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Diritto UE

Introduzione

Procedura di revisione dei trattati: 1 ordinaria, 2 semplificate.

Procedura ordinaria

Utilizzata per modificare qualsiasi tipo di legge.

  • Presentata da qualsiasi stato membro, PE, commissione, consiglio.
  • Presentata a consiglio europeo.
  • Consiglio europeo notifica a parlamenti nazionali.
  • Consiglio europeo decide a maggioranza semplice se proseguire o no.
  • Consiglio europeo deve consultare PE e commissione (se non hanno proposto loro).
  • Se modifiche riguardano settore monetario, si chiede anche a BCE.

In caso favorevole, presidente consiglio europeo convoca CONVENZIONE, un pool formato da rappresentanti stati nazionali, PE e commissione. NB: se l'entità delle modifiche non lo giustifica, consiglio europeo NON CONVOCA convenzione e decide a maggioranza semplice con approvazione del PE.

In seguito, con o senza convenzione, viene convocata dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO una CONFERENZA composta da rappresentati degli stati membri. La CONFERENZA decide all'unanimità le modifiche da apportare. Modifiche approvate entrano in vigore dopo che TUTTI gli stati hanno ratificato.

Che succede se non ratificano? Art 48.5 TUE

Se almeno 4/5 degli stati hanno ratificato dopo 2 anni dalla firma del trattato, la questione è deferita al CONSIGLIO EUROPEO.

Procedure di revisione semplificate

Come detto sono 2:

Procedura semplificata 1

  • 3 parte TFUE, applicabile SOLO a politiche interne a UE.
  • Non può allargarne le competenze.
  • Viene proposta da tutti stati membri, commissione e se centra pol monetaria BCE.
  • Viene proposta a consiglio europeo, che vota a unanimità.
  • Devono approvare anche PE e commissione, se non hanno proposto loro.
  • La norma deve essere APPROVATA (non ratificata) da tutti gli stati membri.

Procedura semplificata 2

Due casi distinti:

  • Viene chiesta maggioranza qualificata al posto di unanimità riguardo la decisione del consiglio europeo riguardo il titolo 5 del TFUE, azioni esterne UE.
  • Possibilità di modificare la procedura del consiglio da speciale a ordinaria, per gli atti che il consiglio può adottare in base al TFUE.

Per il resto iter rimane quello di procedura semplificata 1. Proced semp 2 non si può utilizzare per le materie di bilancio, clausola di flessibilità e sospensione diritto di voto di uno stato membro.

In sunto, cos'ha procedura speciale # da procedura ordinaria?

  • Approvazione stati membri è sostituta da approvazione PE.
  • Non prevedono convenzione e conferenza.
  • Se entro 6 mesi parlamenti nazionali bocciano revisione, legge decade.

Recessione di uno stato dall'UE: art 50 TUE

  • Lo stato che vuole recedere notifica al consiglio europeo.
  • Si avvia un negoziato tra UE e stato recedente per i rapporti futuri.
  • Consiglio, con approvazione PE, delibera a maggioranza speciale qualificata, ovvero col 72% dei presenti che rappresentino almeno il 65% degli stati membri.

NB tale maggioranza si applicherà dal 2014 in poi, OGGI si considera votazione dell'art 3, protocollo 36. Il recesso è automatico anche senza chiusura degli accordi, se sono passati 2 anni dalla notifica da parte dello stato recedente al consiglio europeo.

Revisione dei trattati di Roma

  • 58-87, Atto Unico Europeo: riforma mercato interno e politica estera di difesa.
  • 93, Maastricht: dà vita al TUE ed introduce in 3 tappe la moneta unica. Erige i 3 pilastri: a) CECA, CEEA, CE b) PESC c) GAI
  • 99, Amsterdam: norme su cooperazione rafforzata e titolo 7 sull'occupazione.
  • 2003 Nizza
  • 2004: trattato per adottare una costituzione europea, MAI entrato in vigore.
  • 2009: Lisbona: riprende il trattato del 2004. Cadono tutti i pilastri, c'è solo UE + CEEA. Formato da: a) TUE: trattato di Maastricht modificato. b) TFUE: ex TCE.

Allargamento UE

Si usa il termine adesione, ma in realtà è un'ammissione.

49 TUE: ogni stato europeo può chiede di entrare nell'UE, sempre che abbia i presupposti dell'art 2 TUE, ovvero se è in grado di rispettare i valori dell'UE, sono 6:

  • Rispetto dignità umana e diritti umani.
  • Democrazia.
  • Stato di diritto.
  • Uguaglianza.
  • Libertà.

Inoltre bisogna tenere contro di 3 criteri convenuti dal consiglio europeo.

