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DIRITTO UE

INTRODUZIONE.

PROCEDURA DI REVISIONE DEI TRATTATI: 1 ordinaria, 2 semplificate.

Procedura Ordinaria: utilizzata per modificare qualsiasi tipo di legge.

- presentata DA qualsiasi stato membro, PE, commissione, consiglio.

- presentata A consiglio europeo.

- consiglio europeo notifica a parlamenti nazionali.

- consiglio europeo decida a MAGGIORANZA SEMPLICE se proseguire o no.

- consiglio europeo deve consultare PE e commissione ( se non hanno proposto loro).

- se modifiche riguardano settore monetario, si chiede anche a BCE.

- in caso favorevole, presidente consiglio europeo convoca CONVENZIONE, un pool

formato da rappresentanti stati nazionali, PE e commissione.

NB: se l'entità delle modifiche non lo giustifica, consiglio europeo NON CONVOCA

convenzione e decide a MAGGIORANZA SEMPLICE con approvazione del PE.

- in seguito, con o senza convenzione, viene convocata dal PRESIDENTE DEL

CONSIGLIO una CONFERENZA composta da rappresentati degli stati membri.

- la CONFERENZA decide all'unanimità le modifiche da apportare.

- modifiche approvate entrano in vigore dopo che TUTTI gli stati hanno ratificato.

CHE SUCCEDE SE NON RATIFICANO? Art 48.5 TUE.

Se almeno 4/5 degli stati hanno ratificato dopo 2 anni dalla firma del trattato, la questione

è deferita al CONSIGLIO EUROPEO.

PROCEDURE DI REVISIONE SEMPLIFICATE: come detto sono 2,

Procedura Semplificata 1:

- 3 parte TFUE, applicabile SOLO a politiche interne a UE.

- non può allargarne le competenze.

- viene proposta DA tutti stati membri, commissione e se centra pol monetaria BCE.

- viene proposta A consiglio europeo, che vota a unanimità.

- devono approvare anche PE e commissione, se non hanno proposto loro.

- la norma deve essere APPROVATA (non ratificata) da tutti gli stati membri.

Procedura Semplificata 2:

- due casi distinti.

a) viene chiesta maggioranza qualificata al posto di unanimità riguardo la decisione del

consiglio europeo riguardo il titolo 5 del TFUE, azioni esterne UE.

b) possibilità di modificare la procedura del consiglio da speciale a ordinaria , per gli atti

che il consiglio può adottare in base al TFUE.

- per il resto iter rimane quello di procedura semplificata 1.

- proced semp 2 non si può utilizzare per le materie di bilancio, clausola di flessibilità e

sospensione diritto di voto di uno stato membro.

In sunto, cos'ha procedura speciale # da procedura ordinaria?

- approvazione stati membri è sostituta da approvazione PE.

- non prevedono convenzione e conferenza.

- se entro 6 mesi parlamenti nazionali bocciano revisione, legge decade.

RECESSIONE DI UNO STATO DALL'UE: art 50 TUE.

- lo stato che vuole recedere notifica al consiglio europeo.

- si avvia un negoziato tra UE e stato recedente per i rapporti futuri.

- consiglio, con approvazione PE, delibera a maggioranza speciale qualificata, ovvero col

72% dei presenti che rappresentino almeno il 65% degli stati membri.

NB tale maggioranza si applicherà dal 2014 in poi, OGGI si considera votazione dell'art 3,

protocollo 36.

- il recesso è automatico anche senza chiusura degli accordi, se sono passati 2 anni dalla

notifica da parte dello stato recedente al consiglio europeo.

REVISIONE DEI TRATTATI DI ROMA DEL 58

- 87, Atto Unico Europeo: riforma mercato interno e politica estera di difesa.

- 93, Maastricht: da vita al TUE ed introduce in 3 tappe la moneta unica.

Erige i 3 pilastri: a) CECA, CEEA, CE

b) PESC

c) GAI

- 99, Amsterdam: norme su cooperazione rafforzata e titolo 7 sull'occupazione.

- 2003 Nizza

- 2004: trattato per adottare una costituzione europea, MAI entrato in vigore.

- 2009: Lisbona: riprende il trattato del 2004. Cadono tutti i pilastri, c'è solo UE + CEEA.

Formato da: a) TUE: trattato di Maastricht modificato.

b) TFUE: ex TCE.

ALLARGAMENTO UE: si usa il termine adesione, ma in realtà è un'ammissione.

- 49 TUE: ogni stato europeo può chiede di entrare nell'UE, sempre che abbia i

presupposti dell'art 2 TUE, ovvero se è in grado di rispettare i valori dell'UE, sono 6:

a) rispetto dignità umana e diritti umani.

b) democrazia.

c) stato di diritto.

d) uguaglianza.

e) libertà

- Inoltre bisogna tenere contro di 3 criteri convenuti dal consiglio europeo.

a) economici: economia di mercato funzionale coerente con contesto economico UE.

b) politici: stabilità istituzionale che garantisca art 2 TUE.

c) aquis: capacità di adempiere a obblighi comunitari, come unione economica monetaria.

ITER INTERNO

- la richiesta viene fatta al consiglio.

- il consiglio informa i parlamenti nazionali e PE.

- consiglio delibera all'unanimità, previa approvazione PE a maggioranza.

- PE può porre il veto.

ITER ESTERNO:

- accordi tra stati originari e nuovo entrante.

- tutti gli stati devono ratificare, se no stato richiedente rimane fuori.

CI SONO 2 PROBLEMI IN UE:

- deficit democratico.

- inefficienza processi decisionali: processo legislativo a rilento, unanimità difficile da

raggiungere per decisioni importanti.

PROSSIME SFIDE UE:

- politica estera di difesa unica: per evitare assoggettamenti di potenze UE preminenti.

