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Capitolo 9: La ristrutturazione d'impresa e le strategie di disinvestimento

Il capitolo affronta il tema delle strategie di ristrutturazione con particolare riferimento alle scelte di disinvestimento. Esse assumono un ruolo centrale nelle scelte strategiche dell’impresa per la loro capacità di superare le situazioni di crisi e rinnovare le opzioni di crescita dell’impresa.

Le ristrutturazioni d'impresa

Le strategie di ristrutturazione sono opzioni in grado di intervenire in modo significativo sul portafoglio di business dell’impresa, contribuendo alla massimizzazione del valore creato dalla strategia. Corporate restructuring nell’ambito delle strategie di ristrutturazione è possibile ricondurre una molteplicità di operazioni quali: M&A, scissioni aziendali che ridimensionano il perimetro dell’impresa, cambiamenti della struttura finanziaria e cambiamenti della struttura organizzativa.

In considerazione della natura multidimensionale del fenomeno delle ristrutturazioni, è opportuno descrivere tali operazioni attraverso tre dimensioni:

1. Ristrutturazioni di portafoglio

Sono realizzate tramite operazioni di M&A, disinvestimento e dissoluzione del business finalizzate all'ottimizzazione della struttura strategica dell’impresa. Le operazioni di disinvestimento consistono nella vendita o spin-off di linee di business al fine di favorire una ri-focalizzazione sul core-business. L’obiettivo, infatti, è quello di modificare il perimetro aziendale per ridurre il livello di diversificazione raggiunto dall’impresa. Questa attività non è soltanto attuata in condizioni di crisi ma può favorire una crescita dell’impresa e il miglioramento delle sue performance, attraverso l’individuazione di nuove direzioni di sviluppo.

  • Le aziende diversificate si concentrano sui business profittevoli e dismettono quelle non in grado di assicurare un futuro di sviluppo dell’impresa.

2. Ristrutturazioni finanziarie

Comprendono operazioni di leveraged buy-out, management buy-out di azioni proprie, e cessioni di asset. Tali interventi perseguono un duplice obiettivo: un primo, di rapida implementazione, consiste nella ristrutturazione del debito per assicurare la sopravvivenza all’impresa; il secondo intervento viene fatto sull’attivo patrimoniale e sulla sua capacità di produrre risultati soddisfacenti.

In questi casi, scelte di ristrutturazione finanziaria e di portafoglio sono combinate per superare un periodo di difficoltà e implementare una nuova direzione strategica per l’impresa.

3. Ristrutturazioni organizzative

Mirano a incrementare l’efficienza aziendale attraverso cambiamenti della struttura organizzativa. Questi interventi risultano traumatici per l’organizzazione in quanto prevedono spesso licenziamenti e riduzioni del perimetro d’impresa; il management si pone l’obiettivo di modificare l’assetto aziendale nel suo complesso per migliorare la performance d’impresa.

In tema di corporate restructuring, le imprese possono perseguire scelte differenti adottando un comportamento di tipo:

  • Reattivo: quando l’impresa non riesce a cogliere i segnali dell’ambiente esterno che possono rappresentare situazioni di crisi o temporanea riduzione di capacità di creazione del valore. Il processo è realizzato, dunque, con l’intento di superare questa crisi dopo che essa si è verificata.
  • Proattivo: quando l’impresa in maniera rapida interpreta i mutamenti dell’ambiente esterno e anticipa il processo riuscendo a ottimizzare i rischi derivanti dall’incertezza delle dinamiche competitive. L’obiettivo è quello di ristrutturare il portafoglio di business attraverso lo scorporo, il trasferimento o la cessione del business per adattare la struttura strategica alle nuove opportunità di mercato.

La strategia di disinvestimento

Nell’ambito delle operazioni di ristrutturazione di portafoglio, il disinvestimento rappresenta un’operazione che influenza la struttura proprietaria e di business di un’entità aziendale. È opportuno distinguere due tipologie di operazioni:

  • Disinvestimento di asset: consiste nella parziale o totale cessione di asset fisici e risorse organizzative e/o chiusura di stabilimenti con conseguente riduzione della forza lavoro.
  • Disinvestimento di business: consiste in una alterazione del portafoglio dell’impresa, attraverso la cessione e/o l’offerta al mercato di una divisione, business unit, linea di prodotto. La complessità di tali operazioni risiede nella necessaria gestione di un processo che ha implicazioni sia economiche sia finanziarie sia organizzative per l’azienda.

Le barriere al disinvestimento

Porter identifica tre tipologie di barriere che possono limitare il ricorso a operazioni di disinvestimento, alla quale va aggiunta una quarta relativa alla dimensione psicologica legata a tale operazione:

  • Barriere strutturali o economiche: si riferiscono al rischio di aumento dei costi dovuti alla riallocazione e riqualificazione del personale, la possibile chiusura di contratti di fornitura e la presenza di sunk cost. Altri fattori sono rappresentati dalla presenza di elevata concentrazione della struttura proprietaria e il grado di correlazione.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 18luca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategie d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Peruffo Enzo.
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