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Diritto Tributario Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto tributario basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del professor Scalia dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, della facoltà di economia, del Corso di laurea in economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto tributario docente Prof. R. Scalia

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ESTRATTO DOCUMENTO

Le regole di determinazione della base imponibile differiscono in base alla categoria di reddito ES tassata al

lordo o al netto. 

REDDITI FONDIARI – DI CAPITALE – DIVERSI preminenza del capitale e non dell’attività

Redditi fondiari:

Premessa stretta correlazione tra patrimonio e fonte reddituale.

Vi è una stretta correlazione tra tutte e sei le categorie.

ART 25 TUIR: “Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e fabbricati, situati nel territorio dello Stato

che sono o devono essere iscritti nel catasto con attribuzione di rendita.” TUIR prevede una definizione di

reddito fondiario. Se non ricorre una di queste condizione il reddito farà parte delle altre categorie

Situato in un altro territorio reddito diverso ART 67 C1 f: “Redditi immobili situati all’estero”

Non iscritti in catasto Redditi diversi 

Relativi ad immobili per imprese commerciali Redditi d’impresa

Occorre verificare se vi sono tutti e tre gli elementi per determinare un reddito fondiario.

ART 8 C 1 LN 23/2011: “IMU sostituisce per la componenti immobiliare l’IRPEF dovute in relazione ai redditi

fondiari relativi ai beni non locati.”

Art 26 TUIR: ”i redditi fondiari concorrono indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito

complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto

reale.”

Si tassa il soggetto del bene immobile in virtù del possesso. Se manca un flusso di ricchezza, verrà tassato

l’immobile per il solo fatto del possesso e quindi si andrà a tassare il patrimonio (tassazione su base catastale).

Ai fini fiscali, i catasti forniscono la misura del reddito imponibile, da utilizzare in sede di determinazione dei

redditi.

Determinazione su base catastale: una determinazione su media ordinaria, non fotografa l’esatta capacità

contributiva del soggetto ma su valutazioni medie e ordinarie, valutazione fatte a monte su categorie di beni

che rispecchiano determinate caratteristiche. Esistono dei correttivi che tengono conto di eventi particolari

come il terremoto ecc..

Il reddito dei terreni è suddivisibile in quattro parti che remunerano:

1. La terra nel suo stato naturale

2. Il capitale di miglioramento che vi è investito

3. Il capitale d’esercizio

4. Il lavoro

Il reddito fondiario è composto da due categorie: redditi derivanti dai terreni e redditi derivanti da fabbricati

REDDITI DERIVANTI DAI TERRENI ci sono due categorie: reddito domenicale dei terreni e reddito agrario.

Reddito domenicale dei terreni: comprende le prime due parti (la terra nel suo stato naturale e il capitale di

miglioramento che vi è investito) cioè quelle parti che corrispondono alla proprietà del fondo e ai capitali

stabilmente investiti. ART 27 TUIR: “è costituito dalla parte domenicale del reddito medio ordinario

ritraibile dal terreno attraverso l’esercizio delle attività agricole”.

Reddito agrario: reddito dell’impresa agraria. ART 32 TUIR: “è costituito dalla parte del reddito medio

ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati nell’esercizio

di attività agricole su di esso”

Reddito catastale è:

• Medio: perché calcolato per una media di più anni

• Ordinario: reddito ottenuto da una coltivazione di capacità normale

Attività svolta da persona individuale o società semplice producono un reddito fondiario.

Attività svolta dalle società di persone a forma commerciale producono un reddito d’impresa.

Sono considerate attività agricole: ART 32 C2 costituito dalla parte del reddito medio ordinario imputabile al

capitale d’esercizio e all’attività di organizzazione. 17

REDDITO DEI FABBRICATI: comprende sia i fabbricati urbani, sia quelli rurali. Il reddito dei fabbricati è un

reddito medio ordinario, determinato secondo le tariffe d’estimo del catasto urbano, che distinguono le unità

immobiliari in categorie e classi.

Gli immobili possono essere strumentali per:

• Destinazione: “utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o della professione o dell’impresa

commerciale da parte del possessore”.

• Natura: “relativi ad imprese commerciali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di

diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni”

REDDITI DI CAPITALE:

Non vi è una definizione di capitale. Base di partenza l’impiego di capitale. Esiste un’elencazione delle

categorie di reddito che rientrano nei redditi di capitale, esistono 2 gruppi principali: ART44 C1 E Redditi da

partecipazione di società ed enti, interessi o altri proventi da mutui e altre forme di impiego del capitale.

Nel momento in cui vanti un diritto di restituzione di un determinato importo non vi è una diminuzione di

reddito.

Clausola residuale: sono redditi di capitale gli interessi da rapporti aventi per oggetto l’impiego di capitale.

Plusvalenza su cessione della partecipazione Redditi diversi

Le somme ricevute dai soci in caso di recesso o liquidazione della società costituiscono utile per la parte che

eccede il prezzo pagato per l’acquisto della partecipazione. (Reddito di capitale).

Sono redditi di capitali gli interessi derivanti da mutui, depositi e conto correnti e gli interessi da obbligazioni.

ART 42: “Il reddito di capitale è costituito dall’ammontare degli interessi, utili o altri proventi percepiti nel

periodo d’imposta, senza alcuni deduzione”

ART 67 partecipazione qualificata e non qualificata

REDDITI DIVERSI:

Sono redditi diversi che non ricadono nelle categorie di redditi dipendenti e lavoro autonomo e non sono

redditi. È una categoria residuale.

Caratterizzata dall’omogeneità, anche se derivano da fonti differenti.

LEZIONE 11

REDDITO D’IMPRESA IMPUTABILE ALLE PERSONE FISICHE Art 55-66 e art 81 – 116 tuir

Il reddito impresa delle persone fisiche viene rimandata agli art sul reddito d’impresa.

Reddito d’impresa, fornisce una definizione art 55: ”Sono redditi d’impresa quelli che derivano da esercizio

di imprese commerciali ovvero per esercizio di professioni abituali, ancorché non esclusive, delle attività

indicata nell’art 2195 cc e delle attività indicate alle lettere b) e c) del comma 2 dell’art. 32 che eccedono i

limiti ivi stabiliti, anche se non organizzate sotto forma di impresa.” La definizione fiscale di impresa si basa

sulla natura dell’attività e non su caratteristiche soggettive.

Per il reddito d’impresa vi è una definizione a differenza fra i redditi fondiari e diversi dove non c’è.

Art 2195 attività che l’imprenditore deve svolgere per far sì che faccia parte di un’impresa commerciale.

Sono imprese commerciali secondo l’art. 2195:

 L’attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi

 L’attività intermediaria nella circolazione di beni

 L’attività di trasporto

 L’attività bancaria e assicurativa

 Le attività ausiliarie alle precedenti

Questo articolo vale anche ai fini del diritto tributario e la basata sulla quantificazione dell’attività.

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Il reddito d’impresa può dipendere dalla forma giuridica, art 6 tuir: “ i redditi delle società in nome collettivo

e in accomandita semplice, da qualsiasi fonte provengano e quale che sia l’oggetto sociale, sono considerati

redditi ‘impresa e sono determinati unitariamente secondo le norme relativi a tali redditi”

Art 81: “il reddito complessivo delle società e degli enti commerciali di cui alle lettere a b del comma 1 art

73 (soggetti passivi IRES) da qualsiasi fonte provenga, è considerato reddito d’impresa ed è determinato

secondo le disposizioni di questa sezione.” 

SNC e SAS SRL Soc. coop. che chiedono l’opzione di essere tassati su base catastale redditi fondiari

Attività commerciali NON esercitati abitualmente non è un reddito d’impresa ma un reddito diverso

Imprenditore ART 2082 “chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della

produzione o dello scambio di beni o di servizi”

Imprenditore per il fisco colui che svolge un’attività anche se non è organizzata come forma d’impresa

ART 55 C 2: “sono inoltre considerati redditi d’impresa: i redditi derivanti dall’esercizio di attività

organizzate in forma d’impresa dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’art 2195cc” fa

rientrare tutte quelle attività che non rientrano nell’articolo ma che sono organizzate sotto forma d’impresa

Art 2195cc parla di Produzione di beni e servizi e NON erogazione di beni e servizi.

