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- si possono descrivere e

Confrontare le prestazioni di un allievo con gli obiettivi programmati:

documentare le fasi del processo di apprendimento dell’allievo nel raggiungere gli obiettivi.

Il giudizio valutativo deve suggerire le attività e le vie da seguire, cioè deve essere un incoraggiamento

verso lo sviluppo dell’autostima e di autonomia affettiva e cognitiva del soggetto.

La valutazione scolastica, oltre alle forme esplicite più tradizionali e conosciute, viene veicolata anche da

quei comportamenti degli insegnanti che appartengono alla gamma degli atteggiamenti non verbali e che

costituiscono gli aspetti impliciti della valutazione ( si tratta di quei messaggi che trasmettono attenzione

dell’insegnante nei confronti dell’alunno o di un sorriso di compiacimento). Inoltre, l’insegnante esprime la

propria valutazione positiva o negativa, dimostrando verbalmente la propria approvazione o dissenso: il

tono della voce, il ritmo, le pause, ecc.

LE DIMENSIONI DELLA VALUTAZIONE: perché valutare? Quando valutare? Che cosa? Come valutare?

È necessario valutare perché bisogna prevedere come la programmazione investe la realtà

Perché valutare?

degli allievi alla quale è destinata, cioè ci dobbiamo rendere conto delle scelte operate.

Quando valutare? Ci sono 3 momenti: inziale (funzione diagnostica), intermedia o in itinere (funzione

formativa), finale (funzione sommativa).

Cosa valutare? Riguarda le dimensioni della valutazione che sono quel complesso di azioni multireferenziali

che si riferiscono all’efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento, i luoghi e le organizzazioni nei

quali questi processi si sviluppano.

Le dimensioni della valutazione si articolano in 3 oggetti, cioè cosa valutare:

• si articolano in prestazioni (risultati del processo di insegnamento-apprendimento, che

PRODOTTI:

riguardano le conoscenze, le abilità e le competenze) e materiali (prodotti per l’apprendimento,

che articoliamo in testuali, audiovisivi e multimediali)

• possono essere suddivisi in attività di progettazione, attuazione e rendicontazione.

PROCESSI:

- Progettazione: bisogni formativi, efficacia dell’impianto curricolare, ecc.

- Attuazione: organizzazione curricolare dei contenuti, gestione delle risorse, ecc.

- Rendicontazione: coerenza dei risultati attesi.

• SISTEMI: si articolano in: locale, nazionale e internazionale.

Come valutare? Richiama strumenti della valutazione che possiamo dividere in:

- Prove di profitto:

non strutturate

semi strutturate

strutturate

- Osservazione sistemica:

check-list

annotazioni

diari

- Indagini

Questionari

Interviste

Colloquio

CAPITOLO 5- LA VALUTAZIONE DEGLI ESITI

1LE PROVE DI PROFITTO.

Le prove di verifica o di profitto per essere rispondenti alle finalità didattiche programmate, hanno bisogno

di possedere alcune caratteristiche.

Una prova non deve apparire né troppo facile né troppo difficile e non deve tendere a far emergere il solito

bravo, ma deve cercare di far emergere la qualità e la quantità delle competenze raggiunte da ciascuno.

Quando si costruisce una prova si devono ben delimitare quelle abilità/capacità che la prova stessa deve

misurare, ed è per questo che occorre stabilire gli scopi, l’argomento ed il livello della prova.

È inoltre, necessario definire i criteri essenziali per la definizione degli obiettivi.

Definiamo un obiettivo il risultato/capacità che si vuol far conseguire all’allievo attraverso l’attività

d’insegnamento. Possiamo avere diverse tipologie di obiettivi a secondo del rappresenta quanto

tempo:

l’allievo impiegherà a raggiungere l’obiettivo (obiettivi a breve, medio e lungo termine), dell’ampiezza: gli

obiettivi generali, formativi ed educativi riguardano l’acquisizione di capacità utili in vari contesti; quelli

specifici riguardano le competenze che l’allievo deve acquisire (obiettivi a breve, medio e lungo termine) e

si riferisce alla possibilità di classificare gli obiettivi rispetto alla sfera

delle dimensioni formative:

cognitiva, affettiva e psicomotoria a cui si riferiscono ed ai diversi livelli di complessità (obiettivi cognitivi,

affettivi, psicomotori), in quest’ambito utili sono le tassonomie:

sono categorie strutturate per identificare una gerarchia di processi mentali, affettivi e

