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 Imputare al periodo corrispondente gli elementi reddituali e i costi riguardanti una pluralità di periodi

d’imposta

“BENI RELATIVI ALL’IMPRESA”, CONTINUITÀ DEI “VALORI FISCALMENTE RICONOSCIUTI” E

VALORI EFFETTIVI

 Tutti i proventi e i costi riconducibili all’impresa concorrono a formarne il reddito, anche se diversi da quelli cui è

diretta l’ordinaria attività

 Tuttavia ci sono componenti reddituali non menzionate, il cui trattamento dovrà essere ricondotto, anche per quel

che riguarda le esenzioni, alle componenti reddituali espressamente nominate

 È importante l’attribuzione di un dell’impresa, poiché le differenza tra

valore fiscale agli elementi patrimoniali

valore di cessione del bene e valore fiscale di riferimento concorre a formare il reddito d’impresa

 beni relativi all’impresa

I sono identificati come segue:

 Sono automaticamente relativi all’impresa tutti i beni appartenenti a società commerciali

 si distingue tra beni appartenenti all’impresa e beni appartenenti all’imprenditore

Per le imprese individuali

 Il valore fiscalmente riconosciuto è determinato dal costo di acquisto maggiorato della successive rivalutazioni

fiscalmente rilevanti (EG patrimonializzazione di spese e manutenzione)

 Il valore dell’impresa in funzionamento è in genere superiore alla somma del valore di mercato dei beni che la

comprendono (avviamento)

L’INERENZA ALL’ATTIVITÀ DELL’IMPRESA QUALE REQUISITO PER LA DEDUCIBILITÀ DEI

COSTI

 La determinazione del reddito d’impresa tiene conto in genere dei costi sostenuti per la sua produzione: è quindi

deduzione delle sole spese inerenti l’attività d’impresa

consentita la

 Il controllo sull’inerenza non può interferire con il merito delle scelte imprenditoriali

 I beni utilizzati promiscuamente sono deducibili nella misura del 50%

“DETERMINAZIONE ANALITICA” DEL REDDITO D’IMPRESA E RUOLO DEL BILANCIO

 del reddito d’impresa è strettamente

La determinazione analitica connessa alla contabilità

 Una contabilità che segua i singoli elementi reddituali e patrimoniali è prevista solo per le imprese in regime

contabile ordinario

 Società di capitali ed enti commerciali

 a 360 milioni annui (se l’attività è la prestazione di

Società di persone e persone fisiche con ricavi superiori

servizi) o a un miliardo

 Chi abbia optato per tale regime

SEGUE: LA PIANIFICAZIONE FISCALE DEI REDDITI D’ESERCIZIO E I CONDIZIONAMENTI

TRIBUTARI NELLA REDAZIONE DEL BILANCIO CIVILISTICO

 Criteri civilistici sulla valutazione di bilancio:

 Principio di verità

 Principio di chiarezza

 Principio di prudenza

 Interessi tutelati dalla normativa civilistica

 Trasparenza nei rapporti tra soci

 Salvaguardia dei creditori

 Interesse del pubblico e dei mercati

 tecnica legislativa è quella di fissare dei margini all’interno dei quali il contribuente possa muoversi

La –

liberamente, facendo le scelte più convenienti (vedi pp. 104 107)

VALORI CIVILI E VALORI FISCALMENTE RICONOSCIBILI NEL BILANCIO D’ESERCIZIO

(“RISERVE IN SOSPENSIONE D’IMPOSTA” E “FONDI TASSATI”)

 È importante tener conto che non sempre valori iscrivibili nel bilancio civilistico sono riconosciuti dal diritto

tributario

 Talvolta l’elemento patrimoniale fatto oggetto di una svalutazione o di un ammortamento non riconosciuto

fiscalmente viene mantenuto in bilancio ma a fronte di esso viene istituito un fondo che prende il nome di fondo

tassato: costituito con somme assoggettate ad imposte e ormai pienamente disponibili per la società. Tali fondi

potranno quindi essere successivamente distribuiti come utili senza essere tassati, perché la tassazione è già

avvenuta nell’esercizio in cui tali fondi sono stati costituiti

 Un fenomeno opposto si verifica quando la legge consente di escludere da imposizione elementi positivi di reddito

riserve in sospensione d’imposta

accantonandoli in un apposito fondo contabile: si tratta di

L’ATTRIBUZIONE DEGLI ELEMENTI REDDITUALI AL PERIODO D’IMPOSTA (PRINCIPIO DI

COMPETENZA)