Se la produzione e prestazione di servizi che rientrano nell’art 2195 anche se non sono organizzate sotto

forma d’impresa reddito d’impresa 

Se prestazione di servizi che NON rientra nell’art 2195 ma è organizzata sotto forma d’impresa reddito

impresa 

Se prestazione di servizi che NON rientra nell’art 2195 e non è organizzata sotto forma d’impresa reddito

di lavoro autonomo Produzione Prestazione

Art 2195 SI NO

Organizzata a forma d’impresa SI NO SI NO

Reddito Impresa Impresa Impresa Autonomo

Redditi professionali organizzati sotto forma d’impresa Reddito di lavoro autonomo

Il reddito d’impresa delle persone fisiche è determinato secondo le disposizioni dell’IRES salvo delle regole

specifiche scritte dall’art 56-66 dell’IRPEF, di seguito le principali regole:

• Tra i ricavi, si comprende il valore normale dei beni “destinati al consumo personale o familiare

dell’imprenditore” (Autoconsumo)

• Non sono ammesse in deduzione i compensi per il lavoro prestato dallo stesso imprenditore o dai

suoi familiari

ART 65: “per le imprese individuali si considerano relativi all’impresa, oltre ai beni indicati alle lettere a) e b)

del comma 1 art 85, a quelli strumentali per l’esercizio dell’impresa stessa ed ai crediti acquisiti nell’esercizio

dell’impresa stessa, i beni appartenenti all’imprenditore che siano indicati tra le attività relative all’impresa

nell’inventario tenuto a norma dell’art 2217cc…

Beni devono essere divisi in beni strumentali (art 86 e 87) e beni merce (art 81 c1 e c2).

Regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa o attività di lavoro

autonomo se:

• Hanno conseguito ricavi o percepiti compensi non superiori a determinati importi

• Hanno sostenuto spese per lavoro dipendente non superiore a 5000€ lordi

• Il costo complessivo al lordo degli ammortamenti dei beni strumentali non supera 20000€

In questo caso il reddito imponibile è calcolato applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti

un coefficiente di redditività differente in base all’attività svolta. Non sono tenuti alla registrazione e alla

tenuta delle scritture contabili e non sono tenuti ad operare ritenute alla fonte. Inoltre non applicano l’Iva.

Società di comodo disincentivato con norme tributarie sgradevoli. Dato un patrimonio ci deve essere un

livello di redditività decoroso o minimo. Viene indicato un coefficiente al patrimonio e la somma di questi

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coefficienti dà il reddito minimo. Se questo (reddito minimo) è maggiore del reddito ottenuto: quindi si

calcola un reddito presunto si ottiene applicando delle percentuali alle stesse voci patrimoniali. Se non

ottengo il reddito minimo dovrò tenere in considerazione il reddito presunto e non il reddito ottenuto.

Reddito minimo < Reddito ottenuto si tiene conto del reddito Ottenuto

Reddito minimo > Reddito ottenuto si calcola un Reddito presunto

Questo viene fatto per rendere al minimo l’elusione.

Imprese minori sono quelle esercitate da persone fisiche e da società di persone che avendo ricavi non

superiori a un dato ammontare sono ammesse al regime di contabilità semplificata, ovvero non sono tenuti

alla contabilità per il fisco ma i registri IVA. Ricavi < 400000 per servizi <700000 per le altre

In questo caso il reddito d’impresa è costituito dalla differenza tra determinati componenti positivi (ricavi,

plusvalenze e sopravvenienze) e determinati componenti negativi (spese documentate, perdite,

minusvalenze). Gli ammortamenti saranno consentiti solo se vi è il registro dei cespiti ammortizzabili.

REDDITO DI LAVORO AUTONOMO ART 53-54TUIR

Art 53 : “redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Per esercizio di

arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro

autonomo diverse da quelle considerate nel capo IV, compreso l’esercizio in forma associata a cui alla

lettera c) del C 3 ART 5”

“Abituale” differenzia dai redditi diversi

“Attività di lavoro autonomo” differenza dai redditi di lavoro dipendente

“Capo IV” differenza dai redditi d’impresa perché è di natura non commerciale

REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE

Art 49: “ sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione

di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio

quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro. Costituiscono redditi

di lavoro dipendente: le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati”.

“Pensioni di ogni tipo” rientrano anche le pensioni non derivanti da lavoro dipendente e le pensioni di

reversibilità e di invalidità.

Art 51 determinazione di reddito di lavoro dipendente: “il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte

le somme e i valore in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di

erogazioni liberali, in relazione di rapporto di lavoro.”

I Redditi di lavoro non sono imponibili non quando maturano ma nel periodo d’imposta in cui sono percepiti.

Vi è un deroga infatti tutti i redditi percepiti entro il 12 Gennaio si imputano al periodo d’imposta precedente.

Art 51 C 2 TUIR indica i redditi non tassabili:

• I contributi che il datore di lavoro versa per l’assistenza, la previdenza e la sanità

• Le prestazione di vitto

• Le prestazioni di servizi di trasporto collettivo

Dividendi per l’impresa non è un costo ma una ripartizione di utile, per l’impresa non è deducibile e quindi

per l’azionista non è tassabile.

L’interesse che paga agli obbligazionisti è un costo quindi è deducibile per l’impresa e per l’obbligazionista è

tassabile. A

rt 44 c2 a) 20

LEZIONE 12: IRES

IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’

Art 72 -> presupposto dell’imposta è il possesso di redditi, l’aliquota è del 27,5% e si abbasserà al 24% nel

prossimo periodo dell’imposta.

Ires nome dal 2004, prima irpeg (imposta reddito sulle persone giuridiche).

Società ed enti tassate sul possesso dei redditi, l’utile viene distribuito a persone fisiche (soci) e ad altri enti.

Quindi l’utile verrà tassato due volte in capo a due soggetti diversi: società e poi ai soci e vi è la doppia

imposizione fiscale. Si pone esigenza di eliminare la doppia imposizione fiscale.

ART 83: il reddito complessivo è determinato apportando all’utile o alla perdita risultante dal conto

economico, le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti nelle

successive disposizioni della presente sezione.

Prima del 2004 tassata la società con Irpeg e poi tassato il socio con il credito d’imposta. Così veniva

eliminata la doppia imposizione fiscale

Dopo 2004 Logica del capannone. Si tassa l’utile della società in capo alla società nel momento in cui viene

prodotto. I successivi passaggi di ricchezza non vengono tassati. Esenzione a livello del socio non è totale ma

parziale. Distribuzione inter-societarie da società distributiva a società percettore l’esenzione è totale.

Sistema di tassazione per trasparenza per società di persone, perché non è tassabile né con IRES né con IRPEF.

ART 73 SOGGETTI PASSIVI IRES: Sono soggetti all’imposta sul reddito delle società:

1. Le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società

cooperative e le società di mutua assicurazione.

2. Gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust residenti nel territorio dello Stato, che

hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali

3. Gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che

NON hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale

4. Le società e gli enti di ogni tipo non residenti nel territorio dello Stato.

Le prime tre categorie sono accomunati nel comprendere soggetti residenti nel territorio dello Stato.

Elementi per creare classificazione sui soggetti di Ires sono: residenza e commercialità.

Art 75: l’imposta si applica sul reddito complessivo netto. Per stabile come si calcola la base imponibile del

soggetto passivo prima devo qualificare il soggetto passivo, dipendono dalla circostanza della residenza e se

si tratta di una società o di un ente. Residenti tassati su tutti i redditi prodotti anche fuori dall’Italia, Non

residenti tassati sui solo redditi prodotti in Italia.

ART 73 C 2: tra gli enti diversi dalle società si comprendono anche tutte le associazioni non riconosciute e le

altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, nei confronti delle quali il presupposto

dell’imposta si verifica in modo unitario e autonomo. Tra le società e gli enti di cui nella lettera d) del comma

1 (società non residenti), sono comprese anche le società e le associazioni indicate nell’art. 5.

tassata

Società di persone residenti per trasparenza ai soci

Società di persone non residenti tassata in Italia sui redditi prodotti, finalità anti-elusiva.

ART 74: gli organi e le amministrazioni dello Stato non sono soggetti all’imposta. Non costituiscono esercizio

dell’attività commerciale: l’esercizio di funzioni statali da parte di enti pubblici, l’esercizio di attività

previdenziali, assistenza e sanitaria.

Residenza art 73 C 3: si considerano residenti le società e gli enti che per la maggior parte del periodo di

imposta hanno la sede legale, l’oggetto principale e la sede dell’amministrazione nel territorio dello Stato. I

requisiti sono alternativi e non concorrenti, è sufficiente che anche solo uno si presenti affinché la società sia

residente nello stato. Sede legale natura formale, sede amministrativa e oggetto principale ha natura

sostanziale. Sede amministrativa Luogo nel quale vengono assunte le decisioni determinanti per la vita

dell’impresa. Vi è normalmente una coincidenza tra sede legale e amministrativa.

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Oggetto principale ART 73 C4: “l’oggetto è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto

se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata.” Per oggetto principale

si intende l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati nella legge statuto o atto

costitutivo. Non residenti In mancanza di atto costitutivo l’oggetto principale è determinato in base

all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato. La commercialità è soddisfatta in ragione della

sola forma giuridica.