Le tassonomie

motori dai più semplici ai più complessi. La tassonomia più importante è quella di e sei sono le

Bloom

principali categorie di obiettivi in essa indicate: (gli obiettivi di conoscenza sottolineano

conoscenza

soprattutto i processi psicologici della memoria), (attiene al grado di capacità legato al

comprensione

capire e all’apprendere), (il soggetto utilizza astrazioni in particolari situazioni concrete;

applicazione

queste astrazioni possono essere in forma di idee personali, regole di procedure o metodi generalizzati),

(ovvero la capacità di scomposizione di una comunicazione nei suoi elementi costitutivi o in parte),

analisi (è la capacità di mettere insieme gli elementi e le parti così da formare un tutto) e (si è

sintesi valutazione

in grado di esprimere un giudizio).

Gli strumenti delle prove possono essere: test, saggi brevi, riassunti ecc.

Le prove di profitto debbono soddisfare due requisiti fondamentali:

- Validità: una prova è valida quando gli esiti della rilevazione che con essa si registrano risultano

congruenti con gli scopi che con il suo impegno si vogliono perseguire;

- Affidabilità: una prova è affidabile quando gli esiti della rilevazione che con essa si registrano

risultano interpretabili.

-

Le prove chiuse hanno un alto grado di determinatezza(precisione); le prove aperte hanno un grado di

indeterminatezza.

Ci sono diversi tipi di prove:

PROVE A STIMOLO APERTO E RISPOSTA APERTA: ad esempio il tema, l’interrogazione. Presentano quindi,

un basso grado di strutturazione. Questo determina una soggettività nell’interpretazione delle risposte e,

quindi, nell’espressione del giudizio.

PROVE A STIMOLO APERTO E RISPOSTA CHIUSA: sono caratterizzate da domande di tipo argomentativo che

alla fine richiedono risposte del tipo si/no oppure sono d’accordo/non sono d’accordo.

Possono essere utili per un colloquio per mettere a proprio agio l’intervistato.

PROVE A STIMOLO CHIUSO E RISPOSTA APERTA: sono fondate su una serie di domande chiuse dalle quali

debbono esserci risposte argomentate. Queste prove sono dette “semistrutturate”.

PROVE A STIMOLO CHIUSO E RISPOSTA CHIUSA: ad esempio possono essere costruite con domande che

chiedono di riconoscere la domanda tra una serie di alternative date. Queste prove sono dette “oggettive”.

LE PROVE APERTE. è una forma a cui in genere si ricorre tradizionalmente per

L’interrogazione orale

l’accertamento del profitto. Tale tecnica di valutazione però, presenta dei limiti poiché ogni alunno riceve

domande diverse e a volte poco chiare; quindi, è preferibile stabilire in anticipo quali sono gli obiettivi che

si vogliono raggiungere, bisogna strutturare le domande in modo chiaro e bisogna inoltre, tenere sotto

controllo il rapporto da istaurare con gli alunni corretto e non tale da creare ansietà.

Occorre inoltre, ricorrere all’interrogazione orale in determinati momenti della vita scolastica, come ad

esempio al fine di unità didattica.

Esiste poi il che va inteso come una forma di verifica e controllo. Una prova scritta può

compito scritto,

avere un duplice fine: quello di verificare il grado di assimilazione dell’unità di apprendimento da parte

della classe e quindi tentare un recupero di fronte a gravi deficienze; oppure dare ad essa un vero e proprio

ruolo di valutazione del profitto.

Per quanto riguarda la correzione dei compiti vanno seguiti dei criteri:

- Evidenziare gli errori

- Scrivere a fianco l’errore riscontrato e suggerire possibili soluzioni (ad esempio: manca il soggetto,

o la punteggiatura: mettine uno più specifico)

- Non evidenziare tutti gli errori quando ve ne sono troppi poiché l’alunno potrà migliorare solo se

non gli porremo un numero eccessivo di problemi

- Invitare gli alunni ad elaborare una seconda stesura dell’elaborato tenendo conto delle annotazioni

dell’insegnante.

