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Disegno tecnico industriale

Politecnico di Torino

Disegno tecnico industriale

14APGLZ

Teoria

Barberis Pietro

A.a. 2020/2021

Disegno tecnico industriale

Pietro Barberis

Luglio 2021

1 Il disegno tecnico

Il disegno tecnico:

  • Ha lo scopo di rappresentare gli oggetti tecnici.
  • È un documento che permette al progettista di tradurre graficamente le sue idee, per fornire indicazioni all’operatore che andrà a realizzare il pezzo.
  • È basato su delle convenzioni o normative standardizzate.

La diffusione di queste interpretazioni ha reso necessario la definizione di un linguaggio:

  1. Unico e internazionale
  2. Fedele ed univoco
  3. Di facile interpretazione
  4. Completo

Gli Enti nazionali ed internazionali hanno il compito di normare e unificare questo linguaggio, ovvero stabilire delle regole, definite con il consenso degli interessati, per il raggiungimento di un rapporto economico/tecnico ideale.

Tra gli enti normatori troviamo: ISO, livello mondiale, CEN, livello europeo, UNI, livello italiano.

I disegni possono essere classificati in base al livello di strutturazione:

  • Complessivi, definisce una macchina completa.
  • Gruppo
  • Sottogruppo
  • Particolari, rappresenta un pezzo non scomponibile.

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2 Metodi di rappresentazione - Le proiezioni

Figura 1: Tipi di rappresentazioni

Le proiezioni prospettiche sono poco utilizzate perché troppo laboriose per un disegno tecnico. Viene usata in architettura. Normalmente viene sempre usata la proiezione ortogonale.

Secondo la normativa UNI 3970 le viste si possono disporre secondo:

  1. Metodo europeo o del primo diedro, "punto la torcia e disegno".
  2. Metodo americano o del terzo diedro, "scatto una foto della faccia e disegno".
  3. Metodo delle frecce.

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Figura 2: Proiezioni ortogonali

Figura 3: Proiezione ortogonale ortografica

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Figura 4: Metodo europeo

Figura 5: Metodo americano

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Per andare a disegnare un componente bisogna tenere conto di alcuni fattori:

  1. Posizionamento del pezzo: deve essere "idealmente fermo" e il più possibile frontale.
  2. Scelta appropriata della vista principale.
  3. Determinare il numero minimo di viste.
  4. Determinare le viste con il minor numero di linee nascoste.

2.1 Scale di rappresentazione UNI EN ISO 5455

Servono per andare a ridimensionare il pezzo rispetto alla realtà. Esistono scale di ingrandimento e di riduzione.

Dimensione disegno

Scala = Dimensione reale

2.2 Viste ausiliarie

Vengono usate per rappresentare un piano particolarmente difficile da disegnare le proiezioni ortografiche o per fornire un maggiore dettaglio.

Figura 6: Piano ausiliario

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2.3 Ribaltamenti

Vengono usate con lo stesso intento delle viste ausiliarie.

Figura 7: Ribaltamento

2.4 Rappresentazione superfici tangenti

Figura 8: Rappresentazione superfici tangenti

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2.5 Rappresentazione spigoli virtuali

Figura 9: Rappresentazione spigoli virtuali

2.6 Rappresentazione oggetti simmetrici

Figura 10: Rappresentazione oggetti simmetrici

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2.7 Rappresentazione spianature

Figura 11: Rappresentazione spianature

Lo scopo di questa lavorazione è quella di generare una superficie piana disposta orizzontalmente mediante frese ad asse parallelo o perpendicolare alla superficie stessa.

2.8 Rotture

Figura 12: Rotture

Vengono usate quando il pezzo da rappresentare è particolarmente lungo o in presenza di fori per non ricorrere a linee nascoste.

2.9 Particolari ingranditi

Figura 13: Particolari ingranditi

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2.10 Ripetizioni

Figura 14: Rappresentazione ripetizioni

2.11 Normativa linee

Figura 15: Rappresentazione linee

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3 Sezioni

Con il metodo delle proiezioni l’interno di un pezzo cavo non può essere visto, ma può essere rappresentato tracciandone i contorni con una linea di tipo E.

Si utilizzano a questo scopo le sezioni, ovvero la rappresentazione di una delle due parti dell’oggetto diviso secondo uno o più piani o altre superfici.

Figura 16: Sezioni

3.1 Indicazioni convenzionali

  1. La traccia del piano deve essere indicata con una linea mista fine con estremi ingrossati.
  2. Devono essere presenti due frecce sugli estremi con una lettera in corrispondenza di ogni freccia.
  3. Le zone sezionate vengono messe in evidenza con una campitura a 60°.
  4. Non vengono inserite linee nascoste nelle parti sezionate.
  5. In generale elementi che hanno un piccolo spessore, anche se sezionate, non vengono campite.

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Figura 17: Rappresentazione sezioni

Figura 18: Rappresentazione sezioni 2

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3.2 Classificazione

Le sezioni possono essere classificate secondo diversi criteri:

  1. Elemento secante
  2. Estensione del piano
  3. Posizione

3.2.1 Elemento secante

Figura 19: Sezione a un piano

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Figura 20: Sezione più piani paralleli

Figura 21: Sezione a piani consecutivi o concorrenti

Figura 22: Sezione a piano qualsiasi

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3.2.2 Estensione del piano

Nelle sezioni parziali non si indica il piano di sezione, la sezione viene delimitata da una linea irregolare fine e non ci sono scritte.

Figura 23: Sezione parziale

Figura 24: Sezione parziale 2

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3.2.3 Posizione

Figura 25: Sezione in loco

Figura 26: Sezione successive

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4 Quotatura

Le quote forniscono informazioni che definiscono le dimensioni di un oggetto.

La quotatura può essere diversa in funzione della finalità del disegno:

  • Quotatura funzionale, per il montaggio di particolari.
  • Quotatura tecnologica, per la lavorazione di particolari.
  • Quotatura di collaudo, per la verifica di particolari.

Figura 27: Rappresentazione quote

Gli assi di simmetria, le linee nascoste e le linee di contorno non possono essere usate come linee di misura, ma solo come linee di riferimento. La quotatura deve essere preferibilmente disposta all’esterno e non deve attraversare zone sezionate. Si deve inoltre evitare intersezioni con altre quote e le linee devono essere distanziate in modo uniforme.

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Figura 28: Rappresentazione quote pezzi simmetrici

Il valore della quota deve essere sempre sopra il segmento e devono essere tutte leggibili con il foglio in verticale o dopo una rotazione oraria di 90°.

Figura 29: Esempio quotatura

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4.0.1 Quotatura cerchi e cilindri

Figura 30: Esempio quotatura pezzi

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _barbe_1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disegno tecnico industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Binello Roberto.
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