- politica economica comune: rendendo moneta unica fruttuosa e duratura.

CAPITOLO 1: CARATTERISTICHE GENERALI UE E SUE COMPETENZE.

Natura giuridica dell'ue: al momento la sua natura è quella di un'organizzazione

internazionale che ha come scopo di conseguire gli obbiettivi comuni degli stati che

l'hanno formata e come dice l'art 1 tue "UE sostituisce CE".

Ue è fondata da accordi internazionali, TUE e TFUE.

Gli stati membri hanno delegato l'UE di svolgere dei compiti internazionali, quelli stipulati

dai trattati. Art 4 TUE sottolinea l'importanza del rispetto dell'identità nazionale, escludendo

evoluzioni ferali. L'UE va oltre un semplice insieme di diritti ed obblighi, infatti consiste in

una comunità di diritto dotata di personalità e capacità giuridica.

Con comunità di diritto si intende una struttura che sostituisce gli stati membri negli ambiti

decisi dai trattati.

VALORI FONDANTI UE: sono elencati dall'art 2 TUE, sono considerati comuni agli stati

membri e sono 6:

- rispetto dignità umana

- libertà

- democrazia

- uguaglianza.

- stato di di diritto.

- rispetto dei diritti umani, comprese minoranze

L'art 2 TUE riprende il retaggio culturale della civiltà europea. Come già detto, gli stati che

vogliono entrare nell'UE devono rispettare e promuovere questi valori. Ciò vale anche per

quelli già dentro UE. La violazione dei principi da parte degli stati membri, comporta

sanzioni di tipo politico e intergovernativo.

Nel caso tali principi fossero violati, si prenda in considerazione art 7 TUE: questo articolo

contempla una PROCEDURA D'ALLARME ed una PROCEDURA ORDINARIA.

PROCEDURA ALLARME: Art 7 TUE, la proposta può essere fatta almeno da:

1/3 stati membri; commissione; PE.

Consiglio delibera con maggioranza 4/5 con lo scopo di accertare se esiste io rischio di

violazione grave da parte dello stato accusato con una previa approvazione del PE.

Il consiglio constata la veridicità delle accuse interpellando lo stato in questione

rivolgendogli delle raccomandazioni. La procedura d'allarme viene attuata quando non è

ancora stato violato ancora nessun articolo, ma c'è il rischio. Tale procedura inoltre

potrebbe essere propedeutica a quella ordinaria prevista sempre dal Art 7 TUE.

PROCEDURA ORDINARIA: il consiglio europeo constata all'unanimità la violazione grave

persistente dei valori. Come funziona?

- 1/3 stati membri o della commissione mettono in discussione la condotta dello stato

membro.

- il consiglio europeo delibera all'unanimità con approvazione parlamento dei 2/3 ( come

procedura allarme). Inoltre lo stato accusato è invitato a presentare osservazioni.

- consiglio europeo passa parola al consiglio, il quale vota con maggioranza qualificata

con al meno il 72% dei membri partecipanti. In questa votazione il consiglio decide se

sospendere alcune diritti derivati dello stato membro in questione, come il diritto di voto nel

consiglio. NON È PREVISTA ESPULSIONE NEL TUE.

Ovviamente la privazione di alcuni diritti non giustifica lo stato in questione a rispettare i

suoi obblighi verso i trattati.

La corte di giustizia può essere chiamata in causa dallo stato in questione per prescrizioni

di carattere procedurale entro un mese dalla constatazione.

OBIETTIVI DELL'UE: li troviamo nell'Art 3 TUE. Essi sono:

- Promuovere la pace, i valori dell'UE ed il benessere dei suoi popoli.

- offrire ai cittadini UE uno spazio di sicurezza e giustizia.

- assicurare un mercato interno mirato allo sviluppo economico ( stabilità prezzi,

concorrenza)

- unione economica e monetaria con a base l'euro.

- intrattenere relazioni esterne per promuovere i suoi valori.

CHE COMPETENZE HA UE? gli stati membri hanno dato competenze specifiche, non

generali. Infatti UE può agire solo in base a quello stipulato da trattati.

Viene detto negli art 3 e 5 TUE. Infatti come dice l'art 4 qualsiasi competenza non attribuita

all'UE appartiene agli stati membri.

Il TFUE divide le competenze UE in 3 tipi e sono riportate negli art dal 2 al 7 TFUE.

- Esclusione: competono solo a UE.

Sono 6, unione doganale, regolamentazione concorrenza mercato interno, politica

monetaria area euro, salvaguardia mare e pesca, politica commerciale comune e stringe

accordi internazionali.

- Concorrenti: sia UE che stati membri posso adottare atti vincolanti. Si sottolinea che gli

stati membri non possono piú agire autonomamente se UE prende posizione, o finche

essa smette di esercitare le proprie norme. Tali competenze sono tutte quelle residuali.

- Sostegno, coordinamento e completamento: art 6 TUE, riguardano la tutela della salute,

industria, cultura, turismo, istruzione, protezione civile e coop amministrativa.

NB: le POLITICHE ECONOMICHE sono decise dagli stati membri.

PRINCIPIO DI ATTRIBUZIONE: la competenza UE è delimitata dai trattati, art 5 TUE.

Le competenze UE sono a titolo derivato per volontà degli stati membri.

Si ricorda che un atto emanato da un istituzione UE che agisce eccedendo, la norma viene

considerata nulla ai sensi dell'art 263 TUE.

Secondo l' art 13 una data istituzione UE può agire solo rispettando le proprie mansioni

stipulate dai trattati. A volte è difficile individuare i limiti di una data istituzione.

CLAUSOLA DI FLESSIBILITÀ: art 352 TFUE. Se una determinata azione dell'UE consente

di raggiungere degli obbiettivi della stessa UE, ma questa azione non è prevista dai

trattati, la commissione propone al consiglio la possibile attuazione.

