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L’altro parametro che viene usato per la corte costituzionale è il requisito della prevedibilità, introdotta nell’ultima

evoluzione per bloccare le retroattive. Devono essere prevedibili perché non si può esporre il contribuente ad una

tassazione del passato che il contribuente non poteva aspettarsi. Guardando al sistema il contribuente si doveva

aspettare che fosse introdotta.

Es. se nel 2014 mi hanno espropriato un terreno non ho pagato imposte perché l’indennità da esproprio non era

tassata per i terreni. Mi potevo aspettare che il legislatore andasse prima o poi a colmare questa lacuna imponendo

una tassazione retroattiva: è prevedibile.

Le norme tributarie possono essere retroattive quindi? Si, non esiste norma costituzionale che lo vieta, l’art.53 però

le limita al principio di attualità e prevedibilità.

Art. 3, comma 1 - Statuto dei contribuenti è una norma di interpretazione autentica

Art. 3, comma 2 – Le imposte entrano in vigore dall’anno successivo a quello delle modifiche di comma 1. Non

possono essere modificate le norme in corso d’anno perché violo il mio affidamento al principio di certezza del

diritto.

Sussiste comunque il problema che lo Statuto non ha valenza superiore a quelle ordinarie. L’art. 1 dello Statuto dice

che sono principi generali quindi forse era corretta la giurisprudenza che poneva lo Statuto ad un livello superiore

rispetto alla legge ordinaria. L’unico limite vero rimane il 53 Cos. quindi.

Siccome tutti devono contribuire in ragione della loro capacità economica allora l’imposta deve essere posta in capo

al produttore della capacità economica. Una norma tributaria che dicesse che i redditi dei figli venisse pagata dai

genitori sarebbe incostituzionale. Ci sono delle norme che apparentemente derogano a queste regole: sostituto

d’imposta (il datore di lavoro che preleva le trattenute) e il responsabile d’imposta (il notaio, che è solidamente

responsabile al contribuente per il pagamento delle imposte). Queste disposizioni sono legittime perché il sostituto

d’imposta ha diritto di rivalersi sul contribuente, quindi non c’è una violazione del nesso soggetto passivo – fatto

economico perché gravano comunque su chi ha prodotto il reddito.

Al’art.53 pone anche un ulteriore vincolo al legislatore: relazione tra presupposto d’imposta e soggettività passiva.

L’accollo d’imposta è la possibilità che viene riconosciuta per un soggetto di pagare le imposte per un altro soggetto.

Visto che l’art.53 stabilisce questa correlazione tra chi realizza il presupposto e chi le paga, è possibile l’accollo in

materia tributaria? L’art. 53 della Costituzione si rivolge al legislatore e non al contribuente, quindi l’accollo non è di

per sé vietato (un soggetto può accollarsi quelle di un altro). È possibile però soltanto se non è vietato dalla legge e

se per il tributo non è prevista una rivalsa obbligatoria nei confronti di un altro soggetto (es. IVA).

Qualcuno mette in dubbio che le tasse debbano soggiacere al principio di capacità contributiva. Secondo questa

teoria l’art.53 si rivolgerebbe soltanto alle spese pubbliche indivisibili, il principio di solidarietà vale quindi soltanto

per il finanziamento delle spese pubbliche generali. Ha un suo senso perché quando si riceve un servizio spesso è

perché vi è una necessità e non un desiderio. In presenza di servizi pubblici essenziali se viene sganciata la tassa dal

principio di capacità contributiva allora si tradirebbe, oltre al principio di solidarietà, anche la possibilità di accedere 2016

a quei servizi. Spring

Qualunque tipo di tributo, comprese le tasse, devono soggiacere all’art. 53. |

La capacità contributiva è molto importante anche perché in combinazione con l’art.3 sancisce il principio Tributario

fondamentale dell’uguaglianza fiscale. L’art. 53, radicato sull’art.2 (solidarietà) che permette di raggiungere gli

obiettivi dell’art.3 (uguaglianza). Ma non solo, il 53 insieme al 3 permette di attuare il principio di uguaglianza

sociale. Non possono essere tassate in modo uguale due capacità contributive diverse e viceversa per capacità Diritto

contributive uguali. di

Non capita quasi mai che venga violato solo l’art.53. Appunti

8

Es. la “Robin Hood tax” era un tributo che era stato introdotto nel 2008 sugli extraprofitti che realizzavano le

compagnie sugli aumenti del prezzo del petrolio. Con questa addizionale dell’aliquota IRES si davano dei servizi alle

persone più bisognose. L’aliquota è stata aumentata gradualmente, riducendo contemporaneamente il fatturato

soglia oltre il quale veniva imposta. È stata ad un certo punto sollevata una questione di costituzionalità: dovrebbe

colpire gli extraprofitti ma essendo addizionale IRES li colpisce tutti, in più vengono trattate allo stesso modo due

situazioni di capacità economica identiche in modo diverso (la soglia divide chi paga e chi non paga anche senza che

la capacità contributiva si modifichi sensibilmente). È stata quindi dichiarata incostituzionale per violazione del

principio di uguaglianza fiscale, inoltre la base imponibile doveva essere solo il delta e non tutta la BI IRES. La

decisione è stata però anomala perché stato dichiarato che l’incostituzionalità sarebbe stata valida dal futuro e non

retroattivamente. Questa decisione è stata autorizzata tramite l’art. 81 (equilibrio del bilancio), cosa che non

avrebbe dovuto fare perché le norme costituzionali sono tutte uguali.