ART 81 REDDITO COMPLESSIVO: “il reddito complessivo delle società e degli enti commerciali di cui alle

lettere a) e b) del C 1 dell’art. 73, da qualsiasi fonte provenga, è considerato reddito d’impresa ed è

determinato secondo le disposizioni di questa sezione”

ART 84 Riporto delle perdite: “può essere computata in diminuzione del reddito nei periodi d’imposta

successivi in misura non superiore all’ottanta per cento del reddito imponibile di ciascuno di essi e per

l’intero importo che trova capienza in tale ammontare”. Le perdite di un periodo d’imposta determinata

con le stesse norme valevoli per la determinazione del reddito. Il limite dell’80%, comporta che il 20% del

reddito di un periodo è tassato anche se le perdite pregresse superano il redito di quell’importo.

ART84 C 2 Riporto perdite primi 3 esercizi: “ le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta dalla data

di costruzione possono essere computate in diminuzione del reddito complessivo dei periodi d’imposta

successivi senza alcun limite di tempo a condizione che si riferiscono ad una nuova attività produttiva”.

Il riporto delle perdite non è ammesso quando muta l’attività che ha prodotto le perdite.

In caso di attività che fruiscono di regimi di non tassazione parziale o totale del reddito, le perdite fiscali

assumono rilevanza in misura corrispondente al reddito tassabile e la perdita riportabile deve essere ridotta

nella stessa misura dell’esenzione.

Elementi di reddito che non concorrono al reddito imponibile.

ART 109: le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad

attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito.

ACE DL 201/2011 le società possono reperire capitali finanziari con capitali proprio oppure rivolgendosi al

mercato cercando creditori. In una fase di crisi economica le società tengono ad essere sottocapitalizzate e

quindi una modalità è individuare degli incentivi alla capitalizzazione, socio invogliato a investire nella società

nella misura in cui ha impatto ai fini fiscali abbassando la sua base imponibile. “ è ammesso in deduzione un

importo corrispondente al rendimento nozionale (3% del capitale investito) del nuovo capitale proprio”

questo rendimento nozionale aumenterà i costi e quindi diminuirà la base imponibile.

REDDITO DEGLI ENTI NON COMMERCIALI: Distinzione tra ente commerciale e ente non commerciale dipende

dall’oggetto della loro attività. Sono enti non commerciali tutti gli enti che svolgono in via esclusiva o

principale un’attività non commerciale; se svolgono un’attività commerciale questa non deve essere l’attività

principale. Il reddito complessivo è diverso dagli enti commerciali, “il reddito complessivo degli enti non

commerciali è formato dai redditi fondiari d’impresa di capitale e diversi.” Per valutare se una determinata

attività assume carattere principale è necessario identificare “gli scopi primari” dell’ente. Le persone fisiche

sono tassate sulle singole categorie di reddito. enti non commerciali tassati sulle singole categorie di reddito.

Nel momento in cui un ente non commerciale svolge attività commerciale verrà tassata come ente

commerciale.

TRUST non è soggetto ma un modulo negoziale. Trust consente di staccare un patrimonio da un soggetto

e lasciarli in sospeso e collegarlo in determinate finalità o ad altri soggetti in futuro. Entità soggetto-

patrimonio diventa un tutt’uno. ART 73 C2 “Se i beneficiari del trust sono individuati i trust non è soggetto

passivo dell’ires ma è fiscalmente “trasparente”, perché i redditi sono imputati ai beneficiari in

proporzione alla quota di partecipazione”. Invece sono soggetti passivi dell’Ires i Trust “opachi” ovvero quei

Trust che non hanno beneficiari individuati.

Determinazione del reddito complessivo ART 83: “ il reddito complessivo è determinato apportando all’utile

o alla perdita risultante dal conto economico relativo all’esercizio chiuso nel periodo d’imposta le

variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti nelle successive

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disposizione della presente sezione”. L’utile/perdita rappresenta la base di partenza per la determinazione

del reddito complessivo. Si tratta di dipendenza parziale perché il reddito fiscale rilevante non si identifica

con il risultato del conto economico ma deriva anche dalle variazioni apportate al risultato del conto

economico. Le variazioni tendono ad adattare il risultato derivante dell’esercizio alle specifiche esigenze del

diritto tributario. I soggetti dell’Ires sono tassati in base al bilancio.

ART 2423 cc: gli amministratori devono redigere il bilancio e deve essere redatto in modo veritiero e corretto.

Bilancio composto da SP CE e nota integrativa.

il legislatore si stacca dall’utile o perdita derivante dal bilancio d’esercizio per diverse esigenze:

 Certezza del rapporto tributario: stime e valutazioni soggettive del redattore del bilancio.

 Esigenze di matrice fiscale: contrastare i comportamenti elusivi

 Esigenze extrafiscali: EX ace

Variazioni in aumento e in diminuzione: Le norme fiscali, che comportano variazioni al risultato del conto

economi, sono espressione del principio di inerenza o di competenza.

EX

VARIAZIONI IN AUMENTO: (vedi da libro economia)tese ad aumentare il risultato d’esercizio poste a

modificare poste dell’attivo e del passivo. Es Ricavi: assegnazione ai soci di beni del magazzino(variazione in

aumento). Costi: minusvalenza su partecipazione societaria che fruisce dei requisiti di accesso al regime della

c.d. pex (variazione in aumento).

VARIAZIONE IN DIMINUZIONE: (vedi da libro economia) intervengono a ridurre la base imponibile. ES ricavi:

plusvalenza rateizzabile di 5 anni. (variazione in diminuzione). Costi:

VARIAZIONI TEMPORANEE/PERMANENTI: variazioni temporanee possono essere analizzate dal caso

dell’alienazione del bene e realizza un plusvalenza e questa è rateizzabile.

PRINCIPIO DI COMPETENZA: ART 109: i ricavi le spese e gli altri componenti positivi e negativi per i quali le

precedenti norme della presente Sezione non dispongono diversamente, concorrono a formare il reddito

nell’esercizio di competenza. È un principio conclusivo poiché ogni voce di bilancio viene identificato negli

articoli precedenti a questo.

BENI RELATIVI ALL’IMPRESA:

beni merce art 85: si occupa alla disciplina del concorso della base imponibile dei ricavi. Sono considerati

ricavi i corrispettivi della cessioni di beni e prestazione di servizi la cui produzione o al cui scambio è diretta

l’attività d’impresa.

Concorso alla base imponibile dei redditi d’impresa

ART 2426 CC: nelle valutazione devono essere osservati i seguenti criteri: il costo dell’immobilizzazioni

immateriali e materiale deve essere ammortizzato secondo la sua residua possibilità di utilizzazione. Beni che

sono iscritti nell’immobilizzazione concorrono alla formazione della base imponibile sulla scorta degli

ammortamenti fatti anno per anno. (valutazione tributario). Il bilancio deve pareggiare anche per quanto

riguarda i fini fiscali.

LEZIONE 13: IRES: I SOGGETTI PASSIVI IRES CHE SVOLGONO ATTIVITA’ IRES

Componenti positivi di reddito

Beni immobilizzati vs attivo circ: gli ultimi quando vengono venduti generano ricavi, quelli inseriti in

immobilizzazioni quando vengono venduti generano plusvalenza e minusvalenza.

ART 85: elencazione di tutti i ricavi C1. I ricavi sono corrispettivi ( da A a E), le indennità, i contributi e il valore

normale dei beni che sono destinati a finalità estranee all’attività dell’impresa.

Corrispettivi: effettuare un’ulteriore ripartizione tra AB e CDE(corrispettivi a fonte di prestazione di carattere

finanziario).

A) Cessione di beni e produzione di beni e servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività

dell’impresa. Tutti quei ricavi che entrano a far parte della voce A1 CE e C4 ATTIVO SP.

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B) Cessione di materie prime e sussidiarie e semilavorati. Sia fiscalmente che in maniera civile genera

un ricavo perché nel momento in cui vado ad acquistarli li inserisco nell’attivo circolante del SP.

C) D) E) corrispettivi che riguardano beni finanziari. Nel momento in cui viene acquista entrerà a far

parte dell’attivo circolante SP. Cessione strumenti finanziari similari alle azioni genera un ricavo.

F) le indennità conseguite a titolo di risarcimento anche in forma assicurativa. Pone sullo stesso piano la

cessione del bene come l’indennità per la distruzione del bene. Indennità riguardanti beni che sono inseriti

nell’attivo circolante e non nelle immobilizzazioni.

G) H) contributi in denaro o in natura spettanti sotto qualsiasi denominazione in base al contratto. Spettati

esclusivamente in conto esercizio a norma di legge (contributi dati ad aziende che svolgono attività con prezzi

imposti). Questo contributo viene inserito come ricavo perché è una parte di ricavo che non dà chi compra il

bene ma lo Stato.