Quest'ultimo deciderà all'unanimità previa approvazione del PE.

Questa clausola non è ovviamente utilizzabile per tutte le materie, ma solo per quelle

elencate nell'art 3.2 - 3.3 - 3.5 TUE: sicurezza e giustizia, mercato interno e politica

commerciale comune.

TEORIA DEI POTERI IMPLICITI: In base a questa teoria, ogni organo disporrebbe non

solo dei poteri espressamente attribuitigli, ma anche di tutti i poteri necessari per

lʼesercizio dei poteri espressi.

UE DEVE TENERE CONTO DI ALCUNE ESIGENZE elencate negli articoli dal 7 al 17

TFUE, come l'eliminazione delle discriminazioni sessuali, religiose e razziali o la tutela

dell'ambiente e la protezione dei consumatori.

PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ: ha duplice valenza.

- Orizzontale: rapporti tra autorità pubblica e sfera privata. Viene riconosciuta dall'art 11

TUE e specificata dall'art 152 TFUE. In tale valenza l'UE deve avere un dialogo aperto,

trasparente e regolare con i cittadini. Alla commissione viene dato un obbligo di mezzi.

- Verticale: rapporti tra i diversi livelli del potere pubblico. Salvaguarda gli enti minori da un

eccessiva centralizzazione del potere. Ovviamente tale principio è applicabile solo a quelle

materie non esclusive dell'UE.

In sintesi tale criterio giustifica l'intervento UE se i singoli stati o regioni hanno dei problemi

nel conseguirli da soli. Tali problemi nel conseguimento sono accertati dall'UE.

PRINCIPIO DI PROSSIMITÀ: le decisioni UE sono prese il più vicino possibile ai cittadini.

PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ: Art 5.4 TUE, secondo il quale le azioni dell'UE si

limitano al conseguire gli obbiettivi dei trattati. Questo principio regola tutte le competenze

UE, anche quelle esclusive.

Secondo l'art 263 TFUE qualsiasi persona fisica o giuridica un ricorso alla corte di

giustizia, sempre che ci siano le condizioni elencate nel 1 e nel 2 comma.

OBBIETTIVI DELL'UE: sono principalmente 4 e sono elencati nell'art 3 TUE dal nn 2 al 5.

- SPAZIO DI LIBERTÀ SICUREZZA E GIUSTIZIA: tale obbiettivo viene regolato dal titolo 5

parte 3 del TFUE. Tali norme trattano politiche relative a controlli di frontiera,

immigrazione, cooperazione giudiziaria civile e penale.

- MERCATO INTERNO: consiste in uno spazio senza frontiere interne, per favorire libera

circolazione di merci, persone, capitali e servizi. Trova la sua attuazione nelle norme

comprese tra i titoli 1 e 4 della parte 3 del TUE.

La corte di giustizia contribuì molto con alcune sentenze, a partire dal 79, a rafforzare il

concetto di libera circolazione, costituendo il così detto principio del paese d'origine ( o

mutuo riconoscimento), secondo il quale il paese di destinazione non poteva imporre

condizioni più onerose di quelle richieste dallo stato di origine, ovviamente sempre

nell'ambito UE. Un esempio può essere la sentenza Cassis de Dijon.

- UNIONE ECONOMICA E MONETARIA: tale obbiettivo viene realizzato tramite le norme

del contenute nel titolo 7 parte 3 del TFUE. Si ricordi che l'UE ha la competenza esclusiva

in campo di politica monetaria SOLO DELL'AREA EURO.

- RELAZIONI ESTERE: tale obbiettivo viene regolato dal titolo 5 del TUE parte 5 del

TFUE.

PRINCIPIO DI LEALE COOPERAZIONE: Art 4 n 3 TUE. Secondo tale principio gli stati

membri e l'UE si assistono reciprocamente per adempiere ai trattati.

Gli stati membri attuano misure di tipo generale o particolare per assicura e l'esecuzione

dei trattati e quindi delle istituzioni UE.

Inoltre facilitano l'adempimento dei compiti dell'UE.

Lo stesso art 4 TUE ribadisce l'uguaglianza degli stati membri ed il rispetto del loro ruolo

nell'UE. infatti in questo sistema di governance multilivello gli stati singoli l'UE riconosce la

presenza degli stati membri e quindi il loro peso nelle decisioni e questi ultimi cooperano

per ottimizzare il funzionamento dell'UE. La corte di giustizia ha inoltre ha delegato gli

ordinamenti nazionali a provvedere a possibili lacune nei trattati riguardo leale coop.

La corte ha emanato sentenze come riguardo la responsabilità degli stati membri nei

confronti dei singoli. Un esempio è la sentenza Francovich nella quale la corte ha stabilito

che se i diritti di un individuo fossero stati lesi da una direttiva UE e se lo stato nazionale

nel quale l'individuo opera non avesse preso provvedimenti a tale disagio, l'individuo

avrebbe avuto diritto a risarcimento.

Una delle preoccupazioni costanti dell'UE è il rapporto di prossimità tra i singoli cittadini

degli stati membri e le istituzioni EU. UE sa che il sentimento di prossimità dipende dal

livello di partecipazione democratica che hanno i cittadini. Tale partecipazione è regolata

dal titolo 2 del TUE, i così dette "disposizioni relative ai principi democratici", che vanno

dall'Art 9 al 12. Tali norme coinvolgono i cittadini nel funzionamento UE. Per esempio

secondo l'art 10 TUE, il funzionamento dell'UE si fonda sulla democrazia rappresentativa.

Secondo tale articolo:

- cittadini UE sono rappresentati da nell'UE dal PE.

- i membri del consiglio e consiglio europeo sono democraticamente responsabili davanti a

parlamenti nazionali e ai cittadini UE.

- ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica UE.

