3º pal. è una fase della 2º, secondo altri è la più antica.
Si chiamano 1º, 2º, 3º perché così le definì Baudouin de Courtenay e così continuarono a essere chiamate. La 2º e la 3º palatalizzazione non riguardano allo stesso modo le totaleità della Slavie, ma ne riflettono la frattura in due zone, uno meridionale e uno settentrionale, questi ultimi caratterizzati dal proprio arcaismo.
se sud cěčb [tsje:] se mond kěčb
se sud cvětb [tsijet'] se mond Květb
Sud ha un solo esempio di *vix- > 'vьsъ' mentre nelle Slavie mond [x]
nella Slavie sud la 2º pal. si compie anche in presenza di *[v] tra C e Voc., nelle Slavie mond no.
nella Slavie meridionale e 3º palatalizzazione non si verifica mai. La 1º palatalizzazione degli enti comuni in tutta la Slavie, le 2º da enti caratteri diversi, la 3º da enti così sporadici che ci si chiede se si possa parlare di 3º palatalizzazione.
3a pal. è una fase dello 2o, secondo altri è la più antica.
Si chiamano 1a, 2a, 3a perché così le definì Baudouin de Courtenay e così continuano a essere chiamate, la 2a ed la 3a palatalizzazione non riguardano
allo stesso modo le tratte della Slaviutch, ma ne riflettono la frattura in due zone, una meridionale e una settentrionale, quest'ultima caratterizzata dal proprio arcicità:
se. sud čěb [tšječ']se. nord kěěnella slavia sud la 2a pal. si compie anche in presenza di [v] tra C e Voc., nella slavia nord no:
se. sud cvětb [tsjęt']se nord květblo 3a palatalizzazione nelle slavia
sud ha un solo esempio di [xʲ]:
*Vix->vьsьnelle Slavia nord [xʲ]>[šʲ].
3° palatalizzazione esistono, nella slavia settentrionale la 1a si verifica sempre, la 2a non si verifica in alcuni casi, la 3a per [xʲ] non si verifica
mai. La 3° palatalizzazione da entiti comuni in
tutta la Slavia, le 2a da entiti diarettuali diversi, la 3a da entiti così sporadici che ci si chiede se si possa
parlare di 3° palatalizzazione.
*bhreudh. > pianto
monottongazione di eu > iũ,
con iodizzazione di i ̆/e, che
sviluppa lo i epentetico e davanti
all’inacco molle.
da nuovo vede posizione e/o
note dei monottongazioni di
ditonghi in nazale non è
metafonizzata dei iod ma svi-
luppa un'inacco molle;
in posizione finale di parola
VN > V e ṼN > Ṽ
la nostra viene assimilata nell’
articolazione della voc. prec., se
questa è europea, cade sempre
lascia traccia in quota e z
di in, sbom,
verso si cons, e presso
solo la sillaba iniziale della
parola seguente inizio per iod
e lü e iodalizzate passato su
parte della parola retta dalla
prep. KB HБEМY
Quando e
prefissi fussi, conte sascarivi
una sola parola ein si
conserva anche davanti a voc.
BHНТЙ CBНТЙ
DITONGHI IN LIQUDA: due
tipi: quelli tra continnando
ditonghi ie, quelli tra adi
muano ve sonoranti i.e. Questi
ditonghi si trovano in posi-
zione iniziale o intera di
parola (voc./cons.) non in fine
parola (-e+o+p-).
Davanti a voc.
le ditonpi si cirnde di als cons. aziende
ve un pare della sillaba sequeinte;
bet > be-ne-io
Davanti ai iod
petateal ni e che vanno e fare
parte della sillaba sequeinte.
In posizione iniziale (*oT, *oTi cioè *VRC) e interna davanti a consonante — interconsonantico — (*ToTi *ToCi cioè CVRC) la cifra della sillaba aperta includeva la fine e l'inizio. In posizione iniziale di parola ci sono pochi esempi, gli esiti nelle varie lingue slave indicano scarsa differenziazione dialettale.
- #ęRC (unico esempio che dato della formula #VRC) viene risolto con una metatesi *RęC, la differenza dialettale riguarda la vocale. NORD: *RęRC / SUD: *RĆC
- PROTOSLAVO *volvu
- RUSSO ovol
- 循规为 "初步" e "arc"
- nelle lingue se. oc.: metatesi
- PALEOSLAVO (inserito) "apprendimento"
la qualità delle voc(alizzazioni); le parole entrano in russo come "inserito" "piano della 'celta lapp!"
PROTOSLAVO ęndě "ancora" RUSSO e PALEOSLAVO: řěně nelle lingue se. or. e merid.: metatesi e semplificazione del nesso -de-
POLACCO e CECO: řadě nelle lingue se. occ.: metatesi e conservazione del nesso -de-
(Secondo diminuisce (con divisioni) quanto quote vocali (dimensioni))***/1 di ARC / aRCv e lingue se. sei.1 ** metanozpa la distinzione tra voc. "amprofondire" , quelle mid. adempiono verso bocca conservanda ** ed istruzioni superfese. Secondo di credere nell'indiminuzione interiorizzata pel modo- "celta lapp!"
ČIRC, ČIRC:
1a fase: Bi vocali si perde e la funzione sillabica torna solo consonante; 2a fase; in dialetti di alcune aree alla Slavia si sviluppano nuovamente vocali, parole Tiche. Es: protoslavo; salvo en skpъ; ruso serp con vocale di appoggio predosla, сртъп in cui Pb è reso grafica per B° consonante. In slavo or quando la consonante è molle sviluppa jer molle, quando è dura sviluppa jer duro, quindi si torna alla situazione precedente. Questi jer si vocalizzo se consonante come tutti gli altri, be, Ъ, Ь. Alcuni ritengono che in slavio orientale non ci sia stata applicazione della legge delle sillabe aperte e che i dittonghi si siano sempre conservati, questo aiuterebbe a spiegare la regolarità degli esiti be, Ъ > 0, mentre nelle altre lingue slave gli esiti sono diversi perchè questi jer non sono identici agli jer originari, sono più che altro delle vocali indistinte; polese. velk "Lupo", se or. vьlk ruso яvelk, polacco werk; polacco slavo вълк; serbo влк con velocitazione di e > e fino a vocalizzare in /u/e a riassumere funzione sillabica.
3) ČERC ČARC in serbo cro e ruteni l’allemanento C{}ČR{\} ČRC{\} così è anche in polteslavo e in quelle parole del russo de provengo dalla ecclesiastica.
Pletonia: (russo petrofrenia)