Metodologia della ricerca
La ricerca psicosociale
Definizioni e scopi della psicologia sociale
Lo scopo principale della psicologia sociale è studiare nel modo più sistematico possibile, i diversi aspetti dell’interazione tra individui, fra gruppi sociali e all’interno di essi, e fra gli individui e i sistemi sociali, piccoli o grandi di cui fanno parte” (Tajfel e Fraser 1978, pp. 15-16). “La psicologia sociale è lo studio scientifico degli effetti dei processi sociali e cognitivi sul modo in cui gli individui percepiscono gli altri, li influenzano e si pongono in relazione tra loro” (Smith e Mackie, 1998, p.3).
Quindi: “Gli psicologici sociali come gli altri scienziati acquisiscono nuove conoscenze in maniera sistematica, mediante metodi scientifici” (Smith e Mackie 1998, p.3) => procedure sistematiche che gli psicologi sociali seguono per raccogliere e analizzare dati allo scopo di testare ipotesi concernenti il comportamento sociale.
La ricerca
Il punto di partenza
La ricerca inizia con una domanda o con un problema al quale si vuol dare una risposta. Esempi:
- Caso Ketty Genovese: perché nessuno prestò aiuto benché quasi 40 persone avessero sentito le grida della donna?
- In che misura, un individuo, chiamato ad esprimere un giudizio, subisce l’influenza della maggioranza?
- Perché le donne guadagnano meno degli uomini svolgendo lo stesso lavoro?
- Quanto contano l’istruzione e la professione dei genitori nel determinare il successo professionale dei figli?
La ricerca scientifica è caratterizzata da:
- Controllo delle procedure che devono essere standardizzate e condivise.
- Replicabilità dei risultati.
- Cumulatività delle conoscenze, la sua caratteristica è alla base dell’idea di progresso scientifico.
Obiettivi della ricerca scientifica
La ricerca scientifica si pone 4 obiettivi principali:
- Descrizione: fornire una rappresentazione il più accurata possibile del fenomeno/evento sotto studio e dei fattori implicati. Risponde alla domanda che cosa accade?
- Spiegazione: identificare le cause del fenomeno/evento stesso, cioè si tratta di individuare le condizioni antecedenti che portano al verificarsi del fenomeno in questione e di rispondere alle domande sul perché di tale fenomeno. Quali sono le cause del pregiudizio o dell’insuccesso scolastico?
- Previsione: possibilità di prevedere un fenomeno prima del suo verificarsi; risponde alla domanda: quando e come accadrà l’evento X?
- Controllo: possibilità di manipolare le condizioni che determinano il fenomeno/evento; risponde alla domanda: cosa dobbiamo fare affinché accada o non accada l’evento X?
Le scienze psicologiche e sociali quasi mai raggiungono l’obiettivo della spiegazione. Più spesso puntano ad un obiettivo intermedio tra la descrizione e la spiegazione => la scoperta di associazioni regolari tra eventi, comportamenti o caratteristiche psicologiche (ad esempio, l’ipotesi frustrazione-aggressività, l’ipotesi del contatto per la riduzione del pregiudizio).
Obiettivi della ricerca e livelli delle indagini empiriche
I diversi obiettivi possono essere raggiunti dai diversi tipi di ricerca.
Descrittiva
Riportare con esattezza ciò che si osserva, attraverso conteggi, percentuali o descrizioni verbali di comportamenti o di fenomeni osservati. Questo modello è presente in ogni ricerca anche quelle che complessivamente si collocano a livelli superiori. Si propone di fornire una descrizione precisa di un fenomeno e dei principali fattori implicati (fornisce una distribuzione dei valori di tali fattori). Questo livello è presente in ogni ricerca.