- i partiti politici a livello europeo contribuiscono a a formare una coscienza politica nell'UE

e a rappresentare il volere dei cittadini.

Non ci dimentichiamo il principio di prossimità enunciato nel 10.3 TUE, secondo il quale

l'UE agirebbe il più possibile in prossimità dei cittadini.

In fine si ricordi la possibilità dei cittadini di invitare la commissione a presentare proposte

di atti giudici. Tale proposta deve essere fatta almeno da un milione di cittadini UE.

Tali norme cercano di attutire il deficit democratico nell'unione.

Chi è cittadino UE? secondo l'art 9 TUE chiunque abbia la cittadinanza di uno stato

membro. La cittadinanza UE si aggiunge a quella nazionale e non la sostituisce.

Riguardo la cittadinanza UE possiamo far riferimento anche agli art dal 20 al 25 TFUE.

Secondo tali articoli il cittadino gode di:

- circolare liberamente nell'are UE.

- elettorato attivo e passivo nello stato di residenza.

- protezione diplomatica e consolare.

- di rivolgersi alle amministrazioni UE in caso di bisogno.

IL COINVOLGIMENTO DEI PARLAMENTI NAZIONALI NEL FUNZIONAMENTO UE:

Si considera per tale argomento principalmente l'art 12 TUE, poi il protocollo 1 sul ruolo

dei parlamenti nazionali ed alcune disposizioni del TFUE.

Principalmente i parlamenti devono essere informati delle norme che l'UE vuole emanare,

così che i parlamenti possano esercitare correttamente il loro diritto di controllo e vigilare

sul rispetto del principio di sussidiarietà potendo interpellare i presidenti di del PE, del

consiglio e della commissione, tramite pareri motivati qualora il principio non fosse

rispettato. Tali pareri possono comportare il riesame della proposta.

In questioni di di sicurezza e giustizia i parlamenti nazionali partecipano al controllo

dell'europol e dell'erojust. Partecipano alle procedure di revisione dei trattati secondo l'art

48, che si rifà alla procedura semplificata dove i parlamenti hanno diritto di veto.

In fine i parlamenti nazionali partecipano a cooperazioni interparlamentari con il PE nelle

modalità elencate nel protocollo n 1.

COOPERAZIONI RAFFORZATE: vengono introdotte con il trattato di Amsterdam,

consistono in accordi internazionali tra alcuni stati, in modo tale da realizzare integrazioni

più avanzate, difficilmente raggiungibili con tutti i membri UE. Infatti l'Europa viene vista

come un meccanismo a due o più velocità, poiché non tutti gli stati membri sono allo

stesso livello. Si prenda ad esempio l'area di Shengen o l'area euro.

Per tale argomento si considerano gli articoli 20 TUE e dal 326 al 334 TFUE.

Secondo i trattati la cooperazione può avvenire se a stipularla ci sono almeno 9 membri

suoi 27 odierni. Il numero di partecipanti può aumentare.

Nel caso in cui un paese volesse far parte della coop deve notificare tale intenzione al

consiglio e alla commissione e deve essere autorizzato dal consiglio.

La cooperazione rafforzata riguarda solo settori dove UE NON HA COMPETENZA

ESCLUSIVA. La cooperazione viene autorizzata dal consiglio solo come ultima istanza,

ovvero nel caso in cui esso stabilisca che gli obbiettivi della coop non possano essere

raggiunti in tempi ragionevoli. In fine coop non deve provocare distorsioni tra stati membri.

INTEGRAZIONI DIFFERENZIATE: sono casi di dissociazione da parte di alcuni membri

dell'UE relativi ad alcune norme dei trattati. Tale tipo di accordo relativo a gradi di

integrazione più bassi. Un esempio è il protocollo 21 che svincola GB e Irlanda, entro certi

limiti, in materia di spazio di sicurezza,libertà e giustizia.

In fine possiamo dire che un Europa su base federale escluderebbe questi due tipi di

accordi, poiché vincolerebbero solo alcuni stati.

CAPITOLO 2: ISTITUZIONI E ORGANI DELL'UE.

L'art 13 del TUE definisce come "istituzioni UE":

- Parlamento Europeo

- Consiglio Europeo

- Consiglio

- Commissione

- Corte di Giustizia

- Corte dei Conti

- Banca Centrale Europea

Nell'interazione tra i diversi organi sorgono 2 principi importanti:

- principio di leale cooperazione: ogni organo esercita le proprie competenze nel rispetto

delle altre istituzioni, ed agisce nel limite delle attribuzioni conferitegli dai trattati.

- principio di equilibrio istituzionale: ogni organo agisce senza ostacolare l'esercizio delle

altre istituzioni, ma agevolandole.

L'UE non è strutturata secondo il principio della separazione dei poteri, poiché si è voluto

costruire una struttura in grado di rappresentare tutti gli stati uti universi.

PARLAMENTO EUROPEO: Art 14 TUE. Secondo i trattati rappresenta i cittadini dell'UE.

- esercita insieme al consiglio la funzione LEGISLATIVA e di BILANCIO.

- funzione di controllo.

- membri eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto. La modalità è stata decisa

dal consiglio nel 76, per esempio l'elezione col metodo proporzionale.

A riguardo l'art 223 TFUE prevede per il futuro che i parlamentari europei siano eletti con

una procedura uniforme in tutti gli stati membri. Tale procedura sarà stabilita dal consiglio,

il quale delibererà all'unanimità. Prima elezione suffragio universale PE: 1979.

- numero parlamentari aumentato in relazione all'allargamento UE. Da 142 iniziali ora è

stato fissato un tetto massimo dall'art 14 TUE di 750 + 1 (presidente).

- seggi distribuiti in modo degressivamente proporzionale: i parlamentari dei paesi più

grandi saranno saranno proporzionalmente in numero inferiore rispetto a quelli più piccoli.

