Responsabilità soggetti passivi
Il soggetto passivo è colui che realizza il presupposto del tributo, in virtù del quale bisogna pagare il tributo; in casi eccezionali il presupposto può essere realizzato da due o più soggetti unitamente (es. l'imposta di registro che riguarda il trasferimento di un bene tra due soggetti).
In questo caso, il problema che si pone è se i soggetti devono pagare il tributo pro quota o per intero:
- Responsabilità solidale: quando ciascun debitore risponde per l'intero debito.
- Responsabilità non solidale: quando il creditore può chiedere a ciascun debitore solo la loro quota di debito.
La solidarietà esiste solamente quando c'è una norma fiscale che la prevede espressamente (es. imposta di registro). Nei rapporti interni tra debitori, l'obbligazione è sempre pro quota, quindi se uno paga per intero l'imposta di registro potrà poi rivalersi sugli altri debitori.
Tipologie di solidarietà tributaria
- Paritetica: sorge quando è prevista dalla legge fiscale e riguarda più di un soggetto che realizza il presupposto.
- Dipendente: vi è un obbligato principale che ha posto in essere il presupposto del tributo e un obbligato dipendente che non ha partecipato al realizzo del presupposto ma ha messo in condizione gli altri soggetti di realizzarlo (es. il notaio è tenuto al pagamento solidale di imposta di registro perché ha messo in condizione gli altri soggetti di effettuare la compravendita).
Atto amministrativo
L'atto amministrativo (avviso di accertamento, liquidazione…) emesso dal fisco nei confronti di un creditore è efficace esclusivamente nei confronti del destinatario dell'atto. Se il fisco destina il provvedimento ad entrambi i soggetti debitori e i due fanno ricorso al giudice: in un caso l'accertamento viene annullato e nell'altro caso viene convalidato.
Il soggetto a cui è stato convalidato non potrà impugnarlo prendendo come riferimento quello che è stato annullato, ma dovrà impugnarlo davanti a un giudice di secondo grado (quindi i due processi si svolgeranno su due distinti binari).
Se solo uno dei due soggetti contesta (B) e uno (A) ottiene una sentenza vittoriosa, B potrà invocare l'altra sentenza favorevole solo se: la sentenza favorevole non si fonda su ragioni che riguardano personalmente ed esclusivamente A e potrà impugnarla solo se B non ha pagato.
Problema:
- B ha pagato, ha diritto di rivalersi nei confronti di A perché nei rapporti interni c’è sempre solidarietà pro quota.
- A ha ottenuto l'annullamento e quindi non è più tenuto a pagare; se però B esercita il diritto di rivalsa su A, quest'ultimo ha ottenuto una vittoria inutile perché è comunque tenuto al rimborso della sua quota a B.
La sostituzione
Accanto al soggetto passivo si possono costituire dei soggetti passivi secondari che rendono più sicura la riscossione; nella sostituzione ci sono tre soggetti: sostituto, sostituito e il fisco.
Sostituto
Il sostituto (es. datore di lavoro) è obbligato al pagamento dell’imposta per vicende e fatti che riguardano altri; il sostituto attua la cosiddetta ritenuta (trattiene una parte di questa somma per sé e la versa al fisco; il sostituto quindi anticipa o paga l’imposta al posto del sostituito).
Sostituito
Il sostituito è costretto in solido con l’individuo a cui si riferisce in modo diretto il presupposto.
Tipologie di sostituzione
- A titolo d’imposta: il sostituto è tenuto a pagare l’imposta sui redditi prodotti dal sostituito (es. ritenute sui compensi a lavoratori autonomi non residenti, interessi attivi bancari). Inizialmente è obbligato a versare al fisco solo il sostituto ma se quest’ultimo è inadempiente sorge la solidarietà di sostituto e sostituito i quali diventano obbligati in solido; in un caso normale di adempienza il sostituito non ha più alcun rapporto con il fisco e non deve dichiarare il reddito prodotto.
- A titolo d’acconto: la ritenuta consiste in un anticipo sulle imposte che il sostituito dovrà versare.