Correlazionale
Primo tentativo di descrivere e analizzare come ciò che accade sia in relazione con altri fattori e condizioni. Scoprire delle relazioni può servire per capire perché avviene un fenomeno ma l’informazione a riguardo non è mai decisiva. Se la nostra ricerca evidenzia che le persone meno istruite hanno maggiori probabilità di andare in prigione, questo risultato non evidenzia che la mancanza di istruzione induce le persone a commettere crimini. Infatti, possono entrare in gioco molti altri fattori, per esempio, sappiamo che le persone meno istruite tendono ad avere redditi più bassi, sono più spesso disoccupate, hanno maggiori problemi di salute e condizioni abitative e di vita peggiori. Uno qualsiasi di questi fattori o tutti insieme possono influenzare il comportamento criminale. È opportuno anticipare che attraverso una ricerca correlazionale il ricercatore non potrà mai trarre conclusioni sulle cause del fenomeno studiato. È anche opportuno precisare che l'impossibilità di trarre conclusioni circa le relazioni causali, mediante studi correlazionali, ha una base logica che riguarda il metodo e il disegno della ricerca e non statistica. Le tecniche di analisi statistica dei dati possono essere le stesse, sia nel caso degli studi correlazionali sia nel caso di quelli sperimentali. L’approccio correlazionale consente comunque di fare delle previsioni sebbene queste siano di tipo statistico e legate al fatto che due variabili siano correlate e non al fatto che tra le due ci sia una vera relazione causale. Un altro problema legato a questa ricerca è la direzionalità: anche se due variabili correlano non è sempre possibile capire quale delle due influisce sull’altra.
Sperimentale
Deputata a fornire informazioni circa le relazioni causali (tende all’obiettivo della spiegazione). Il mezzo più efficace per studiare le relazioni causali è l’esperimento. Questa parola viene spesso utilizzata con un termine generico per indicare una prova, un tentativo o una qualsiasi indagine. In senso proprio un esperimento è tale solo quando vengono realizzate determinate condizioni. Il livello della ricerca è determinato dalle scelte compiute dal ricercatore in merito al metodo di ricerca e alle procedure messe in atto nella realizzazione della ricerca. Questi tre tipi di ricerca sono molto generali nella ricerca scientifica e non specifici della psicologia o della psicologia sociale.
Metodi di ricerca
I principali metodi ordinati in base alla possibilità di controllo del ricercatore e sulle procedure, sono:
- Esperimento: può svolgersi in laboratorio o su campo, cioè in ambiente naturale, è il metodo che garantisce il grado maggiore di controllo.
- Esperimento di laboratorio: può essere descritto come uno spazio separato, una stanza o un insieme di stanze con o senza particolari strumentazioni, dove tutte le variabili di contesto possono essere controllate dallo sperimentatore. L’esperimento di laboratorio è la strategia che consente il massimo controllo dello sperimentatore sulle condizioni nelle quali il comportamento oggetto di interesse viene osservato e fornisce le informazioni più efficaci per dimostrare la natura causale delle relazioni tra variabili.
- Esperimento su campo: il ricercatore si basa essenzialmente sull’osservazione sistematica delle dimensioni rilevanti in contesti naturali o di vita reale, ma attua anche una diretta manipolazione di una o più variabili. Esperimento di Sherif sui campi estivi: qui la variabile manipolata era la relazione tra i gruppi, che poteva essere di tipo competitivo o cooperativo.
- Indagine su campioni, o survey: con l’espressione inchiesta campionaria indichiamo tutte quelle ricerche in cui ai partecipanti che costituiscono un campione rappresentativo della popolazione viene chiesto di rispondere ad alcune domande sui loro atteggiamenti, comportamenti. Le ricerche su campione sono ricerche di livello descrittivo che hanno come obiettivo principale quello di trarre conclusioni riferibili ad una determinata popolazione.
- Studi su campo con osservazioni: questi studi si distinguono in immagini condotte per osservazione sistematica o partecipante. In entrambi i casi il ricercatore osserva e registra il comportamento naturale degli attori sociali senza introdurre o controllare alcuna variabile.
- Nelle ricerche con osservazione sistematica il ricercatore non partecipa o partecipa in minima parte agli eventi che osserva. Si limita ad osservare gli specifici comportamenti ritenuti rilevanti per fornire una risposta ai quesiti di ricerca.
- Nelle indagini con osservazione partecipata, che è una strategia di indagine originariamente adottata in ambito antropologico, il ricercatore si limita ad osservare la vita quotidiana dei gruppi oggetti di studio, cercando di minimizzare le interferenze dovute alla sua presenza.