 L’imputazione al periodo d’imposta delle componenti reddituali dell’impresa avviene in base al criterio della

competenza (riferimento al momento di maturazione delle componenti reddituali)

 Per le cessioni di beni i momenti di competenza sono:

 Per i beni mobili quello della consegna o spedizione

 immobili quello della stipula dell’atto

Per gli

 Per le prestazioni di servizi quello in cui la prestazione è stata ultimata. Se il corrispettivo della prestazione

decorre proporzionalmente al passare del tempo occorre imputare al periodo d’imposta la quota in esso

maturata

 Nei casi in cui manchino cessioni o prestazioni si tratta di situazioni da risolvere caso per caso

L’IRREGOLARITÀ NELL’IMPUTAZIONE TEMPORALE DEGLI ELEMENTI REDDITUALI: POSSIBILI

CORREZIONI DA PARTE DEL CONTRIBUENTE E CONSEGUENZE IN CASO DI RETTIFICA

 Gran parte delle norme sul reddito d’impresa riguardano la distribuzione nel tempo degli elementi reddituali

 Se anche il contribuente si accorge di aver errato nell’attribuzione di un cespite ad un esercizio piuttosto che ad un

altro, non sempre potrà inserire il cespite in questione in un momento successivo, perché la legge prevede momenti

Quindi potrà solo cercare di modificare la dichiarazione dell’esercizio in cui il cespite

inderogabili di competenza.

andava iscritto ma non lo fu per errore

 Se si tratta invece di mancato rispetto delle norme sulla valutazione del patrimonio in fine esercizio si potrà in

genere rinviare ad un successivo esercizio la deduzione non effettuata

I BENI CHE GENERANO RICAVI E QUELLI CHE GENERANO PLUSVALENZE. L’IMPORTANZA

DELLA DISTINZIONE

 Danno luogo a ricavi i beni merce

 Vanno contabilizzati col criterio denominato a costi ricavi e rimanenze

 Danno luogo a plusvalenze o minusvalenze gli altri beni

 Vanno esposti in bilancio con un criterio patrimoniale (ammortamento)

INDIVIDUAZIONE DEI BENI CHE GENERANO RICAVI

 sono quelli oggetto dell’attività propria dell’impresa, nonché le materie prime

I beni la cui cessione genera ricavi

e sussidiarie

 Azioni, obbligazioni e titoli similari rientrano nella categoria in questione salvo siano iscritti in bilancio come

immobilizzazioni finanziarie, nel qual caso rientrano nei beni che danno luogo a plusvalenze

 Nella stessa categoria rientra la prestazione di servizi oggetto dell’attività propria dell’impresa

 Idem per i contributi di fonte privatistica, spettanti cioè in base a contratto

 Tra i contributi di fonte pubblicistica, dovuti dal settore pubblico, costituiscono ricavi quelli concessi in conto

esercizio e relativi alla copertura di squilibri gestionali e non all’effettuazione di nuovi investimenti

L’IDENTIFICAZIONE RESIDUALE DEL BENI CHE GENERANO PLUSVALENZE; LORO IMPOSIZIONE

“RATEIZZATA” E IRRILEVANZA DELLE “PLUSVALENZE ISCRITTE”

 Le plusvalenze sono identificate con un criterio puramente residuale rispetto a quello utilizzato per i ricavi

 I titoli azionari e obbligazionari generano plusvalenze se iscritti a bilancio come immobilizzazioni finanziarie

 Le prestazioni di servizi non danno luogo a plusvalenze, quindi se non rientranti nei ricavi saranno imponibili

come componente reddituale atipica e non come plusvalenza

 La plusvalenza emerge se il corrispettivo della cessione del bene è maggiore del valore fiscalmente riconosciuto

 Le plusvalenze possono essere escluse dal reddito dell’anno di competenza e imputate in uno o più (fino a 5)

esercizi successivi

 Le plusvalenze iscritte a bilancio sono irrilevanti fiscalmente, non comportando alcuna componente positiva del

reddito fiscale né alcun aumento dei valori fiscalmente riconosciuti dei beni rivalutati