Esempi di sostituzione a titolo d'imposta:
- Interessi attivi prodotti dal conto corrente: c’è una ritenuta d’imposta del 26%, quindi la banca accredita nel conto corrente solo la somma al netto della ritenuta; il correntista non ha più nessun obbligo nei confronti del fisco e non deve più dichiarare quella somma perché sono già stati tassati.
- Professionisti non residenti in Italia: il datore di lavoro deve versare a titolo d’imposta il 30% dei redditi percepiti in Italia.
Esempi di sostituzione a titolo d'acconto:
- Professionisti residenti in Italia: il datore di lavoro deve fare una ritenuta d’acconto del 20% ma il sostituito a fine anno dovrà dichiarare la somma percepita, inclusa la ritenuta e ci calcolerà l’IRPEF. Dopo il calcolo deve detrarre la ritenuta, per evitare la doppia tassazione del reddito.
Problemi nella sostituzione
Si possono verificare due problemi:
- Il sostituto non fa la ritenuta e non la versa: nella ritenuta a titolo d’imposta, sorge un’obbligazione solidale a carico del sostituto e sostituito, quindi sono entrambi responsabili in solido del pagamento del tributo. Se a titolo d’acconto, il sostituto sarà soggetto a sanzioni.
- Il sostituto fa la ritenuta ma non la versa (succede spesso quando l’azienda è in crisi): il sostituito ha già pagato la ritenuta e in teoria il fisco dovrebbe rivolgersi al sostituto per ottenere la somma. Però, per tutelare l’entrata fiscale, la giurisprudenza ha asserito che sorge un’obbligazione solidale tra sostituto e sostituito quindi il fisco può richiedere il pagamento al sostituito il quale avrà il diritto di rivalsa sul sostituto.
Diritto di rivalsa
Il diritto di rivalsa è un diritto previsto dalla legge che permette di spostare l’obbligo di pagamento di un’imposta da un soggetto ad un altro.
Traslazione
La traslazione si verifica quando un soggetto cerca di scaricare l’onere di un tributo nei confronti di un altro soggetto; non è prescritta per legge.
Accollo dell’imposta
L’accollo dell’imposta si verifica quando un soggetto si accolla l’onere di pagare un tributo; può essere interno (il soggetto che si impegna a far fronte del debito solo nei confronti del debitore) o esterno (l’obbligazione assunta dal terzo verrà comunicata al creditore, il fisco potrà richiedere il pagamento ad entrambi i soggetti).
Successione di un debito o credito fiscale
La successione di un debito o credito fiscale, quando la titolarità passa ad un altro soggetto; possono esserci tre ipotesi:
- Operazioni straordinarie della società come fusione, scissione o conferimento: in questo caso l’azienda “eredita” i crediti e debiti fiscali.
- Per le persone fisiche, la successione avviene mortis causa e quindi i rapporti fiscali passano agli eredi; in caso di debiti fiscali gli eredi ne risponderanno pro quota in proporzione alla loro quota di eredità (se un erede non paga, la sua quota non può essere richiesta ad un altro erede). Questa regola pro quota non vale per l’IRPEF e per l’imposta di successione le quali sono rette dal principio dell’obbligazione solidale.
- Liquidazione volontaria della società: per legge gli ex soci sono tenuti al pagamento dei tributi in proporzione della quota percepita dalla società all’atto di successione e nei due esercizi precedenti.
Struttura dell’amministrazione finanziaria
A capo della struttura abbiamo il MEF (Ministero dell’Economia e della Finanza) presieduto attualmente dal ministro Padoan; i compiti principali sono:
- Normativo: scrive le norme che sono presenti nei decreti legislativi.
- Regolamentativo: può emanare regolamenti sotto forma di decreti e possono contenere norme attuative.
- Coordina e dirige le attività delle agenzie fiscali i quali sono enti pubblici economici autonomi, la cui attività indiretta è coordinata dal MEF.
Agenzia delle entrate
L’agenzia delle entrate si occupa di gestire tutti i tributi statali, ad eccezione di accise le quali sono gestite dall’agenzia doganale; mentre i tributi locali sono gestiti in autonomia dagli enti locali.