  • Economici: economia di mercato funzionale coerente con contesto economico UE.
  • Politici: stabilità istituzionale che garantisca art 2 TUE.
  • Aquis: capacità di adempiere a obblighi comunitari, come unione economica monetaria.

Iter interno

  • La richiesta viene fatta al consiglio.
  • Il consiglio informa i parlamenti nazionali e PE.
  • Consiglio delibera all'unanimità, previa approvazione PE a maggioranza.
  • PE può porre il veto.

Iter esterno

  • Accordi tra stati originari e nuovo entrante.
  • Tutti gli stati devono ratificare, se no stato richiedente rimane fuori.

Ci sono 2 problemi in UE

  • Deficit democratico.
  • Inefficienza processi decisionali: processo legislativo a rilento, unanimità difficile da raggiungere per decisioni importanti.

Prossime sfide UE

  • Politica estera di difesa unica: per evitare assoggettamenti di potenze UE preminenti.
  • Politica economica comune: rendendo moneta unica fruttuosa e duratura.

Capitolo 1: Caratteristiche generali UE e sue competenze

Natura giuridica dell'UE

Al momento la sua natura è quella di un'organizzazione internazionale che ha come scopo di conseguire gli obbiettivi comuni degli stati che l'hanno formata e come dice l'art 1 TUE "UE sostituisce CE". UE è fondata da accordi internazionali, TUE e TFUE. Gli stati membri hanno delegato l'UE di svolgere dei compiti internazionali, quelli stipulati dai trattati. Art 4 TUE sottolinea l'importanza del rispetto dell'identità nazionale, escludendo evoluzioni ferali. L'UE va oltre un semplice insieme di diritti ed obblighi, infatti consiste in una comunità di diritto dotata di personalità e capacità giuridica. Con comunità di diritto si intende una struttura che sostituisce gli stati membri negli ambiti decisi dai trattati.

Valori fondanti UE

Sono elencati dall'art 2 TUE, sono considerati comuni agli stati membri e sono 6:

  • Rispetto dignità umana
  • Libertà
  • Democrazia
  • Uguaglianza
  • Stato di diritto
  • Rispetto dei diritti umani, comprese minoranze

L'art 2 TUE riprende il retaggio culturale della civiltà europea. Come già detto, gli stati che vogliono entrare nell'UE devono rispettare e promuovere questi valori. Ciò vale anche per quelli già dentro UE. La violazione dei principi da parte degli stati membri, comporta sanzioni di tipo politico e intergovernativo. Nel caso tali principi fossero violati, si prenda in considerazione art 7 TUE: questo articolo contempla una procedura d'allarme ed una procedura ordinaria.

Procedura allarme

Art 7 TUE, la proposta può essere fatta almeno da: 1/3 stati membri; commissione; PE. Consiglio delibera con maggioranza 4/5 con lo scopo di accertare se esiste il rischio di violazione grave da parte dello stato accusato con una previa approvazione del PE. Il consiglio constata la veridicità delle accuse interpellando lo stato in questione rivolgendo gli delle raccomandazioni. La procedura d'allarme viene attuata quando non è ancora stato violato ancora nessun articolo, ma c'è il rischio. Tale procedura inoltre potrebbe essere propedeutica a quella ordinaria prevista sempre dal Art 7 TUE.

Procedura ordinaria

Il consiglio europeo constata all'unanimità la violazione grave persistente dei valori. Come funziona?

  • 1/3 stati membri o della commissione mettono in discussione la condotta dello stato membro.
  • Il consiglio europeo delibera all'unanimità con approvazione parlamento dei 2/3 (come procedura allarme). Inoltre lo stato accusato è invitato a presentare osservazioni.
  • Consiglio europeo passa parola al consiglio, il quale vota con maggioranza qualificata con almeno il 72% dei membri partecipanti. In questa votazione il consiglio decide se sospendere alcune diritti derivati dello stato membro in questione, come il diritto di voto nel consiglio. NON È PREVISTA ESPULSIONE NEL TUE.

Ovviamente la privazione di alcuni diritti non giustifica lo stato in questione a rispettare i suoi obblighi verso i trattati. La corte di giustizia può essere chiamata in causa dallo stato in questione per prescrizioni di carattere procedurale entro un mese dalla constatazione.

Obiettivi dell'UE

Li troviamo nell'Art 3 TUE. Essi sono:

  • Promuovere la pace, i valori dell'UE ed il benessere dei suoi popoli.
  • Offrire ai cittadini UE uno spazio di sicurezza e giustizia.
  • Assicurare un mercato interno mirato allo sviluppo economico (stabilità prezzi, concorrenza).
  • Unione economica e monetaria con a base l'euro.
  • Intrattenere relazioni esterne per promuovere i suoi valori.