INTERESSI, DIVIDENDI E ALTRE COMPONENTI FINANZIARIE POSITIVE DEL REDDITO

D’IMPRESA: NOZIONI DI BASE

 Quando sono percepiti da un’impresa i redditi di capitale perdono la loro natura oggettiva e concorrono a formare

il reddito d’impresa

 L’imputazione degli avviene proporzionalmente alla quota di essi maturata

interessi attivi al periodo d’imposta

nell’esercizio

 concorrono a formare il reddito d’impresa seguendo il

I dividendi e gli altri utili da partecipazione in società

principio di cassa

 I dividendi di società estere controllate o collegate concorrono a formare il reddito nella misura del 40% (se si

tratta di paesi UE l’aliquota è del 5%)

FISCALITÀ FINANZIARIA D’IMPRESA: QUESTIONI PARTICOLARI (CENNI AI NUOVI STRUMENTI

FINANZIARI NEL REDDITO D’IMPRESA, ALLE OPERAZIONI FUORI BILANCIO, AI PRONTI

CONTRO TERMINE ETC.)

 –

Vedi pp. 124 126

I PROVENTI IMMOBILIARI (RINVIO AGLI IMMOBILI STRUMENTALI)

 I redditi degli immobili non strumentali concorrono a formare il reddito d’impresa nella misura risultante dal

catasto o dal canone di locazione forfetariamente abbattuto, secondo i criteri dei redditi fondiari

SOPRAVVENIENZE ATTIVE

 La sopravvenienza è un elemento reddituale che modifica operazioni già contabilizzate in precedenti periodi

d’imposta. Possono essere –

attive o passive vedi art. 55 TUIR

RIMANENZE DI MERCI E MATERIE PRIME

 L’acquisto o la cessione di merci e materie prime o merci e prodotti finiti vengono registrati esclusivamente

come costi o come ricavi, senza tener conto dell’acquisto o della perdita della titolarità dei beni

 necessario tener conto del valore dei beni in giacenza nel magazzino, attraverso l’inventario

È pertanto fisico

 La valorizzazione di tali beni non può superare la cifra minore tra il costo di acquisto e il valore di mercato

alla fine dell’esercizio

 Vanno incluse nel costo anche le materie prime, la manodopera diretta e le quote di ammortamento industriale

 Se le rimanenze sono composte da pochi beni di rilevante valore unitario è possibile una valutazione a costi

specifici

 –

Il criterio di valutazione dei beni in magazzino è denominato lifo a scatti annuali (132 135)

 I criteri fiscali di valutazione delle rimanenze danno luogo a valori minimi, da adeguare tramite una variazione in

aumento se la valutazione adottata in bilancio sia inferiore, mentre invece se la valutazione del bilancio è superiore

a tali valori minimi, essa va adottata tout court

RIMANENZE DI SERVIZI E VALUTAZIONE IN BASE AL CORRISPETTIVO: LE OPERE IN CORSO

D’ESECUZIONE A FINE ESERCIZIO

 Il servizio in corso d’esecuzione va valutato in base ai costi sostenuti fino alla fine del periodo d’imposta

 Se il servizio ha un tempo di esecuzione ultrannuale i lavori vanno valutati con tempo di esecuzione non superiore

all’anno, sulla base dei corrispettivi pattuiti e non dei costi sostenuti

VALUTAZIONE DEI TITOLI E DELLE PARTECIPAZIONI NON AZIONARIE

 I titoli come azioni, obbligazioni et similia rientrano nella categoria dei beni generatori di ricavi e quindi sono

“a costi ricavi e rimanenze”)

trattati come le merci (esposti in bilancio

 I titoli iscritti nel bilancio civilistico come immobilizzazioni finanziarie, cioè con criterio patrimoniale, sono trattati

come gli altri titoli in virtù del rinvio dall’art. 66 all’art. 61

 Al costo delle partecipazioni sociali devono essere aggiunti i versamenti a fondo perduto effettuati dai soci

 Le svalutazioni al valore normale sono consentite:

 Valorizzando i titoli quotati in borsa in base alla media aritmetica dei prezzi dell’ultimo mese

 Effettuando, per i titoli di società non quotate, diminuzioni del valore proporzionali alle riduzioni di capitali

della società in questione

ELEMENTI NEGATIVI DEL REDDITO D’IMPRESA: I COSTI PER PRESTAZIONI DI LAVORO

 deducibilità delle spese per retribuire il personale dell’impresa

La discende dalla nozione generale di reddito

 La classificazione dei costi come lavoro dipendente o altro è rilevante anche a fini IRAP