L’agenzia delle entrate è organizzata su base territoriale e non per materia, la base centrale ha sede a Roma, essa dirige e coordina le attività di ogni direzione regionale le quali hanno sottoposte le direzioni provinciali e negli uffici locali. Nelle città più popolose ci sono anche gli uffici locali. Questi ultimi due hanno un rapporto diretto con i contribuenti e hanno il compito di riscuotere tutte le imposte di competenza dai contribuenti che hanno domicilio fiscale nell’area di competenza di quell’ufficio; se non è riconosciuta la sede legale o il comune di residenza si considera il domicilio del comune in cui viene prodotta la maggior parte del reddito.
Agenzia del demanio
L’agenzia del demanio ha il compito di concedere in uso a terzi beni demaniali, a fronte del pagamento di un corrispettivo.
Agenzia entrate riscossione
L’agenzia entrate riscossione (istituita nel 2017) ha sostituito Equitalia, il cui compito era riscuotere coattivamente i tributi; le differenze con Equitalia sono che adesso l’agenzia è sottoposta al coordinamento del MEF (prima Equitalia era posseduta per il 51% dall’agenzia delle entrate e per il 49% dall’INPS) e deve rispettare lo statuto dei diritti del contribuente.
Guardia di finanza
La guardia di finanza ha compito di effettuare indagini in campo fiscale e successivamente l’atto conclusivo (avviso di accertamento) delle indagini è emanato dall’agenzia delle entrate; dopo l’avviso di accertamento, le imposte che devono essere liquidate all’agenzia delle entrate e riscossioni.
IRPEF
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche ed è disciplinata dal DpR 917/1986.
Presupposto dell'imposta
Art. 1: “Presupposto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie indicate nell'articolo 6.”
Categorie di reddito indicate nell’art. 6
- Redditi fondiari (possesso di beni immobili)
- Redditi da lavoro (da attività di lavoro dipendente, autonomo, attività commerciale)
- Redditi di capitale (investimento o impiego di somme di denaro)
- Redditi diversi (tutte le altre ipotesi che non rientrano nelle altre categorie)
Il reddito è una nuova ricchezza che ottiene un soggetto che deriva da un’attività lavorativa, da investimenti, dallo sfruttamento di un bene immobile o da altro.
Soggetti passivi
Art. 2: “Soggetti passivi dell'imposta sono le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato.”
- I residenti vengono tassati su tutti i tipi di reddito prodotti in Italia e all’estero.
- I non residenti vengono tassati solo sui redditi prodotti in Italia.
Criteri per individuare se i redditi sono prodotti in Italia
- Redditi fondiari se derivano da beni immobili situati in Italia.
- Redditi di capitale se il debitore, cioè chi paga è residente in Italia.
- Redditi da lavoro se derivano da attività lavorative svolte in Italia da una stabile organizzazione.
- Redditi diversi se il bene o l’attività da cui deriva è situato in Italia.
Per i soggetti residenti si pone il problema della doppia tassazione internazionale, si viene a creare se ad esempio una società italiana ha un immobile in Canada che lo dà in locazione -> in Italia verrà tassato ma sarà stato tassato anche in Canada.
Soluzioni alla doppia tassazione
- Convenzioni internazionali firmate dai vari stati, le quali consentono di tassare il reddito prodotto in un solo stato.
- Credito d’imposta dà diritto al soggetto di detrarre dall’IRPEF l’imposta pagata all’estero; ci possono essere dei casi in cui non si può riconoscere il credito d’imposta perché lo stato straniero riconosce la stabile organizzazione quindi viene tassato all’estero e invece l’Italia no quindi non viene concesso il credito d’imposta.
Società di persone
Art. 5 Comma 1: “I redditi delle società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice residenti nel territorio dello Stato sono imputati a ciascun socio indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.”
Le società di persone sono tassate in regime di trasparenza in capo ai soci, il reddito viene tassato in base alla partecipazione del capitale e quindi senza tassare la società; stessa situazione in caso di perdite.
Dal 1º gennaio 2017 è stato introdotto un secondo regime IRI (imposta sul reddito d’impresa) disciplinato dall’art. 55 TUIR. Le società di persone residenti possono optare per questo regime che dura 5 anni ed è rinnovabile.