C2) Si comprende tra i ricavi il valore nomale dei beni di cui al comma 1 sono assegnati ai soci o destinati a

finalità estranee all’esercizio dell’impresa. Tutti gli accrescimenti patrimoniali dell’impresa saranno tratti a

tassazione.

ART 88 SOPRAVVENIENZE ATTIVE: i ricavi o altri proventi conseguiti a fronte di spese, perdite od oneri dedotti

o di passività iscritte in bilancio in precedenti esercizi. Distinguere tra ricavi e proventi dovuti a componenti

negativi realizzati nell’esercizio precedente. Non c’è contrapposizione fra costi e ricavi. Non è una rettifica

per l’anno precedente. L’altro caso è quando vi è una sopravvenienza attiva per ricavi o altri proventi

conseguite per ammontare superiore (nell’anno precedente l’ho venduto a 100 ma dovevo venderlo a 120).

Il periodo d’imposta tra due anni sarà indipendente.

Sopravvenienze in senso improprio: sono fiscalmente sopravvenienze ma non sono collegabili a ricavi

dell’esercizio precedente. È un’indennità che assume sopravvenienza attiva fiscalmente ma non vi è nessuna

modifica nel CE.

RIMANENZA DI MAGAZZINO ART 92: le variazioni delle rimanenze finali dell’art 85 rispetto all’esistenze

iniziali concorrono a formare il reddito dell’esercizio. (RIMANENZE FINALI – ESISTENZE INIZIALI).

VARIAZIONE DELLE RIMANENZE ART 92:

costo specifico:

primo esercizio: costo unitario: costo complessivo / quantità acquistate

esercizi successivi:

Incremento: le maggiori quantità si raggruppano in gruppi distinti per anno di formazione si applica il costo

medio

Decremento: si applica il criterio LIFO.

C5 ART 92: se in un esercizio il valore unitario medio dei beni, determinato a norma 2,3,4, è superiore al

valore normale medio di essi nell’ultimo mese dell’esercizio il valore minimo di cui al comma 1 è determinato

moltiplicando l’intera quantità di beni, indipendentemente dall’esercizio di formazione per il valore normale.

Questo vale per i beni diversi da immobilizzazioni finanziari.

ART 93 OPERE, FORNITURE E SERVIZI DI DURATA ULTRANNUALE: La valutazione viene fatta in base ai

corrispettivi liquidati.

PLUSVALENZE: ART 86 le plusvalenze dei beni relativi dell’impresa diversi all’art 85 c1, concorrono a formare

il reddito se:

 Sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso

 Sono realizzate mediante il risarcimento anche in forma assicurative per la perdita o il

danneggiamento dei beni

 I beni vengono assegnati ai soci o destinati a finalità estranee per l’esercizio dell’impresa

Le plusvalenze rappresentano solo quando c’è la corrispondenza di cessione a titolo oneroso o risarcimento

per distruzione o per finalità estranee all’attività dell’azienda. Plusvalenza sarà tassata per l’intero.

Nel 2003 cambiata tassazione degli utili societari.

Beni primo grado -> beni che costituiscono il compendio dell’azienda

24

Beni di secondo grado-> sono le partecipazioni

ART 87 PLUSVALENZE ESENTI: non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti nella

misura del 95% le plusvalenze realizzate a determinate in sensi all’art 86 c1,2,3. Ci devono essere i seguenti

requisiti:

 ininterrotto possesso del primo giorno del dodicesimo mese precedete a quello dell’avvenuta cessione

considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente

 Classificazione nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie nel bilancio chiuso durante il periodo

di possesso

 Residenza fiscale della società partecipata in uno Stato o territorio in cui al decreto del Ministero

dell’economia e delle finanza

 Esercizio da parte della società partecipata di un’impresa commerciale secondo la definizione a cui l’art

55.

Su partecipazioni sono esenti quando ci sono 4 requisiti per chi tiene la plusvalenza: 1 tenuta amento un

anno 2 classificata tra immobilizzazioni. Requisiti per la partecipata: +1 residenza fiscale della società 2

esercizio attività commerciale

DIVIDENDI ART 89: il regime di participation exemption vale anche per i dividendi che come per le

plusvalenze esenti sono tassati nella misura del 5%. Il 95% è esclusa da tassazione. Trattandosi di esclusione

i costi inerenti sono deducibili. I dividendi percepiti dagli imprenditori individuali e dalle società di persone

invece sono tassati per il 49.72% del loro ammontare.

INTERESSI ATTIVI: concorrono a formare il reddito imponibile per l’ammontare maturato nel periodo

d’imposta, secondo il principio di competenza.

LEZIONE 14: COMPONENTI NEGATIVI DI REDDITO

Proventi immobiliari ART 90 i redditi degli immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio

dell’impresa. Concorrono a formare la base imponibile del reddito d’impresa, sono calcolati con le regole dei

redditi fondiari nell’ammontare determinato.

Componenti negativi

ART 109 C1: le spese e gli altri componenti positivi e negativi, concorrono a formare il reddito per l’esercizio

di competenza.

ART 109 C4: Le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui

non risultano imputati al CE relativo all’esercizio di competenza.

Non iscritti in CE NO DEDUZIONE

Deroghe rispetto a questo principio. Sono tuttavia deducibili:

1) Quelli imputati al CE di un esercizio precedente se la deduzione è stata rinviata in conformità alle

precedenti norme della presente sezione che dispongono o consentono il rinvio. EX

AMMORTAMENTI

2) Quelli che pur non essendo imputati al CE sono deducibili per disposizione di legge. Esistono delle

norme fiscali che non ammettono il rinvio in esercizi successivi.

3) Le spese e gli oneri specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi che pur non risultando imputati

al CE concorrono a formare il reddito, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano

da elementi certi e precisi

Inerenza (domanda all’esame) perché un costo o una spesa sia deducibile occorre che sia inerente rispetto

all’attività dell’impresa. E’ una regola di relazione tra un costo di un determinato bene e un’attività. Sono

deducibili i costi che sono inerenti rispetto all’attività e non rispetto ai ricavi. Limiti deducibilità scritti nel

Tuir. In altri casi quando non vi è limiti c’è l’amministrazione finanziaria che li fissa. In forza del principio di

inerenza non sono deducibili le spese che l’imprenditore individuale sostenga per sé o per i suo familiari. Non

sono deducibili le sanzioni prese dall’azienda anche se sono funzionali all’attività.

25

Una spesa NON è deducibile se non è funzionale all’attività dell’impresa ma diretta a scopi esterni.

Sanzioni che vengono irrogate alle società es sanzioni dell’antitrust, sono deducibili o meno? Le sanzioni

antitrust non sono deducibili perché manca il nesso di inerenza.

Gruppi di società: può accadere che determinati costi sono sostenuti da una società è destinato a tanti

soggetti, quindi l’inerenza non è strettamente collegata ad una società ma a più società. La deduzione verrà

dedotta in maniera parziale per tutte le società.

ART 109 C5: le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi sono deducibili se e nella

misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare

il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi.

 Componenti negativi relativi ai dividendi sono deducibili

 Componenti negativi relativi alle plusvalenze sono indeducibili

Non sono deducibili i costi che si riferiscono esclusivamente ad attività o beni esenti, tra cui i costi correlati

alle plusvalenze esenti.

Gli interessi passivi sono deducibili a prescindere dall’inerenza, ma nei limiti quantitativi previsti dalla norma

che specificamente li riguarda.

ART 109 C 9: non è deducibile ogni tipo di remunerazione dovuta su titoli strumenti finanziari comunque

denominati per la quota di essa che direttamente o indirettamente comporti la partecipazione di risultati

economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell’affare in relazione

al quale gli strumenti finanziari sono stati emessi.

Il costo del lavoro sono deducibili integralmente anche se si tratta di liberalità. Fringe benefit erogati dalla

società sono deducibili nella stessa misura in cui costituiscono reddito di lavoro tassabile per il dipendenti. I

compensi spettanti agli amministratori delle società sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti. I

compensi erogati sotto forma di partecipazioni agli utili sono deducibili indipendentemente dall’imputazione

al CE. IRAP relative alle spese per il personale dipendente e assimilato è deducibile dal reddito d’impresa.

Interessi passivi: NON sono soggetti alla regola dell’inerenza, ma nono previsti dei limiti di deducibilità.

Perdite: componenti negativi che derivano dai beni strumentali e patrimoniali e sono deducibili solo se

risultano da elementi certi e precisi. Per far sì che la perdita su crediti sia deducibile occorre dimostrarne

l’inesigibilità.

Ammortamento ART 102: Le quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali per

l’esercizio dell’impresa sono deducibili a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene concorrendo

alla produzione di utili. Ammessa la deduzione in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione

al costo dei beni dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale ridotti a metà per il primo esercizio. I coefficienti sono stabiliti per categorie di beni

omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi. NON SONO

DEDUCIBILI I BENI NON STRUMENTALI. I terreni non sono ammortizzabili. Gli edifici sono ammortizzabili al

netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza.