ONERI FISCALI E RELATIVI ACCANTONAMENTI. CONTRIBUTI AD ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

 Non tutte le imposte e tasse corrisposte dall’impresa sono deducibili nella determinazione del reddito: non lo sono

le imposte sui redditi

 –

Vedi pp. 144 145

MINUSVALENZE, PERDITE E SOPRAVVENIENZE PASSOVE

 Le componenti negative di reddito (minusvalenze) emergono quando la cessione di un bene conduce adun

risultato negativo

 Sono irrilevanti le minusvalenze iscritte, cioè derivanti da una mera svalutazione del cespite derivante dal

diminuito valore di mercato

 Le sopravvenienze passive (o perdite) si distinguono dalle minusvalenze perché non derivano dalla cessione del

bene ma dalla sua distruzione fisica o dalla perdita del diritto reale

 In questo quadro sono importanti le perdite su crediti, deducibili se risultanti da elementi certi e precisi, non

da atti di disposizione

AMMORTAMENTI

 Sono deducibili anche gli ammortamenti dei beni strumentali, che ripartiscono il costo dei beni ad utilità

pluriennale fra i veri esercizi in cui i beni sono utilizzabili

 Gli ammortamenti sono effettuati in base ad aliquote, che possono essere aumentate o diminuite a seconda

dell’utilizzo più o meno intenso del bene

 Le spese per acquistare beni di costo unitario non superiore ad un milione sono immediatamente deducibili

 L’ammortamento dei beni immateriali è stabilito in un minimo di tre anni

SPESE DI MANUTENZIONE ED INCREMENTATIVE TRA DEDUCIBILITÀ “CORRENTE” E

“PATRIMONIALIZZAZIONI”

 L’art. 67 TUIR regola anche i tempi e i modi di deduzione delle spese di manutenzione, riparazione,

trasformazione e ammodernamento (vedi pp. 151 152)

L’ACQUISIZIONE DI BENI ATTRAVERSO LA LOCAZIONE FINANZIARIA: FINALITÀ ECONOMICA E

DISCIPLINA GIURIDICA

 L’utilizzatore del bene in leasing ne acquista la materiale disponibilità con un impegno finanziario per certi versi

analogo a quello di un acquisto a rate, mentre il cedente mantiene la proprietà del bene. Al termine del periodo di

leasing il bene può essere riscattato dal locatario.

 I canoni di leasing sono deducibili solo se il contratto ha una durata superiore alla metà del periodo di

ammortamento

I COSTI PLURIENNALI

 I costi pluriennali si distinguono dai beni immateriali perché a fronte di essi non esiste alcun bene o diritto

provvisto di un proprio valore di mercato

 Vengono dedotti in un arco pluriennale

 Anche l’avviamento costituisce un costo pluriennale, deducibile in misura non superiore ad un decimo del costo

(quindi in dieci anni)

ACCANTONAMENTI ED AMMORTAMENTO FINANZIARIO

 La quota di accantonamento costituisce una componente negativa del reddito e il fondo di accantonamento viene

costituito nella contabilità: gli accantonamento fiscalmente deducibili sono indicati in modo tassativo

 sono deducibili nei ristretti limiti dell’art. 71 TUIR

Gli accantonamenti per rischi su crediti

 L’accantonamento è regolato dall’art. 70 TUIR

per indennità di fine rapporto del personale

LIMITAZIONI ALLA DEDUCIBILITÀ DI TALUNI COSTI IN PRESENZA DI ELEMENTI POSITIVI DI

REDDITO ESENTI

 La deducibilità di interessi passivi viene limitata dove esistano componenti positive di reddito esenti da imposta.

Gli interessi passivi sono indeducibili per la quota corrispondente al rapporto tra gli elementi positivi di reddito

esenti e il totale di tali elementi positivi

LE IMPRESE MINORI

 È prevista una disciplina apposita per l’impresa minore, consistente in scritture contabili semplificate (vedi art. 79

TUIR e pp. 161 162) REDDITO D’IMPRESA: IMPRESE DI ALLEVAMENTO

DETERMINAZIONE FORFETARIE DEL

 Le imprese di allevamento che traggano dal fondo meno di un quarto dei mangimi utilizzati per l’alimentazione del

bestiame producono reddito d’impresa per la parte di bestiame eccedente il limite di cui sopra, ma il reddito è

forfettizzato in base ad un coefficiente di redditività per capo di bestiame

REDDITO D’IMPRESA E RAPPORTI CON L’ESTERO: 1) PROVENTI CONSEGUITI IN ITALIA DA

IMPRESE NON RESIDENTI

 I redditi d’impresa sono tassabili in Italia solo se derivanti da attività esercitate nel territorio dello stato mediante

stabili organizzazioni, cioè strutture di fatto la cui configurabilità va accertata caso per caso

