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L'origine dei targumim

La diaspora degli ebrei a Babilonia ha provocato l'avvento dell'aramaico sull'ebraico. Durante il periodo persiano (539-333 a.C.), l'aramaico diventa così la lingua d'amministrazione di un'area molto vasta, e iniziarono le traduzioni della Bibbia. Le traduzioni erano svolte in un primo momento oralmente nelle sinagoghe, con l'aiuto di interpreti per una corretta traduzione e comprensione: i traduttori professionisti erano chiamati meturgeman < *targumanu, ragamu (akk.) - * RGM (ugaritico) - targum, tirgam (ebr.).

La spiegazione del testo era svolta ogni sabato: le regole di lettura del targum erano contenute nell'halakah, e il targum andava letto di pari passo ogni verso del Pentateuco e ogni tre versi dei Nevim. Non sempre sono traduzioni letterali: ci sono spesso interpolazioni aggadiche, quindi parafrasi, spiegazioni, elementi narrativi ulteriori per assicurare il senso del testo masoretico ed evitare misunderstanding. Il primo testo scritto targumico ufficiale e certo nella datazione risale al periodo post-talmudico, quindi non prima del V sec.

Targumim Nevim

  • T. Yerushalmi Prophets - Targum ufficiale aramaico babilonese dei Profeti, VII sec, ha tratti sia orientali che occidentali, oltre qualche parola persiana. Simile nello stile a T. Onqelos.

Targumim del Pentateuco

  • T. Onqelos: Targum ufficiale aramaico babilonese del Pentateuco. L'origine del nome deriva dal Talmud Babilonese, in cui il targum della Torah è attribuito a tale Onqelos, che lo avrebbe riportato alla luce dopo la sua scomparsa dalla rivelazione targumica Sinaitica. Il Talmud Palestinese fa invece riferimento a tale Aquila, forse adattamento greco-latino di Onqelos. La traduzione è molto letterale; per le sue influenze sia orientali che occidentali si pensa che sia stato iniziato in Palestina e terminato a Babilonia, ma secondo P. Kahle è solo babilonese. Dopo la distruzione del Secondo Tempio e la sconfitta di Bar Kokhba, il targum Onqelos scomparve dalla Palestina, sostituito da un targum nel dialetto della Galilea.
  • Neofiti: Dal 1930 ci furono molti sviluppi nella ricerca del dialetto della Galilea. In quegli anni Kahle pubblica i frammenti della CG in quel dialetto. Nel 1956 con Diez Macho annuncia la scoperta del completo targum palestinese - gerosolomitano occidentale - chiamato Neofiti in quanto trovato nella Libreria Vaticana del proselitismo. Prima di allora il targum palestinese era rappresentato dallo Yerushalmi I o PJ e dallo Yerushalmi II o FT. Neofiti si differenzia per ortografia, grammatica, parafrasi.
  • Pseudo Jonatan (Yerushalmi I): Traduzione in aramaico della Galilea ricco di interpolazioni aggadiche. Il nome deriva da una mal interpretazione di una sigla come “Jonatan” e non come “gerosolomitano”. Post islamico.
  • Fragmentary Targum (Yerushalmi II): 850 versi circa, non tutti contemporanei tra loro.
  • Cairo Genizah: Nel 1939 P. Kahle pubblica questi ritrovamenti frammentari. Sostiene che il documento sia il testimone più fedele dell'aramaico giudaico palestinese che parlava Gesù di Nazareth (che probabilmente parlava anche ebraico, oltre il jpa, essendo vissuto sia in Galilea che in Palestina). L'obiettivo di Kahle era distinguere la diglossia tra aramaico parlato e Schriftsprache ufficiale-imperiale. I dialetti palestinesi erano fondamentali per la diffusione comprensibile del messaggio biblico.

Con la scoperta dei rotoli del Mar Morto a Qumran, testi ebraici biblici più antichi del 70 d.C., dunque più simili alla traduzione greca che ai testi masoretici, si scopre che già prima circolavano traduzioni contenutisticamente e stilisticamente più simili ai targumim tardi palestinesi, da cui quindi si conferma l'origine della tradizione targumica.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/07 Semitistica - lingue e letterature dell'etiopia

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