Amm civ > Amm fiscali variazione in aumento

Amm civ < Amm fiscali non c’è nessuna variazione

Il valore complessivo di un bene al di sotto dei 516,46€ è consentita la deduzione integrale delle spese di

acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute.

Spese di manutenzione se non sono imputate ad incremento del bene sono deducibili entro il 5% della

somma di tutti i beni ammortizzabili.

Minusvalenze patrimoniali: minusvalenze diversi da art 85 e 87 sono deducibili se sono realizzate ai sensi

dell’art 86 (cessione a fronte di corrispettivo o risarcimento a forma assicurativa).

26

Ammortamento beni immateriali: le quote di ammortamento sono deducibili in misura non superiore del

50% del costo. Quelle relative al costo dei marchi d’impresa e avviamento iscritto all’attivo del bilancio sono

deducibili in misura non superiore a 1/18 del costo.

LEZIONE 15

Ricavi e rimanenze: principio fondamentale è quello di competenza, fiscale per i beni merci si qualifica

attraverso l’iscrizione di costi e ricavi e rimanenza. Magazzino ai fini civilistici LIFO.

Art 86: rateizzare la plusvalenza nel caso in cui il bene è stato posseduto per almeno tre anni.

Plusvalenza su vendita di partecipazione per un individuo Redditi diversi

I dividendi e le plusvalenze sono due modi per realizzare il plusvalore nell’impresa in cui si ha una

partecipazione. Plusvalenza va a formare la base imponibile dell’Irpef per un valore pari al 49.72%.

I dividendi per il fisco non esiste il principio di competenza ma il principio di cassa. I dividendi tenuti per i

soggetti Ires sono tassati per il 5%.

2 principi per la partecipante 1 iscrizione per almeno un anno beni immobilizzato 2 Holding period

2 principi per la partecipata 1 attività commerciale 2 no residente in paradisi fiscali

LEZIONE 16 

Tassazione dei gruppi di società nozioni del diritto civile in relazione ai gruppi di società sono differenti in

base ai diversi settori di attività (bancarie ecc..). il legislatore tributario non accoglie una definizione di gruppo

autonoma ma tratteggia delle caratteristiche che poi vengono impiegate per una determinata disciplina.

Esistenza o meno di un gruppo se vi è un controllo tra le società o meno. Il rapporto di controllo è definito

all’interno del cc art 2359, che definisce come società controllata:

1) La società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea

ordinaria controllo di diritto

2) La società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante

nell’assemblea ordinaria controllo di fatto

3) Quella che è sotto l’influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali

(controllo esterno di fatto)

Il diritto civile ha come oggetto il rapporto tra soggetti, il diritto tributario l’esigenza è differenza ovvero tutti

i soggetti compartecipano alla ripartizione delle spese pubbliche in base alla capacità contributiva.

In presenza di gruppi di società bisogna trovare il soggetto passivo d’imposta, se il gruppo in sé può

rappresentare un soggetto passivo d’imposta. Nei macro-gruppi dei soggetti passivi d’imposta non vi sono i

gruppi di società. Art 73 c 2 afferma che sono soggetti passivi d’imposta oltre alle persone giuridiche, i singoli

soggetti che comportano un gruppo di società sono soggetti passivi d’imposta in base al proprio reddito che

producono. 

Prezzi di trasferimento transfer price ART 110 C 7 contiene una norma intesa a evitare che nei rapporti

economici tra società non residenti nello stesso Stato vengano poste in essere pratiche elusive, mediante la

fissazione di prezzi non corrispondenti al valore normale. Per arginare la manipolazione dei prezzi ai fini fiscali

si tiene conto dei valori di mercato, quindi se i prezzi sono maggiori o minori l’impresa italiana dovrà operare

una rettifica in aumento nella dichiarazione dei redditi.

il fatto a contenuto economico tra due soggetti indipendenti. In una situazione dove A cede merci a C per

1000€, A residente in Italia quindi tassato su tutti i redditi anche prodotti all’estero (27.5%). Sul ricavo A può

decidere di istituire una nuova società all’estero per poi cedere la merce a 550€ alla nuova azienda per

ricavare un utile di 50. Dopodichè la società estera vende a C la merce di 1000€. Il soggetto fornitore non è

più A ma A1. 27

La disciplina sul transfer price contrasta queste manovre, la società italiana che controlla o che è controllata

da una società estera, e che entrambe siano controllate da un’altra società e infine la società A1 svolge

attività di commercializzazione dei prodotti di A.

Il valore normale è definito nell’art 9 del TUIR: prezzo o corrispettivo mediamente praticato per beni e servizi

della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di

commercializzazione nel tempo e nel luogo in cui i servizi sono stati acquistati o prestati e, in mancanza

nel tempo e nel luogo più prossimi.

Vi sono tre metodi per la determinazione del valore normale di una transazione tra parti correlate.

1) Metodo del confronto del prezzo (CUP): mette a confronto il prezzo di una transazione con una parte

correlata con il prezzo in una transazione con controparte indipendente. Se esiste una differenza

allora potrebbe essere non conforme al principio del valore normale e quindi il prezzo deve essere

sostituito con il prezzo della transazione indipendente.

2) Metodo del prezzo di rivendita (RPM): valuta il valore normale di una transazione con una parte

correlata facendo riferimento al margine lordo realizzato in transazioni indipendenti. Il prezzo del

valore normale viene determinato sottraendo il profitto lordo dal prezzo di rivendita applicabile.

3) Metodo del costo maggiorato (CPLM): valuta il valore normale di una transazione correlata facendo

riferimento al ricarico realizzato in transazioni indipendenti.

Regime di trasparenza opzionale può essere esercitata dalle società di capitali delle quali siano socie altre

società di capitali. L’opzione deve essere espressa da tutte le società e da tutti i soci e ha effetto per tre

esercizi sociali della società partecipata e non può essere revocata. I soci devono avere una partecipazione

non inferiore al 10% e non superiore al 50%. Il socio che ha una partecipazione per il più del 50% non può

adottare un regime di trasparenza ma il consolidato.

ART 115: requisiti minimi

1) Forma giuridica: società di capitali

2) Residenza: residenti e non residenti (ma non obbligo ritenuta alla fonte su utili)

3) Opzione: “ All in all out” e durata

4) Percentuale di diritti di voto e di partecipazione utili: fra 10-50%

Questo regime ha una durata di tre anni, dopo il periodo le società hanno il potere di continuare il regime o

meno. La revoca può avvenire anche durante i tre anni se non vi sono più i requisiti per il regime, quindi verrà

meno anche il regime di tassazione.

Limite imputazione perdite: nei limiti del patrimonio netto contabile riferibile a ciascuna delle due società.

RESIDENTI: redditi prodotti all’estero

I soggetti passivi non residenti in Italia sono tassati sui redditi solo prodotti all’estero. Bisogna individuare dei

criteri di collegamento tra il reddito e il territorio dello Stato l’arti 23 Tuir.

Il regime di trasparenza delle società di capitali, come quello delle società di persone, comporta che il reddito

prodotto dalla società partecipata è imputato a ciascun socio. Anche le perdite della partecipata sono

imputate ai soci in proporzione delle rispettive quote di partecipazione ed entro il limite della quota del

patrimonio netto contabile della società partecipata.

Il regime di trasparenza può essere adottato anche dalle SRL se sussistono tre condizioni:

1) Il volume dei ricavi non deve superare le soglie previste per l’applicazione degli studi di settore

2) La compagine sociale deve essere composta esclusivamente da persone fisiche in numero superiore

a 10

3) La società non deve essere assoggettata a procedure concorsuali e non deve avere esercitato

l’opzione del consolidato.

La SRL se decide di adottare la trasparenza non verrà più tassata come società come Ires ma come IRPEF

ovvero i singoli soci. Se non si opta per la trasparenza il reddito prima viene tassato a carico della società e

poi tassato ai soci. 28

Consolidato nazionale

la tassazione consolidata colpisce il risultato del gruppo visto come unità economica. Il gruppo non ha

soggettività giuridica. Le diverse società che compongono conservano la loro soggettività sia ai fini della

determinazione del reddito sia ai fine della responsabilità. Il reddito di ciascuna società confluisce nel risultato

del gruppo che deriva dalla somma algebrica dei risultati reddituali delle società consolidate. Si ottiene così

il reddito complessivo globale su cui si applica l’imposta di cui è debitrice la controllante.

L’applicazione del consolidato dipende dalla volontà delle società del gruppo: è necessaria l’opzione

congiunta di un capogruppo e di almeno una società controllata. Non vale per il consolidato nazionale la

regola “all in all out”. L’opzione del consolidato è irrevocabile e ha efficacia per tre esercizi sociali.