- ad uno stato non possono essere assegnati - di 6 seggi o + di 96 seggi.

- composizione PE è decisa da consiglio europeo, con approvazione PE.

- durata dei parlamentari è 5 anni.

- statuto e condizioni di esercizio stabilite da delibera del PE con parere della commissione

e approvazione del consiglio.

- chi ricopre cariche in altre istituzioni UE o governo nazionale non può essere PE.

- il PE si organizza al suo interno non per nazionalità ma per GRUPPI POLITICI. Per

costituirne uno sono necessari 25 parlamentari eletti almeno in 1/4 degli stati membri.

- i parlamentari si raggruppano in commissioni permanenti, ogni una con una competenza.

- PE elegge suo presidente e altri vicepresidenti, costituendo l'ufficio presidenziale.

- ufficio presidenziale nomina segretario generale.

- il PE tiene una seduta al mese.

- ha sede a Strasburgo dove si tengono le 12 sedute plenarie, compresa quella sul

bilancio. Quelle aggiuntive si tengono a Bruxelles.

- immunità: non possono essere perseguiti per le loro idee ed i voti espressi, sia negli stati

nazionali, si negli stati membri ed hanno la più ampia libertà di di raggiungere i luoghi di

riunione o ritornare.

- secondo il 231 TFUE il PE delibera a maggioranza, salvo altre disposizioni.

- quorum raggiunto quando in aula ci sono 1/3 dei membri.

- in casi particolari come l'ammissione di nuovi stati è necessaria la maggioranza assoluta.

- per delibere cruciali è necessaria la maggioranza dei componenti e dei 2/3 dei voti

espressi.

CONSIGLIO EUROPEO, ART 15 TUE, ha il compito di dare all'UE impulsi necessari

favorendone lo sviluppo e di definire le politiche generali.

- ha un ruolo di indirizzo politico e non ha indirizzo legislativo.

- viene istituito formalmente dall'AUE.

- composto da capi di stato e governo, dal suo presidente e da quello della commissione.

- l'alto rappresentante partecipa ai lavori, ma non ne fa parte.

- presidente eletto dallo stesso consiglio europeo a maggioranza qualificata, con un

mandato di due anni e mezzo e rinnovabile una sola volta.

- per colpa grave il consiglio europeo pone fine a mandato del presidente.

- secondo art 15 TUE presidente ha 4 compiti:

a) convoca e presiede consiglio europeo.

b) assicura continuità dei lavori.

c) facilità il consenso nelle sedute.

d) presenta a PE una relazione dopo ogni seduta.

Rappresenta anche UE all'estero, quando non è compito dell'altro rappresentante.

- consiglio europeo si riunisce due volte a semestre, convocato da presidente.

- le sue delibere avvengono PRINCIPALMENTE col metodo del consenso.

- può decidere anche a votazione: maggioranza semplice, qualificata o unanimità

NB: consenso: presidente consiglio europeo e di commissione partecipano.

votazione: presidente consiglio europeo e di commissione NON partecipano.

- delibera all'UNANIMITÀ per le questioni molto importanti, come la grave persistente

violazione dei valori del art 2 TUE, ovvero i valori dell'UE, oppure la composizione dei

membri del parlamento o la modifica del numero dei membri della commissione.

- delibera a MAGGIORANZA QUALIFICATA per eleggere l'alto rappresentante o anche

per candidare il presidente della commissione, il quale verrà esaminato dal PE.

- delibera a MAGGIORANZA SEMPLICE per questioni procedurali o per non convocare

conferenze intergovernative nella procedura di modifica dei trattati.

CONSIGLIO art. 16.

Il consiglio esercita congiuntamente al PE la funzione legislativa e la funzione di bilancio.

Esercita funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento alle condizioni stabilite

nei trattati. Eʼ composto da un rappresentante di ciascuno stato membro a livello

ministeriale (membri della compagine ministeriale, non per forza ministri. Es.

sottosegretari, rappresentanti regionali….), abilitato a impegnare il governo dello stato

membro che rappresenta ed a esercitare il diritto di voto. Il consiglio non è un organo

permanente si riunisce su convocazione , delibera sullʼordine del giorno e poi si scioglie .

lo stato designa i propri rappresentanti competenti nella materia del giorno. Art. 16 n. 6

TUE il consiglio si riunisce in varie formazioni: economia e finanza (ecofin, giustizia e affari

interni, trasporti, agricoltura e pesca……). La presidenza di queste formazioni ad

eccezione di quella affari esteri, è esercitata dai rappresentanti degli stati membri nel

consiglio secondo un sistema di rotazione paritaria. Nella dichiarazione n. 9 è previsto un

progetto per questa presidenza: la presidenza del consiglio è esercitata da gruppi

predeterminati di tre stati membri per un periodo di 18 mesi. Nei trattati di Roma la

presidenza avveniva in successione, in ordine alfabetico della lingua dello stato. Poi

cambiamento. 01.02.11

Consiglio convocato da presidente e può ricevere la richiesta di convocazione dai membri

o dalla commissione. Il consiglio è un organo legislativo ma riunendosi così poche volte

non riesce a provvedere a tutte le incombenze che gli fanno carico. Quindi due supporti:

- Art. 240 n. 2 e 235n.4 il consiglio è assistito dal segretariato generale, sotto la

responsabilità di un segretario generale nominato dal consiglio. Sono funzionari dellʼunione

- Gli stati membri hanno delle rappresentanze permanenti nellʼunione (ambasciatori) che

sono responsabili della preparazione dei lavori del consiglio. Si chiamano CO.RE.PER. così

che quando il consiglio si riunisce cʼè solo da approvare il risultato dei CO.RE.PER. o si

discute di qualcosa non discusso in precedenza art. 16.7. I CO.RE.PER. durano finchè gli

ambasciatori non vengono revocati dal proprio compito dallo stato.