LE PROVE SEMISTRUTTURATE. Sono costituite da una serie strutturata di domande che sollecita i

destinatari a formulare ed elaborare autonomamente le risposte. Esempi di prove strutturate sono saggi

brevi e problemi. Quest’ultimi sono tipi di prove che consistono in un quesito, più o meno complesso, cui

l’alunno deve dare risposta usando le proprie parole e usando il materiale culturale.

SAGGI BREVI E PROBLEMI: questi tipi di prove consistono in un quesito,, più o meno complesso, cui l’alunno

deve dare risposta usando le proprie parole e organizzando a modo suo il materiale.

Sono domande costruite con un insieme di sottodomande su temi ben definiti,

DOMANDE STRUTTURATE.

attraverso le quali si chiedono risposte che devono rispettare determinati vincoli. Le domande non devono

essere collegate ed inoltre, le domande devono essere semplici così non possono essere equivocate.

RIFLESSIONE PARLATA. È una tecnica usata per comprendere e stimolare i meccanismi di ragionamento

degli allievi nella comprensione e soluzione di un quesito. La si può considerare una prova semistrutturata.

Questo è un ambito delicato in quanto il docente non deve indagare sull’acquisizione di concetti, ma su

come l’allievo organizza le proprie riflessioni e come da queste si arriva a determinate conclusioni. C’è

bisogno quindi, di strutturare gli ambiti entro i quali attivare la riflessione parlata, preparare il materiale

che serve da stimolo e promuovere la situazione che dovrà apparire la più naturale possibile.

2 LE PROVE OGGETTIVE.

O prove strutturate di conoscenza sono caratterizzate da una serie di possibili risposte tra le quali si deve

scegliere quella esatta. I punteggi di questa prova saranno sempre gli stessi poiché si tratta di una semplice

operazione di conteggio. Queste prove però presentano anche dei limiti: esse sono un aiuto, non un

sostituto dell’azione dell’insegnante e queste prove non pretendono di essere utili per tutti gli obiettivi

didattici. I principali tipi di prove oggettive sono: Vero/Falso, corrispondenze, completamento, sequenze

temporali, scelte multiple.

VERO/FALSO: posta un’affermazione bisogna dire se la si ritiene vera o falsa.

CORRISPONDENZE: bisogna trovare la corrispondenza tra un dato della prima lista con uno della seconda

lista. si presentano in molte forme. In tutti i casi, occorre riempire un vuoto

COMPLETAMENTI O INTEGRAZIONI:

indicato da una serie di puntini o da uno spazio bianco scrivendovi una parola o una espressione.

SEQUENZE CONCETTUALI: gli allievi debbono disporre nell’ordine richiesto le sequenze che vengono loro

presentate. sono composte da un quesito accompagnato da alcune alternative. Tra le

DOMANDE A SCELTA MULTIPLA:

alternative alle domande una è la risposta giusta le altre rappresentano i “distrattori”.

E’ opportuno differenziare i punteggi da attribuire a secondo del tipo di quesiti.

Le prove oggettive offrono dei vantaggi dal punto di vista didattico in quanto consentono un risparmio del

“tempo educativo”.

CAPITOLO 6- LA VALUTAZIONE DI SISTEMA

LA VALUTAZIONE LOCALE: AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO

Il bisogno di verificare la qualità dell’istruzione è da tempo sottolineata da quasi tutti coloro che operano

nel campo della formazione e della valutazione perché l’istruzione e i sistemi di formazione non sembrano

tenere il passo con lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Richard distingue 3 tipi di monitoraggio:

- Il monitoraggio amministrativo: verifica il rispetto delle leggi e dei regolamenti, la gestione del

personale, le attrezzature, ecc. è rivolto agli alunni ed ha lo scopo di mettere in evidenza i problemi che

- Il monitoraggio formativo:

possono crearsi in ambito didattico per favorire la soluzione.

- Il monitoraggio del rendimento scolastico: è indispensabile per pervenire a livello collegiale alla

valutazione della coerenza tra le scelte fatte, le azioni svolte e gli scopi perseguiti.

Per Autovalutazione dell’istituto possiamo intendere la verifica sistemica, da parte degli operatori scolastici,

di come sta funzionando la loro scuola, finalizzata al miglioramento della qualità del processo educativo.

GLI OBIETTIVI: l’autovalutazione è una risorsa indispensabile per migliorare la qualità del servizio prestato,

per stimolare la professionalità dei docenti, ecc. inoltre contribuisce a determinare l’identità della scuola.