Le società non residenti possono esercitare l’opzione per il consolidato solo in qualità di controllanti ed a

condizione:

 Di essere residenti in Paesi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione

 Di esercitare nel territorio dello Stato un’attività d’impresa mediante una stabile organizzazione,

nel cui patrimonio sia compresa la partecipazione nelle società controllata.

Reddito consolidato: deve essere determinato il proprio rendo applicando le regole ordinarie in materia di

reddito d’impresa. È incluso il 5% dei dividendi percepiti, anche se provengono da società di gruppo. Dal

reddito complessivo di ciascuna consolidata sono computate in diminuzioni le perdite relative agli esercizi

anteriori all’inizio della tassazione di gruppo. 

Reddito consolidati = Reddito complessivo globale somma algebrica dei redditi e delle perdite della

consolidate, con una eventuale rettifica di consolidamento per gli interessi passivi nel momento in cui vi è

una capienza ROL non utilizzata per la deduzione dei propri interessi passivi. Deduzione nei limiti di tale

capienza. Dal risultato complessivo globale si deducono le perdite di gruppo di esercizi precedenti e si ottiene

il reddito o perdita imponibile. Dal reddito imponibile si calcola l’IRES.

La società controllante è debitrice in base al reddito complessivo del gruppo. Deve versare gli acconti

infrannuali e l’imposta liquidata nella dichiarazione del gruppo. In caso di accertamento la controllante

risponde della maggiore imposta accertata, con gli interessi e risponde anche delle sanzioni irrogate alle

controllate. 

Cessazione consolidato se nel corso del triennio viene meno il rapporto di controllo o se non è rinnovata

l’opzione.

LEZIONE 17

I REDDITI PRODOTTI ALL’ESTERO DAI RESIDENTI

I criteri di localizzazione della produzione del reddito sono:

 Per i redditi patrimoniali rileva il luogo in cui è situata la fonte reddituali, quindi per i redditi fondiari

vale la localizzazione dell’immobile, per i redditi di capitale la sede del soggetto che li corrisponde

 Per i redditi derivanti da attività vale il luogo in cui è svolta l’attività

Dividendi di fonte estera sono tassati come quelli distribuiti da società residenti, con la eccezione di quelli

distribuiti da società residenti in Paesi a regime fiscale privilegiato. I dividenti corrisposti a persone fisiche

devono essere assoggettati ad una ritenuta del 26%. 

Dividenti e partecipazioni provenienti da paradisi fiscali tassati per intero.

Credito d’imposta mira ad eliminare la doppia imposizione fiscale. Si tratta di una detrazione che spetta

fino a concorrenza della quota d’imposta italiana corrispondente al rapporto tra redditi prodotti all’estero e

redditi complessivi. La detrazione di applica separatamente per ciascuno Stato. Nel caso in cui il reddito

prodotto all’estero sia tassato parzialmente anche l’imposta detraibile è ridotta in misura corrispondente.

29

I soggetti residenti fisicamente in Italia devono dichiarare i beni e i redditi prodotti all’estero. Nel momento

in cui non vi è la dichiarazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria dal 3% al 15%

dell’ammontare degli importi non dichiarati, la sanzione è raddoppiata se lo Stato estero è a regime fiscale

privilegiato. 

Patrimoniale su immobili gli immobili posseduti all’estero da persone residenti in Italia sono tassati con

una patrimoniale, cioè dall’imposta sul valore degli immobili situati all’estero. L’imposta è dovuta nella

misura dello 0.76% del valore degli immobili.

Attività finanziarie estere imposta è dovuta nella misura dell’1,5permille del valore delle attività

finanziarie. 

Consolidato mondiale solo società di capitali o ente commerciale residente in Italia. Comporta la

imputazione alla capogruppo italiana del risultato fiscale delle controllate estere in proporzione alla quota di

partecipazione. Determina l’imputazione proporzionale alla controllante dei redditi di tutte le controllate non

residenti per un periodo minimo di 5 anni. Vantaggio: compensazione delle perdite fiscali delle controllate

non residenti con redditi delle società residenti. Svantaggio: immediatamente tassabili in Italia gli utili delle

controllate non residenti. Il consolidato mondiale è efficace se sussistono le seguenti condizioni oltre i

requisiti:

 L’opzione ha per oggetto tutte le controllate non residenti

 Vi è identità dell’esercizio sociale di ciascuna impresa controllata con impresa controllante

 Tutti i bilanci delle società del gruppo sono soggetti a revisione contabile

Il risultato reddituale delle società estere deve essere ricalcolato applicando le disposizioni vigenti in Italia in

materia di IRES.

I REDDITI DEI NON RESIDENTI PRODOTTI IN ITALIA

Persona fisica non residente se non ricorre nessuno degli elementi costitutivi della residenza fiscale

(iscrizione anagrafica. Dimora abituale e domicilio)

Redditi di lavoro autonomo e di capitale sono tassati mediante ritenuta a titolo d’imposta.

I dividendi distribuiti da società italiane a soggetti non residenti sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo

d’imposta del 26%. I soggetti non residenti hanno diritto al rimborso di 11/26 della ritenuta subita se

dimostrano di aver pagato all’estero e in via definitiva le imposte del Paese sui dividenti percepiti. I dividendi

non sono tassati quando si applica la Direttiva “Madre - Figlia” che impedisce la tassazione dei dividendi

distribuiti da società madri a società figlie.

Società o enti non residenti sono quelle società che per la maggior parte del periodo fiscale non hanno la

sede legale o amministrativa o oggetto principale dell’attività nel territorio italiano. I redditi prodotti da

queste società nel territorio italiano vengono tassate con l’IRES.

Enti NON commerciali NON residenti il reddito complessivo si determina applicando le regole dettata

nell’IRPEF per le persone fisiche residenti. Occorre distinguere le varie categorie di redditi come per gli enti

non commerciali residenti. 

Stabile organizzazione materiale ART 162: “Sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non

residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato.” NON E’ UN SOGGETTO

GIURIDICO ma un mero centro di imputazione di situazioni giuridiche. Il reddito della stabile organizzazione

è determinato secondo le disposizioni relative al reddito d’impresa. La base imponibile è determinata sulla

base di un rendiconto economico e patrimoniale. Per le imposte sui redditi le società non residenti devono

indicare al fisco le generalità e l’indirizzo in Italia di un rappresentante per i rapporti tributari e verrà utilizzato

per ricevere la notificazione di atti dell’amministrazione.

30

LEZIONE 18: IVA: IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

Iva destinata a gravare sugli scambi. Iva è un tributo a differenza degli altri che non ha una matrice interna,

ma è un tributo che trova origine nel diritto europeo ovvero sulla creazione del mercato comune. In Italia

l’IVA è stata istituita ed è disciplinata dal DPR 26 ottobre 1972 NR. 633. La disciplina dell’Iva dev’essere

ricostruita tenendo presente, in via prioritaria, il diritto dell’UE e poi in via secondaria la disciplina nazionale.

L’Iva è una delle risorse prioritarie dell’UE e gli stati membri sono tenuti a devolvere all’UE parte del gettito

del tributo e devono garantirne la corretta applicazione e l’effettiva riscossione.

L’Iva è un’imposta plurifase che grava, in misura proporzionale sul prezzo finale del bene.

Imposte monofase è quella destinata a grava se solo su una fase del processo produttivo.

Imposta plurifase è quella che grava su tutte le fasi del processo produttivo.

Imposte cumulative e sul valore aggiunto.

Destinato

Imposte cumulativa a sommarsi sull’imposta che grava sugli imposti precedenti

Imposta sul valore aggiunto Iva, destinata a incidere sul valore aggiunto

IVA imposta plurifase e sul valore aggiunto

Corte di giustizia ha indicato quattro caratteristiche dell’Iva:

1) Si applica in modo generale alle operazione aventi ad oggetto beni e servizi

2) È proporzionale al corrispettivo dei beni forniti

3) È riscossa a ciascuna fase del procedimento di produzione e distribuzione a prescindere dal numero

di operazioni effettuate

4) Gli importi pagati in occasioni delle precedenti fasi sono detratti dall’imposta dovuta così da calcolare

il tributo solo sul valore aggiunto.

La neutralità

l’imposta è neutrale per il soggetto passivo perché è debitore verso lo Stato dell’Iva commisurata ai

corrispettivi ma contemporaneamente è creditore verso il cessionario o committente. L’Iva incide in

definitiva solo sul consumatore finale che acquista un bene o un servizio assoggettato all’imposta ma non ha

il diritto di detrarla.

Bisogna dividere i soggetti del processo produttivo e i consumatori finali. La neutralità si realizza detraendo

dall’imposta dovuta l’imposta sorta sugli acquisti. (iva a debito – iva a credito). I soggetti della catena

produttiva non rimangono incisi dal tributo.