A ragione di queste problematicità delle riunioni del consiglio cʼè una prassi a far ricorso a

una procedura scritta sul quale i membri devono deliberare. Per lʼapprovazione di questa

procedura (prevista dal regolamento interno del consiglio e non dai trattati) ci deve però

essere lʼunanimità da parte di tutti gli stati. Eʼ una procedura quindi informale. Non è

invitato a partecipare al consiglio il parlamento. Il consiglio delibera a maggioranza

qualificata salvo nei casi in cui i trattati dispongano diversamente, art. 16.3. Problema: i

trattati stabiliscono come si raggiunge questa maggioranza qualificata ma stabiliscono

modi diversi a seconda del tempo. Quanto più si allarga il numero dei membri dellʼunione

e quanto più è difficile raggiungere un consenso.

Quindi art. 16.4: a decorrere dal 1 novembre 2014 per maggioranza qualificata si

intende almeno il 55% dei membri del consiglio con un minimo di 15, rappresentanti stati

membri che totalizzino almeno il 65% della popolazione dellʼunione. La minoranza di

blocco deve comprendere almeno 4 membri del consiglio, in caso contrario la

maggioranza qualificata si considera raggiunta. Art.238.1: per le deliberazioni che

richiedono la maggioranza semplice, il consiglio delibera alla maggioranza dei membri che

lo compongono. Il 16.4 subisce delle eccezioni nellʼart. 238.2: a decorrere dal 1.11.2014

e fatte salve le disposizioni stabilite dal protocollo sulle disposizioni transitorie, quando il

consiglio non delibera su proposta della commissione o dellʼaltro rappresentante

dellʼunione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per maggioranza qualificata si

intende almeno il 72% dei membri del consiglio rappresentanti stati membri che totalizzino

almeno il 65% della popolazione dellʼunione. Art. 238.3 nei casi in cui non tutti i membri del

consiglio partecipino alla votazione per maggioranza qualificata si intende almeno il 55%

dei membri del consiglio rappresentanti gli stati membri che totalizzino almeno il 65% della

popolazione. La minoranza di blocco deve comprendere almeno il numero minimo di

membri del consiglio che rappresentano oltre il 35% della popolazione degli stati membri

partecipanti più un altro membro; ad eccezione di quando il consiglio non delibera su

proposta della commissione o dellʼaltro rappresentante.

Questo vale dal 2014. art. 16.5 le disposizioni transitorie relative alla definizione della maggioranza

qualificata applicabili fino al 3.10.2014 e quelle applicabili tra il 1.11.2014 e il 31.03.2017 sono

stabilite dal PROTOCOLLO 36 SULLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE:

Fino al 31.10.2014 le deliberazioni sono valide se hanno ottenuto almeno 255 voti (voti

• complessivi sono 345) che esprimano il voto favorevole della maggioranza dei membri

quando debbono essere adottate su proposta della commissione. Quando non si delibera

su proposta della commissione si delibera favorevolmente solo se i 255 voti rappresentano

almeno i due terzi dei membri favorevoli.

Un membro del consiglio europeo o del consiglio può inoltre richiedere che la maggioranza

rappresenti almeno il 62% della popolazione dellʼunione.

Dal 1° novembre 2014 al 31.03.2017: un membro del consiglio può chiedere che la

• deliberazione sia adottata secondo il regime in vigore fino al 2014 (vedi primo punto).

Esiste poi la dichiarazione 7 applicabile fino al 2017: se un numero di membri del consiglio

che rappresenta almeno i tre quarti della popolazione o almeno i tre quarti del numero degli

stati membri, necessari per costituire una minoranza di blocco manifesta lʼintenzione di

opporsi allʼadozione da parte del consiglio di un atto a maggioranza qualificata, il consiglio

discute la questione per un periodo di tempo ragionevole.

Dal 1.04.2017 si applica il regime del 16.4 e il regime di maggioranza qualificata diventa

• definitivo. Dalla dichiarazione n. 7 si evince inoltre che se un numero di membri del

consiglio che rappresenta almeno o il 55% della popolazione o il 55% del numero degli stati

membri, necessari per costituire una minoranza di blocco manifesta lʼintenzione di opporsi

allʼadozione di un atto il consiglio discute la questione.

Quindi art 16.4, 238.2 e 238.3: dal 2017, protocollo 36 fino al 31 ottobre 2014 e protocollo

36 art 3.2 e dichiarazione 7 dal 2014 al 2017.

Il consiglio può adottare le sue deliberazioni anche a maggioranza semplice ( 238.1) e

unanimità ( le astensioni non ostano allʼunanimità). Questa unanimità è prevista in 70 casi:

obiettivo è di sostituirla con la maggioranza qualificata e per far ciò viene stabilito che: art

48.7: quando il TFUE o il titolo V del TUE prevedono che il consiglio deliberi allʼunanimità

in un settore o in un caso determinato, il Consiglio Europeo può adottare una decisione

che consenta al consiglio di deliberare a maggioranza qualificata in detto settore o caso (

questo non si applica a decisioni che hanno implicazioni militari o che rientrano nel settore

della difesa). Si può dunque passare a una maggioranza qualificata attraverso una

procedura di semplificazione dei trattati. In altri casi è il trattato stesso che prevede questo

passaggio ( PASSARELLA SETTORIALE) ma sempre con il consenso unanime degli stati

( es 31.3). I trattati a volte prevedono anche una delibera del consiglio ( soggetta a

obblighi previsti dai trattati) o una delibera di comune accordo dei governi degli stati

membri ( trattati internazionali, es art 19.3 o 341). Sede del consiglio: bruxelles, mentre ad

aprile, giugno e ottobre Lussemburgo. Il consiglio è libero di organizzare le proprie riunioni

come vuole ma quando delibera su un atto legislativo si riunisce in seduta pubblica.

