OPINIONI E ATTEGGIAMENTI
CHE COSA SONO GLI ATTEGGIAMENTI: LE DIVERSE DEFINIZIONI
La parola atteggiamento deriva dal latino “aptus”: cioè adatto, pronto all’azione, preparato. La possibilità
che l’atteggiamento ha di essere un precursore del comportamento quindi possiamo dire che
l’atteggiamento sia ciò che viene prima del comportamento, prima dell’azione.
L’atteggiamento guida le nostre scelte e le nostre decisioni dell’agire.
La prima lettera dell’alfabeto psicologico è “A” come “Atteggiamento” (Jung)
ATTEGGIAMENTO
1. Modo di atteggiare il corpo o parti di esso; atto, gesto: a. da oratore; mettersi in a. minaccioso
SIN. Posa
2. Estens. Contegno, comportamento: a. sdegnoso; a. da prima donna; a. antipatico
3. Fig. Valutazione critica, posizione ideologica nei confronti di un problema, di una teoria e sim.: l'a.
dell'opposizione verso la politica di governo.
Possiamo vedere da qua (immagine sopra) che l’atteggiamento si pone all’interno di altri concetti
comportamento credenza
psicologici, in particolare quello di (behaviors) e quello di (Beliefs). Seguendo
questa schematizzazione vediamo alla base dell’atteggiamento esserci le credenze, rispetto ad un certo
oggetto di atteggiamento. Quindi gli atteggiamenti sono alla base dei comportamenti delle persone.
Comportamenti che poi avranno dei risultati nell’ambiente sociale in cui l’individuo vive e interagisce con le
altre persone. Questa figura rende conto del fatto che gli psicologi sociali e gli esperti sono alla costante
ricerca dei modi in cui si possono modificare i comportamenti delle persone. Seguendo la teorizzazione
propria della psicologia sociale siamo in grado di modificare i comportamenti delle persone modificando i
loro atteggiamenti e la modifica degli atteggiamenti può avvenire solo modificando le credenze che stanno
alla base dei comportamenti delle persone.
Non esiste un’unica definizione di atteggiamento ma possiamo dire che per tutti gli elementi della nostra
vita noi abbiamo un atteggiamento che orienta la nostra azione. Quindi se una persona ci piace è più
probabile avvicinarsi a lei e instaurare un’amicizia.
Sui social media abbiamo la possibilità di esprimere una valutazione riguardo ad un post, mettendo un “mi
piace”. Quel “mi piace” rende conto del fatto che le persone e gli atteggiamenti non sono altro che ciò che
piace e ciò che non piace alle persone, si tratta di una valutazione su degli oggetti e questa valutazione ha
un ruolo fondamentale nell’esperienza umana perché consente di comprendere come si articola la relazione
tra individuo e società.
Il “Mi piace” che mettiamo su Facebook, come su altri social, è una valutazione completa? È una valutazione
parziale perché manca il “Non mi piace”, ci sono tutta una serie di emoticon ma a parte la faccia arrabbiata
non riusciamo a mostrare il non mi piace, cioè l’atteggiamento negativo nei confronti del contenuto che in
quel momento stiamo leggendo in Facebook. tipo esplicativo
L’atteggiamento ha un doppio aspetto, uno di , cioè considerato la causa dell’azione, e uno
tipo descrittivo
di , cioè puoi essere interessante conoscere gli atteggiamenti delle persone comprendendo
come la pensano le persone su un determinato argomento.
L’atteggiamento, quello manifesto, corrisponde di solito al modo di vedere della persona su una certa
questione, corrisponde anche ai pensieri, ai sentimenti e alle emozioni che l’oggetto di atteggiamento può
suscitare nella persona. posizione
Attualmente nella psicologia sociale attuale possiamo dire che gli atteggiamenti hanno una
centrale perché centrale è la valutazione
, che è un’operazione fondamentale della persona, è una
reazione immediata fondamentale che la persona può esprimere di fronte a qualsiasi oggetto di
atteggiamento che abbia un significato psicologico per l’individuo. È una operazione fondamentale per la
nostra mente. Si tratta di una reazione immediata, siamo in grado di esprimere un “mi piace” un “non mi
La valutazione è centrale nella mente delle
piace”, un “apprezzo”, un “disprezzo” o un “preferisco”.
persone .
Perché? Perché l’atteggiamento consente di padroneggiare l’ambiente e di relazionarsi con gli altri, con le
persone del nostro ambiente sociale. sono acquisiti e non innati
Gli atteggiamenti secondo gli psicologi sociali , quindi non siamo nati con un
certo atteggiamento nei confronti diqualcosa ma dipende dal background culturale in cui viviamo in cui si
sono formati gli atteggiamenti.