I soggetti passivi sono individuati nell’art 1: l’imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessione di beni e

le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti

e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate. Sono soggetti a cui gravano una serie di obblighi

formali e sostanziali in ordine alla dichiarazione contabilità ecc ma possono detrarre l’imposta.

Art 4: esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale ancorché non esclusiva delle attività

commerciali o agricolo di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di

imprese nonché l’esercizio di attività organizzate in forma d’impresa dirette alla prestazione di servizi che

non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.

Vi sono differenze fra la definizione dell’imprenditore IVA e quella di imprenditore ai fini delle imposte sui

redditi:

 In tutte e due le definizioni è imprenditore è chi svolge un’attività commerciale anche se non è

organizzata in forma d’impresa.

 La definizione Iva comprende anche gli imprenditori agricoli

Consumatore finale: non hanno diritto alla detrazione, ovvero il bene resta gravato dall’Iva per un importo

proporzionale al prezzo. Il consumatore finale è il soggetto definitivamente inciso dal tributo.

Soggetti passivi dal punto di vista giuridico-formale imprenditori

Soggetti passivi dal punto di vista economico consumatori finali

31

Soggetti che esercitano arti e professioni: Art 5: si intende l’esercizio per professione abituale ancorché non

esclusiva di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte

Campo di applicazione dell’iva

Un’operazione economica è rilevante ai fini Iva se sussistono tre condizioni:

1) Posta in essere da un imprenditore o da un lavoro autonomo (presupposto soggettivo)

2) Rientra nel campo di applicazione del tributo (presupposto oggettivo)

3) Effettuata nel territorio dello Stato (presupposto territoriale)

Operazioni imponibili sorge il debito d’imposta

Operazioni Non imponibili non sorge il debito d’imposta

Operazioni esenti non sorge il debito d’imposta

Operazioni imponibili e non imponibili non limitano il diritto alla detrazione

Operazioni esenti limitano il diritto alla detrazione

Operazioni imponibili cessione di beni , prestazioni di servizi, acquisti intra-Ue, impostazioni extra-Ue

OPERAZIONI IMPONIBILI

Nella categoria delle operazioni imponibili sono comprese quattro specie di operazioni:

1) Cessione di beni

2) Prestazioni di sevizi

3) Acquisti intra-UE

4) importazioni

Art 2: costituiscono cessione di beni gli atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà

ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su beni di ogni genere. Operazioni

assimilate alla cessione dei beni. Costituzione o trasferimento diritto reale.

La cessione di beni immateriali NON sono cessioni di beni ma prestazioni di servizi

Prestazioni di servizi:

Art 3: costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera,

appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in genere da obbligazioni di fare,

di non fare e di permettere quale ne sia la fonte.

Vi sono delle prestazioni assimilate e delle prestazioni escluse:

Assimilate concessione di beni in locazione, cessione di diritti su beni immateriali, cessioni di contratto

Escluse prestiti obbligazionari, cessioni di contratti che hanno per oggetto beni la cui cessione è esclusa

da imposta.

Le esenzioni:

non comportano il sorgere del debito d’imposta. Le operazioni sono esenti per ragioni sociali o per ragioni di

tecnica tributaria. Sono esenti queste operazioni:

 operazioni di carattere finanziario

 operazioni relative alla riscossione dei tributi

 l’esercizio di giochi e scommesse

il soggetto passivo che effettua operazioni esenti non può dedurre l’Iva sugli acquisti quindi viene meno la

neutralità del tributo che assume un costo.

Momento impositivo

Il momento impositivo è quello in cui un’operazione si considera effettuata e l’imposta diviene esigibile.

Esigibilità: il diritto che l’Erario può far valere a norma di legge, a partire da un determinato momento,

presso il debitore, per il pagamento dell’imposta, anche se il pagamento può essere differenziato. Tale

effetto ha una doppia valenza:

1) per chi effettua operazioni attive fa decorrere il termine di fatturazione e registrazione (15gg)

2) per il compratore la nascita del diritto di detrazione

32

Base imponibile:

la base imponibile è costituito dall’ammontare complessivo dei corrispettivo dovuti al cedente o al prestatore

secondo le condizioni contrattuali. Concorrono a formare la base imponibile gli oneri e le spese inerenti

all’esecuzioni. NON rientrano nella base imponibile gli interessi moratori e le penalità in genere.

Le aliquote:

L’aliquota ordinaria è il 22% poi vi sono due aliquote ridotto 10% e 4% per i beni e servizi che maggiormente

incidono sul costo medio della vita.

Diritto di rivalsa:

il soggetto passivo che effettua un’operazione imponibile ha diritto di rilevarsi nei confronti del cessionario.

Il credito sorge nel momento in cui vi è l’emissione della fattura. Quindi vi sono due fattispecie che

scaturiscono il diritto di rivalsa che sono:

1) effettuazione di un operazione imponibile

2) emissione della fattura

Non vi è norma che limiti nel tempo la rivalsa, quindi può essere esercitata anche in ritardo vale a dire dopo

che è decorso il termine per l’emissione della fattura.

Diritto di detrazione:

Art 19: “l’imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai

beni ed ai servizi importati o acquistati nell’esercizio di impresa, arte o professione.”

Per poter esercitare il diritto di detrazione occorre dunque che siano annotate, nel registro degli acquisti, le

fatture e le bollette doganali. La detrazione è esercitata nelle liquidazione periodiche o in sede di

dichiarazione annuale.

Esclusione della detrazione:

non sono detraibili:

 l’imposta relativa all’acquisto di aerei e imbarcazioni

 l’imposta relativa all’acquisto di auto è detraibile nella misura del 40%

 l’imposta relativa all’acquisto di carburanti e lubrificanti

pro-rata:

Quando non vi sono legami diretti tra acquisti e specifiche operazioni attive che non sono soggette ad

imposta, ed il soggetto passivo Iva esercita sia attività che danno diritto, sia attività che non danno diritto alla

detrazione.

Il criterio della pro-rata si applica quando non è applicabile la regola della indetraibilità specifica. Il diritto alla

detrazione spetta in maniera proporzionale alle operazioni che danno diritto alla detrazione. Il risultato è

dato dal rapporto della somma di tutte le operazioni detraibili fratto tutte le operazione fatte nel periodo.

LEZIONE 19 APPLICAZIONE DELL’ IVA

Il primo adempimento imposto ai contribuenti è quello di identificarsi ovvero presentazione della

Dichiarazione di inizio attività art 35: I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o

professione nel territorio dello Stato o vi istituiscono uno stabile organizzazione devono farne

dichiarazione al fisco il quale attribuisce al neo-contribuente un numero di partita Iva.

Iscrizione VIES: scambio dati per i soggetti che scambiano i beni extra-comunitarie.

ART 21: per ciascuna operazione imponibile, il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del

servizio emette fattura. Emissione della fattura ha impatto sostanziale sull’Iva. Se anteriormente viene

emessa fattura, l’emissione fa sì che l’operazione si considera effettuata.

La fattura deve indicare:

 i soggetti fra cui è effettuata l’operazione con il numero di partita Iva d’entrambi

 l’oggetto dell’operazione

 la base imponibile 33

 l’aliquota e l’imposta

 numero progressivo dell’operazione per ciascun anno

la fattura è necessaria sia ai fini della rivalsa che ai fini della detrazione.

Registrazione Art 23: il contribuente deve annotare entro quindici giorni le fatture emesse, nell’ordine della

loro numerazione e con riferimento alla data di emissione, in apposito registro.

Registri: operazione sia lato acquisti che vendita devono essere annotate in appositi registri. Nel registro

delle operazioni attive devono essere annotate entro 15 giorni dalla loro emissione le fatture le autofatture

e le note di variazione. Nel registro degli acquisti devono essere annotate le fatture passive, le autofatture e

le bollette doganali.

Dal registro delle operazioni attive risulta l’IVA A DEBITO da quello delle operazioni passive l’IVA A CREDITO:

ogni mese dev’essere liquidata la differenza algebrica tra debito e credito.

Iva per il proprio funzionamento servono delle liquidazioni mensili oppure trimestrali in base alla grandezza

dell’attività.

Inversione contabile (reverse charge): caso in cui l’obbligo applicare l’imposta è posto a carico del

cessionario o del committente. Il soggetto incaricato ad applicare l’imposta è tenuto a emettere fattura o ad

integrare la fattura ricevuta. Inoltre deve registrare il documento sia nel registro delle fatture emesse che nel

registro degli acquisti. Vi è inversione contabile quando vi è una cessazione di beni e servizi effettuate nel

territorio dello Stato da soggetti residenti nei confronti di soggetti passivi residenti. Questo meccanismo è

molto utilizzato anche come strumento anti-elusione.