 La stabile organizzazione si distingue dalla società controllata perché non è un quid aliud rispetto alla casa madre

 I redditi conseguiti da non residenti all’esterno delle stabili organizzazioni sono considerati nelle varie categorie di

reddito

REDDITO D’IMPRESA E RAPPORTI CON L’ESTERO: 2) COMPONENTI REDDITUALI ESPRESSE IN

VALUTA O PRODOTTE ALL’ESTERO (PERDITE SU CAMBI, CONTABILITÀ IN VALUTA ESTERA E

IMPOSTE ESTERE)

 I rapporti economici regolati in valute estere rendono necessaria una conversione in lire, da effettuarsi al cambio

vigente al momento di competenza dell’operazione (vedi pp. 165 – 166)

VALORI NORMALI E CORRISPETTIVI NELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO D’IMPRESA (IL

“TRANSFER PRICING”)

 Il reddito d’impresa è determinato in base ai corrispettivi determinati dalle parti, quindi il valore corrente non ha

rilevanza, tranne quando si tratta di corrispettivi nei confronti di imprese estere facenti capo allo stesso gruppo di

– –

società (art. 76 TUIR vedi pp. 167 170)

LE COMPENSAZIONI INDIRETTE DI SOCI, AMMINISTRATORI ETC.

 –

Vedi pp. 170 171

LE ALTRE CATEGORIE DI REDDITO

REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: DELIMITAZIONE DELLA CATEGORIA (RINVII AL REDDITO

D’IMPRESA PER LA DISTINZIONE TRA REDDITI PROFESSIONALI E COMMERCIALI

 La categoria dei redditi di lavoro autonomo viene identificata in maniera residuale: tutte le attività autonome

non esclusive, non rientranti nel reddito agrario o nel reddito d’impresa

abituali, ancorché

 Sono redditi di lavoro autonomo anche quelli prodotti da associazioni tra professionisti

I REDDITI “ASSIMILATI A QUELLI DI LAVORO AUTONOMO” E I CRITERI DI TERRITORIALITÀ

DELLA CATEGORIA

 Esistono redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo che si distinguono perché non comportano la tenuta di

scritture contabili e non sono soggetti ad IVA

 Rapporti di collaborazione continuata e continuativa

 Compenso spettanti ad autori ed inventori

 Utili attribuiti all’associato in partecipazione

LA DETERMINAZIONE DEI REDDITI DI LAVORO AUTONOMO

 L’imputazione degli elementi reddituali al periodo d’imposta avviene secondo il principio di cassa, con alcune

deroghe

 La nozione di compenso include anche i rimborsi di spese inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo

 Per i redditi in questione sono perciò irrilevanti le plusvalenze e gli altri elementi positivi di reddito diversi dai

compensi

 all’esercizio dell’arte o della professione

Non si crea un regime particolare dei beni relativi

 inerente l’attività professionale è ammessa in deduzione

Qualsiasi spesa

 Per i beni strumentali è previsto l’ammortamento

RINVII ALLE NORME PROCEDURALI SULLA CONTABILITÀ DEI PROFESSIONISTI E

REDDITI DI LAVORO AUTONOMO “ASSIMILATI”

DETERMINAZIONE DEI

 Nel calcolo del calcolo della differenza tra compensi e spese del professionista è obbligatoria una contabilità

 I redditi da lavoro autonomo “assimilati” non sono invece determinati contabilmente ma attraverso deduzioni

percentuali ai compensi, senza obblighi contabili

REDDITI DIVERSI. 1) I PROVENTI RESIDUALI RISPETTO AD ALTRE CATEGORIE (PRESTAZIONI

COMMERCIALI O PROFESSIONALI DI CARATTERE OCCASIONALE)

 omogenei ad un’altra categoria di reddito, ma

Danno luogo a redditi diversi alcuni proventi concettualmente

sprovvisti di una qualche particolare caratteristica per essere inclusi in essa:

 Redditi di immobili situati all’estero

 Attività occasionali d’impresa e di lavoro autonomo

DI “FARE” E DA PREMI E VINCITE

I REDDITI DIVERSI DERIVATI DA OBBLIGHI

 Rientrano in generale nella categoria dei redditi diversi i proventi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non

fare o permettere

I REDDITI DIVERSI DERIVANTI DA PLUSVALENZE ISOLATE

 Le plusvalenze sono costituite dalla differenza positiva tra il prezzo di cessione di un bene e il suo costo di

acquisto

 L’imponibilità delle plusvalenze è limitata ai casi specificamente previsti dalla legge

SEGUE: I REDDITI DIVERSI DA NATURA FINANZIARIA NELL’AMBITO DELL’IMPOSIZIONE

SOSTITUTIVA DESCRITTA NELLA SEZIONE B

 Ai fini dell’imposta sostitutiva sui redditi finanziari sono rilevanti anche e plusvalenze e le minusvalenze su titoli

azionari ed obbligazionari

 Queste vicende sono inserite nei redditi diversi (e non in quelli da capitale) perché non hanno carattere

predeterminato e dipendono dalle oscillazioni di valore tipiche dei mercati finanziari

INTERCONNESSIONI TRA NORME SOSTANZIALI E ASPETTI

PROCEDURALI DELL’IMPOSIZIONE SUI REDDITI

CATEGORIE DI REDDITO E ADEMPIMENTI PROCEDURALI: INDIVIDUAZIONE DEI SOSTITUTI

D’IMPOSTA E RELATIVI ADEMPIMENTI

 sostituti d’imposta:

Sono

 Tutti i soggetti IRPEG, società di capitali, enti commerciali o non commerciali

 Le società di persone di cui all’art. 5 TUIR

 Gli imprenditori individuali, ivi compresi gli imprenditori agricoli

 Gli esercenti arti e professioni

 Il condominio degli edifici

 Le ritenute seguono il criterio di cassa

 ritenute a titolo d’acconto

È importante distinguere tra (EG sui redditi di lavoro dipendente) dalle ritenute a

d’imposta

titolo (EG sugli interessi bancari ed obbligazionari percepiti da persone fisiche). Mentre le ritenute a

titolo d’imposta costituiscono un prelievo a sé stante, di carattere definitivo, le ritenute d’acconto impongono un

qualche adempimento aggiuntivo a chi le subisce.

CATEGORIE DI REDDITO E OBBLIGHI CONTABILI: IMPRESE IN CONTABILITÀ ORDINARIA

(LIBRO GIORNALE, LIBRO DEGLI INVENTARI E CONTI DI CONTABILITÀ GENERALE)

 Le imprese in contabilità ordinaria devono tenere le scritture previste dagli artt. 14,15, 16 D.P.R. 600,

parzialmente coincidenti con quelle previste dal c.c.. Il contenuto di tali registri deve essere desunto dal c.c. ove la

normativa tributaria non intervenga.

SEGUE. REGISTRI IVA E CONTABILITÀ SEMPLIFICATA PER LE IMPRESE MINORI

 Alle scritture contabili si aggiunge la contabilità IVA, creando quindi una duplicità di registri IVA/imposte sui

redditi

 devono tenere essenzialmente i registri IVA, integrati dall’annotazione

Le imprese in contabilità semplificata

delle operazioni non soggette a registrazione ai fini di tale tributo

 La contabilità semplificata è una forma di partita semplice che non registra la composizione del patrimonio

aziendale e le sue variazioni

 basata essenzialmente sull’annotazione

Esiste una contabilità ulteriormente semplificata cumulativa mensile o

trimestrale degli incassi e delle spese, applicabile solo in alcuni casi (vedi pg. 262)

ALTRE SCRITTURE DELLE IMPRESE, RILEVANTI AI SOLI FINI FISCALI, E SCRITTURE DEI

DATORI DI LAVORO NELLA QUALITÀ DI SOSTITUTI D’IMPOSTA

 Il libro dei cespiti ammortizzabili serve a riepilogare le vicende di tali beni

 scritture contabili dei sostituti d’imposta

Le consistono nei libri paga e matricola per i dipendenti

 Le imprese in regime ordinario al di sopra di certi limiti sono tengono anche le scritture di magazzino

CONTABILITÀ DEI PROFESSIONISTI

 I professionisti non sono obbligati alla tenuta di scritture contabili dal c.c. e la loro contabilità fiscale è disciplinata

dall’art. 19 D.P.R. 600 (registri bollati)