COMMISSIONE art 17

Guardiana dei trattati, potere di iniziativa legislativa, controllo, e controllo dei diritti/doveri.

Art 337: per lʼesecuzione dei compiti affidatele la commissione può raccogliere tutte le

informazioni a procedere e tutte le necessarie verifiche , nei limiti e alle condizioni fissate

dal consiglio, che delibera a maggioranza semplice, conformemente alle disposizioni dei

trattati. Art 17: promuove lʼinteresse generale dellʼunione e adotta le iniziative appropriate

a tal fine. Vigila sullʼapplicazione dei trattati, da esecuzione al bilancio e gestisce i

programmi, esercita funzioni di coordinamento , di esecuzione e di gestione, assicura la

rappresentanza esterna dellʼUnione e vigila sullʼapplicazione dei diritti dellʼUnione sotto il

controllo della corte di giustizia dellʼUE.

Composizione art 17.3: i membri della commissione sono scelti in base alla loro

competenza generale e al loro impegno europeo e tra personalità che offrono tutte le

garanzie di indipendenza. Il mandato della commissione è di 5 anni. Nei vecchi trattati di

Roma tutti gli stati avevano una rappresentanza nella commissione. Con Lisbona dal 1

novembre 2014 art 17.5: il numero di componenti della commissione corrisponde a 2/3

del numero degli stati membri ( ora un rappresentante per ogni stato) a meno che il

Consiglio Europeo deliberando allʼunanimità, non decida di modificare tale numero. I

membri della commissione sono scelti tra i cittadini degli stati membri in base ad un

sistema di rotazione assolutamente paritaria tra gli stati membri. La dichiarazione numero

10 si preoccupa di impegnare la commissione ad assicurare la piena trasparenza nelle

relazioni con tutti gli stati membri. Di conseguenza la commissione dovrebbe mantenere

stretti contatti con tutti gli stati membri, indipendentemente dal fatto che essi abbiano un

loro cittadino tra i membri della commissione. Si è comunque deciso nel 2008 che anche

dal 1 novembre 2014 ci sarà un rappresentante per ogni stato membro. Tra i membri della

commissione sono presenti poi un presidente e lʼalto rappresentante dellʼunione per gli

affari esteri e la politica di sicurezza. Art 17.7 elezione del presidente: tenuto conto delle

elezioni del PE e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il consiglio europeo

deliberando a maggioranza qualificata propone al PE un candidato alla carica di

presidente della commissione. Tale candidato è eletto dal PE a maggioranza dei membri

che lo compongono e se il candidato non ottiene la maggioranza il consiglio europeo entro

un mese propone un nuovo candidato che viene eletto dal PE secondo la stessa

procedura. Il consiglio poi di comune accordo con il presidente eletto, adotta lʼelenco delle

altre personalità che propone di nominare membri della commissione. Dette persone sono

selezionate in base alle proposte presentate dagli stati membri. Il presidente, il vice e gli

altri membri della commissione sono poi soggetti assieme al voto del PE e in seguito del

consiglio. Il PE può votare una mozione di censura della commissione ( art 17.8). se tale

mozione è approvata i membri della commissione si dimettono collettivamente dalle loro

funzioni e il vicepresidente si dimette dalle funzioni che esercita in seno alla commissione.

Art 17.6 ruoli del presidente: definisce gli orientamenti nel cui quadro la commissione

esercita i suoi poteri, decide lʼorganizzazione interna della commissione per assicurare la

coerenza, lʼefficacia e la collegialità della sua azione, nomina i vicepresidenti fatta

eccezione per lʼalto rappresentante dellʼunione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

e infine può revocare un membro della commissione se lo ritiene necessario.

Commissione organizzata in singoli commissori che sono responsabili di una o più

DIREZIONI GENERALI ( corrispondono ai ministeri per es). La commissione opera

secondo ordinamenti del proprio presidente, è organizzata in direzioni e si avvalgono si un

SEGRETARIATO per incombenze amministrative. Durano per 5 anni e possono venire a

scadenza o per decesso o per dimissioni ( richieste da corte di giustizia o presidente).

Sede a Bruxelles, uffici a Lussemburgo. Art 250 TFUE o art 7 TUE ordinamento interno: le

deliberazioni della commissione sono prese a maggioranza dei suoi membri. Lʼalto

rappresentante è uno dei vicepresidenti della commissione e guida la politica estera e di

sicurezza comune dellʼunione. Contribuisce inoltre con le sue proposte allʼelaborazione di

tale politica e la attua in di mandatario del consiglio. Agisce poi allo stesso modo per

quanto riguarda la politica di sicurezza di difesa comune ( art 18). Con Lisbona

lʼattribuzione allʼUnione di un ruolo in politica estera e sicurezza comune ha portato alla

costituzione di apparati diplomatici interni ( art 27.3 tue). La rappresentanza esterna

dellʼUE è in mano alla commissione, fatta salva la rappresentanza nellʼambito di politica

estera e sicurezza comune che compete allʼalto rappresentante. La politica estera e

sicurezza comune infatti è materia del consiglio quindi lʼalto rappresentante non compie

scelte, che vengono effettuate dal consiglio. Negli altri casi la rappresentanza è in mano al

presidente del consiglio europeo.

