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Disturbi dell'apprendimento e del comportamento – Disturbi dell'apprendimento Appunti scolastici Premium

Appunti di Disturbi dell'apprendimento e del comportamentoDisturbi dell'apprendimento. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Dislessia, Come si manifesta la dislessia, scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio, ecc.

Esame di Disturbi dell'apprendimento e del comportamento docente Prof. C. Epasto

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Dislessia

La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) ed ha la

sua maggiore manifestazione nella difficoltà dei soggetti colpiti a leggere velocemente e

correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte ad insufficienti capacità

intellettive, a mancanza d'istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.

Dato che leggere è un complesso processo mentale, la dislessia ha svariate espressioni. Questa

sindrome sembra strettamente legata alla morfologia stessa del cervello. La dislessia non è una

malattia o un problema mentale. La definizione più recente, approvata dall'International Dyslexia

Association è la seguente:

"La dislessia è una disabilità dell'apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata

dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura

(ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del

linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di una

adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di

comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del

vocabolario e della conoscenza generale".

Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica la dislessia e gli altri disturbi specifici di

apprendimento come disabilità per cui non è possibile apprendere la lettura, la scrittura o il calcolo

aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento.

Se questo problema non viene identificato nei primi anni della scuola primaria, tramite la

valutazione di un esperto nel campo dei Disturbi dell'Apprendimento, le conseguenze possono

risultare di una certa gravità. Se il bambino dislessico è sottoposto a un metodo d'apprendimento

usuale, egli riuscirà solo con un grande dispendio di energia e concentrazione a ottenere risultati che

per i suoi compagni e per il suo maestro sono quasi banali. Durante la scuola dell'infanzia è

possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l'abilità di lettura, per poter intervenire

precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti. Anche se la diagnosi di

Dislessia può essere fatta solo in classe seconda o terza della scuola primaria, i segnali del disturbo

possono essere colti molto prima (quando il bambino affronta l'apprendimento della lettura e della

scrittura) ed è opportuno intervenire subito; aspettando, la difficoltà aumenta. I maschi tendono ad

esternare di più un problema rispetto alle femmine che cercano di celarlo. I problemi maggiori

nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, poiché spesso passano per pigri o

addirittura per stupidi. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a depressione, ansia, a

crisi d'identità e molto spesso a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando, in questo modo,

a molte possibilità che la loro capacità di memoria standard gli consentirebbe.

Come si manifesta la dislessia

La dislessia si può presentare in modalità molto diverse da soggetto a soggetto; di seguito le

caratteristiche più comuni relative alla decodifica della singola parola o del testo scritto. Queste

possono non essere tutte presenti contemporaneamente.

* Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio:

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente

orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”;

la "b" e la "d"... Nell'alfabeto italiano sono molte le coppie di grafemi che differiscono rispetto al

loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono

rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura.

* Scarso discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari:

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad

esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...

* Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori:

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze

percettivo – uditive. L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori

che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può

rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura. Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F V

T D

P B

C G

L R

M N

S Z

* Difficoltà di decodifica sequenziale:

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra - destra e dall'alto in

basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento

della lettura, ma, con l’affinarsi della tecnica e con l'uso della componente intuitiva la difficoltà

diminuisce gradualmente fino a scomparire. Nel soggetto dislessico talvolta ci troviamo di fronte,

invece a un vero e proprio ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata

frequenza gli errori di seguito descritti:

o Omissione di grafemi e di sillabe:

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti

(ad esempio può leggere “fote” anziché “fonte”; oppure “capo” anziché “campo”...) oppure di

vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anziché “fiume”; “puma” anziché piuma” ...) e, spesso,

anche di sillabe (può leggere “talo” anziché “tavolo”; “paro” anziché “papavero”)

o Salti di parole e salti da un rigo all’altro:

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per

cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

o Inversioni di sillabe:

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica

della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al

posto di “in”...) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...).

o Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra - destra può dare origine

anche ad errori di decodifica caratterizzati dall'aggiunta di un grafema o di una sillaba ( ad esempio

“tavovolo” al posto di “tavolo”...).

* Prevalenza della componente intuitiva:

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura privilegia, indubbiamente, l’uso del processo

intuitivo rispetto a quello di decodifica; l’intuizione della parola scritta rappresenta un valido

strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori, definiti di anticipazione. Non di rado, infatti, il

soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o

della prima sillaba e procede “inventando” l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad

essere spesso trasformata in un’altra, il cui significato può essere affine o completamente diverso.

Evoluzione della dislessia

Nel primo anno delle elementari il bambino dislessico ha difficoltà ad acquisire l'alfabeto e le

mappe grafema-fonema.

Dalla seconda alla quarta risulta difficile accedere alle mappe e analizzare i fonemi.

Dalla quinta alle scuole medie il bambino si basa su un metodo di accesso automatizzato al

linguaggio, la lettura rimane stentata e vi è una scarsa decodifica e comprensione.

Possibili ripercussioni sulla scrittura

* Difficoltà di copiatura dalla lavagna a causa della lenta o scorretta decodifica

Possibili ripercussioni sull'apprendimento logico - matematico [modifica]

* Difficoltà di decodifica del testo del problema.

Dislessia e difficoltà semplici della lettura

La dislessia si riconosce per la presenza di caratteristiche, più o meno presenti, sopra descritte, che

impediscono o ostacolano fortemente il processo di decodifica.