Verificare la qualità del servizio scolastico è un elemento sostanziale per riconoscere pregi e difetti.

Vi sono alcune direttrici di indagine:

- La peculiarità della scuola

- Le azioni di miglioramento

- La valorizzazione del processo formativo

- L’organizzazione

È rispetto a queste finalità che il P.O.F. deve essere pensato, costruito ed attuato.

Inoltre, l’analisi valutativa deve focalizzarsi su alcuni elementi: flessibilità, responsabilità ed integrazione.

IL PERCORSO:

l’autovalutazione si caratterizza come processo sistematico di valutazione rispetto:

a) Al servizio erogato dalla singola scuola

b) Alla diagnosi delle azioni compiute funzionali alle scelte di miglioramento.

L’autovalutazione d’istituto si focalizza su due fattori:

a) La valutazione degli esiti: esprime giudizi su soggetti in relazione a determinate prestazioni

b) La valutazione dei processi: verifica la congruenza tra le attività svolte e gli intenti formativi che si

erano pianificati.

L’ANALISI: l’autovalutazione d’istituto è un’azione di accertamento e di descrizione delle situazioni

osservate, ma implica anche la capacità di esprimere un giudizio tra quanto accertato ed i criteri stabiliti.

La scelta dello strumento di indagine dipende dal che cosa vogliamo osservare, dalla popolazione

interessata, dalle competenze e dalle risorse che abbiamo a disposizione.

Gli strumenti maggiormente utilizzati in questo ambito sono griglie di osservazione, questionati, test, liste

di controllo.

LA VALUTAZIONE NAZIONALE. LE PROVE INVALSI.

Nel nostro paese la valutazione di sistema a livello nazionale è affidata all’Istituto Nazionale per la

Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione (INVALSI): questo ente svolge importanti

attività che riguardano aspetti della qualità e della valutazione del sistema scolastico. In particolare,

l’istituto gestisce il servizio nazionale di valutazione (SNV) ed ha attivato un progetto di Valutazione di

Sistema e delle Scuole (VALSIS).

- L’SNV si occupa di effettuare delle verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità

degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa delle istituzioni.

- Il VALSIS invece, consiste in una vera e propria attività di ricerca con lo scopo di valutare il

funzionamento delle singole unità scolastiche attraverso indicatori che descrivono e illustrano il

funzionamento del sistema scolastico. La ricerca prevede una sperimentazione che ha per oggetto

la valutazione delle scuole; tale valutazione avviene sulla base dei dati rilevati nei singoli e specifici

contesti scolastici che partecipano alla sperimentazione stessa. I dati, inoltre, possono essere

utilizzati per interpretare i risultati degli studenti e come indicatori generali di valutazione della

scuola nel suo complesso (considerando aspetti quali clima, atteggiamenti, ecc.). i dati raccolti, poi,

vengono consegnati a ciascuna scuola in maniera riservata.

Le dimensioni che vengono considerate all’interno del quadro di riferimento o framework della

ricerca sono:

1. Il contesto, in cui le scuole sono inserite e in cui si trovano ad operare

2. Gli input disponibili, cioè le risorse che la scuole può offrire (risorse umane, materiale e

economiche)

3. I processi messi in atto che riguardano l’offerta formativa, le scelte organizzative e didattiche e

tutte le attività realizzate dalla scuola

4. I risultati conseguiti nel breve, medio e lungo periodo

CAPITOLO 7- LA VALUTAZIONE DI SISTEMA: LE INDAGINI INTERNAZIONALI

Il sistema di istruzione italiano è coinvolto in una serie di progetti di ricerca promossi sia da enti nazionali e

sia da quelli internazionali. La IEA è un’associazione indipendente di centri di ricerca educativa, con sede ad

Amsterdam. È stata fondata nel 1958 e, attualmente vi aderiscono 53 paesi. Il suo scopo è quello di

condurre ricerche comparative internazionali nel campo della valutazione educativa.

La IEA ha condotto più di 23 studi di ricerca, utilissimi per comprendere gli effetti dei processi educativi

attuati nei differenti paesi e raccogliendo dati preziosi per coloro che vogliono migliorare l’apprendimento

di giovani studenti. (Alcune ricerche effettuate: TIMSS= per valutare l’andamento scolastico in matematica

e scienze degli studenti appartenenti a diverse nazioni; PIRLS, per valutare le competenze alla lettura dei

bambini tra i 9-10 anni, ecc.).

L’OCSE è un’organizzazione internazionale, costituita a Parigi nel 1961, che aiuta i governi a far fronte alle

sfide economiche, sociali e ambientali poste dall’economia mondiale. Essa raggruppa attualmente 30 paesi

industrializzati e intrattiene relazioni attive con circa 70 paesi in tutto il mondo.

LE PROVE IEA/PIRLS

Lo studio PIRLS 2006 promosso dall’(IEA) è condotto, in vari paesi del mondo, allo scopo di misurare i livelli

di comprensione della lettura degli studenti al quarto anno della scuola primaria e di analizzare i fattori di

sfondo che possono influire sull’apprendimento nel suo complesso. La scelta della fascia d’età è stata

definita scegliendo con accuratezza la fase in cui i bambini passano “dall’apprendere a leggere al leggere

per apprendere”. Le prove composte da questi a scelta multipla, con quattro opzioni di risposta di cui una

sola veritiera; e di quesiti a risposta aperta, in quanto gli studenti hanno avuto la possibilità di ideare,

organizzare ed elaborare la domanda in maniera autonoma. La correzione dei quesiti a risposta aperta ha

richiesto una specifica preparazione dei soggetti deputati alla correzione che hanno partecipato a specifici

incontri e seminari per essere addestrati al loro compito, a tal uopo è stata anche redatta una Guida alla

Valutazione delle risposte aperte. L’elaborazione dei dati, ricavati dalle prove, ha permesso di verificare le

capacità degli studenti. L’Italia con un punteggio medio di 551 si colloca una fascia alta del rendimento nella

lettura. Assistiamo inoltre ad un significativo miglioramento (10 punti percentuali) del rendimento in lettura

in quanto nella precedente rilevazione effettuata nel 2001 l’Italia raggiungeva media nazionale di 541 punti.

I maggiori progressi si sono verificati al Sud e nelle Isole e che nonostante in tutti i paesi vi sia differenza fra

il rendimento dei bambini e delle bambine, l’Italia è il paese con lo scarto meno elevato, con solo 7 punti

percentuali a favore delle allieve. Per quanto riguarda il curricolo e l’organizzazione dell’insegnamento il

rapporto internazionale è strutturato in 5 sezioni:

1. La preparazione dei bambini ad affrontare l’apprendimento alla lettura.

2. L’importanza rivestita della lettura nel curricolo: in Italia vi è la consapevolezza che al quarto anno

di scolarizzazione, l’allievo passa “ dall’apprendere a leggere, a leggere per apprendere”.

3. Il tempo complessivamente dedicato alla lettura nell’istruzione: il 48% degli insegnanti impartisce

insegnamenti relativi alla lettura quotidianamente, mentre il 38% degli studenti riceve questo

insegnamento tre o quattro volte a settimana, i restanti meno di tre giorni settimanali.

4. L’organizzazione delle classi in relazione all’insegnamento della lettura: il 65% degli insegnanti

impartisce lezioni all’intero gruppo classe, mentre risulta poco utilizzato il lavoro per gruppi.

5. Il sostegno agli studenti con difficoltà nella lettura: è offerto esclusivamente all’8% degli studenti in

difficoltà.

I fattori che influiscono notevolmente sul rendimento della lettura vi è il contesto scolastico, considerato

nel suo complesso (clima della scuola, caratteristiche demografiche della scuola, coinvolgimento delle

famiglie, ecc.)

Gli insegnanti giocano un ruolo primario nello sviluppo delle competenze alla lettura, in quanto si trovano a

lavorare a stretto contatto con gli studenti, e le loro pratiche didattiche agiscono direttamente sugli allievi:

il 60% degli insegnanti ha ricevuto una formazione universitaria; il 24% vanta una laurea; 98% delle cattedre

è occupato da donne (l’età delle docenti va intorno ai 40 e ai 50 ed hanno esperienza d’insegnamento di 22

anni; 77% utilizza il libro di testo come insegnamento di base per l’insegnamento della lettura; il 72%

dichiara di leggere ad alta voce per il gruppo classe almeno una volta al giorno.


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DETTAGLI
Esame: Docimologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria (4 anni)
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vale90O di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Docimologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Tammarro Rosanna.

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