I condoni fiscali sono andati tutti a sanare l’evasione fiscale facendo pagare un’imposta sostitutiva. Con questo

meccanismo i condoni erano doppiamente iniqui

o Violavano il 3 e il 53 perché quello onesto e quello disonesto andavano a pagare due carichi fiscali diversi

(per i soldi depositati all’estero il condono prevedeva il pagamento del 5% dell’evaso)

o In più l’onesto non poteva beneficiare della riduzione perché ha già pagato

La Corte costituzionale ha però sempre salvato i condoni se non in un caso. Quando era stato previsto un condono

sull’IVA (tributo europeo) allora la Corte di giustizia si è espressa in modo contrario.

Uno degli ultimi condoni che è stato varato è quello della disclosure per capitali esteri e capitali interni evasi. Questo

condono prevedeva il pagamento integrale delle imposte e degli interessi, con l’unico beneficio che era una

riduzione importante della sanzione. In questo modo contribuente onesto e contribuente disonesto pagano le stesse

imposte, non è quindi violato il principio di uguaglianza fiscale.

Nel caso in cui il legislatore decida di accordare delle agevolazioni fiscali, queste non sono incostituzionali a

condizioni che trovino un referente in altre norme costituzionali.

Es. la chiesa non paga le imposte sui luoghi di culto, è un’agevolazione fiscale soggettiva (riguarda tutti i redditi della

chiesa). Non è incostituzionale perché c’è una norma che dice che lo Stato italiano deve garantire l’esercizio delle

religioni.

Es. la possibilità di detrarre gli interessi passivi sul mutuo della prima casa è un’agevolazione e costituzionale perché

corrisponde alla norma costituzionale che impone di favorire la formazione delle famiglie.

Es. la detrazione delle spese mediche per proteggere il diritto alla salute

Non violano l’art.53 perché creano una differenziazione che è però giustificata. Le norme costituzionali non

prevalgono l’una sulle altre ma vengono contemperate.

Art.53 comma 2: “Il sistema tributario è improntato a criteri di progressività”

2016 La progressività è un meccanismo che garantisce l’attuazione della contribuzione in ragione della capacità economica

(rispetto all’alternativa proporzionale) e corrisponde al principio dell’utilità marginale (MB diminuisce all’aumentare

Spring del sottostante, più uno ha e meno vale quello che gli viene dato in più). Più io sono ricco e minore e il sacrificio per

me di pagare più imposte.

|

Tributario Il sistema progressivo permette di dare di più con un sacrificio minore.

L’IRPEF, essendo il tributo più importante anche in termini di gettito, garantisce la progressività del sistema.

Diritto I tributi vengono introdotti tramite norme tributarie, che si distinguono in

 Norme sostanziali

di

Appunti

9 

o Norme impositive quelle che prevedono gli elementi costitutivi del tributo (presupposto

d’imposta, BI, aliquota, soggetti passivi, detrazioni, detrazioni e i caratteri distintivi base

dell’imposta). 

o Norme agevolative sono quelle norme che derogano alle norme impositive perché prevedono

forme di riduzione della tassazione. Vanno ad incidere, fermo restando il presupposto, sugli altri

elementi. Prevedono aliquote più basse in determinati casi, sotto determinate condizioni.

Es. la chiesa non paga le imposte

Es. le spese mediche sono dedotte

Entrambe queste norme soggiacciono al principio di capacità contributiva e al principio di riserva di legge.

Possono essere retroattive nei limiti in cui non vanno ad incidere sull’art.53, nel senso che non intaccano i

requisiti di attualità e prevedibilità. Sono soggette al divieto di analogia e quindi non possono essere

applicate analogicamente, perché c’è la riserva di legge: quello che la legge non prevede non è tassabile

(violerebbe l’art.23 Cost). 

o Norme sanzionatorie Prevedono le sanzioni pecuniarie o penali al verificarsi della violazione delle

norme sostanziali. Anche per queste norme vale il principio di riserva di legga ma chiaramente non il

principio di capacità contributiva. Vale il principio della irretroattività salvo che non siano più

favorevoli (favor rei). Viene applicata la norma più favorevole tra il momento in cui viene commessa

e al momento in cui viene accettata (non possono essere retroattive salvo che non siano più

favorevole).

 Norme procedimentali 

o Norme procedurali in senso stretto sono le norme relative all’attuazione del tributo (che tipo di

accertamento può fare l’amministrazione finanziaria e tutte le norme che regolano il processo di

attuazione dei tributi)

o Norme processuali riguardano la fase di contestazione, sono le norme che regolano i

comportamenti delle commissioni tributarie e del giudice tributario. Sono norme autonome,

disciplinate da un decreto. Per tutto ciò che non è previsto nel decreto è previsto il rinvio alle norme

per il processo civile (codice di procedura civile).

Per le norme procedurali e processuali valgono due principi fondamentali

o L’analogia si può applicare

Es. se non si sa qual è il termine per chiedere il rimborso di un tributo posso andare a vedere un altro tributo

simile, se il tasso d’interesse non è specificato posso andare per analogia

o Temups regit actum

Per le norme procedimentali si applicano le norme in vigore quando il procedimento o il processo si svolge.

Per le norme sostanziali non è così: si applicano quelle in vigore quando si realizza il presupposto.

