somma dei valori aggiunti generati dalle
imprese private e dalla Pubblica amministrazione all’interno di un dato paese in un determinato periodo di tempo.
Il PNL è il valore monetario di tutti i beni e servizi finali prodotti dai fattori produttivi posseduti dai cittadini di una
determinata nazione in un determinato periodo, il PNL si ottiene dal PIL aggiungendogli il reddito percepito da soggetti
residenti del paese che hanno investito all’estero e sottraendovi il reddito percepito da soggetti non residenti.
Quindi:
il PIL è detto Interno in quanto comprende il valore dei beni prodotti all'interno in un paese (indipendentemente dalla
nazionalità di chi li produce)
Il PNL considera tutto ciò che è prodotto dai residenti di una nazione, indipendentemente da dove lo
producono.
Esempio: le industrie straniere che producono in italia rientrano nel Pil italiano, ma non nel PNL italiano (rientreranno nel
PNL dei loro paesi). Le industrie italiane che producono all'estero (tipo la fiat in brasile) rientrano nel PNL italiano, ma non
nel Pil. Faranno invece parte del Pil di quei paesi.
21, Quali sono le problematiche riguardanti il calcolo del benessere di una società
Il PIL è la misura più adeguata del benessere economico di una società.
esso non permette la reale contrapposizione del benessere sociale, in quanto non ci sono elementi che
evidenzino la vera distribuzione del reddito.
18. Come mai il PIL non è un ottimo indicatore di ricchezza di una nazione. Spiegare a parole
Il PIL non è un ottimo indicatore di ricchezza di una nazione in quanto la ricchezza non viene distribuita in
modo omogenea a tutta la nazione e soprattutto nel momento in qui si fa il confronto tra due o più nazioni non è detto
che esse hanno lo stesso numero di abitanti e perciò non si sa come la ricchezza viene divisa tra la
popolazione proprio per questo viene utilizzato il PIL pro capita che si ottiene facendo il rapporto tra il PIL e il
numero degli abitanti; in tal modo si possono mettere a confronto nazioni con numero di abitanti diversi.
22. Come si calcola il PIL
Il PIL può essere calcolato dal lato della domanda : esplicita le diverse componenti della spesa, si ottiene sommando i
consumi, gli investimenti fissi a lordo, e le esportazioni nette, ovvero le esportazioni meno le importazioni, chiamato saldo
commerciale (NX).(spesa) Dal lato della dell’offerta consiste nel sommare l’apporto al PIL del Paese fornito da tutte le
imprese. Il PIL è infatti pari alla somma del valore aggiunto delle diverse unità produttive e stima gli scambi ai prezzi di
mercato, comprensivi quindi delle imposte sulla produzione e dell’IVA.( produzione)
PIL può essere calcolato come somma dei redditi da lavoro dipendente e del risultato lordo di gestione dell’economia,
oltre alle imposte sulla produzione e all’IVA e al netto dei contributi alla produzione.(reddito)
secondo l'identità della teoria keynesiana, il prodotto interno lordo ( Y ) eguaglia il valore totale della spesa totale delle
famiglie e delle imprese ed equivale alla somma dei consumi finali ( C ), degli investimenti privati ( I ), della spesa pubblica (
G ) e delle esportazioni nette ( X ‐ M ).
Y = C + I + G + ( X – M)
20. Come si calcola il tasso di crescita del PIL e quali sono le sue problematiche
Il tasso di crescita del PIL si calcola facendo il rapporto tra la differenza tra il PIL dell’anno corrente e il PIL
dell’anno precedente con il PIL dell’anno precedente. Il calcolo del provoca due problematiche: la problematica
dell’inflazione, che nasce con il calcolo del PIL nominale, e che si basa sul fatto che non si riesce a capire a
quale variabile tra la quantità e il prezzo bisogna imputare la crescita; per risolvere tale problema viene
calcolato il PIL reale; l’altro problema è capire se il PIL è un giusto indicatore o meno per calcolare lo sviluppo
e la ricchezza di un paese, a tal proposito il PIL non viene considerato un buon indicatore della ricchezza e dello
sviluppo di un paese in quanto quando si calcola il PIL non vengono prese in considerazione della variabili
importanti come: il lavoro nero, il lavoro casalingo, il mercato dell’usato, l’autoproduzione, l’economia sommersae la
conversione in potere d’acquisto del paese stesso rispetto agli altri paese.
