Le statistiche economiche
Le statistiche economiche sono raccolte sistematiche di dati o sintesi di dati che descrivono le grandezze economiche rilevanti. Hanno la finalità di quantificare fenomeni di tipo economico e di fornire elementi utili per l’analisi economica di un sistema. Scopo della statistica economica è di individuare, definire, rilevare, misurare e analizzare le manifestazioni dei fenomeni economici collettivi che si registrano in una data unità territoriale e temporale. Attraverso questo lavoro viene fornita alla collettività una rappresentazione quantitativa organica dei fenomeni economici.
La domanda di statistiche economiche è estremamente varia e può essere classificata in base all'interesse di analizzare il livello di una variabile o la sua dinamica temporale. Nel primo caso la domanda riguarda il valore assoluto della variabile in un certo istante di tempo, nel secondo caso invece si tratta di una variazione intervenuta nel livello della variabile durante un dato intervallo temporale. La maggior parte della richiesta di statistiche economiche si riferisce ai confronti di natura temporale. Il problema principale al quale la statistica economica è chiamata a rispondere riguarda la salute di un sistema economico.
Formati delle statistiche economiche
Le statistiche economiche si possono trovare tipicamente in tre diversi formati:
- Cross sectional: Osservazioni su paesi, famiglie, imprese in un certo momento nel tempo
- Time series: Osservazioni su PIL, consumi, tassi di interesse per un certo periodo di tempo
- Panel data: Osservazioni sullo stesso gruppo di famiglie, imprese per un certo periodo di tempo
Fonti di dati quantitativi
Le fonti di dati quantitativi di natura economica possono essere:
- Fonti ufficiali, se operano secondo criteri di qualità e convenzioni concordati e verificati a livello internazionale e sono preposte a tale funzione dalla normativa vigente. La gestione dei dati è al servizio dei cittadini e i prodotti e servizi forniti hanno natura di bene pubblico.
- Fonti autorevoli, se, seppur non ufficiali possono essere ritenute valide sulla base della loro reputazione.
- Altre fonti, se poco attendibili.
La qualità di un dato si misura rispetto al processo di produzione (trasparenza, completezza, accuratezza e coerenza) e rispetto al risultato prodotto (rilevanza, credibilità, interpretabilità, accessibilità, tempestività e puntualità).
Principali istituzioni statistiche
ISTAT è l’Istituto nazionale di statistica italiana ed è un ente di ricerca pubblico, il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. La sua missione è quella di servire la collettività attraverso la produzione e la comunicazione di informazioni statistiche, analisi e previsioni di elevata qualità allo scopo di sviluppare un’approfondita conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell’Italia ai diversi livelli territoriali e favorire i processi decisionali di tutti i soggetti della società.
EUROSTAT è l’ufficio statistico dell’Unione Europea. La sua missione è di fornire all’UE un servizio di informazione statistica di alta qualità, che permetta i confronti fra paesi membri.
OCSE è l'organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico e la sua missione è di promuovere politiche che migliorino il benessere economico e sociale delle persone nel mondo. Lavora per capire quali siano i fattori che guidano i cambiamenti economici, sociali ed ambientali. Misura la produttività e i flussi globali di commercio e investimento, analizza e confronta i dati ottenuti per fare previsioni.
ONU è l'organizzazione delle nazioni unite e la sua divisione statistica si occupa dello sviluppo del sistema statistico globale. Costituisce il punto di raccolta di dati a livello globale per demografia, aspetti sociali, commercio internazionale, contabilità nazionale, industria, ambiente, trasporti, energia.
Statistica economica in senso stretto
Le statistiche economiche in senso stretto sono le statistiche che svolgono in maniera univoca la funzione di soddisfare le esigenze dell’analisi economica e della quantificazione dei fenomeni economici. Le restanti statistiche descrivono altri fenomeni collettivi che possono contenere al tempo stesso dati utili per la conoscenza dei fenomeni economici.
Classificazione delle statistiche economiche
Le statistiche economiche possono essere classificate in:
- Strutturali: Studiano le caratteristiche strutturali dell’economia di un paese, di un territorio, di un'impresa e sono riferite al medio o lungo periodo.