DEFINIZIONI
Cavazza valutazione globale di un oggetto con un certo
- Secondo (2005), l’ATTEGGIAMENTO è una «
grado di favore o sfavore » = definizione attualmente condivisa di atteggiamento.
OGGETTO di atteggiamento
- = qualsiasi cosa che sia discriminabile può diventare un oggetto di
atteggiamento = stimoli nei confronti dei quali possiamo formulare valutazioni più o meno strutturate e
permanenti:
● …
Oggetti astratti: riscaldamento globale, la pace nel mondo, uguaglianza, parità di genere,
● Concreti: sedia, penna, frutta, verdura, ecc.
● Eventi: Friday for future, lockdown, ecc.
● Comportamenti: indossare la mascherina, lavarsi le mani, fumare, allacciarsi la cintura, ecc.
● Gruppi sociali: emigrati che sbarcano sulle coste, utenti di Instagram, studenti universitari, ecc.
● Singole persone: attivista ambientale, medico di famiglia, venditore, ecc.
L’atteggiamento è possibile su tutto, l’importante è distinguere l’atteggiamento dagli stati d’animo, ecc.
Gli atteggiamenti sono diversi dagli stati d’animo che non sono specifici di un oggetto di atteggiamento,
sono diversi anche dalle abitudini.
Buona parte della ricerca è legata allo studio di oggetti di atteggiamento come i comportamenti.
ORIGINI E STORIA
1. Thomas e Znaniecki(1918): ricerca sui contadini polacchi, emigrati in Europa e negli Stati Uniti
->rapporto di dipendenza reciproca tra cultura e individui -> individuazione di valori sociali e
atteggiamenti. Inizi del ‘900 quando il lavoro di questi due autori compare, sono tra i primi ad
utilizzare il termine atteggiamento. Opera importante che rende conto anche del rapporto tra la
psicologia e la sociologia. Secondo questi autori gli atteggiamenti sono processi mentali sociali, ma
anche individuali e gli atteggiamenti derivano da uno scambio tra individuo e ambiente e proprio
all’interno di questo scambio gli atteggiamenti vengono elaborati e interiorizzati e proprio
all’interno dei gruppi si forma l’atteggiamento. Questo concetto è un concetto indispensabile per
spiegare il legame tra i processi psicologici e le determinanti culturali ed ambientali con cui gli
individui hanno a che fare. Fa da ponte fra individuo e ambiente in cui si inserisce.
L’atteggiamento determina l’azione.
2. Allport(1935):
Si pone l’obiettivo di dare una definizione generale in modo da unificare la
letteratura precedente sull’argomento. Il concetto di atteggiamento è il più distintivo e
indispensabile della Psicologia Sociale americana contemporanea. Senza la guida degli
atteggiamenti l’individuo è confuso e disorientato.Già nel 1935 gli atteggiamenti vengono
considerati come delle guide e orientamento dell’individuo.
L’atteggiamento è “uno STATO (INTERNO) DI PRONTEZZA MENTALE e neurologica, organizzato nel
corso dell’esperienza, che esercita un’influenza direttrice e dinamica sulle risposte di un individuo
a tutti gli oggetti e situazioni con cui è in relazione” (Allport, 1935). -> Origine dell’approccio
individualistico (USA).
3. McGuire (1986): ha ricostruito la storia dello studio degli atteggiamenti nell’ambito della psicologia
sociale. Individuare tre periodi storici in cui è stato studiato nella psicologia sociale:
a. 1920-1930 = messa a punto di tecniche di misurazione degli atteggiamenti -> scale di
atteggiamento (Thurstone, Likert, Osgood: differenziale semantico) = atteggiamento è un
continuum di valutazione (sfavore/favore) di un dato oggetto, lungo il quale si possono
ordinare i rispondenti -> costruzione di scale per la misura degli atteggiamenti -> studiare in
modo sperimentale e quantitativo un costrutto psicologico -> equiparare Psicologia alle altre
scienze + studio della relazione atteggiamento-comportamento (correlazione bassa) .
Fine anni ‘30 = no definizione univoca; esigenze di mercato; no confronto fra atteggiamenti e
altre variabili ->abbandono.
b. Dal 1950: sviluppo mezzi di comunicazione di massa => studio dei processi di costruzione del
consenso => cresce l’interesse per la modificazione degli atteggiamenti (Hovland all’Università
di Yale + Teoria della dissonanza cognitiva di Festinger).
c. 1965-1975 = sviluppo della social cognition => individuazione di strutture e processi che
riguardano l’elaborazione delle informazioni => atteggiamento inteso come STRUTTURA
COGNITIVA personale.