Es. se si decide che i redditi da lavoro non sono più tassati a gennaio 2016 io devo comunque dichiarare i

redditi 2015. 

o Norme sulle prove sono quelle che disciplinano l’efficacia dei mezzi di prova (confessioni, 2016

documenti, presunzioni…). Sono generalmente considerate procedimentali, quindi valgono i due Spring

principi dell’applicabilità dell’analogia e del tempus regit actum. Tuttavia alcuni ritengono che si

collochino tra le due, come norme para-sostanziali: formalmente riguardano il procedimento, ma si |

ritrovano anche nel processo. Spesso e volentieri vanno anche ad incidere sul rapporto d’imposta, Tributario

quindi non dovrebbe valere il tempus regit actum (invece siccome vengono considerate

procedimentali il t.r.a. vale).

Es. era stata approvata una norma che prevedeva che chi trasferisca la residenza in un paradiso Diritto

fiscale venga considerato residente in Italia a meno che non possa dimostrare di risiedere all’estro. È di

quindi invertito l’onere della prova ma va ad incidere sul rapporto sostanziale. Chi si era trasferito Appunti

prima del ’99, sapeva che il fisco doveva provare la pretesa impositiva e cambia molto. 10

Le norme tributarie acquistano efficacia nei 15 giorni successivi alla data di pubblicazione e immediatamente se è un

decreto legge. Spesso nelle norme tributarie si distingue tra momento dell’entrata in vigore e momento di inizio di

efficacia (momento in cui esplica i suoi effetti).

Lo Statuto del contribuente (art.3) prevede che le modifiche in corso d’anno entrano in vigore nell’anno successivo.

Quindi l’entrata in vigore e l’efficacia possono coincidere in deroga all’art.3.

Es. la riduzione dell’IRES è in vigore ma l’efficacia è differita al 2017

Valgono per l’avvenire e possono essere retroattive nei limiti visti (attualità e prevedibilità). Cessa di avere efficacia

quando sono abrogate (espressamente o tacitamente, da legge successive che disciplinano la stessa materia) o

dichiarate incostituzionali. Nel caso di abrogazione se la norma è sostanziale si applica ancora ai fatti del passato, se

invece è procedurale non viene più applicata.

La dichiarazione di incostituzionalità deve entrare in vigore ex tunc, con l’obbligo quindi dello stato di rimborsare le

imposte che sono state pagate in virtù della norma abrogata. Tuttavia il dovere di rimborso sussiste se si verificano

due condizioni

o Sono ancora aperti i termini per il rimborso (il termine generale è 48 mesi), non posso mai chiedere il

rimborso di imposte pagate prima

o Non ci devono essere rapporti esauriti, quindi obbligazioni tributarie definite o con sentenze passate in

giudicato (quel rapporto è quindi intangibile) oppure se è stato ricevuto un avviso di accertamento che non è

stato impugnato entro il termine

Le norme tributarie cessano di avere efficacia anche se sono temporanee (che in genere hanno carattere

straordinario).

Es. imposta straordinaria sul conto corrente

Es. le Banche hanno pagato un addizionale IRES al 36% l’anno scorso

L’ultimo caso è quello di norme tributarie interne in contrasto con norme europee o convenzionali, in questo caso

non vi è un’abrogazione ma quella interna viene disapplicata a favore della norma sovraordinata.

Le norme tributarie, oltre ad avere un’efficacia nel tempo, hanno un’efficacia nello spazio: tipicamente il territorio

dello stato. Lo Stato può esercitare la propria potestà impositiva solo nei limiti del suo territorio. Lo stato quindi deve

individuare un collegamento con il territorio per esercitare la potestà: può essere personale (se è residente sul

territorio) oppure reale (uno straniero che però produce redditi nel territorio dello Stato).

Questa limitazione della sovranità non riguarda soltanto le norme procedurali ma anche le norme sostanziali. L’unico

modo per fare attività di accertamento e riscossione all’estero è che lo stato italiano stipuli dei trattati con l’altro

stato tramite quali viene autorizzata la raccolta di informazioni all’estro a condizioni di reciprocità.

Es. a seguito dell’ultimo condono sono stati conclusi degli accordi con tutti i paradisi fiscali, a partire da una certa

data si scambieranno le informazioni sui redditi dei propri cittadini.

2016 Le singole imposte

Spring Il tributo determina il sorgere di un’obbligazione tributaria e si distingue dalle obbligazioni di diritto privato per il

|

Tributario fatto di essere di fonte pubblica, in quanto l’ente creditore è sempre un ente pubblico con capacità potestativa.

Non ha grande differenza rispetto alle obbligazioni di diritto privato.

Pur avendo la disciplina tributaria una norma ad hoc è possibile fare riferimento alle norme del codice civile (es.

Diritto solidarietà tributaria, si applica la disciplina civilistica, oppure i termini di prescrizione e gli interessi moratori) se

questo risulta compatibile.

di

Appunti È un’obbligazione legale, quindi nasce al verificarsi dei fatti che la legge prevede come presupposti d’imposta.

Questo comporta

11 o Indisponibilità del debito tributario

Al verificarsi del presupposto il contribuente deve pagare e nell’esercizio dei poteri accertativi non è

possibile decidere se fare o no l’accertamento, deve essere fatto. Non esiste disponibilità del debito, quando

viene decisa una riduzione del debito d’imposta è sempre perché viene dimostrato la non correttezza del

tributo. Gli accordi che vengono conclusi non sono accordi classici dei contratti privati, perché l’autorità deve

motivare il perché della rinuncia ai tributi dovuti (non ha la disponibilità dell’obbligazione) che devono

essere illegittimi o infondati.