- Congiunturali: Studiano il comportamento contingente degli operatori economici su fenomeni che tipicamente si modificano nel breve periodo.
Le statistiche differiscono in base alla natura del fenomeno indagato, all’arco di tempo in cui si riferiscono (strutturali >1 anno, congiunturali <1 anno) o alla frequenza della rilevazione che le riguardano (strutturali >1 anno, congiunturali <1 anno).
Indagini strutturali e congiunturali
Le indagini strutturali sono indispensabili ma allo stesso tempo onerose in termini di tempo e di denaro e quindi spesso le informazioni vengono erogate con parecchio ritardo. Le principali indagini ISTAT che forniscono statistiche economiche strutturali sono i censimenti dell’agricoltura e dell’industria.
Il censimento è una rilevazione statistica il cui obiettivo è il conteggio di tutti i componenti di un dato universo in un momento prefissato. I censimenti sono contraddistinti da universalità (la rilevazione riguarda tutte le unità statistiche), individualità (le informazioni sono rilevate sulle singole unità), simultaneità (tutte le informazioni raccolte sono riferite a una stessa data), periodicità (cadenza decennale), confrontabilità (le informazioni raccolte devono poter essere confrontate con quelle rilevate nei censimenti precedenti).
Il censimento dell’agricoltura, silvicoltura e pesca rileva dati sulle aziende agricole con terreno superiore ad una certa dimensione e studia le sue caratteristiche strutturali (es: coltivazioni, macchinari, fabbricati, lavoratori, bestiame, conduzione).
Il censimento dell’industria e dei servizi rileva notizie sulla struttura dell'impresa (es: attività svolta, numero di addetti, qualificazione professionale, utilizzazione macchine, spese per il personale). Ha come unità d’indagine sia l’impresa che l’unità locale, gli artigiani, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, le istituzioni pubbliche e non profit.
ISTAT conduce altre indagini di carattere strutturale, le indagini correnti, che riguardano fenomeni che si ritiene possano mostrare una certa stabilità nel breve periodo, in genere a cadenza annuale, riguardano come i censimenti agricoltura, industria e servizi ma sono di carattere campionario (es: SPA: indagine sulla struttura e produzione delle aziende agricole, RICA-REA: indagine sui risultati economici delle aziende agricole, indagine su ricavi e costi delle imprese, indagine sulle PMI (<100 addetti), rilevazione sul sistema dei conti delle imprese (>100 addetti), PRODCOM: rilevazione annuale sulla produzione industriale adottata da UE per osservare la produzione degli stati membri, indagine sul credito, sulle assicurazioni).
Le statistiche economiche congiunturali spesso vengono elaborate sotto forma di numeri indice perché sono indicatori di breve periodo e dunque atti a descrivere la variazione delle variabili. ISTAT in particolare conduce indagini congiunturali su prezzi, livello della produzione, mercato del lavoro e interscambio commerciale. Alcuni fenomeni congiunturali, proprio perché possono variare sensibilmente nel breve periodo, sono difficilmente quantificabili in modo tempestivo attraverso le tecniche delle indagini correnti. Vengono quindi condotte indagini qualitative, ossia sondaggi di opinione presso imprese e famiglie in cui si richiedono valutazioni di carattere qualitativo sull’andamento dell’economia e sulle aspettative personali.
L’indagine sulla fiducia dei consumatori riguarda un campione casuale a due stadi di 2000 unità. Il questionario comprende, domande caratterizzate da modalità ordinali di risposta (in aumento, stazionario, in diminuzione), relative alla situazione economica dell’Italia (es: disoccupazione, andamento prezzi) e a quella personale dell’intervistato (es: opportunità di risparmio o di prossimi acquisti).
I risultati sono espressi in termini di frequenze relative delle singole modalità di risposta, saldi calcolati come differenza fra le frequenze percentuali delle modalità favorevoli e di quelle sfavorevoli aggregati secondo un sistema di ponderazione per cui le modalità estreme pesano doppio e quella centrale non viene considerata, e indici sintetici.
