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Capitolo 3: Imposte sui consumi

Imposte sui consumi: tipologie

Imposte indirette che colpiscono i consumi di ricchezza, in quanto manifestazioni indirette di capacità contributiva, denotanti la titolarità della ricchezza che si consuma. Possono essere ricondotte a 4 distinte tipologie:

  • Dazi
  • Imposte di fabbricazione
  • Monopoli fiscali
  • Imposte sugli scambi

Dazi

I dazi sono imposte applicate alle merci che entrano o fuoriescono da un ambito territoriale, che poi, traducendosi nella maggiorazione del prezzo, si riversano sui consumatori. L’esempio emblematico è quello dei dazi doganali applicati alle merci estere introdotte nel territorio nazionale.

Imposte di fabbricazione (o accise)

È un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi (grava sulla quantità dei prodotti), e si traducono in prezzi maggiorati. In Italia le accise più importanti sono quelle relative agli oli minerali (derivati dal petrolio), agli alcolici e ai tabacchi.

Monopoli fiscali

Il monopolio fiscale comporta solo che la controparte del privato nello schema contrattuale privatistico non possa essere un altro privato, ma lo Stato, il quale regola il prezzo richiesto non sulla base di leggi di mercato, ma sulla base di esigenze di entrate. Nel caso dei tabacchi la produzione e la vendita è riservata ad un’azienda statale. In tali casi il tributo è costituito da una parte del prezzo dei prodotti.

Imposte sugli scambi

Consiste nell’assoggettamento ad imposta delle operazioni svolte nell’esercizio abituale di attività economiche (cessioni di beni o prestazioni di servizio). Il soggetto su cui l’obbligo tributario incombe ha un diritto di rivalsa nei confronti del destinatario del bene ceduto o del servizio prestato.

Caratteristiche delle imposte sui consumi

  • Monofase o plurifase: Le prime sono applicate solo una volta, le seconde a più fasi del processo produttivo;
  • Cumulative: Se il prelievo effettuato in ciascuna fase si somma a quelli delle altre fasi;
  • A cascata: L’imposta gravante sul consumatore risultava costituita, non solo da quella addebitatagli al momento dell’acquisto, ma anche dai prelievi effettuati nelle precedenti fasi del processo produttivo e distributivo, e che si traducevano nella maggiorazione del prezzo;
  • Sul valore aggiunto: Se il prelievo colpisce il valore che ciascuna fase aggiunge al bene.

I.V.A.: genesi e caratteristiche

L'imposta sul valore aggiunto è stata introdotta e modificata in attuazione di una serie di direttive comunitarie CEE con D.P.R. n 633/1972. Ha sostituito l’IGE (imposta generale sulle entrate), che era un'imposta plurifase cumulativa (o a cascata), in quanto colpiva il valore pieno dei beni e dei servizi scambiati in ogni fase del processo produttivo-distributivo e l’imposta di ciascuna fase si cumulava con le altre. Questa modalità impositiva se, da un lato, aveva il pregio della semplicità applicativa, dall’altro presentava due gravi inconvenienti:

  • Difetto di neutralità;
  • Difetto di trasparenza.

Un esempio del comportamento dell’IGE:

  • 1° passaggio: A vende a B una merce di valore 100 più il 20% dato dall’IGE che lo Stato pretendeva. B paga 100 (valore della merce) più 20 (IGE), A ricava 100 dalla vendita, 20 li incassa solamente ma poi dovrà versarli allo Stato.
  • 2° passaggio: B vende a C una merce di valore 170 più il 20% dato dall’IGE che lo Stato pretendeva. C paga 170 più il 20% mentre B ricava 170 ed l’IGE dovrà poi versarla allo Stato.

Lo Stato incassa il 20% su 100 e successivamente il 20% su 170 quindi lo Stato colpisce tutte le volte l’intero valore della transazione e non il valore aggiunto che la merce acquisisce in ogni passaggio commerciale. Per i motivi sopra detti lo Stato ha sostituito l’IGE con un’altra imposta nota a tutti: l’IVA. L’IVA a differenza dell’IGE colpisce solo il valore aggiunto della transazione commerciale.

Difetti di neutralità e trasparenza

Il difetto di neutralità consiste nel fatto che quelle modalità impositive interferivano con l’organizzazione delle imprese, avvantaggiando quelle concentrate verticalmente o quelle che riuscivano a contenere meglio il numero dei passaggi antecedenti la vendita al consumatore finale. Questo inconveniente veniva rilevato confrontando una situazione di un passaggio di un bene dal produttore (A), grossista (B), dettagliante (C) consumatore finale (D), con una nella quale viene saltata la fase C-D.

Nonostante l’eguaglianza del prezzo di vendita al consumatore finale, e delle imposte addebitate per tale operazione, l’ammontare complessivo dell’imposta che grava sul consumo è più elevato nella prima situazione che nella seconda situazione: vedi tabella.

Difetto di trasparenza: L’imposta grava sul consumatore in modo non proporzionale rispetto al prezzo del bene nel caso di più articolate e complesse organizzazioni degli assetti produttivi e distributivi. Infatti, sempre nell’esempio seguente (tabella), l’imposta gravante sul consumatore è pari al 6% del prezzo finale nel primo caso, e del 4% nel secondo caso.

L’IVA è imposta sul valore aggiunto, nel senso che il prelievo fiscale colpisce solo il valore che ciascuna fase aggiunge al bene, pertanto non è cumulativa, né “a cascata”, perché “neutra” nei passaggi tra gli operatori economici. Si tratta di una modalità impositiva commisurata al valore aggiunto nel senso che è pari alla differenza tra il prezzo di vendita applicato sul bene ceduto e il prezzo d’acquisto subito dal venditore al momento del precedente acquisto.

Soggetti passivi

I soggetti passivi non sono facilmente identificabili, e pertanto vi sono due orientamenti in proposito:

  1. Nei confronti dei soggetti impegnati nel processo produttivo-distributivo, tale imposta è “neutrale”, essendo tali soggetti obbligati ad adempimenti meramente strumentali; il presupposto di fatto del tributo è la cessione del bene al consumatore;
  2. L’IVA è “tendenzialmente”, non compiutamente neutrale, dato che nel caso di esito negativo della rivalsa (verso il consumatore, se l’operatore ha effettuato operazioni imponibili) l’imposta è dovuta anche da essi.
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SSD
Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Fantozzi Augusto.
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