I presupposti devono avere uno stampo economico ed in ragione dei presupposti si possono classificare i tributi in

vario modo

1) Imposte dirette e imposte indirette

Quelle dirette colpiscono la manifestazione di ricchezza immediata (reddito o qualcosa di simile), e sono

IRPEF, IRES, IRAP (grava su imprenditore e lavoratori autonomi organizzati, non colpisce il reddito ma il

valore aggiunto prodotto che è una ricchezza netta).

Le imposte indirette colpiscono delle manifestazione mediate di capacità economica (tipicamente gli

scambi), e sono IVA, imposta di registro, imposta sui trasferimenti dei titoli quotati…

2) Imposte periodiche e imposte istantanee

Le imposte periodiche sono quelle per le quali l’obbligazione sorge ed è unica per periodi d’imposta

(orizzonte temporale determinato) mentre quelle istantanee vedono un’obbligazione nascere in base ad un

ceto evento (ogni evento rileva autonomamente e dà luogo ad una singola obbligazione).

La differenza non coincide con dirette o indirette, perché ad esempio l’IVA è un’imposta indiretta ma non

istantanea; non va guardata dal lato del consumatore finale ma dal lato degli imprenditori che fanno una

dichiarazione annuale per liquidare l’IVA (quindi è periodica).

Sono periodiche IRPEF e IRES: ogni anno io realizzo mese per mese un reddito ma vengono considerate una

volta per tutto il periodo 01/01-31/12.

Sono istantanee i dazi sull’importazione, le imposte di bollo: se un operatore economico acquista 100 beni

separatamente avrà 100 obbligazioni diverse.

3) Imposte sul consumo e imposte sull’immissione al consumo

Le imposte al consumo finiscono per gravare sul consumatore finale perché la legge prevede un meccanismo

di transazione o di rivalsa (es. IVA, tassa sull’energia elettrica che prevedono obbligo di rivalsa). Nel caso

invece delle imposte sull’immissione al consumo o delle accise o dei dazi sull’importazione il tributo può

gravare sia sul consumatore finale che sull’importatore, ma il tributo spesso viene trasferito al consumatore

(anche se non è obbligato).

Il presupposto d’imposta può essere ampliato o ristretto dalle norma tributarie.

 Si ha un ampliamento ogni qual volta una norma tributaria equipara, da un punto di vista della disciplina

applicabile, un fatto economico ad un altro fatto economico. Questo può essere previsto per due motivi 2016

o Perché il fatto è economicamente equivalente a quello a cui viene equiparato Spring

Es. il mandato irrevocabile a vendita di un bene senza obbligo di rendiconto (ti lascio il mio Rolex, non mi

interessa a chi come e a quanto lo venderai) è equiparato ad una vendita. In sostanza questo tipo di |

contratto è equiparabile alla vendita, perché sono equivalenti. Il legislatore di fatto equipara due fatti Tributario

economici perché hanno la stessa sostanza economica.

o Per un motivo anti-elusivo

Altro invece l’esempio in materia di IVA: tutta la merce che in caso di controllo, in seguito all’acquisto Diritto

non è trovata in magazzino si presume venduta in nero. L’assenza di una merce acquistata viene quindi di

equiparata alla vendita: se ho acquistato 100 e non è in magazzino o posso dimostrare che sia stata Appunti

rubata o l’ho venuta in nero.

 La restrizione può avvenire tramite esclusioni o esenzioni. 12

Quando una norma dice che un certo fatto è escluso vuol dire che quel fatto è estraneo al presupposto del

tributo (è lo strumento per chiarire meglio quali sono i confini del presupposto, non di agevolare qualcuno).

Le norme che prevedono le esenzioni sottraggono al presupposto alcuni elementi che ci rientrerebbero.

Hanno quindi lo scopo di agevolare: “c’è questo fatto che sarebbe tassabile ma è esentato”. Significa rendere

non imponibili soggettivamente o oggettivamente fatti economici che altrimenti rientrerebbero nel

presupposto.

Es. in materia IVA tutti i prodotti farmaceutici e sanitari sono esenti, non perché la cessione di un farmaco sia

diverso dalla vendita di un automobile ma perché il legislatore ha deciso di agevolare questi acquisti che

sono necessari.

Es. la santa sede è un esempio di esenzione soggettiva (gli edifici di culto non pagano ICI e IMU), per favorire

la libertà religiosa e le religioni.

Una volta che sorge l’obbligazione il passaggio successivo è definire la Base Imponibile (la grandezza su cui insiste il

prelievo, in ogni caso è una grandezza monetaria o resa monetaria applicando il valore normale) e l’aliquota.

Art. 9 – quando la base imponibile è una grandezza in natura si fa riferimento al valore normale (valore di mercato)

per il calcolo della grandezza su cui deve insistere l’aliquota.

La BI può essere il reddito o il corrispettivo (IVA) o il valore di mercato del bene che viene venduto (imposta di

registro).

Es. Nel caso dei dazi è il valore del bene che viene impostato, nel caso delle accise è il numero di litri acquistato

oppure le imposte sulla pubblicità è pagata sui metri quadri dei cartelloni…

Sulla base imponibile si applica un’aliquota che può essere fisso (es. per molti atti è previsto l’imposta fissa di

200euro) o variabile (proporzionale, quindi in percentuale, o progressivo).