Tramite l’indagine sulla fiducia delle imprese si fornisce una misurazione delle opinioni degli operatori riguardo all’evoluzione dei maggiori settori produttivi. Le rilevazioni utilizzano campioni panel di imprese estratti dall’archivio statistico delle imprese attive (Asia) stratificati secondo: dimensione, settore di attività economica e area geografica. Le informazioni raccolte sono prevalentemente di natura qualitativa e sono finalizzate a ottenere indicazioni sullo stato corrente e sulle aspettative a breve termine delle principali variabili aziendali (ordini totali, livello delle scorte, attese sull’andamento della produzione e attese sui prezzi).
Rilevazione sulle forze lavoro
La rilevazione sulle forze lavoro ha la finalità di ottenere informazioni sulla situazione lavorativa, sulla ricerca di lavoro e sugli atteggiamenti verso il mercato del lavoro della popolazione in età lavorativa. La popolazione di interesse è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia. Il campionamento è a due stadi: le unità di primo stadio sono i comuni e le unità di secondo stadio sono le famiglie selezionate. Tutti gli individui appartenenti alle famiglie estratte vengono intervistati, la rilevazione è di tipo continuo ossia viene condotta tutte le settimane e ogni famiglia campione viene intervistata una sola volta in una specifica settimana.
I principali indicatori che si ricavano sono il tasso di attività (forze di lavoro/popolazione di riferimento), tasso di occupazione (occupati/popolazione di riferimento), tasso di disoccupazione (disoccupati/forze di lavoro), tasso di disoccupazione di lunga durata (disoccupati >12 mesi/forza lavoro) e tasso di inattività (inattivi/popolazione di riferimento).
Forza lavoro o Attivi = occupati + disoccupati
Occupati = persone con 15+ anni che nella settimana di riferimento hanno svolto almeno un’ora di lavoro in un’attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura, o hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente, o sono assenti dal lavoro (es: ferie o malattia) da meno di 3 mesi o anche più purché percepiscano almeno il 50% della retribuzione. Gli indipendenti assenti dal lavoro, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, mantengono l’attività. I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.
Disoccupati = persone non occupate tra 15 e 74 anni che hanno effettuato almeno un’azione attiva di ricerca di lavoro nei 30 giorni che precedono l’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le 2 settimane successive all’intervista, o inizieranno un lavoro entro 3 mesi dalla data dell’intervista e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le 2 settimane successive all’intervista, qualora fosse possibile anticipare l’inizio del lavoro.
Inattivi = popolazione di riferimento - forza lavoro (persone che non rientrano nella forza lavoro, cioè non classificate come occupate o disoccupati).
ISTAT diffonde mensilmente il tasso di disoccupazione riferito alla fascia d’età 15-74 anni e 15-24 anni, mentre tasso di occupazione e tasso di inattività sono riferiti alla fascia d’età 15-64 anni.
Utilizzo del capitale
Informazioni sull’utilizzo del capitale si possono ricavare dal grado di utilizzazione della capacità produttiva (intensità sfruttamento impianti), che è uno degli indicatori più utilizzati nelle analisi congiunturali. Per derivare questi indicatori vengono usati gli indici della produzione industriale (si rapportano gli indici effettivi della produzione a quelli “potenziali”) e l’indagine qualitativa sulla fiducia delle imprese, mediante la domanda diretta sull’utilizzo degli impianti. La banca d’Italia produce serie mensili sulla capacità di utilizzo del capitale facendo la media degli indici ottenuti coi due metodi suddetti. ISTAT produce molte altre statistiche economiche congiunturali (indagine sulle vendite al dettaglio, turismo, trasporti, indagine sull'edilizia (progetti e concessioni), opere pubbliche, interscambio commerciale con l’estero).
Tasso di disoccupazione Italia: 10.8% Tasso di occupazione Italia: 58%
Cenni di contabilità nazionale
La contabilità nazionale è l’insieme di tutti i conti economici che descrivono l’attività economica di un Paese o di una circoscrizione territoriale. Essa ha per oggetto l’osservazione quantitativa e lo studio statistico del sistema economico. Per costruire i conti economici di un Paese è necessaria una notevole quantità di statistiche economiche che derivano dalle indagini che abbiamo visto e da dati amministrativi. Un sistema di contabilità macroeconomica ha lo scopo di classificare l’attività economica, sintetizzarla in un numero ristretto di aggregati fondamentali e di esporla in un quadro organico. Il sistema attualmente impiegato in Italia e nei paesi OCSE è quello codificato nello SNA (System of National Accounts) che contiene un vasto insieme di concetti, definizioni e classificazioni che fissano convenzioni per la misurazione dell’attività economica e la rappresentazione dei principali fenomeni economici. ISTAT si attiene al SEC2010 (Sistema Europeo dei Conti Nazionali e Regionali) che rappresenta la versione europea aggiornata dello SNA.