REQUISITI FORMALI DELLE SCRITTURE SUDDETTE (RUOLO DELLA VIDIMAZIONE): MODALITÀ

PER LA LORO TENUTA E CONSERVAZIONE

 –

La legislazione prevede un certo formalismo (vedi pp. 264 265)

FUNZIONE PROBATORIA DELLE SCRITTURE ED EFFETTI DELLE MANCATE REGISTRAZIONI

CONTABILI

 a favore dell’imprenditore salvo che nelle controversie tra

In diritto civile le scritture contabili non fanno prova

imprenditori

 Neppure in diritto tributario le scritture contabili fanno prova a favore dell’imprenditore, ma il fisco deve adottare

argomentazioni particolarmente rigorose per disattenderne le risultanze

LA STRUTTURA DEL MODELLO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI IN RELAZIONE ALLE

CATEGORIE DI REDDITO

 I modelli di dichiarazione dei redditi sono divisi in base ai vari redditi di categoria: sistema dei singoli prospetti

(quadri) ciascuno destinato ad essere utilizzato per un determinato tipo di reddito (vedi pp. 269 270)

CENNI AI RAPPORTI TRA DETERMINAZIONE DELLE IMPOSTE DIRETTE E SANZIONI PER

OMESSA O INFEDELE DICHIARAZIONE

 relative ad un’evasione d’imposta di solito proporzionali al tributo, cono stabilite dall’art. 1

Le pene pecuniarie

del d.lgs. 471 del 18/XII/1997. Sono punite:

 L’omessa dichiarazione

 L’infedele dichiarazione

L’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

L’IVA NEL SISTEMA E IL SISTEMA DELL’IVA

 L’IVA è considerata imposta sul consumo ma è applicabile ai beni anche quando questi sono lontanissimi dal

momento del consumo finale

 È un’imposta molto articolata e complessa

 È particolarmente influenzata dalla normativa comunitaria

CONCETTI DI BASE SUL FUNZIONAMENTO DEL TRIBUTO

 L’IVA riguarda tre soggetti: un fornitore, un cliente e lo stato: il fornitore deve versare il tributo, proporzionale al

corrispettivo contrattuale, allo stato (IVA sulle vendite), dopo averne detratto il tributo che ha già pagato ai propri

poi addebita al cliente l’IVA sulle vendite quando gli vende il prodotto o il servizio.

fornitori (IVA sugli acquisti),

 L’IVA colpisce solo il passaggio finale del cammino commerciale dei beni, rimanendo neutrale nei passaggi

intermedi

Fornitore Tizio

Valore del bene: 80£

Prezzo di vendita: 80£ + 20£ IVA

IVA versata: 20£ (addebitata al cliente Caio)

Cliente Caio

Prezzo di acquisto: 80£ + 20£ IVA = 100£

Prezzo di vendita:120£ + 30£ IVA = 150£ – 20£ (detrazione dell’IVA sugli acquisti, addebitatagli

IVA versata: 30£ (addebitata al cliente Sempronio)

dal fornitore Tizio) = 10£

Cliente Sempronio

Prezzo di acquisto:120£ + 30£ IVA = 150£

IVA pagata: nel prezzo di acquisto paga le 20£ versate allo stato dal fornitore Tizio, da questi addebitate al

cliente Caio, e dal cliente Caio addebitate al cliente Sempronio, e le 10£ che il cliente Caio ha comunque

dovuto versare allo stato anche dopo aver detratto le 20£ di IVA già pagate dal fornitore Tizio: quindi in

totale si vede addebitate nel prezzo tutte le 30£ di IVA, 20 versate allo stato dal fornitore Tizio e 10 dal

cliente Caio

 Le differenze tra IVA sulle operazioni attive (vendite) e IVA sugli acquisti non vengono calcolate operazione per

operazione ma per masse

 Nel caso in cui l’IVA sulle vendite è inferiore all’IVA versata sugli acquisti, quindi il cliente Tizio non può

scaricare del tutto sul cliente Caio l’IVA che gli ha scaricato il fornitore, il cliente Tizio ha diritto al rimborso

LA GIUSTIFICAZIONE DELL’IVA IN TERMINI DI CAPACITÀ CONTRIBUTIVA: INTERROGATIVI

TEORICI

 Solo i soggetti IVA hanno rapporti con la PA

 Il consumatore finale (cliente Sempronio) non ha rapporti diretti con la PA ma solo con il proprio fornitore (cliente

Caio)

