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Dispense delle lezioni di diritto tributario Prof. Giovanni Girelli

imposta sulla cifra d’affari

c) obbligo di istituire in ciascuno Stato membro una

(art. 92 - ex artt. 97 e 98);

d) adozione da parte del Consiglio, delle disposizioni che riguardano

l’armonizzazione delle legislazioni relative all’imposta sulla cifra d’affari, alle

imposte di consumo ed ad altre imposte indirette, nelle misura in cui detta

sia necessaria per l’instaurazione ed il funzionamento del

armonizzazione

mercato interno (art. 93 - ex art. 99).

N.B.: l’art. 93 dispone solo in merito all’armonizzazione dei tributi indiretti.

trova giustificazione nel contesto storico in cui l’art.

Tale limite 93 ha assunto la sua

l’art. 17 dell’Atto

più recente formulazione (con Unico Europeo del 1986

modificativo del Trattato di Roma), cioè in occasione del passaggio dal mercato

comune (zona di libero scambio) al mercato interno (area economica integrata in

direzione di un’unione economica e monetaria).

Tale innovazione rendeva necessaria, dal punto di vista fiscale, la creazione di uno

attraverso l’eliminazione

spazio senza frontiere interne delle barriere doganali e

l’introduzione di un sistema di tassazione sui consumi quanto più neutrale possibile.

all’ di ricorrere all’uso delle direttive

Sempre in merito armonizzazione, possibilità

per favorire il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed

un’incidenza diretta sull’instaurazione

amministrative degli Stati membri che abbiano

o sul funzionamento del mercato comune (art. 94 - ex art. 100).

L’art. 94 del Trattato, sebbene abbia una portata generale, rappresenta la base

giuridica dei principali provvedimenti comunitari di armonizzazione fiscale in materia

di imposte dirette. – –

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Facendo ricorso all’art. 94 del Trattato sono state indirettamente legittimate le

iniziative di armonizzazione fiscale anche in materia di imposte dirette,

superando il limite indicato dall’art. 93 del Trattato. l’unanimità

N.B.: tutte le deliberazioni comunitarie in materia fiscale richiedono dei

Paesi membri.

Il principio dell’unanimità frena il processo di armonizzazione delle legislazioni

fiscali dei Paesi membri.

N.B.: i Paesi membri mostrano ostilità a rinunciare o limitare la propria sovranità

in favore delle istituzioni comunitarie. La leva fiscale, dopo l’eliminazione

fiscale

della politica dei cambi conseguente all’introduzione dell’euro, resta un importante ed

“irrinunciabile” strumento di politica economica a disposizione dei governi nazionali.

N.B.: la nuova Costituzione europea non ha introdotto alcuna novità in materia

dell’unanimità che

fiscale. In sostanza tutto è rimasto inalterato, compreso il quorum

resta un limite oggettivo

all’armonizzazione dei regimi impositivi degli Stati membri.

DIRITTO COMUNITARIO DERIVATO

Disposizioni emanate dagli organi della Comunità:

Esse si distinguono in

REGOLAMENTI e DIRETTIVE

(entrambi rilevanti in materia tributaria)

REGOLAMENTI

- Hanno portata precettiva generale;

- sono obbligatori in tutti i loro elementi;

- sono direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri;

- prevalgono direttamente sulla legislazione ordinaria anteriore e posteriore.

– –

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DIRETTIVE

- Vincolano lo stato membro quanto al risultato da raggiungere entro un termine

perentorio, salva la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai

mezzi di attuazione;

- Es.: D.P.R. 633/72, istitutivo della disciplina sul valore aggiunto, in attuazione

della Direttiva n. 67/227. “sesta Direttiva” n.

Rilevante importanza assume la 77/388, recepita con il D.P.R. 29

gennaio 1979, n. 24 e il D.P.R. 31 marzo 1979, n. 94, che detta una puntuale

disciplina in relazione ai principali elementi dell’I.V.A..

DIRETTIVE “SELF CONTRASTANTI CON LEGGI INTERNE

EXECUTING”

Direttiva può dirsi “self quando:

La executing”

- ponga un termine per la sua attuazione;

- sia incondizionata;

- detti obblighi chiari e precisi

In tale caso si rende applicabile all’interno dello Stato se, entro il termine prefissato,

non è stata recepita all’interno dell’ordinamento nazionale.

La diretta applicazione della Direttiva potrà essere fatta valere solo nei confronti dello

Stato (effetto diretto verticale), in quanto il fondamento della immediata

applicabilità va ricercato nell’esigenza di impedire che lo Stato inadempiente possa

opporre ai singoli, giovandosene, il proprio inadempimento.

Si tratta di un effetto diretto verticale solo unilaterale, ovvero:

- il singolo potrà fare valere un proprio diritto nei confronti dello Stato

inadempiente;

- ma, lo Stato non potrà far valere un obbligo del singolo sancito dalla Direttiva non

recepita. – –

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Per mera completezza (atteso che l’obbligazione tributaria vede la amministrazione

finanziaria parte necessaria della fattispecie tributaria), la stessa giurisprudenza ha

l’effetto diretto orizzontale:

escluso

- possibilità per il singolo di far valere la norma anche nei confronti di soggetti privati.

PROCEDIMENTO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA DA PARTE DEL

PRIVATO:

La Corte Costituzionale ha ritenuto che in caso di contrasto tra norma interna e

direttiva “self debba prevalere la direttiva comunitaria

executing” (sent. n. 168/1991).

1° CASO) Il contribuente a cui sia richiesto un tributo dovuto sulla base della norma

potrà impugnare l’atto

interna ma non più dovuto secondo la Direttiva comunitaria

impositivo di fronte il giudice nazionale che non dovrà chiedere l’intervento della

Corte Costituzionale, ma deve direttamente disapplicare la legge nazionale ed

applicare la norma comunitaria annullando l’atto impositivo.

2° CASO) Il contribuente ha pagato in ottemperanza della norma interna un tributo

non più dovuto sulla base della normativa comunitaria.

Il contribuente chiederà il rimborso alla competente Agenzia fiscale.

Se il rimborso viene negato espressamente ovvero l’Agenzia non risponde all’istanza

del privato, il contribuente potrà ricorrere al giudice nazionale per farsi riconoscere il

rimborso richiesto.

DIFFERENZA DI APPLICABILITA’ TRA REGOLAMENTI COMUNITARI

E DIRETTIVE “SELF EXECUTING”

I regolamenti sono direttamente ed automaticamente applicabili erga omnes anche se

in contrasto con la norma interna. Il precetto è imperativo sia per il contribuente che

per l’Agenzia fiscale. – –

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di diritto tributario, settore del diritto finanziario caratterizzato dall'avere ad oggetto l'imposizione, a favore di soggetti di diritto pubblico, di prestazioni patrimoniali. Tale branca del diritto pubblico regola i mezzi e le procedure per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al finanziamento della spesa pubblica in generale, ossia delle spese che lo Stato e gli Enti pubblici devono sostenere per poter svolgere le loro funzioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Daniel Bre di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Girelli Giovanni.

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