4. Terry e Hogg (2000): gli atteggiamenti sono importanti nella psicologia sociale attuale perché:
- Atteggiamenti come “apoteosi” della cognizione sociale (social cognition) = costrutto non
osservabile della cognizione che si apprende, si modifica e si esprime nel contesto sociale;
- Atteggiamenti espressi grazie alle risposte ai questionari => verifica delle teorie psicosociali che
spiegano i comportamenti;
- Atteggiamenti costituiscono concettualizzazioni della realtà.
Dalla fine degli anni ‘70 in poi lo studio del concetto di atteggiamento ha ripreso vigore, in quelle che
vedremo essere le teorie sulla probabilità dell’elaborazione delle informazioni.
DEFINIZIONE ATTUALE
Eagly e Chaiken (1993): «l’atteggiamento è una TENDENZA PSICOLOGICA espressa attraverso la
valutazione di una particolare entità con un qualche genere di favore o sfavore […]. Con “tendenza
psicologica” si fa riferimento ad uno stato interno alla persona, e con “valutazione” ad ogni classe di risposta
valutativa, sia essa manifesta o non osservabile, cognitiva, affettiva o comportamentale».
DEFINIZIONI
DISTINGUERE GLI ATTEGGIAMENTI DALLE OPINIONI
Atteggiamento e opinioni sono sinonimi?
Nel linguaggio comune i termini atteggiamento ed opinioni delle valutazioni prese di posizione che si
possono esprimere nel corso degli scambi comunicativi. Gli psicologi usano il termine “atteggiamento”, i
sociologi “opinione”. Ma sono sinonimi o si possono individuare concettualizzazioni distinte?
Ad esempio, dire “detesto il fumo di sigaretta” è un’espressione di un atteggiamento cioè una valutazione?
Tre differenze strutturali (Price, 1992):
≠ ◊
1. Thurstone (1928) => gli atteggiamenti non sono osservabili le
atteggiamenti da opinioni perché
=>
opinioni consentono di inferirli opinioni sono verbalizzazioni degli atteggiamenti.
Atteggiamenti = tendenze latenti a rispondere in modo positivo o negativo di fronte ad un oggetto
di atteggiamento.
Opinione = osservazione empirica di un concetto latente(atteggiamento). ≠
Hovland et al (1953) =>
opinioni = risposte verbali di fronte ad uno stimolo atteggiamenti =
risposte implicite strettamente legate alle opinioni, che orientano l’individuo a evitare o
avvicinare un oggetto. Quindi si riprende la distinzione tra atteggiamento e opinioni riprendendo
l’idea che le opinioni sono risposte verbali, invece gli atteggiamenti sono queste tendenze latenti
non direttamente osservabili che Hovland indica come risposte implicite.
2. si formano i due costrutti =>
Differenze nel modo in cui atteggiamento si basa sulla dimensione
≠
affettivo-emotiva opinione basata su credenze cognitive (“è giusto”,
(“mi piace”, “non mi attrae”)
“è saggio”) => atteggiamento considerato come un impulso affettivo, una tendenza a rispondere
positivamente o negativamente a uno stimolo (Price, 1992). Questa distinzione fa riferimento alla
formazione degli atteggiamenti e delle opinioni.
3. natura degli oggetti
Differenze relative alla a cui si fa riferimento => atteggiamento =
orientamento permanente a rispondere in modo favorevole o sfavorevole ad una classe di stimoli
≠
(atteggiamento filoamericano) opinione = risposta specifica ad una particolare questione di
interesse collettivo (Wiebe, 1953) (opinioni sulla politica estera americana). Questa distinzione si
basa sul fatto che l’atteggiamento è qualcosa di più generale che orienta le opinioni, da una
direzione alle opinioni.
4. Jaspars e Fraser (1984) => variabile latente
atteggiamento ( ) genera e organizza l’insieme delle
opinioni. Secondo questi studiosi l’atteggiamento è una variabile latente.
- È possibile avere opinioni non coerenti rispetto ai relativi atteggiamenti.
