Dislipidemie
I lipidi viaggiano legati a proteine plasmatiche:
- Albumina (acidi grassi liberi)
- HDL (α-lipoproteine)
- LDL (β-lipoproteine)
- VLDL (preβ-lipoproteine)
- IDL
- Chilomicroni
La loro classificazione si basa sulla loro densità, inversamente proporzionale al loro diametro: i chilomicroni sono quelli meno densi, ma più grandi, seguiti poi dalle VLDL, LDL, HDL in ordine; queste ultime sono le più dense e le più piccole. Man mano che la densità aumenta e il diametro si riduce, diminuisce il contenuto di trigliceridi (massimo nei chilomicroni, minimo nelle HDL) ed aumenta il contenuto di colesterolo e fosfolipidi.
Definizione di dislipidemia
Per dislipidemia si intende una condizione clinica nella quale sono presenti alterazioni qualitative e/o quantitative dei lipidi e delle lipoproteine. Sono classificate secondo la classificazione di Fredrickson (qui di seguito riportata). Possono essere primitive o secondarie, con differente età di insorgenza, ma tutte caratterizzate da accumulo di colesterolo (o cholesterol burden). Tra di esse distinguiamo l’ipercolesterolemia pura (↑LDL), l’ipertrigliceridemia (↑Trigliceridi) e la dislipidemia mista (↑LDL, ↑Trigliceridi, ↓HDL).
Calcolo del valore delle LDL
Per calcolare il valore delle LDL, utilizziamo queste due formule: (Formula di Friedewald)
Tipi di ipercolesterolemia
L’ipercolesterolemia pura può essere suddivisa in:
- Ipercolesterolemia familiare (FH), con mutazione genetica di APOB, LDLR, PCSK9, LDLRAP1. Ne abbiamo una forma eterozigote ed una omozigote; in quest’ultima la mortalità cardiovascolare è maggiore e più precoce perché c’è un maggiore accumulo di colesterolo LDL rispetto alla forma eterozigote.
- Ipercolesterolemia poligenica, caratterizzata dall’intervento di fattori genetici ed ambientali.
Dislipidemia mista
La dislipidemia mista può essere suddivisa in:
- Iperlipidemia combinata familiare (FCHL), caratterizzata da difetti genetici e dall’aumento dell’APO-B
- Dislipidemia associata al DM2, caratterizzata da insulino-resistenza che porta ad ↑LDL, ↑VLDL e ↓HDL.
Rischio di infarto a 10 anni
Il rischio di infarto a 10 anni viene valutato con le carte di rischio cardiovascolare, e viene stratificato in:
- Basso (SCORE <1%)
- Medio (SCORE 1% - 5%)
- Alto (SCORE 5% - 9%, FH, FCHL, DM2). In questo caso l’obiettivo terapeutico è di portare le LDL <100 mg/dl.
- Molto alto (SCORE ≥10%, evento CV, DM2 con complicanze). In questo caso l’obiettivo terapeutico è di portare le LDL <70 mg/dl.
Farmaci per il controllo della colesterolemia
Tra i farmaci utilizzati per il controllo della colesterolemia utilizziamo le Statine, una classe di farmaci che inibiscono la sintesi di colesterolo inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi e impedendo la formazione dell’acido mevalonico. Esse sono in grado di ridurre le LDL, ma anche la mortalità per tutte le cause del 10% e per eventi coronarici del 20%. Le più utilizzate sono la Simvastatina, Fluvastatina, Pravastatina, Lovastatina, Atorvastatina. Gli effetti avversi sono: mialgia (con o senza rialzo della CPK) e aumento delle transaminasi.
Questi sono i protocolli da attuare in caso di mialgia e di aumento delle transaminasi:
Le statine sono state correlate ad insorgenza di diabete, ma il rischio è in realtà di piccola entità.
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Dislipidemie
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Dislipidemie - Test
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Farmacologia - dislipidemie, colesterolo, statine
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farmaci per le dislipidemie