Es. IVA 22% sui beni ordinari e 4% sui beni necessari o IRES che ha un’aliquota unica

Nel caso di imposte progressive si pongono particolari problemi per i redditi a formazione poliennale, cioè quei

redditi che si formano nel tempo e vengono tassati una sola volta al verificarsi di certi eventi.

Es. TFR (per ogni anno lavorativo viene accantonato grossomodo una mensilità) o l’avviamento nella cessione di

azienda (plusvalenza formatosi nell’arco del tempo).

Tassare, nel caso di imposte progressive, tutto il reddito pluriennale in un solo momento comporta un aumento

dell’aliquota notevole e quindi uno svantaggio per il contribuente. Per questo motivo sono previste dei sistemi di

tassazione separata che tendono a calcolare qualcosa che si avvicina ad un’aliquota media che sarà più bassa della

margine che verrebbe applicata altrimenti.

Es. il lavoratore può decidere se tassare il TFR separatamente o se inserirlo nella BI IRPEF, lo stesso vale per

l’avviamento.

2016 Una volta che si verifica il presupposto il tributo è dovuto, si tratta solo di calcolarlo. Nel caso dei tributi istantanei,

scatta subito l’imposta quindi non si pongono molti problemi. Nel caso dei tributi periodici però c’è un gap

Spring temporale tra momento in cui si realizza il presupposto, ma nel frattempo lo stato deve coprire le spese, per questo

motivo sono previsti dei sistemi di acconti per il pagamento d’imposta.

|

Tributario Es. IRES viene prelevata in acconto in corso d’anno, viene poi conguagliata quando si fa la dichiarazione e viene

calcolata l’imposta dovuta al netto degli acconti versati in corso d’anno.

Diritto Imposte sui redditi – IRPEF e IRES

L’elemento comune è quello di assoggettare a tassazione quella che è la capacità economica per eccellenza: il

di reddito.

Appunti Nell’IRPEF i soggetti passivi sono le persone fisiche, nell’IRES sono soggetti passivi tutte le organizzazione autonome

(non ci sono soggetti che sfuggono all’imposizione sui redditi).

13 Fanno eccezione due categorie di soggetti

 Le società di persone (Snc)

 Le associazioni professionali (associazioni tra liberi professionisti)

Per questi enti non è prevista né IRPEF né IRES, ma si utilizza un criterio diverso rispetto al reddito prodotto ma il

criterio sintetizzato nel “principio della trasparenza fiscale”. Queste due categorie mandano la dichiarazione dei

redditi fermandosi alla definizione del reddito, le imposte vengono poi pagati dai soci in proporzione alle quote a

prescindere della distribuzione del reddito. Il reddito non sfugge a tassazione ma viene tassato in capo ai soci e agli

associati.

Questo regime, ordinario per Snc e associazioni professionali (regime della trasparenza fiscale), può anche essere

applicato opzionalmente dalle società di capitali quando hanno certi requisiti.

L’IRES prima si chiamava IRPEG (sulle persone giuridiche) ma volevano essere inserire anche gli enti non commerciali

a IRPEF e lasciare i commerciali sotto IRPEG. Poi è rimasta incompiuta ma il nome è stato cambiato.

IRPEF e IRES pur essendo imposte che gravano sulla stessa capacità economica (reddito) sono imposte

strutturalmente diverse. L’IRPEF è personale (nella determinazione dell’imposta dovuta, si tiene conto di alcune

spese personale e familiari dei contribuenti che non hanno nulla a che vedere con la produzione del reddito; vedi

oneri deducibili e detrazioni) e progressiva, l’IRES è reale (tassa il reddito nella sua oggettività e non vengono

considerate spese extra) e proporzionale (27,5% e 24,5% l’anno prossimo fisso).

Oneri deducibili – tolti direttamente dal reddito complessivo

Detrazioni – tolte dall’imposta lorda dopo l’applicazione della scala delle aliquote

Le forme di progressività che possono esistere sono

 Progressività semplice (applico sul reddito l’aliquota dello scaglione in cui ricade)

 Progressività per scaglioni (ogni reddito viene tassato con l’aliquota dello scaglione a cui arriva, quindi il mio

reddito è diviso in fette per ogni scaglione)

Reddito = Incremento di patrimonio derivante da fonte produttiva

Art. 1 TUIR – “Presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi in denaro o in

natura”, il reddito non è una res quindi il possesso si definisce come

- Principio di cassa per redditi da capitale, da lavoro e diversi

- Possesso della fonte produttiva per i redditi fondiari

Il reddito è sempre tassato al netto tranne nel caso di redditi da capitale.

NB: Patrimonio = insieme delle situazioni giuridiche a contenuto economico di cui è titolare un soggetto (visione

storica). È reddito il risarcimento del lucro cessante ma non il danno emergente. 2016

Spring

IRPEF e IRES hanno lo stesso presupposto: “il possesso in denaro o in natura dei redditi rientranti in una delle

categorie previste dall’art.6 del testo unico delle imposte sui redditi” (art. 1 dello Statuto dell’imposta sui redditi |

delle persone fisiche). Tributario

Le categorie sono

 Redditi fondiari (terreni e fabbricati)

 Diritto

Redditi di capitale (art. 44 e ss.)

