Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile
Introduzione
Si ha controversia riguardo alla motivazione sessuale: l'impulso sessuale aumenta con la deprivazione in quanto il blocco della pulsione ne produrrebbe l'accumulo → (Teoria pulsionale – Freud). Motivazione sessuale basata su fattori interni.
Il desiderio sessuale dovrebbe diminuire con la deprivazione, come conseguenza di una iporeattività acquisita dei meccanismi innescati da stimoli sessuali. → (Teorie in cui motivazione sessuale sia dipendente da stimoli ambientali e quindi su fattori esterni).
La reattività sessuale sarebbe solo in funzione di un’etichettatura cognitiva di stimoli ambientali, quindi un soggetto con basso desiderio sessuale avrebbe la tendenza a valutare solo pochi stimoli ambientali come potenzialmente sessuali. → (Approccio cognitivo).
Modello motivazionale misto pulsionale-incentivo (cognitivo-comportamentale) → comportamento sessuale è una risposta ad uno stimolo/incentivo esterno/interno ed è dovuto alla tendenza omeostatica del nostro organismo e tale propensione può portare alla produzione di comportamenti sessuali al pari di ogni altra forma di risposta. L'attività sessuale può infatti costruire uno dei tanti modi per innalzare il livello di attivazione, magari troppo basso per esempio dovuto a carenze ambientali → la masturbazione nei bambini è un esempio. Inoltre, la loro emissione produce una duplice ricompensa: iniziale aumento dell'attivazione percepito come piacevole soprattutto se si parte da bassi livelli di attivazione e poi seguito dal suo abbassamento in seguito all'orgasmo.
Gli effetti della deprivazione sessuale dipendono dalle circostanze e dalle interpretazioni cognitive dei soggetti; molto dipende da come ogni soggetto considera il proprio controllo sulla sfera sessuale e dall'importanza di questa per lui. La deprivazione sessuale non dovrebbe produrre tensione o disagio interni con accumulo di desiderio fino a livelli spiacevoli purché il soggetto interpreti la situazione di astinenza in termini cognitivi per lui soddisfacenti o accettabili. In caso contrario, ne può conseguire frustrazione, con relativa ansia, aggressività e conflittualità che costituiscono il risultato della lettura cognitiva in chiave negativa e non dal presunto accumulo di pulsione. (Es. dei carcerati e dei ragazzi di una associazione cattolica).
Principio della rettanza psicologica → da quando qualcosa che potrebbe essere a nostra disposizione ci viene vietata per qualsiasi motivo, apparirà soggettivamente incrementato il bisogno che abbiamo di essa.
Nella specie umana, il desiderio sessuale dipende dal grado in cui il soggetto ha elaborato delle aspettative positive nei confronti del comportamento sessuale e queste possono essere il risultato di apprendimenti culturali, di esperienze personali e, in misura minore, di eventi ormonali o di deprivazione che agiscono mediante aspetti aspecifici non direttamente legati alla sfera sessuale. I mutamenti nel valore di attrattività dell'incentivo esterno corrispondono a mutamenti nella sensibilità delle regioni cerebrali motivanti, che a loro volta sono sensibilizzate da ormoni sessuali.
Definizione
DSM-5 → È caratterizzato dalla mancanza d’interesse per il sesso (compresa la carenza o la mancanza di fantasie sessuali) e dall'assenza di una motivazione spontanea verso l'attività sessuale, per una durata di almeno 6 mesi. Tale condizione deve creare disagio significativo e non essere meglio spiegata da un disturbo mentale non della sfera sessuale, né dovuta a gravi conflitti relazionali, a diverse fonti significative di stress o dall'effetto di sostanze/farmaci o un'altra condizione medica.
ICD-10 → Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo senza differenziazione di genere.
PDM-2 → Riporta le classificazioni delle disfunzioni sessuali del DSM-5 e dell'ICD-10.
Diagnosi differenziale
La più importante distinzione va fatta dal Disturbo da Avversione Sessuale (AS → non più presente nel... [testo incompleto]
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Psichiatria - disturbo bipolare
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Disturbo Narcisistico da Personalità
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Psichiatria- Disturbo personalità
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Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza