Possibilità di alleanza tra intellettuali e politica
Nella possibilità di alleanza tra intellettuali e politica, i governi sono restii a seguire gli intellettuali se essi mirano a cambiare la realtà sociale. Volevasi abolire la società feudale in favore di quella borghesia; subentra una nuova linea politica che muove dal basso (Rivoluzione Francese). Il passaggio da riformatori a radicali avviene perché c'è sfiducia e delusione nel sovrano e c'è una conseguente voglia di cambiamento.
Riformatori e radicali
Riformatori: non ci sono riforme molto incisive. Ci sarà solo Rousseau che polemizzerà contro Voltaire. Nessuno rivendicherà l'abolizione della proprietà privata, che invece farà la seconda generazione. C'è una collaborazione tra intellettuali e politici, è una fonte di analisi delle istituzioni governative. Di questa generazione è il dispotismo illuminato (vedi dispotismo in assolutismo). Questa è l'unica accezione positiva del termine; si preferisce l'accentramento del potere delle mani di uno solo che lo utilizzerà in modo corretto grazie all'aiuto di una corte intellettuale come già detto.
L'Enciclopedia
Si costituisce, tra il 1751 e il 1765, l'Enciclopedia: riunire le conoscenze sparse sul terreno terrestre per poi trasmetterle ai posteri. Si voleva educare il popolo in quanto si credeva nel cambiamento dovuto alla culturizzazione.
Illuminismo in Italia
In Italia, il periodo illuminista ritarda di qualche decennio. L'indigenza del dominio straniero infonde spunto per il movimento illuminista italiano. Ciò è maggiore nei centri come Milano, Firenze e Napoli. Anche in questi centri la dominazione straniera è vista come positiva per aver influito.
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