19. Fare degli esempi della prima e seconda definizione del PIL e spiegare perché danno lo stesso
risultato
Il PIL ha tre definizioni: nella prima definizione viene visto come la somma di tutti i beni e i servizi finali di
un’economia in un determinato momento, in tale caso il PIL viene considerato come spesa; nella seconda
definizione il PIL viene visto come la somma di tutti i beni e servizi finali e non meno quelli intermedi di
un’economia in un determinato momento, in sintesi si fa la somma di tutti i valori aggiunti, in tal Caso il PIL
viene considerato come produzione; nel a terza definizione il PIL viene visto come la somma di tutti i redditi di
un’economia in un determinato momento, in tal caso il PIL viene visto come reddito.
Per spiegare meglio le prime due definizioni si può fare un esempio, si prenda in considerazione un’economia con tre
settori: quello automobilistico, quello ittico e quello dell’acciaieria; secondo la prima definizione per
calcolare il PIL viene fatta la somma tra il fatturato dell’impresa ippica e di quella automobilistica mentre
secondo la seconda definizione per calcolare il PIL viene fatta la somma del fatturato di tutte e tre i settori
ma viene sottratto poi il fatturato dell’acciaieria. Si ottengono gli stessi risultati in quanto nel primo caso si
considerano solo due fatturati mentre nel secondo vengono prese in considerazione tutte e 3 ma poi viene
sottratto il fatturato del settore dell’acciaieria in quanto vengono considerati beni intermedi.
15. La differenza tra PIL e PNL e tra PIL e PIN
Pag 3 dom 14 SPIEGARE LA DIFFERENZA TRA PIL E PNL
La principale differenza tra PIL è PNL è che nel calcolo del PIL rientrano tutti quei beni che vengono prodotti
nella nazione indipendentemente dalla residenza di chi lo produce, perciò nel calcolo del PIL non viene presa in
considerazione il fatto che il reddito prodotto in una nazione possa essere speso all’estero; mentre nel PNL
rientrano tutti quei beni che sono stati prodotti dai residenti di una nazione indipendentemente da dove li
producono. Infatti Il Prodotto Interno Lordo (PIL), è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un
Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale esclusi i beni intermediari(es come la
farina per produrre il pane), Da un altro punto di vista si può anche dire che il PIL è la somma dei valori aggiunti generati
dalle imprese private e dalla Pubblica amministrazione all’interno di un dato paese in un determinato periodo di tempo.
Il PNL è il valore monetario di tutti i beni e servizi finali prodotti dai fattori produttivi posseduti dai cittadini di una
determinata nazione in un determinato periodo, il PNL si ottiene dal PIL aggiungendogli il reddito percepito da soggetti
residenti del paese che hanno investito all’estero e sottraendovi il reddito percepito da soggetti non residenti.
La differenza tra il PIL e il PIN è che nel calcolo del PIL vengono considerati anche gli
ammortamenti mentre nel calcolo del PIN essi non vengono considerati; per ammortamenti si intente il
deprezzamento temporale dovuto all’uso prolungato delle attrezzature.
11. le tre definizioni del PIL E le loro caratteristiche
Pag 3 dom 26. FORNIRE LE TRE DEFINIZIONI DI PIL
Il PIL (prodotto interno lordo) può essere considerato come:
‐la produzione totale di beni e servizi dell'economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata delle imposte nette
sui prodotti (aggiunte in quanto componenti del prezzo finale pagato dagli acquirenti); tale ammontare è pari alla somma
dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica aumentata delle imposte sui prodotti (IVA,
imposte di fabbricazione, imposte sulle importazioni) e al netto dei contributi ai prodotti (contributi agli olivicultori,
alle aziende comunali di trasporto, ecc.); il PIL è, infatti, il saldo del conto della produzione;(tiene conto della produzione)
‐Il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti; vale infatti
l'identità keynesiana Y= C+I+G+(X‐M) dove Y è il PIL, C i consumi finali, G è parte della spesa dello Stato ovvero quella per i
consumi finali, gli stipendi del personale e gli investimenti pubblici, I gli investimenti privati, mentre il termine (X‐M) dica
la bilancia commerciale ovvero il saldo tra esportazioni (X) e importazioni (M); l'identità vale in quanto la quota del
prodotto destinata alla vendita, ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una
componente degli investimenti;(tiene conto della spesa)
‐ La somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese; nell'attività produttiva si sopportano, infatti, costi per
l'acquisto di beni e servizi da consumare o trasformare (i consumi intermedi) e costi per la remunerazione dei fattori
produttivi lavoro e capitale; la produzione al netto dei consumi intermedi coincide quindi con la somma delle retribuzioni
dei fattori.(tiene conto del reddito)
Lez 3 n 28 . Perché nella trattazione del PIL non sono considerati gli investimenti in scorte
Per ottenere il valore della produzione in un anno, dobbiamo considerare che la produzione e le vendite non sono
necessariamente uguali. La differenza tra beni prodotti e beni venduti in un dato anno prende il nome di investimento in
scorte. Quando la produzione è inferiore alle vendite l’investimento in scorte è negativo.