Che competenze ha l'UE?

Gli stati membri hanno dato competenze specifiche, non generali. Infatti UE può agire solo in base a quello stipulato da trattati. Viene detto negli art 3 e 5 TUE. Infatti come dice l'art 4 qualsiasi competenza non attribuita all'UE appartiene agli stati membri. Il TFUE divide le competenze UE in 3 tipi e sono riportate negli art dal 2 al 7 TFUE:

  • Esclusione: competono solo a UE. Sono 6, unione doganale, regolamentazione concorrenza mercato interno, politica monetaria area euro, salvaguardia mare e pesca, politica commerciale comune e stringe accordi internazionali.
  • Concorrenti: sia UE che stati membri posso adottare atti vincolanti. Si sottolinea che gli stati membri non possono più agire autonomamente se UE prende posizione, o finche essa smette di esercitare le proprie norme. Tali competenze sono tutte quelle residuali.
  • Sostegno, coordinamento e completamento: art 6 TUE, riguardano la tutela della salute, industria, cultura, turismo, istruzione, protezione civile e coop amministrativa.

NB: le POLITICHE ECONOMICHE sono decise dagli stati membri.

Principio di attribuzione

La competenza UE è delimitata dai trattati, art 5 TUE. Le competenze UE sono a titolo derivato per volontà degli stati membri. Si ricorda che un atto emanato da un'istituzione UE che agisce eccedendo, la norma viene considerata nulla ai sensi dell'art 263 TUE. Secondo l'art 13 una data istituzione UE può agire solo rispettando le proprie mansioni stipulate dai trattati. A volte è difficile individuare i limiti di una data istituzione.

Clausola di flessibilità

Art 352 TFUE. Se una determinata azione dell'UE consente di raggiungere degli obbiettivi della stessa UE, ma questa azione non è prevista dai trattati, la commissione propone al consiglio la possibile attuazione. Quest'ultimo deciderà all'unanimità previa approvazione del PE. Questa clausola non è ovviamente utilizzabile per tutte le materie, ma solo per quelle elencate nell'art 3.2 - 3.3 - 3.5 TUE: sicurezza e giustizia, mercato interno e politica commerciale comune.

Teoria dei poteri impliciti

In base a questa teoria, ogni organo disporrebbe non solo dei poteri espressamente attribuitigli, ma anche di tutti i poteri necessari per lʼesercizio dei poteri espressi.

UE deve tenere conto di alcune esigenze

Elencate negli articoli dal 7 al 17 TFUE, come l'eliminazione delle discriminazioni sessuali, religiose e razziali o la tutela dell'ambiente e la protezione dei consumatori.

Principio di sussidiarietà

Ha duplice valenza.

Orizzontale

Rapporti tra autorità pubblica e sfera privata. Viene riconosciuta dall'art 11 TUE e specificata dall'art 152 TFUE. In tale valenza l'UE deve avere un dialogo aperto, trasparente e regolare con i cittadini. Alla commissione viene dato un obbligo di mezzi.

Verticale

Rapporti tra i diversi livelli del potere pubblico. Salvaguarda gli enti minori da un'eccessiva centralizzazione del potere. Ovviamente tale principio è applicabile solo a quelle materie non esclusive dell'UE. In sintesi tale criterio giustifica l'intervento UE se i singoli stati o regioni hanno dei problemi nel conseguirli da soli. Tali problemi nel conseguimento sono accertati dall'UE.

Principio di prossimità

Le decisioni UE sono prese il più vicino possibile ai cittadini.

Principio di proporzionalità

Art 5.4 TUE, secondo il quale le azioni dell'UE si limitano al conseguire gli obbiettivi dei trattati. Questo principio regola tutte le competenze UE, anche quelle esclusive. Secondo l'art 263 TFUE qualsiasi persona fisica o giuridica un ricorso alla corte di giustizia, sempre che ci siano le condizioni elencate nel 1 e nel 2 comma.

Obbiettivi dell'UE

Sono principalmente 4 e sono elencati nell'art 3 TUE dal nn 2 al 5.

Spazio di libertà sicurezza e giustizia

Tale obbiettivo viene regolato dal titolo 5 parte 3 del TFUE. Tali norme trattano politiche relative a controlli di frontiera, immigrazione, cooperazione giudiziaria civile e penale.