- Ricerca d’archivio: ricerca che si avvale di informazioni già raccolte per altri scopi. Si basa sull’analisi di documenti esistenti. Per documento intendiamo qualsiasi materiale informativo su un determinato fenomeno che esiste indipendentemente dall’azione del ricercatore. Esso può essere stato prodotto da singoli individui o da istituzioni per finalità diverse da quelle sociali. Anche i documenti possono essere diversi; lettere, articoli di giornale, immagini, diari ma anche documenti istituzionali e statistiche ufficiali. In questo caso il controllo del ricercatore sulla situazione studiata è minimo. Il ricercatore deve accontentarsi di quanto è contenuto nel documento anche se risulta incompleto ai fini conoscitivi che si è posto. Un vantaggio derivante dall’esistenza autonoma dei documenti rispetto all’azione del ricercatore sta nel fatto che attraverso essi si può studiare anche il passato e l’evoluzione nel tempo dei fenomeni di interesse.
Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa
Il dibattito sulla dicotomia quantitativo-qualitativo dura da anni nelle scienze sociali e psico-sociali anche se negli ultimi tempi sono emerse con sempre maggiore insistenza posizioni che sostengono la loro incerta distinguibilità. Tuttavia, si tenta di tracciare le principali differenze tra i due approcci.
Ricerca quantitativa: la si distingue per il fatto di essere caratterizzata non solo di strumenti di misura per le variabili che intende indagare ma anche per una maggiore formalizzazione e standardizzazione. Infatti, essa si sviluppa secondo una sequenza di passi da compiere nell’intero itinerario di ricerca e impiega procedure standardizzate di osservazione e analisi dei dati.
Ricerca qualitativa: nella il rapporto tra teoria e ricerca è aperto e interattivo. Il ricercatore che adotta un approccio qualitativo spesso respinge volutamente una formulazione di teorie prima di cominciare il lavoro empirico vedendo in ciò una sorta di condizionamento che potrebbe inibirgli la capacità di comprendere il soggetto studiato. Elaborazione teorica e ricerca empirica procedono dunque intrecciandosi. I concetti che nella ricerca quantitativa vengono tradotti in variabili grazie al processo di operativizzazione, nella ricerca qualitativa non sono invece rigidamente definiti ma sono orientativi, aperti, in costruzione. Il rapporto con l’ambiente studiato è di tipo naturalistico il ricercatore cioè si astiene da qualsiasi manipolazione, stimolazione, interferenza o disturbo nei confronti della realtà che viene studiata nel corso del naturale svolgersi. I due modi di fare ricerca trovano due modi di illustrazione tipiche e opposte nell’esperimento e nell’osservazione partecipata. Gli strumenti di rilevazione delle informazioni, osservazioni che nella ricerca quantitativa sono standardizzati e uniformi per tutti i casi nella ricerca qualitativa sono invece ricchi e profondi e assecondano la prospettiva narrativa, i punti di vista e la cultura dell’intervistato. Ad esempio, ad un questionario standardizzato nella ricerca qualitativa saranno preferite le interviste in profondità o le interviste narrative.
La struttura tipo di processo di ricerca quantitativa
L’itinerario tipo della ricerca quantitativa consiste in un processo ciclico che inizia dalla teoria, attraversa le fasi di raccolta e analisi dei dati e alla teoria ritorna.
- Fase 1: teoria
- Fase 2: ipotesi, il passaggio tra le due avviene attraverso il processo di deduzione
- Fase 3: rilevazione empirica, ad essa si arriva attraverso il processo di operativizzazione cioè di trasformazione delle ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili.
- Fase 4: analisi dei dati, preceduta da un intervento di organizzazione dei dati stessi, tale intervento consiste nel trasformare le informazioni raccolte e inserirle in una matrice rettangolare di numeri, la matrice dei dati che rappresenta il punto di partenza per l’analisi dei dati stessi mediante elaborazioni statistiche.
- Fase 5: presentazione dei risultati, alla quale si arriva attraverso un processo di interpretazione delle analisi statistiche condotte nella fase precedente. Infine, il ricercatore ritorna al punto iniziale, cioè alla teoria, mediante un processo di induzione che a partire dalle risultanze empiriche si confronta con le ipotesi e più in generale con la teoria di partenza per arrivare ad una sua conferma o ad una sua riformulazione.
Il livello teorico del processo
- Scelta del problema di ricerca: se da un lato è frutto della libera decisione del ricercatore affinché si riveli fruttuosa va comunque inquadrata all’interno di una cornice che ne delinei i confini in modo non ambiguo. Il problema di ricerca nasce da diverse fonti:
- Stato di sviluppo teorico ed empirico della disciplina, i progetti di ricerca non si scelgono in un vuoto ma sono stimolati dai progetti di ricerca altrui.