Le note di variazione: dopo che la fattura è emessa e registrata può succedere che si devono inserire delle

modifiche. In questo caso il cedente o prestatore deve emettere una nota di variazione in aumento ovvero

una fattura integrativa. Le note di variazione posso essere sia in aumento che in diminuzione:

 Diminuzione: il cedente deve emettere nota di variazione con segno contrario che va ad annullare il

debito d’imposta. Il cessionario dovrà anche lui inserire una nota di variazione all’interno del suo

registro acquisti. NB: la nota di variazione in diminuzione NON possono essere emesse dopo il decorso

di un anno dall’effettuazione della base imponibile

 Aumento: bisogna modificare attraverso la nota di variazione il registro delle fatture emesse.

Volume d’affari: somma di tutte le operazioni di un soggetto che rientrano nel campo d’applicazione del

tributo.

Contribuenti minori: sono colore che hanno un volume d’affare inferiore a 400mila per le prestazioni di servizi

e 700mila per le altre imprese. Questi contribuenti sono tenuti a liquidare l’imposta in maniera trimestrale.

Contribuenti forfettari: sono determinati contribuenti che esercitano la propria attività d’impresa entro

determinati limiti. Essi NON devono applicare l’Iva sulle operazioni attive e non hanno diritto alla detrazione

dell’iva sugli acquisti.

Versamento IVA: ogni mese il contribuente deve calcolare l’iva a debito e credito e in base alla differenza

versare allo Stato l’imposta dovuta entro il 16 del mese successivo. Alla fine dell’anno, entro il 27 dicembre

deve essere versato un acconto in misura pari ad una percentuale della somma da versare per il mese di

dicembre dell’anno precedente. Con la dichiarazione annuale viene effettuata la liquidazione finale , il

versamento deve essere effettuato entro il 16 marzo dell’anno successivo.

L’eccedenza d’imposta è un credito del contribuente che può essere:

1) Compensato con debiti d’imposta diversi dall’Iva

2) Riportato a nuovo

3) Chiesto a rimborso

Split payment: alcune Pubbliche Amministrazione invece di versare l’Iva di rivalsa ai propri fornitori, debbono

versarla direttamente all’Erario. I fornitori che si trovano di fronte a pubbliche amministrazioni che svolgono

lo Split Payment devono emettere la fattura con annotazione “scissione dei pagamenti”

Dichiarazione annuale e opzioni: la dichiarazione annuale deve essere presentata in via telematica tra il 1

febbraio e il 30 luglio. La dichiarazione deve essere presentata da tutti i soggetti passivi del tributo anche se

34

non sono state effettuate operazioni imponibili, sono esclusi dalla dichiarazione quei soggetti che hanno

svolto solo operazioni esenti. Nella dichiarazione devono essere riportati:

 L’ammontare delle operazioni attive e passive

 L’ammontare dell’imposta dovuta e delle detrazioni

 I versamenti effettuati nel periodo d’imposta

 L’imposta dovuta a conguaglio o la differenza di credito

Presunzioni di acquisto e di vendita: si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si

trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni eccetto che dimostri che sono stati

consegnati a terzi in lavorazione o deposito, oppure sono stati impiegati per la produzione, perduti o distrutti.

contribuenti a rischio ovvero i confronti dei quali si adotta un assolvimento d’imposta differenti dai

tradizionali contribuenti.

Frodi carosello: quando ci sono società che hanno lo scopo di emettere fatture false. Art 21 DOPR 633/72:

“Se viene emessa fattura per operazioni inesistenti, ovvero se nella fattura i corrispettivi delle operazioni

o le imposte relative sono indicati in misura superiore a quella reale, l’imposta è dovuta per l’intero

ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura”

PROFILI TRANSNAZIONALI

Principio di territorialità ha grande rilievo nella disciplina dell’Iva. Bisogna distinguere le operazioni in:

 Operazioni nazionali

 Operazioni Intra-UE: operazioni che si svolgono tra soggetti residenti in Stati diversi UE

 Operazioni Extra-UE: scambio tra un Paese UE e un paese terzo, in questo caso si parla di importazioni

ed esportazioni.

Operazioni intra-UE: NON sono soggette a controlli fiscali e alla tassazione doganale. Tale regime è fondato

sul principio di tassazione nel paese di destinazione. ogni trimestre le imprese devono dichiarare le

transazioni effettuate con imprese degli altri paesi UE. Le imprese per effettuare questo tipo di operazioni

devono essere iscritte nel circuito VIES. Il cessionario deve integrare la fattura ricevuta in essa il corrispettivo

in euro, l’aliquota e l’imposta. La fattura così integrata deve essere annotata sia nel registro delle vendite che

in quella degli acquisti.

Operazioni Extra-UE: vi sono due principi di tassazione “nel paese di destinazione” o “nel paese di origine”.

Paesi UE: tassazione delle importazioni e detassazione delle esportazioni. L’Iva sulle importazioni ha lo scopo

di uniformare il trattamento fiscale tra i prodotti acquistati all’interno dell’UE e quelli provenienti da Stati

Extra-UE.

LEZIONE 20

Determinazione imposta ART 69:

supporti informatici base imponibile non solo il supporto informatico ma devo valutare anche il valore

dei dati e delle informazioni che contiene.

ART 70: imposta relativa all’importazioni accertata, liquidata e riscossa per ciascun operazione.

Depositi IVA: sono depositi previsti da art 50 bis, si caratterizzano per circostanza che i beni vengono

introdotti in questi depositi sono effettuati senza pagamento dell’IVA. Quando il bene entra in un deposito

iva a seguito di una cessione il bene non viene tassato per un certo periodo di tempo. I motivi della nascita

dei depositi iva sono molteplici. Un esempio è quando un bene extra-UE entra in UE per un processo

produttivo e poi sarà soggetto di uno scambio extra-UE, il bene non è soggetto a IVA. I depositi Iva sono

depositi fisici non possono essere istituiti a chiunque ma solo a imprese che sono autorizzate nell’area

doganale e da imprese operante nei punti franchi. Su autorizzazione del Direttore delle province autonome

35

e della Valle d’Aosta possono essere istituiti anche da soggetti che hanno preso la fiducia

dall’amministrazione finanziaria.

I beni che possono essere immagazzinati in depositi IVA: art 50 bis c 1 beni nazionali e comunitari che non

siano destinati alla vendita al minuto, bene nazionale o comunitario quando abbia già scontato l’imposizione

proveniente da uno stato terzo al di fuori dell’UE. I soggetti che hanno la possibilità di aprire i depositi iva

sono tenuti a dei registri e obblighi contabili.

Le operazioni individuate acquisti intra-UE con un introduzione di deposito IVA, immissione di un bene in

libera pratica extra-UE per essere inserito nel deposito IVA (bene sospeso da IVA), cessione di beni a soggetti

che sono al di fuori di uno Stato membro dell’UE, le cessione di beni custoditi in un deposito Iva, le cessioni

intra comunitarie , prestazioni di servizi che vengono svolti su beni che sono all’interno del deposito Iva.

Le esportazioni: sono operazioni NON imponibili. Le operazioni NON imponibili sono di tre specie:

1) Cessioni all’esportazioni

2) Operazioni assimilate alle cessioni all’esportazioni

3) Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali

Cessioni interne non imponibili nelle operazioni triangolari: quelle che si realizzano quando il cedente e

cessionario all’interno UE, ma il cliente del cessionario si trova al di fuori dell’UE. Cessione all’esportazione

quando il bene esportato al di fuori UE e in questa fattispecie si realizzano due operazioni NON imponibili:

quando il cedente fa fattura al cessionario e l’operazione nel momento in cui il cessionario presenta fattura

al cliente al di fuori dell’UE. Spedizione

Cedente Cliente Ces.

Fatt. NON Imp Fatt. NON Imp

Cessionario

Cessioni ad esportatori abituali: acquisto senza imposta è permesso agli esportatori che in un determinato

periodo hanno effettuato esportazioni per almeno il 10% del loro volume d’affari. A loro viene concesso il

diritto di acquistare nell’anno successivo la stessa quantità di beni senza pagamento Iva. La norma è fondata

sulla presunzione che vi sia continuità nelle esportazioni di un’impresa.

Operazioni dei non residenti, la stabile organizzazione : stabile organizzazione per imposta sui redditi fine

per valutare collegamenti per impresa non residente che produce reddito nel territorio dello Stato Italiano.

Ai fini IVA fino a qualche anno fa mancava una definizione per gli stati fuori UE. La corte di giustizia ha

interpretato in maniera differente rispetto a quella dell’imposta dei redditi: vi è stabile organizzazione

quando vi è una struttura dotata di risorse materiali ed umane deputata alla gestione di una effettiva attività

d’impresa.

Commercio elettronico diretto: tutte le operazioni del commercio elettronico siano da qualificare come

prestazioni di servizi ed il luogo di tassazione è sempre quello in cui risiede il cliente ossia il luogo di

utilizzazione. 36


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicorod di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Scalia Roberto.

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