 Redditi di lavoro dipendente (art. 49 e ss.) di

 Reddito di lavoro autonomi (art. 53 e ss.) Appunti

 Redditi d’impresa (art. 55 e ss. e 83 ss.) – svolgimento abituale di attività commerciale 14

 Redditi diversi (art. 67 e ss.) – es. attività commerciali svolte in maniera occasionale (plusvalore da cessione

di immobile), è necessario perché il sistema è chiuso: possono essere tassati solo i redditi che sono

espressamente previsti nella base imponibile.

NB: i redditi che derivano da attività illecite sono tassabili? Si, perché i tributi insistono su dei fatti economici,

l’aspetto morale non entra nella valutazione. È stata introdotta una norma anni fa che impone che i redditi da

attività illecita, se non sono soggetti a sequestro o confisca, allora sono soggetti ad imposta.

Una piccola distinzione viene fatta: ci sono dei redditi da attività illecita non rientrano spesso nelle categorie previste

(es. estorsione), il problema è stato risolto dicendo che tutti i redditi da attività illecita che non rientrano nelle

categorie previste sono redditi diversi (non possono mai sfuggire a tassazione).

Presupposto dell’IRPEF è il possesso di redditi appartenenti ad una delle categorie enunciate dall’art.6.

Queste categorie hanno delle caratteristiche comuni

Derivano tutte da una fonte produttiva (reddito prodotto)

Hanno tutte un criterio di imputazione temporale del reddito (è imposta periodica, quindi quando viene ottenuto un

reddito è necessario capire in che periodo deve essere dichiarato)

Per tutti i redditi, tranne che per il reddito d’impresa, vale il principio di cassa.

Per il reddito d’impresa (e per i renditi fondiari derivanti dagli affitti) invece fa fede il principio di competenza.

Sono tassati tutti al netto delle spese di produzione, solo che i criteri per il riconoscimento delle spese di produzione

variano da categoria a categoria

Fondiari criterio forfettario

Affitti abbattimento del 5%

Lavoro autonomo e impresa riconoscimento analitico delle spese sostenute

Lavoro dipendente meccanismo forfettario a detrazioni

Redditi diversi abbattimento percentuale forfettario (es.per le royalties è il 25%)

Redditi da capitale sembrano rappresentare un’eccezione perché sono tassati al lordo, ma sono previsti dei

meccanismi di imposizione sostitutiva alla fonte con un’aliquota conveniente del 26%

Possono essere posseduti tutti dalle persone fisiche ed è la somma di tutti questi redditi che produce il reddito

complessivo. È necessario capire a quale categoria appartengono i redditi perché, a seconda della classificazione,

cambia l’ammontare imponibile.

Es. acquisto 200 azioni FIAT, 100 con il mio patrimonio e 100 con il patrimonio dell’impresa. Quando ricevo i dividenti

ho che 50% sono redditi di capitale, mentre il resto è reddito d’impresa quindi valgono le regole a riferimento.

Art.1 + Art. 72 Il legale rilevante per la tassazione di un reddito in capo al soggetto è il possesso, quindi va

2016 assoggettato a tassazione in capo a colui che lo possiede.

Art. 1140 il possesso è l’esercizio su una cosa di facoltà che corrispondono a quelle del proprietario.

Spring Il possesso civilistico però non si può applicare al reddito, perché non può essere definito materialmente il possesso

di un reddito che è un concetto immateriale.

|

Tributario Visto che il reddito deriva da una fonte produttiva si ha il possesso del reddito quando si è titolari della fonte (chi è il

titolare dell’investimento, l’usufruttuario…).

Quando il reddito è posseduto? Ci sono dei criteri temporali …

Diritto 

Capitale quando viene incassato

Impresa quando è di competenza

di

Appunti

15 Il reddito al netto delle tasse è patrimonio e può essere incrementato o dal reddito o da altro patrimonio. Quando si

ricevono delle somme è necessario capire se è reddito o patrimonio perché in un caso andrà tassato in un altro no

(es. se ricevo un rimborso per il negozio incendiato ricevo una somma che reintegra il mio patrimonio danneggiato e

una somma che mi va a compensare il reddito non guadagnato. Viene tassato solo la compensazione del reddito)

Art. 6 Tutte le somme che un soggetto riceve in sostituzione dei redditi che non ha guadagnato sono tassati nella

stessa categoria dei redditi sostituti. Mentre tutte le somme che costituiscono una reintegrazione patrimoniale non

sono tassate.

Non è tassabile tutto ciò che è danno emergente (danno materiale patrimoniale subito) ma il lucro cessante

(mancato guadagno) è tassato nella stessa categoria di reddito in cui sarebbe stato tassato il reddito se fosse stato

prodotto.

I soggetti passivi sono le persone fisiche che possiedono un reddito in denaro o in natura e che hanno la titolarità

della fonte. Per i soggetti passivi dell’IRPEF non ci sono grandi difficoltà, ogni persona fisica paga le imposte sui

propri redditi in modo autonomo rispetto alla struttura familiare.

Anche i redditi dei figli minorenni sono tassati separatamente, anche se il genitore firmerà la dichiarazione perché ha

la tutela legale.

Es. è stato dichiarato incostituzionale il cumulo di redditi dei coniugi per disparità di trattamento rispetto ai

conviventi more uxorio (siccome bisogna ragionare in termini di capacità economica).

Per gli eredi si ha una peculiarità a fini IRPEF, infatti alla morte gli eredi sono tenuti a pagare le imposte per i redditi

che il de cuius ha prodotto oppure perché gli vengono imputati dei redditi che il de cuius doveva incassare.