 L’imposta si applica anche quando l’acquirente è un soggetto IVA, che però la potrà portare in detrazione ed

ottenere il rimborso delle eventuali eccedenze a credito

 Problema di definire il soggetto passivo:

 Definizioni legislative (si ricava la definizione di soggetto passivo partendo da quelle operazioni che la legge

considera imponibili IVA)

 l’imprenditore o il professionista, assumendo come presupposto la

Altri considerano soggetto passivo

differenza tra imposta sulle vendite e imposta sugli acquisti (l’individuazione del soggetto passivo prescinde

dalle operazioni indicate dalla legge come imponibili IVA)

 Si assume a presupposto del tributo la fornitura di beni e servizi al consumatore finale (Sempronio),

considerato quindi il portatore della capacità contributiva: è la tesi più corretta

DISTINZIONE TRA OPERAZIONI RIENTRANTI NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA

(IMPONIBILI, NON IMPONIBILI E ESENTI) E OPERAZIONI ESCLUSE

 Perché un’operazione rilevi ai fini del tributo deve trattarsi di cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nel

territorio dello stato nell’esercizio di impresa o di arti e professioni

 Nell’ambito delle operazioni IVA, aventi i requisiti di cui sopra, esistono le:

 alle quali l’imposta si applica e che quindi devono essere formalizzate ai fini IVA

Operazioni imponibili

 che, pur non dando luogo all’addebito del tributo, devono essere

Operazioni esenti formalizzate ai fini IVA

 alle quali l’imposta non si applica ma che devono essere formalizzate (cessioni

Operazioni non imponibili,

all’esportazione)

 Al di fuori dell’ambito delle operazioni IVA si situano le operazioni escluse, che non rientrano nei requisiti di cui

sopra

PRESUPPOSTO OGGETTIVO: CESSIONI DI BENI E PRESTAZIONI DI SERVIZI

 Cessione di beni: trasferimento a titolo oneroso della proprietà o di altro diritto reale di godimento su beni di ogni

genere

 Rientrano nell’ambito delle operazioni imponibili anche cessioni a titolo gratuito, per esempio di beni la cui

produzione o scambio è oggetto dell’attività d’impresa, o per consumo privato del soggetto IVA o per

dicitura “Omaggio

cessione gratuita a meno che non sia di campioni di modico valore contrassegnati dalla

gratuito”

 L’imponibilità serve ad evitare che il bene giunga al consumo detassato

 Se il bene ceduto gratuitamente viene poi acquistato a titolo oneroso, l’IVA sull’acquisto è deducibile, per

evitare che il bene venga colpito due volte, una al momento della cessione a titolo gratuito, una al momento

della successiva cessione a titolo oneroso

 Prestazioni di servizi: sono imponibili le prestazioni effettuate verso corrispettivo in dipendenza di una serie di

contratti in genere aventi ad oggetto un facere

 Sono imponibili anche numerose prestazioni a titolo gratuito destinate al consumo personale o familiare

dell’imprenditore

LE CESSIONI DI BENI ATTRAVERSO COMMISSIONARI E LE “TRIANGOLAZIONI” (PARAGRAFO DI

COMPLETAMENTO)

 Nel caso delle triangolazioni un soggetto (Caio) acquista un bene da un altro (Tizio) chiedendogli di consegnare il

bene direttamente ad un terzo (Sempronio). Tizio fatturerà a Caio che a sua volta fatturerà a Sempronio.

 La stessa regola opera per le cessioni in base a contratti di commissione

IL PROFILO SOGGETTIVO DELL’IVA: ATTIVITÀ D’IMPRESA E DI LAVORO AUTONOMO

 In lineari principio, salvo eccezioni, l’IVA dovuta viene determinata in modo unitario, anche quando il soggetto

IVA esercita attività economicamente differenti

 esercenti attività d’impresa

Soggetti IVA (deve trattarsi di attività abituali

 Società commerciali di qualsiasi tipo


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DESCRIZIONE APPUNTO

Il file contiene gli appunti di diritto tributario raccolti durante le lezioni del Professor Lupi, con nozioni su: il sistema fiscale tra equità ed efficienza, la crisi fiscale e la riduzione della spesa pubblica, tasse e tariffe, il pagamento dei servizi pubblici da parte di chi se ne serve ed il principio del beneficio, le imposte dirette e le imposte indirette, i contributi previdenziali e l’abolizione di quelli sanitari.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Lupi Raffaello.

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