In questo caso il reddito non viene più imputato in capo ai soci pro quota ma in capo alla società con la stessa aliquota dell’IRES (24%), se invece i soci decidono di ripartire il reddito, questo verrà tassato con IRPEF e quindi in capo ai soci; per evitare la doppia tassazione, le somme prelevate dai soci diventano somme sottraibili dalla base imponibile IRI.
Impresa familiare
Comma 4: “I redditi delle imprese familiari di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al 49 per cento dell'ammontare risultante dalla dichiarazione dei redditi dell'imprenditore, sono imputati a ciascun familiare, che abbia prestato in modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro nell'impresa, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.”
Il 4º comma disciplina l’impresa familiare, in cui è presente l’imprenditore e collaborano i suoi familiari; in questo caso i redditi vanno ripartiti per il 51% all’imprenditore e al 49% ai familiari che collaborano.
Calcolo IRPEF
- Somma dei redditi di una persona fisica (redditi possono essere anche negativi)
- Base imponibile lorda - Oneri deducibili (spese mediche grave invalidità, assegni al coniuge in caso di separazione, oneri previdenziali) = Base imponibile netta
- Applico l’IRPEF a scaglioni:
- 0-15.000: 23%
- 15-28.000: 27%
- 28-55.000: 38%
- 55-75.000: 41%
- Oltre 75.000: 43%
- Irpef lorda - Carico famiglia - Titolari di reddito di lavoro dipendente e autonomo - 19% di certi oneri passivi per il mutuo, spese mediche, spese funerarie, spese veterinarie, universitarie - Canoni locazione = Detrazioni
- Finora posso detrarre parte delle imposte della locazione - 50% spese di ristrutturazione edilizia ad un massimo di 96.000 in quote costanti in 10 anni (65% se riqualificazione energetica) - Acconti IRPEF - Ritenute a titolo d’acconto - Crediti d’imposte = IRPEF netta da versare al fisco
Tassazione separata
Art. 17: riguarda la tassazione separata perché alcuni redditi devono essere tassati separatamente dagli altri e NON concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF; sono ad esempio redditi a formazione pluriennale (TFR, indennità notai e degli sportivi a fine carriera) i quali essendo percepiti soltanto una volta avranno un importo molto alto, se fossero tassati normalmente farebbero calcolare l’IRPEF in uno scaglione molto alto. Invece con tassazione separata, si sommano i redditi prodotti negli ultimi due anni, li si divide a metà e si trova in quale scaglione si trova questa somma, così si applica questa aliquota al reddito da tassare separatamente.
Periodo d’imposta
Anno solare (1º gennaio-31 dicembre)
Residenza dei soggetti
Per essere soggetti residenti, occorre che sia soddisfatto almeno un criterio per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni):
- Essere iscritto nell’anagrafe della popolazione residente di un comune italiano (se un soggetto diventerà residente all’estero dovrà iscriversi all’anagrafe italiana residenti all’estero - AIRE - altrimenti continuerà a pagare l’IRPEF in Italia).
- Avere il domicilio (dal punto di vista civilistico) quindi la sede principale dei propri interessi vitali, sia patrimoniali sia extrapatrimoniali.
- Avere la residenza (dal punto di vista civilistico) quindi il luogo della dimora abituale, ci vuole sia la presenza fisica del soggetto sia la volontà di permanere nel territorio dello Stato.
È non residente chi non soddisfa alcun criterio. Quando una persona residente in Italia sposta la propria residenza in un paradiso fiscale, il soggetto viene considerato ancora residente in Italia a meno che non dimostri di non avere più legami con l’ordinamento italiano.
Tipologie di reddito
Redditi fondiari (artt. 25-43)
Art. 25: “Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.”
Redditi che derivano dal possesso di un immobile, terreni, fabbricati che si trovano nel territorio dello Stato. Questi redditi devono essere dichiarati dalla persona fisica che ha il diritto di proprietà o altri diritti reali su quell’immobile. La particolarità del reddito fondiario è che è un reddito predeterminato dall’agenzia delle entrate, la quale stabilisce ex...
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