Mercato interno

Consiste in uno spazio senza frontiere interne, per favorire libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Trova la sua attuazione nelle norme comprese tra i titoli 1 e 4 della parte 3 del TUE. La corte di giustizia contribuì molto con alcune sentenze, a partire dal 79, a rafforzare il concetto di libera circolazione, costituendo il così detto principio del paese d'origine (o mutuo riconoscimento), secondo il quale il paese di destinazione non poteva imporre condizioni più onerose di quelle richieste dallo stato di origine, ovviamente sempre nell'ambito UE. Un esempio può essere la sentenza Cassis de Dijon.

Unione economica e monetaria

Tale obbiettivo viene realizzato tramite le norme del contenute nel titolo 7 parte 3 del TFUE. Si ricordi che l'UE ha la competenza esclusiva in campo di politica monetaria SOLO DELL'AREA EURO.

Relazioni estere

Tale obbiettivo viene regolato dal titolo 5 del TUE parte 5 del TFUE.

Principio di leale cooperazione

Art 4 n 3 TUE. Secondo tale principio gli stati membri e l'UE si assistono reciprocamente per adempiere ai trattati. Gli stati membri attuano misure di tipo generale o particolare per assicura e l'esecuzione dei trattati e quindi delle istituzioni UE. Inoltre facilitano l'adempimento dei compiti dell'UE. Lo stesso art 4 TUE ribadisce l'uguaglianza degli stati membri ed il rispetto del loro ruolo nell'UE. Infatti in questo sistema di governance multilivello gli stati singoli l'UE riconosce la presenza degli stati membri e quindi il loro peso nelle decisioni e questi ultimi cooperano per ottimizzare il funzionamento dell'UE. La corte di giustizia ha inoltre ha delegato gli ordinamenti nazionali a provvedere a possibili lacune nei trattati riguardo leale coop. La corte ha emanato sentenze come riguardo la responsabilità degli stati membri nei confronti dei singoli. Un esempio è la sentenza Francovich nella quale la corte ha stabilito che se i diritti di un individuo fossero stati lesi da una direttiva UE e se lo stato nazionale nel quale l'individuo opera non avesse preso provvedimenti a tale disagio, l'individuo avrebbe avuto diritto a risarcimento.

Una delle preoccupazioni costanti dell'UE è il rapporto di prossimità tra i singoli cittadini degli stati membri e le istituzioni EU. UE sa che il sentimento di prossimità dipende dal livello di partecipazione democratica che hanno i cittadini. Tale partecipazione è regolata dal titolo 2 del TUE, i cosiddetti "disposizioni relative ai principi democratici", che vanno dall'Art 9 al 12. Tali norme coinvolgono i cittadini nel funzionamento UE. Per esempio secondo l'art 10 TUE, il funzionamento dell'UE si fonda sulla democrazia rappresentativa. Secondo tale articolo:

  • Cittadini UE sono rappresentati da nell'UE dal PE.
  • I membri del consiglio e consiglio europeo sono democraticamente responsabili davanti a parlamenti nazionali e ai cittadini UE.
  • Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica UE.
  • I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica nell'UE e a rappresentare il volere dei cittadini.

Non ci dimentichiamo il principio di prossimità enunciato nel 10.3 TUE, secondo il quale l'UE agirebbe il più possibile in prossimità dei cittadini. Infine si ricordi la possibilità dei cittadini di invitare la commissione a presentare proposte di atti giudici. Tale proposta deve essere fatta almeno da un milione di cittadini UE. Tali norme cercano di attutire il deficit democratico nell'unione.

Chi è cittadino UE?

Secondo l'art 9 TUE chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro. La cittadinanza UE si aggiunge a quella nazionale e non la sostituisce. Riguardo la cittadinanza UE possiamo far riferimento anche agli art dal 20 al 25 TFUE. Secondo tali articoli il cittadino gode di:

  • Circolare liberamente nell'area UE.
  • Elettorato attivo e passivo nello stato di residenza.
  • Protezione diplomatica e consolare.
  • Di rivolgersi alle amministrazioni UE in caso di bisogno.

Il coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel funzionamento UE

Si considera per tale argomento principalmente l'art 12 TUE, poi il protocollo 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali ed alcune disposizioni del TFUE. Principalmente i parlamenti devono essere informati delle norme che l'UE vuole emanare, così che i parlamenti possano esercitare correttamente il loro diritto di controllo e vigilare sul rispetto del principio di sussidiarietà potendo interpellare i presidenti di del PE, del consiglio e della commissione, tramite pareri motivati qualora il principio non fosse rispettato. Tali pareri possono comportare il riesame della proposta. In questioni di sicurezza e giustizia i parlamenti nazionali partecipano al controllo dell'Europol e dell'Eurojust. Partecipano alle procedure di revisione dei trattati.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Rubino Vito.
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