Le difficoltà semplici di lettura si riconoscono per la presenza di uno o di alcuni degli elementi di

riconoscimento sopra descritti, ma gli ostacoli alla conquista di adeguate tecniche di lettura

risultano superabili attraverso l’esercizio graduato, la proposta di attività coinvolgenti e stimolanti,

la sollecitazione delle curiosità del soggetto, lo sviluppo di capacità di base talvolta non

adeguatamente interiorizzate all'ingresso della scuola elementare.

Le difficoltà semplici di lettura sono dovute, quasi sempre, a un ritardo maturazionale, a lievi

difficoltà percettivo - motorie, a un inadeguato bagaglio di esperienze, a scarso investimento

motivazionale, ma anche ad errori didattico - pedagogici che i docenti compiono sia nelle prime

proposte didattiche relative all'approccio alla lingua scritta che, successivamente, negli itinerari di

recupero conseguenti all'accertamento delle difficoltà stesse.

Tipologie di Dislessia

La lettura può passare per diverse vie:

* la via fonologica che dalla percezione visiva passa per la conversione grafema fonema e quindi

per il buffer fonemico. E' una via più lenta perché ogni fonema viene letto singolarmente.

* la via lessicale non-semantica che dalla percezione visiva passa per il lessico ortografico di

input e giunge al lessico fonologico di output e quindi al buffer fonemico. Si basa sulla lettura della

parola intera basandosi sull'elaborazione parallela.

* la via lessicale semantica va dalla percezione visiva al sistema semantico al buffer fonemico. Si

utilizza in presenza di parole conosciute.

Nell'apprendimento della lettura il bambino attraversa vari stadi, corrispondenti all'acquisizione

delle differenti vie:

* Stadio logografico: il bambino elabora le proprietà salienti della parola;

* Stadio alfabetico: si realizzata l'associazione grafema-fonema, si leggono nuove parole;

* Stadio ortografico: si comincia ad eseguire elaborazioni in parallelo e a leggere la parola per

intero, applicando regole fonologiche;

* Stadio semantico: si attiva la via lessicale semantica, la lettura diviene molto più fluente.

A queste diverse vie si associano differenti disabilità nella lettura.

E' possibile classificare la dislessia in:

* superficiale: sono compromesse le vie lessicali ma la lettura, seppur stentata, è possibile;

* fonologica: è compromessa la via fonologica perché manca una corretta associazione

grafema/fonema, ma la via ortografica non è compromessa;

* profonda: la via semantica è compromessa e si effettuano delle parafasie semantiche.

Alcune proposte per la terapia

La diagnosi di dislessia viene confermata quando un maggiore aiuto a casa e a scuola non porta ad

un rapido miglioramento. Come già affermato, il soggetto dislessico necessita di un intervento

specialistico, in quanto, difficilmente, il recupero effettuato in ambito scolastico può, da solo,

rimuovere le difficoltà.

Nel corso di anni si è parlato molto di dislessia e, da un punto di vista diagnostico, grazie agli studi

effettuati, l'Italia può definirsi all’avanguardia dal punto di vista specialistico, nonostante ciò

l'informazione e la formazione degli insegnanti non è sufficiente e spesso non riconosce il

problema. Poco invece si descrive rispetto ai possibili percorsi terapeutici, per l’elaborazione dei

quali è necessario tenere presente i risultati dell'osservazione diagnostica.

Ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche

del soggetto, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrati, ai tempi di attenzione, ai

livelli motivazionali e di metacognizione individuati. Le linee guida prevedono due itinerari da

portare avanti parallelamente:

a) itinerario relativo alle competenze di base percettivo – motorie e meta - fonologiche

b) itinerario specifico per la lettura

Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle capacità di base; il

secondo itinerario ha invece lo scopo di promuovere la conquista di capacità di lettura più adeguate.

È importante quindi che i due itinerari siano proposti parallelamente e con gradualità, per evitare di

rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità di lettura che possono gratificare il bambino.

Quest’ultimo dovrà essere informato circa il lavoro da svolgere, anzi, egli stesso dovrà conoscere

gli obiettivi che, di volta in volta, dovranno essere raggiunti; in questo modo gli sarà possibile

essere protagonista e, al tempo stesso, “osservatore” dei propri processi di apprendimento.

Dislessia e disagio psicologico

È frequente che le difficoltà specifiche di apprendimento non vengano individuate precocemente e

che il bambino sia costretto a vivere una serie di insuccessi a catena senza che se ne riesca a

comprendere il motivo. Quasi sempre, i risultati insoddisfacenti in ambito scolastico vengono

attribuiti allo scarso impegno, al disinteresse verso le varie attività, alla distrazione. Questi alunni,

oltre a sostenere il peso della propria incapacità, se ne sentono anche responsabili e colpevoli.

L’insuccesso prolungato genera scarsa autostima; dalla mancanza di fiducia nelle proprie possibilità

scaturisce un disagio psicologico che, nel tempo, può strutturarsi e dare origine ad una elevata

demotivazione all'apprendimento e a manifestazioni emotivo-affettive particolari quali la forte

inibizione, l’aggressività, gli atteggiamenti istrionici di disturbo alla classe e, in alcuni casi, la

depressione.

Il soggetto con disturbo di apprendimento vive quindi il proprio problema a tutto tondo e ne rimane

imprigionato fino a che non viene elaborata una diagnosi accurata che permette di fare chiarezza.


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disturbi dell'apprendimento e del comportamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Epasto Concetta.

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