Es. muore X, gli eredi prendono i redditi di gennaio febbraio e marzo, gli eredi devono le imposte per questi tre mesi

(non solo, gli eredi sono tenuti in solidale, quindi l’amministrazione può chiedere le imposte a qualcuno) e in questo

caso non c’è eccezione alla regola generale, verranno pagate le imposte di successione oltre a quelle sui redditi.

Ma se gli eredi incassano degli assegni che erano dovuti al defunto, pagheranno le imposte su quello che non hanno

prodotto. In questo caso il reddito è successivo alla morte quindi non vengono pagate le imposte sulla successione

ma solo quelle sul reddito.

Gli eredi in questo caso vengono a pagare le imposte su questi redditi anche se non sono stati loro a produrli. È

necessario per evitare il salto d’imposta.

I soggetti passivi dell’IRPEF pagano delle imposte sui redditi posseduti a seconda dell’intensità di collegamento che

esiste con il territorio dello stato. Il criterio discretivo è la residenza fiscale (i residenti sul territorio dello stato

pagano le imposte sui redditi prodotti ovunque nel mondo, mentre i soggetti che non sono residenti in Italia pagano

le imposte solo sui redditi prodotti nel territorio dello stato – principio di territorialità).

Art. 165 del Testo Unico prevede dei crediti per le imposte estere pagate – es. risiedo in Francia, produco reddito in

Italia e mi viene tassato, in Francia verrà tassato di nuovo ma mi verrà concesso un credito per quello pagato in Italia.

Il credito corrisponde però alla tassazione nazionale: pago una sola volta l’imposta più alta tra i due stati. 2016

Oltre a questo metodo esiste anche quello dell’esenzione: alcuni stati dicono che tutto ciò che i residenti producono Spring

all’estero sono esenti (sono inseriti nella BI solo per calcolare le aliquote). Con un decreto della fine dell’anno scorso

è stato previsto lo stesso sistema per le stabili organizzazione (una filiale aperta in un’altra nazione). Le stabili |

organizzazioni all’estero sono esentate, ma se si opta per questo regime opzionale deve essere fatto per tutte le Tributario

stabili organizzazioni possedute.

Residenza fiscale determina il confine della base imponibile, più ampio per i residenti meno per i non residenti. Diritto

Infatti è vero che il principio di capacità contributiva è solidale, ma deve essere anche recuperato il concetto di di

beneficio: chi risiede in Italia beneficia più degli altri dei servizi pubblici. Appunti

Come si determina la residenza fiscale delle persone fisiche? 16

Art. 2 Testo Unico una persona fisica è fiscalmente residente nel territorio dello stato se ha in Italia

 l’iscrizione all’anagrafe (altrimenti devo essere iscritto nella AIRE, anagrafe italiani residenti all’estero)

 il domicilio civilistico (centro principale degli affari e interessi economici e affettivi – se lavoro all’estero e ho

la famiglia in Italia, il centro principale degli affari rimane in Italia e così la mia residenza)

 la residenza civilistica per la maggior parte del periodo di imposta (è il luogo di dimora abituale, dove si

svolge la quotidianità)

Il fisco italiano ha interesse a verificare se il trasferimento all’estero è effettivo, perché pagherà le imposte solo sui

redditi prodotti all’estero.

La residenza definisce il presupposto materiale del tributo.

Questi tre criteri di collegamento sono alternativi tra di loro: è sufficiente che sia soddisfatto uno dei tre perché il

contribuente sia considerato residente in Italia.

Es. se mi sono trasferito all’estero e sono iscritto all’AIRE ma mantengo il centro di interessi in Italia vengo

considerato fiscalmente residente all’estero.

Il rischio è che una persona sia ritenuta fiscalmente residente in due stati: sono iscritta all’anagrafe a Parigi e ho il

domicilio in Italia. Come si risolve il problema, avrei una duplicazione totale dell’imposta?

Si ricorre alle convenzioni internazionali contro le duplicazioni delle tassazione, che prevedono dei criteri per

risolvere i problemi di doppia residenza fiscale. Si applicano tutti i criteri in ordine e se nessuno di questi è esauriente

si ricorre alla trattazione tra i diplomatici dei rispettivi stati.

a) Criterio dell’abitazione permanente

b) Criterio del centro degli affari e degli interessi

c) Nazionalità

d) …

Normalmente i primi due risolvono il problema, collocando il contribuente in uno dei due stati.

Mentre il criterio di iscrizione anagrafica è formale gli altri sono criteri fatturali e sono i maggiormente utilizzati dal

fisco italiano per attrarre in Italia contribuenti che hanno trasferito una fittizia residenza all’estero.

Es. Ornella Muti ha due figlie di cui una minorenne e c’è un decreto del giudice che affida il minore alla Muti. Nel

decreto di affidamento c’è scritto che la bambina non può lasciare l’Italia per più di 15 giorni l’anno. Ornella Muti

risulta avere la residenza a Montecarlo dove vive, ma com’è possibile? I casi sono due: o ha violato il decreto di

affidamento oppure ha la dimora abituale in Italia. Il giudice ha deciso che siccome il convivente è a Montecarlo il

domicilio è lì e si è disinteressato della dimora abituale Sentenza assurda.

In ambito tributario dovrebbe forse prevalere il centro degli affari (interessi economici e patrimoniali) più che degli

affetti (che è un concetto di impronta civilistica). La giurisprudenza e l’OCSE sono monolitici nell’affermare che tra il

2016 centro degli affari e degli affetti prevale il centro affettivo.