Lezione 2 DISOCCUPAZIONE E INFLAZIONE
20. Come mai interessa la disoccupazione agli economisti
Gli economisti sono interessati allo studio della disoccupazione per due motivi:
‐ La disoccupazione misura il benessere di una nazione infatti la disoccupazione determina problemi sia finanziari ma
anche psicologici, questi tipi di disagi dipendono dal tempo che un soggetto rimane
disoccupato.
‐ Il tasso di disoccupazione aiuta a capire come vengono utilizzare le risorse di un paese ovvero, se vi è un tasso di
disoccupazione troppo elevato indica che il paese non sta utilizzando in modo efficiente le proprio risorse e quindi indica
che c’è una patologia in atto mentre un tasso di disoccupazione basso indica un sovra utilizzo di risorse quindi si può
capire che a breve si arriverà a un punto di arresto per mancanza di risorse.
Lez 20 n 11
16. Perché è difficile calcolare il tasso di disoccupazione
Determinare il tasso di disoccupazione è difficile in quanto determinarlo in maniere precisa è difficile; i
disoccupati sono tutti coloro che non hanno un lavoro e che lo stanno cercando, un tempo per identificarli e per calcolare
il tasso di disoccupazione si prendevano in considerazione gli iscritti ai registri dei centri per
l’impiego ma questo non veniva considerato un metodo sicuro in quanto dei soggetti che non avevano diritto ai sussidi e
che non appartenevano a certe categoria non si iscrivevano; proprio per questo ora negli stati Uniti e in altri stati vengono
fatte delle indagini campionarie sulle famiglie ma anche in tal modo non vengono identificati in maniera precisa il numero
dei disoccupati e il tasso di disoccupazione infatti vengono considerati disoccupati chi nelle ultime 4 settimane ha cercato
lavoro ma non l’hanno trovato.
13. Come si calcola il deflatore implicito del pil lez 15 n 4 definire il defettore del pil
Il deflatore implicito del pil mette in rapporto il PIL nominale con quello reale di una determinato tempo t. Il deflatore
implicito del PIL viene calcolato facendo il rapporto tra PIL nominale e PIL reale in un
determinato tempo t. se il risultato di tale deflatore è >1 allora dall’anno base ad oggi c’è stata inflazione, se è <1 allora
dall’anno base ad oggi c’è stata deflazione mentre se è =1 allora oggi è l’anno base. Tale deflatore va a misurare
l’inflazione dell’anno base a quello corrente ma in realtà il suo principale utilizzo è determinare il PIL nominale dal PIL reale
(€Y=Pt *Yt ). il modo per esportare dal deflatore l’inflazione è quello di studiare le sue variazioni anno per anno o trimestre
per trimestre in modo da poter avere una visione periodica delle variazioni del livello dei prezzi. Questo permette di avere
un buon indicatore di inflazione TT=(PILt ‐PILt‐1 )/PILt‐1
24. Perché si preferisce l'utilizzo dell'ipc rispetto al deflatore
Si preferisce utilizzare L’ipc ovvero Indice dei prezzi al consumo piuttosto che il deflatore l’inflazione in
quando l’ipc si riferisce a un paniere più ampio. I soggetti sono interessati a diversi tipi di beni tra i quali molti sono
prodotti fuori dalla nazione proprio per questo si preferisce non utilizzare il deflatore in quanto q
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