CORTE DI GIUSTIZIA art 19

È una ma suddivisa in una pluralità di formazioni. Comprende infatti la Corte di giustizia, il

tribunale ( rispetto al quale la corte di giustizia risulta un organo di primo appello) e i

tribunali specializzati. Assicura il rispetto del diritto nellʼinterpretazione e nellʼapplicazione

dei trattati. Si è istituito nel 2004 un tribunale specializzato che si occupa dei contenziosi

tra UE e i suoi agenti. Esiste la possibilità di creare altri tribunali specializzati in materia di

concorrenza per esempio. Nei confronti del tribunale della funzione pubblica, il tribunale

funge come organo dʼappello e la corte di giustizia funge da organo dʼappello del tribunale

( se la sentenza del tribunale però era già un appello, non ci si può rivolgere alla corte di

giustizia). Art 19.2 composizione: la corte di giustizia è composta da un giudice per ogni

stato membro ( come il tribunale) ed è assistita da avvocati generali:

- Sono 8, ma il consiglio deliberando allʼunanimità può aumentare il numero. ( art 252).

- Sono collaboratori della corte con il compito di presentare alla cdg conclusioni sulle cause che

richiedono il loro intervento, con assoluta imparzialità e indipendenza.

La corte comunque non è tenuta a conformarsi a queste conclusioni e sulle cause che

presentano questioni di diritto già trattate possono anche non essere convocati. Art 19.2: i

giudici e gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli stati

membri per sei anni e, finito lʼincarico, possono essere nuovamente nominati. La nomina

non avviene nei confronti di tutta la corte, ogni tre anni infatti si procede ad un rinnovo

parziale dei membri della corte. Gli avvocati generali sono 8 e gli stati maggiori ( 5 ) hanno

sempre un posto nella corte, gli altri stati vanno invece a rotazione. È però previsto che il

numero di questi avvocati venga aumentato a 11 ( dichiarazione 38), e i 5 posti stabili

diventano 6, con lʼintroduzione della Polonia. La corte di giustizia si compone di 27 giudici

e opera mediante sezioni ( composte da 4-5 giudici) o nella grande sezione ( 13 giudici).è

previsto che il tribunale sia assistito dagli avvocati generali ( diversi da quelli della corte

però, avranno competenze minori). Sia corte che tribunale designano il presidente ( in

carica 3 anni) e un cancelliere ( per incombenze amministrative). La corte e il tribunale

adottano un regolamento interno di procedura, che si trova nellʼatto ottavo. Cʼè poi uno

statuto della corte di giustizia che riconosce ai giudici unʼimmunità dalla giurisdizione, oltre

ad una serie di incompatibilità. Sede a Lussemburgo.

Art 280: le sentenze della corte di giustizia hanno FORZA ESECUTIVA e Costituiscono

TITOLO ESECUTIVO ALLʼINTERNO DEGLI STATI MEMBRI.

BANCA CENTRALE ART 282

SEBC: BCE + banche nazionali stati membri ( anche quelli non adottanti lʼeuro)

EUROSISTEMA: BC + banche stati la cui moneta è lʼeuro. Conduce la politica degli stati

membri dellʼUnione. Quindi il sebc contiene lʼeurosistema.

Non avere lʼeuro può essere una scelta voluta o subita. Ci sono ben 10 stati che non

adottano lʼeuro. Il SEBC è diretto dagli organi decisionali della BCE. art 282.3 la BCE ha

personalità giuridica ( qualità giuridica soggettiva attribuita da un ordinamento). Ha il diritto

esclusivo di autorizzare lʼemissione dellʼeuro. È indipendente nellʼesercizio dei suoi poteri

e nella gestione delle sue finanze. Le istituzioni, organi e organismi dellʼUE e i governi

degli stati membri rispettano tale indipendenza. Si potrebbe dunque dire che ha vita

propria rispetto allʼUE. Il trattato invece inserisce la BCE tra le istituzioni dellʼUE ( art 13).

Il sebc ha come obiettivo la stabilità dei prezzi e sostiene le politiche economiche generali

degli stati membri. ( ogni ordinamento è sovrano e può attribuire alla BC prerogative che

possono differire da quelle che lʼUE attribuisce a BCE). Si sta cercando di dare maggior

potere alla BCE affinchè possa incidere sulle politiche economiche degli stati membri (

cioè BCE o meglio il sebc ha un compito ma non ha gli strumenti per realizzarlo. negli stati

membri le bc hanno un compito ma hanno anche gli strumenti). Cosa vuol dire che la BCE

ha PERSONALITà GIURIDICA? È DETENTRICE COSì DI DIRITTI E DOVERI ( relativi al

diritto ue). Gli stati membri devono riconoscere il ruolo della bce, ossia il fatto che abbia

personalità giuridica. PERSONALITà GIURIDICA DELLA BCE NELLʼORDINAMENTO

INTERNAZIONALE

I trattati non possono attribuirla ma la banca ha avviato una prassi che implica di poter

concludere accordi internazionali ( con altre banche ). A rigor di logica potrebbero essere

assimilati a contratti internazionali. La BCE ha competenze, può assumere decisioni

vincolanti per stati membri e cittadini, è un organo tecnico, privo di ruolo politico, non

segue il meccanismo vincolante degli stati membri in cui le decisioni sono prese da organi

rappresentativi. La BCE assume decisioni vincolanti anche se non è un organo

rappresentativo. Tuttavia sussiste la possibilità di un controllo giurisdizionale ( corte di

giustizia) sugli atti della BCE. Art 283: organi decisionali della BCE: il consiglio direttivo (

comprende i membri del comitato esecutivo della BCE, nonché i governatori delle bc

nazionali degli stati membri la cui moneta è lʼeuro) e il comitato esecutivo ( comprende il

presidente, il viice e 4 altri membri). sede a francoforte. Art 284: il presidente del consiglio

e un membro della commissione possono partecipare senza diritto di voto alle riunioni del

consiglio direttivo della BCE. Il presidente del consiglio può sottoporre una mozione alla


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto dell'Unione Europea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Elementi di Diritto dell'Unione Europea, Draetta. Gli argomenti sono: procedura di revisione dei trattati: ordinaria e semplificata, art. 50 TUE: recessione di uno Stato membro dall'Unione Europea, revisione dei Trattati di Roma.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Rubino Vito.

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