- Opinioni sensibili alle caratteristiche del contesto in cui vengono emesse =>contesto rende salienti
alcune informazioni + ne lascia sullo sfondo altre. Possono esserci delle situazioni in cui certe
opinioni sono rese più salienti, mentre altre rimangono sullo sfondo. Le persone possono avere
diverse opinioni rispetto ad un oggetto di atteggiamento, il contesto in cui sono inserite fa emergere
alcune opinioni e ne lascia sullo sfondo altre. Ci sono situazioni in cui le persone esprimono delle
opinioni che sono coerenti con le opinioni degli altri individui che appartengono al gruppo anche se
nella loro mente possono avere delle opinioni contrarie o differenti rispetto a quelle che esprimono
nel gruppo. Questa situazione rende conto del fatto che la variabile latente è l’atteggiamento la le
opinioni possono essere differenti rispetto ad un oggetto di atteggiamento e vengono emesse in
funzione del contesto in cui l’individuo è inserito. Ci sono situazioni in cui le opinioni sono coerenti
con quelle del gruppo di appartenenza o del contesto. Una delle condizioni in cui più spesso
abbiamo l’espressione d un’opinione è quella dell’influenza sociale, molto spesso le opinioni
vengono espresse grazie a pressioni sociali. In questo caso abbiamo una forte pressione del gruppo
nel senso di uniformare le opinioni alle opinioni presenti in quel contesto specifico. effetto
- Espressione delle opinioni è soggetta a pressioni sociali (effetti del sostegno sociale) => “
del falso consenso” (Ross et al., 1977) = tendenza a sovrastimare il consenso sulle proprie
Opinioni. Tendenza a sopravvalutare il grado di accordo che gli altri hanno sulle nostre opinioni e
sulle nostre credenze. Si tende a pensare che le nostre opinioni siano condivise dalla maggior parte
delle persone che appartengono al nostro gruppo.
Difficile tradurre le distinzioni tra atteggiamenti e opinioni in definizioni operative dei due (Price, 1992).
Pochi sono gli studi che si sono occupati di questa distinzione.
Cavazza (2005): opinioni = posizioni specifiche assunte di fronte ad uno stimolo di interesse collettivo che
possono essere almeno in parte orientate dagli atteggiamenti. Spesso noi siamo, come psicologi sociali,
indirizzati allo studio dell’opinione pubblica. L’opinione pubblica fa riferimento ad un certo numero di
persone che ha in comune una certa caratteristica (es. gli elettori). Hanno una caratteristica in comune e noi
potremmo essere interessati a rilevarne le opinioni, si tratta di rilevare le credenze che vengono rilevate nei
cosiddetti “sondaggi di opinione”. Quando abbiamo a che fare con le opinioni è spesso indicato l’uso dei
sondaggi di opinione.
Alla domanda atteggiamenti e opinioni sono sinonimi? NO, non sono sinonimi. Per la psicologia sociale (non
per il senso comune) sono due costrutti diversi.
Gli atteggiamenti sono cognizioni?
IL MODELLO ASPETTATIVA-VALORE
(Peak, 1955; Fishbein, 1967; Fishbein e Ajzen, 1975; Ajzen e Fishbein, 1980)
LE CREDENZE (beliefs)
● Fishbein e Ajzen
Secondo (1975), le credenze corrispondono alla probabilità soggettiva (NON
oggettiva!) che un dato oggetto abbia certi attributi, ad esempio, mangiare sano (= oggetto) riduce il
rischio d’infarto (= attributo).
● Fishbein e Ajzen
Secondo (2010), le credenze su un oggetto si formano associando l’oggetto (azione e
evento) con varie caratteristiche, qualità e attributi dell’oggetto stesso. C’è un’associazione nel corso
dell’esperienza tra l’oggetto stesso e una serie di attributi dell’oggetto.
● Nel corso della loro vita le persone fanno esperienza con l’oggetto e ciò porta a formare molte credenze
diverse sull’oggetto.
Il modello aspettativa-valore definisce l’atteggiamento come funzione delle credenze.
Lo stimolo ha degli attributi che sono considerati delle vere e proprie credenze e la valutazione di tali
credenze, possiamo generare degli attributi o delle conseguenze rispetto a delle determinate azioni.
Tali credenze vengono combinate con la loro valutazione, processo che prevede il prodotto tra la credenza e
la sua valutazione, sommando i prodotti delle credenze per valutazione abbiamo un indice generale
dell’atteggiamento verso il comportamento. L’atteggiamento verso il comportamento seguendo il modello
aspettativa valore non è altro che una sommatoria dei prodotti tra le credenze e le loro valutazioni. Questo
modello è stato formalizzato in una equazione:
● Le credenze possono formarsi a seguito di un’esperienza diretta con l’oggetto di atteggiamento, o
possono formarsi per esperienza indiretta,accettando l’informazione fornita da familiari, amici,
insegnanti,media e altre fonti esterne, o possono generarsi attraverso un processo di inferenza.
● Alcune credenze persistono nel tempo, alcune sono dimenticate e nuove credenze si possono formare.
MODELLO DI PRESA DI POSI
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