- Interessi e curiosità del ricercatore verso alcuni fenomeni che sono familiari o con i quali si confronta o ne è testimone.
- Esplicite richieste di un committente, all’origine della distinzione tra ricerca di base e ricerca applicata.
- Ricerca di base: elaborazione e verifica di ipotesi intellettualmente interessanti, che potranno avere una applicazione in futuro ma che non immediatamente utilizzabili; fonti di finanziamento pubbliche e accademiche.
- Ricerca applicata: una ricerca i cui risultati possono essere usati per risolvere un problema di interesse immediato. Fonti private e pubbliche.
- Ricerca bibliografica: cercare e individuare gli studi e ricerche più rilevanti sul tema, al fine di:
- Familiarizzare con le conoscenze sviluppate sull’argomento.
- Individuare i concetti cardine, gli autori di riferimento i metodi e le tecniche utilizzati.
- Formulare o individuare una teoria di riferimento:
- Teoria: “un insieme interrelato di concetti, definizioni e proposizioni che forniscono una visione sistematica dei fenomeni specificando le relazioni tra le variabili, con lo scopo di spiegare e prevedere gli stessi.
Il processo di deduzione e le ipotesi
Una teoria deve poter essere articolata in ipotesi specifiche. Il passaggio dalla teoria all’ipotesi avviene per deduzione.
- Deduzione: una strategia di ragionamento che parte da una teoria generale, deduce da questa teoria alcune previsioni, che guidano una procedura empirica con la quale stabilire se e in che misura le previsioni formulate hanno riscontrato campione o nella popolazione indagata.
- Per ipotesi intendiamo una proposizione che implica una relazione fra due o più concetti, che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria inferiore e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili.
Esempi:
- Es. 1: “Maggiore è il grado di centralizzazione del processo decisionale, minore è il grado di coinvolgimento dei dipendenti di un’organizzazione”.
- Es. 2: “Maggiore è il livello dell’insicurezza lavorativa percepita, minore è il benessere soggettivo degli individui”.
Caratteristiche di un’ipotesi di ricerca
Essere affermazioni esplicite sulla relazione tra concetti. L’ipotesi deve essere specifica, tanto più lo è tanto più potrà produrre risultati nuovi e originali. Essa è una congettura che il ricercatore intende testare sulle relazioni tra le variabili espressa tramite una affermazione del tipo “se X allora si osserva Y”. Le ipotesi devono essere controllabili empiricamente, i concetti implicati cioè devono essere definibili nei termini di eventi o comportamenti osservabili, l’ipotesi deve cioè essere operazionalizzata. Ad esempio, la teoria frustrazione-aggressività di Dollar formula la seguente ipotesi: “se le persone subiscono una frustrazione allora divengono aggressive”. In termini operativi empiricamente analizzabili ipotesi può diventare “se una macchina del caffè non fornisce il caffè e non restituisce la moneta utente allora questo metterà in atto comportamenti distruttivi nei confronti della macchina”. Un'ipotesi inoltre deve essere parsimoniosa cioè proporre la spiegazione del fenomeno studiato più semplice possibile. Deve anche essere formulata prima del controllo empirico. Talvolta alcuni ricercatori sembrano formulare ipotesi di ricerca che si adattano nei risultati ottenuti. Il lavoro scientifico richiede invece di dichiarare prima dell'avvio della ricerca quale elemento sia in grado di produrre l'evento e di fornire ragioni plausibili di tali legami. L'ipotesi costituisce la linea guida del ricercatore il quale definisce gli strumenti, la procedura e la raccolta dati in funzione di quanto enunciato nell'ipotesi. La forma più diffusa di ipotesi è quella di una relazione tra due concetti ad esempio discussione di gruppo e estremizzazione della decisione, presenza di osservatori e comportamento di aiuto. Quando il fenomeno è complesso si possono sviluppare una serie di ipotesi interconnesse che costituiscono un modello. Il modello viene sviluppato quando una sola ipotesi è insufficiente per rispondere alla domanda iniziale e diventa più utile considerare più concetti e più ipotesi per rispondere compiutamente.
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