Spring L’onere della prova (dell’esistenza del domicilio/ residenza in Italia) è a carico dello Stato italiano che deve procurarsi

della documentazione per dimostrare che le imposte sono dovute in Italia. Nei paradisi fiscali però non è sempre

|

Tributario facile ottenere prove sulla residenza.

Nell’art. 2 (comma 2bis) c’è una norma che prevede specificatamente il trasferimento di residenza nei paesi che sono

considerati paradiso fiscali. In questo caso l’onere della prova è invertita: i soggetti continuano ad essere considerati

Diritto residenti in Italia a meno che non dimostrino che il trasferimento è effettivo (produrre contratto di affitto, utenze,

iscrizione dei figli a scuola…).

di

Appunti Questo è perché si parte dal presupposto che i paradisi fiscali non collaborino nella raccolta delle informazioni e

perché il trasferimento possa essere incentivato da interessi opportunistici.

17 Come si determinano le imposte per i non residenti?

Le imposte si determinano su base territoriale e bisogna quindi andare a vedere se sono prodotti in Italia.

Art. 23 del TU indica reddito per reddito quando questo viene considerato prodotto in Italia. Possiamo sintetizzarli in

tre gruppi

1. Localizzazione del bene che ha prodotto il reddito (se è in Italia si considerano prodotti in Italia). Vale per i

redditi fondiari e immobiliari.

Es. affitti su appartamenti in Italia

2. Luogo di svolgimento dell’attività per i redditi di lavoro dipendente e per i redditi di lavoro autonomo (se è

svolta in IT viene tassata in IT)

3. Criterio del “pagatore”, vale per i redditi finanziari (di capitale e diversi). Un reddito si considera prodotto nel

territorio dello stato se colui che paga quel reddito si trova in Italia.

Es. un socio straniero di una società italiana avrà dei dividendi tassati in Italia

Es. royalties pagati da società italiane a società estere

4. I redditi d’impresa si considerano prodotti in Italia sono se c’è una stabile organizzazione (sede fissa di affari,

cioè insieme di organizzazione di persone e beni collocati sul territorio dello stato).

Il non residente deve quindi verificare se è integrato uno dei quattro criteri di collegamento.

I non residenti pagano, per la maggioranza dei casi, tramite ritenute alla fonte o imposte sostitutive. Per semplificare

le procedure per i non residenti (un prelievo sostituisce tutti gli adempimenti) e perché lo Stato sia sicuro di

incassare le imposte (perché se i redditi fossero già incassati nello stato estero lo Stato italiano non può sfruttare la

sua sovranità per imporre il pagamento dei tributi). Per i redditi per cui non sono previste le ritenute i non residenti

devono presentare la dichiarazione dei redditi (es. gli affitti se non si opta per la cedolare secca, o la quota di utile

per partecipazione ad una società di persone).

Le imposte coprono tutti i soggetti con delle eccezioni per le Società di persone e di professionisti, per cui vige il

principio della trasparenza (le imposte sono pagati dai soci sulla base della quota detenuta). Questo avviene per la

definizione di possesso dei redditi – art. 2262 cod.civ. – infatti gli utili prodotti dalla società sono automaticamente

dei soci a partire dal momento dell’approvazione del bilancio. Gli utili delle società di persone e di professionisti non

diventano mai della società ma sono direttamente dei soci.

Nelle società di capitali la società diventa proprietaria del reddito nel momento in cui viene approvato il bilancio con

l’utile e poi successivamente può essere deliberata la distribuzione degli utili.

Le società di persone non sono soggetti passivi per gli obblighi sostanziali (=pagare le imposte) ma per gli obblighi

formali: deve fare la dichiarazione dei redditi, dopo comunicheranno ai soci qual è la quota sulla quale pagheranno le

imposte (si chiama “reddito da partecipazione” per distinguerlo dai redditi di impresa).

Questa trasparenza fiscale vale soltanto per le imposte sui redditi e non per le altre imposte: ad esempio ai fini Irap 2016

le società di persone e di professionisti pagano le imposte. Spring

Un altro regime particolare è quello delle imprese familiari (quelle dove i familiari dell’imprenditori collaborano |

all’attività d’impresa svolta dal familiare). I membri della famiglia che collaborano all’attività d’impresa devono Tributario

ricevere una quota di utile in base al lavoro prestato. In questo modo si poteva evadere tramite lo “splitting”, cioè

dividendo tutto il guadagno tra tutti i familiari e rimanendo quindi in fasce di reddito più basse. Il legislatore ha

quindi delimitato due limiti: con atto pubblico o scrittura privata deve essere dichiarato prima in che modo Diritto

contribuiscono i familiari ma, in ogni caso, il reddito imputato agli altri familiari non può essere superiore al 49% di di

tutto il reddito d’impresa (in questo modo almeno il 51% deve essere dichiarato dall’imprenditore). Appunti

18

NB: per l’imprenditore il reddito dell’impresa familiare e reddito d’impresa, per i familiari invece il reddito è

assimilabile a quello di lavoro dipendente (perché mancherebbe il requisito della dipendenza quindi non sarebbe

altrimenti automaticamente inseribile).

Come si determina l’Irpef in Italia?

Si determina annualmente (imposta periodica).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chelafi306 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Uninettuno - Uninettuno o del prof Contrino Angelo.

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