Lo schema su cui si basa il SEC, è ispirato al metodo della partita doppia: ciascun flusso è registrato sia nel conto dell’operatore da cui si origina sia in quello dell’operatore cui è destinato e il saldo di un conto è la voce di apertura del successivo. Il SEC costituisce la base quantitativa per le politiche economiche e sociali in termini di rispetto dei criteri di convergenza UE, erogazione di aiuti finanziari alle regioni UE, determinazione delle risorse UE.
Il SEC si struttura secondo la delimitazione dell’economia nazionale, l’individuazione degli operatori economici, la classificazione delle operazioni economiche, la definizione degli aggregati economici.
Il processo economico fa riferimento alle attività che riguardano la produzione, la distribuzione e l’utilizzo di beni e servizi destinati al soddisfacimento dei bisogni umani. I processi economici, mettendo in relazione soggetti diversi, li qualificano come operatori economici (ogni soggetto che partecipa ai processi economici). L’economia di un Paese è un sistema dove istituzioni e persone interagiscono attraverso lo scambio e il trasferimento di beni, servizi e mezzi di pagamento. Il sistema economico di un territorio è dato dagli operatori economici appartenenti ad un dato territorio e dalle interrelazioni fra essi e altri operatori non appartenenti a quel territorio. Ogni sistema economico, è delimitato in termini fisici o territoriali. Il territorio economico di un Paese (o nazionale) comprende tutte le aree dove operano e sviluppano i loro interessi le unità residenti (es: i giacimenti situati in acque internazionali e sfruttati da unità residenti, le sedi all’estero di ambasciate, consolati, basi militari, lo spazio aereo nazionale, le acque territoriali, navi, aerei e piattaforme galleggianti appartenenti ad unità residenti).
Le unità residenti (in senso economico) sono le unità che hanno sul territorio nazionale un centro prevalente di interesse economico (che vi esercitano la loro attività per almeno un anno), indipendentemente dalla loro cittadinanza e dalla loro effettiva presenza sul territorio (es: le amministrazioni pubbliche, imprese con sedi nel paese, filiali e succursali di imprese straniere, persone con dimora abituale nel paese, cittadini italiani che lavorano presso ambasciate all’estero, terreni, abitazioni e fabbricati acquistati da cittadini stranieri nel paese, frontalieri).
C'è una differenza importante tra interno e nazionale (es: PIL e PNL), vengono definiti interni i flussi che si verificano sul territorio economico del paese, senza distinzione di cittadinanza, e nazionali i flussi pertinenti agli operatori italiani, anche se originati all’estero.
Operatori economici
Gli operatori economici, suddivisi in settori istituzionali, sono le famiglie, le imprese, le amministrazioni pubbliche, le istituzioni senza scopo di lucro e il resto del mondo.
La famiglia dal punto di vista statistico è un insieme di persone legate da vincoli di parentela, matrimonio, affinità, adozione, tutele o vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Hanno la funzione di consumare beni e servizi prodotti da altri settori, produrre beni e servizi destinati alla vendita, accumulare con il risparmio attività reali e finanziarie. Le loro risorse derivano dalla remunerazione dei fattori produttivi e dai trasferimenti dagli altri settori. Nel SEC sono distinte famiglie nella veste di consumatori e di produttori. Nella veste di consumatori, ISTAT dedica alle famiglie l’Indagine sui consumi delle famiglie.
L’impresa esercita attività economica professionale per produrre beni o prestare servizi destinabili alla vendita e può operare in tutti i settori dell’attività economica. Il SEC aggrega le imprese nel settore istituzionale delle società costituito da società e quasi società non-finanziarie che producono beni e servizi.
-
Appunti di Statistica economica I
-
Statistica economica - Appunti
-
Appunti Statistica economica - completi
-
Appunti Completi di Statistica Economica II